lunedì 7 dicembre 2009

L'ATTESA di Sabrina Ludovica





(Dalì)












Mi distinguo per l'assenza
non evidenzio la parola
dileguo la mia presenza
in nebbiosi antri di coscienza personale
Purtuttavia
l'anima esige il suo sensato esistere
donato e ricambiato
privo di ogni inganno
e di cori che serpeggiano sinuosi
Giungo le mie mani
nella richiesta di un perdono
emettendo un urlo silenzioso
che mi risparmi una condanna senza appello
Resto in ombra
evidenziando i chiaro-scuri
dei miei sinuosi contorni
rannicchiata ai piedi delle mie parole
nell'attesa di quella luce
capace di fugare tutte le mie ombre







47 commenti:

  1. ondamentalmente per me la poesia è mettersi completamente a nudo. Far tracimare da dentro noi stessi le emozioni, le sensazioni, le paure e le angosce che ci attanagliano. Amo soprattutto la poesia che esprime sofferenza, malinconia e dolore perchè in esse ritrovo il mio vissuto di bambina tormentata, di adolescente incompresa e di donna inquieta che non riesce a vivere appieno il proprio presente, costantemente dissociata tra quel che sente nel proprio animo e ciò che vive nel quotidiano;
    2) la mia poesia L'Attesa è nata come un chiedere perdono a tutti per la mia timidezza e il mio atavico desiderio di sottrarmi dal centro della scena, timorosa dei giudizi altrui ma al contempo consapevole della necessità della condivisione delle mie parole con altre persone, poichè mi rendo conto che sin quando le mie poesie rimarranno circoscritte alla sola me stessa non porteranno a nulla, mentre la condivisione porta a scandagliare, tramite i commenti e le critiche (sia positive che negative si intentende), parti di me stessi tramite le parole degli altri.In sostanza quel che voglio dire nella mia poesia è che la mia persona è insignificante e passa inosservata, annullo volentieri la mia immagine e la mia presenza per lasciar spazio a ciò che ho di più prezioso la mia coscienza, la mia anima, il mio sentire amplificato e le parole che ne scaturiscono su cui l'attenzione voglio sia focalizzata, ed è questo che voglio onestamente condividere.
    .

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  3. Altrove dice Sabrina del suo senso dell'attesa. La sua poesia è un chieder scusa agli altri per la sua voglia di defilarsi, di starsene in disparte:



    La necessità di confronto con altri attraverso la condivisione delle mie parole, superando la mia timidezza e il mio voler stare sempre ai margini. Mettersi in gioco insomma, sottoponendomi al giudizio altrui, nella speranza che qualcuno apprezzi quel che ho da dire e la mia persona. Insomma la necessità di esistere in mezzo agli altri.

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  4. rannicchiata ai piedi delle mie parole
    nell'attesa di quella luce
    capace di fugare tutte le mie ombre

    E' lo stato di Sbrina, sentirsi rannicchiata, ai margini, in attesa di quella luce che le permetta un vero colloquio con gli altri. Noisiamo un colloquio, dice Holderlin. Mentre qui il poeta parla agli altr, ma non ha un vero colloqio. Parole perdute per l'evento che ogni giorno tentiamo di disabitare dietro le maschere in cui è dipinta l'ovvietà, incrostazioni di felicità, o recitate euforie.

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  5. ei ormai una poetessa da ricercare, leggere ed ammirare, Sabrina...
    E mi scuso per l'errore commesso poco fa... Succede... Vittorio

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  6. L'attesa non è mai resa dello spirito, ma meta di riflessione.Non è che un'ombra celata dall'inquietudine, che sfuma all'imbrunire del tempo.
    Spettacolare, complimenti Sabrina.Davide Cautiero

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  7. 'attesa una sospensione strisciante,un'arte,una malattia ,un
    bisogno prima dell'illuminazione.Grazie Italia

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  8. a frase "rannicchiata ai piedi delle mie parole" è di una bellezza straniante, che basterebbe quella per fare poesia. Condivido comunque il tuo desiderio di "assenza", il tuo impulso interiore di restare nell'ombra. Bravissima Vittorio

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  9. Evidenziare la tua presenza a volte ti sembra insignificante per cui hai il privilegio di annullare l'immagine e dare spazio alla tua coscienza. Sono momenti fondamentali di comprensione alle difficoltà altrui, anche se immeritate.
    Generosa, tendi la tua mano senza inganno nè pregiudizio.
    Attimi di amata solitudine, cerchi di focalizzare parole e pensieri che hai custodito nel cuor tuo, aspettando che arrivi la luce della saggezza, la scatola della prudenza Daniela Fenoaltea

