giovedì 10 dicembre 2009

SALSEDINE di Natàlia Castaldi




(Drappo poetico per N.C. di Roberto Matarazzo)






Salsedine

Non temo il pianto
in un velo di ruvida salsedine
tra ciglia e cime annodate
d'un marinaio senza stelle.
Nelle vele rigonfie
d’una infruttuosa giornata di pesca
coltivo le parole
degli spasmi e delle spire
d'un polipo sbattuto
fresco di mare e nervatura caparbia
in un morso di vita.







51 commenti:

  1. Ho avuto modo di conoscere la giovane Poeta siciliana Natàlia Castaldi nei modi estravaganti del percepire poesia (alta) in un sentire la Donna oltre il suo essere Poeta di sottile eleganza timbrica ed espressiva.
    Mi fulminò, ricordo, la lettura di una sua Lirica, Salsedine, che in questa sede riporto, che mi fece meditare nei dintorni di un tema che sto affrontando da anni di ricerca intellettuale, cioè la tematica della Grande Madre Mediterranea, del Femminino Ancestrale, della poesia al femminile metamorfosi dell’auscultazione profonda del proprio “io” femmineo in versi progressivi.
    Nacque, in questa mia percezione del Salsedine (ma anche di ulteriori sue composizioni), la imago Drappo poetico per N. C., tesa ad evidenziare in chiave contemporanea il mito ancestrale della Grande Madre Mediterranea, Donna che offre il proprio seno nudo agli astanti desiderosi di nutrimento sensorio da un lato, conoscitivo dall’altro: ma è il grande immaginifico dono che solo la Donna, la Donnartista, può offrire a chi vuole fluttuare negli spazî dell’ideativo del cosmopolitismo delle culture. La Donnartista del pezzo timbrico ha, quale unico vestimento, un drappo rosso_passionale su cui appaiono incisi versi vergati in un alfabeto inesistente, mitico, ma densi di un certo amoroso sentire la Poesia, il Femminile.
    r.m.

    RispondiElimina
  2. Ringrazio Gloria per avermi aperto le porte della sua dimora calda ed ospitale e ringrazio doppiamente Roberto per il dipinto che ha dedicato ai miei versi, qui accompagnato da un'analisi profonda ed affettuosa nella quale mi piace "vanitosamente" specchiarmi.
    Troppo buoni con me!
    grazie
    natàlia

    RispondiElimina
  3. Colpo di fulmine.Dire,che dire.Vitale,pregna piena di quel logos che rende ogni cosa mare e terra di uomini e cielo di dei.Qui prepotente la vita chiama.Natalia risponde nelle sue corde grasse di anima ricca e ridondante,lasciando il suo stile ad orma di un pensiero evidente(nervatura caparbia),personale.

    Daniela Bisin

    RispondiElimina
  4. Bella e "forte" questa poesia che parla di reti e pescatori, di salsedine e polpi con grande dimestichezza, propria di chi vive sul mare. Gli ultimi tre versi sono potenti e tenaci come il polpo che sbattuto a terra non vuole morire e cerca l'ultimo "morso di vita".
    Salvina

    RispondiElimina
  5. Meraviglioso incontro tra i versi di Natàlia Castaldi e i tuoi colori, Roberto. L'arte è anche miscelare e dosare, è nell'incontro con altre modalità e modi espressivi. Bravissimi
    Morena Fanti

    RispondiElimina
  6. mi ritrovo nella salsedine, nel mare, nel coltivar parole. Mi ritrovo anche nella malinconia che pervade tutte le immagini, in quel morso di vita del polipo che resta a terra, lì sbattuto, un po' come noi. e' la natura che si rivela alla donna nella sua segreta essenza e avverte i richiami degli elementi fondamentali , il mare, soprattutto. Ma noi non temiamo il pianto, tese con amore a sentire le parole, a inseguire un pensiero

    RispondiElimina
  7. Mi piacerebbe avervi tutti qui, voi che amate il mare, le parole, i suoni le immagini, adesso che vi ho trovati. Tutti,anche con il vostro velo di malinconia, la vostra ricerca continuadi modi nuovi e antichi di espressione dell'io, voi che talvolta naufragate nelle onde della vita, per ritornare di nuovo a riva ad assaporare la salsedine e l'odore della terra.

