lunedì 25 gennaio 2010

DICEMBRE AFOSO di Gabriel Lure


(Lucien Freud, Leigh on a Green Sofa)
mi prende
di spalle e tutto muove
questo silenzio
mentre tu fai
l'amore con un altro
che non sono io, guardo
il tuo corpo come
un cieco che
immagina l'orizzonte,
cala una lacrima su
questa maschera, il
rumore si spezza
quasi un aquilone
nella brezza, t'accorgi
dei miei occhi abbandonati
nel caminetto, orme di
sguardi ed un volto
coperto, non più trucchi
né ombretto, solo cenere
e dolore, per un attimo
che ti ho lasciata
sola, m'hai scavato la
fossa nel nostro
letto 





32 commenti:

  1. Reale,carnale ,vera sofferente.
    Finalmente un'amore non idealizzato ma vissuto a stretto contatto d'epidermide. Bravo
    Sofia

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  2. Voglio morire da solo non di solitudine o almeno morire nel cuore del mio amore del mio infinito amore. La poesia è come l'amore,è il costante creare dal nulla che spinge l'uomo a creare nuove risposte ai propri dissidi interiori.La poesia non è musica,non è pittura,non è scultura,arti sublimi ma passive,la poesia è attenzione,è immedesimazione,è il volo attraverso l'anima d'un altro fino a divenir proiezione di tutto ciò cui inconsciamente aneliamo.La poesia è dinamismo allo stato puro,ma, a differenza delle altre sublimi arti,bisogna indossarla quanto lasciarsi indossare.Può essere un nugolo di polvere come un controllore di volo,un'edicola votiva quanto una tomba,può essere madre e può essere meretrice,può essere amante oppure puttana.Sta a noi scegliere d'esser scelti,per non lesinar il bisogno di perderci quanto di ritrovarci.Per me la poesia è tanto la mia solitudine quanto l'unica compagnia consona alla mia anima,il resto è mero passaggio,quanto un verso od un andare a capo.Dare un titolo ad una poesia è come limitare la sua essenza,una poesia su d'un fiore,può chiamarsi liberamente"rosa"o"crisantemo"o"al fiore",ma se qualcuno si veste di quei versi,può indossarli in un'altra percezione,che non è forzatamente quella dell'autore quanto della sensazione che voleva il medesimo instaurare con il lettore,cioè la propria e,come un vestito,non calza nella medesima foggia su ogni corpo,ne aggrazia alcuni ,ne deforma altri.
    Gabriel Lure

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  3. Gabriel è l'abbandono alla vita,un lasciar vivere emozioni e trascendere fino a diventare tutt'uno con la poesia stessa.E' dimostrazione di fragilità estrema ,ma anche paradossalmente di forza.La sua poesia è scevra di forme ricercate e obsolede,ma ha una intensità tonale veramente unica.Io leggo le sue parole e vedo il suo dolore.La mia è si una lettura empatica,ma Lure riesce sempre a trasmettere con pochi tratti salienti anche complesse distorsioni emotive.La sua forma all'apparenza discorsiva traccia lingue sapienti di giorni trascorsi,senza mai omettere la definizione precisa del proprio male di vivere,ed è uno scontrarsi con la propria solitudine esistenziale,con il proprio passato presente più che mai.Pochi riescono a dare le tinte forti che Lure definisce così bene,senza scadere nel banale.Lui ci riesce,e bene.Ciao Gabriel grazie ..sempre

    Daniela Bisin

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  4. Silvia Capecchi rende davvero bene l'idea, di quanto può ferire il tradimento, di quanto l'anima poi rimanga a lungo sconvolta dal dolore..grazie per aver condiviso con me la tua poesia!

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  5. Roberta Bargioni condivido le parole di Silvia..si legge il dolore in ogni riga,ma anche la voglia di ricominciare....grazie per avermi resa partecipe

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  6. Francesca Ancona Bella complimenti Gabriel...molto interessante la tua stesura oltre all'intensità del contesto, potrebbe essere un buon testo musicale black...sì lo immagino
    Grazie

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  7. Rosa Cassese interessante poesia introspettiva ed indagativa, il forse rende più umano e vulnerabile il dubbio, che per me, è fede ardente!

