martedì 17 novembre 2009

IO, UN FRUTTO, UNA ROSA E IL PANE di Francesco Palmieri


















(Paul Cèzanne, Natura morta con bottiglia di liquore alla menta)

Scado nelle cose,
in attimi feriali nati in serie
(e vanno mattini e sere
come acqua che non scrive).

Un tempo era vigilia
l'alba che strusciava
su palpebre di sonno
(ricordi? già lo sapevi
il sole nelle strade
e le giornate lunghe
ancora da giocare),

un tempo era vigilia
l'età su panna e crema,
un conto alla rovescia
per cominciare il viaggio.

Poi gli anni in deraglio e freno,
le luci a intermittenza dell'allarme,
accorgersi di dei ch'erano carne
e qui soltanto un'isola
(per anni da scontare
le storie della sera).

Scado con le cose

(come un frutto, una rosa,
il pane dentro al cesto
di una natura morta)



27 commenti:

  1. un tempo era vigilia
    l'età su panna e crema,
    un conto alla rovescia
    per cominciare il viaggio:
    finito l tempo delle illusioni leopardiane, si apre il velo della realtà. La natura diventa morta. Il viaggio si ferma. Non c'è oanna o crema, o frutta. E anche il pane non ha lo stesso sapore. e' la sensazione amara del poeta che scade in attimi feriali nati in serie.

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  2. Molto intima è piena di belle sensazioni per chi come noi ha avuto la vita cadenzata dalle stagioni e dai rituali delle feste. La chiusa è triste, peccato abbia riportato ad una parte della vita che non ritorna, ma sta a noi Francesco conservare e tramandare tutto ciò che di più bello abbiamo Marinetta Coppola

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  3. Francesco, niente torna,ne sono convinta. Quando tutto intorno a te vuole farti credere che ci sia una rinscita, una seconda vita, rituali, gesti, riprodursi della natura,le stagioni che sembrano sempre ritornare, ti accorgi un giorno che proprio l'individuo, l'uomo, non torna, finisce ed è tutto.La natura continua il suo ciclo, ma noi no. Perchè è triste? E' così, senza tristezza,senza malinconia. E' un fluire, un percorso, limitato, che rientra nel gran mare dell'essere

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  4. Francesco mi emoziona profondamente. Il suo è un occhio di intimità attenta. Scorre anche il sospeso, come avesse lunghissime dita. Non mi fa tristezza la sua scrittura, per quanto io veda sbrilluccichii ovunque e malgrado tutto.Lui dipinge ...e si dipinge , ignorando le luci insospettate. Quasi volesse esserne afferrato. Quasi volesse,fossero inevitabili.

    Lo abbraccio e vi,abbraccio da qui

    Lucia Pinto

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  5. Scado nelle cose, scado con le cose...
    senso di decadimento e languore per l'età che fugge via e con essa le illusioni di gioventù, il gusto della crema e della panna, delizie per la gola quando si è bambini...
    non ci sono parole consolatorie per queste sensazioni, bisogna accoglierle, abbracciarle, come ogni cosa che arriva e non si può evitare...
    Bellissima poesia Francesco, come la musica che l'accompagna.
    Salvina

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  6. ti avvicini a guardarlo ancora quel dolore e cominci a comprendere che -forse- puoi concederti di
    -sentirlo quasi- permettendo a te stesso di avvertirlo come il dolore di tutti e quindi anche -tuo-...... Visualizza altro

    Una poesia dove hai lasciato sgorgare il mare dalla crepa chiusa a quadro, solo qualche goccia, ma è sgorgato. Doris emilia

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  7. Quel ritmato cadenzato cadere nel dolore e nelle cose che è nulla di speciale...è la nostra vita e ci lascia attoniti in uno sguardo...grazie Francesco..toccata nel profondo Daniela Bisin

