martedì 19 gennaio 2010

ANSIMA L’ARIDO DESERTO di Adriana Scanferla


Lavoro minorile di Adriana Scanferla




Ansima il soffio dell’arido deserto
Sul lercio mercato di piccoli schiavi
Rapiti, alienati, strappati alle madri
Lagnanza di antichi ammassati su navi


Si gonfiano i teli agitati da brezza
Vele protese al confine spiegate
Allargano issano invitano svelano
Ghirlanda e lode a misere derrate

Bagliore del sole che a picco ricade
Incide a terra l’ombra calpestata
Caldo rovente, acuti aghi di sabbia
Trafiggono rughe su fronte sudata

Cani smorti randagi rovistano
Sassi e lattine di birra consumata
Mosche nere picchiettano il muso
Di putrida carcassa lacerata


Donne velate scansano indecise
Eco di foschi fantasmi spogliati
Marea di ventre agita il rimpianto
Esistenza inghiottita sogni strappati





36 commenti:

  1. Adriana, complimenti: nei tuoi versi mirabili si intrecciano quasi pittoricamente l'eco della tragedia degli emigranti, lo strazio delle madri e il destino di un continente reietto.
    CARLA DI NAPOLI

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  2. Perfetta....incisiva, forte, intensa....grazie- LUISELLA
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  3. Come l'Inverno stende un gelo nei cuori ,..là dove paradossalmente il Sole splende più che mai!!
    Grazie Adriana per aver esposto l'aridità di quel problema!
    Aurelia Castelnuovo

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  4. Cara Aurelia : il gelo in Africa è un paradosso stupendo...
    Adriana Scanferla
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  5. Infatti anche l’ arido deserto ansima di cuori... respiri così affannati..di chi urla ma non viene ascoltato...di chi viene calpestato ,plagiato, oltraggiato...e si parla si parla si parla....convegni planetari...summit internazionali...ma alla fine è li in quello stesso deserto che si affonda la testa per non sentire più quell’ ansimare che corroderebbe le coscienze....Grazie Adriana ..bellissima poesia
    ANGELA RAGUSA

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  6. Grazie, Adriana.
    Cruda, quasi una non poesia. TERESA

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  7. E' vera poesia invece, quella che con la parola nomina il mondo e lo fa ex-sistere, lo fa passare da semplice cosa presente a manifestazione che ci sta a cuore e che ci riguarda. Che poi il mondo sia lercio e alienato, non è colpa del poeta.
    Brava Adriana, un abbraccio. Erica

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  8. Cani smorti randagi rovistano
    Sassi e lattine di birra consumata
    Mosche nere picchiettano il muso
    Di putrida carcassa lacerata
    Scene desolanti per questa dura poesia di denuncia. Mon poteva essere detta con parole diverse, dal momento che il tema del mercato dei piccoli schiavi è una vergogna per paesi civilizzati e non.Si chide con un bellissimo verso:
    Esistenza inghiottita sogni strappati

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  9. Cara Erica- Ricambio l’abbraccio. Erica tu dici che è vera poesia e io ti ringrazio,ma tu sai che quello che mi preme è altro. Diritti umani, diritti civili, le mille, mille cose dette nelle stanze chiuse (una volta fumose) della politica, mai avverate se non in minima parte.
    D’altronde se nessuno ne parla , niente esiste, tutto rimane invisibile.

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  10. ... grazie Adriana, versi scritti tristemente bene. Mi ricorda come per l'uomo possa essere misera cosa la persona...
    Pino Soprano

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  11. Pregevole poesia fanopeica per vivide immagini cariche di emozione.Si consiglia però l'uso di enjambement che ne renderebbero ottimale l'apprezzamento,così il ritmo appare troppo sacrificato e la lettura poco sciolta.Provare per credere,cara e sensibilissima Adriana

    Gilberto Fanfani

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  12. Brava Adriana, sembri quasi l'inventrice dello stile necessario. Colpita!

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  13. E' un pannello straordinariuo, mirabile, si vede l'arte e la tragedia, la compassione e la disperazione. Noi non facciamo abbastanza e ce ne rendiamo conto quando leggiamo versi così.
    Anonio lanza

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  14. Cara Angela hai ragione, alla fine tutte le migliori intenzioni politiche (amesso che ci siano) dei convegni internazionali si devono arrendere davanti alle fredde leggi dell'economia che è in massima parte gestita da privati.
    Chi detiene il potere economico decide dove e come far affluire i flussi di denaro.
    ADRIANA SCANFERLA

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  15. Condivido in pieno quest'ultimo pensiero e apprezzo tantissimo la poesia, anche se cruda.
    La poesia, o l'arte in genere, dovrebbe servire a sublimare la "sporcizia" dell'essere umano, per elevare il suo spirito alle alte sfere celesti, tramite il "bello"...
    ma credo che rimanga a discapito di ogni singolo artista scegliere se prima di condurre alla sublimazione non sia forse il caso di affondare totalmente negli strati più profondi (quelli in cui il pianeta si trova al momento) per poi poter risalire...
    grazie Elisa

