giovedì 17 dicembre 2009

DE REBUS NATURAE di Natàlia Castaldi


                                        (Bambini soldati)

Non mi inginocchio davanti ad altari
rivestiti di tele e ricami,
oboli di fedeli
a purificare in bianco candore
di sete e damaschi ed ori, peccati
terreni, misfatti e umane meschinità.

Non sciolgo sulla mia amara lingua
ostie come carni divine
e non rinchiudo in portafogli,
tra denari e scontrini, nóccioli
di dattero come propizio feticcio
per prospero domani, né santini
dalle mani insanguinate di stimmate
e dolori per garantirmi la fede
ed un sereno domani.

Templi e pagani riti reiterati
in riscritte vesti a giustificare
poteri e contrabbandi di menti
con aldilà e timore di Dio,
che imperfezione naturale d’animale
genere ha voluto a pascolare
in gregge di iene in famelico
divorare la carne del più debole
che soggiace per malefica invenzione
del male al di fuori di creazione.

Mi inginocchio davanti a me stessa,
alla mia meschina natura nella
Natura ed essa prego che non infierisca
davanti allo scuotere delle onde
sulla battigia ed alle creazioni
di umana creatura in sua potenza d’arte.

Alla mente spaccata tra bestiale istinto
e razionale evoluzione
rivolgo disperato pianto e preghiera
che abbia pietà dei cuccioli d’uomo *
e non inchiodi alle croci armando
innocenti come cani affamati
per ludibrio di scommessa
e due monete d’oro in tasca.






****
Postilla al testo:

Nella chiusa la mia preghiera va alla coscienza di tutti coloro che permettono l’esistenza di forme di sfruttamento e violenza come quelle praticate ed inflitte ai cosiddetti “baby-soldato”, i “cuccioli d’uomo” armati dalla fame e mandati ad uccidersi in guerre dimenticate e lontane dalle logiche dei mercati occidentali, il cui unico interesse verso quei conflitti si circoscrive alle possibilità di sostanziosi introiti per le loro “pulite” industrie belliche.

Si calcola che i bambini soldato nel mondo siano circa trecentomila, questi “cuccioli d’uomo” non giocano alla guerra sui freddi e colorati schermi di costose play-station, loro la guerra la fanno, e la fanno armati di kalashnikov, Ak47 e fucili d’assalto americani M16.

Strappati alle famiglie o venduti dalle stesse, per mezzo di violenze fisiche e psicologiche di una crudeltà indescrivibile, questi bambini vengono sottoposti ad un processo veloce e cruento di “disumanizzazione”, al fine di abbattere ogni loro connaturato moto di pietà verso il prossimo, “educandoli” ad uno spirito – esasperatamente deviato - di sopravvivenza che equivarrà alla loro capacità di uccidere. Prima dei combattimenti vengono generalmente drogati con cocaina, anfetamine o polvere da sparo bruciata e mischiata a riso e hashish.

A detenere il primato di quest’orrore è l’Africa, e principalmente il Sudan, dove da quasi trent’anni si consuma una guerra spietata tra Nord musulmano e Sud cristiano ed animista, laddove – ancora una volta – la religione dell’uomo, gli “Déi” dell’uomo, determinano o giustificano lo scempio dei loro stessi figli, quelli più deboli e più fragili, quelli che da esseri umani diventano “bottino di guerra” e manovalanza da macello per guerre tra tribù senza speranza ed in mano ad assassini senza onorevoli taglie sulla testa da parte delle spettatrici Nazioni Unite, sempre "civili" portatrici di libertà.

n.c.



