martedì 8 dicembre 2009

SINERGIA TERESA FERRI – ROBERTO MATARAZZO


   (Vedendo GHIGNI ALLUNATI, di Roberto Matarazzo omaggio sensorio a Teresa Ferri)




GHIGNI ALLUNATI (Teresa Ferri)

Si spazia l'ansia a cima d'onda
ma non tocca cieli.

Ghigni a distanza
d’anima
disegnano nuvole
senza accendere soli,
né lune a cullare
fanciulli già sporchi
di sangue
ma solo specchiate
in riflessi d’acque
stagnanti
di colpe e rimorsi

e niente pietà
né dall’alto né dal basso.

I giorni si strappano a morsi
dai rami.

Solo un vento leggero
accarezza le crepe,
forse padre d’erranze
e illusioni,
forse padre invisibile
di suoni
accartocciati
sotto foglie di gelso,
sotto neve annerita
da pianto fumoso
che a eco rispunta

dal verde che accima
nel maggio spiumato.









Pavane, Op. 50 (Gabriel Fauré) 




48 commenti:

  1. Dalla percezione che ho ricavato dalla visione della lirica dell’Amica Teresa Ferri, la mia imago, Vedendo GHIGNI ALLUNATI, omaggio sensorio a Teresa Ferri, in cui ho cercato di rendere visibile le suggestioni che la stessa Lirica mi ha suggerito, sinesteticamente.
    Non è facile trasferire da metalinguaggi così distanti le emozioni, epifanie di ogni gesto creativo, che ognuno di noi prova nell’ideare eppure questo esercizio mi è congeniale al fare complesso insito nell’elaborare opere articolate: ma Teresa Ferri, docente universitaria di teoria e pratica del testo letterario, resta dotata di profondissime capacità comunicative, oltre certo ermetismo espressivo, che mi hanno preso sin da tempi lontani in cui ho avuto modo di poterla conoscere e ne ho tratto questo foglio che offro a Voi tutte tutti, a Lei, con vera grande arcaica simpatia.
    Ringrazio l’Amica prof.ssa Teresa Ferri per aver consentito tale lavoro.
    r.m.

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  2. accartocciati
    sotto foglie di gelso,
    sotto neve annerita
    da pianto fumoso
    che a eco rispunta

    dal verde che accima
    nel maggio spiumato.

    Versi bellissimi questi. parole, immagini disperate, poco consolatorie, scelte con estrema cura e abilità linguistica. La poiesis di Teresa è contratta, scabra, immaginifica, ma scabra e disperata. Tutto viene scolpito e ripulito con espressività tutta rappresa nella parola, senza che si scada mai nell'enfasi e nel preziosismo. Bellissimo e sinestesico tutto il lavoro di immagine e parole. Bravissimi! Suggestioni incredibili..

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  3. bellissima sinergia: parole che si incidono sulla pelle di colpe e rimorsi e sensi, colori che accecano la vista con l'intensità della bellezza.
    natàlia

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  5. La bellezza del testo viene amplificata dai colori emozionanti del tuo 'foglio colorato'. Bravissima Teresa e bravissimo tu. maria

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  6. I giorni si strappano a morsi
    dai rami...

    Un connubio molto bello tra immagini e versi, Roberto. In particolare quello che ho riportato, mi sembra essere ben evocato nel tuo dipinto. Molto bravi entrambi!Paola

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  7. perfetta come sempre la sinergia, un saluto anche alla bravissima Teresa la cui scrittura conosco da diversi anni...Maro Saya

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  8. 'è una profonda sinergia tra le parole e l'immagine...nonostante il testo mi abbia trasmesso un senso di "lacerazione"....molto bello.Federica

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  9. splendida poesia, splendido e vivo dipinto che ne esalta le parti salienti anche se sembra impossibile "scegliere". Un connubio d'arte notevole. complimenti vivissimi, senza violini, solo un canto dal cuore a te, Roberto e a Teresa Ferri che non conoscevo... scusa Teresa, ti terrò d'occhio Donatella

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  10. espressività brillante di suoni e colori: accesi e vibranti
    complimenti sempre..Loredana

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  11. le parole s'intrecciano ai colori.
    (colori appropriati al momento, peraltro)
    grazie, sempre. Silvia

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  12. E io a mia volta ringrazio di cuore l'amico Roberto Matarazzo, il suo pennello magico, che è riuscito a rendere l'atmosfera di questi miei versi. Non credo debba essere stato semplice per un occhio e una mano abituati a captare e a tradurre in colori armonici e musicali microcosmi di gioiosa serenità trasporre questi "ghigni allunati" e le loro referenze simboliche. Tuttavia Roberto Matarazzo ci è riuscito splendidamente e gli sono grata di aver colto quelle onde di speranza che nel mio testo accimano nelle figurazioni dell'erba di maggio. Ancora grazie all'arte e alla sensibilità di Roberto Teresa Ferri

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  13. poesia ci conduce nell'ovunque dell'interrogazione e dell'esistenza.