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  16. Hai colto nel segno Elisa, anzi mi aiuti a comprendere me stessa.
    La poesia è cruda perchè io ne sono fuori,osservatore esterno che rifiuta di farsi coinvolgere dal sentimento, (ecco allora forse il senso di “non poesia" di Teresa), perché solo osservando i fenomeni in maniera distaccata non ci si fa sviare da retorica, pietas , comunicazione asservita.
    Come un chirurgo (“affondare totalmente negli strati più profondi”),affondo il bisturi nel marcio, cerco di farlo uscire allo scoperto, con le immagini che spero di suscitare vorrei smuovere le pance più che la ragione, ormai troppo addomesticata.

    Adriana Scanferla

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  17. Carica di immagini...e quando le parole ti rendono l'immagine ...brava brava

    Mariagrazia

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  18. Uno scenario spaventoso descritto in tutta la sua infelicità dal tuo talento che riesce, sotto forma di struggente poesia, ad immergerci nell'abisso senza contorni di questo qualcos'altro terribile non molto lontano da noi. Una disperazione che non è più nostra propensione a farcene carico. Poesia come denuncia. non facile e scomoda. Brava per il coraggio! Paola Casulli

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  19. Grazie. ADRIANA, con ritardo... ma spero di essere in tempo per esprimerti l'apprezzamento forte..in particolare in questi giorni di notizie sconfortanti. Non comincia bene l'anno..ma per te trovo un augurio speciale, destinato a chi fa uso della propria sensibilità per reagire, contribuendo a rendere più attenti tutti noi, con la carezza delle tue parole. Luisella Favetta
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  20. Un pugno nello stomaco ed alla coscienza.
    bella! Luce Fabbri
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  21. Una nota che trafigge, che inghiotte commozione e rabbia. Elena
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  22. Dura, vera, bella! Teresa Ferri
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  23. Una forma ineccepibile per come strutturata che parla dello strazio e della cattiveria dell'uomo su creature innocenti.
    bella, forte..piaciuta moltissimo.
    Danilo Carli Stranich

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  24. Quando la poesia diventa reale e un po difficile commentare,aspre verita ke non danno spazio alla dolcezza,ma sfogo collettivo ke imprigiona sogni alterati da ingiustizie.purtroppo ancore arrugginite si incastrano tra rocce,infiammando cuori.E spazio nn c e ne x sole ke da calore ad anime in pena......grazie molto toccante ....angela castello

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  25. Daniela Fenoaltea19 gennaio 2010 08:32

    Piccoli schiavi, strappati alle loro madri. Ammassati e lasciati marcire dentro le gabbie, dai loro padroni, come animali. Bambini clandestini, che non arriveranno mai a destinazione e altri soffocati dal duro lavoro..
    Rovistano immondizia. Incubi i loro sogni...
    Mi piace l'impostazione, bellissima!!! Ciao Adriana!!<3

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  26. Maria Isabella D'Autilia19 gennaio 2010 09:00

    Tra tutti gli orrori di questa giostra perversa e impazzita che è il mondo, i versi di Adriana affrontano uno dei più atroci...la deportazione di piccole creature dalla pelle diversa, e in quanto tali considerati "a perdere", verso destini-incubo, da gironi infernali oltre ogni immaginazione dell'orrore...
    E le notizie su questo ignobile e tremendo traffico sono inghiottite nel carsismo comunicativo, da cui ogni tanto emergono, ma senza suscitare dure azioni a bloccarlo, a combatterlo realmente ed efficacemente, ma senza andare oltre superficiali scalfitture nelle coscienze di quella parte di mondo narcotizzata dall'opulenza o dell'altra parte annichilita dalla povertà...
    E allora forse è davvero compito della poesia parlare con i toni giusti alle menti ed ai cuori...e la poesia di Adriana lo fa con rabbia, commozione, pena, amore...Nei versi i toni sono davvero quelli giusti.
    E' una poesia che fa male perché deve fare male, scuote perché deve scuotere...e scuote con un alto e raffinato e sapiente uso delle parole, scelte perché davvero non solo possano narrare, ma possano evocare e far vivere a chi legge l'atroce cammino da inferno a inferno peggiore di creature il cui destino è segnato dall'esser nati con la pelle "sbagliata" nel posto sbagliato di un mondo cinico, crudele, folle, rapace...
    Come non dire, quindi un grazie ad Adriana per versi stupendi che davvero, come lei stessa dice, come bisturi affondano nel marcio per farlo uscir fuori, perché non continui la sua opera putrida, dolorosa, distruttiva

