domenica 15 novembre 2009

L'ULTIMO GIORNO di Gabriele Prignano
















Galoppa
stizzosa irosa rabbiosa
onda gigante
cavalca felice
la Fine.
Sgomento indietreggio
attendo
mia ultima luce
candore sapore
di corpo
cullare di labbra
morsi carnali brutali.
Piovuto su sabbia infuocata
infernale
lontano invoco mio Amore
nuda donati mostrati
ad occhi rapaci volatili prensili
appannato lo sguardo
rincorro, sogno, voglio
invasione
di dolci ricordi
intimità violate
quando rapito incredulo
planava la mano e lo sguardo
esplorava
cavità sotterranee
ove riparo trovò
gioia piacere luce
Torna amore torna
prima che chiuda gli occhi
abbraccia fremente attendo
su letto rovente
di sole apparente
coperto sono da ombre
di un giorno ormai spento
in fuga nel cielo.
Un bacio
donna dona dai
a bocca ardente
generosa mammella inondi di latte
il mio cuore
risvegli i miei sensi
insensata la morte mi strappa
ed abbraccio, stringo sorrido
ad occhi piangenti
mentre il cielo si adagia su terra
trillo di campane
cinguettio di sospiri
canto d’addio
si invola
un bacio ancora un tocco una stretta
forte, forte.
Ed è fine
beata.

(Dipinto di L. Freud scelto dall'autore)

40 commenti:

  1. Milagros Mendoza de ZamoraGabriele, carissimo... io ti do le mie lacrime...!
    La morte, la nostra sorella morte...
    non riesco nemmeno a immaginare la morte di mio marito, io prego Dio che io muoia prima...
    Grazie, grande uomo e poeta...! ♥

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  2. Francesco PalmieriMadonna!!! Mi sono proprio commosso!!!
    Non vale!
    (Bellissima lettura e testo davvero ricchissimo di pathos, emozione, sentimento, poesia).

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  3. Intensa,forte coinvolgente, come la tua presenza che nearrichisce i toni drammatici e di contrasto, con un senso del qui, ora prima che sia troppo tardi, che ci dà la misura della tua umanità e del tuo profondo senso della vita. Tutto scuote il lettore e fa riflettere sulla percezione che si sta facendo tardi..sempre più tardi.

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  4. Pasquale FedericoIntensa la poesia ed emozionante la tua recitazione per l'ultimo giorno che scivola via intriso da tanto amore quando chiedi di tornare prima che gli occhi si chiudano con un bacio e quella vicinanza corporea che fa sì che si possano ancora risvegliare i sensi almeno solo per un istante prima della fine. Resta la bellezza della tua spontaneità nel recitare serenamente l'ultimo giorno.
    Scusandomi per il ritardo ti abbraccio affettuosamente

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  5. Amare è sinonimo di gioa, vita, passione.....ma anche sofferenza dell'anima, nel momemto della fine, che si fatica ad accettare come naturale esito delle cose.....destinate ad esaurirsi.
    Mille ricordi nella testa, passione, eros, violento amore fisico causa di piacere e di dolore, se consapevoli lo facciamo sapendo che la fine è dietro la porta......
    Molto bella la scena del cielo che tocca suolo, il sole che c'è ma non riscalda, occhi che increduli guardano estasiati il loro amore fonte di piacere e di dispiacere.......quell'amore che lascerà solo un amaro ricordo, da conservare gelosamente come fiammella vitale che supporterà il nostro vivere......
    splendida lirica raccontata in poesia......
    RoseMarie D'amico

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  6. sempre unico caro Gabriele nello scrivere ed in questo caso nel recitare dei versi che parlano di Amore e di questa Passione che ti avvolge ... per chi ha conosciuto le pene d'Amore e facile ricordare ... nn serve immaginazione ... è un film che passa e ripassa ... ma senza l'Amore la Vita nn avrebbe senso ed io penso che tutti abbiano provato ... le cosidette pene d'Amore ... Ti Abbraccio ... :)))))lEONARDO

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  7. Antonio lanza ha detto...
    Semplicemente divina

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  8. Antonio Lanza ha detto...
    E' una composizione delle più toccanti. Una invocazione disperata, ma di un'attesa che ripaga, anche se lunga e stenuante. Passione, tormento, estasi, c'è tutto, in un cuore che vibra e tende una mano disperata. La fonte è sempre l'amore, ma tu lo sai descrivere in maniera geniale.La reecitazione è un dono che arriva al cuore

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  9. ... "cullare di labbra, morsi carnali brutali"
    ... bellissimi questi versi... l'insieme delle strofe poi, quasi quasi stimola il senso erotico... complimenti... Pino Soprano

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  10. Annamaria Sano'l'amore contrapposto all'idea della fine della vita .. bella ! Gabriele la tua voce emoziona quanto i tuoi versi, che mi riportano indietro a a versi letti ,a ricordi lontani.. bene tra noi spesso autodidatti e' bello che ci sia l'arte alta ed e' bello il tuo donarti..