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  10. Mi piace, l'apprezzo, è una bella composizione. Intravvedo una vena di sensualità, che tuttavia, fa fatica ad affacciarsi, in lotta, forse, con inutili scrupoli stilistici. Complimenti, comunque!Gabriele Prignano

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  11. oesia di mano esperta.Psicologicamente interessante Questa notte uno ha scritto sull'asfalto :
    Torna da me perdonami.
    Strana analogia sincronica che avrebbe molto interessato Jung.Gilberto Fanfani

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  12. Desideri d'assenza, parole sussurrate, sclfite. Tutto molto pulito e essenziale. Molto abilmente sottesa la speranza...

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  13. Una bellissima novita',
    brava,
    contentissimo di leggerti
    e ammirarti.....Massimo Bena

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  14. nella mia ultima raccolta c'è una poesia che porta lo stesso titolo. C'è sempre qualcosa che lascia un filo invisibile che nutre i contorni netti o sbiaditi di "quella luce capace di fugare tutte le... ombre". Brava e grazie per avermi reso partecipe. A presto.Rita

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  15. Un po' di "Depravazione"...Non guasta mai!
    Nei maschietti vengono talvolta definite " seghe mentali" ma, in una donna, non hanno assolutamente nulla di "Stonato"!Marco

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  17. Ludovica ... è splendida ... io vi leggo una ricerca più che un'attesa ... un tuo percorso interiore ... e quando sarà luce ... sarà ancora tutto più bello ... Grazie di avermi dato la possibilità di leggerti ...Maria

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  18. Molto evocativa e con la giusta dose di pathos; remissiva e banale, però, in "Giungo le mie mani
    nella richiesta di un perdono
    emettendo un urlo silenzioso
    che mi risparmi una condanna senza appello. Francesco

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  19. e inseme al nome hai cambiato anche il tono.
    io non credo che questo tono alle poesie, accresca il loro "valore", è molto prima che si scrivano che si decide cosa sono. ( per me)
    Molto bella la poesia, non ne avessi letta nessuna delle tue precedenti, direi: stupenda,ma ne ho lette altre, e proprio nello stesso pensiero, mi sembravano più vere, più sofferte, più oneste, nella stessa misura in cui non credo, che prega meglio uno rivolto a un crocifisso con le mani giunte.
    Perdona la mia sincerità. grazie per avermi invitato qui.Francesco

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  20. "Sto con le mie nuove parole
    come sulla spiaggia d'estate
    quando il sole non c'è"

    Bentrovata e grazie per l'amiciczia. Alessandra

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  21. L'attesa genera sempre ansia,al contrario in questa poesia di un candore unico, trovi una serenità eccezionale. Un porsi dell'autrice dignitoso e remissivo, per guardarsi dentro e scusarsi. E' solo padronanza dei propri mezzi, di un eccessivo mordere la propria coscienza, pr invocare un perdono discutibile.Per noi l'attesa è stata troppa per leggere i tuoi versi di una generosità traboccante dove pregiudizi e speranza sono accarezzati per offrirci ulteriore meditazione. Complimenti Sabrina, anche per le immagini e la musica scelte.

    Antonio Lanza

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  22. Marco mi sono cimentata in una modalità di scrittura che non mi appartiene molto ma che mi piace un sacco e che vorrei affinare... è un "prototipo" insomma. Sta di fatto che di fondo c'è un pensiero ben preciso che naturalmente non sto a spiegare (nulla di depravato ti assicuro) ma lascio a tutti la libertà di interpretare il mio pensiero.
    Grazie a tutti per il tempo che mi dedicate con i vostri commenti.
    Sbrina Ludovica

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  23. Molto evocativa e con la giusta dose di pathos; remissiva e banale, però, in "Giungo le mie mani
    nella richiesta di un perdono
    emettendo un urlo silenzioso
    che mi risparmi una condanna senza appello".F. Canu

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  24. Molto bella questa poesia, la seconda parte mi è particolarmente piaciuta, da:
    "Giungo le mie mani..."
    bella l'attesa di quella luce...!
    grazie, ti abbraccio ♥ Maria Savasta