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  27. Grazie care amiche, cari amici, avete saputo esprimere con parole migliori delle mie la sofferenza di tanta parte del mondo.
    Bambini schiavi, di questo volevo parlare,bambini nati quasi per caso e spesso usati dalle famiglie come merce di scambio.Non ho mai sopportato chi idealizza la povertà, anche se so esistere una povertà dignitosa.
    Ma la miseria ,la fame "nera" porta solo violenza e degrado, non sono beati gli ultimi della terra ma solo dei dannati. E ben lo sanno tutti coloro che si prodigano,missionari e volontari, preziose gocce nel mare dell'indifferenza.
    Cosa può fare una poesia? Molto poco, ci si interroga un attimo e tutto ritorna al ritmo normale di una vita piena di contraddizioni.
    Poi succede un terremoto e le immagini ci rimandano, la voce ci racconta di situazioni veramente estreme di degrado e umanità ferita, rabbiosa, dolente.
    Adriana Scanferla

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  28. Brava Adriana. La tua capacità di mettere in versi il "sociale" dimostra la capacità che hai di SENTIRE e cosa non da poco di toccare anche gli animi di chi legge.
    Paola

    P.S.: non so, il video, ha qualcosa che non mi piace...mi sembra occidentalizzato. Avrei preferito vedere l'Africa vera...ma forse non me ne intendo

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  29. complimenti davvero bella, fortemente sentita, Donne velate scansano indecise
    Eco di foschi fantasmi spogliati
    Marea di ventre agita il rimpianto
    Esistenza inghiottita sogni strappatita.

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  30. Adriana ha una sensibilità particolare per i temi sociali e sa raccontarli molto bene.Perciò tutti hanno partecipato con interesse alla lettura e all'analisi di questa poesia bella,ben strutturata e di grande valore umano e poetico. Grazie a tutti,carissimi che seguite il blog. Grazie Adriana per averci dato momenti di partecipazione e di solidarietà a un tema così grave e inaccettabile come la sofferenza di piccoli esseri umani votati al sacrificio e allo sfruttamento perverso da parte del mercato globale e dell'imperialismo. Tutto questo non accenna a diminuire, anzi, crea sacche di separazione sempre più vaste tra ricchi e poveri, tra un Occidente sviluppato e i 'dannati' della terra.

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  31. Grazie Gloria per il tuo commento e sopratutto per la tua denucia infavore di chi ha poco o nulla.
    Non ne farei nemmeno una questione di pelle, tutti abbiamo visto le enormi sofferenze degli ex-sovietici e degli ex-jugoslavi conseguenti alla caduta del muro di Berlinoe al disfacimento del cosidetto "socialismo reale".
    Non sto difendendo ne mi ergo a giudice di nessun sistema ma tutti possiamo vedere come il caos e la mancaza di regole certe provocano l'oppressione dei violenti e dei furbi a scapito dei meno organizzati
    Adriana Scanferla

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  32. Bellissima, anche la metrica che usi è affascinante, dodecasillabi poco usati nella poesia italiana ma dal ritmo avvolgente e molto moderno (quasi "rappante").
    Massimo Giola

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  33. Adriana è stupenda .... da quando ti sei data alla poesia e sei anche bravissima . Complimenti e baci
    Monica Stevic

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  34. Gabriele Prignano20 gennaio 2010 07:10

    Sul ritmo avrei qualche incertezza. Non mi appare adeguato alla gravità e alla solenne imperiosità del contenuto. Ma ha importanza questo? Leggo qui una poesia che, sostanzialmente, fa onore a chi ce la offre. Una denuncia? Certo! Ma soprattutto versi scarni, antiretorici, essenziali, che non parlano solo alla ragione, ma al cuore, ad un profondo senso di umanità, di giustizia. Si chiede, si vuole il rispetto dei diritti umani. E nessuno di dica impotente: possiamo urlare, tutti. Meglio, se riusciamo a fare arrivare il nostro orrore e la nostra indignazione attraverso versi come questi.
    La tensione ideale che si avverte è forte e costante e si resta in attesa dell'esplosione finale...che non arriva, perché tutto è già stato detto, tutto è già dentro questi versi che paiono non curarsi di imbellettamenti vari.
    Troppo serio è l'argomento!Grazie.

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  35. gRazie Gabriele contavo sul tuo intervento e sul tuo contributo alla discussine. Ti abbraccio, come abbraccio tutti

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  36. Un grazie a tutti gli amici e amiche che hanno voluto portare il proprio contributo a questa discussione.
    E' importante che ognuno di noi faccia sentire la propria voce in questo mondo così ottuso e sordo.
    Un merito di "Poeti Clandestini"che io definisco "circolo letterario" è di non fermarsi solo alla rappresentazione poetica, per quanto vitale possa essere per noi tutti ma di affrontare anche tematiche che generalmente vengono rilegate al solo ambito della politica agita dal sistema economico.
    Un grazie particolare a Gloria e un abbraccio collettivo
    Adriana Scanferla

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