martedì 22 dicembre 2009

VERRÀ L’INVERNO di Daniela Bisin




(LA BELLEZZA CHE UCCIDE IL TEMPO di Roberto Ferri in dipinti 2000 - 2006)


Stracci
i miei lamenti,

consunti e pavidi,
di uccello senza nido

contorti come
viticci perniciosi

dove l'uva
gialla e matura

pian pian avvizzisce,
senza memoria
e delicato tocco.

(nel perdersi,
di stagione che più
non scalda)

Il mio triste autunno
forse è già cominciato

e senza
nuovi orizzonti
la rondine prende il ritorno
fra le braccia calde di un'estate,

mentre la mia non torna.

Ora sorrido
(a denti stretti)
a quei vuoti spazi
che prima temevo

ingoiandone l'amaro sapore.

Facendo inchiostro
come sangue
delle mie dure dita

e carta dei miei occhi stanchi

fermo il tempo

a miniare
questi attimi
ignavi di passione

ora spenta.

Verrà l'inverno
e con lui

ritornerà il mio pianto





venerdì 18 dicembre 2009

REQUIEM FOR A FALLING STAR di Danilo Carli Stranich


 (Francesco de Marco, Da qualche parte sopra la nebbia).


Una miriade di carboni ardenti
disegna graffi sopra i seni,
cartografia dell'amore
pietra angolare o rosa dei venti.

Reconditi arpeggi di chitarra
incantano le luci derelitte,
è grumo madreperla la città
muta costellazione di collina.

I gatti inseguono filacce scolorite
la tunica buia s'allunga sull'erba;
la sera se ne va in silenzio
un gorgo d'immobile argento le stelle -
piove la nebbia su scossi selciati,
la mia bocca riversa sul tuo petto
è il tempo che svela ogni mistero







giovedì 17 dicembre 2009

DE REBUS NATURAE di Natàlia Castaldi


                                        (Bambini soldati)

Non mi inginocchio davanti ad altari
rivestiti di tele e ricami,
oboli di fedeli
a purificare in bianco candore
di sete e damaschi ed ori, peccati
terreni, misfatti e umane meschinità.

Non sciolgo sulla mia amara lingua
ostie come carni divine
e non rinchiudo in portafogli,
tra denari e scontrini, nóccioli
di dattero come propizio feticcio
per prospero domani, né santini
dalle mani insanguinate di stimmate
e dolori per garantirmi la fede
ed un sereno domani.

Templi e pagani riti reiterati
in riscritte vesti a giustificare
poteri e contrabbandi di menti
con aldilà e timore di Dio,
che imperfezione naturale d’animale
genere ha voluto a pascolare
in gregge di iene in famelico
divorare la carne del più debole
che soggiace per malefica invenzione
del male al di fuori di creazione.

Mi inginocchio davanti a me stessa,
alla mia meschina natura nella
Natura ed essa prego che non infierisca
davanti allo scuotere delle onde
sulla battigia ed alle creazioni
di umana creatura in sua potenza d’arte.

Alla mente spaccata tra bestiale istinto
e razionale evoluzione
rivolgo disperato pianto e preghiera
che abbia pietà dei cuccioli d’uomo *
e non inchiodi alle croci armando
innocenti come cani affamati
per ludibrio di scommessa
e due monete d’oro in tasca.






****
Postilla al testo:

Nella chiusa la mia preghiera va alla coscienza di tutti coloro che permettono l’esistenza di forme di sfruttamento e violenza come quelle praticate ed inflitte ai cosiddetti “baby-soldato”, i “cuccioli d’uomo” armati dalla fame e mandati ad uccidersi in guerre dimenticate e lontane dalle logiche dei mercati occidentali, il cui unico interesse verso quei conflitti si circoscrive alle possibilità di sostanziosi introiti per le loro “pulite” industrie belliche.

Si calcola che i bambini soldato nel mondo siano circa trecentomila, questi “cuccioli d’uomo” non giocano alla guerra sui freddi e colorati schermi di costose play-station, loro la guerra la fanno, e la fanno armati di kalashnikov, Ak47 e fucili d’assalto americani M16.

Strappati alle famiglie o venduti dalle stesse, per mezzo di violenze fisiche e psicologiche di una crudeltà indescrivibile, questi bambini vengono sottoposti ad un processo veloce e cruento di “disumanizzazione”, al fine di abbattere ogni loro connaturato moto di pietà verso il prossimo, “educandoli” ad uno spirito – esasperatamente deviato - di sopravvivenza che equivarrà alla loro capacità di uccidere. Prima dei combattimenti vengono generalmente drogati con cocaina, anfetamine o polvere da sparo bruciata e mischiata a riso e hashish.

