venerdì 20 novembre 2009

LUCE di Maria Isabella D'Autilia






(Luci di René Magritte)












Luce soffusa cerca la sua strada
nelle borse degli occhi di una notte
insonne, nelle rughe di ombre
segnate da giorni attraversati,
solcati, graffiati da artigli di ghiaccio.

Onde di tenebre incalzano e s'infrangono
Su scogliere di ore scandite
Da battiti di assenze, di sogni,
di sconfitte su ciglia asciugate dal vento,
su dita ritratte dentro un pugno.

Ma la luce soffusa s’insinua
Oltre le palpebre di un balcone
Dimenticato dalla vita, e accende
Il pentagramma dei suoni e dei ricordi
Sgranando l’alfabeto della notte.

E dentro quella luce si compongono
Volti di parole, s’intravedono
Suoni di passi in cerca di un cammino.
Alta, la luce resta nell’attesa
Di occhi che ne ascoltino il richiamo…









37 commenti:

  1. Ma la luce soffusa s’insinua
    Oltre le palpebre di un balcone
    Dimenticato dalla vita, e accende
    Il pentagramma dei suoni e dei ricordi



    Molto bella, pacata. La notte, piena di luce, di ricordi, di suoni soffusi, di assenze di sogni che si possono colmare con l'immaginazione, o che sono lì, appena appena vissuti e già lontani....E poi finisce, torna l'alba. Si dissolve l'intensità della notte.

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  3. ... La luce che tutti cerchiamo uno squarcio nella mente
    una voragine nella sabbia che lascia sfuggire la realtà
    dei nostri giorni... è con questa luce che guardo il mondo...
    Grazie Dolcissima Maria Isa per le splendide emozioni che ogni volta mi regali. Malon Susan

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  4. Hai ragione,Maria Isabella, malgrado le ferite del giorno, la notte ha un diverso linguaggio. L'atmosfera ovattata del buio evoca ombre assenze, sogni. Richiama solitudine e dolore.Ma anche figure, ricordi. Anche il suono di passi. E l'attesa! Tu non sei nè doma nè vinta. La poesia è davvero molto tenera, molto bella, ricca di rinvii e immagini particolarmente suggestive, "azzeccate". Ti abbraccio forte, mia cara, dolce amica.Gabriele Prignano

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  5. molto bella; c'è una grande verit... . Vi trovo un delicato simbolismo: la luce, all'inizio soffusa, apparentemente quasi restia a voler osare, eppure già così coraggiosa e sicura che non esita ad attraversare tutto quello che, facile o arduo, le si pone dinanzi da pervadere di sé, mantiene la propria integrità lungo quel percorso che sceglie di non evadere, proprio perché consapevole di essere “luce”. Per ritrovare poi se stessa nella sostanza del vissuto, quel vissuto, bello o brutto, che però ha sempre mantenuto la propria natura di Luce, la stessa che ora rifulge nel Ricordo, e può farlo, proprio perché ha penetrato di sé il pentagono della vita umana!R. De' Vecchi

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  6. Antonio lanza ha detto...
    Dolce la notte che porta raggi di luce consolatori e rasserenanti. Il giorno muore con i suoi affanni ed ecco la luce, determinata, sicura, dolce che penetra nei meandri dell'oscurità, nella nostra stanza dove ricordi e passioni si adagiano con noi.
    Bella

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  7. Gabriele Prignano21 novembre 2009 00:50

    Capisco, eccome!, cara Maria Isabella, Malgrado le ferite del giorno, la notte ha un diverso linguaggio. L'atmosfera ovattata del buio evoca ombre assenze, sogni. Richiama solitudine e dolore.Ma anche figure, ricordi. Anche il suono di passi. E l'attesa! Tu non sei nè doma nè vinta. La poesia è davvero molto tenera, molto bella, ricca di rinvii e immagini particolarmente suggestive, "azzeccate". Ti abbraccio forte, mia cara, dolce amica. Conoscevo già questa tua poesia. E conosco quell'alfabeto, che è poi la tua lingua...anche di giorno!