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  11. è veramente bella, originale, intensa, bel ritmo,di classe, molto, molto apprezzata, una delle mie preferite. Dire "complimenti" è dire poco.
    Scusa se non mi soffermo adesso sul video, ripasserò per farlo, senz'altro merita non di meno. Grazie per questi momenti di poesia Laura

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  12. Questo binomio amore-morte ha affascinato tutti, Gabriele, soprattutto per la tua vivida e drammatica espressione, che talvolta non nasconde un sorriso...

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  13. Questa Poesia è musica. E' un canto di vita spiegato su onde di morte addolcita.
    Complimenti, Gabriele, per il suo grande talento, e grazie per aver condiviso questi splendidi versi...Luca

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  14. LeonardiPoesia molto profonda, pone la donna come oggetto principale, attorno cui ruotano diversi elementi, che si sovrappongono nitidi nella fatale sequenza...........spicca la violenza pure, che rende vittima e portatrice di piacere in un miscuglio shakerato di sensazioni contraddittorie.......
    La voce dello scrittore aggiunge quell'elemento in più che fa la differenza, perchè la poesia non viene solo letta, ma recitata, trasmettendo emozioni quasi vive nel loro porsi.
    Afferma Bene il Poeta, quando parla di quella libertà di cui nemmeno gli scrittori hanno veramente scrivendo, siamo tutti condizionati, in un qualche modo, alcuni meno di altri......
    Molto ben scritta e portatrice di verità non sempre piacevoli Paola Maria

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  15. Non l'ho detto io, ma Paola Maria Leonardi

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  16. Torna amore torna
    prima che chiuda gli occhi
    abbraccia fremente attendo
    su letto rovente
    di sole apparente
    coperto sono da ombre
    di un giorno ormai spento
    in fuga nel cielo.
    E' il pensiero dominante di Gabriele, la sua forza, l'amore che lo spinge verso la vita. Talvolta indietreggia, il ricordo non basta, Il desiderio è forte, sconvolgente, è Eros, pathos e non appaga. L'immagine, così concreta nella prima parte va sfumando, fino a divenire annullamento quasi estatico, ritorno all'essere
    e all'amare...insieme

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  17. mi lascia intontito, sgomento, stupefatto ....quanta energia e vigore; quanta sensualità; quanta forza, veemenza, violenza...e non sono sinonimi, sono sensazioni che si rincorrono ed aggiungono ad ogni verso che succede all'altro in un ritmo scatenato... Eros e tanatos...amore e morte...soprattutto vita non come esistenza ma come linfa vitale che da noi si scatena nel rapporto con l'altro....mi fermo ma credo che a più riletture coglierei altri messaggi, talmente ne è ricco il tuo componimento...bravissimo e complimenti per la recitazione che riesce ad essere sobria ed elegante senza farsi trascinare dall'impeto insito nella poesia.
    Pio Napolitano

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  18. Grande Lirica scritta da un Poeta di altissimo livello che riesce sempre atrasmettermi emozioni importanti fino a farmi commuovere.
    Grazie !

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  19. riesce a dare altri significati la lettura fatta dallo stesso autore. O meglio se ne colgono altri, nelle sue pause, nel tremolio a volte, della voce, nell'intensità dello sguardo sul foglio e quindi si aggiungono emozioni a quelle indotte dalla sola parola scritta-
    Pino

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  20. Amore e morte... Tema antico e sempre presente. Forti sentimenti e stati d'animo nei versi di Gabriele: sensualità, desideri, nostalgie, ricordi. Poi ascoltati dalla sua viva voce ancor più suggestivi.

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  21. Maria Isabella D'Autilia15 novembre 2009 06:07

    Eros e Thanatos, congiunti alla fine in estasi...

    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi... ma anche seni, corpo, labbra, una fisicità dell'amore anelata, che si fa desiderio e ricordo e visione, un amore nella sua totalità che si invoca mentre il cielo si adagia lentamente, accompagnato da struggente nostalgia, sulla terra...

