venerdì 27 novembre 2009

AMAMI di Maria Isabella D'Autilia



    (Francesco Hayez, Il bacio)                              



                         la banalità del male


(Dedicata a tutte le mal aimées)

Non mi adagiare
con mani indifferenti
sulle fragili ali
di una nuvola.

Non m'innalzare
fuori dalle tue ore
su di un trono
intrecciato di sole.

Non farmi appartenere
all'aria
o al cielo
o ai giorni senza notti.

E non tirarmi giù
con palpebre rapaci
nella cieca prigione
del possesso d'amore.

Non mi rinchiudere
piegata, accartocciata,
nel portafoglio
delle tue parole.

Non mi parlare
parole di silenzio
con le mani a pugno
scagliate sul mio viso.

E non guardarmi
rantolare di sabbia
attraverso la punta
dei tuoi calci.

Non è l'amore
quello che prendi a forza
strappando pelle e voce
dalle carni dolenti...

Guardami,
svolta il respiro e guardami,
guarda questa persona,
Persona come te...

Toccami
con sussurro di sguardo
i miei occhi
all'altezza dei tuoi...

Pelle su pelle
amami
e chiedi amore
come scelta d'amore...










79 commenti:

  1. Una preghiera gridata una richiesta di amore vero senza alibi o distorsioni.Come uno sguardo dritto che buca uno fuggente.Dolorosamente bella,non servono altre parole credo,il suo senso è palesemente attuale purtroppo.Grazie Maria Isabella.

    Daniela Bisn

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  2. Imperiosa e accorata, forte e supplichevole, perfettamente consapevole di una condizione femminile che chiede uno sguardo onnicomprensivo, amore e rispetto della persona, è una poesia molto bella, questa, mia cara Isabella. Un fortissimo abbraccio. Il solito ma sempre nuovo!Gabriele Prignano

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  5. Mi ha profondamente emozionaato.
    Davvero bella, e tu Maria Isaella davvero speciale

    Susan Malon

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  6. ...la dolcezza contro la violenza...


    Aurora Blu

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  7. E' triste la descrizione della donna, ma è superba la sua esortazione!


    Paolo Mannaro

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  8. L'ho riletta tante volte e davvero mi ha lasciato senza respiro...Emozionante, forte,travolgente e avvolgente, dolcissima e accorata...davvero speciale, come chi l'ha scritta!!!
    Bravissima!

    Grazia Soro

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  9. Mi piace questo urlo disperato di essere amati per ciò che si è! Ad essere sincera ho provato molta tenerezza e voglia di abbracciare tutti coloro che hanno subito violenza e nello stesso tempo rabbia...nei confronti di chi strappa l'amore gratuitamente!

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  10. Una poesia molto toccante, ma con tanta dignità!
    Per fortuna ci sono anche uomini che ci amano con le nostre debolezze...il violento ne fa un'arma a suo favore.

    Rosalia Apparia

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  11. molto intensa ed emozionante, la richiesta di amore pure e che sia solo amore..attraverso immagini che mi hanno colpita.La consapevolezza di un bisogno di amore che non sia solo di facciata, ma puro, che derivi dall'anima...dono prezioso in questi tempi...
    Complimenti.Tatyana Andena

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  12. Spesso purtroppo l'uomo si comporta molto male con la Donna soprattutto con la sua Donna , quella che vive con lui . La causa consiste soprattutto nella cattiva educazione, dagli esempi ricevuti dal padre ,dalla "cultura" dominante, dal sentirsi Uomo , Maschio, Dominatore , Il Responsabile della famiglia, il Capo . Eppure dentro di se' lo sa di sbagliare , ne e' conscio e non vuole cambiare per rimanere incollato alle tradizioni , all'immagine distorta del rapporto uomo--> donna (=fenmmina).
    Personalmente sento perfettamente l'assurdita' dell'ingiustizia dei soprusi e della violenza .
    Non ho mai sfiorato una donna neppure con un fiore per non farle mai del male . Amo l'essere femminile e lo ritengo molto superiore a noi uomini che dovremmo solo inginocchiarci davanti a tanta meraviglia
    ed a tanta Sensibilita' .
    Voi ci isegnate ad ascoltare il cuore !
    Con questa Tua splendida Poesia rendi perfettamente l'idea ed attraverso i Tuoi bellissimi Versi mi fai rivivere le emozioni come se mi mettessi al posto della Donna che subisce incompresa e che non puo' accettare
    un tale insulto ed una tale profanazione del Sacro. Ma i tempi sonno maturi e presto tutti capiranno gli errori commessi , assuneranno l'atteggiamento giusto e vi ripagheranno degli insulti e delle pene subite pur assolutamente indifese ed innocenti.
    Solo cosi' il mondo potra' camminare a testa alta e procedere verso la Luce !
    Grazie !

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  13. L'uomo che percuote la sua donna ha già fatto la sua scelta, tra amare ed esserre amato e il potere coercitivo sulla sua donna, ha scelto l'esercizio del potere tramite la violenza. La grande maggioranza degli uomini non, compie questa scelta, ma la minoranza che lo fa non è nè sporadica nè legata a patologia psicologica. Questi numerosi uomini appartengono ad una ben precisa cultura di dominio maschile che non intende cedere il passo alla storia, con il riconoscimento della parità tra i sessi e usa come estrema ratio la violenza per perpetuare tale cultura tradizionale. Detto questo aggiungo che io non sono contro tutti i tipi di violenza e invoco il diritto della vittima a usare violenza contro il carnefice al fine di farlo desistere nella sua azione nefasta. Questo significa che chiedo che si proceda d'ufficio contro il violento ( solitamente è un uomo ) che anche e specialmente nell'ambito familiare utilizza la violenza fisica per sopraffare la compagna ponendogli la maggior forza fisica come aggravante di reato. Cyrano

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  14. FEMMINICIDIO. La prima causa di morte delle donne nel mondo non sono gli incidenti stradali, i tumori, la fame o l’AIDS, ma l’omicidio. l più delle volte si consuma in famiglia, per mano di mariti, compagni, ex, conoscenti. Il più delle volte il gesto è giustificato facendo leva sul movente passionale, sul contesto disagiato. Tuttavia, il termine comune tra tutti questi omicidi, è il fatto che la vittima sia donna. Dona Amati

