domenica 3 gennaio 2010

ILLUSA di Adriana Scanferla




(Adriana Scanferla, Illusa, variante pittorica)


Hanno ingrassato la sposa nera
come l’oca per il pranzo di Natale.
Sfilano manichini anoressici
testimoni di un’eleganza artificiosa.
Illusa non sei padrona, ma solo schiava
di parole sciupate e sdruciti pensieri.
Vorrei farmi riassorbire dal tempo
e insieme a lei la Prima tragica
addentare la mela e sopprimere
per smoderato amore il mio rivale.



49 commenti:

  1. Daniela Fenoaltea3 gennaio 2010 10:22

    Ragazze vittime di illusioni. Donne che si trovano in un contesto sbagliato, a volte anche pericoloso per la loro salute. Bellissima!!

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  2. Come sono stato vicino a questo problema......
    Non io direttamente ma ho avuto accanto una persona che......
    Lasciamo stare. Credo solo che dopo i tumori, questi "disturbi alimentari" (modo molto gentile per chiamarli) sono il piu' terribile dei mali. Quasi come se il diavolo si cibasse di quella che sei dentro.....quasi come se si nutrisse della tua sensibilita'.....e sommersa la tua anima innocente tende una mano mentre noi da fuori osserviamo solo un mostro che sommerge sotto un mare di merda una vita innocente...... Grazie per aver dedicato dei versi a questo problema che i grandi imprenditori dei media si ostinano a procrastinare sottobanco.

    Gaeta Riccardo

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  3. Daniela Mancini Complimenti Adriana, mi piace molto la tua poesia,che pubblicherò. Il tuo descrivere in versi di noi donne i in conflitto con la nostra identità, ha iun tono sereno e
    pacato che mi conforta. Grazie

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  4. Profonda e complessa riflessione nei tuoi versi Adriana. Poesia che costringe noi donne a guardarci dentro.
    ELENA

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  5. Adriana i tuoi versi sono davvero intensi. Brava.
    Condivido la riflessione di Elena, nella contraddizione vivente di aver voglia di far fuori subito Adamo, e amarlo troppo per farlo. Ciao ragazze. ERICA

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  6. Molto bella la tua poesia. Grazie, Adriana.
    LAURA

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  7. Nella tua composizione, seppur breve, parli di sociale, di cultura, di tradizioni e di amore ! Complimenti davvero... io spesso credo di essere padrona dei miei gesti, dei miei pensieri e delle mie scelte...invece è solo un'illusione -PAOLA

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  8. Nella Poesia si sente la forte esigenza di una donna di parlare ad altre donne,per renderle consapevoli che i cambiamenti nascono dalla coscienza della nostra forza collettiva.
    “Illusa non sei padrona ma solo schiava,di parole sciupate e sdruciti pensieri” lo leggo come un invito alle donne a riprendere possesso della forza della parola, che quando dà scandalo culturale riesce a infrangere la ritualità di antichi retaggi ancestrali. NICOLETTA

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  9. Mi piace questa poesia carica di accuse ma anche di amore nei confronti dell’uomo.
    Mi sento come uomo, di dire che acquisita ormai la pari dignità di fronte alla legge, quello che manca ancora alle donne in Italia è il riconoscimento sociale e l’incontro sul piano dell'essere, che coinvolga la persona umana nella sua integrità. ALFREDO G.

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  10. Credo che Adriana, accostando le immagini della sposa nera ingrassata a forza, anche a scapito della sua salute, alle nostre modelle magrissime ,voglia denunciare gli usi e gli abusi che da sempre gli uomini perpetrano sul corpo delle donne.
    Ecco allora il binomio amore odio da parte di Eva .
    Il rancore verso l’uomo pubblico che scrive leggi a proprio esclusivo vantaggio e l’amore per il compagno da cui non ci si può sciogliere pena l’annullamento.
    Poesia breve ma che fa riflettere,
    grazie ROBERTA

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  11. E' un incitamento a tutte le donne a riprendere il possesso della propria vita.
    Bella e significativa
    LUISA

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  12. Ancora letteratura prestata alle contestazioni sociali!
    Credo che il piano letterario debba rimanere al di sopra dei conflitti di ogni categoria umana anche quella di genere.
    Se proprio le donne devono andare al potere lo facciano almeno con eleganza , senza perdere in femminilità.
    Di questa poesia apprezzo lo stile asciutto ma non privo di parole “artificiose”che accendono l’immaginazione.
    .DANIELE

