lunedì 30 novembre 2009

I MIEI AMANTI LO SANNO di Dona Amati


    (Egon Schiele, Ragazza con sciarpa gialla)


I miei amanti lo sanno
che intingo il corpo
in un deserto freddo
e aspiro sabbia e polvere.
Loro fiatano brama dagli occhi grondanti.
Ma nulla mi riempie.
C'è solo polvere che metto addosso.

Ed ho un neo sul cuore.





35 commenti:

  1. fredda abbondanza d amore confuso.un cuore mondano spalpita in momenti rabbiosi,nella luce riflette tristezza,l abbandono di corpo con anima altrove,apatia insodisfatta,x tocco d amore......castello angela grazie....

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  2. Grazie per avermi "coinvolto",
    Una poesia lucida, franca, senza fughe ermetiche e preziosismi formali; il che vuol dire che la direzione è senz'altro di un pensiero e una consapevolezza lucidissimi. Le metafore sono nitide, dirette, senza concessioni a possibili fughe o fraintendimenti interpretativi.
    Assolutamente drammatico il confronto di un Io "incolmabile", una creatura di "sabbia e polvere" e quegli "occhi grondanti che fiatano brama". Straziante questa consegna di un Io inaridito, col "cuore marchiato da un neo", ad amanti senza speranza di appagamento. Straziante questa impossibilità d'amore (da ricevere, da dare), quasi una clinica certificazione di morte del cuore. Ed è da questo scenario interiore che si deduce (o si può presumere) un Vuoto d'essere, un esserci vuoto, dove la sola voce emozionale diventa il verso, la poesia che viene da una sorta di "isola che non c'è" e per un'isola che non esiste (qui l'amore, ma altrove lo stesso sentimento di essere vivi).
    Che dire Dona, sento interamente la tragedia esistenziale di un Io che dice "nulla mi riempie", nulla che non sia solo "sabbia e polvere". Francesco Palmieri

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  3. sono scritture che sembrano nascere direttamente dalle ferite della carne viva, dal sangue, dalla pelle; paiono prendere il ritmo dal battere del cuore, dal respiro affannato dall’emozione, dal gusto metallico del dolore. Sono scritture che accorciano disperatamente la distanza fra letteratura e vita, si abbeverano all’istinto per donarci versi sinceri e palpitanti, testi nei quali più che altrove si percepiscono sapori, odori, improvvise lacerazioni. Dona Amati possiede una vena lirica feconda e sincera, capace di spaziare dalla sottile ironia dei versi in dialetto romanesco alla sensualità umorale e inquieta di quelli erotici. Si tratta di un’eroticità che pare riversarsi sulla carta direttamente dal corpo, dal calore nascosto della propria femminilità, dal sussurro, dal gemito; sono poesie nelle quali umori, odori, sapori si mischiano con il dolore dell’assenza, con la ferocia della passione che scuote e lascia stupefatte e prive di
    forze. Come una moderna baccante, la poetessa ruota in una danza sfrenata attorno all’asse dell’essere donna, amante e madre capace di donare la vita. Ogni sentimento, ogni pulsione, ogni scuotimento è vissuto fino alle sue estreme conseguenze, nella vita come nella poesia, penetra nel linguaggio rendendolo liquido, curvilineo come un corpo, sonoro come un gorgoglio di sorgente pronto a farsi torrente e poi cascata. Anche quando il verso si fa duro e il dolore colpisce come uno schiaffo, non manca mai il senso di una sonorità che regala a questi testi una musica dal ritmo circolare e ipnotizzante, ricca di assonanze e rime interne. Si tratta di una ricerca formale che spesso sfocia in endecasillabi e settenari, o nella forma chiusa del sonetto manovrato con perizia. Chi ha avuto l’occasione di ascoltare Dona Amati leggere in pubblico i suoi versi, ha sentito la forza di una poesia capace di evocare, stupire, emozionare, trovare la sua misura nel
    graffio e nel sussurro, nel silenzio della pausa, nel battere delle consonanti. Sono versi che danno il meglio nella vocalità della declamazione, trascinando chi ascolta in un mondo primordiale fatto di voce e danza, battito e suono, attraversando l’aria e facendola vibrare.
    Ecco dunque una poesia coraggiosa e tesa, che non sconta nulla, da assaporare e ascoltare, sapendo che in essa palpita una vita, un inquieto cuore di donna.