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  15. Maria Isa ha deciso di dedicare questa pagina alla violenza sulle donne. E ha pubblicato questa poesia, anche se ne aveva un'altra più suggestiva in bozze. Questa è bellissima. Cerchiamo di coinvolgere quante più persone è possibile su questo tema così angoscioso e scottante. Fate il percorso dalla canzone,anch'essa drammatica, alle immagini, i cui all'idea del bacio e dell'amore, si contrappone la foto della donna violata e preda della sopraffazione maschile... Grazie a tutti

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  16. che bella!...è bello tuto qua!
    tornero'...emy

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  17. molto, molto bella, come sempre tutte le cose di Maria.
    mario Scippa

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  18. Accorata ed intensa, coinvolgente...si sente il grido di dolore che nasce dal profondo, ma dalle carni lacerate c'è ancora flebile ma imperioso un pensiero di speranza...guardami e amami per come sono...di solito questi uomini brutali, trovano le donne migliori,fragili,bisognose di un amore...basta che sia, lo sai che sei brava Isa..ho provato tenerezza e rabbia...Grazie cara

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  19. Maria Isabella, ci hai abituato a fotografie di sentimenti scolpiti tra le parole. Più di cento dichiarazioni d'intenti può una poesia, amara, vera e dolce al tempo stesso, capace di arrivare al cuore di chi sa lasciarsi interrogare.
    Grazie.
    Gianfranco C.
    (ciao Prof!)

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  20. La concretezza di un amore vissuto con semplicità senza violenza e senza idealizzazioni è quanto merita ogni donna.

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  21. Spesso, o quasi sempre, sommare parole a parole può risultare inutile. Quì ne occorre una sola, superlativa: BELLISSIMA!
    Grazie, Maria Isabel...

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  22. ANONIMO
    Antonio Fontana
    Una poesia che abbraccia le donne e sopratutto la donna che patisce violenza...e che grida all'uomo che ne Possiede il corpo incurante della sua sofferenza e inerte alle emozioni dell'amore:
    "Guardami,svolta il respiro guardami,
    guarda questa persona,Persona come te...Toccami
    con sussurro di sguardo i miei occhi
    all'altezza dei tuoi...Pelle su pelle
    amami e chiedi amore come scelta d'amore..."

    Grido d'amore per amore; accorato doloroso senza illusioni...con la forza e la dignità della donna consapevole di se!
    La poesia che risveglia emozioni reali contrastanti ...Grazie Maria Isa .

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  23. Questa lirica, autentico grido di dolore, tra l'apparire e l'essere, è una chiara ribellione alla violenza fisica in modo globale sulle donne.Inizia con l'apparire e mi spiace di non trovare la canzone "Spazio" Cantata da Peppino di Capri perchè non si trova su yoytube, sarebbe stata indicata recitando "Scendi giù da quella nuvola" e scendi donna dalla nuvola e diventa forte anche tu come dici che non ti servono delle collocazioni che poi non rifletteranno mai la realta', ti serve amore vero e non quello violento derivante dalla prepotenza del possesso, ma quello scaturente da carezze, coccole, e quant'altro puo' rendere tenero un rapporto, chiesto nel finale della lirica come una supplica.
    Cara Maria Isabel, tu sorridi e passa un angelo... a cavallo di una nuvola, quando si scrivono questi versi che oltre alla loro perfezione infinitesimale si porgono in una maniera cosi' belli, cosi' accattivanti che rendono la violenza e la porgono in modo cosi' dolce, allora si è di un livello nettamente superiore e dunque diventa un privilegio non solo esserti amico che resta una dimensione umana stupenda, ma principalmente poterti commentare in queste esposizioni poetiche sublimi. Grazie Maria Isabel, grazie per quel che ci doni...Bruno Zapparrata Bello l'inserto di stelle e cerase. Complimenti

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  24. La sento come una poesia forte, in equilibrio fra denuncia e preghiera, urlo e sussurro. Il tema è assolutamente vivo, palpitante, attuale (da sempre purtroppo), e in fondo polarizza in due paradigmi la visione maschile del "femminile". L'angelo e la "cosa", il cielo e il sottoterra, quasi il maschile non riesca a trovare in sé la una "medietà" di percezione, che in fondo è la richiesta legittima delle strofe finali della poesia. Quasi accorato, il tentativo di Maria Isa, di un riconoscimento identitario -la Persona comunque - che sembra sfuggire al magnetismo sublime/terribile della coppia antinomica Angelo/Cosa, un cercare di far prevalere la voce di un Logos, una razionalità che riporti i termini nella cornice del verosimile, al riparo dalle cadute/elevazioni delle suggestioni archetipiche, delle scissioni paraschizoiodi.
    In questo testo una "missione" educativa, quasi una neomaternità a cui affidare il compito (storico-culturale-antropologico) della genesi di un "homo novus", un maschio che incida nel proprio DNA almeno due Valori Insuperabili: il principio di realtà (pur con concessioni all'amplificazione poetica del Femminile) e il Rispetto della Dignità, senza più specificazioni di genere.
    Nulla di nuovo, certo, così come nuovi non dovrebbero mai essere i valori menzionati, ma fa impressione ed amareggia che ancora oggi si debba ricordare che la Violenza è fra le forme peggiori e disumanizzanti di Regressione selvaggia. Un uomo violento è un uomo inutile oltre che pericoloso.

    Francesco Palmieri

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  25. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 02:16

    Buongiorno, e grazie a tutti (poi passerò a ringraziere e dialogare con ognuno di voi, carissimi).
    Grazie soprattutto a Gloria che ha voluto, insieme a me fortemente questa poesia, oggi, 28 novembre, che a Roma c'è un gande manifestazione CONTRO OGNI VIOLENZA SULLE DONNE.
    Ci è sembrato di esserci, anche con questo modesto contributo.