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  13. Grazie a voi che mi avete rimandato sfaccettature che avevo davanti e non vedevo.
    Ognuno interpreta ogni parola della stessa poesia , con il vocabolario della propria esperienza e conoscenza.
    Nella nota che ho pubblicato sul mio profilo Face Book - MAI IN EGUALE MISURA- ho voluto sfogliare il mio.
    Grazie ADRIANA SCANFERLA

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  14. Noi abbiamo fatto del nostro meglio per peggiorare il mondo" dice Gaber a proposito degli uomini in "Eva non è ancora nata". Ne sono sempre più convinto, a maggior ragione leggendo questa discussione.
    Con pudore ed un po' di vergogna, grazie, Adriana. A.G.
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  15. Poesia tutta al femminile in cui si tratta delle'essere e dell'apparire secondo modelli sociali, secondo le immagini pubblicitarie e giornalistiche imposte dall'uomo e del modo di trattare il corpo delle donne, che è diverso dal passato, ma a cui le donne aderiscono per piacere e compiacre. certe donne almeno. Ma l'input è forte. Ancora oggi si parla di parità, ma quel che conta innanzitutto sono le belle immagini, purtroppo

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  16. E' la società consumistica la quale ha ormai poco a che vedere con i valori umanistici, sui quali si fonda la formazione intellettuale da 2500 anni.L'unica continuità che c'è è il maschilismoe poenso che forse tu intendevi dire questo parlando di Eva: Se avesse fatto fuori Adamo,da subito sarebbe stato meglio.Però senza la compresenza di entrambi non ci sarebbe stata l'umanità. Un bene assoluto non esiste e ci sono mali che bisogna accettare.N.R.

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  17. Profonda e complessa riflessione nei tuoi versi Adriana. Tuttavia permettimi di scalfire lievemente e senza presunzione alcuna, la triste considerazione cui, credo, tu voglia far apparire il nostro ruolo femminile nella società
    Personalmente non mi sento un'illusa , anzi oggi più che mai mi sento padrona della situazione in cui vivo:Ho a disposizione tutto quanto occorra per non cadere nella trappola dell'illusione e combatto sia pure nel mio piccolo , affinchè le mie simili ,disilludano qualsiasi forma di strumentalizzazzione, cui siamo tutti, e dico tutti sottoposti. ELENA. M.
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  18. Adriana i tuoi versi sono davvero intensi. Brava. Condivido la riflessione di Elena, nella contraddizione vivente di aver voglia di far fuori subito Adamo, e amarlo troppo per farlo. Ciao ragazze. ERICA

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  19. E' un incitamento a tutte le donne a riprendere il possesso della propria vita.
    Bella e significativa
    LUISA

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  20. Non è tempo di conquistare il potere. E' un momento di regresso storico e antropologico. E certo i giornali e la tv aiutano le donne a tornare al culto della propria immagine e all'uso compiacente e compiaciuto del proprio corpo. Ida Dominijanni sostiene la teoria del trascinamento, cioè che le lotte che si sono svolte negli anni 60 e 70 portano nel nostro tempo un residuo di conquiste e di consapevolezze, che nella storia non va perduto mai...

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  21. Paola Maria Leonardi3 gennaio 2010 23:29

    Abbracciare delle scelte comporta sempre una capacità decisionale che ci coinvolge direttamente nelle conseguenze che ne derivano.
    Portare alla luce il problema comune a molte persone che svolgono un lavoro particolare, conferisce a chi lo ha fatto, carattere di consapevolezza, sociale in primis, e umano in secondo luogo.
    E' anche vero, che chi sceglie la professione di sfilare, è al corrente del ruolo di manichino che dovrà ricoprire per guadagnarsi la giornata.
    In molti casi, vantare una propria personalità ed una forte autostima, può tornare utile per affrontare problematiche inerenti l'alimentazione e tutto ciò che ne deriva.
    Problema messo a nudo, con evidente chiarezza dall'autrice, il cui scopo è quello di scuotere
    le coscienze soprattutto degli addetti ai lavori, che fingono l'inesistenza di un problema manifesto e pericolosissimo.
    "Illusa artificiosa, non sei padrona...." denuncia di uno stato di fatto di una situazione al limite con il vassallaggio, poichè per introdursi in certi ambiti, occorre anche sapersi vendere.....
    Mi piace, complimenti all'autrice
    Paola Maria Leonardi