    RispondiElimina
  8. Immaginifico quadretto di marina genia che tratteggia abilmente uno stato d'animo del poeta.

    Gilberto Fanfani

    RispondiElimina
  9. beh grazie a gloria per aver ospitato la bravissima natalia e la mia imago..

    RispondiElimina
  10. E' sempre bellissimo scoprire quanto possano essere interconnesse arte visiva e poesia.
    Tu, Roberto, eccelli nell'interpretare la sensibilità di ciascun poeta.
    anche quello che facesti per me mi piacque moltissimo!
    Natàlia poi, è tra le mie preferite...Cristina Bove

    RispondiElimina
  11. Due occhi che parlano di melanconia, raccontano la poesia dei manti di nuvole e si assapora la profondità di un seno che allatta nuovi versi...molto bello tutto...Raffaella

    RispondiElimina
  12. Ottimo lavoro, complimenti ad entrambi.Marco Saya

    RispondiElimina
  13. Bella davvero, mi piace la scelta dei suoni, le ssociazioni delle immagini. Ho letto con curiosità e sorpresa le altre "cose" di Natalia. Interessanti. Della sua tela, Roberto, mi garba la rotondità, espressione della perfezione. La natura è spigolosa, salvo il globo terracqueo e l'uomo ha genialmente ricreato a partire da esso la circolarità. Io mi occupo per il mio dottorato delle grandi divinità femminili. Salute a tutti Vincenzo Antonio Scalfari

    RispondiElimina
  14. ed io arrivo tardi, ma come ti dissi già in privato, mi lasci senza parole e mi ritrovo in ogni colore, in ogni offerta, in quello sguardo orgoglioso e triste di donnartista che sa di mare e lava.... grazie Roberto, sei pittore di sensi.
    per sempre grata, natàlia

    ed a tutti il mio abbraccio felice e commosso.

    RispondiElimina
  15. Dalla Sardegna il Culto delle Acque e della Grande Madre Mediterranea sono stati per me fonte di ispirazione pittorica e di studio. Le mie origini siciliane (genitori di Messina) mi rendono idealmente vicina a Natalia e a Roberto in un abbraccio tra arte, natura e cultura. Mi piacerebbe conoscervi. E grazie per la splendida emozione....Se volete sapere qualcosa sulla mia opera pittorica "in tema" visitate il mio sito : www.serenafazio.it Serena

    RispondiElimina
  16. un'altra splendida magia....complimenti!! ♥ Irene

    RispondiElimina
  17. h se non fosse già così affollato "Parvula foemina"
    mi piace infatti moltissimo...Ileana

    RispondiElimina
  18. Meraviglioso! Roberto è un incanto! Complimenti a Natalia.Rita Pacilio

    RispondiElimina
  19. Guardando questa tua pittura e leggendo i versi di di Natalia Castaldi sento armonia e grazia.
    Bravissimo Roberto sei grande.
    Maria Pezzica

    RispondiElimina
  20. Drappo poetico, che bel titolo e colori! E i versi hanno un che di consapevole e pieno come intenso di donna, come marea, come di flutti battenti.
    Bravi sempre. Loredana Semantica

    RispondiElimina
  21. Ci sono donne eccezionali che sanno cogliere gli elementi della natura e farne unimmagine significativa. Il mare, la salsedine, il polito predestinato, mesi insieme con abilità, maestria non comune. Complimenti

    Antonio Lanza

    RispondiElimina
  22. non so a te, Roberto, ma a me i commenti dei tuoi amici mi stanno lasciando senza parole ed emozionata.
    anche di questo ti ringrazio e li ringrazio.

    natàlia castaldi

    RispondiElimina
  23. Roberto sei sempre così delicato nel tuo sentire, ed è così bello sapere che c'è qualcuno che sa rivestire corpi e idee femminili dai perduti drappi rossi. Nell'immagine c'è il Mediterraneo che risplende delle sue calde tinte e nelle parole di Natàlia, le azioni, dei flasch d'immagini e odori di quacosa che sento scorrermi dentro.
    Grazie ad entrambi
    Vi abbraccio
    Valentina