32 commenti:

  1. So che è un argomento difficile da postare in un blog letterario, quindi ti ringrazio doppiamente Gloria.
    natàlia

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  2. Tawanda Hondora, vicedirettore del Programma Africa di Amnesty International, ha sottolineato che “se è un fatto risaputo che le rifugiate del Darfur rischiano di subire aggressioni e stupri quando escono dai campi per raccogliere legna e acqua, si ignora che la situazione all’interno delle strutture dove dovrebbero essere al sicuro non è migliore, giacché quelle stesse donne rischiano la violenza anche da parte dei familiari, di altri rifugiati, dei militari dell’esercito regolare del Ciad e del personale delle organizzazioni umanitarie».Secondo il rapporto di Amnesty International il pericolo proviene principalmente dagli abitanti dei villaggi situati nelle vicinanze dei campi. A garantire l’incolumità di queste persone dovrebbe essere l'Unità integrata di sicurezza, un reparto speciale di polizia sostenuto dalla Missione dell'Onu nella Repubblica centrafricana e nel Ciad.

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  3. GRAZIE A nATALIA PER LA TEMATICA AFFRONTATA E A gLORIA PER LA SENSIBILITà MOSTRATA PER FARCELA CONDIVIDERE SUL BLOG. è UN ARGOMENTO SCABROSSO, FORTE.MA DA NON DISPERDERE NELL'OBLIO. cHE SIA UNO STIMOLO PER TUTTE LE COSCIENZE, ATTRAVERSO IL QUALE SI COMPRENDA VANTO VALGA DAVVERO UNA PICOLA VITA UMANA E CHE LA DIGNITà VA RISPETTATA SEMPR. aI SEMINATORI DI MORTE, AI FABBRICANTI DI ARMI, AI DESPOTI CON LA MENTE E CON IL CUORE DICO: BASTA FERMATEVI, RISCOPRITE IL VALORE DELLA VITA E LA BELLEZZA DI UN MONDO ORDINATO E SOLIDALE

    ANTONIO LANZA

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  4. Darfur - Sudan, la più vasta crisi umanitaria del pianeta

    Madre e bambino in attesa della vaccinazione nell'ospedale del campo profughi di Dorti (Darfur occidentale) - ©UNICEF/HQ04-0916/S.Noorani Quella che si consuma in Sudan è la più grave e complessa emergenza umanitaria attualmente in corso nel mondo.

    Basti pensare che l'Appello umanitario dell'UNICEF per il 2009 dedica a questo paese ben 145 milioni di dollari, somma pari a oltre un settimo dei fondi complessivamente richiesti per tutte le 36 crisi in corso nel mondo.

    Cuore della crisi sudanese è senz'altro il Darfur, vasta regione semidesertica ma ricca di risorse sotterranee, messa a ferro e fuoco dalle milizie dei Janjaweed spalleggiate dal governo di Khartoum, le cui scorrerie hanno costretto alla fuga metà della popolazione contadina.

    Neppure nei campi per sfollati allestiti nello stesso Darfur o in altre aree del Sudan c'è sicurezza per i civili: complice il sovraffollamento e la scarsa tutela delle forze dell'ordine locali, è sempre più diffuso l'uso della violenza sessuale come arma di ricatto e umiliazione ai danni di donne e bambini.

    Allo stato attuale, almeno 4,7 milioni di persone - circa due terzi della popolazione del Darfur - subiscono direttamente le conseguenze del conflitto. Metà di essi sono bambini

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  5. C'è un gesto che l'Occidente dovrebbe fare, quello della comunità mondiale, che non è il governo mondiale degli Usa,che persegue una volontà di potenza, senza percezione della diversità e senza rispetto per la cultura e i bisogni degli altri popoli. Il governo occidentale, cioè Usa, del mondo può ergersi solo come un faro, col rischio che Bloch ha messo in rilevo, dicendo:ai piedi del faro non c'è luce.
    ma siamo lontani anni luce dalla Comunità mondiale, che potrebbe farci uscire dalla preistoria Robero

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  6. Mi prende sempre un certo sconforto quando si deve parlare dell'argomento della fame del mondo. A breve distanza dovrebbe seguire la solidarietà. Quest'ultima non ha colori e forse neanche religione. E' un pò come la fede. Se se ne intravede il bagliore in se stessi bisognerebbe esercirsi. Ma a nessuno piace la fatica dell'esercizio. A meno che non si abbia passione. Questo è un tema la cui risoluzione (almeno parziale) è molto semplice. Siamo disposti a rinunciare al possesso di due mantelli e donarne uno? Non credo. Rimane la speranza che non è una illusione. Nel frattempo chi si stà esercitando non si abbatta...