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  22. Forse bisognerebbe ripartire ab initio. Da quella mela, da quell'uomo, da quella donna. Nelle contraddizioni dell'oggi ci si perde come naufraghi in un mare in burrasca. Che vengano nuovi uomini e nuove donne. E' necessario ripartire dall'essere eliminando sovrastrutture culturali e vani stereotipi.
    Daniela Boarino

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  23. Ecco il rientro dopo le feste, affidato alla poesia di Adriana: che unisce in pochi versi un’insolita forza espressiva che, pur nella drammaticità delle emozioni, delle rappresentazioni della condizione di donna, sa anche rendere l’ironia della storia.
    Appartiene ai poeti la capacità di rappresentare, pur nell’essenzialità, un intero mondo che richiama echi ed esperienze ampi, che provengono da tempi lontani (biblici) per attraversare la storia della donna fino alla sua crudele liberazione. Non crudele per il piacere (come invece è nel maschio?) di sopprimere il rivale - padrone, ma crudele perché la scoperta della necessità la porta a dover sopprimere quello smoderato amore che l’ha costretta nel ruolo di rivale, anziché di amante: lei suo amante sembra non lo sia mai stata; ma Adriana rende consapevoli che affidarsi e consegnarsi al proprio amante nell’amore smoderato determina l’illusione della libertà e la realtà della propria schiavitù.

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  24. Mi fa piacere che questa mia breve composizione abbia suscitato queste vostre interessanti riflessioni sulla questione femminile. Nella poesia il dramma dell'anoressia ripreso con partecipazione da Riccardo, fa da contraltare ad alcune usanze ancestrali che ancora soppravivono nell'Africa nera.
    In entrambi i casi si tratta di crudeltà nei confronti dell'anima o del corpo delle donne;
    la nostra imposta dalla moda occidentale, forse più crudele perchè più consapevole.
    Hai ragione Gloria, è un momento di regresso storico e antropologico, ma questo non ci deve indurre a desistere nella denuncia e nella proposta, lo dobbiamo a tutte le donne del mondo a cui fin dalla nascita hanno tolto la voce.
    Io credo che la poesia come la scrittura, il cinema e altre forme d’arte si presti a smuovere le coscienze, e pur apprezzando la poesia descrittiva o sentimentale, io nei miei versi difficilmente riesco a prescindere dalla denuncia sociale.
    Ancora troppe sono le sofferenze del mondo per poter parlare solo d’amore.
    Adriana Scanferla

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  25. La poesia di Adriana ci riorta nel nostro mondo poetico affrontando una tematica forte. Da sociologo ho tentato di studiare il fenomeno e c'è un abisso culturale e di atteggiamneti tra l'ESSERE e L'APPARIrE. Non c'è progresso, ma regresso. La donna è tale perchè è un essere umano da rispettare, ma il mondo ne fa un oggetto. Il 68 si è svuotato. complimenti Adriana anche per lìimmagine pittorica e la canone scelta

    Antonio Lanza

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  26. Finalmente una poesia che entra in un vero problema attuale.
    La trovo drammaticamente bellissima e,vorrei che Adriana continuasse a scrivere per dire in altre poesie come questa ciò che molte donne di oggi,non riescono a dire....
    Grazie Adriana,sei meravigliosa e vera....
    Maria Cattaneo.

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  27. A volte mi sembra che l'intera lotta politica attuale, quella "vera", si giochi sul corpo e in particolare sul corpo delle donne.Il corpo è rimasto l'unica frontiera dell'unicità irriducibile e pertanto va represso, trasformato e omologato senza scampo. Al tempo stesso è l'unico luogo dove la sofferenza sociale trova un'espressione insopprimibile, nonostante tutti i tentativi che facciamo per reprimerla e non accettarla come tale e quindi come prezioso segnale del nostro disagio ormai incontenibile.
    Difendere il corpo delle donne oggi più che mai significa difendere la nostra unicità di individui e al tempo stesso dire no al pensiero dominante (che purtroppo non è quello di Leopardi...)
    Maria Minozzi