    Può una poesia richiamare l'attenzione su un tema così atrocemente doloroso, che non appartiene ad un'unica realtà, ad un unico Paese?
    Chissà...
    Certo che la poesia, parlando anche al lato emozionale delle persone, può penetrare più profondamente...
    Con questo non voglio "esaltare" i miei versi, che forse non sono neanche poesia ma qualcosa dettata dal cuore nel leggere, estremo trafiletto in cronaca, dell'ennesima violenza domestica, dell'ennesimo femminicidio...

    La violenza sulle donne è una drammatica emergenza (e lo è stata sempre, in passato, come oggi, solo, oggi finalmente almeno se ne parla) a carattere mondiale che non si può derubricare nè affossare nelle altre violenze.Ogni violenza ha la sua peculiarità, ed ognuna è da stigmatizzare e combattere con forza.
    Ma le violenze sulle donne, da quele psicologiche ai femminicidi, alle lapidazioni, agli stupri, attraversano davvero tutta la gamma degli orrori ed è pur vero quanto sostiene Cyrano, ed altri amici (sono davvero molto felice che in questa discussione ricchissimi e sensibili contributi provengano da voci maschili) che gli uomini, molti uomini, per un'assurda cultura del possesso e della sopraffazione, non accettano un rapporto simmetrico con le donne, e questa non accettazione si traduce sempre, o quasi, in violenza.

    Vi ringrazio tutti, soprattutto per aver capito lo "spirito" di questi versi e le motivazioni che li hanno dettati...

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  26. E ci voleva Palmieri a dire certe cose, proprio perchè maschio, che sente forte la contraddizione tra la sua condizione di genere, che fa fa fatica a trovare una sua medietà, nel marasma attuale, in cui non c'è del tutto il potere maschile di una volta e neanche l'accettazione e l'amore della diversità di genere. l'onestà di Francesco è al dil là di ogni presa di posizione. Ma una cosa è certa,: la violenza è sopraffazione, degrada chi la compie prima ancora di chi la riceve. Grazie, Francesco, questa è pulizia intellettuale...

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  27. Acqua alcalina pura. Nitrati assenti. Cloruri strepitosi.
    Perfetta la scelta di pubblicarla oggi. Grazie.
    La porterò con me in piazza, alla manifestazione, insieme al tuo cuore, Maria Isabella, dolce, febbricitante amica mia.

    Paola Gioggi

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  28. Daniela Fenoaltea28 novembre 2009 02:35

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  29. A. Arendt trasse l’ironica conclusione che il volto del male è il volto della banalità, cioè dell’inconsistenza o assopimento di una coscienza che si ritaglia – accontentandosene – dei propri spazi di utilità.
    Si può dire allora che alla “radice” della banalità del male vi è un problema di relazione: l’incapacità di interessarsi alla vita ed alla sorte dell’altro in quanto perfettamente ripiegati su se stessi, per cui privi di quello sguardo che si fa attenzione, cura dell’altro.

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  30. Gesù vide alcuni neonati che poppavano. Disse ai suoi discepoli, "Questi neonati che poppano sono come quelli che entrano nel Regno."

    E loro gli dissero, "Dunque entreremo nel regno come neonati?"

    Gesù disse loro, "Quando farete dei due uno, e quando farete l'interno come l'esterno e l'esterno come l'interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l'uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno."


    dal vangelo apocrifo di Tommaso

    Daniela Bisin

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  31. Daniela Fenoaltea28 novembre 2009 02:52

    Donna che tace, chiusa nelle mure domestiche, affronta ogni giorno un'amore falso e di possesso. Donna che sopporta gl'insulti feroci, con calci e pugni, di un uomo che dice di amarla. Il potere ottenuto con la violenza e sentirsi appagato da questa atrocità, è di colui che ha solo un comportamento da vigliacco e prepotente. L'amore si comunica con gli sguardi, con le parole dolci, con bei gesti e non con la violenza fisica o psicologica.
    Ciao Maria Isabella, ti abbraccio!

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  32. " E non guardarmi
    rantolare di sabbia
    attraverso la punta
    dei tuoi calci."
    Versi molto forti nella sua verità
    molto bella! Complimenti
    un abbraccio
    agata

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  33. ... un pò triste l'inizio... quasi una preghiera a non essere maltrattate, per poi finire a supplicare amore da chi non merita... strana ode... scritta egregiamente... complimenti... Pino Soprano

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  34. Poesia meravigliosa ed inquietante.
    Solo gli umani sono in grado di usare invano la violenza, tutte le violenze...
    E poi la Chiesa (anzi i gesuiti) afferma che gli animali non hanno un'anima...

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  35. Intensa e emozionante...
    il codardo si comporta da tale sempre, comunque e dovunque ci sia un debole...che esso sia uomo, donna o bambino

    Cosimo Ladogana

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  36. Davvero bellissima, dalla poesia escono tutte le sensazioni di dolore e distruzione che prova una donna maltrattata. Brava Maria Isabella e grazie!

    Cinzia Cerè

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  37. Donatella Maghernino

    E' bellissima Isa!...e l'ho letta e riletta, perchè dà tanta speranza.
    Solo che...mi riesce difficile sperare che un uomo violento riesca a fare una scelta d'amore...ma la poesia è proprio bella...come chi l'ha scritta

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  38. La poesia è molto bella, la tua ispirazione e sensibilità sono sempre ai livelli che conoscevo. E' doloroso per me sapere che qualcuno compie violenza su quello che la fortuna gli consente ancora di avere.