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  4. Questo è quanto ho letto su Dona Amati. Un'autrice che amo molto , asciutta, essenziale, densa, dalla scrittura non facile, ma magnifica nell'espressione, che non concede nulla all'enfasi e al preziosismo linguistico e immaginifico. Leggendo l'intervento di Francesco Palmieri, riuscirete a entrare meglio nel suo mondo interiore e poetico. Io ho letto con grande amore le sue poesie e ho avvertito la sua passione di donna. Per questo oggi ve la propongo con entusiasmo e convinzione

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  5. h notevole questa. Una donna del deserto che stupisce e mette in guardia i suoi amanti. La chiusa è micidiale, vale da sola una intera poesia. Hai talento Dona e se mi conoscessi sapresti che non lo dico spesso Diodati

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  6. l'insodisfazione del sesso che lascia inappagati mentre l'amante brama e cercadi esprimere al meglio se stesso per sodisfare il partner, che per nulla si sente appagato anzi quasi contrariato di quel contatto sterile mentre sa di amare chi gli ha marchiato indelebilmente il cuore.

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  7. ... vorrei fare commenti diversi dal solito ma non riesco a capire se la poesia ha un fondamento reale e biografico o se è dettata solo dalla fantasia... comunque versi bellissimi che ispirano tanto al commento.

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  8. ... scusate, prima non mi sono firmato... Pino Soprano

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  9. Antonio Labza ha detto...
    Una poetessa dal forte inpatto emotivo, pare che la realtà vivente parli al suo postom senza sotterfugi. La condizione di inappagamentom una tragedia che si consuma delittuosmente su un talamo di sabbia, senza donarsi, senza ricevere un dono. L'amore è là, solo un'ombra grondante rabbia, mestizia, dolore. La sabbia avvolge un corpo, quasi il preludio a una perenne fine. La pittura esalta la complessità delle immagine offerte, Mina è superlativa e concorre merabilmente a far rivivere tutta l'atmosfera.

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  10. La poesia a mio parere è un esercizio di espressione della nostra parte animica.Ognuno sperimenta se stesso nei rigori metrici o nei liberi pensieri,ma la sostanza è animica,sempre,se è poesia.Per questo io arrivo sempre in punta di piedi e osservo.Specie quanto l'espresso è eclatante,massiccio,estremo.Perchè chi soffre di più trascende la linearità del parlato in modo personale e stilisticamente coerente,mai a caso.Questo avviene in modo spontaneo,perchè nel momento in cui ciò diventasse costruzione tecnica,perderebbe ogni valore profondo,spirituale.ogni reale bellezza.Mettere sulla bilancia la qualità di una poesia è come voler chiudere il cielo in una scatola.Dona Amati è il cielo.Potente riverbero di se stessa.Definisce,descrive,con freddo realismo i propri limiti,li getta in pasto ai suoi lettori con distacco e consapevolezza ma nonostante ciò riesce a far arrivare tutto il suo dolore (un dolore di carne) in pochissime asciutte parole.Veramente notevole.

    Daniela Bisin

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  11. Vittorio Fioravanti Grasso Versi che ti gelano l'animo e t'imbranano il corpo, facendo intravedere un'immagine di donna ormai spiritualmente irraggiungibile...

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  12. Lontananze, miraggi nel baluginare rovente di deserti...soli. Fantasmi lontani dentro di noi ad urlare stridori. Arsure mai appagate in tale contesto...Anelito di verdi fronde attecchite altrove...olindo

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  13. Posso chiedere agli anonimi di scrivere il loro nome? Grazie

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  14. nulla mi riempie...la sterilità di cui i nostri amanti sono consapevoli... la sterilità affettiva di cui, incuranti, continuano a cibarsi. Ti voglio bene Dona. valentina

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  15. Questa lirica è perfetta, non ha eccessi di fantasia che fanno recalcitrare un lettore attento.Così bisogna scrivere.L'eccesso stroppia..Poi leggerò il resto.Le canzoni le ho ascoltate sono adattissime Gilberto Fanfani

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  16. arne intoccata, rivestita di nulla, perchè neppure la brama degli amanti può almeno attaccarsi alla pelle; la polvere, la sabbia mi dicono che tutto è in frammenti troppo minuti per avere sostanza. Una violenza fredda contro se stessa... ma quel neo sul cuore è insieme imperfezione e identità indiscutibile e coscienza di sè...
    Essenziale ma piena. Emozionante e respingente per la freddezza che trasmette.Alessandra Fanti

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  17. Ti chiedo per me un momento
    un frutto del tempo che lussureggi
    su una storia che mi
    preme tempesta
    Mi piace ricordare di Dona anche questi versi bellissimi, asciutti, densi. Si sente un battito , un suono raccolto, teso, una vena d'inquietudine. Ed è poesia

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  18. Tante città, tante stazoini.
    E quartieri intorno alla stazione.
    E gli altri quartieri, sono uguali a quelli intorno alla stazione?
    E le mete?
    perchè no?! o perchè si?
    E il vuoto va riempito davvero? e poi? ci appesantisce o ci si sente semplimecente pieni... megio volare appesi a un cappio o scaccolarsi appollaiati? :-) Fabrizio Carrucci

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  19. Dice con poco. E tanto dice senza turbare il suono di un sibilante deserto portato via dal vento. Granello per granello Ileana

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  20. Una poesia molto particolare, che ha un retrogusto amaro, pochi versi che raccontano un dolore esistenziale complimenti Dona, grazie.