    Essa è chiamata a scrutare l'abisso del pensiero, di sé nel mondo, allorché si trova a vivere in una condizione di precarietà.

    Il pensiero poetico - così come l'ascoltare, il meditare, il conoscere, il fare, nella dimensione della poesia - è una risorsa a volte spontanea, a volte cercata o trovata a causa di episodi particolari della persone.

    Proprio in quest'ottica, il percorso di ricerca e di analisidà corso all'idea che fare poesia è fare vita. Una vita non banale, non frustrante, non piegata al solo adattamento, ma unica, irripetibile, creativa, profondamente vissuta e coscientizzata, in qualsiasi condizione essa sia vissuta: nella malattia, nel pericolo di morte, nel disagio, nella vecchiaia...

    La poesia ha qualche cosa di unico, di essenziale da dire, perché nasce e invita all'ascolto autentico di sé e del mondo.

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  14. Dialettico il rapporto tra questa poesia(tormentata) e il video(tranquillo).Ma fore il tormento cercas il suo antidoto.
    Per coloro che forse non l'hanno presente una pavana(gradevole questa di Fauré)è una danza nata nel XVI sec.,la cui etimologia è incerta tra:padovana che ricorda il suo luogo di nascita e pavo -onis,pavone,per il modo di muoversi di questo prezioso pennuto.
    Tormentata la poesia,abbiamo detto,di grande fantasia,di buona struttura,Una lirica originale e da lodare.

    Gilberto Fanfani

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  15. E' vero, Gilberto: in questa sinergia le due espressioni segniche finiscono per produrre una sorta di equilibrio percettivo, grazie al quale l'eccesso viene stemperato e, mi pare, si raggiunge l'armonia.

    Teresa Ferri

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  16. Mi terrai d'occhio, Donatella? Grazie! Si scrive per essere letti, altrimenti sarebbe uno sterile parlarsi addosso. :-)

    Teresa Ferri

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  17. Sinergia di immagini e parole, non enfatiche ,ma molto espressivee segno di un elaborato verseggiare che denota , pur nella complessità della tematica proposta, "sorrisi beffardi d'animo".Alitano sospiri dell'Io, che, pur ansiosi non accendono e non toccano cieli, per librarsi e poter spaziare , tenendo , invece, avvinto il pensiero che, aiutato dal vento leggero, accarezza le illusioni di "giorni che si strappano a morsi dai rami".Avverto e sottolineo , un grande merito artistico!

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  18. Magnifica questa simbiosi di versi e colori! Tutto però molto contenuto e e delicato. Angelo

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  19. Grazie a Rosa e ad Angelo. Sì, mi pare proprio che sia io che Roberto si sia riusciti a evitare l'enfasi, l'eccesso. Il mondo delle parole e dei segni pittorici è così ricco e variegato che, con un po' di sano labor limae, si può vistiarlo e percorrerlo con pazienza per non cadere nei tranelli del 'troppo facile urlato' (scusate, sotto la pressione dell'economia linguistca, mi è venuta questa definizione). Buona giornata a tutti

    Teresa Ferri

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  20. espressività brillante di suoni e colori: accesi e vibranti
    complimenti sempre Loredana

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  21. Vera. Mi piacciono le cose che trasmettono autenticità. Lory

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  22. Perfette, intense immagini poetiche, asciutte, essenziali. Sugestione grande della parola, in simbiosi con i colori e le alchimie del dipinto. sono incantata

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  23. In un'aura di equilibrio e di lirismo umano profondo viene esercitato il controllo della rarefazione e della sublimazione del profondo. Grande poeta, Teresa. Delicate immagini. Nicola

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  24. c'è un raccontare lirico, filtrato però da una scrittura sperimentale, attraverso un lessico scelto, che trascende la realtà per inerpicarsi nei misteri dell'inconscio che scivola spesso nell'asprezza espressiva di immagini e concetti deformate in nome di una poetica di concezione tutta laica, scabra e innovativa Bruno

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  25. I versi si leggono piacevolmente, nonostante le immagini dure, in un felice mtrimonio di versi e colori. Indubbio il merito artistico e la capacità di elborazione. Un tema complesso ma ben sviscerato interpretato.

    Complmenti

    Antonio Lanza

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  26. Grazie a tutti delle bellissime espressioni di stima. Vi ringrazio anche a nome di quel "padre invisibile/di suoni/accartocciati", figura di vento in cui comprendo ogni Padre, quello biologico e quelli letterari (i Modelli).