    Pino D'Autilia

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  39. Antonio Lanza ha detto...
    Una preghiera, un urlo per la sensibilità di quel mondo agressivo. L'amore si coglie con delicatezza e con la consapebolezza chè è un valore da condividere rispettando l'altro. Dolcezza infinita nei versi, denuncia, appello, voce che si eleva non per disperdersi

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  40. Poesia molto dignitosa , in modo accorato ma garbato mette in evidenza il desiderio femminile di essere sfiorata e "posseduta" con dolcezza , ma soprattutto di essere amata non come oggetto passivo,ma come "donna" suscitatrice di passioni dolci, forti ma sempre, smorzate dalla non violenza , da gesti di rispetto ...è un modo sincero, senza infingimenti, di dire basta alla violenza contro l'essere,capace di dare felicità e di elargire Amore!Brava

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  41. Eccomi in ritardo all'appuntamento della lettura sul blog di Gloria.
    Questa poesia di Maria Isabella è un grande lavoro poetico-sociale che mi interessa molto e che mi fa confermare quanta sofferenza l'essere femminile ha vissuto e deve ancora vivere in quanto 'donna'. E' un urlo, una denuncia. E' un dolore portato tra versi altissimi che ci rendono piccoli e miseri al confronto. L'argomento è straziante: ogni giorno nel mio lavoro faccio i conti con problematiche sociali e non manca mai la 'donna' punita, ferita, maltrattata, usata, deturpata. In ogni donna c'è una violenza subita (psicologica, fisica, mentale). L'uomo va spesso in conflitto con il mondo plurimo delle donne: non riesce a gestirne la volontà e l'intelligenza e si scaglia contro con la sua forza bruta, in modo primordiale, per averne il controllo totale. Ma qui, stasera, porto la testimonianza sociale di donne che fanno violenza ad altre donne: e non mi riferisco ad amiche o amanti o nemiche.....Ci sono mamme che fanno violenze e torture alle proprie figlie. Mi dispiace darvi un brivido, ma purtroppo dobbiamo renderci conto che spesso accade che una violenza subita la si può trasferire sulle figlie. Quanto dolore da sopportare! Un circolo vizioso senza via di scampo.
    Maria Isabella grazie per aver trattato in poesia, un argomento tanto delicato e difficile, ma soprattutto grazie per aver dato voce a chi non ne ha!
    Complimenti tanti!
    Ciao Gloria, grazie anche alla tua sensibilità.
    A prestissimo
    Rita Pacilio

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  42. Suggestiva, dolorosa,vera.Mi ha colpita soprattutto questa sorta di "complicità"resa benissimo tra carnefice e vittima.Non credo che si possa esortare all'amore chi non sa amare.Che qualcuno cambi per la forza delle parole.Io credo solo nei fatti, nelle decisioni terribili e durissime che impongono scelte.Per poter sopravvivere.No alla violenza.
    No alla "complicità"in questa distorsione aliena dell'amore.Bravissima Isabella.
    Nonna Abelarda

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  43. Sollevarti vorrei da quella sabbia
    che la Tua sofferenza a visto,per non vederti elemosinare Amore.
    Profumarti come una Rosa per da Lui farti desiderare
    O! meschino non sai cos'hai perso
    E quando lo vorrai....Sarà troppo tardi
    Brava Maria Isa

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  44. Tu donna che sai alzare lo sguardo oltre la sabbia che da secoli sferza la tua pelle di rosa, sei una luce, un grido d'amore tradito,nel vuoto di chi artiglia con mani rapaci pezzi di carne di un cielo negato.
    La liberazione della donna passa attraverso la liberazione dell'uomo che deve accogliere in sè il cielo e l'armonia primigenia dove tutto è complementare e armonioso

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  45. Una persona che ti ha amata e che hai amato, se si degenera il rapporto fino ad arrivare alla violenza subita, non si puo continuare ad amarla ed a chiedere venia, non si puo più desiderare ancora affetto, non si puo più soffrire e perdonare, perchè oramai tutto si è finito, ricucire un indumento logoro è tempo perso si scucirà di nuovo, è bella la tua poesia ma non la consiglierei come esempio da seguire, fuori c'è una vita intera.... comunque grazie
    Enzo Scognamiglio

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  46. Io so che la violenza è reciproca:chi le mette in atto in un modo, chi la subisce in un altro.
    E non è vero che si può sfuggire ad essa, in quasi tutti i casi è un modo di comunicare, malato quanto si voglia , ma è comunicazione.
    Chi pensa di fuggirla, la cerca anche, in un rapporto devastato, sembra tutto possibile e accettabile, sono le parti oscure di noi che si mettono in moto quando incontriamo un altro/a che sposa i nostri desideri, anche quelli incompatibili con la vita.La seconda parte della poesia mi ha fatto scatirire questi pensieri.

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  47. superbamente realistici e toccanti per sentimento...riuscire a fondere le due cose e' stata un'opera veramente distinta.complimenti...se solo queste piccole anime riuscissero a raccontare il loro dolore,di solito le si percepisce nei loro silenzi.

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  48. Molto bello il tuo Blog e anche la tua poesia.
    Comprendo il tuo sentire e spero che questo desiderio sia espresso da tutti...amami senza possesso d'amore. Si sono d'accordo.

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  49. Be’, oramai Maria Isabella non è più una sorpresa, ma ogni volta ogni sua poesia è conferma del suo talento, nella ricerca delle parole che rendono a volte con un soffio, con un sospiro, a volte con un grido atroce, la sua sensibilità di donna.
    Può essere diversamente tra donna e uomo? Mi stupisco a vedere come Maria Isa ha reso il discorso di comprensione possibile, rendendolo attraverso oscurità e illuminazioni: “Non mi adagiare… Non m'innalzare… Non mi rinchiudere… Non è l'amore”.
    Queste le oscurità.
    Semplice ridar luce: “Guardami… toccami… e chiedi amore come scelta d’amore”.
    Sembrerebbe davvero semplice e ovvio solo che accadesse.
    Nei numerosi commenti s’è sviluppato così l’ampio discorso della violenza sulle donne.
    Vedo tanti episodi raccontati.
    Ne voglio ricordare uno anche io.
    Durante il regime di Pinochet, furono le donne ad organizzare l’unica protesta possibile.
    In uno dei tanti episodi, tra le persone scomparse 72 erano donne: l’età media era di 25 anni, anche se la più anziana aveva 65 anni ed è stata arrestata mentre visitava la figlia anch’essa arrestata in una delle prigioni del regime. La più piccola aveva soltanto 8 mesi
    Ma anche: perché mai sopportare ancora non solo le violenze dirette sui deboli (bambini, donne, prigionieri delle varie guerre) ma quell’ingordigia dei pochi ricchi che provocano (sì, avete letto bene, provocano) la morte per fame di centinaia di milioni di persone nel mondo?
    Scusa Maria Isabella se sono andato tanto in là, ma colgo nei tuoi versi non soltanto una domanda di amore di una donna, ma una domanda d’amore come scelta di riscatto per tutti.

