domenica 1 novembre 2009

LETTERE AI FIGLI




Il sentimento dell'amore di Hikmet è esteso alle donne amate, ai figli, alla patria, alla Russia ("paese dei miei sogni"), al popolo turco e alla sua lingua, a tutti i popoli della terra, ai suoi ideali di libertà.
Joyce Lussu ha scritto: “… Questo prigioniero minacciato per anni di impiccagione, questo poeta che non ha mai trovato un editore nel suo paese, questo malato che poteva morire da un momento all’altro, ha vissuto come un uomo libero…”
Questa poesia al figlio, forse, come lui stesso dice, l’ultima, va letta come suo testamento di un uomo che crede nella storia e nel progresso, nell’uguaglianza degli uomini e nella necessità di cambiare la società. Mehmet troverà davanti a sé un mondo nuovo in cui vivere non come un inquilino, ma come protagonista del cambiamento.



FORSE LA MIA ULTIMA LETTERA A MEHMET (figlio)
di Nazim Hikmet



Da una parte
gli aguzzini tra noi
ci separano come un muro.
D'altra parte
questo cuore sciagurato
mi ha fatto un brutto scherzo,
mio piccolo,
mio Mehmet
forse il destino
m'impedirà di rivederti.
Sarai un ragazzo, lo so,
simile alla spiga di grano
ero così quand'ero giovane
biondo, snello, alto di statura;
i tuoi occhi saranno vasti come quelli di tua madre,
con dentro talvolta uno strascico amaro
di tristezza,
la tua fronte sarà chiara infinitamente
avrai anche una bella voce,
- la mia era atroce -
le canzoni che canterai
spezzeranno i cuori.
Sarai un conversatore brillante
in questo ero maestro anch'io
quando la gente non m'irritava i nervi
dalle tue labbra colerà il miele.
ah Mehmet,
quanti cuori spezzerai!
e' difficile allevare un figlio senza padre
non dare pena a tua madre
gioia non gliene ho potuta dare
dagliene tu.
Tua madre
forte e dolce come la seta
tua madre
sarà bella anche all'età delle nonne
come il primo giorno che l'ho vista
quando aveva diciassette anni
sulla riva del bosforo
era il chiaro di luna
era il chiaro del giorno,
era simile a una susina dorata.
Tua madre
un giorno come al solito
ci siamo lasciati: a stasera!
Era per non vederci mai più.
Tua madre
nella sua bontà la più saggia delle madri
che viva cent'anni
che dio la benedica.
Non ho paura di morire, figlio mio;
però malgrado tutto
a volte quando lavoro
trasalisco di colpo
oppure nella solitudine del dormiveglia
contare i giorni e' difficile
non ci si può saziare del mondo
Mehmet
non ci si può saziare.

Non vivere su questa terra
come un inquilino
oppure in villeggiatura
nella natura
vivi in questo mondo
come se fosse la casa di tuo padre
credi al grano al mare alla terra
ma soprattutto all'uomo.
Ama la nuvola la macchina il libro
ma innanzitutto ama l'uomo.
Senti la tristezza
del ramo che si secca
del pianeta che si spegne
dell'animale infermo
ma innanzitutto la tristezza dell'uomo.
Che tutti i beni terrestri
ti diano gioia
che l'ombra e il chiaro
ti diano gioia
ma che soprattutto l'uomo
ti dia gioia.

La nostra terra, la turchia
e' un bel paese
tra gli altri paesi
e i suoi uomini
quelli di buona lega
sono lavoratori
pensosi e coraggiosi
e atrocemente miserabili
si e' sofferto e si soffre ancora
ma la conclusione sarà splendida.
Tu, da noi, col tuo popolo
costruirai il futuro
lo vedrai coi tuoi occhi
lo toccherai con le tue mani.
Mehmet, forse morirò
lontano dalla mia lingua
lontano dalle mie canzoni
lontano dal mio sale e dal mio pane
con la nostalgia di tua madre e di te
del mio popolo dei miei compagni
ma non in esilio
non in terra straniera
morirò nel paese dei miei sogni
nella bianca città dei miei sogni più belli.
Mehmet, piccolo mio
ti affido
ai compagni turchi
me ne vado ma sono calmo
la vita che si disperde in me
si ritroverà in te
per lungo tempo
e nel mio popolo, per sempre.