A detenere il primato di quest’orrore è l’Africa, e principalmente il Sudan, dove da quasi trent’anni si consuma una guerra spietata tra Nord musulmano e Sud cristiano ed animista, laddove – ancora una volta – la religione dell’uomo, gli “Déi” dell’uomo, determinano o giustificano lo scempio dei loro stessi figli, quelli più deboli e più fragili, quelli che da esseri umani diventano “bottino di guerra” e manovalanza da macello per guerre tra tribù senza speranza ed in mano ad assassini senza onorevoli taglie sulla testa da parte delle spettatrici Nazioni Unite, sempre "civili" portatrici di libertà.

n.c.



martedì 15 dicembre 2009

PIOGGIA di Pietro Vizzini


(foto e video di Pietro Vizzini: dall'interno della sua auto)
E giunge un cielo grigio
ad oscurar le ombre
lacrime sui vetri
pensieri di ieri
scintillio di gocce
schioppettio
come sussurro
di braci ardenti
silenzi ricamati
fili di spine sulla pelle
pungono i miei pensieri
saltellano sul mio viso
essenze trasparenti
tracciano un brivido
soltanto per pochi momenti
per scacciare la tristezza.











lunedì 14 dicembre 2009

FISSO ANGOSCIA di Riccardo Gaeta


(Paul Klee, Paesaggio sommerso)


Sta nell'etere
o in uno spazio
millimetrico
questo liquido
multicromatico

Voglio rete
voglio legare
voglio sudare
io fatico ma sto fermo
voglio sogni ma ritrovo
un fisso esterno

Qua c'e' liquido
uno schermo linfa
che non sa di dolce
ma di vasto spazio
Mi piace l'algoritmo
sniffando fili rossi
si collegano
stop

Quanto spazio
(snobbo)
quante voci
colgo
finalmente democratico
viola giallo paglierino
tanto spazio
(sembro soddisfatto
ma sto fermo su una sedia)

Troppo spazio mi
accompagna in fatti

Sto seduto fisso e rosso
appaio
quadrangolare il mio
monolocale
definisce i confini
di uno spazio troppo
etere.







domenica 13 dicembre 2009

STORIA SENZA STORIE di Natàlia Castaldi


Terra di cedri ed ulivi,
terra di pietre maledette
in nome di quale dio affoghi
in rovi e polveroso affanno
per diritto d’un popolo
nella diaspora nutrito
d’amaro sale e dolore?
Ieri vittime tatuate a numero e fosse
non vedono lo scempio
del proprio diritto
nel disumano vissuto genocidio?
Acre odore macabro di decenni
e sangue di disperazione e fame
sulle terre sfrattate e mutilate
non giungi ancóra
alle narici dei nuovi Pilato
immobili a decretare
nel complice silenzio
il trionfo dell’inferno sulla storia.






DI QUESTO NOSTRO AMORE di Gilberto Fanfani



(Salvador Dalì, Ragazza di spalle)

Di quel nostro amore
qualche momento rivivo
ed è come un soave,
nella sera,canto che lontana.
Come da fiamma che langue
nella notte,bagliori improvvisi
mi giungono ultimi,a rallegrarmi
per poco nel buio.
E' vento che a tratti ritorna
echi di festa controvoglia lasciata.
L'astro che all'alba resiste
è sempre il più caro.



sabato 12 dicembre 2009

NON SEI QUI di Gloria Gaetano




(Energia 2, dall'album ASTRAZIONE di Maria Pezzica)




















 

Non sei qui

Copre il cielo il mio corpo

con estatica spuma trascinata dal vento,
gelsomino fiore che stordisce,
sorto come una roccia spruzzata di biancore.

Tu non ci sei

Il tuo sapore acuisce amore
di dolorante fiore disperso
nel suo furore,
in cerca del garofano rosso-viola
lontano oltre le sacche della riva.

Fluisce amore nel gorgoglio tranquillo
dell'acqua,
magma vivo di roccia.

tu sei qui,ora

guardo il tuo collo forte,
scivola amore,mentre piove
una nuovola di gelsomini e stelle liquide,
ti accolgo nel tremore,
una stupita stella
m'illumina in uno sprazzo istantaneo,

assale il mio corpo disteso nella notte,
bianco-azzurro nell'arco dello scoglio.