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  50. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 07:13

    Manlio, ogni volta mi sorprendo per come riesci attraverso i miei versi, ad entrare nei pensieri, tutti, che vi sono sottesi...
    La Violenza ha varie declinazioni, ed anche visibilità diverse...Come tu sottolinei anche l'accaparramento in poche mani rapaci di ricchezze, beni e risorse è violenza, e la più infame perché non direttamente riconoscibile come violenza, anche grazie al controllo dell'informazione che spinge nel gorgo dell'invisibilità e del silenzio le vittime, facendole emergere, di tanto in tanto quando "serve"...
    Sì la domanda d'amore, di amore vero, paritetico, che c'è nella poesia è quella delle donne, ma le Donne come anello debole della catena, le Donne in quanto condannate a subire la condizione subalterna, e quindi, in senso lato, paradigma di tutte le subalternità violate, violentate, vittime di tutte le sfumature della violenza...

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  51. Gabriele Prignano28 novembre 2009 07:29

    "Imperiosa e accorata, forte e supplichevole, perfettamente consapevole di una condizione femminile che chiede uno sguardo onnicomprensivo, amore e rispetto della persona, è una poesia molto bella, questa, mia cara Isabella." Avevo letto questa poesia, cara Isabella, e commentata, appunto, con queste poche parole. Ma, poiché qui (come si è visto) la tua poesia - e, cioè, la "voce" di una donna socialmente ed emozionalmente impegnata - rappresenta anche stimolo e spunto per succosi, consapevoli commenti, mi piacerebbe aggiungere alcune brevi paroline. Credo che il blog di Gloria dimostri - con questa "prova generale" di sensibilizzazione e allargamento del dibattito - una sua maturità e utilità umana e sociale. Credo che l'esempio debba essere seguito da altri...da molti altri. E credo, infine, che la lotta contro le violenze sulle donne coincida (e non prescinda) con la più generale battaglia per un mondo diverso, migliore. Non mi illudo. non credo possa cambiare gran che se non cambiano radicalmente i meccanismi barbari, selvaggi, inaccettabili che tengono in vita queto orribile mondo, nel quale tutto viviamo (chi bene o benissimo. Molti, tanti, troppi, viceversa, malissimo.)

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  52. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 07:29

    Cara Daniela, carissimo Gabriele...grazie! Con questi miei versi ho tentato davvero di fissare, come dici tu, Dani, uno sguardo fermo dentro uno sfuggente e di ribadire, come tu cogli, Gabriele sempre molto vicino al mio cuore, un desiderio, dignitoso di rispetto, di quel rispetto che, solo, può rendere l'amore Amore...

    Grazie anche a te, mia dolce Susan, e a te Paolo carissimo, a te Aurora e a te Grazia sempre così presente!

    E grazie a te, Francesca (so che sei tu, il primo Anonimo!) che sai leggere, e sentire, le cose col tuo grande cuore...

    E a te Rosaria, che cogli come la debolezza delle donne diviene un'arma nelle mani vigliacche del violento...

    Grazie a te Tatyana carissima che cogli, con il tuo sensibile animo di poetessa l'essenza dell'amore, dell'amore che le donne vorrebbero, sempre.

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  53. I tuoi versi, a tratti notevoli, contengono, come spesso accade in scritti femminili sul tema della violenza, una sorta di tenerezza, di comprensione e, in definitiva, di larvata sottomissione nei confronti del violento.
    Non c' è nei tuoi versi una condanna decisa, secca, definitiva.
    Così io ho inteso. E questo mi fa rabbia.
    L' animo umano è multiforme, certo, e posso capire che una persona possa voler scavare in profondità per trovare il luogo in cui nascono le radici della violenza, della brutalità, del rifiuto, del non riconoscimento.
    Ma perchè rivolgersi ad un violentatore con frasi in cui si cerca ancora l' amore?
    Una cosa è lo studio delle varie forme di violenza sulle donne, come sui bambini o sugli anziani del resto, che miri a determinare una risposta plausibile al picchiare, al maltrattare, all' umiliare ed offendere insita nella mentalità di alcuni, di molti maschi, uso il temine maschi perchè ritengo che il termine uomini vada riferito a soggetti diversi, altro è conservare verso quegli stessi maschi una qualsiasi forma di affetto.
    Com' è possibile che si rivolga ancora parola ad uno stupratore, ad un codardo che prende a pugni e calci una donna?
    Che si possa provare un sentimento nei suoi confronti che non sia di disgusto.
    Che non prevalga, vigoroso, il desiderio di giustizia, per se e per tutti gli umiliati e gli offesi del mondo?
    Buone cose, per te e la tua gente.
    Attilio, Faccia d' orso."

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  54. Ringraziamo tutti della passione che avete messo nei vostri commenti. Questa volta non si trattava solo di analizzare una poesia, peraltro molto bella e suggestiva, ma di discutere di un tema scottante e di aggressioni continue all'integrità fisica e psichica della donna, contro la quale alcuni uomini non cresciuti compiono atti crudeli e che fanno regredire l'umanità intera. Qualcuno di voi è rimasto anonimo, e mi sarebbe piaciuto che dicesse il proprio nome. Uno solo ha parlato di violenza di chi la fa e di chi la subisce, di rapporto malato. Appunto, i rapporti malati si curano, o si troncano, perchè è atroce che si debba vivere insieme nella paura e nell'odio. Ma tutti hanno condannato la violenza sulle donne, che sono sempre il soggetto più debole, ancora oggi. Ma ogni donna porta con sè uno strascico di libertà guadagnato dalle proprie ave o dalle madri d'adozione. Qualcosa è rimasto e continua,la liberazione non è ancora avvenuta.
    Qualcosa che ,come oggi, ci fa indignare contro la profanazione del corpo delle donne.
    Grazie a tutti per i vostri contributi e per la passione che avete introdotto nei vostri discorsi