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  7. Ho riconosciuto nell'anonimo Doni Onid. Grazie, doni

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  8. colpito ed affondato natalia, si dice così no?
    un grido di denuncia il tuo, fote ma mai scomposto e dignitoso.
    un grido di dolore vivo, costante e fermo, che denota una grandezza d'animo invidiabile.
    non cè miglior persona, a mio avviso, di chi riconosce i propri limiti, e proprio per questa ha una visione consapevole degli altri, dei loro limiti e feticci, del dolore che, colpevoli, ignorano nel mondo.

    Danilo Carli Stranich

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  9. la povertà del nostro secolo non è confrontabile con nessun'altra. Non è, come è accaduto a volte, il risultato naturale di carestie, ma di un insieme di priorità imposte dai ricchi al resto del mondo" . Per alcuni potenti il pianeta si è spalancato ; per milioni di persone il mondo è un non-luogo, e vagano errabondi da una parte all¹altra. La criminalità costituisce una delle caratteristiche dei nostri governi (gli illegali fanno le leggi e "conservano l'ordine pubblico"), e l'"integrazione" mondiale moltiplica le frontiere. Così, volendo mettere in risalto alcune delle principali caratteristiche dell¹epoca attuale, dovremmo dire : supremazia del potere finanziario, rivoluzione tecnologica e informatica, guerra, distruzione/spopolamento e ricostruzione/riordino, attacco allo Stato-Nazione, conseguente ridefinizione del potere e della politica, il mercato come figura egemonica che permea tutti gli aspetti della vita umana in ogni luogo, maggior concentrazione della ricchezza in poche mani, maggior distribuzione della povertà, aumento dello sfruttamento e della disoccupazione, milioni di persone in esilio economico, delinquenti che si fanno governo, disintegrazione del territorio

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  10. Ringrazio tutti!

    Credo che sia dovere di chi scrive volgere il proprio sguardo verso le tematiche civili, quelle più scomode a volte, per far sì che non si dimentichino i più deboli, i valori, i diritti dell'uomo, e ancor più importante è farlo oggi, alle porte di un Natale che non risparmierà i "nostri" figli dalla fame e dal dolore.
    "Nostri figli" ... se non cominciamo a guardare e preservare l'infanzia come bene prezioso per l'umanità tutta, non avremo futuro.

    Un grazie particolare a Danilo Carli Stranich, per aver raccolto il mio grido.

    natàlia

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  11. La povertà nel mondo, i bambini soldato, le donne violate in certe parti del mondo come il Darfour mi fanno vergognare di appartenere al genere umano. Possibile che i grandi stati che governano il mondo, che da ricchi pensano a farsi sempre più ricchi, non pensano a queste emergenze umanitarie? Ciascuno di noi, nella nostra indifferenza, è colpevole; finchè i bambini sono costretti a combattere e morire e le loro madri ad essere violate noi non siamo degni del nome di uomini...
    Salvina

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  12. ...il conflitto di Darfur...una tragedia ignorata dai media..xkè si preferisce dedicare molto più spazio ai gossip, ai vincitori dei reality-shows, ai delitti "di tendenza" cioè quei crimini che attirano la popolazione italica più per il puro piacere del pettegolezzo che per un reale sgomento...penso ke la sollecitazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni, come si è visto per la moratoria contro la pena di morte, può far ottenere notevoli risultati. ttt noi possiamo contribuire nel nstr piccolo a far riaccendere riflettori su un conflitto troppo spesso dimenticato.. Complimenti a NAtàlia x l'argomento trattato .. attualissimo e di grande spessore..un Bacio a Gloria x l'ospitalità... CARMEN PETTINARO

