martedì 24 novembre 2009

TRA SBARRE DI TULIPANI di Rita Pacilio


    (Sergio Caputo, Metamorfosi)


Rocce impigliate nella lana del maglione
sono la mia scena.
Come seni duri sotto la lingua.
Preparami l’anima quando piove
senza perdere nella memoria la smania
di tradurre la nebbia sulle case.

( 'Tra sbarre di tulipani' - Lietocolle edizioni)



28 commenti:

  1. Scaglie di rocce nel maglione, scenografia dura, nitida, intensa, ma che si scioglie nella tenerezza di quel' preparami l'anima quando piove', quasi una preghiera a non rimanere indifferenti di fronte al pathos del poeta che ama e soffre con fragilità e forza..

    Preparami l’anima quando piove
    senza perdere nella memoria la smania
    di tradurre la nebbia sulle case.

    versi finali hanno il fascino intriso di malinconia della poesia e della musica di Rita

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  2. Rosa Cassese la nebbia della memoria quasi una smania per dimenticare l'amarezza dell'indifferenza ,rappresentata in maniera mirabile da pietre conficcate nel maglione di lana che diventa l'anima calda (lana), resa dura come seni turgidi ,lambiti dalla lingua mordace di chi ha rubato la felicità

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  3. Daniela Moriconi io ti ascolto come una musica...questa è la prima cosa che ti scrissi qualche mese fa,TU SEI....non so cosa...per me sei potenza!Leggo i tuoi versi e mi regali qualcosa che sulla pelle si chiamano BRIVIDI!Grazie Rita davvero...mi emozioni tanto!



    Daniela♥

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  4. molto intensa, in poche righe dice tutto, il contrasto di un chiedere dolce, preparami l'anima quando piove..è molto bella, complimenti.Un caro saluto già con l'emozione di una giornata nuova dove spero, qualcuno mi preparerà le ore, che siano meno dure ..Tatyana Andena

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  5. Antonio Lanza ha detto...
    Non occorre scrivere molto per rimnere affascinati come ora dopo aver letto pochi versi di una intensità penetrante. Durezza e dolcezza si fondono, una serena attesa e di svelare cose dietro una coltre di nebbia. La pioggia, gocce, un lavacro per purificare di più un'anima già pura, sensibile, generosa. Le immagini del dipinto e del video sono una carezza che accompagnano i versi. Complimenti e mi accingo a trovare il resto della raccolta.

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  6. ringrazio molto sia rita che gloria per questo post immaginifico..
    r.m.

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  7. Mostrarsi e liberamente lasciarsi andare vivendo la bellezza dell'nudità interna che abbraccia senza maschere, chi siamo e chi amiamo, non è cosa semplice....Intorpidi dal malessere e dall'ipocrisia, i cuori puri avanzano e, prima o poi...la luce si vede Dulcinea Dulci

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  8. Ennio Meloni Versi che si conficcano come
    Rocce impigliate nelle emozioni....
    e che ti imprigionano nella loro magia....

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  9. Rita... i tuoi versi lasciano per un attimo il fiato sospeso, poi lo riprendi, ed immagini.....R. Venezia

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  10. Carla BenassiLE TUE ROCCE SON PERLE
    SON GEMME,
    SOSPIRI
    DI GRIDA...
    ... Mostra tutto
    SON L'ANIMA INQUIETA
    DI CHI COGLIE L'ESSENZA.

    Ciao gioia, sempre alto il tuo profilo...