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  8. Caro Francesco,
    non avevo ancora letto nulla di tuo. Gloria stamani mi è arrivata nella posta e mi ha scritto 'Ne vale la pena'. Infatti!
    Trovo qui un elaborato poetico complesso, passionale e fluido ad un tempo. Avverto il brusìo quasi inudibile della visceralità con cui il Poeta rivela il suo intimo sentire. Il lettore attento non si sofferma alla metafora della 'natura morta' che sottende emozioni altre e itinerari emozionali unici. L'attenzione sposta il suo asse razionale e barcolla in infiniti silenzi irripetibili. Spesso mi capita di dover leggere più liriche di un Autore per carpirne l'essenza: questa poesia invece mi ha già detto tutto.
    Complimenti tanti!
    Grazie Francesco per il dono, grazie a te Gloria!
    Rita Pacilio

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  9. Parole del disprezzo ad una vita che ci disarma,ci illude e ci finisce,ma noi che restiamo nell'attesa dell'ultimo respiro neghiamo a questo vivere la sua frode immane.Per chi rimane la preghiera di non farsi giocare dallo stesso gioco di rimando,negando forse un poco il cuore nell'onest... Visualizza altroà di un bisogno vivo..pregnante di una dignità che cerca negli occhi di chi si ama una corrispondenza profonda di sentire,un amore che va oltre i confini del consueto..come a dire se mi ami ,non amarmi troppo.Forse perchè il dolore si fa più forte solo al pensiero della fine nel dolore degli altri.Francesco qui tu hai interpretato un atto da me già vissuto,lo comprendo bene,nell'infinito amore per mio padre.io fui l'unica a non partecipare al suo funerale..ancora lo piango in silenzio.Grazie amico mio.Poesia che arriva come un colpo di scudiscio,ma mi fa riflettere e consola di me la parte che credette di aver negato a lui qualcosa....nel compimento delle sue ultime volontà da me rispettate Doriana

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  10. Sembra che le vette della mente non sappiano perchè si protendano verso il cielo,perchè il cielo è vuoto. e neppure perchè l'esilio cui ci avvicina la disperazione,il perdersi,possa essere immaginabile senza un inferno che ce lo prefiguri come corrispondenza immaginifica dell'anima..e allora solo l'amore può favorire quel cedimento della mente, perchè la ragione,a differenza del cuore, è incapace di sfiorare la verità senza possederla... Senza l'amore non c'èc he perdizione e caduta nel vuoto...

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  11. Antonio Lanza ha detto...
    Scado nelle cose
    scado con le cose
    due momenti di un lungo persorso, quasi amaro, un po' nostalgico, intendo e coinvolgente. I momenti si susseguono si sovrappongono quasi per annullarsi, ma restano vivi e inesorabili. Ottima scelta di Cezanne e le note di una bella melodia

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  12. . Il girovagare umano e l' attesa mi ricordano il pessimismo cosmico e l' infinita vanità del tutto di leopardiana memoria...Deborah

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  13. leggerlo è come sempre una profonda emozione!
    è come se le parole da lui dipinte e disegnate con tratti marcati riuscissero a identificarsi con l'altro,senza spiazzarlo!
    Francesco non ha solo il gusto per la parola e la composizione,riesce a schiudere i sentimenti usando sapientemente il suo essere.
    Il suo mettersi in discussione preclude una grande forza d'animo...
    un bacio
    Angela Olino


    Gloria complimenti per le ottime scelte....

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  14. Tutto nasce incominciando a passi da bimbo,senza capirne l importanza e accellerando i tempi x diventare adolescenti.x poi oscillare nell adulto senza freno,senza pause,x poi capirne l impotaza di tempi perduti attraverso uno spekkio.Ma quel riflesso nn ammira un fiume in piena ke come onde sono le rugke e come selvaggia la vita ke x assaporare ne devi avere........Angela castello io ringrazio a tt voi ,e in particolare a te ke ai scritto questi versi stupendi mi auguro di poter entrare sempre ne blog x ammirare e commentare delle vostre.....