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  28. Noi siamo.Grido imperante.L'illusione è la nostra o di chi guarda?Bisognerebbe scindere,per onor del vero,due categorie sociali.La donna che si definisce moderna,che per evolvere la sua magra autostima si va omologando ad un sentire maschile ( che fra l'altro la defrauda di valori intrinsechi di quel femminino e femminile che la rende unica e insostituibile),donna in carriera,inserita(in modo spesso meschino)in economia ,politica.Dall'altra parte c'è la donna moglie-madre-santa.Manca una forte consapevolezza di questo ruolo,quindi c'è in realtà un forte sfruttamento su tutti i piani,di questa donna, che diviene spesso strumento di negazione di se stessa,del proprio essere .Domandiamoci quanto potere socialmente questa categoria in realtà potrebbe avere e quanto neabbia,la poca coscienza chesi ha di questo.A nulla servono le rivoluzioni culturali se non sussiste una consapevolezza di intenti e traguardi.Noi donne possiamo molto,a cominciare dall'educazione dei figli(da qui per iniziare un vero cambiamento sociale del ruolo femminile) dovremmo essere profondamente convinte di ciò e capirne le motivazioni.Spesso la sposa trasforma il proprio corpo abusando del cibo e di se stessa per chiedere disperatamente agli altri la conferma di esistere come persona,annullando,in modo devastante alle volte il proprio apparire.Diviene una forma di difesa da un mondo che ci vorrebbe contenitori esteticamente gradevoli e sessualmente stimolanti pigati spesso ad una filosofia maschilistache intende la donna solo come strumento di appagamento dei bisogni dell'uomo.
    Qual'è allora l'illusione?Bisognerebbe avere il coraggio di spezzare certi stereotipi nel rispetto della vita.L'anoressia è un problema in aumento aanche fra le fasce maschili.Questo la dice molto lunga sul male di vivere che ci divora.Vorrei che la smettessimo di definirci come genere,sarebbe un gran saltonell'evoluzione dell'umanità.Siamo individui con diverse peculiarità,il rispetto per questa diversità originerebbe la nuova concezione di umanità neldiritto enella cultura.Adriana ti ringrazio per aver stimolato una discussione molto interessante.La tua poetica ti spinge dove il dente duole,c'è una consapevolezza in te che stimola e accende gli altri.Mi sento di rispondere brevemente a Daniele,caro Daniele credo che tu non abbia ben capito cosa vuol dire scrivere e fare cultura.I pensieri sono frecce che servono a stimolare cambiamenti ed evoluzioni sociali,anche la poesia paradossalmente è politica.Ognuno di noi ,quando esprime se stesso,attraverso parole che comprendono il proprio esistere in rapporto agli altri e al mondo,fa politica.Il pensiero attraversa le menti e forgiando nuovi sentimenti si trasforma.Forse devi ancora aprire gli occhi...Grazie Adriana..aspetto la tua prossima..:))

    Daniela Bisin

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  29. Un'illusione che conduce ai confini della vita.

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  30. Cara Daniela tu hai espresso bene quello che pensi, ma io sono una femminista e mi piace quello che dicono Galimberti e la Domnijanni. Galimberti sostiene che la donna ha due soggettività, quella come individuo analoga a l maschio e quella di generatrice della speccie, cioè quella parte di noi che riguarda la relazion e in gen. Queste due parti sono spesso in conflitto tra di loro e spesso la donna no n accetta il suo ruolo di riproduttrice della specie, dedita alla cura e all'educazione dei figli. Sin dalla tempi più remoti.La donna deve svolgere anche un ruolo attivo nella società facendo tutto quello che le interessa. Ma non può essere adibita ai servizi domestici, ai quali debbono essere educati anche gli uomini. Non solo, ma spesso il ruolo di madre a vita le sta stretto e non può fare solo la baby sitter e la pedagoga dei propri figli.Nonchè la domestica. E' a questo punto che deve intervenire la formazione del maschio, che impara a gestire anche il quotidiano e dei servizi statali, come nidi, asili, scuole, che naturalmente richiedono formazione lavoro e ricerca psicopedagogica e assistenza medica. Questo era il progetto del femminismo, che però non si è svuotato, perchè come dice Ida, nella storia non si distrugge niente e tutto si trascina in maniera sotterranea fino alla realizzazione di un nuovo progetto di società. Tempi lunghi, certo, Daniela, ma inevitabili. Dopo la Riv Franc, c'è stato sì l'assolutismo di nuovo e un'Europa conservatrice, ma non si è tornati indietro. C'è stata la rivoluzione di ottobre e tante democarazie liberali . Ora sembra si stia tornando indietro, ma dovranno passare altri anni ; l'utopia serve a spingere masse intere, che si vogliono emancipare, verso una maggiore giustizia sociale, la liberazione dal bisogno e dalle catene del lavoro sfruttato. Forse noi non lo vedremo. ma se non avverrà questo, l'umanità è detsinata alla distruzione di gran parte del mondo e di sè stessa.
    Dimmi, daniela, quante Medea ci sono state e ci sono ancora, sia pur inconsciamente? Io ogni donna c'è una medea, che era donna regina e sapiente....