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  21. La lettura annichilisce, stupisce, lascia con il fiato mozzato. Mettersi a nudo in questa maniera e con pochi versi ma così incisivi e che vanno precisi al bersaglio, non è da tutti. Amo molto la sintesi che pochi riescono a rendere in maniera così efficace in poesia. Con tutto il dolore che trasuda la trovo semplicemente bellissima. Sabrina Ludovica

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  22. Il lungo intervento che ho riportato sopra è del critico L. Benassi. Avrei dovuto metterlo tra virgolette. Chiedo scusa per l'imperdonabile imprecisione e sciatteria....Vale come correzione

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  23. Qualora dovessi trovare altre critiche di Luca Benassi ve le farò conoscre, citando il nome, s'intende..

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  24. Mi sembra che questi versi di Dona riassumano la sua poetica in maniera più sentita e intensa di mille introduzioni. Per questo mi piace citarli

    Talmente piena delle parole non dette
    rubo le sillabe alla penna che scrive
    ed ho imparato a controllare le ombre
    la forza del petalo tra le mie dita
    disfare ogni volta i pensieri al silenzio
    e rigirare più volte, il poco calore.
    La luce buia mi gioca contro da quando
    m’allungo sul declino del giorno
    titanico specchio da oltrepassare

    Anche perchè amo molto la sua poesia e l'intensa passione che mette nello scrivere..

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  25. Daniela Fenoaltea1 dicembre 2009 04:19

    Ama l'amore, tanto da non vedere più forma, si scioglie come sabbia libera, impossibile da incatenare. Donna amante con gli uomini, ma fredda, distaccata dall'amore vero. Ha voglia di scappare, mentire a coloro che le sono addosso con forte e vera passione. Paura d'amare un solo uomo, che cattura e rapisce l'anima di una donna. Questo è il neo che la tormenta e che rimane inchiodato al suo cuore. Ciao, ti abbraccio.

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  26. Colpisce, colpisce a fondo l'immensa sensazione di solitudine assoluta e spaventa il vuoto che si legge in così poche righe.
    E questo voler tener lontano chissà chi o chissà quale dolore facendo cadere su di sè quel velo di polvere...intensa, complimenti Dona.

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  27. LA POESIA: è un'arte che vibra, scalda ed esalta l'essere umano. La poesia è un fiume che scorre nel letto della vita e a volte maturando diventa il letto e la vita diviene il fiume... La poesia è la sfumatura sublime dell'anima che ogni poeta tende di filtrarla attraverso i versi e le strofe, provano dargli una struttura con metrica, ritmo e sintassi... La poesia che strana creautura ti rende suo schiavo quando sei giovane e poi si tramuta in gatta sorniona e con l'avanzare del tempo dolce e amara compagna della propria solititudine.. amata poesia di poche sei lo scettro e di molti sei la puttana. Cristian pretolani

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  28. Ringrazio tutti per gli accurati e sentiti commenti... e Sono soddisfatta che i versi di dona vi siano piaciuti tanto intensamente

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  29. Una donna che si lascia amare,ma solo col corpo, non regala l'anima a nessuno, l'anima è solo sua. Gli amanti lo sanno e a loro va bene comunque, non si lasciano scoraggiare per questo, nè per altro. Brava Dona, anche questo è possibile...a tante succede davvero!
    Salvina

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  31. Ri-trovo la poesia di Dona: colta, raffinata, elegante. Un racconto emozionale in versi. La voglia del Poeta di trovare corrispondenza piena nel lettore. Desiderio di sentirsi accolta: denudarsi fino al neo. Offrirsi e ritrarsi con erotismo pudico, quasi sublime. E mi intriga il 'non detto'.
    Complimenti Dona e a prestissimo!
    Rita Pacilio

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  32. amori sublimi e palpitanti
    cio' che fu' guarda un'utopia
    niente emozioni
    non vibra il mio corpo
    ...i miei ricordi
    riempiono lo spazio
    ...ma,un nuovo bacio risveglia
    per me una nuova aurora

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  33. beffardo il sorriso della luna
    adombra le braccia
    di un fiume in piena.......'

    bellissimi questi versi.........
    Complimenti Rita Pacilio

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  34. Incantata, incantata (e piacevolmente sorpresa, come sempre), dall'emozione regalata dalla vostra attenzione.
    E' una grande gioia per un poeta, incompreso eletto, sentirsi accolto nella considerazione.... basta percepirsi simili.
    Grazie
    Dona Amati

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  35. amore con la a minuscola in divieto di sosta con tanto di neo-multa sul parabrezza dei sentimenti.
    Molto realista: Dona fagocitante brama che non nutre, spigolatrice di pulviscoli.
    Complimenti! paolo breviario

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