    Una fine che somiglia ad un intenso amplesso dove tutto si fonde...e prima, prima, il desiderio, la visione si saldano con i ricordi, con la rabbia disperata, il furore per un'assenza, furore che sfuma in ricordi e invocazione a dare fisicità e presenza alla memoria.
    Il tutto avvolto da versi straordinariamente belli, conturbanti, caldi, vivi, sensuali e delicati, resi magica suggestione dalla tua voce, Gabriele, dal tuo viso, dalla tua espressione.

    Eppure, mentre parla di fine, quanta vita pervade questa bella poesia, vita vissuta, resa più vita da un vissuto d'amore fino all'ultimo respiro, quasi a fermare immagini e tempo in momenti vissuti e da vivere, come se il corpo, il cuore e l'anima, prima di arrendersi, volessero ripercorrere l'amore di una vita e nel contempo, in un canto del cigno, provassero tutte le sensazioni, le emozioni in un'esplosione dei sensi e dei desideri, vivi più che mai.

    Bella come l'amore e la vita che la pervade, intensa come un'emozione, questa poesia, ed il video, sono qualcosa che resta dentro profondamente...

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  22. Maria Isa, come al solito, hai reso con precisione e profondità i sentire le emozioni che suscitano il video e la poesia di Gabriele. Fusione dell'amplesso, rabbia, furore, senso della vita, che lentamente si placano, in tutta dolcezza, pronti alla fusione finale, completa.

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  23. Gabriele Prignano15 novembre 2009 06:37

    Non intervengo mai, se non per ringraziare quanti mi leggono e commentano, qualunque sia il segno dei commenti. E' un mio principio. Ma qui noto qualcosa di diverso. Sento in ciò che scrivete il suono dei miei versi, il che vuol significare che mi donate attenzione e condivione. I vostri giudizi sono acutissimi, scavano, esplorano, scendono in profondità. Grazie! Voi spalancate le porte anche a confidenze, che sarebbe bene tenermi per me. E, poi, questo ha poco a che fare coi versi: attiene alla sua nascita, alla sua genesi. E, allora, mi limito solo a dirvi che l'idea della Fine (anche "procurata") è sempre presente in me, nascosta spesso dietro un sorriso. Scrivere ci aiuta. Anche se si scrive male. Ed essere così fortunati da essere compresi...ci salva. Non scrivo d'Amore solo perché è il piacere supremo che la vita ci offre. L'amore è anche rifugio....della vita! Spero concordiate. (Mi rendo conto di essere uscito fuori tema, ma è da addebitare all'emozione suscitata in me da ciò che avete scritto.)

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  24. Tatyana Andena :
    la poesia è davvero bellissima. Una invocazione all'amore carnale, quasi la carne salvasse l'uomo dalla morte, con la sua morsa di calore che fa perdere la ragione. L'amore come inizio ed ancora a tutto, l'amore che ci salva. Concordo con Gabri, la scrittura aiuta a buttare fuori come un colpo di tosse le paure più nascoste in noi, e condividerle con altri aiuta a sentire la loro presenza. Molti scrivono di amore come di morte e vita per esorcizzarle, credo che entrambe vadano esorcizzate. Complimenti caro Gabri, per questa poesia viva, che si sente, che si muove.

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  25. Gabriele, non puoi invitarci al dibattito, su una tua poesia.Qui non c'è dibattito,siamo tutti d'accordo sulla bellezza delle tue parole. Complimenti vecio mio, sai sempre regalare agli altri momenti di profonda riflessione.

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  26. prima di tutto, grazie per avermi invitata a leggerla...

    Trovo che tu abbia reso viva e vivida la morte contemplandola, attraversando e scavando l'amore e la passione... le sole cose che possono renderci eternamente vivi...

    Questa poesia ha veramente anima e corpo, cammina incalzante,
    è semplicemente viva come Te !!
    Bravo Gabry
    Grazie ; )
    B.Alex