    RispondiElimina
  24. he bella sinergia! Due artisti che stimo tanto, una per le parole che sanno vibrare perchè toccano la nervatura caparbia parte costituente e comune alle donne che sempre sono abili coltivatrici di parole e (per questo?) mai temono il pianto! Davvero Natàlia mi ci ritrovo tutta! E poi Roberto che sempre riesce a cogliere l'essenza. Bravi. Un saluto carissimo ad entrambi. Lucianna

    RispondiElimina
  25. Amo la brezza, il mare, l'acqua salata.
    ..una volta quasi ci annegavo per colpa di un amore.
    Ciao Rob, grazie.Rosaria

    RispondiElimina
  26. Sinergia perfetta. Grazie Roberto
    RosaAnna Pironti

    RispondiElimina
  27. Sappiamo, Natalia, che tu hai cura delle parole, si vede, si sente. Nell'immagine del polipo tutti noi, mentre lottiamo per vivere, anzi per un po' di vita

    RispondiElimina
  28. Altrove natalia dice

    mi svesto del mio nome

    e volano le sillabe. Quasi a sottolineare una levitas nella scelta delle parole, un minimalismo lettersrio e lessicale, che rifugge da ogni ridondanza e enfasi lessicale. Tutto è sobrio e scabro, ma forte

    RispondiElimina
  29. e tutto qui per noi
    a sobillarci la stoltezza di scrivere prolissità
    nella pronunzia sorda del vento
    impigliato ai denti aguzzi delle stelle
    quando, lento, rimastica le ottuse ipocondrie del giorno Natalia

    RispondiElimina
  30. Non occorrono prolissità, nel vento sordo che trascina le persone. e che avverte la malinconia del giorno. Solo poarole dense e pregnanti per fare poesia Francesco

    RispondiElimina
  31. Ecce Homo o Ecce Poesìa? Un dubbio che sorge solo quando le due cose sono talmente vicine da confondersi l’uno nell’altra, come in questo caso.
    Natalia, tu forse non lo sai, ma per un attimo sei stata la Poesia. Noà

    RispondiElimina
  32. Grazie Natàlia per questa lettura preziosa e nitida, che non si “consuma” in una spiegazione ma abita la vita e chi si pone in ascolto.ferni

    RispondiElimina
  33. Grazie, Natàlia…Con te le sillabe diventano pietre preziose incastonate sulla faccia gioiosa di un foglio bianco che hai usato. Isabella

    RispondiElimina
  34. Roberto ha saputo cogliere e rappresentare, da artista qual è, la raffinata sensualità che pervade il testo, che si giova di realizzazioni metaforiche idonee a renderlo essenziale e insieme polisemico. Complimenti a entrambi!

    Teresa Ferri

    RispondiElimina
  35. Grazie Natalia per averci regalato con questi versi attraverso una bellissima scenografia marina:come la vita dei marinai, le vele cullate dal vento, le carezze della dolce brezza marina e dellacqua salata che sentiamo sui corpi, e tu o donna nel tuo essere dolce forte e speciale anneghi in questo mare il tuo dolore e come un polipo sbattuto a terra che si divincola si contorce, lotta per vivere: "stupendo"" come è stupendo il quadro di Roberto perfetta sinergia tra versi e pittura. Un abbraccio

    RispondiElimina
  36. stupenda poesia, poche parole in cui c'è tutto, c'è la pesca della vita, i frutti che non si raccolgono, il cuore che duole nelle reti restate vuoto, il vento che si impiglia nella vela di una barca sospesa nel mare. Complimenti, è un brano che fa respirare e trattenere il fiato
    Tatyana Andena

    RispondiElimina
  37. Oggi stamperò tutti i vostri commenti, voglio leggermeli uno ad uno con calma e conservarli tra i miei fogli, nel cassetto dei pensieri da custodire.
    sono commossa per tanto affetto ed empatia e non avrò mai parole sufficientemente degne per significare la mia gratitudine per Gloria e Roberto.
    un abbraccio d'onda a tutti,
    natàlia