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  13. L'argomento è molto serio ma non viene affrontato dal punto di vista delle vere ragioni che portano ai tremendi fatti che vengono denunciati. Ci ritrovo la solita denuncia dei "cattivi", dell'umanità "disumana". I veri motivi non vengono minimamente accennati. Questo fenomeno ha delle origini ben precise. Qui non si tratta del nazismo o di altre ideologie, ma bensì di precise ragioni politico-economiche. La stessa spietatezza della mafia, del narco-traffico, della camorra e anche delle violenze di Stato giustificate da problemi di rapporti internazionali politici ed economici. Mario Brunetti

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  14. credo che ciò che non "scenderà giù"
    sia l'attacco a vuote religioni e credenze Marilina Manzo

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  15. Ho letto attentamente la poesia che va al di la di ogni aspettativa, di ogni attesa, di ogni conformismo delle solite parole che rincorrono amori trovati, perduti etc.Questa è una poesia forte, vera, senza paura di affermare certe verità che ci ricordano le nostre origini pagane, l'ostentare delle ricchezze accumulate nei secoli con le cessioni frutto della dabbenaggine e del raggiro dei lasciti in cambio di indulgenze, fanno si che in barba a tutte le miserie di questo mondo una certa parte predica bene e razzola male ed è stato cosi' nei secoli. Bene allora non conservare feticci, amuleti anche sotto forma di noccioli di datteri o vari santini giunti a noi per credenza popolare e sappiamo queste credenze quanto intrise di ignoranza siano, allora non mi resta che complimentarmi vivamente con l'autrice di questo scritto, sublime poesia di un lirismo perfetto ed un linguaggio meraviglioso e che non deve sembrare assolutamente un attacco alla Fede ma a certe istituzioni che ancora oggi ne commettono di vari colori...Ad majora...Bruno Zapparrata

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  16. Glora, io ho fatto il commento incuriosito dalle tue parole nel link, ma quando ho visto di che si trattava non nne ho potuto fare a meno, al bello non ti puoi sottrarre.. Ciao Bruno con un bacio...

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  17. Grazie, Sig. Mario Brunetti, sarei felice se integrasse il pezzo ampliando i suoi comuni accenni con dettagliate notizie in merito, sarebbe occasione di crescita e conoscenza per tutti.
    Quanto al testo da me scritto, non divide buoni da cattivi, anzi addita nei cosiddetti buoni molta pochezza in sontuosa pompa.
    Nella postilla al testo, peraltro, indico tra le ragioni di ignavia politica, gli interessi delle industrie belliche e l'assenza di petrolio in quelle regioni, che diversamente diventerebbero appetibili zone d'intervento pacifista.
    Spero davvero che lei voglia ampliare quanto qui solo accennato.
    natàlia castaldi

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  18. Grazie Bruno, incuriosita, seguo le sue orme.
    n.c.

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  19. C’è il tempo dell’oblio amoroso ma arriva anche il tempo della denuncia.
    Questa coraggiosa (nel senso di civile) poesia è ’ una preghiera ma anche una bestemmia, un chiedere conto a Dio di quanto avviene sulla terra.

    “Signore perché permetti questo?

    “che abbia pietà dei cuccioli d’uomo *
    e non inchiodi alle croci armando
    innocenti come cani affamati
    per ludibrio di scommessa
    e due monete d’oro in tasca.”

    Un’invocazione in cui può ritrovarsi anche lo spirito di chi è laico,e forse ancora più soffre , non potendo incolpare alcuna divinità ma solo la sua stessa natura umana.