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  8. Immagini bellissima in questi tuoi versi...
    complimenti veramente bella!
    Ciao un bacio
    agata

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  9. Grande Poesia : trasmette emozioni ; parla direttamente al cuore; ci fa immedesimare ; difficile scrivere Poesie cosi' ; certamente per i piu' impossibile Michelangelo Marson

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  10. Quanta tenera solitudine...
    in pochi versi, una solitudine urlante, graffiante, indomita...
    che si apre un varco per rinascere a nuovi... cammini..
    Tanino Ferri

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  11. che bella questa visione della notte in cui si fanno bilanci...ma ci si può lasciare andare ai ricordi....
    Grazie cara!
    Donatella

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  12. che meraviglia..mi fa intuire qualcuno che aspetta, le ciglia umide di attesa, nel logorio di giorni stanchi..immagini notturne di passi e persone anonime, che affollano la nostra vita per poi andarsene, lasciandoci fermi nell'attesa che qualcosa ancora ritorni a destarci, a farci sentire importanti.
    Scrivi magnificamente, un caro saluto da
    Tatyana Andena

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  13. Arriva dritta al cuore ...attendere invano lunghe notti aspettando chi magari poi non arriva, fino a dissolvere l' attesa alle prime luci dell'alba come in sogno in cui ciò che hai desiderato lentamente si avvera......e con quella luce per occhi pronti a coglierne il richiamo...molto bella...

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  14. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 03:54

    Grazie, grazie...
    La "genesi" di questa mia poesia è nella fugace visione di una bellissima foto: un lampioncino a muro illuminato nel centro storico bellissimo e degradato di una cittadina del Sud, luogo del cuore e dell'anima per molti che lo vorrebbero veder rinascere.

    Quella fugace visione mi ha colpito molto come solo un'opera d'arte sa colpire, o una metafora di ciò che si ha dentro.

    Dalla sinapsi tra suggestione dell'immagine e stato d'animo,e mio sentire, sono sgorgati questi versi quasi spontanei e indipendenti da me.

    La luce dell'immagine diventa, qundi, per traslato un'altra luce e la geografia dei luoghi trasmuta nella geografia dell'anima.

    Molto del mood sotteso alla poesia lo trovo nell'Impero delle Luci di Magritte, opera che amo in modo particolare, e in Autumn Laves nella straordinaria versione di Roberto Monti...

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  15. Quel che Maria Isabella descrive nelle prime due strofe appare come stato esistenziale di sconfitta, di abbandono, di resa in quelle “dita ritratte dentro un pugno”.
    Ma ecco, nella parabola delle cose che vivono, che sentono, che amano o desiderano amare, la terza strofa si apre ad una debole luce che “s’insinua” di nuovo sul terreno difficile dei ricordi, per riconquistarsi alla ripresa del cammino.
    Belli i due versi finali che accostano sensi diversi (occhi che ascoltano) e che rintracciano la possibilità di un percorso.

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  16. Grandissima poesia come la solito perche' cara Maria isa ci hai abituati così, il tuo linguaggio raffinato e simbolistico porta a sognare tra ali di ferfalle anche in una poesia come questa che nella sua delicatezza, nella sua dolcezza in tante immagini ne fa capire il concetto.Il pentragramma dei suoni e dei ricordi sgranano il pentagramma della notte, questi non sono versi da tutti ma di una che ha classe e stile da vendere e così volti di parole, suoni di passi in cerca di cammino e le palpebre con gli occi che aspettano in attesa di recepire questa luce che a sua volta, gia' alta aspetta. Lirica tutta da analizzare e studiare, Isa bellissima la considero una Ikebana composta dai fiori più belli. Grazie...Bruno Zapparrata