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  27. Caro Gabriele, avevo già espresso il mio entusiasmo per questa tua lirica su fb, poche parole sotto l'onda dell'emozione che la tua lettura mi aveva procurato. Anche questa volta ho preferito riascoltare dalla tua voce diretta, cogliendo l'irrompere della commozione nella voce, o la forza vitale ancora tutta intatta, e persino la "furia" dell'irruzione del "NO" -umanissimo- alla certezza ineludibile della " fine", di "quell' "ultimo giorno" in agguato nel calendario. Vi ho letto la tua grande forza morale nel confronto con Thanatos ("insensata la morte"), il tuo non abbassare lo sguardo al suo ingresso nel pensiero, anzi a momenti sembri armato del riso beffardo di chi ormai non teme più nulla, nella posa guerriera di un essere umano che solo nella dignità trova corazza e scudo (il titanismo psicologico e spirituale, caro in particolare alla poesia romantica, non sempre è una finzione verbale, uno stereotipo letterario, e in te sicuramente non lo è). E come bene sottolinea Maria Isabella, è Eros l'antidoto salvifico, forse il vero unico dono degli dei all'uomo (e non certo il mitico fuoco prometeico, forse più adatto all'inaugurazione delle età metallurgiche...), non a caso questa tua lirica è densa d'amore, l'amore invocato non come Musa ma nuovo "fiat" rigenerativo, un momento di ri-creazione, un azzerare il ghigno feroce e trionfante di Thanatos. Un Eros terrestre, fatto di carne, morsi, labbra e baci, un Eros che non scantona mai verso vicoli metafisici o scenari rarefatti (in fondo l'amore neutro di angeli senza sesso), un Amore insomma che non ha scordato l'immensità di un abbraccio do donna, l'eternità del tatto con la sua pelle, l'annullamento di ogni "cura" quando la polpa delle labbra diviene un frutto goduto. E infine, "la fine/ beata."...in quell'ascensione indicibile, in quell'espansione cosmica che il momento orgasmico fa carne della nostra carne. E' l'Amore che ci fa divinità in terra, per questo, laddove la caduta è visione ravvicinata (in una fase qualunque del nostro umano divenire), noi lo invochiamo. E che l'Amore ci salvi.
    Un abbraccio.
    Francesco Palmieri

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  28. Non sono d'accordo con l'ultimo intervento dell'anonimo...(preferirei un nome)..Noi tutti, quando pubblichiamo, non amiamo essere incensati e lodati come dei santini, ci piace invece la passione, la discussione, l'entusiasmo che la gente che legge mette nelle sue parole e nelle sue analisi. E Gabriele sente la diversità di questi commenti, dai soliti, e sente maggiore amore e attenzione nelle parole di chi scrive.E si sente più vivo, più motivato..Ascoltato meglio. Con amore, con entusiasmo, con passione...E' quello che tutti vogliamo qualche volta: più attenzione, più ascolto vero, che si esprima nei giudizi e nelle analisi, non nei complimenti,anche se sentiti. Personalmente prefersco, quando commentano le mie cose, anche rabbia dissenso, ma vitali, a cui si possa rispondere..Andiamo fino in fondo all'essenza, l nucleo della poesia, alla conoscenza..Gabriele ci ha detto alcune cose di sè. Gli ha fatto piacere precisare, spiegare... A questo devono servire le nostre parole sincere...Mi auguro che sia sempre così in questo blog...

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  29. Caro Gabriele,tutto già detto e bene....aggiungo solo che hai scelto un fraseggio non facile,come non facile è il tema.
    Si viene incalzati dalle parole,che rendono l'urgenza del desiderio e l'immanenza della morte....la voglia della vita.Un abbraccio.
    Nonna Abelarda

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  30. ho letto tutto gabriele, sono sopraffatta, non posso usare le parole, mi manca il dono. ti abbraccio
    cristiana

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  31. Caelic Gabbiano15 novembre 2009 08:44

    Sei grande... sei vivo! ULTIMO GIORNO è una poesia che "uccide " la morte ... è fatale per essa l'amore... il corpo di lei impresso nei pensieri... sta arrivando la morte ma non l'ho tocca... i suoi sono pensieri di vita... come se nulla stesse accadendo... passione ed amore hanno il sopravvento su paura e dolore... sei grande e affronti la vita/morte nello stesso mio modo.

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  32. Incantata sono rimasta per qualche istante, rapita dalle sonorità della lirica. Si rincorrono le parole in ritmo serrato, prima che la fine giunga, quasi in sfida col tempo che passa, che non ce n'è più ...in un giorno "in fuga nel cielo". E di "spento" in quest'ultimo giorno proprio non v'è nulla: tutto è passione, attaccamento, determinazione,desiderio, vita e sembra quasi possa...oltre "una fine beata"...continuare.