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  55. bellissima intensa avvolgente supplichevole amareggiante ma dolce al contempo...
    brava Isa un abbraccio

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  56. Da brivido! Mi lascia senza fiato, davvero! Intensa e forte...un grido, un appello per un amore degno di chiamarsi tale, a nome di tutte le donne, tante, lasciate nell'indifferenza e nel non amore...la solitudine più profonda. Grazie

    Susy

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  57. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 10:47

    Sono davvero felice che nella discussione siano intervenuti tanti amici uomini, anzi preferisco scriverlo con la maiuscola, Uomini. Uomini che non hanno esitato a mettere in discussione "certezze" e "dominii" consoidati, radicati da modelli culturali di lungo corso...
    I loro interventi sono la dimostrazione di quanto e come sia davvero possibile un mondo in cui le asimmetrie di genere non esistano più, lasciando spazio alle diversità che, integrandosi, producono ricchezza...
    E' la dimostrazione di come sia possibile sperare in un mondo diverso da questo, vecchio, che non ci piace...

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  58. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 10:53

    Grazie dunque a te, Paolo...

    E grazie a te, Michelangelo, persona dalla grande sensibilità, te che indichi nell'unione tra sensibilità di genere la molla e la ragione per costruire rapporti, società migliori, non più fondate sulla sopraffazione ma sul rispetto, quel rispetto che non è distanza, ma che è invece alla base del vero Amore, che è in grado di trasformare l'amore in Amore...

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  59. Stupendi i tuoi versi Maria Isa, la tua richiesta d'amore è un urlo che deve arrivare dentro la coscienza degli uomini che usano il linguaggio della violenza. Ti abbraccio, dedicandoti questi miei brevi versi...

    Perché l’amore è una carezza gentile,
    un tocco delicato sulla pelle
    senza lama tagliente,
    un bacio di sguardi
    da respirare per sempre.
    Pietro Vizzini

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  60. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 11:03

    Caro Cyrano, mi trovi perfettamente d'accordo con quel che dici con tanta passione... Tu focalizzi la causa della violenza in una cultura ancora fin troppo radicata in tanti, troppi uomini, una cultura di dominio che si nutre di violenza e sopraffazione, una cultura antistorica ormai, che si estrinseca con l'esercizio della forza, bruta, cieca nei confronti delle donne e di chi è percepito più debole o oggetto di possesso.
    Apprezzo molto la tua durezza verso questo sentirsi ancora "sesso forte" solo se questa forza è distruttiva..E tu vai oltre, chiedendo una giustizia più rapida e "automatica", d'ufficio verso i bruti, i violenti con l'aggravante del possesso della forza fisica spesso preponderante...E' un'idea, un contributo importante, per battaglie da intraprendere con determinazione...Grazie, grazie, grazie

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  61. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 11:14

    Grazie a te, Mario, e a te Gianfranco che inviti "a lasciarsi interrogare", e a te, Rosario...

    E grazie a te, Antonio che vedi nei miei versi un grido, che in questi versi senti il grido di tante, troppe donne...
    Grazie, grazie a te Pino, a te Mario, a te Cosimo per la vostra acuta sensibilità, che conoscevo e sulla quale non ho mai avuto dubbi...

    A te, carissimo cugino, mio caro Pino, un abbraccio...a te che hai amato davvero tanto, e nel modo più giusto e bello la compagna del camino della tua vita, colei al cui fianco hai camminato fino a pochi anni fa quando un male l'ha strappata, troppo presto, a te, agli affetti, al mondo, lasciando intatti il ricordo e l'amore...

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  62. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 11:35

    Bruno, grazie, grazie a te splendido cantore dell'amore in armoniosi versi nel bel dialetto musicale di Napoli...il contributo dato da te è bellissimo, dolce poiché racconta quello che dovrebbe essere l'amore di un Uomo, dice di cosa dovrebbe essere atto l'amore di un Uomo verso una donna, l'amora che le donne vogliono, le donne che voliono scendere dalle nuvole, ma che non vogliono, dopo ritrovarsi all'altezza della punta dei calci...

    E un grazie immenso a te, Francesco, che giustamente focalizzi nella polarizzazione angelo/cosa la gabbia in cui è imprigionata, attraverso cliché, la donna, polarizzazione che giustamente stigmatizzi con durezza ed in modo pieno ed esaustivo...Ioltre hai colto anche quel retropensierso sotteso a questi versi...l'essere una sorta di Educazione Sentimentale, o meglio di Educazione ai Sentimenti ed al rapporto uomo-donna...un invito..

    Grazie anche a te Antonio che vedi nell'amore un valore da condividere...

    E grazie a te Vincenzo che vorresti ripaare al male inferto alle donne da altri uomini...

    Enzo, grazie anche a te che inviti a lasciare nella solitudine, a isolare senza voltarsi indietro gli uomini che non sanno amare...

    Egrazie anche a te, Alex

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  63. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 11:49

    Gabriele, mio carissimo...attendo sempre con ansia i tuoi ricchi commenti...Hai ragione, Gloria ha fatto di questo blog un momento davvero importante di riflessione...E questa discussione lo dimostra...Certo forse poesia cultura e bellezza non salveranno il mondo, ma credo possano dare un forte contributo a cambiarlo, a cambiare le mentalità e gli approcci alle persone, ai rapporti, alle cose...anch'io non sono molto ottimista, ma nutro la speranza che anche noi, abitanti di Utopia possiamo dare un piccolo aiuto al mutamento, alla costruzione di un mondo a misura delle vite, tutte, a misura di un'umanità finalmente umana... E la tua presenza è ndispensabile per illuminare e indicare la strada...