SECONDA LETTERA A MIA FIGLIA
di Francesco Palmieri


Ti chiedo perdono, figlia mia,
per il salto mortale
da un altrove a qui
dove non c’è rete
a frenare la caduta
e già per me
è spasimo la sosta.
E se pure t’amo
non mi dico fiero
per quel poco di mare
versato nel secchiello,
per il castello
che avrei voluto roccia
a cingere il tuo passo,
ed era pastafrolla.

Ti chiedo perdono, figlia mia,
allora non sapevo
che a te
non padre e madre
sarebbe stato il mondo
ma strada insidia bosco
battuto dai predoni,
girone di più inferni
per essere nata un giorno.

Se fossi stato dio
avresti avuto sfoglio
di un tempo sterminato
e non il brivido di adesso
ad ogni compleanno.
E non ci sarebbe stata serpe
non ci sarebbe stato frutto
a farmi vacillare
per un perdono in più.

In ultimo ti prego
di non guardarmi troppo,
ignora i miei capelli
e il bianco che mi assale,
la pelle che si appanna
nel conto alla rovescia,
e vedimi sulle scale
dove anche oggi io
ho vinto la partita
che gioco con la morte.

Perdonami per sempre, figlia mia,
per il salto mortale
da un altrove a qui
dove non c’è rete
a frenare la caduta,
perdonami per sempre
perché un tempo io
ancora non sapevo
che già nascere
è entrare nel morire.




A MIO FIGLIO
di Anita Laporta


Non sentirti ingannato da questo mondo
Mai, figlio mio

Vedrai, la pace scenderà
Anche nel cuore più duro
In fondo io credo, anche, in te
Per una nuova Storia
Adesso è tutto provvisorio
E se la morte porta via la speranza
Ritornerà un’altra alba
A rischiarare la Terra
E le lacrime laveranno le delusioni
Come sempre

Non sentirti ingannato
Sei nato in un anno di speranza

Quel muro è caduto per tutti
Segnando altri sogni, altre gioie
Definendo una nuova libertà di credere
Figlio mio,
Il tuo posto è nel mondo
Insieme agli altri
Tra voci consumate
Tra il credere e il fare
Ricorda
Nessuno è straniero
La felicità è un sogno per tutti

Non sentirti ingannato
Mai, figlio mio

Se tu ascolterai
I tuoi pensieri
Vedrai
Il silenzio canterà
Anche nella solitudine
La speranza sarà tua complice
E il mondo sarà la ragazza dai capelli di seta
Che bacerai
Con la quale impasterai il pane del futuro
Con miele e saggezza
E così
La pace avrà il segno del tuo sorriso
Nella misura antica dell’amore
Nei raggi giulivi della vita.



(IL DIPINTO: PICASSO. MADRE E FIGLIO)

17 commenti:

  1. Belle queste lettere dedicate ai figli, perchè i figli sono il sale della vita e tutto l'amore che gli dai prima o poi ritorna, e quando ci sembrerà che sono lontani ce li ritroviamo accanto all'improvviso.
    Bravo Palmieri ed Anita che con le loro composizioni mi hanno fatto emozionare...
    Salvina Albanese

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  2. PER FRANCESCO

    Accordi d’amore canta
    quando incontrerai l’amore
    e fai volare alianti
    quando ti sentirai vento,
    ma non cerchiare troppi zeri
    a destra della vita
    che è solamente l’uno,
    il numero di ciascuno

    Versi bellissimi, di un amarezza che prende alla gola. E' vero, Francesco, meglio far durare poco l'amore, meglio non aggiungere zeri. Ma si soffre lo stesso. Non c'è cura

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  3. PER ANITA

    Se tu ascolterai
    I tuoi pensieri
    Vedrai
    Il silenzio canterà
    Anche nella solitudine...