    Teresa Ferri

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  27. Non si può non rimanere stupiti dalla pulizia formale di questa cifra dell'esperienza estetica , epurata e filtrata dalla banalità del quotidiano e dell'ovvio poetico. E' quanto si può dire anche di Roberto, che non esplode mai eccessivamente. Grazie a entrambi

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  28. L'urgenza dei sentimenti, ben nascosta nelle pieghe del verso curato e diluita nella memoria e nell'espressione di alta qualità letteraria, viene tradotta in poesia pura e limpida,che, malgrado la rarefazione, ci coinvolgono sempre. Alberta

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  29. La poiesis di Teresa, immediata essenziale, con un uso strumentale della parola, associata al segno grafico di Roberto, fa deflagrare il nucleo originario , filtrato dalla pratica simbolista e ermetica e soprattutto dall'esperienza esistenziale. la poesia è allora esigenza vitale. Fernando

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  30. Sì, credo di aver scelto bene, Teresa è tra i migliori poeti che siano apparsi su questo blog. Le vostre parole mi confortano. Grazie

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  31. Il vento leggero spazza via le crepe, padre d'erranze e di solitudini, non consola, non crea altre illusioni, non ripulisce il mondo dalle brutture e dagli orrori. Non c'è un'uscita, un varco, il vento resta leggero e i ghigni non ci spaventano neanche più. E' un messaggio duro, per noi pieni di sensi di colpa, forse troppo duro da accettare Gennaro P.

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  32. Grazie della stima, Gloria e grazie dell'ospitalità sul tuo interessante e vivace blog. Gennaro, sì, il testo è duro e forse impietoso, ma si chiude con un filo di speranza("verde che accima/nel maggio spiumato").

    Teresa Ferri

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  33. Alta poesia,nell'osservazione,scevra di birignao linguistici,si evidenzia una lettura dura,penosa dei nostri tempi.Di quest'ansia che in noi spazia con fare invadente,spumoso,senza però riuscire a soffocare il cielo.E nei volti della gente,distanti d'ombre,senza luce d'essenza nè riflessi che possano cullare queste nuove anime,già imbrattate di questo nulla,di una sporcizia lugubre,dolorosa,che si specchia in movimenti negati,di colpe e rimorsi.Ne in cielo ne in terra si erge una pietas che possa addolcire questo cupo accadere.
    E i giorni sono morsi dai rami ad aggredire una vita e un futuro nudi di speranze.E' un vento di errori e d'illusione,padre invisibile di gemiti sopiti,sotto coltri di foglie e neve disciolta da pianto fumoso.Forse una mite speranza rispunta da tiepidi germogli sulle cime di un maggio tardivo.
    Bellissimo uso della parola e delle immagini,sapiente e visionario come solo un grande poeta può essere,grazie Teresa.
    Con profonda stima.

    Daniela Bisin

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  34. Daniela, sapevo ti sarebbe piaciuta. conoscendo la tua poetica e la tua ricerca, non potevi che amare questa poesia eccezionale

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  35. Sì, il ghigno diventa speranza, Daniela. Grazie anche a te delle belle parole di apprezzamento. Lotto di continuo con la parola e spesso mi dà scacco, ma non mollo, è un mondo troppo bello e alternativo a quello della materia e degli accadimenti quotidiani.

    Teresa Ferri

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  36. Certo questa di Teresa è poesia meno fruibile di quelle enfatiche e cantilenanti, coe la vera poesia 'modrna', che appare quasi oscura, ma che, proprio per questo chiama il lettore a un ruolo più attivo. Da fruitore diviene l'ignoto interlocutore che interroga, prolunga e interpreta in modo del tutto suggestivo il testo, E questa è la funzione duratura della poesia che mete un po' in crisi chi legge, questa anche la funzione dei commenti, che qui hanno proprio questa veste di domande, ricerca dentro di sè e nel testo

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  37. In questa poesia, si ha come l'impressione che il poeta non stia parlando in generale, ma a ognuno di noi,trasferendo le nostre angosce nascoste e le nostre amarezze su di un piano più alto, in cui bisogna riflettere sulla propria esistenza, sulla concezione del mondo, e infine sulle illusioni. E lo fa in modo non definitivo,che non chiude, ma apre spazi ulteriori alla riflessione. Carmen

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  38. luisa avarello9 dicembre 2009 07:34

    finalmente riesco ad entrare nel blog....e non solo, entro nei versi, li sento miei, torno bambina per qualche attimo, sento le urla, i gesti veloci e rumorosi dei fanciulli che insieme a me giocano....la neve si sporca di peccati e di gioia...nello sfondo le nuvole disegnano il giorno, brillano i profili della vita....complimenti, davvero deliziosa, grazie Teresa...Luisa avarello