Assenza d' anima, amore nella mente non ragiona.
Iinutili le parole, sensazioni che dilatano me stssa,
senza ricordi, soperte in un momento
senza tempo, denso di desideri incontenibili.
di riconoscersi invasi
da un plenilunio d'argento senza fine.

Tu sei qui, ora





venerdì 11 dicembre 2009

IN QUESTI GIORNI IMPURI di Daniela Bisin








          (Ipazia di Dante Gabriele Rossetti)






Sovrapponi lo sguardo inquieto
ai tuoi pensieri

la rossa scia dei ricordi
più non gema

e scorrendo
lungo rette in prospettiva
arriverà a perdersi
all'orizzonte

pronta a riaffacciarsi
ad un nuovo germe di speranza
chiamato futuro.

RESISTI

Eludi il sogno

in cui rincollerei
pezzetti del mio cielo

a coprire
ogni dubbio incerto.

L'anima mia
si flette
come canna al vento

in acque ferme
a scardinar torrioni.

Tu sai
ho smesso di nutrirti
ormai

questo allattarti la vita
mi è intollerabile

e nuda e cruda
ora vorrei
vedere in te
tutti i miei semi germogliare

che lungo è stato
dissodare terra.

Ma tu scivoli e fuggi
lungo la tua ombra silenziosa

in un silenzio ottuso,

senza carne.

Sei tu ora
un nodo di sangue
nello stomaco

che vorrei sciogliere

per non dover
più provare
questa dolenza amara

Le mie parole

ad essere oneste
hanno diritto

per non obliare
il peso greve
di questi giorni impuri

in cui io
vorrei sentirmi
viva del mio sentire

senza negarmi
desideri buoni

di dolcezza e parco vivere,

null'altro.






(Artur Rubinstein, Chopin, opera n. 1)

giovedì 10 dicembre 2009

SALSEDINE di Natàlia Castaldi




(Drappo poetico per N.C. di Roberto Matarazzo)






Salsedine

Non temo il pianto
in un velo di ruvida salsedine
tra ciglia e cime annodate
d'un marinaio senza stelle.
Nelle vele rigonfie
d’una infruttuosa giornata di pesca
coltivo le parole
degli spasmi e delle spire
d'un polipo sbattuto
fresco di mare e nervatura caparbia
in un morso di vita.







mercoledì 9 dicembre 2009

IL MIO RIFUGIO di Gabriele Prignano





            (Edvard Munch, Il bacio)


Mai più guarderò in alto il cielo nero
maledetto
né ombre losche rintanate nel buio
nascondiglio
di memorie impolverate
covo di mie paure.
Te guarderò te sola
tra tue braccia
rifugio difesa amore
Ora subito
notte illumini corpi
nudi avidi avvinti
e puzzle di parole
si levino in fiamme
tenero scopro bocciolo
a te incateno mia carne
ora solo ora
rivivo gioia danza desideri
ansia dolore musica sospiri
pioggia di sorrisi
intrecci di sguardi
legami di lingue
nell’invincibile malinconia
di una notte senza stelle
rivivo il Desiderio ultimo
di lacrime, sospiri e grida.
Di te nutro
insaziabile supplichevole
inesausto mio amore.
E il cielo fuga. 






(Battiato)

martedì 8 dicembre 2009

SINERGIA TERESA FERRI – ROBERTO MATARAZZO


   (Vedendo GHIGNI ALLUNATI, di Roberto Matarazzo omaggio sensorio a Teresa Ferri)




GHIGNI ALLUNATI (Teresa Ferri)

Si spazia l'ansia a cima d'onda
ma non tocca cieli.

Ghigni a distanza
d’anima
disegnano nuvole
senza accendere soli,
né lune a cullare
fanciulli già sporchi
di sangue
ma solo specchiate
in riflessi d’acque
stagnanti
di colpe e rimorsi

e niente pietà
né dall’alto né dal basso.

I giorni si strappano a morsi
dai rami.

Solo un vento leggero
accarezza le crepe,
forse padre d’erranze
e illusioni,
forse padre invisibile
di suoni
accartocciati
sotto foglie di gelso,
sotto neve annerita
da pianto fumoso
che a eco rispunta

dal verde che accima
nel maggio spiumato.