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  25. nseme al nome hai cambiato anche il tono.
    io non credo che questo tono alle poesie, accresca il loro "valore", è molto prima che si scrivano che si decide cosa sono. ( per me)
    Molto bella la poesia, non ne avessi letta nessuna delle tue precedenti, direi: stupenda,ma ne ho lette altre, e proprio nello stesso pensiero, mi sembravano più vere, più sofferte, più oneste, nella stessa misura in cui non credo, che prega meglio uno rivolto a un crocifisso con le mani giunte.
    Perdona la mia sincerità. grazie per avermi invitato qui.
    Marco

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  26. L'attesa di un segno che faccia esplodere nell'anima di un'artista la certezza di percorrere la strada cui ambisce e, che per ora non riesce a vedere, perché quel che cerca è nascosto nel fondo del suo cuore ma lei...Non lo sa!
    Un bacione...M. Raja

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  27. e se le poesie fossero solo delle parole scritte da poesie?
    Non potresti diventare una poesia solo per scriverne una, e se fossi già una poesia, non ti cambieresti per scrivere diverso.
    bacio Sabrina, tu scrivevi già bellissime poesie, per me.Marco

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  28. a tua sincerità è estremamente apprezzata Romeo è ciò che voglio. Hai ragione. Questa è più costruita, pensata, direi quasi voluta. Lo spiego in un commento sopra, è una sorta di esperimento. E poi cavolo, Romeo, ma devo sempre soffrire come un cane per scrivere delle belle poesie ? :-)
    Ho un grande dilemma su cosa deve essere una poesia, magari un giorno ti chiederò consiglio.
    Sabrina Ludovica

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  29. mia dolce amica leggo solo ora....ma è come se avessi da sempre saputo!
    un bacio
    bravissima!Angela Olino

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  30. arissima come sempre sei splendida...ragionavo sul costruita o meno, perdonatemi ma il rianimatore che è in me e cerco di tenere fuori da facebook...ogni tanto prende il sopravvento e mira al concreto...E' INTENSA "." e basta e questo conta ...la legg,i ti entra dentro, gratta a scalfire muri che credevi di cemento armato e ti senti umano di nuovo...Grazie Amina Cara.
    Ma poi scusate, e qui parlo da balleria,...avete idea di quanto studio sacrificio prove richiede un perfetto passo di danza e il successo arriva quando lo esegui con leggerezza come se fosse la cosa più naturale del mondo.
    Sabrina (anzi Ludovica...che è un nome che adoro) sei un'affascinante ballerina ella poesi AVANTI COSì.
    P.S. come ti senti , raffreddore? Un bacio grande Alice Kilkenny

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  31. Leggo ora, Alice. La mia adorata prof.delle superiori, che mi ha fatto tanto amare le parole, ci raccontava spesso di sua figlia ballerina e di quanto sacrificio fosse necessario per raggiungere la perfezione nei movimenti. Quanto la perfezione viene eseguita in maniera tale da non far trasparire nessun tipo di difficoltà, anzi da far sembrare i movimenti semplici ed essenziali, allora vuol dire che si è raggiunta la perfezione. Dire a me che sono ballerina della poesia ... beh! è un enorme complimento. Ogni volta che ti leggo Alice sento come svolazzare tante farfalle e libellule. Sono sempre più felice di averti incrociata in questi sentieri virtuali e se i tuoi passi di danza ti porteranno a Torino fammelo sapere, sarà una gioia ammirarti volteggiare.
    Sabrina Ludovica

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  32. Gloria, Davide è un vero piacere leggere i vostri commenti. Grazie per il tempo che mi dedicate. Sabrina

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  33. ’ uno strano scritto il tuo. Direi magnetico e molto suggestivo. Il tuo lo trovo uno stile che stimola molto le immagini. Più che leggere è un po’ come assistere a un repertorio fotografico. Nella propria vacuità può suscitare immagini che ognuno vuole incontrare. Nel tuo scritto traspere un personalità alquanto egocentrica che si nasconde dietro una vana umiltà. Non evidenzi la parola, ma evidenzi il tuo messaggio in maniera dirompente con uun silenzio che non diventa chiarificatorio ma di sfida. Richiedie e pretendi un’anima pura e sai che la tua è totalmente macchiata e , forsetenti un riscatto attraverso il “puro” di turno. Il perdono che cerchi in realtà è la voglia di un riscatto che è interiore. Troppo istintiva per riuscirci. Troppo narcisista. Riuscirai quando smetterai di scrivere. L’adoro! Doni Onid