    Nella postilla si parla dei bambini soldato,
    si cita il Sudan
    ” dove da quasi trent’anni si consuma una guerra spietata tra Nord musulmano e Sud cristiano ed animista, laddove – ancora una volta – la religione dell’uomo, gli “Déi” dell’uomo, determinano o giustificano lo scempio dei loro stessi figli”

    Qui mi sembra chiara la denuncia
    dell’ uso del sentimento religioso a scopi di guerra e politici.
    Ma da che mondo è mondo la religione ha sempre benedetto le armi del suo esercito prediletto, e grandi massacri si sono perpetrati all’interno della stessa cristianità.
    Nella poesia, più spietata nella sua denuncia rispetto alla postilla esplicativa,credo si possa includere ogni forma di sfruttamento dei “cuccioli umani”, di cui i bambini soldato sono solo la punta dell’aiceberg che affiora in un mare di sangue.

    A me che sono laica e non so pregare, rimane lo sgomento di percepire un’umanità che divora sé stessa e i suoi figli.

    Grazie Adriana Scanferla

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  20. Grazie, Adriana, hai colto perfettamente il senso di questo scritto.
    Sono atea, la mia preghiera è rivolta all'uomo.
    grazie.
    natàlia

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  21. Gabriele Prignano18 dicembre 2009 05:48

    Penso che Gloria e Natalia abbiano preso in prestito (e a pretesto) una bella poesia per un dibattito. E' questo l'unico caso in cui il "contenuto" prevale, isolandosi, sul giudizio estetico, che pure è e resta positivissimo. Si dibatte, ci si confronta per noi e tra noi stessi? Per crescere ed accrescere la nostra conoscenza? Non credo affatto. Non lo credo per niente. Penso, viceversa, che questo Blog, con tali Esempi, intenda e voglia stimolare quelle poche decine di volenterosi che vi si avvicinano a farsi portavoce di un dramma gigantesco, disumano, inaccettabile (con le stesse motivazioni a cui accennano sia Natalia che Gloria). Io non credo alle preghiere, non credo alle suppliche e meno ancora credo agli appelli. Credo, invece, alla sensibilizzazione di massa - e nessun media ci aiuterà in questo, ovvio! - Credo alla mobilitazione di massa, alla protesta civile, ma ferma, ostinata, continua. I diritti umani sono inviolabili. DEVONO essere inviolabili. I bambini e le donne, gli innocenti non si toccano, non si violentano, non si mandano in guerra. Non basta urlare: "E' una vergogna"! Bisogna che DIVENTI una vergogna agli occhi di quanti ancora non sanno. Tanti, troppi!...

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  22. Bell’impegno, quello di cercare di toccare le coscienze di tutti coloro che permettono l’esistenza di forme di sfruttamento e violenza, come dici nella tua postilla.
    D’altra parte, come si fa a immaginare che non possa essere che così? Basta guardare il video, la parte centrale, soprattutto, quei corpi straziati, che ci si stupisce che non si levi (per questa e tante altre nefandezze) un grido doloroso di rivolta.
    Certo, come nei tuoi bei versi, “altari e bianchi candori… stimmate e santini… timor di Dio” non fanno sì che l’urlo percorra l’intera sfera della Terra.
    Ricordavo e sono andato a rintracciare questi versi di Garcia Lorca: “L’uomo che disprezza la colomba doveva parlare / doveva urlare nudo fra le colonne / e farsi un’iniezione per prendere la lebbra / e piangere un pianto talmente terribile / da sciogliere i suoi anelli e i suoi telefoni di diamante… perché vogliamo che si compia la volontà della Terra / che dà i suoi frutti per tutti.”
    Bambini che faticano, vengono violentati, muoiono di fame e di sete; donne violate; uomini negati.
    Quanto ancora potremo sopportare tutto questo? Forse ancora molto a lungo, visto che le nostre possibilità di assuefazione sono davvero senza limite?
    Ricordo un film, “Non basta più pregare”, non ricordo di quale regista, in cui un prete rinunciava alla preghiera per unirsi alla rivolta.
    Scuoti le coscienze, sì, davvero, Natàlia, quando rivolgi la tua preghiera “alla mente spaccata” perché “abbia pietà dei cuccioli d’uomo”.
    Le nostre menti sono spaccate, tra disperazione e impotenza, egoismi e opportunismi, indignazione spenta, taciuta da abitudini al troppo visto e poco vissuto.
    Perché produciamo generi alimentari per il doppio dell’attuale popolazione della Terra e la metà della popolazione soffre la fame?
    Quale mai depravazione dell’animo ci consente di convivere con tutto questo?
    Che cosa mai dovremmo fare? Scrivere versi? Lanciare pietre? Gridare nudi?
    …senza più lacrime