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  15. Gabriele Prignano18 novembre 2009 00:36

    L'antica, eterna, ineliminabile presenza del "nulla" (della "scadenza") qui espressa, in questa equilibrata, bellissima poesia, con immagini raffinate e con accenti forti ma pacati. Non trovo abbandono, né piagnistei. I versi sono poeticamente intrisi di una convinta, profonda, "serena" amarezza, che accompagna ricordi bellissimi , attese e crollo di illusioni. Lo stile mi pare molto originale. Un abbraccio, caro Francesco.

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  16. Sono versi SUBLIMI, che colpiscono duro, che ti mettono a fronte della vita che passa.
    Scarna vita, ricordi di panna, di attimi lieti e fugaci...

    ...La vita è sogno?
    Orrendo sogno,
    soltanto un sogno...
    In compagnia di un fioco lume,
    l'uomo.

    Una salata amarezza, un malinconico accostarsi a qualcosa di effimero,di crudelmente a scadenza...
    Ed in questo niente, la mia emozione si scioglie, in un pianto sommesso, in una codivisione che brucia.

    SPLENDIDA.

    Francesco, un abbraccio infinito.

    Carla Benassi

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  17. Sullo sfondo di una filosofia cinico-stoica, anche parmenidea, filtrata attraverso Schopenhauer e Leopardi, Francesco trova la capacità di donarci emozioni tutte terrene, amarezze, sì ma anche frutta, pane , panna, ricordi di giochi. Con tutta la sua capacità di mettersi a nudo senza oprelli, e una versificazione scarna e nitida. E nessuna illusione, solo la certezza che il percorso per tutti è lo stesso, e potrebbe anche non far soffrire, se si sapesse cogliere quello spazio che ci è dato. Ma tant'è, siamo esseri umani, e talvolta sentiamo l'amaro senso del nostro cammino

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  18. annamaria marconicchio18 novembre 2009 04:47

    Il mancato utilizzo della punteggiatura e il testo volutamente complessa, attraverso un susseguirsi di analogie difficilmente interpretabilito, accomuna questo scritto alla vecchia corrente letteraria dell'ermetismo.

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  19. Un breve intervento, soprattutto per ringraziare ciascuno di voi: grazie.
    In fondo la scrittura davvero sarebbe "acqua che non scrive", una beffa ulteriore al nostro progressivo disperderci e svanire, se due occhi, molti occhi, non si soffermassero a scorrerne i segni, perché la scrittura, al pari delle incisioni rupestri, dei semplici graffi su un muro, è un modo consegnare noi stessi allo sterminato silenzio del mondo e della storia. La parola si assume il compito discreto di trarci dall'indifferenza del divenire, di farsi per un momento l'evidenza di un esserci che altrimenti sarebbe perduto per sempre, secondo dopo secondo.
    Non è questione di "successo" e neanche di ambizione (peccati veniali per noi tutti che andiamo incontro all'indicibile), è semplicemente un chiamarsi nel silenzio, un dire "io ci sono, rispondetemi...", quasi fossimo cosmonauti solitari e dispersi; ed è appagante quando una voce, più voci (voi), risuonano nella mente quasi fosse un attimo di festa e di risa. Il riscontro degli altri (e non importa se di assenso o di critica negativa) è sempre e comunque un modo di incontrarsi, forse sentirsi meno soli. Come è successo a me, ora.
    Grazie.
    Francesco Palmieri

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  20. Maria Isabella D'Autilia18 novembre 2009 06:52

    Una poesia dlcemente bella e malinconica, di quella bellezza struggente che hanno alcune giornate d'autunno...
    I versi sembrano sussurrare il percorso del tempo nelle stagioni della vita...il viaggio attraverso albe che strusciano
    "su palpebre di sonno",
    attraverso strade luminose di sole da intraprendere o da vedere snodarsi all'orizzonte e
    "i giorni ancora da giocare"...
    Un viaggio nelle tante vigilie di partenze, quando il tempo stesso era vigilia...
    Ma poi le interruzioni, i percorsi non più lineari come apparivano nelle vigilie, gli errori, e chi non ne fa?,l'
    "accorgersi di dei ch'erano carne"
    le illusioni perdute, l'accorgersi amaro e realistico
    che è "qui soltanto un'isola
    (per anni da scontare
    le storie della sera)"
    Ed il senso che l'approdo, lo stare nel'isola sia solo l'essersi avviati al capolinea, alla scadenza di sé e del proprio tempo.