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  34. ... nell'attesa e nella speranza di qualcosa che non arriverà mai materialmente, ma che potrà arrivare solo dalla Nostra fantasia e dal Vostro bisogno di credere in qualcosa di ultraterreno... versi molto belli ma pessimo soggetto.
    Pino soprano

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  35. molto bella, mi piace leggerti: giungo le mie mani, restando in ombra, ma nell'attesa di quella luce capace di fugare tutte le ombre. Fantastica. Un abraccio

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  36. Ringrazio Gloria per avermi invitata qui e ringrazio tutti per i l'attenzione che mi state dedicando. Mi piacerebbe sapere da Pino a quale soggetto si riferisce per comprendere meglio la critica. Grazie.
    Sabrina

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  37. nella sofisticata atmosfera di Lìgeti e affascinati dalle ombre di Dalì, scorrono i tuoi versi, Sabrina, donando rare sensazioni, evocazioni, promesse, avvicinamenti e fughe.
    GENNARO

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  38. Grazie Gennaro, la fuga è per me spesso elemento fortemente tentatore ma insieme alla fuga convive il desidero profondo di tendere le mie mani e i miei pensieri verso chi è disposto a condividerli. La fuga nei mie pensieri e nelle mie parole la vedo come ultimo elemento di sopravvivenza.
    Sabrina

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  39. è bellissima questa poesia, e non conoscevo Sabrina, mi piace molto questa attesa nascosta che sembra implodere dal bisogno di trapelare attraverso colori in cui, di nuovo, rannicchiarsi, complimenti Tatyana Andena

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  40. Michelangelo Marson8 dicembre 2009 04:14

    Quando una Persona che ha il dono della Poesia
    ha la modestia e l'umiltà di aspettare per poi apparire con una lirica come questa e' solo perche' ha qualcosa da dire e dentro di se'
    e' conscia di regalarci qualcosa di veramente significativo ed importante !
    E questo e' il caso di questa bellissima e semplice poesia :un'esplosione d' Amore !

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  41. Sono veramente commossa per questi commenti dai quali mi faccio avvolgere come da una confortevole e calda coperta. Alcune volte le parole per venire alla luce hanno bisogno di profondi silenzi nei quali trovare riparo dal caos che ci circonda, insieme con la dovuta dose di umiltà. Io amo i miei silenzi tanto quanto amo le mie parole. Per questo ogni tanto son costretta a "sparire" per ritrovare me stessa, ma di questo me ne faccio una colpa, poichè penso che non c'è nulla di più atroce ed umiliante che lasciare senza una parola chi ci interpella. E' questo che esprimo nella poesia chiedendo di non essere condannata ma compresa.
    Grazie ancora. Sabrina

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  42. Poesia molto elaborata, ma soprattutto introspettiva; un modo di negarsi la parola per dedicarsi alla propria coscienza , in cui l'anima esige la possibilità di un esistere che può ricevere e dare , evitando l'inganno che, può arrivare in modo allettante dalla "folla". Molto interessante la contrapposizione "dell'urlo silenzioso" per chiedere un perdono non assolto dall'autrice, poco amante del materiale , in attesa di una luce, interiore, e rimane pertanto "rannicchiata" ai piedi delle mie parole".Musicale e molto profonda.

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  43. Molto interessanti tutti i commenti. Infatti la stessa Sabrina si sente accolta e avvolta da una coperta confortevole. Così dovrebbe essere sempre, essere avvolti e riscaldati dalle parole di chi legge e 'sente' la poesia. Grazie a tutti..

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  44. Il vuoto definisce il tuo essere (vuoto-pieno).Senza affanni.Ma la vita che attende, non invano,lo scambio di flussi ti nega il silenzio.Non c'è perdono per questa tua irreale fuga,perchè non c'è peccato,nonostante il tuo colpevole diniegarti alle parole.La tua sagoma non è ombra,ma emissione di luce pura,non troverai altra luce ad illuminarti se non la tua stessa vocazione al professar pensieri.Un inchino.

    Daniela Bisin

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  45. Grazie di cuore a tutti per le vostre parole. Le custodirò molto care dentro di me. Grazie a Gloria per la bellissima esperienza, che con non poco timore da parte mia, mi ha dato l'opportunità di vivere. Grazie grazie e ancora grazie.
    Sabrina

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  46. non aspettare nulla! ed anche se la tua luce è buio, è la tua, unica ed irripetibile!! denis

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