    Piccola annotazione: vedo che i commenti non sono molti come di consueto.
    Ma son tanti.
    Tanti davvero.
    Manlio

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  23. Grazie Gabriele!
    è verissimo, con Gloria abbiamo ragionato a lungo, potevamo postare una qualunque mia poesia "lirica", ma la scelta è caduta su questo testo per gettare una pietra in un mare di silenzio, sperando che i cerchi concentrici che dal piccolo tonfo si sarebbero generati, potessero allargarsi a raggera, con l'aiuto ed il contributo di tutti.
    Un modo per invitare tutti coloro che hanno un minimo di "possibilità di parola" (fin quando è ancora da vedersi, visto gli ultimi accadimenti) affinché mettano la loro voce ANCHE al servizio di chi non potrà mai parlare.

    grazie infinite.
    natàlia

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  24. Manlio, mi hai commossa e... credimi non è poi così facile commuovermi con un commento!
    Non mi è mai interessato il numero dei "consensi"...
    anni fa lavorando nel sociale ho imparato una cosa, non è il numero che conta, ma la qualità del tuo operato... brevemente ti racconto
    Avevo "in consegna" 22 ragazzi dai 13 ai 19 anni, provenienti dalle zone più povere e malfamate di Messina, città in cui vivo.
    si trattava di un progetto di recupero e riabilitazione in partnariato con Belgio, Olanda, Francia e finanziato dal progetto comunitario "Youthstart"
    I ragazzi erano strutturati da codici educativi di tipo mafioso e completamente "deviato", in cui contavano la forza, la violenza, la sopraffazione del più debole... ma alla fine erano loro i veri "deboli"
    poco più che bambini, cresciuti dalla violenza e nell'abuso.
    dire che abbiamo recuperato 22 vite sarebbe assurdo, all'inizio lo sognavo, ma "in arte" ho capito che se ne avessi strappato al loro destino almeno un terzo, avrei vinto.
    Quei due anni sono il ricordo più bello della mia vita.
    Oggi una delle mie ex-alunne abita vicino casa mia, è sposata, e porta la sua bambina nella stessa scuola di mio figlio.
    Grazie Manlio!
    natàlia

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  25. Veramente Gabriele, Bruno, Manlio, avete reagito al di là di ogni aspettativa. Adriana sono perfettamente d'accordo con te. Sì, ne ho chiamati tanti, pochi sono venuti a discutere con noi. Ma questi veramente sinceri e motivati non solo dalla pietà, ma dalle condizioni ecnomiche, politiche, sociali, antropologiche in cui versa il mondo, e il mondo non è solo L'oCcidente, come siamo abituati a vedere e leggere. Il ondo sono anche altre sconfinate terre povere, dove si fa guerra, infanticidi, violenze , che dipendono da noi. Quel mondo che negli anni 60 e 70 era sulla via della liberazione, e che noi siamo andati a inquinare ancora, con le nostre guerre, alla ricerca di mercati, anche illeciti, come il traffico d'armi, droga etc., per nutrirci meglio, per avere più luminarie, per consumare meglio. E l'imperialismo non ha mai perdonato. Neanche i bambini. Mai. I capi che mandano i bmbini a morire ce li hanno messi le varie nazioni dominanti, o gli Usa. Il traffico d'armi lo fanno gli occidentali. E gli africani, i poveri, i disperati di questa parte del mondo ne sono attratti, perchè vogliono sopravvivere. Dovremmo cambiare modo di vivere, modo di produrre, di invadere mercati, affinchè l'uomo possa guardare in faccia l'uomo.