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  33. Valentino Sgaramella - “Amore e Morte”, il grande tema della poesia e della letteratura. Amore, come unico metodo per vincere la Morte. Questo, mi sembra di scorgere in questi versi dolcissimi e profondi ad un tempo. Si può vivere nelle membra, come entità fisiologica, come processi biochimici endocellulari che mandano avanti una arida visione meccanicistica dell'esistenza. E nulla più. Ma si è morti nell'Anima. In fondo, si nasce già morti. La vita dell'anima, come la libertà, la dobbiamo guadagnare. Cosa conta, dunque, avere paura della morte fisica quando non si è stati capaci di vivere, "sentire", amare? E non è, forse, la poesia una forma di Amore struggente? E non è questo crogiolo di passioni e sentimenti che dona la vera libertà?Scrive il poeta: " sogno, voglio invasione di dolci ricordi" e ancora "Torna amore torna prima che chiuda gli occhi abbraccia fremente attendo su letto rovente". Ecco, è qui la Vita che freme, arde, brucia. E' nel desiderio mai sopito di emozionare il cuore, di far vibrare le corde più recondite di sè, che l'uomo vince e supera la finitezza del proprio Essere. Era Shakespeare che scriveva la famosa frase "Essere o non essere, morire, dormire, forse...". Essere con tutti e 5 i nostri sensi. Amare una bellissima fanciulla dal seno della quale il poeta attinge la Vita. E solo un istante dopo, accada di tutto.

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  34. Mio caro Gabriele, questa poesia ha un impatto molto forte, esprime il tuo grande desiderio d'amore che mai si esaurisce nei tuoi bellissimi versi. Sei un grande.

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  35. Belli, profondi, analitici, articolati tutti i commenti. Merito di Gabriele, che con la sua poesia ha suscitato tutte le riflessioni e gli approfondimenti necessari. Credo che valga la pena lasciare ancora un giorno la poesia nel blog e di non inserire altro, per dare il tempo di riflettere, di entrare, ricommentare, o ad altri di intervenire. Grazie a tutti

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  36. Grazia Zucconelli15 novembre 2009 14:16

    Non ho ascoltato ancora la tua voce...di proposito.So che mi sarei smarrita nell'incanto d'una voce che con la recitazione,sa trasmettere sensazioni fortissime.Ho letto i versi...provo un senso di soffocamento nel pensare alla morte quando c'è un uomo o una donna(l'ho letta così),che ha ancora così bisogno dell'altro.Ieri ho visto il film "Abbracci spezzati" di Almodovar.Trovo molti punti di contatto tra la tua poesia e l'affanno del protagonista che perde la sua donna in un tragico incidente,mentre è con lui in macchinaC'è una frase che mi ha commossa profondamente e mi ha fatto vivere quel distacco con grande pena,quando il ragazzo dice allo scittore di non soffrire così perchè qualche attimo prima dell'incidente(come dimostra un filmato)loro due si erano appena baciati con passione..."Ti ha lasciato portando con sè il sapore della tua bocca"dice sostanzialmente.Vi ho letto tutto l'attaccamento e il bisogno fisico tipico dell'amore e della passione.
    Sei grande Gabriele,non mi capita di dirlo facilmente.Io non amo molto la poesia ermetica o quella troppo simbolica o con troppi orpelli stilistici,la tua ha messaggi forti e veri che arrivano dentro e riescono a forare qualunque corazza .Grazie e scusa la mia chiacchierata.

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  37. annamaria marconicchio15 novembre 2009 21:21

    Premesso che non è il mio genere, nè per stile nè per immagini, ne ho apprezzato il significato e la contrapposizione di due aspetti della vita, amore e morte, che spesso si fondono, ma mai in maniera così intensamente espressa.

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  38. Slancio ..veemenza ..ardore..smania ..desiderio di carne ,viscere, sangue ..in cui “navigare beato” finalmente placata la brama ..Maestro di parole apparentemente poste una accanto all’altro di cui bisogna cogliere tutte le sfumature ..un crescendo di sentimento intenso che va dalla dedizione..alla bramosia erotico -amorosa .. al patimento “prima che follia m’invada”…leggere queste parole è come “penetrare” l’Eros..più di una vena poetica ..pura ispirazione degna di un grande poeta!! Grazie!!

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  39. Ti riconoscerei tra mille caro Gabriele… la tua penna è autentica e originale….Ci vai giù forte in questa tua, ma la leggerezza della tuo scrivere, che gioca sapiente con parole magicamente incastrate, asciutte dirette, quanto affascinanti penetranti, e soprattutto le immagini evocatrici di una sensualità e sensibilità fuori dal comune, ci offrono sempre dei versi leggeri eleganti passionali coinvolgenti diretti…
    Sei sempre tu caro Maestro, nei pensieri, nel tono della voce, nelle movenze, nello scrivere….(come del resto per tutti noi), e quindi sei un irresistibile vincitore e comunicatore d’amore.

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  40. La notevole tecnica poetica appare più evidente in questa lirica che nella precedente,Gabriele Prignano mostra meglio le sue capacità e pregi artistici meglio in questa ,sebbene la lunghezza della poesia qui sia maggiore e forse una potatura col rasoio di Occam l'avrebbe irrobustita .
    Gilberto Fanfani

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