mercoledì 18 novembre 2009

CREPUSCOLARE di Ennio Plauto


















Lettera,
gioco di emozioni
fra curve parole,
corsive, correnti,
continue, volute
di salti felici
e giorni vissuti.
Fra segni d'amore
ed interpunzione,
lasciamo le tracce
del nostro passare.
Sgualcite memorie
che ci siamo stati,
e suoni lontani,
lontani passati





28 commenti:

  1. Gabriele Prignano18 novembre 2009 22:03

    Bella l'idea di rievocare lontani passati
    - soprattutto le memorie che "ci siamo stati"!!! - attraverso una lettera sgualcita. Malinconia, nostalgia in netto contrasto con il ritmo che ne addolcisce il peso, evitandone lo scadimento in lamento. Un "gioco di emozioni" (potenzialmente rischioso)qui felicemete risolto...anche se il pensiero torna pur sempre, dolorosamente, a quel tremendo, inevitabile "ci siamo stati".
    Mi emoziona. Complimenti, Ennio!

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  2. Antonio Lanza ha detto...
    Rievocare è una intima esigenza, ma anche trasmettere agli atri le proprei emozioni. Tu lo fai con maestria e ritmo piacevole. Tutti " siamo stati" magari un po' di malinconica nostaglia riviviamo qualche momento che ritorna spesso alla mente. Complimenti a te, con sincera amicizia. Non potevi scegliere meglio tra i cantanti e le composizioni.

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  3. Memorie, lettere scritti, parole, tutta una storia individuale che passa attraverso la lettura delle lettere scambiate, ma di cui restanitida. l'ultima redazione, quella indirizzata a te. Delle tue parole rimane un 'eco lontana, che tu senti già lontana, passata, e che rivive solo nella parola scritta e in quel che suscita in te. Ennio, è bella asciutta, nitida.
    Fra segni d'amore
    ed interpunzione,
    lasciamo le tracce
    del nostro passare.
    e' una storia conclusa, ma con tutte le tracce dell'amore e della sofferenza, della gioia. Malinconia, nostalgia, ma anche saggezza, si rivive con te le emozioni, ma si tenta anche di catalogare, riporre in un cassetto, memorie..

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  4. il riaffiorire di un ricordo ingiallito dal tempo,poke parole nello scritto di aquiloni colorati lasciati volare,ti accorgi ke l ai lasciati li,incastrati nel mezzo di alberi altissimi.Nelo spazio infinito di gioki lasciati,inalzando gli okki nn puoi fare a meno di gurdare le lunghe corde ke trattengono passate emozioni......POKE PAROLE....ma intense bravissimo un buon giorno da Angela castello

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  5. già, anche quei foglietti sparsi, vecchi, antichi, che conserviamo gelosamente tra vecchi quaderni, vecchie foto, vecchie pagelle, parole, immagini, sensazioni...le nostre memorie, la nostra vita, le nostre nostalgie. E' anche tutto questo, Ennio, la tua bella poesia evocativa Manlio

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  6. Ennio, fugaci le parole sia pur gridate, eterne se trascritte su di un foglio. Bella la tua poesia. Verba volant scripta manent. wanda

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  7. verba volant scripta manent...ma soprattutto di quello scritto nell'animo, che spesso e soprattutto a persone dotate e sensibili come te la scrittura fa da specchio, un abbraccio mio caro Ennio.Pio Napolitano

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  8. Errore: il commento è di Pio Filippo

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  9. la giusta e dolce nostalgia di una forma di comunicazione che era già di per sè poesia, e che lasciava una traccia che poteva diventare memoria.... pio napolitano

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  10. molto bella l'idea grafica delle parole, dei punti, della grafia a ricordare i ricordi, il passto, dolce ma irrimediabilmente trascorso, dell'amore tra due persone.
    apprezzata davvero.