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  31. Io credo che tu allora non abbia ben compreso le mie parole:Non posso essere ne maschilista(Dio mi fulmini!),ne femminista.Non riesco a uscire dalla mia concezione degli individui come essenza universale in cui risiede sia l'essenza maschile che quella femminile.Mi rifiuto di avere una concezione sessista dell'individuo..forse sono io che sono oltre..non mi si capisce..io sono per una condivisione totale dei ruoli nella società ,ma guardo a quello che c'è ogi e che purtroppo anche grazie a noi donne permane.Chi meglio di una madre educa suo figlio maschio al rispetto e alla generalità del suo ruolo?
    Daniela Bisin

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  32. Noi,per forza biologica siamo generati da una donna ed è per questo,che riconoscendo il primo grado di totale e assoluto potere di vita e di morte che essa ha sul suo nascituro,noi società dovremmo riconoscerle tutta l'indiscutibile influenza che essa ha di conseguenza sulle cose della vita.Razionalmente tutto il resto viene dopo ed è legato quasi totalmente a questo e accade solo per poca consapevolezza della propria forza individuale.Nessuna donna viene allevata nella consapevolezza della sua forza,biologica e spirituale. D. Bisin

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  33. Antonio, il 68 si è svuotato ma non si è prosciugato.
    Il movimento delle donne è come un fiume carsico,sembra sparire nelle viscere della terra madre ma poi ricompare impetuosa cascata. Devo dirti che in questo movimento fare il portatore o la portatrice d’acqua è un ruolo importante a cui bisognerebbe contribuire ognuno con la propria sorgente limpida e zampillante.

    Non temere Maria, continuerò..

    Il cavallo che fiuta l'erba viva
    E a cui sorride il pascolo
    Sarà ripreso solo a fucilate,
    Se si potrà riprenderlo. (Emily Dickinson)

    Così mi sento e così sono, anche perché non potrei essere altrimenti.
    Adriana Scanferla

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  34. essendo io convinta della duplice soggettività della donna e del conflitto che ne deriva, e anche della sua ricchezza maggiore, per il fatto di essere dotata di individualità e senso della relazione in generale, con li altri, col mondo, con la natura e la terra, non posso che pensare in maniera di individualità e basta.

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  35. Sarebbe interessante che qualche altro amico/a
    intervenisse nella discussione, con serenità, senza litigare....

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  36. Un enorme conflitto interno tra l'essere e l'apparire. Vedersi costretta, una volta nel giro, a cavalcare l'onda del successo e della notorieta'per indossare taglie 34, 36, massimo 38 che poi a chi si vendono? a chi stanno bene ? è come essere in un tunnel senza via d'uscita. Gli indurtriali della Moda, cresciuti troppa in fretta, con l'ausilio dei Media che innalzano e demoliscono a loro piacimento, distruggono migliaia di ragazze illuse che poi dalla moda passano alla TV o al cinema, un mondo tanto effimero ed inutile il cui ingresso si paga col tempo a caro prezzo e l'Oca ingrassata per Natale si riferisce appunto ai cosidetti creatori di moda che non badano a nulla pur di raggiungere i loro scopi... Bella poesia con il coraggio di affrontare la verità con i miei complimenti perchè quando si è veritieri si acquisisce un gran merito. Bella poesia Bruno Zapparrata

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  37. Antonio, i movimenti e le conquiste continuano, non si perdono mai. Historia docet. Non tornano alla stessa maniera, ma sviluppandosi. Ripeto: i tempi della soria non sono quelli dell'individuo, o meglio del civis...

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  38. Hanno ingrassato la sposa nera
    come l’oca per il pranzo di Natale.