    Belli e sereni i versi dedicati al figlio, un messaggio intenso e forte da parte di una madre coraggiosa che dona la sua esperienza e la sua saggezza al figlio, senza escludere i cambiamenti e le metamorfosi della vita umana

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  4. Una volta Francesco lesse di me una lettera inversa...io che scrivevo a mio padre.Ricordo ancora il suo commento in tratteggi amari per il timore di non poter ricevere un onore del genere!Io lo rassicurai....sono ancora oggi convinta che lui non puo' passare inosservato nè come persona nè tantomeno come padre.
    Di certo aprire un dialogo attraverso parole scritte aiuta soprattutto chi scrive non chi legge!
    Voglio sottolineare un mio pensiero che è forse piu' una confessione!
    Non aspettarti nulla.Io non ho mai dato a mio padre quando era lui a chiedermi affetto,comprensione,quando lui mi supplicava di perdonarlo per come era uomo e non infallibile padre!
    No...non ci sono mai riuscita.Ho continuato a punire lui e me.
    Il tempo ha poi fatto il suo corso.
    Con immensa stima...
    un abbraccio

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  5. Vi ringrazio, amici, benvenuti nel nuovo blog.
    La mia intenzione ra di fare un confronto non solo poetico ma anche di idee e di modi di concepire la vita e il mondo. E' chiaro che ci sono tre impostazioni diverse, che io cercato di gelineare nei commenti...Sarebbe interessante sapere cosa ne pensate...Grazie

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  6. Il tuo coraggio, Gloria, ha "partorito" una pagina in cui la poesia ritorna, per tematica, allo splendore della valutazione stimolante:con le diverse interpretazioni sullo stesso tema, la mente si carica di riflessioni maggiori e l'anima ne guadagna simmetrie docili, prive di sovrastrutture noiose.
    Auguri Gloria, va bene così, solo..... avrei utilizzato un colore di base diverso, più femminile, meno aggressivo del giallo.
    Grazie per aver pubblicato la mia poesia.
    P.S.: mi sarebbe piaciuto postare questo commento sul Blog, ma non so come fare perchè manca la voce "anonimo".
    ANITA LAPORTA.

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  7. bellissma ed intrigante l'idea di iniziare con componimenti sul rapporto genitori/figli. L'amore incondizionato, non mediato, non contrattuale di tale rapporto permette infatti di scrivere solo versi sinceri, diretti, spontanei. Stupenda anche la poesia sul riso e sorriso, uniche posture possibili in tale tipo di relazione. Grazie Gloria, ti seguirò anche in questa nuova avventura comunicativa.Pio
    Napolitano

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  8. E , Pio, Anita, Anela, salvina, questa è un'avventura sì. Nuova sì. Non si fanno solo elogi, ci si dovrebbe confrontare anche sulle relazioni umane, sui sentimenti e le emozioni.Ma temo che non molti apprezzeranno quest'avventura, quet'azzardo, come mi piace dire...

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  9. bella l'idea di proporre una lettura parallela e l'ascolto di melodie di senso diverso ma che danno l'idea unitaria del senso della vita e della fondamentale relazione con i propri figli.
    MANLIO

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  10. impegnare in un esercizio di confronti (poesie e video e immagini) così arduo dimostra la vostra fiducia nei confronti dei vostri lettori. Grazie.
    Pino