    Danilo Carli

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  11. molto bella anche la struttura tecnica 3-7-6
    pINO dE sTASIO

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  12. La tua poesia mi lascia l' amaro in bocca......proprio per questo mi piace!!
    Eleana Ricci

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  13. volentieri visito gli amici in questo blog!
    ed entusiasta apprezzo cio' che viene pubblicato...
    bello leggere di parole come segni di passaggio
    perchè le orme ,quelle del calpestio, inevitabilmente sbiadiscono,mentre gli scritti lasciano i segni di una verità che segue solo la personale interpretazione.
    Angela Olino

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  14. amo le lettere, restano anni in un cassetto e vivono, morendo, con noi e i nostri ricordi..è bellissima questa poesia, un richiamo a qualcosa che stiamo smarrendo forse, le lettere d'amore, quelle sulla carta, che restano...grazie! Tatyana Andena

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  15. "Sgualcite memorie che ci siamo stati...". le lettere d'amore, oggi sostituite di frequente da mail e dediche di canzoni a distanza, ci parlano di quello che siamo e ci ricordano quello che siamo stati. è bello nella distanza temporale ricordare una felicità vissuta, e anche un dolore acquista dolcezza.

    claudia de crescenzo

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  16. Maria Isabella D'Autilia19 novembre 2009 05:23

    Gli epistolari, i romanzi bellissimi costruiti con lettere, penso al Werther o all'Ortis, lettere d'amore in cui si vivevano o consumavano storie, tra poeti, fra artisti, film d'antan come Scrivimi Fermo Posta o altri...quanto le lettere hanno segnato momenti d'arte...la ballatetta di Cavalcanti, lettera-poesia...
    Ma anche il ritrovare tra le pagine di un'antologia il primo timido bigliettino d'amore ricevuto...

    Quante le tracce in noi e di noi nelle lettere!!! Anche in quelle, tante, scritte e mai spedite, quelle in cui una o più parole portano il segno di lacrime lontane, ormai dimenticate...o il quelle tanto attese e giunte un giorno troppo tardi...

    Ritrovarle sul fondo del cassetto dei giorni passati, nel cassetto del tempo volato via, magari ingiallite, o consumate per il troppo rileggerle, è un'emozione che forse l'era del web impedirà di provare alle generazioni future...
    Quell'emergere di volti, storie, portate via dal vento del tempo, quelle voci che le parole vergate ci riportano è un riannodare i capelli della nostra vita, un ritesserne la trama filo per filo, un ritrovarsi, perché ognuno in ogni momento della sua esistenza altro non è che sintesi e risultato dei vari tasselli del suo vissuto...

    Tracce lasciate da noi, tracce lasciate a noi...un senso del qui ed ora, storico della nostra storia, delle nostre storie, un qui ed ora perpetuo, tracce che segnano un esserci ed un voler esserci proiettato oltre la contingenza, anche questo sono le lettere, gli epistolari, ponti nello spazio tra due persone, ma anche ponti gettati sul tempo ed oltre il tempo...con emozione ripenso alle lettere ritrovate, legate con un nastrino blu, della mia bisnonna che non ho mai conosciuto, che, adolescente scriveva e riceveva dal suo innamorato, poi mio bisnonno...un senso di immensa eternità, ed un senso di confidenziale conoscenza nel leggerle....

    Ecco, la tua poesia Ennio bellissima ed espressa in una forma straordinariamente incisiva ed emozionale, scoccata come una morbida freccia, ha fatto centro!

    In modo splendido parla di questo frammento di nostra eternità privata, le lettere, e ce lo ridona avvolto di bellezza...

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  17. Beh, le analisi di M.Isa mi lasciano sempre senza fiato, senza null'altro da aggiungere. Ma anche quelli di Claudia, Gabriele, Angela, Pio, sono tali da mostrare un profondo amore per la poesia e ci rendono il testo sempre più profondo, tutto da scavare e da scoprire. Sono metacommenti, che ci donano sempre qualcosa in più. Grazie

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  18. E' singolare come a volte i casi della vita si intreccino al nostro vivere.Pochi giorni , svuotando i cassetti della mia nonna, ho trovato biglietti di auguri natalizi,lettere d'amore e piccoli pensieri lasciati (chissà) per caso su un foglio, alcuni scritti addirittura nel 1942...l'emozione della lettura e il senso che mi dava tenere tra le dita quella vecchia carta ingiallita e odorante di carbolina, la ritrovo in pieno in questo componimento...Sapere che qualcuno si era lasciato dietro un pò di sè su un piccolo pezzo di carta sgualcita...o che aveva messo nero su bianco un suo pensiero d'amore e d'affetto per una figlia, mia nonna, non pensando mai che 67 anni dopo una nipote mai conosciuta avrebbe avuto la fortuna di tenere questi doni tra e sue mani....Siete favolosi per la capacità che avete di tirar fuori così tante emozioni con poche parole sapientemente usate...grazie, grazie a tutti voi

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  19. Ottima la struttura metrica. anche questo conta.