    RispondiElimina
  38. ....adoro il mare..sn mediterranea!!!
    .. la tua poesia è un incontro di colori ..immagini ..calore..profumi.. tipiche della vita dei marinari...molto bella e profonda ...m ritrovo nei tuoi splendidi versi. Grazie..Carmen Pettinaro

    RispondiElimina
  39. Perfetto connubio tra l'immagine con il suo rubicondo drappo che avvolge la sensuale figura femminea ,ed i versi che rappresentano una rievocazione della natura, attraverso il mare, pregno di salsedine, mentre un marinaio senza futuro ,continua la sua arte...; azzeccata la metafora del polipo (Noi) di cui "coltiviamo" le parole, che ansima gli ultimi soffi di vita.E' molto triste ,ma significativa, viene colto l'attimo vitale!

    RispondiElimina
  40. Gabriele Prignano11 dicembre 2009 04:10

    Splendide, forti, raffinatissime immagini! Una poesia superba, matura, essenziale. Davvero eccezionale! E il dipinto, coi suoi tratti apparentemente ingenui ed i suoi colori è stupendo, comunicativo! Grazie ad entrambi! E grazie anche a te, cara Gloria. Questa è una bella sorpresa!...

    RispondiElimina
  41. Daniela Fenoaltea11 dicembre 2009 04:15

    Poesia contemporanea, in cui l'immagine che è vissuta in mare, da un pescatore, s'intreccia con i contrasti della vita che noi tutti viviamo.
    Essere caparbi, bisogna picchiar forte per ottenere un equilibrio e non lasciare che nessuno prevale su di noi. Complimenti!

    RispondiElimina
  42. La sensibilità di r.m. nell’accompagnare con la sua imago e con le sue sensazioni qui raccontate, ci fa addentrare ancor di più nei perturbanti versi di Natàlia.
    Perché perturbanti?
    Perché certo le immagini che ci suscita la sua lirica ci danno sensazioni contrastanti, allo stesso tempo di angoscia unita ad una spiacevole sensazione di confusione ed estraneità – familiarità.
    Spaventoso, angoscioso e familiare sono sicuramente termini ossimorici, se non addirittura apparentemente antitetici. Ma è proprio dal loro incontro nei versi di Natàlia che scaturisce quel che io qui definisco come perturbante e cioè non del tutto equivalente a spaventoso e neppure il contrario di familiare.
    Quel pianto iniziale (bello: “tra ciglia e cime annodate”, immagini che insieme danno presenza e funzione) ci dà angoscia, ma anche delicata disponibilità all’attenzione, all’ascolto, allo sguardo.
    Ci dà angoscia, certo, quel marinaio cieco (?) che perde l’orientamento, il riferimento di sé, perché gli è sottratta la visione delle stelle.
    Ci dà angoscia quella vita che palpita negli ultimi istanti che saranno anche nostro cibo e alimento.
    Ecco: cibo, alimento sono materni e femminili. Non esenti da dolore e fatica: “ruvida salsedine…spasmi…spire”, qui in un incalzare di suoni sibilanti e minacciosi.
    ...non so dir meglio, se non che aspetto di poter leggere ancora Natàlia.

    RispondiElimina
  43. Una bella poesia dove si sente non solo il sapore del mare, ma dove si avverte quella luce riflessa mista a salsedine sulla pelle del marinaio. Complimenti Natàlia, mi piacerebbe leggere altre tue poesie. Grazie.