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  11. Grande Gloria! Volitiva, caparbia, resistente e mai vinta. Nonostante il giallo che lo accomuna al precedente blog, questo mi cattura con maggiore convinzione, per il titolo (la poesia come intrusa scomoda, voce altra rispetto alla babele massmediatica che si fa "spettacolo" e putroppo anche forma di coscienza collettiva) e per la citazione montaliana che ben delimita i confini e il senso della "poesia": non esposizione di "verità rivelate", non affermazioni assolute ed assolutistiche di "conoscenza", ma lampi, a volte un grappolo di parole, per un momento, giusto quelle parole che avevamo il bisogno di sentire.
    Un ringraziemento sentitissimo per aver scelto di inaugurare questa "nostra" nuova avventura con un tema di capitale importanza, sia per il cuore (di noi che siamo genitori) sia per la Storia futura, in quanto è nei figli appunto che si innesta il tempo venturo.
    Cara Gloria, cura molto questo tuo ruolo di mecenate, di animatrice di arte e di cultura, ve n'è un grande bisogno, specie quando la decadenza attenta pericolosamente al centro stesso dell'umano: l'anima. E che questo luogo diventi per Erranti e Dispersi, una casa, un tetto, uno spazio dove la voce clandestina trovi l'accoglienza dell'ascolto, l'abbraccio di altre voci.
    Complimenti, auguri, e un grazie personale.
    Francesco Palmieri

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  12. scrivere le difficoltà nei rapporti tra genitori e figli aiuta a sollevare le coscienze abbattute dai rimorsi. tante cose non si dicono perchè non si possono dire, è vero; ma tra genitori e figli il colloquio non è certo la forma di comunicazione più forte, tanto meno l'unica. c'è tutto un non detto che è lasciato all'intuizione come dono di natura.
    tuttavia, la dignità nel dolore che si coglie nei versi di nazim hikmet lascia una forte suggestione, come una lezione di coraggio.

    complimenti per questo blog, cara gloria. a me piace, anchhe se, come già rilevato da anita, anche io darei allo sfondo un colore meno acceso ma ugualmente caldo. in quanto ai contenuti, sarebbe bello, come appena è stato fatto, continuare a proporre, insieme alle poesie di autori e autrici contemporanei, anche dei classici o dei testi poco conosciuti di autori grandi ma trascurati dalle antologie.
    un bacio.
    claudia de crescenzo

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  13. Ci si sente l'anima!
    ...quando un avventura inizia cosi non puo' che non essere un successo!

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  14. e' veramente bello quest'incoraggiamento, ma continueremo per qualche giorno, uno o due, con quest'argomento...l'avventura continua...Domani.

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  15. Cara Gloria, i classici vanno bene...credo tu possa accogliere l'invito di Claudia, ma si deve stare attenti...a non fare dei classici, la pietra tombale della "contemporaneità".
    In genere le antologie non trascurano ciò che può fregiarsi il titolo di opera "grande" e in genere la visibilità non è un problema dei Grandi.
    Non c'è polemica in queste mie parole, solo una preoccupazione: che si torni a riparlare dei soliti noti.
    Ciao.
    Francesco Palmieri

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  16. Noi pubblicheremo poesie, e la poesia vive in tutte le epoche e in ognuno di noi. Non metteremo firori sui sepolcri, ma offriremo versi che possano donare emozioni e sogni ai lettori, agli amici, a tutti.
    Ma stasera diffondiamo la notizia che è morta la grande Alda Merini. A lei sarà dedicato il blog di domani. Non fiori , ma i suoi versi, per ricordarla...

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  17. Antolan ha detto...
    Le poesie proposte sono un fluido che scorre nel nostro cuore. Il rapporto tragenitori e figli è complesso, a volte pieno d'insidie e paure. Ma è giusto coltivare un giardino fiorito perché non si appassica e si perda come concime nella terra, altrettanto doveroso il rapporto con i figli, i notri fiori migliori, il cui profumo deve conquistare il cuore della società, renderla migliore, umana e piena di speranza. Quasi diabolico il confronto, intuizione di una mente straordinaria. Auguri per un lavoro fecondo e e munifico di effetti positivi. Il nostro sostegno leale e generoso, con tutto il cuore

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