    Baci

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  11. Rita una perfetta combinazione di lessico ed allegoria, senza orpelli retorici!!! Poeta si nasce!!!
    E. Varriale

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  12. Magnifici versi, molto più intesi e pregnanti di chilometriche liriche senza anima...
    Alessio Patti

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  13. Vero. Rita a molti tratti frastorna, con versi chiusi, discesi in rivoli, spezzati. Credo sia una grane scrittrice, che esploderà oltre il livello nazionale fra una diecina di anni, quando il verso si aprirà, oltra la stratosferica femminilità. Capirossi

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  14. Rita Pacilio non scrive solo versi, è artista completa, dalla sensibilità coinvolgente e che incanta, senza molti passaggi esplicativi, e che va diretta al nostro nodo emotivo. Noi in questi anni abbiamo imparato ad amarla e a seguirla nelle sue sfumature e nelle sue poliedriche espressioni artistiche. la musica jazz è una di queste. Pertanto vi pregherei di seguire il video, la sua performance, la scelta del dipinto, che sono appunto sbarre di fiori che si sono conficcate nel maglione.E lasciano quel velo di malinconia e di stupore, al quale l'anima va preparata perchè non rimanga seolo il triste odore della nebbia, quando il sole non scalda

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  15. Pochi versi carichi di intensità, bellissimi, emozionanti, grazie Rita.

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  16. un velo di dolcezza, più come accorato appello ad un aiuto di antichi affetti, sembra ricoprire il senso duro della fatica di vivere laddove anche le parole si sono aggrumate e il panorama dell'anima la scia intravedere terra di lava. Tuttavia il potere dell'amore è quello di trasformare in sogno i "fantasmi" quotidiani...e sostenere l'animo di giorno in giorno.A.Pedicini

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  17. ArtistaEstravagantedi un femminile ideativo unico, seni duri scrivi e sotto la lingua, mi domando e ti chiedo possibile senso del nutrimento che solo una Donna può e sa donare..

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  18. Pochi versi carichi di intensità, bellissimi, emozionanti, grazie Rita.Pietro Vizzini

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  19. Cara Rita questa è la prima tua poesia che ho letto ed apprezzato.Mi ha colpita per questa tua estrema matericità con cui scolpisci i sentimenti,le emozioni,così che il dolore si fa roccia inevitabilmente graffia e si impiglia a non lasciarti;e la prepotenza sessuale di quei seni sotto la lingua che dicono di un desiderio che ti appartiene in fondo,nel ricordo e nel presente.La vena malinconica riappare nella tua smania di tradurre nebbia ed è un sentire che veleggia in ogni tuo scritto ,ma anche nella tua bella voce..

    Daniela Bisin

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  20. Pochi versi, intensi e, ogni volta che li si legge, se ne scoprono nuovi significati: ogni parola, ogni combinazione, ogni verso, l’intera lirica danno sensazioni complesse e diverse.
    Immaginario e presente sensualità, corporeità immediata, con un passo alterno tra astratto e concreto, che dà e toglie punti di riferimento, coinvolgendo e abbandonando, scomposizioni e disorientamento pur in un ambito spaziale identificabile, ma forse non abitabile, case che si sottraggono nella nebbia.