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  17. Ogni volta che vedo, in questo blog molto particolare che sa unire sensazioni diverse, una poesia di Maria Isabella, sono contento e mi accingo al piacere della lettura che replico silenziosamente o ad alta voce, scandendo le parole dei versi, per meglio coglierne la musicalità.
    Maria Isabella sa inventare atmosfere di sogno e di realtà, mescolate in un immaginario a volte cupo, a volte disperato, ma sempre con un lampo di vita che s’aggrappa ad ogni minimo segnale di soccorso.
    Pino

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  18. Molto bella, complimenti Maria Isabella.

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  19. Nel buio della notte tutto sembra più cupo e triste, si ripercorrono i momenti dolorosi come i graffi che ci hanno inferto nell'anima. Ma un piccolo chiarore, la luce che filtra da un balcone ci fa ben sperare, un nuovo giorno ricomincia e si può tornare a vivere, una rinascita è possibile...
    Salvina

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  20. La notte sa di tormento..mentre la luce tenue s'infiltra nella stanza tornano con i suoni le memorie di volti di giorni,e le mani raccolgono la rabbia in pugno mentre i graffi sul cuore bruciano e gli occhi si perdono di lacrime..Fotogramma complesso di una vita nella notte, insonne e smaniosa in cerca di un cammino..mentre la luce attende...per riportare un'apparente pace o l'assoluzione.
    Molto bella,grazie.

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  21. La rileggo ed una lirica di grande suggestione: un rinfrangersi di luci, come in un gioco di specchi, l'affioare di volti appena velati, di passi che cercano una strada: un mondo di ricordi, di manlinconia , anche di concentrazione e di ricerca, nell'eco dei cammini perduti nelle lontananze, nel silenzio apparente, mentre l'io si popola di immagini perdute, di parole sottese. Ma è la parola cre crea, evova, illumina, dona musica al vissuto,che cerca la sua espressione e la sua vita..

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  22. Mi scuso per gli errori di battitura, ma il pc si è chiuso ben 3 volte.

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  23. Poesia ricca di suggestioni e fascino...poesia musa e musa voi, Maria Isabella


    NOTTE

    Notte ch'oscura
    la mente rischiara
    come può il giorno
    dall'ante, dal lume
    dal ricordo che nasce
    di quello che in fasce
    rammenti e rivivi
    s'acquietan lamenti
    e quei tormenti
    che ti dà la vita
    sopiti non vinti
    altrove sospinti
    ti sono lontani
    a te sogni vani
    soltanto per quelli
    che dicano siano
    i giorni più belli

    Cyrano, insonne

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  24. Ti aggiri oltre l'atmosfera terrestre, alla ricerca del pianeta d'aria pura. Non hai timore dell'infinito, del buio.
    Con le tue parole, lasci polverine magiche.
    Grazie Isa.

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  25. Per te, Cara Sorella ♥
    D



    Farò della mia anima uno scrigno
    Per la tua anima,
    Del mio cuore una dimora
    Per la tua bellezza,
    Del mio petto un sepolcro
    Per le tue pene.

    Ti amerò come le praterie amano la primavera,
    E vivrò in te la vita di un fiore
    Sotto i raggi del sole.

    Canterò il tuo nome come la valle
    Canta l’eco delle campane;
    Ascolterò il linguaggio della tua anima
    Come la spiaggia ascolta
    La storia delle onde.


    Gibran

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  26. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 09:17

    Grazie Cara Susan, è vero tutti cerchiamo "uno squarcio nella mente, una voragine nella sabbia che lascia sfuggire la realtà dei nostri giorni..."

    Ed è davvero dolce la notte che porta "raggi di luce consolatori e rasserenanti", caro Antonio. Grazie anche a te

    E grazie a te, caro Gabriele. Per quante e quanto feroci siano le ferite del giorno, la notte parla un altro linguaggio, il linguaggio del dolore che può finalmente fluire libero, il linguaggio delle ombre e delle assenze, della solitudine, ma anche dei bolti, dei passi e delle attese...un linguaggio in cui la luce s'insinua, si espande, un linguaggio di cui risuona il silenzio, voci e luce che dialogano con buio...