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  20. Già nel titolo l'eco di Gozzano... Già, i crepuscolari, la loro "piccola" epica del quotidiano, delle cose che assumono la dimensione di testimoni del tempo "nostro" (che è poi il tempo in cui siamo vivi). Come ho detto, l' eco, un richiamo più della mente che della sensibilità interiore, perché Ennio non sta a cavallo fra Ottocento e Novecento, Ennio è coscienza del Presente e come tale riporta all'attualità, all'ora e qui, l'anima che oggi riflette su se stessa, riflette se stessa. Una poesia che è una pausa, un fermo al divenire che cancella ogni cosa, un ripercorrere con polpastrelli invisibili le "cifre" che abbiamo inciso nella nostra memoria e che solo noi sappiamo di avere. Una presa di coscienza dell'ineluttabile "siamo stati", del nostro essere "passato", ma con la presa in carico (lieve) di una tenerezza che ci fa guardare ciò che siamo stati, quasi un' "ombra" luminosa che racchiudiamo nei palmi, come fosse un pulcino - a volte - o fosse una lucciola... E diviene un attimo di commozione vedere che un giorno anche noi abbiamo brillato. A dispetto del Buio che ingoia ogni cosa.

    Francesco Palmieri

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  21. PER PINO DE STASIO E PER ENNIO:

    perché 3 - 7 - 6? Dopo il primo verso (3) non sono tutti esametri?
    E d'interpunzione invece ed interpunzione, come mai cambiava l'esametro?
    Grazie

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  22. Ma a parte le pedanterie metriche, quella foto mi fa andare alla mia quinta elementare! Bello, oggi, il ricordo. Era bello anche allora? “Giorni vissuti”, come ricorda Ennio, in un gioco di emozioni di cui stentiamo a ritrovare le tracce: emozioni antiche o emozioni della memoria? Sgualcite, bella questa parola messa lì, tra pagine e memorie, pagine d’antichi volumi ritrovati, pagine sgualcite che conservano memorie sgualcite.
    Sai restituire, Ennio, pur in pochi versi, un’eco antica e nostalgica, non rimpianto, ma dolore del ritorno, questo «mal du pays», della casa lontana dei nostri giorni antichi, non proprio rimpianto, non desiderio del ritorno, ma proprio la capacità di sentire “suoni lontani, / lontani passati”.

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  23. Lettera… ά e ω… anche
    PINO

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  24. Grazie a tutte e tutti voi per i vostri commenti.Siete molto gentili :-)
    Ennio

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  25. ... molto bella, perchè nella sua sinteticità è formidabilmente incisiva... complimenti...
    Pino Soprano

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  26. Un tempo era proprio così, nelle pergamene e nei fogli di carta si imprimeva la storia di un uomo e quella dell'uomo; l'inchiostro sigillava i sentimenti, i momenti, descrivendo luoghi e suoni, persone e cose...
    e l'amore che ha riempito più pagine di ogni altro aspetto della umanità. Bellissima poesia, pregnante la rimembranza. I miei più sinceri complimenti all'autore.
    Alessio Patti.

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  27. Bello il ricordo di fogli sgualciti segnati dal tempo che non si cancella nella nostra mente e rimanda a gioie o ferite lontane che forse abbiamo dimenticato nell'intensità, ma che sono sempre presenti e quando non ci sono più manco le lettere o i fogli ....di... quei ricordi... è ancora più triste...

    michele marseglia

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  28. Verba volant scripta manent.In una lettera noi siamo ora e oltre,lasciamo di noi l'orma e il pensiero.Bella,grazie Ennio.

    Daniela Bisin

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