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  21. Eccomi a ri-leggere i miei versi e i commenti che sono scaturiti dalla vostra attenta lettura. Non amo 'spiegare' il senso delle mie parole. A dire il vero non amo mai commentarle perchè sono profondamente convinta che M. Proust diceva qualcosa di molto vero e che mi appartiene: 'il lettore quando si trova di fronte ad uno scritto legge se stesso'. Ed è proprio così. Quando scrivo il mondo che appartiene ai miei abissi viscerali o gli intrecci dei 'nodi emozionali' della mia anima, ho già dato il mio definitivo messaggio al mondo, senza voler aggiungere altro. Vorrei che i miei versi fossero letti e interiorizzati. Fossero lo specchio per l'anima che in quel momento li sta possedendo. Fossero di tutti: questa, credo, è la 'presunzione' e l'ambizione massima' del Poeta. Vi sembrerà strano sentirmi dire che quando mi invitano a leggere le mie liriche di solito racconto i miei vissuti emozionali intorno a cui si ergono le mie parole ma mai tento di spiegarle o di darne un senso. Mi sembra riduttivo non per chi ha scritto ma per chi legge. Il lettore va rispettato nel suo mondo plurimo e va lasciato libero di 'vedere' o 'sentire' qualcosa che a volte si discosta dal pensiero dell'Autore, ma che, secondo me, resta un valore aggiunto all'universalità della Poesia. Anche i bambini della scuola primaria di San Giorgio del Sannio (BN) hanno letto e interpretato 'Tra sbarre di tulipani' - Lietocolle. Si tratta di una raccolta molto complessa e articolata, da cui è stata estrapolata la lirica che Gloria ha postato, a cui va il mio grazie. In questo libro parlo di fisicità, di corpo femminile, di violenza, di amore viscerale, di integrazione sociale, di emarginazione, di solitudine ( la raccolta è dedicata a 'Chi è solo') di sbarre legate al tormento della detenzione fisica ma anche della detenzione relativa all'anima. Ognuno di noi, in qualche misura, ha fatto o fa l'esperienza della solitudine o dell'emarginazione sociale. Siamo tutti dietro le sbarre: eppure i bambini hanno saputo leggere la complessità del testo secondo i propri strumenti emozionali e razionali disponibili. Hanno dato un titolo ai miei versi che di solito non sono mai titolati ed hanno rappresentato graficamente l'abisso emozionale dell'Autore. Ecco perchè credo che un testo possa essere letto da chiunque e a qualunque età. Ringrazio Gloria! La porto nel cuore e con lei voi tutti, amici virtuali e di sangue. Amici che riempite i miei vuoti. Amici che lenite ferite. Amici che spesso mi regalate carezze.
    Con stima tanta.
    Sempre grata.
    Rita Pacilio

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  22. è vero, bastano poche parole per commentare questa beve ed efficacissima lirica.
    fatta di contrasti, di lana e rocce, di desiderio e di dolcezza; poche parole a spiegare gli estremi dell'amore.

    Danilo Carli Stranich

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  23. Lirica piena di corporeità e spiritualità, fisicità e interiorità, trattati sullo stesso piano, perchè così siamo noi: corpo e anima, fisico e spirito e così vogliamo essere amati, nella nostra interezza...
    Salvina

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  24. Grazie Rita per questi magnifici versi estremanti carichi di intensità emotiva, dove il dolore diventa cosi forte e si attanaglia come una roccia. Quest'anima inqueta soffre e ama di un amore che solo una donna sa donare. Perfetta unione tra musica e poesia. Un abbraccio anche a te Gloria

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  25. è così fragile l'attesa di essere liberati dalla gabbia, profumata forse, colorata pure, ma pur sempre gabbia. e spesso si aspetta l'arrivo di un essere salvifico, quando la salvezza è dentro di noi, come volontà di abbattere i confini da cui siamo vincolati.

    claudia de crescenzo

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  26. C'è un posto dove i maglioni s'impigliano sulle rocce del mare.
    C'è una scrittrice che usa le metafore come gocce su una pianta grassa assetata.
    C'è poesia e seduzione in questa visione.Un grande folla di popolo allo straodinario spettacolo comico del 20 marzo a Piazza San Giovanni.
    Una folla oceanica di almeno 10.000.000 di spettatori.
    Il partito dell'amore che vince sull'odio, tanto che alcuni bravi camerati hanno chiarito mezzi e sistemi d'educazione da adottare.
    Unica nota di demerito l'equivoco creato da alcune prostitute dell'Appia antica che, vista anche certa presenza, avevano equivocato sul concetto d'amore.
    Di certo un pubblico entusiasta, sopratutto quelli che hanno beneficiato del gettone di presenza che gridavano a gran voce : ancora, ancora.
    Giuseppe Diodati

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  27. Chiedo a Giuseppe che c'entra la manifestazione governativa con la poesia di Rita, una grande poesia, come lui stesso dice nelle prime 4 righe. Il resto è estemporaneo

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