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  26. Bellissima questa poesia, un grido lanciato contro le ingiustizie di un mondo che corre sfrenato verso i piaceri fittizi, provvisori, dimenticando i suoi mali più profondi e senza scuse, il tesoro dell'umanità, i bambini.
    Grazie, la poesia può essere un ottimo strumento poichè condivide le coscienze di chi legge e si emoziona, complimenti
    Tatyana Andena

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  27. grazie mille Tatyana, anche a te

    ma un sentito e riconoscente "grazie" va a Gloria, che ha saputo coinvolgere animi e coscienze in questa sua casa piena di bellezza.

    nat.

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  28. E' stata una bella esperienza, molto sentita e intensa. Tutti si sono appassionati e coinvolti. Grazie

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  29. Daniela Fenoaltea18 dicembre 2009 14:18

    Dici bene Gloria! Questi atti riprovevoli, è teatro dei "Civili". Uno spettacolo delle condizioni umane: si vedono mani sanguisughe che strisciano e succhiano tutto quello che gli aggrada per soddisfare i loro bisogni, a quanto pare, insaziabili...e nello stesso modo, sembra visione gradita, guardare e rimanere indifferenti alle grida disperate degli uomini indifesi, vittime, ogni giorno di soprusi.
    "Uomini piccoli" con occhi e sogni privi di speranza. Bambini morti, sfruttati e seviziati, che non hanno potuto godere ai piaceri della vita, alla libertà dei propri diritti che gli sono stati derubati, sottratti dagli "Uomini comando"....
    Noi, nel nostro piccolo, ci aggrappiamo in tutti i modi per far si che questi popoli vivino una vita più dignitosa, a cominciare dalle raccolte di denaro pubblicizzate e rappresentate dagli esponenti del mondo dello spettacolo i noti "ambasciatori" a donare 1 euro tramite sms, ma l'Africa muore di fame sempre e comunque.
    Qualche giorno fa, ho letto in un quotidiano che il denaro destinato per il Dafur è rimasto bloccato in banca belga o svizzera per vari problemi. "Tanto l'Africa può aspettare! Le situazioni ingarbugliate e "sporche" delle banche, a quanto sembra, sono di primaria importanza!".
    Oppure ci affidiamo ai missionari, che attraverso i benefattori riescono ad attutire alcuni problemi che riguardano il quotidiano, ma nonostante la loro corsa, la situazione rimane gravissima.
    Allora, ci poniamo sempre lo stesso quesito: Ma com'è possibile, sono decenni che mandiamo e rimandiamo soldi attraverso tantissime associazioni, gruppi di volontariato ecc.. che nascono come funghi, e la situazione va sempre degenerando?
    La risposta è che gli uomini di Potere non chiuderanno mai il sipario e noi uomini semplici guardiamo e guarderemo impotenti.....
    Natàlia e Gloria, grazie!!

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  30. ogni giorno migliaia di esseri innocenti vengono strappati alla fanciullezza per essere gettati nel gioco degli interessi come insignificanti pedine,oggetti sacrificabili e sfruttabili sono la testimonianza vivente di quanto poco umana sia questa civiltà che si arroga il diritto di condannare delle vite sull'altare dell'interesse!
    Roby Cattoy

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  31. ... in questi versi ho trovato tanta chiarezza e tanta realtà come non mai... Grazie Gloria per avermi fatto conoscere anche una dolce e sensibile persona come Natàlia...
    Pino Soprano.

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  32. Grazie Roby e Pino, felice di avervi conosciuto qui, a casa di Gloria...
    che questa casa conosca ancora tante primavere!
    natàlia

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