lunedì 14 dicembre 2009

FISSO ANGOSCIA di Riccardo Gaeta


(Paul Klee, Paesaggio sommerso)


Sta nell'etere
o in uno spazio
millimetrico
questo liquido
multicromatico

Voglio rete
voglio legare
voglio sudare
io fatico ma sto fermo
voglio sogni ma ritrovo
un fisso esterno

Qua c'e' liquido
uno schermo linfa
che non sa di dolce
ma di vasto spazio
Mi piace l'algoritmo
sniffando fili rossi
si collegano
stop

Quanto spazio
(snobbo)
quante voci
colgo
finalmente democratico
viola giallo paglierino
tanto spazio
(sembro soddisfatto
ma sto fermo su una sedia)

Troppo spazio mi
accompagna in fatti

Sto seduto fisso e rosso
appaio
quadrangolare il mio
monolocale
definisce i confini
di uno spazio troppo
etere.







42 commenti:

  1. Ciao Riccardo.Qui c'è la fissità,staticità spaziale che ruota intorno a te,il movimento è dentro è desiderio,sogno,evoluzione.Mentre tutto gira intorno come una solida ubriacatura di niente.Grazie e bravo ,come al solito...:))

    Daniela Bisin

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  2. Molto vivace, ironica, e asciutta nella scelta del lessico. Una rappresentazione dello spazio vissuto nel virtale che dà veramente un'dea asfittica e claustrofobica dell'ambiente in cui potremmo essere circoscritti,se abusiamo della comunicazione digitale. Molto interessante

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  3. Siamo tutti noi, come te, davanti al computer a fissare angoscia. Cerchiamo rete, cerchiamo amici seduti su una sedia, in uno spazio...troppo etere.
    Modernissimo, rivoluzionario poeta!
    Salvina Albanese

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  4. Ancora oggi l'uomo porta con sè l'idea di disporre di un senso, , di provare sentimenti di tendere a un fine. Ma la tecnica non dà risposte a simili esigenze,non salva, non redime, essa funziona e basta. Dal momento che il suo funzionamento diventa planetario, dovremo rivedere i concetti di salvazione,identità, libertà, senso, scopo. La scienza e la tecnologia non sono neutrali, ma creano un mondo con delle caratteristiche, abitudini e attitudini che noi già abitiamo. Quindi è il nostro ambiente. Quindi un mondo senza scelta, in cui ci omologhiamo sempre più,desideriamo meno, abbiamo una presenza e un'identità meno incisive.

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  5. Proprio nella virtualità raggiunta che sembrerebbe illimitata il poeta è invece quasi
    volontariamente coatto.Ma come Icaro sogna una fuga verso l'alto,pericolosa,ma verso l'alto.

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  6. ... sembra desiderare tante cose ma con un netto distacco... quasi come volerle e temerle... mi sento coinvolto ed ipnotizzato dalla magia della tela insieme a Riccardo che con tanta abilità mi ha reso partecipe... Grazie
    Pino soprano

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  7. Fissità, staticità,vita-virtuale,allettata dal "niente",dal percepire colori multicromatici sempre eguali; comunicazione che ha una "linfa" poco vitale,data da uno scambio senza riscontri o dai risvolti vuoti, spesso tronfi o ipocriti; tutto rimane fermo, persino la stanza dove viviamo, perchè la voglia di dinamismo è nell'IO, in questo perenne fluttuare del proprio Essere che desidera dialogo vero, non attraverso uno schermo , piatto e sterile di rapporto umano.E'il "male" del secolo; la "solitudine" del pensatore come , ho definito il nostro stato!

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  8. Una poesia da un taglio nuovo, si percepisce una umanita quasi chiusa repressa. La tecnica non ha emozioni, almeno non ancora ha umanizzato gli eventi. Però la fissità dello spazio c'induce anche a poter spaziare nei nostri sogni, per allontanare, quando ci riusciamo, la solitudine e far vivere il nostro essere.

    Complimenti anche per l'abbinamento

    Antonio lanza

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  9. Gabriele Prignano14 dicembre 2009 23:58

    Credo sia un punto di partenza, non di arrivo. Interessante e lodevole, persino coinvolgente, ovviamente. Ma vorrei motivare la mia personale sensazione (forse ingannevole, come talvolta accade). Avverto inquietudine e, nel contempo, il tentativo di tenerla a distanza, di smorzarla..con un sorriso. E certamente anche qualosa di più. Hai talento e certamente ci farai ulteriori doni...Complimenti e auguri!