    Aillio, un grazie grandissimo...i dubbi che tu esprimi sono stati anche i miei quando, l'ennesima rabbia, l'ennesima tristezza dopo l'ennesima violenza domestica finita in cronaca sentivo qualcosa urgermi dentro con forza, come sempre quando poi le dita devono correre per inseguire i versi...Anch'io pensavo che forse un'invettiva, dura, rabbiosa forse sarebbe stata più efficace, e forse, hai ragione, lo sarebbe stata...ma poi ho scelto un altro timbro, perché vedi? la vera dannazione di molte, troppe donne è amare il proprio carnefice...quindi ho scelto un tono pacato..quasi una lettera in versi, per insegnare ad amare...

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  64. Maria Isabella D'Autilia28 novembre 2009 11:54

    Grazie, Pietro...magari! magari i miei versi penetrasero, scalfendola, nella cultura del dominio e della sopraffazione, anche di un solo uomo, sarei contenta...intanto ti sono grata per i tuoi bei versi...quadi un dialogo, una risposta da te, bella persina, al grido delle donne cui ho tentato di dare voce

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  65. Valentino Sgaramella -
    Delicatissimi versi. Come non provare forti emozioni, leggendoli con attenzione e con disposizione dell'anima? Mi ripugna parlare di violenza sulle donne, per il semplice fatto che gli uomini violenti sono così lontani dalla mia persona che mi riesce perfino difficile parlarne. Ma purtroppo, la violenza sulle donne esiste e bisogna discutere. Io penso che l'uso della violenza da parte di un maschio (meglio chiamarlo maschio, non uomo) sia emblema di una condizione di debolezza psicologica. Non è forte, non è autorevole quell'uomo che fa valere le proprie ragioni (posto che ne abbia) con pugni e calci. Caro maschio, sei debole di fronte alla tua compagna che ti pone con le spalle al muro, ti inchioda alle tue responsabilità. Non hai argomenti, non riesci ad usare il cervello. Per zittirla, utilizzi ciò che ti riesce meglio: la forza fisica. La donna è l'essere più grazioso e gentile che vi sia sulla terra. Il suo intuito è straordinario, la rende in grado di comprendere la realtà meglio di noi uomini. Il grande dono è quello di mettere al mondo la VITA. E' lei, la donna, madre. Caro maschio, una donna merita di essere amata. Con lei devi parlare, perchè ha intelligenza da vendere. Lei ti osserva e, spesso, ha già compreso tutto prima ancora che tu possa parlare. Di una donna devi prenderti cura amorevolmente, perchè ha bisogno delle tue attenzioni. Ma devi portarle rispetto, quello stesso che si deve a chi è più importante di te. E lei, stanne certo, saprà ricambiarti come nemmeno immagini. Sento di ringraziare Maria Isabella D'Autilia perchè, una volta di più, una rappresentante femminile ha fornito a noi uomini un esempio di grande civiltà.

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  66. E' un riscontro molto importante questo di oggi. Tanti commenti, tante testimonianze e riflessioni su una poesia,che,in tal caso, si fa strumento educativo e di civiltà: La poesia è bella e suggestiva, ma il suo valore va oltre la valutazione estetica e le considerazioni emotive che da essa scaturiscono. E' la sua funzione che sembra ancor oggi valida, come prima, come sempre. La funzione civilizzatrice della parole, la spinta a riflettere e a combattere per un'idea. I versi possono mobilitare e dare forza a tutti noi 'utopisti', che speriamo in un mondo migliore.Che ci crediamo, che lo vogliamo. senza di questa spinta non si muoverebbe niente nella storia. Senza le parole e la vis che le anima, non c i sareste voi, cari amici, a dare forza a noi che cerchiamo di smuovere le acque intorpidite della palude in cui viviamo e facciamo brutti sogni. A dare forza a Maria Isa che ha voluto fortemente prporre la sua poesia e il tema contenuto, perchè è donna di grande carattere , forza interiore e fedeltà ai suoi principi.
    E crdo che potremmo promettere di tornare sull'argomento di 'genere', a breve. Abbiamo la forza,l'entusiasmo e la volontà di farlo..
    Mi han no meravigliato soprattutto gli interventi degli uomini,che non mi aspettavo così numerosi..Noi donne, dal canto nostro, promettiamo di essere sempre forti, vigili e pronte a combattere...

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  67. Roberto Ioannilli28 novembre 2009 16:22

    Maria, ...tutto nasce dal mio modo di vedere, sentire la donna... nel mio pensare voi siete la manna terrena... un "mondo fertile" dove l'uomo può trovare frutti in abbondanza... ma l'uomo per far questo deve cogliere il vostro essere ed anche gli attimi più sfuggenti... purtroppo la parte che in genere preferisce è quella legata al possesso ed al sesso... cioè la parte, presa da sola, più insignificante. Tutto quel mondo che racchiudete, tutto l'amore ed il calore che potete donare, sono valori/realtà messe in secondo... anzi decimo piano... L'uomo preferisce un veloce piacere... convinto d'aver preso tutto. Questa concezione di donna da usare si scontra spesso con la realtà e l'uomo/imbecille si trova di fronte ad una "lei" che si ribella, che argomenta, che vuole far sentire il suo pensare... Oddio!!! succede che gli crollino le certezze e quel bimbo viziato reagisce picchiando e umiliando la "dolce manna" regalataci dal buon Dio... che dire??? In questi giorni si sente dire che una donna su tre ha subito violenza... c'è ovviamente qualcosa che non va ... abbiamo perso la cognizione del male? ...in massa! Probabilmente si! Cosa pensare, mentre dentro tutto mi si contrae.
    - Abbiamo una speranza? L'abbiamo certamente... essa consiste nell'educare le nuove generazioni nel rispetto della donna... usando non solo i libri di scuola... ma da spiegare nelle case... da raccontare sin dalla culla... raccontargli... ai nostri figli che la donna è portatrice di vita, d'amore... che lei è il fulcro dove intorno tutto gira. Essa è dolcezza, è consigliera dopo le battaglie, è l'amore, è un corpo che ti fa impazzire... che lei, se tu la sai apprezzare, ti dona senza bisogno di violenza... La donna è un sogno fattosi realtà, è un qualcosa che va al di sopra di qualsiasi altra felicità...
    PER LA POESIA
    I tui versi colpiscono dolcemente ed in maniera martellante... riesci ad individuare gli attimi del volere della donna ed a volte dell'impossibile comprendere dell'uomo... sei senz'altro una poetessa interessante.
    Roberto Ioannilli

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  68. Un grido forte e chiaro che si leva contro la violenza sulla donna, un grido espresso con le tue sempre acconcie parole e nello stesso tempo la speranza che si possa tornare all'Amore...
    Pelle su pelle
    amami
    e chiedi amore
    come scelta d'amore...