Pavane, Op. 50 (Gabriel Fauré) 




lunedì 7 dicembre 2009

L'ATTESA di Sabrina Ludovica





(Dalì)












Mi distinguo per l'assenza
non evidenzio la parola
dileguo la mia presenza
in nebbiosi antri di coscienza personale
Purtuttavia
l'anima esige il suo sensato esistere
donato e ricambiato
privo di ogni inganno
e di cori che serpeggiano sinuosi
Giungo le mie mani
nella richiesta di un perdono
emettendo un urlo silenzioso
che mi risparmi una condanna senza appello
Resto in ombra
evidenziando i chiaro-scuri
dei miei sinuosi contorni
rannicchiata ai piedi delle mie parole
nell'attesa di quella luce
capace di fugare tutte le mie ombre







domenica 6 dicembre 2009

LA MALINCONIA di Daniela Bisin




(anello “filosofico” creato dal designer Noam bar yochai)










(foto di Mauro Mazziero)




La malinconia
è l'abito
che più mi veste

è come edera
che al cuore
s'avvinghia

alle volte
stringe
un poco sui fianchi

e alle mie scarpe
abbinarla
mi duole

nei giorni di speranza

svolazza

sulla ruota
come di chiffon velata

la tristezza
che a lenire ferite

mai ci prova.

Nelle serate assenti
della vita
laboriosa

attendo di dispiegare
la balza
dei giorni

in cui avrò per te
ogni mio tempo

e come leggiadra farfalla

giocando fra i ricordi
e le mancanze

stringerò finalmente
al seno
insieme ad una rosa bianca

l'unico mio desiderio





sabato 5 dicembre 2009

AI BORDI DELLA STORIA di Ennio Plauto



Tremule fiammelle
di scolorite vite
ritorte, stropicciate carte
come giornate sciupate,
corse a rallentatore
su binari morti,
accelerati in bianco e nero,
stazioni fangose, muschi rappresi,
istanti.
Ogni ferita è una carta
di traverso sul tavolo da gioco.
Collettive narrazioni,
Pelizza e copertine di Rinascita,
Vittorini e Togliatti
su gialle pagine trapassate.
Scure coloniali voci,
l'Algeria, il Congo,
Cuba solare e giù le miniere
di Atacama.
Radioso ma umano,
parigino,francese, mondiale,
ben venga Maggio e il gofalon selvaggio,
e folle di canzoni
stese al sole della storia nuova.
Continenti e tempi a ritmo antico
e dignità che è divenuta carne.
Atene nel Settantaquattro,
Panagulis, Theodorakis
i volti, le barbe, i capelli.
E il corpo di un corsaro all'idroscalo
martirizzato come nel Mantegna,
e voce rotta del vecchio Moravia
a ricordare ai vivi la poesia.
Aerei su Santiago e su Neruda,
e un nobel per la pace insaguinato
che taglia mani e voce a Victor Jara
perché dal comunismo non si torna.
Esilio di coscienze e giornalisti,
e l'Occidente meta da sognare,
wir sind aller berliner:
con le macerie della vecchia Europa
c'è sempre un nuovo muro da rifare.
Ed ora, stesi ai bordi della storia
i panni sporchi sono da lavare,
ed ora, stesi ai bordi di noi stessi
cerchiamo un nuovo modo di sperare.


 


          







…E PER CONCLUDERE:
Non è forse ora,e proprio ora, che l’Occidente incontra la sua contraddizione, quella che Marx ipotizzava avrebbe generato il comunismo, e che invece si fa evidente proprio con il crollo del comunismo?
(Umberto Galimberti, Parole nomadi, Milano, Feltrinelli, 2006)


venerdì 4 dicembre 2009

NOTTE di Maria Isabel D'Autilia



                     (La Belle de Nuit di René Magritte)


Notte che sfogli i silenzi,
notte compagna,
notte amica amante,
notte di corpi
e respiri intrecciati,
notte
di sogni, tristezze, paure,
pianti,
notte d'amore e di amori altri,
ambigua notte
di sonno, di lavoro..
notte imprigionata nei passi solitari
sulle strade del nulla,
o sprofondata in nuvole di assenza e neve...
Notte che scorri troppo in fretta
o con insostenibile lentezza...
Notte che suoni del respiro
di fagotti di stracci
di fagotti di corpi abbandonati dall'indifferenza
ai margini degli occhi e degli sguardi,
ai margini di tutto...
Notte compagna amica
rifugio
palpito...
Notte temuta, implorata, straziata,
notte nemica...
Notte bastarda..
Notte ingannevole enigma..
Notte, che passi in una sola notte,
notte che sali lenta
nel fumo di una sigaretta, notte che sfumi
nella voce lontana
di un gatto in amore.