    Bilancio di una vita...e le sue fasi hanno luci, colori, immagini diverse, che divegnono versi dolcissimi nella tua poesia, Francesco...

    L'ho riletta ascoltando la musica incantevole, e mi sembrava di vedere i tuoi versi incamminarsi sulla melodia...poi ti ho cercato nella Natura Morta di Cezanne, ma in un primo momento non ti ho trovato...poi ti ho visto...eri la luce che illuminava ogni cosa nel quadro, perché chi scrive versi così belli e veri non sarà ma a scadenza dentro un cesto di frutta o abbandonato tra le pieghe di una tovaglia sgualcita...

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  21. Tatyana Andena :

    è bellissima questa poesia, delicata come il tempo che sembra sfiorare, forse con ferite ma sicuramente con abbracci di luce, il poeta, che guarda alla vita e con lucida consapevolezza si accorge del fluire del giorno..ho sentito addosso il tempo, il tempo che cattivo ed inesorabile mi lascia addosso tracce e solchi, mentre l'anima, quella, continua a volare, senza prigioni nè spazi temporali.
    Complimenti vivissimi a Francesco! Tatyana

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  22. e' molto accattivante l'idea che Francesco ha della poesia quasi come una festa dialogante, comunicativa, un modo per sentirsi meno soli. Ed è proprio quello che si voleva ottenere, mettendo tante vod assieme, un contraltare, un immaginare, che a un cero punto diventa coro polifonico, mentre m.Isa continua a dialogare con lui, immaginando le fasi della sua vita, cercandolo nella natura morta di Cézanne, ritrovando i colori della sua giovinezza. Ma, giustamente, scrivere è un modo per restare vivi nella mente degli altri. E' lasciare sensazioni , impressioni di vita negli altri. se c'è qualcosa che ineterna è la poesia e la letteratura, l'arte in generale. a volte scriviamo per non morire e anche per non invecchiare prima che sia giunto il tempo. Scrivere è aprirsi agli altri, donarsi sia come presenza sia come immagine di sè. Qualcosa resta , e forse è il meglio di noi

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  23. Francesco,leggo per la prima volta qualcosa scritto da te, mi piace come ti esprimi in versi, hai evidenziato magnificamente, le sensazioni di una giovinezza dove poter ricordare i sapori delle cose di una volta. Grazie.

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  24. Una grande e affascinante idea di identificazione con le cose, di esistenza che vive e si consuma nelle cose quotidiane, come il pane, il frutto o un fiore. Tre cose che appartengono ai sensi e ai bisogni di ognuno di noi.

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  25. grazie a tutti, amici, autori, lettori del blog. Anche questa volta i commenti sono stati dialoganti e stmolanti. Domani una poesia di Ennio, molto valida e interessante.

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  26. Quando lo sciogliersi di certi convenzionali inquadramenti,ti riportano la coscienza dello scorrere della vita,lì noi siamo.La visione di fotogrammi in cui i giorni si definiscono nei tempi e nelle cose,diventa memoria,come dice Francesco -..un conto alla rovescia per cominciare il viaggio-
    E ogni età percepisce come un affronto, diverse nuove lotte,nuove prove,mentre noi rimaniamo un'isola di noi stessi a raccontarci il nostro finire.

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  27. Credo che tutti ti abbiano apprezzato per quello che sei e vali. Un intellettuale di razza, un poeta originale e particolare. Tra quelli che si contano sull apunta delle dita. E non solo per i suoi contenuti ideologici, ma per la sua espressione estremamente asiutta ed essenziale. E' un poeta che amo, e che ho scelto tra tanti altri tra quelli che pubblichiamo e credo che abbia un diverso destino...

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