    Mi sento di dovere una spiegazione perchè anch’io, fino a quando non ho visto un reportage in televisione non ero al corrente di questa orribile usanza.
    Esistono tribù nell’Africa nera, dove la promessa sposa viene rinchiusa in una capanna per settimane, con scarsissimo movimento e convinta da pregiudizi e tradizioni a mangiare il più possibile per ingrassare ; se vogliamo una violenza psicologica che la convince a mangiare a forza.
    Ne escono spose veramente obese, che faticano nelle incombenze di tutti i giorni e non di rado , seppure giovani il loro fegato e la loro salute risentono di questo trattamento.
    Questa povera creatura è la sposa nera della mia poesia.

    Adriana Scanferla

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  39. molto molto vera questa poesia, che denuncia una realtà, l'attuale, dove la donna è ancora vittima delle apparenze e passa i suoi anni migliori a rincorrere ideali di bellezza che talvolta la fanno apparire davvero un manichino anoressico e senza vita, immagini patinate dai giornali dove le ragazze in passerella non sorridono mai..conservano una parvenza di bellezza eterea ma che non sembra raggiungibile, forse patetica nella sua drammaticità...e stride l'immagine dell'oca farcita per Natale, quasi quegli ingredienti servissero a farcire l'anima di oggi di illusione e d'amore. Grazie per la riflessione e complimenti, Tatiana Andena

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  40. Io non credo, Daniela, che si tratti, in Gloria, di una visione sessista, per quello che ha scritto sopra. Forse a volte può avere questa visione. Qui, mi sembra (tra l'altro riportando quel che dicono Dominijanni e Galimberti) che si tratta da un lato di capire il percorso della storia e quindi il fatto che le conquiste del passato (dall'abolizione della schiavitù ai principi della rivoluzione francese alle istanze di liberazione della rivoluzione d'ottobre, alle libertà conquistate nel '69) siano oggi ben presenti e insite nelle nostre connotazioni sociali, individuali, e anche istituzionali. E' vero che ci sono dei passi indietro, ma mai tali da non consentire che di nuovo il seme marcisca nella terra e dia di nuovo frutti. Perché il seme c'è. Quei frutti che noi speriamo sboccino nel fiore della rivoluzione. Un'utopia, forse, per come la immaginiamo, ma che ci consente di continuare ad andare avanti con decisione. L'accenno a Galimberti, a quel che lui dice sul "genere" è certo molto più ostico e difficile da immaginare. Quel che mi affascina è: esistiamo come persone in quanto relazione; la donna ha in sé la relazione, nella sua capacità unica e che i maschi non hanno di diventare madre e quindi di avere già in sé l'altro, da cui poi deve necessariamente distanziarsi, a volte questa necessità di distanziamento permane dopo il parto e questo crera corto-circuiti pericolosi. Ma se è necessario continuare a ragionare sulle differenze, occorre anche riflettere (non dico accettare e basta) su affermazioni che potrebbero sembrarci inaccettabili se temiamo che esse producano diversità gerarchiche. E quindi emarginazioni e quindi esercizio del potere sugli altri. Se non è così, anche questo dibattito, che nasce dalla poesia di Adriana, ci da una doppia e affascinante possibilità di lettura e di partecipazione. Quella del gusto della poesia, quella del confronto di idee. E ben venga!

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  41. L'illusione è tipicamente femminile, spesso, maschera un mondo interiore precario, debole , sfruttato dalla macchina dell'imprenditoria, del potere , del Dio danaro che ti porta a divenire una larva umana , per obbedire a canoni sbagliati, per non "Apparire", ma essere trasparente sia nell'anima, ma soprattutto nel corpo; è una poesia che racchiude , temi sociali, molto scottanti e sentiti,perchè si inizia per pura carriera e non si finisce di completarla.Brava

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  42. Il grande 'mistero' della donna da sempre solca la storia, attraversando vite ed epoche che per suo tramite sono state generate ed acquisito forza e coraggio...con la loro opera silente ed anche nella resistenza, nella lotta, nella voce dell'amore e del dolore. Procreatrici di vita...Eppure, quasi a ricordarne la delicatezza e la grazia che nel loro petto trova riparo - di tanto in tanto - un pensiero sottile e assassino le tenta alla resa :per un'esistenza inadeguata, perché hanno fallito, perché 'la scelta del proprio posto' che persino la genetica offre ad ognuno non si é realizzata...e...occasionalmente nella vittoria si instilla una 'mancanza', o un 'dubbio', o per un incomprensibile senso di inadeguatezza a valori vacui e ancora...
    Eppure sono ancora forti, sognanti, tenere e nonostante una ferita esposta sarebbero disposte ancora a lottare...se trovassero una sola parola che fosse linimento a quel dolore che le infrange contro la punta di un coltello acuminato..unico elemento a loro visibile di un orizzonte degli eventi da cui si sentono scollegate..
    Parlare di un essere umano é come parlare dell'universo tutto ed estrapolarne un dolore é come tentare di contenere una costellazione con umana presa...
    Grazie, a voi tutti per l'ospitalità.
    Isabella Verdiana Di Tomassi