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  10. PlautoLa terribile doppiezza della teconologia che fa scorrere sui fili passioni, sentimenti ma anche oppressione, alienazione e dominio. La differenza dovrebbe sempre farla l'umano.
    Ennio Plauto

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  11. chi di noi cerca uno spazio nella rete, rinchiuso tra quattro mura, oppresso dalla vita?
    sei bravo riccardo, e qui la narrazione telegrafica, a tratti sconnessa, rende bene l'idea della ricerca di un qualcosa fuori di sè...

    Danilo Carli Stranich

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  12. mi piace leggere strofe che sanno parlare senza alzare i toni!
    devo sinceramente congratularmi per la scelta di questa poesia....non c'è inibizione alcuna nella ricerca delle differenze!
    Bravo
    Angela Olino

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  13. Mi piace come sei partito da un piccolo momento quotidiano per arrivare ad un tema grande e profondo come l'angoscia..stai diventando sempre più bravo!
    Vittoria Talamo

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  14. POESIA SCLEROTICA...io ci vedo un'anima triste dietro la stesura di questa poesia...tristezza che ha prodotto una bellissima poesia sclerotica Cosimina Viscido

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  15. Grazie mille a tutti. Mi date gioia. Hai colto perfettamente Vittoria: partire da un momento..... Scrivo anche a Cosimina....piu' che tristezza qui si tratta di individuare precisi momenti della giornata per descrivere i "mattoni" che fanno delle "frazioni di secondo" la costruzione della vita...fino ad arrivare ai problemi, alle gioie, alle ... Mostra tuttodecisioni, a cio che condiziona le decisioni piu' grandi. Io cerco (ribadisco "cerco") di rendermi conto di quello che puo' condizionarmi e condizionare. Un po' come funziona il meccanismo della pubblicita': convincere attraverso impulsi subliminari. Io sono convinto che ci siano molti impulsi subliminari (al di la della pubblicita') nella vita che determinano molto, forse tutto. Certo c'e' anche tristezza.....c'e' del personale in quello che scrivo. Ma cio' che vorrei dimostrare è oggettivo.

    Cosimina.....non vale cosi' ehhhhhh ^* :PPPPPPP vedi un'anima triste.....e ce credooooo (non aggiungo altro ^*)

    riccardo Gaeta

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  16. Claudia de Crescenzoattenzione al reale. un tema che ci tocca (almeno noi tutti che siamo qui) messo in versi, per quanto straordinario possa apparire. siamo sospesi tra realtà e illusione, in bilico e a rischio di caduta. occorre mente salda per mantenere un equilibrio e ricordarsi che non siamo schiavi di un mezzo, piuttosto ce ne serviamo per stabilire contatti e favorire una comunicazione altrimenti solo più difficile, impossibile

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  17. Riccardo Gaeta sono d'accordo con te Claudia^^

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  18. Simpatica Riccardo... sei reale nel descrivere... cogli l'attimo... e lo immortali... sembra uno schema d'applicare ad una donna... ma è slo un attimo di vita vissuta nella mente ... con il corpo rilassato ed i pensieri stretti che invadono lo spazio della stanza...Mi è piaciuta
    Riccardo Ioannilli

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  19. Hai toccato un tema sul quale la neurofisiologia si arrovella da anni. Noi esseri umani, come specie, siamo creature musicali non meno che linguistiche, e questo aspetto della nostra natura assume molte forme diverse. Noi integriamo tutto ci... Mostra tuttoò che ci circonda (immagini, suoni, odori, .....) e costruiamo il tutto mentalmente servendoci di molte parti del cervello. A questo apprezzamento strutturale, in larga misura inconscio, si aggiunge poi una reazione emozionale spesso intensa e profonda. Bene!!! La tua bellissima poesia è l' espressione di tutto ciò. Mi ripeto: BRAVO!!!
    Carmelo Lorito

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  20. chi di noi non cerca spazio nella rete, rinchiuso tra le quattro mura di una stanza, chiuso nella vita?
    bravo e sensibile riccardo, la narrazione sapiente e sconnessa, quasi a sottolineare la pesantezza della condizione vissuta e condivisa.
    Danilo

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  21. Rodolfo Marcelo Zanetti Vía"Troppo spazio mi accompagna"... ma mi sembra, come dice Gloria, un pò clautrofobico... E un bel paradosso. Bravo.

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  22. Daniela Fenoaltea15 dicembre 2009 00:49

    Non ci sono elementi di sfogo nelle percezioni dell'autore. Fredda e scombinata! Scusami, ma non mi è piaciuta molto! Non la capisco! Ciao Riccardo.