giovedì 3 dicembre 2009

UN GIORNO O L’ALTRO TI AMERÒ di Alessandra Fanti





                                (Sinestesia in C, foto di Roberto Matarazzo)






Tu credi
forse
ch'io non ne sia capace

che il cuore prosciugato
da troppa attesa
non sappia più
di sola volontà
spiccare il volo

e invece
basta solo
che io la dica
quella parola stanca

e mille altre si affanneranno intorno
a fare tavola imbandita
di versi e voluttà
e abbracci

Un giorno o l'altro
è certo
un giorno o l'altro

io ti amerò
di nuovo


se
solo
lo
vorrai...







martedì 1 dicembre 2009

TEMPO di Pietro Vizzini




(...piena di colore! di Amelia Ravallese)












E’ pioggia su terra bagnata
rimembranza che fluisce tremante
come acqua che scorre
gelata sulla roccia,
beffardo il sorriso della luna
adombra le braccia
di un fiume in piena,
luce d’Oriente
traspare dall’azzurro
il rosa pallido del pesco.
Tempo,
mi hai promesso un ricordo,

ho respirato la polvere
che hai lasciato
sul mio cammino,
disegnato il tuo profilo
con un tocco di dita,
adesso bevo lacrime
dal calice di un fiore,
i suoi petali rosso damasco
sfiorano fili d’erba intrecciata,
pensieri che non conosco
sono di te il divenire
come ali di farfalla
sui capelli all’imbrunire.




(Visioni di Pietro Vizzini)

lunedì 30 novembre 2009

I MIEI AMANTI LO SANNO di Dona Amati


    (Egon Schiele, Ragazza con sciarpa gialla)


I miei amanti lo sanno
che intingo il corpo
in un deserto freddo
e aspiro sabbia e polvere.
Loro fiatano brama dagli occhi grondanti.
Ma nulla mi riempie.
C'è solo polvere che metto addosso.

Ed ho un neo sul cuore.





sabato 28 novembre 2009

HO SCELTO di Gloria Gaetano



(Maurizio Barraco, dall'album fb mi piensamentos)


Ho scelto.

Guardai stelle
irrigate dai fiumi, da rugiade impreviste
e scelsi un amore.
Da allora dormo sonni notturni.

Tra le onde,  un'onda
altre onde,
mare freddo, foglie e gelo verdi,
scelsi quell'onda unica
l'onda trasparente del tuo corpo.

E allora le gocce, le luci
le radici della terra
vennero a guardarmi
giorno e notte.

Volli sfiorare i tuoi capelli,
scelsi il tuo cuore ardente
tra tutti i frutti della terra.

Io ho scelto solo un'onda
solo un canto che sa di lontano






venerdì 27 novembre 2009

AMAMI di Maria Isabella D'Autilia



    (Francesco Hayez, Il bacio)                              



                         la banalità del male


(Dedicata a tutte le mal aimées)

Non mi adagiare
con mani indifferenti
sulle fragili ali
di una nuvola.

Non m'innalzare
fuori dalle tue ore
su di un trono
intrecciato di sole.

Non farmi appartenere
all'aria
o al cielo
o ai giorni senza notti.

E non tirarmi giù
con palpebre rapaci
nella cieca prigione
del possesso d'amore.

Non mi rinchiudere
piegata, accartocciata,
nel portafoglio
delle tue parole.

Non mi parlare
parole di silenzio
con le mani a pugno
scagliate sul mio viso.

E non guardarmi
rantolare di sabbia
attraverso la punta
dei tuoi calci.

Non è l'amore
quello che prendi a forza
strappando pelle e voce
dalle carni dolenti...

Guardami,
svolta il respiro e guardami,
guarda questa persona,
Persona come te...

Toccami
con sussurro di sguardo
i miei occhi
all'altezza dei tuoi...