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  43. ....in un mondo dove conta apparire ..la donna usata come strumento..oggetto del piacre ..x piacere... l'offerta pubblicitaria del corpo è divenuta un icona estetica....tema scottante e di grande riflessione.. Grazie Adriana e come sempre un bacione a Gloria.CArmen Pettinaro

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  44. Maria Isabella D'Autilia4 gennaio 2010 11:05

    Il rituale dell'ingrassamento della "sposa nera" contrapposto alla magrezza semi-anoressica delle modelle in passerella, apre, oltre che gli interessanti ambiti di discussione finora affrontati,e su cui non mi soffermo, pur trovandomi, come sempre, in una straordinaria sintonia con quanto Gloria magistralmente, appassionatamente ed efficacemente dice, un terzo ambito, sempre connesso e veicolato attraverso il corpo della donna, un ambito culturale in senso antropologico.
    Nella dicotomia grassezza/magrezza, in primis del corpo femminile, si gioca l'immagine che una società ha di sé ed il racconto che ne fa.
    In regimi di povertà, dove il cibo, il cibo a sazietà, non è la normalità, ma l'eccezionalità per molti e privilegio di pochi, la grassezza è uno status simbol e quindi assume l'appeal di bellezza.
    Anche alle nostre latitudini nelle epoche remote, ma anche meno remote (chi non ricorda le maggiorate del dopoguerra?), l'ideale di bellezza andava a coincidere con l'abbondanza delle forme proprio nei periodi di crisi e carestie, o di epidemie. Ancora poco tempo fa in alcuni contesti si usava dire "bella grassa". La magrezza come ideal-tipo di bellezza è il lusso delle società opulente...
    E quindi sul corpo delle donne passa un ulteriore messaggio, anch'esso sottilmente violento: quello di doversi adeguare ad ideali estetici variabili, a costo di enormi sacrifici, quali quello estremo dell'ingozzamento della Sposa Nera o della rinuncia al cibo, per esigenze della società di appartenenza. La società si rappresenta attraverso il corpo delle donne ed esige dalle donne qualsiasi sacrificio per esserne testimonial...
    Ancora oggettualizzazione, ancora il corpo delle donne come oggetto, questa volta comunicativo del sé economico-sociale del gruppo di appartenenza, oggettualizzazione tanto più sottile e insidiosa perché non si gioca su azioni o fatti, ma su modelli proposti/imposti ed interiorizzati attraverso forme inculturative che passano dalle donne alle donne.
    Nella bellissima poesia di Adriana si affrontano le polarità estreme dell'ingrassamento- dimagrimento, ma tanti altri sacrifici mortificanti sono stati richiesti alle donne per rispondere a esigenze rappresentative-raffigurative del contesto in cui vivono: dai feroci busti di stecche di balena per gli ottocenteschi vitini di vespa alle costrizioni dei piedi nelle società orientali per ridurli a piedini da bambola al prezzo della malformazione mutila, alle "labbrone" piatte o i colli allungati a dismisura mediante cerchi, fino all'infibulazione...
    Queste "richieste" che il gruppo di appartenenza fa alle donne non hanno bisogno né di leggi o di editti..e le donne vi si assoggettano perché, per l'appartenenza, ne condividono inconsapevolmente il piano culturale.
    Una liberazione da queste forme di condizionamento equivale quasi a una nuova rivoluzione copernicana, e spetta a chi ha acquisito diversa consapevolezza scardinarle dall'esterno e dall'interno...
    Un grazie, un grazie enorme ad Adriana ad aver centrato, con versi asciutti, stupendi e suggestivi, uno dei nodali problemi della questione di genere, l'aporia forse più grande e universale, sia pur con le dovute differenze da cultura a cultura, dei nostri tempi che su questo versante, sono cristallizzadi da tempo immemorabile...