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  27. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 09:27

    Mia cara Rosalia, la luce, impressione visiva dello sguardo che si è posato su una foto, ha assunto una valenza simbolica perché l'immagine assorbita dagli occhi si è innestata su un sentire che vivo profondamente...quello di andare sempre oltre, oltre ogni tenebra, la consapevolezza di non voler evadere il percorso...
    grazie, mia sensibile amica

    E grazie a te, Agata, poetessa molto cara al mio cuore, ed a te Michelangelo, cantore dei sentimenti puri, dell'Amicizia, anche se la tua dolcezza ti porta a sopravvalutarmi.

    E grazie a te, Tanino, che così bene riesci spesso a leggere il mio cuore nei versi..

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  28. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 10:27

    Notte di bilanci, Dona? Anche...e di ricordi, o soprattutto, come tu ben cogli, Tatyana, immagini di passi e persone che ci attraversano la vita, passano, lasciandoci in attesa di qalcosa, forse indistintom che possa farci ridestare. Grazie, mie care.
    Un'attesa che tu inravedi lunga come la notte finché una luce non rischiari la strada, lentamente, come l'avverarsi dei desideri nel sogno
    Grazie...

    Sapete? leggendovi pensavo che dei versi, una poesia, hanno una vita propria appena scritti...

    Ognuno li legge proiettandovi anche un po' di sé, e quasi come in una riscrittura collettiva, si moltiplicano. E poi mostrano lati, tanti, e luci, e colori, quasi fossero al centro di un prisma e, a seconda dell'angolatura, mostrassero raggi diversi...

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  29. Bellissima questa poesia, molto profonda. Si cara poetessa è di sera che si annega in un mare pieni di ricordi, in un cielo coperto della stanza ci si perde, la tristezza scende nei cuori, il dolore e il pianto si fanno avanti, ma in questo atmosfera si scorge uno spiraglio di luce da un balcone, tutto e magico perchè ciò fa sperare l'alba di un nuovo giorno, la rinascita di una nuova vita. Complimenti un bacio a te e Gloria

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  30. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 12:32

    Carissima Lorella, grazie, tu hai colto un altro aspetto, molto caro a me, quello dell'attesa...

    Bruno, carissimo amico, nelle cui poesie io ritrovo gli accenti più dolci e intensi dell'animo, del cuore, e del lirismo napoletano, mediterraneo, le tue belle parole ed i tuoi apprezzamenti mi lusingano...

    Pino...mi lasci senza parole! Quando parli di atmosfere tra sogno e realtà, mi dai da pensare...in effetti, riflettendoci, tutti i miei versi sono il prodotto di una dimensione ai limiti, quasi border line tra il sogno e il piano reale...hai colto davvero nel segno!
    Grazie.

    E grazie a te, Pietro, e a te Salvina...sì la luce è anche la metafora della speranza ultima dea, quella che è sempre l'ultima ad arrendersi, e raramente lo fa...

    Daniela, sì, la vita che scorre e si riassume in una notte, in cerca di una via d'uscita, di un'assoluzione...è anche questo una notte, con le sue luci che s'insinuano dentro e oltre le ombre...