Pelle su pelle
amami
e chiedi amore
come scelta d'amore...










giovedì 26 novembre 2009

LA RISALITA di Salvina Albanese


    (Pantera nera seduta di Richard Stacks)

Non più pantera
intrappolata che gira
in gabbia a vuoto.
Torno a prendere controllo
possesso di me.
Assemblaggio paziente
delle idee.
E' di nuovo l'avventura
non ho ancora
svenduto l'anima.
E lo sguardo guardingo
felino
cede il posto
alla quiete cercata


mercoledì 25 novembre 2009

CONFITEOR di Danilo Carli Stranich



(Abbandono di Mariella Simone)

Non c'è conforto o speranza.
Nel cielo degli occhi
addii inespressi, taciuti.
Bisogna essere molto forti
per amare la vita
nonostante chi ha mentito
dicendo d'amarti;
immobile l'agave,
il salice e il mirto
rintoccano al vento



martedì 24 novembre 2009

TRA SBARRE DI TULIPANI di Rita Pacilio


    (Sergio Caputo, Metamorfosi)


Rocce impigliate nella lana del maglione
sono la mia scena.
Come seni duri sotto la lingua.
Preparami l’anima quando piove
senza perdere nella memoria la smania
di tradurre la nebbia sulle case.

( 'Tra sbarre di tulipani' - Lietocolle edizioni)



lunedì 23 novembre 2009

CERCO di Daniela Bisin




(Jackson Pollock, moon - woman)


















Scorrono di traverso palmi delle mani
a schiarire
la mente
in una visione
che non sia
affumicata
da false ragioni

voglio aspettare
che il mio cuore
batta
scorgendo
una nuova verità
di conoscenza pura

a redimermi
da questa ignoranza
senza logo
che mi preme
e mi disintegra

cerco come un cane
tartufi bianchi

e la leggerezza
di una luce vera
che possa aprire
illuminare
il mio spirito..





sabato 21 novembre 2009

LA CASA SUGLI SCOGLI di Gloria Gaetano



(Fallingwater, di Frank Lloyd Wright)

Finisce qui il mio viaggio,
sulla casa a picco sulla scogliera,
travagliata da onde schiumose.

Lo scoglio levigato ci vide avvolti
nelle nebbie marine dell’azzurro
nella sera che ancora conserva
l’aroma dell’estate,
macchie celesti sul tuo fianco
che si allungava contro le mie mani.

Qui era l’altrove, il sempre, l’oggi,
nell’accendersi dei corpi
nell’età sorpresa, sul nostro ponte sui mari,
l’acqua avvolgeva la tua pelle,
entrava nei recessi segreti.

Ma tu desideri l’eternità, il lontano.
L’attimo concluso,di là dal tempo,
non finisce qui nella nebbia del mare
invaso dalle nostre memorie.

Qui termina il mio viaggio,
davanti al camino le tue dita tiepide,
il tuo fianco acceso dalle fiamme,
tra legna, cigolio del pozzo, luci ambrate,
mentre l’onda sbatte sulla scogliera.

Andremo via, dicevi, e forse troverai il luogo,
il tempo dove tutto s’ineterna,
il passaggio nascosto,
il punto che non regge la rete.

Vorrei dirti che l’altrove è qui,
il mio viaggio è finito,
nella casa sul mare,
dove non attendo altro tempo
tra i vestiti piegati
il pozzo cigolante.

Ma tu già vedi il limite della spiaggia,
senza requie vai alla finestra:
pleiadi d’eternità
Non altro posso dirti, qui finisce il viaggio,
nel tepore avvolgente delle tue braccia,
nella casa sospesa sulla scogliera.

Tu vai, io resto, sono giunta a destinazione.
In spiaggia accendo una sigaretta,
inspiro la lontananza della tua vita
un lungo silenzio acceso
tra due abbracci interminabili






venerdì 20 novembre 2009

LUCE di Maria Isabella D'Autilia






(Luci di René Magritte)












Luce soffusa cerca la sua strada
nelle borse degli occhi di una notte
insonne, nelle rughe di ombre
segnate da giorni attraversati,
solcati, graffiati da artigli di ghiaccio.

Onde di tenebre incalzano e s'infrangono
Su scogliere di ore scandite
Da battiti di assenze, di sogni,
di sconfitte su ciglia asciugate dal vento,
su dita ritratte dentro un pugno.

Ma la luce soffusa s’insinua
Oltre le palpebre di un balcone
Dimenticato dalla vita, e accende
Il pentagramma dei suoni e dei ricordi
Sgranando l’alfabeto della notte.

E dentro quella luce si compongono
Volti di parole, s’intravedono
Suoni di passi in cerca di un cammino.
Alta, la luce resta nell’attesa
Di occhi che ne ascoltino il richiamo…