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  39. Mi piacciono le tue riflessioni sul lettore, Gloria. Per fortuna, con i recezionisti e le problematiche legate all'atto di lettura, anche a questo invisibile interlocutore viene concessa attenzione. E' lui del resto che fa vivere il testo, che senza fruizione sarebbe un corpo morto.
    Ti ringrazio, Carmen, per aver colto l'esigenza di filtrare le esperienze private alla luce di emozioni e pensieri che possano essere condivisibili da chi legge. Spero davvero di esserci riuscita.
    Bella la rappresentazione dell'effetto di lettura che dai, Luisa. Apprezzo particolarmente la partecipazione del lettore, che secondo me non deve essere una comparsa, ma un 'attore' a sua volta, un 'giocatore', nella meravigliosa 'partita a scacchi' che è l'ordito testuale.

    Teresa Ferri

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  40. Mi sento molto inadeguato a parlare di questa poesia, anzi di questa sinestesia tra Teresa e Roberto: un incontro certo molto sofisticato (in senso positivo) e poi l’immagine di Roberto sottolinea quel senso di disorientamento che solo una lettura attenta e ripetuta riesce pian piano a diradare.
    Perché disorientamento?
    Be’, già perduti nei colori di Roberto, non si trova appiglio nei primi due versi, anzi si naviga in dimensioni inafferrabili tra terra e cielo, si naviga come gli amanti di Chagall, ma in una notte che dà angoscia, una notte dell’anima.
    Un po’ di requie, poi, accarezzati da venti leggeri, da colori tenui, da una stagione che promette riposo.
    Queste le mie sensazioni.
    Con numerose soste nella lettura ad ascoltare e a ripetermi le parole scritte da Teresa, che creano immagini nuove, che si colorano dei colori di Roberto e che danno altri colori tra suoni e silenzi ora angosciati ora protetti.

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  41. Grazie, Manlio, di questa lettura in cui i due testi, il pittorico e il mio,sembrano scivolare, scorrere l'uno accanto all'altro, sì da consentire alla sinergia di raccontarsi nel contrasto/connubio che va a crearsi.

    Teresa Ferri

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  42. Complimenti, Teresa per i tuoi versi di una tematica profonda e di non facile interpretazione e bravo l'artista pittore che dalla tua ispirazione ha prodotto e non riprodotto scendendo nei meandri dei propri pensieri, e con la fusione dei suoi colori dolci, delicati e tenui quella cosiddetta perfetta sinergia. un abbraccio

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  43. Maria Isabella D'Autilia9 dicembre 2009 12:04

    Due linguaggi che sinesteticamente si uniscono, avviluppano, reciprocamente si potenziano, fino a fondersi in uno...
    Dopo aver letto i versi asciutti e forti si guarda il dipinto, poi si rilegge e ad un certo punto il linguaggio pittorico e quello poetico si sovrappongono, in un unicum di estrema suggestione...
    Una felice e riuscitissima sinergia...Bravi entrambi gli artisti...infatti soltanto l'arte pura può realizzare una fusione in modo così coeso ed in forma così alta...

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  44. Grazie, Nicoletta e grazie Maria Isabella per le vostre espressioni di apprezzamento. E' stata una bella esperienza l'interazione in questo blog. Buona notte a tutti

    Teresa Ferri

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  45. Grazie a tutti e Buonanotte, cari lettori e poeti..

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  46. La poesia di Teresa Ferri e l’immagine di Roberto Matarazzo.
    Sinergia: la diversità è enorme e minima tra le due forme d’arte.
    I dipinti più delle foto, parlano, raccontano fanno scorrere emozioni dagli occhi al cuore, suggestioni che nella nostra mente si dipanano in parole,e ancora si scompongono in lettere per poi ricomporsi in altre parole che noi riconosciamo come nostre.
    Non c’è vera poesia se non c’è immagine,ed è una rappresentazione fosca quella del poeta, fin dai “ghigni” del titolo; cupa , senza soli e senza lune solo un riflesso nell’acqua stagnante , ma è pur sempre vita.
    Il vento, soffio dell’illusione accarezza il suono che nasce, si libera come fumo nell’aria, spazza la strada alla speranza.
    E alla fine la rinascita, quasi una resurrezione dopo la neve annerita nelle tenere innocenti foglie sulle cime dei rami.
    E’ una poesia che prende atto dello squallido mondo in cui viviamo ma non per questo piega la testa e rinuncia alla speranza. Brava
    Adriana Scanferla

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  47. Grazie, Adriana, di questa tua lettura partecipata del testo. Presa d'atto sì, ma a testa alta. Ciao

    Teresa Ferri

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