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  45. Grazie. Avete scritto cose stupende, la riflessione collettiva è andata molto oltre quanto potessi immaginare; in qualcosa si è differito nelle analisi ma ho trovato in tutti/e la consapevolezza della discriminazione e la ricerca di cambiamento.
    Mi soffermo solo un attimo per porre un altro simbolismo che si avvale ancora una volta del corpo della donna velare-svelare. Ve lo propongo con questa "svelatrice" composizione scritta per uno dei tanti 8 Marzo che hanno cadenzato la nostra vita.
    Donne nude stese sui prati protestavano contro la guerra...

    DONNE NUDE
    Ecco come Francesco mi spoglio dei vestiti e delle ricchezze del mondo,
    delle imposizioni e persuasioni che gravano sul mio corpo.
    Ritorno essere animale e umano solo sulla terra e mi stendo in connubio con essa.
    Rifiuto concetti e pregiudizi che mi avete imposto, rifiuto il velo che mi deve celare agli occhi del mondo, rifiuto di scoprirmi solo per essere desiderata.
    Mi spoglio non per voi ma contro di voi, per ritrovare me stessa e da qui ripartire
    verso concetti nuovi ma anche antichi.
    Mi spoglio per gridare il valore della vita umana al disopra delle leggi della domanda e dell’offerta .
    E questo corpo così svalorizzato, così commercializzato sui manifesti e nella pubblicità
    io lo metto in campo per una causa in cui credo.
    Mi spoglio e mi stendo al suolo natura nella natura
    per difendere le mie sorelle velate fino ai pedi e i frutti del loro ventre e i frutti del mio ventre.

    Adriana Scanferla

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  46. Amore e morte in un equilibrio precario di istinti e voleri, da contraltare fa la realtà cinica delle cose ad uccidere l'illusione e con essa l'istinto alla liberazione dal vincolo ossessivo di un amore che si veste di possesso.
    Tinte gotiche per un esistenzialismo rivissuto con incisività contemporanea.
    bella.

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  47. Molto interessant tutta la discussione. e' sul corpo della donna che da secoli, anzi millenni, si esercita il potere del patriarca, non solo per il picacere, ma anche per il possesso della prole e della paternità, per il potere sociale tout court. Ne verrebbe fuori un discirso molto lungo che potremmo sempre continuare in questo blog, successivamente. Il potere maschile sul corpo delle donne e la manipolazione sociale, è stato interroto per poco tempo dal femminismo, per riprendere ogi con immagini estetiche di magrezza,pratich di chirurgia estetica, divenute ormai un passaggio obbligato per le donne per farsi accettare nel lavoro e nel sociale. Sono tutalmente d'accoprdo con Maria Isa. Ma tutta la discussi.one che è andata avanti appassionatamente andrebbe ripresa anche con alte persone, perchè merita l'attenzione delle donne e degli uomini. e' stata provocata dallla poesia forte e intensa di adriana, ma potrebbe continuare con altre poesie, che potremmo trovare proprio nell' Avventura della conoscenza, la stanza di V. woolf. Che cos'era infatti quella stanza tutta per sè che Virginia reclamava se non la possibilità di liberarsi simbolicamente dalla servitù domestica, il posto dove raccogliersi e scrivere? Quel posto che le donne non hanno mai avuto nella storia. solo una stanza tutta per noi. Grazie a tutti. a presto1

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  48. simplemente locura negra
    semplicemte follia nera.
    magnifica
    splendida traduzione di un momento...

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  49. Belle le parole su un tema che mi è sempre stato a cuore. Probabilmente perché da me vissuto in prima persona. Diversi sono i motivi per cui si approda all’anoressia. Tu hai colto un aspetto. Quello tipico. Quello di chi vede affiancarsi da un ideale di “bello” come oggetto. E si comincia a emularlo e ti ritrovi questa “amica” l’anoressia che sembra che ti accarezzi. Ma vuole solo la distruzione della persona. Con lei ogni volontà cessa e , senza farsi accorgere, lei diventa l’unica tua padrona. Ti adula, ti fa sentire bella. Ma è solo un sentire , la tua esteriorità rispecchia l’esatto contrario di quello che anelavi. Non ti rimane che abbandonare questa padrona, forse il solo vero “amore” può. Ma deve essere vero…

    Onid

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