    RispondiElimina
  44. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  45. questo di Manlio, più che un commento è una vera e propria analisi critica al testo e ne coglie molti (troppi?) aspetti che - spesso - cerco di celare nel dire non dicendo.
    chapeau!

    a tutti Grazie, di cuore, stupita dall'accoglienza (sono abituata a pochi commenti "in casa")

    RispondiElimina
  46. ... queste strofe, seppur scritte egregiamente, non mi appartengono... una vita è sempre una vita, vuoi di un polpo vuoi di qualsiasi altro essere... e sopratutto lo "sbattuto" rivela quanta materialità e poca sensibilità vi è ancor oggi nel mondo... una poesia scritta benissimo, ma con un mesto contenuto... grazie lo stesso...
    Pino Soprano

    RispondiElimina
  47. Signor Pino,
    posso accettare note critiche al testo dal punto di vista della forma, ma sinceramente non accetto note come la sua che ne fa una lettura quale specchio di "materialità" e "poca sensibilità" per l'immagine di un "polipo sbattuto", non perché sia corretto sbattere un polipo, ma perché il polipo viene prima morso in mezzo agli occhi e poi sbattuto... una pratica crudele, ma molto meno della mattanza dei tonni ad esempio o dell'infiocinatura del pescespada ...
    ma la cosa che mi procura reale ed epidermico "sdegno" è il finto moralismo davanti ad un "polipo sbattuto" e la superficiale disattenzione a temi come l'infazia derubata del suo "incanto", la poca attenzione verso i poveri vecchi e nuovi, l'intolleranza verso le piccole etnie, il fastidio davanti al mendicante ed al venditore di fazzoletti che "blocca il traffico ai semafori", i "Natali bianchi", le prediche cardinalizie sulle diverse nature e scelte sessuali, la depenalizzazione dei reati di natura fiscale (uno schiaffo a chi muore di fame ed agli onesti lavoratori), la mancanza della messa in sicurezza dei cantieri di lavoro e delle fabbriche, la politica espansionista di Israele, ... e potrei andare avanti per giorni ed ore.
    quella del polipo è una metafora di resistenza caparbia al male, al dolore, agli inganni delle stelle, ha sbagliato persona

    e le garantisco che mangio lattuga :-)
    natàlia castaldi

    RispondiElimina
  48. questa volta devo spiegare e precisare. Natalia ha ragione ne dire che una concezione del mondo non è argomento di critica del testo, ma io che conosco Pino, posso assicurare che è a favore della Palestna, che è persona che ha il sogno di un'umanità di eguali, contraria a tutte le discrminazioni e sopraffazioni. La metafora del polpo era di un'umanità che resiste, nonostante tutto, nonostante le resti un morso di vita. Questo l'abbiamo capito tutti. Almeno emerge da tutte le accurate analisi che ci sono state e per le quali ringrazio tutti i lettori.
    A te, Natalia, un grazie particolare per aver partecipato alla discussione sul blog, e per averci donato i tuoi sapienti versi, che io apprezzo e amo in particolar modo. Grazie a tutti

    RispondiElimina
  49. ... Cara Natalia... mi trovi d'accordo con tutte le cose che hai detto... evinco con gioia dalla tua risposta che siamo sulla stessa onda. Ho parlato di poca sensibilità che c'è "nel mondo" e non che tu l'abbia, proprio per tutte le cose che hai scritto prima. Ho solo apostrofato che mi dispiace che queste pratiche che tu giustamente definisci crudeli, siano perpetrate all'infinito. Il riferimento è alla mancanza di rispetto che "il mondo" ha verso tutte le forme di vita. Infine, sono convinto che le persone come te, che sentono il bisogno di scrivere in versi quello che hanno nel cuore ed altre che hanno il piacere di leggerle, difficilmente sono rozze e materiali...
    Saluti
    Pino Soprano

    RispondiElimina
  50. ne sono felice, Pino.
    avremo modo di approfondire le tematiche sfiorate in questi commenti, che per me sono motore necessario alla "poesia" come impegno e dovere civile e morale.
    grazie infinite,
    natàlia

    RispondiElimina
  51. Quanto amore per le terre di mare, quanta "sicilianitudine", che una conterranea come me, lontana dalla sua terra, non può che leggere se non con particolare attenzione. E nel polpo sbattuto e morso - allontanandomi dalle già sviscerate analisi - leggo una gran voglia di prendere a pugni la vita, di affermarsi, senza temere la ruvida salsedine, lacrime asciutte di un marinaio senza pianto.
    Una bella scoperta, Natalia, la sua poesia.
    Francesca Varagona

    RispondiElimina