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  69. Cara Maria, molto bene, per me. Dal testo si evince la voglia e lo sforzo personale di voler far prevalere il bene sul male, sotto forma di un messaggio diretto al protagonista di queste tue parole. Sei un esempio da seguire per il bene dell'umanità, per il futuro di ognuno. Un mondo di pace per te. Ciao

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  70. Maria Isabella D'Autilia29 novembre 2009 06:46

    Grazie, Valentino! Grazie per il tuo contributo che indica quanta debolezza vile ci sia alla base della violenza maschile. E' vero la forza bruta è molto spesso la mefitica fonte cui attinge chi non è veramente forte, di quella forza morale ed intellettiva che fa rifuggire dall'esercitare la violenza, una violenza assurda, ad armi dispari, miserabile, posta in esere per possedere, per considerare un oggetto di proprietà, un giocattolo che, infantilmente, istericamente, per capriccio, stizza si può distruggere...

    E grazie a te, Roberto, che, sulla stessa lunghezza d'onda di Cyrano, individui nella cultura, nella formazione, nei processi inculturativi l'origine della violenza...Ed io concordo con te quando proponi una inversione di rotta, un'educazione precoce e permanente ad un rapporto di genere non fondato su sessismo, asimmetria e prevaricazione.

    Grazie, Emilio, e grazie, caro Toni (so che sei tu l'Anonimo)...vero, una poesia è anche un messaggio, o almeno, a volte, può esserlo...

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  71. Maria De Giorgi29 novembre 2009 06:46

    Meravigliosamente delicata la tua poesia,è una coraggiosa e dolorosa supplica d'amore...mi hai emozionato fino alle lacrime per un vissuto remoto.
    Grazie Maria Isabella !

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  72. La violenza fisica fa male, ma quella psicologica è più molto più sottile, tagliente e distrugge a poco a poco. Per fortuna ci sono donne capaci di reagire e andare via.

    La tua poesia è sconvolgente ed avvolgente, sei una vera artista

    Regina Resta

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  73. Ben venga la poesia per sconfiggere questa piaga dell'umanità. Anche scrittori come Dacia Maraini si stanno muovendo. Maria Isabella hai colto tutto il tormento della donna maltrattata in questa bellissima poesia."Non mi rinchiudere
    piegata, accartocciata,
    nel portafoglio
    delle tue parole."
    La sua invocazione resterà purtroppo inascoltata.
    Battiamoci tutti per un intervento politico.
    Una legge dell'ex Ministro Livia Turchi giace in Parlamento.
    diana

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  74. Maria Isabella D'Autilia29 novembre 2009 10:00

    Ciao, Emy, grazie! Mi fa piacere che tu ti trovi bene qui, mia cara impegnatissima amica...e spero che tu ancora voglia tornarci...

    Grazie, Sonia...vero, mai perdere la speranza non solo e tanto che un uomo cambi, ma che cambino le mentalità, che cambi la cultura che fa ritenere quasi naturale la violenza...

    Grazie, Laura, e grazie a te Paola...con te spesso abbiamo affrontato il tema delle voci delle donne...

    Grazie Daniela B. ...i Vangeli Apocrifi, forse i più veri, di sicuro i più belli...E stupenda è la lezione d'amore, giusto, che proviene da quello che tu citi...

    Daniela F., grazie, grazie...hai ragione, l'uomo che si avvale della forza violenta o di altre declinazioni della violenza, altro non è che un vigliacco...

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  75. Maria Isabella D'Autilia29 novembre 2009 10:10

    Grazie, Agata, delicatissima dolce poetessa, e grazie, Cinzia, mia nuova amica...dando voce a tutte le donne vittima di violenze domestichr, ho cercato davvero di sfogliare la gamma del dolore subito...

    Donatella carissima...forse è vero..un violento non retrocedrà mai davanti alle parole pacate...e in questo caso la giustizia d'ufficio che suggerisce giustamente Cyrano è necessaria...una poesia può solo denunciare e accendere riflettori, sperando di aiutare a cambiare le cose...Grazie

    Ti sono grata Rosa per le cose che hai scritto nel commento, bellissimo. Ci si ama in due, pariteticamente e la donna dev'essere soggetto e non cosa...giustissimo, mia cara!

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  76. una poesia struggente.mi limito a commentare i versi,x rispetto e stima di ki a fatto diventare un coltello tagliente preziosa penna d orata inprezisendo d amore okki di pieta,forza di poesia kiamata donna,ke l unico pugno kiuso e rivolto alla forza d animo.la gelosia dell amare puro e avvolgere in fasce di seta la donna amata,la pazzia e essere perversi di dominio e nn va associata,e una differenza ke dovrebbero fare in menti contorte.....ti ringrazio...i miei complimenti...Angela Castello

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  77. leggendoti mi hai regalato un'emozione. ti ringrazio. klem

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  78. emozionante!
    sono rapita da te....
    Angela Olino

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  79. La preghiera struggente di una donna violata eppure che non si arrende alla fine di un amore, all'assenza di amore. La violenza sulle donne spesso agisce in modo nascosto : nelle famiglie cosidette perbene , che magari sembrano perfette, a volte persino invidiate. Una mia amica ha trovato la forza di lasciare il marito dopo anni e anni. Ma , a parte io e poche amiche, nessuno le ha voluto credere, neppure la sua famiglia. Il marito , stimato professionista, di fronte agli altri la copriva di coccole e attenzioni. e quando ha preso la decisione di lasciarlo , senza denunciarlo e senza chiedergli niente, attorno ha trovato il vuoto.
    Grazie per la tua bellissima poesia Maria Isabella.

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