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  23. Bel ritmo moderno.quasi da ballare ..rap. Complimenti davvero
    driana Scanferla

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  24. Bellissima questa poesia, davvero complimenti, l'ho letto d'un fiato,molto coinvolgente e la sensazione che ho avvertito nel medesimo istante è stata proprio quella del caos totale quando abusiamo della comunicazione digitale, ma nel contempo ci permette di spaziare nel cosmo e allargare i nostri sogni. Ma io mi chiedo perchè tutto questo? questo desiderio cosi impellente che l'io richiama nella ricerca dell'altro simile? E'molto triste....
    in un mondo dovè l'uomo ha (tutto) ma si sente solo, e tu con questa poesia hai reso perfettamente l'idea. un abbraccio

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  25. PARTICOLARMENTE PROFONDA!BELLA NN BASTA x definirla!mi sopprendi.....in poche righe hai dichiarato te stesso! continua........agguerrito poeta
    M. rita Zinna

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  26. Vittorio Fioravanti GrassoRicerca stilistica oltre " ...i confini di uno spazio troppo etere."
    Complimenti...

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  27. Mi ha colpito e affondato. Sei d'accordo se la inserisco nel mio spettacolo di febbraio, ovviamente citando Te come autore? Fammi sapere e grazie Antonello Panero

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  28. Grazie a tutti e due^^ Certo Antonello vai tranquillo. Riccardo Gaeta

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  29. la tua poesia.un grido interiore,plasma una realta ke nn cambia,abitudini virtuali confondono verita,bene x la mente ,ma un corpo immobile nn sodisfatto si affaccia alla finestra x osservare passanti impazziti rivolti con lo sguardo in una direzione,tutti li immobili.questo tempo lascera spazio solo nel credo del fascino ke coinvolge tecnologie sempre piu avanzate.forse si trattera di speranze cosmicke,grazie.....angela castello

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  30. Potremmo abitare qualsiasi casa, vivere dovunque. Tanto siamo fissi a guardare quello schermo dalla luce fluorescente a scrivere, apparentemente concentrati, in realtà presi dal nostro guardare e digitare,lontani dal mondo che ci circonda. Ci sembra di essere in conato con tante persone, ma siamo soli, con ombre, che vanno vengono, chissà escono, hanno una famiglia, tutto è superficiale epicermico. Ma crea illusioni. Anche le emozioni vanno e vengono. Prima rabbia, dispiacere, gioia, poi abbiamo dimenticato tutto. E' il mondo del web,non lo conosciamo bene. Non siamo neanche attrezzati per vivere certo tipo di emozioni. Forse, come dice Claudia, dobbiamo stare attenti e basta. Forse abbamo cambiato abitudini, modo di vivere, persino modo di relazionarci con le persone. Forse stiamo cambiando antropologicamente. E' un rischio. Ma davanti a quella luce azzurra rimaniamo fissi e incantati

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  31. Poesia piacevole e divertente. Forse Riccardo ci avverte dei rischi. Forse anche lui è malinconico. Ma la realtà virtuale è proprio come lui la descrive Renato

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  32. Poesia molto particolare, però convincente, mi piacerebbe leggere altri tuoi scritti. Complimenti Riccardo.

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  33. E' un genere di poesia che non colgo molto...l ho letta e mi ha incuriosito immaginando il poeta nell'attimo della sua ispirazione...Qualcuno ha scritto "moderna"...
    Ringrazio Gloria per invitarmi a commentare e grazie il poeta per indurmi a pensare:-)

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  34. Scsutemi non mi sono firmata.Angela Ragusa.

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  35. hai espresso con le tue parole bellissime e il tuo linguaggio sempre ermetico, di difficile intuizione, la claustrofobia che sto provando anche io qui nel virtuale..quel senso di mancanza d'aria e immagini finte, quel vociare che è solo silenzio, l'amplificazione della solitudine e spesso della tristezza... un caro saluto Tatyana Andena

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  36. Versi astratti i tuoi, di difficile interpretazione, che nel contempo attraggono per la loro semplicità.Labili emozioni mai vissute sulla propria pelle; lame gelide che l'illusione ha creato nella più totale indifferenza.
    Complimenti Riccardo.
    Davide Cautiero.