    Ed anche a te, Paola cara, che ho trovato nascosta nell'Anonimo...grazie...grazie ai tuoi occhi amici che vedono nei mei poveri versi cose tanto belle

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  31. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 12:42

    Manlio caro...attendo sempre con molta ansia i tuoi acuti e profondi commenti...E' vero, la poesia è come divisa in due momenti, quello della discesa nei meandri disperati dell'abbandono, e quello della luce che con il suo attraversare l'abbandono si pone quasi come "lanterniere" e faro, per chi lo voglia, della risalita e della speranza...
    In effetti io, oltre che a riferimenti intimistici, pensavo anche al destino di generazioni e di luoghi...precipitati, oggi in coni d'ombra su cui si abbattono onde di tenebre...eppure, eppure...c'è sempre un lampione che, se si guarda bene penetra oltre ogni chiusura, e la cui luce, benché soffusa e tenue, è ancora in grado di intercettare i passi in cerca di un cammino...

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  32. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 12:52

    Carissimo Cyrano...quanto i tuoi versi intessono un dialogo con i miei...sono lusingata che la mia poesia riceva da te un dono così bello...

    E tu ma très chère soeur Daniela, che regali ai mie poveri semplici versi quelli magici e stupendi di Gibran, mi commuovi...grazie davvero, mia carissima...

    Nicoletta dolcissima, bella l'immagine che evochi...la notte come un mare in cui annega pieni di ricordi, come un cielo coperto di una stanza... davvero molto bella, e veritiera...Grazie

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  33. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 12:59

    Gloria, mia cara tesoramica...a te il mio grazie più immenso e grande...
    Grazie per il modo intelligente e raffinato con cui profondi il tuo impegno e la tua passione anche, e soprattutto, in questo blog, che stai rendendo, di volta in volta un luogo dov'è sempre più bello e stimolante esserci...
    Grazie pe quanto scrivi, per come segui, per quello che con la tua grande sensibilità di poetessa vera, che ammiro, amo ed apprezzo, riesci a trarre dai miei versi...

    Ma soprattutto, Gloria, sorellamica, te lo DEVO dire, grazie di esserci!

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  34. L'anima si acquieta, si rassicura nel ventre del buio trafitto da fili di luce e libera i pensieri , le emozioni i ricordi e le Attese . I passi nn si compiono..l'assenza resta ma è meno presente di ieri..La Luce che graffia l'ombra ti riporta al desiderio di vita ..al progetto ...al futuro. I tuoi versi pregni di umori e sapori di donna che vede oltre, ci donano serenità e speranza.

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  35. Luce che ferisce la notte
    buchi di luce nel cielo
    a contorno della Luna
    i lampioni stradali
    seminati ad intervalli uguali
    budelli illuminati
    attraversano le viscere
    della montagna
    dagli schermi delle TV
    o dei computer
    flash intermittenti
    nelle discoteche
    la notte
    seguo tracce di luce
    ma l’unico faro
    che vorrei
    sei tu
    sempre accesa
    in un angolo
    lontano e vicino
    nella mia mente

    Enrico F. Amoroso

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  36. Interessanti, stimolanti, vere analisi accurate e attente, i commenti dei lettori e autori. Come al solito Maria Isa interviene in maniera sicura e convinta di sè e della capacità evocatrice delle sua parola.Risponde a tutti e si appassiona ai commenti dei suoi amici. Grazie a Te, Maria Isa e a tutti quelli che hanno partecipato..

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  37. Maria Isabella D'Autilia21 novembre 2009 16:31

    Che bello, Marco (sei tu l'anonimo, lo so), il modo intenso ed emozionale con cui tu hai letto questi miei versi...la luce che pian piano allontana le assenze, le sfuma rendendole meno presenti mentre si ricomincia a desiderare la vita, a progettare, a vedere la strada verso il futuro...Sì a pensarci bene anche questo è sotteso...In fondo parte anche dal tono mentale il nostro approccio alle cose esterne a noi, in cui proiettiamo parte di noi stessi...

    Enrico, caro amico, adoro il tuo commentare attraverso preziosissimi versi...molto bella questa tua poesia, che guarda la notte, la luce, le luci con altri occhi, ma anche tu con un'assenza, che in te si trasforma in desiderio...

    In effetti la notte ha tante facce ed in ognuna una luce diversa....

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