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  37. ...ringrazio molto Gloria x l'invito e Riccardo x il suo tema attuale..il mondo del Web...tra realtà e virtuale ..tra illusioni ed emozioni vere...penso ke dipende da come si ci pone ..e sopra ogni cosa....dall'onestà di ognuno di noi..traggo dalla rete ciò ke di buono può offrimi...Grazie ... CArmen Pettinaro

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  38. PaolaMaria Leonardi15 dicembre 2009 05:54

    Riconosco nella sostanza di questa originale poesia, tratti di irrequietezza, riscontrabile anche nella sottoscritta.
    Il mondo virtuale, va preso con le molle, circostritto perchè limitato nello spazio, risulta essere nel contempo illimitato per le funzioni che si riconoscono in esso.
    La dimensione spaziale è a doppia corsia, chiuso in una scatola che è il monitor, è aperto al mondo con il quale possiamo comunicare, solo in modo freddo e senza calda umanità.
    Io aggiungo, che se apportiamo un pò della nostra personalità e qualche emozione, possiamo trasformarlo in un veicolo di mediazione efficacie, che ci proietta in un ambito sociale per davvero!
    Poesia senza fronzoli, va dritta allo scopo, in alcuni passaggi necessita di interpretazione per meglio comprenderla.
    Mi riconosco in essa, per la limitazione oggettiva che il mezzo stesso propone, così come si presenta.
    Palese la presenza di una incomunicabilità, che predilige il mondo virtuale a quello reale, dove sempre più difficili sono i rapporti interpersonali e di interazione emozionale.
    La conclusione che ne traggo, è che questo ambito, va preso a piccole dosi, con uno sguardo sempre alla realtà in cui siamo immaersi.
    Spunto offerto dall'autore, che si distingue per unicità nell'approccio poetico.
    un caro saluto

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  39. Davvero policromatica , tutta sprizzi sprazzi, tinte forti , cangianti, abbaglianti .
    Poesia rap, ritmo visivo moderno, vocaboli del nostro tempo spruzzati di futurismo alla Marinetti.
    Un movimento veloce, caleidoscopico, di vortice di sogno ancorato ad una seggiola.
    “Voglio rete,voglio legare, voglio sudare”..
    “sniffando fili rossi che si collegano”
    STOP!! POFF!!
    Salta in aria, il sogno; il corpo fisso e rosso prigioniero di un non spazio quadrangolare come un monolocale.
    Sì, mi piace

    Adriana Scanferla

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  40. Grazie a tutti, grazie a Gloria per avermi ospitato. Volevo solo integrare quello che ho scritto nel commento poco sopra. A me il pc e le potenzialita' del virtuale piacciono molto, anzi, credo che saranno uno degli elementi che (integrandosi con un nuovo ambiente/natura) sapra' creare un nuovo salto evolutivo, che spero sia in avanti. Il virtuale e nello specifico il web..i social network...servono a far uscire quello che dal vivo non abbiamo il coraggio di mostrare, di fare. Ovviamente come ogni cosa, il web, ha lati positivi e negativi. Ci si ritrova (o per meglio dire nel caso specifico "mi sono ritrovato") spesso davanti al pc ipnotizzato come da una realta' che si muoveva e che una vola spento il pc mi faceva risvegliare come da un'ubriacatura. Sono momenti. Sono attimi. Sono sensazioni. Adoro i social network come complemento alla realta'. Nuovi amici nel virtuale diventano nuovi amici nella realta' e cosi' si risolve questa "microsensazione" di delusione. Troppo complicato? Paranoico? Descrivo solo attimi che sembra ci scivolino addosso ma fanno di tutta la nostra vita una spirale genetica che si costruisce giorno dopo giorno, a mio avviso. Scavando nel profondo si capiscono molte e cose e molte cose si possono governare, reinventare. Non sempre è logica quello che si puo' scrivere, ma caos "logico" che da sensazione..... Un insieme pseudofuturista o decadente o crepuscolare come volete voi......che vorrei vicino alla realta' di tutti giorni. Inconscia forse. Forse no. Ma realta'. Forse non chiamatele "poesie". Grazie ancora^^

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  41. scusateeeee non m sono firmato: Gaeta Riccardo

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  42. Chiedo scusa, i miei commenti arrivano sempre con un ritardo pauroso! Ho letto con estremo interesse la poesia di Riccardo e mi ci son ritrovata in maniera spaventosa. A me questo circondarsi di troppo etere all'inizio mi ha creato grossi problemi; quasi l'alienazione dalla vita reale. E' stato come fissare l'abisso e caderci dentro e diventare io stessa abisso (come dice Nietzsche). Ho dovuto trovare un equilibrio nell'uso di questo strumento rendendomi conto (come sostiene Riccardo) che faceva uscire una parte bella di me, sino a poco prima nascosta. Nello specifico mi è piaciuta molto la formula estremamente attuale e all'avanguardia dell'esposizione e dei termini utilizzati.
    Sabrina Ludovica

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