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  8. ... finalmente una mera prosa, crudelmente reale, che vive di vita vera. Ma l'autore... resta passivo dinanzi all'evento o reagisce in qualche modo?
    Grazie, Pino Soprano

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  9. forse le risposte le avremo davvero quando saremo morti.
    molto particolare questo andare a capo. spezzetta il respiro
    Morena Fanti

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  10. claudia Toto
    Bella! Mi ici rivedo proprio nelle tue parole.

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  11. Spesso ci guardiamo dentro ed è bello farlo, scopriamo dubbi e sensazioni che sono comuni, ma non ancora scoperti. Ci rendono più umani e arricchiti spiritualmente per poi esprimersi con questi versi
    antonio Lanza

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  12. Molto bella semplice, scorrevole ma profondamente sentita, sa di fascino e mistero. Spesso quando ci analizziamo ci poniamo una serie di domande con dubbi e incertezze e nn sappiamo dare una risposta, ma il fatto stesso di porceli ci dimostra che dentro di noi cè la presenza di una forza spirituale al di sopra di noi.
    Nicoletta Bossone

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  13. Anonimo ha detto...
    Un silenzio struggente mentre si prova dolore per un corpo che riceve amore altrove, un corpo che si immagina, non si rifiuta. Qui la grande magia dell'amore che riesce anche a perdonare, perchè solo amando e perdonando il volto, il corpo continuano ad essere nella visione, nel cuore. La disperazione, la delusione. un attimo che ti ho lasciata hai scavato la fossa nel mio letto. Metafora sublime, anche se pregna di delusione.

    Antonio Lanza

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  14. Complimenti!!! versi davvero profondi e toccanti sembra di vivere in prima persona il dolore dovuto al tradimento, come una pugnalata che trafigge il cuore: per un attimo che t'ho lasciata sola mi hai scavato la fossa nel letto. Stupendo il dipinto. Grazie. Nicoletta bossone

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  15. Mi piace commentare con le parole dell'autore sulla sua concezione della poesia:
    Voglio morire da solo non di solitudine o almeno morire nel cuore del mio amore del mio infinito amore. La poesia è come l'amore,è il costante creare dal nulla che spinge l'uomo a creare nuove risposte ai propri dissidi interiori.La poesia non è musica,non è pittura,non è scultura,arti sublimi ma passive,la poesia è attenzione,è immedesimazione,è il volo attraverso l'anima d'un altro fino a divenir proiezione di tutto ciò cui inconsciamente aneliamo.
    Con la poesia si esce per un attimo dal proprio io, , e la poesia crea come l'amore crea l'altro da sè. Come l'amore può salvare. Ma l'amore uccide anche: m'hai scavato la fossa nel letto

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  16. Antonio R Scognamiglio . .è struggente.
    Grazie Gabriel per aiutare me e tutti i Friends a riflettere usando la sublime poesia

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  17. Maria Pia Monicelli Non sempre è facile "aprirsi"..e ci cosumiamo ....

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  18. Maria Pia Monicelli Non sempre è facile "aprirsi"..e ci cosumiamo ....

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  19. anche la metrica strozza la poesia,un poeta non deve volgersi ad altri,se non a se stesso,non deve rimanere un solo verso in mente a chi legge,ma tutto il contesto ed il contenuto,quale pretesto per riflettere riflettendosi attraverso il tutto.siamo tutti copie conformi o meno d'altri,non ci sono poeti che prediliggo quanto che detesto,ho letto di tutto e di tutto m'è rimasto abbastanza per potermi scegliere ulteriormente ogni volta e non sceglier gli altri per moda,seguire le mode non mi si confà tanto quanto crearne.nessuno è genio quanto poeta,siamo tutti poeti o geni,quanto ognuno è lo stupido di qualcunaltro.per me la vita è poesia e le difficoltà della vita possono essere tanto quanto una rima baciata o un verso privo di senso nel suo contesto.il mio fine qualora ce ne fosse uno è condividere con gli altri,ciò che il mio esistere può percepire attraverso me stesso e metterlo in comune ed in comunione con gli altri,l'arte deve essere scevra da pecunie,soprattutto la poesia.è somma verità soggettiva a cui ognuno di noi nella fattispecie arriva e come esperienza esistenziale deve essere condivisa con gli altri,per evolvere l'umanità nella medesima spera(speranza).quelli che inseguono le chimere bramose delle pecunie vanesie(la popolarità e la notorietà) non sono artisti per quanto mi riguarda,ma solo mercenari di sapere che si svendono per edonismo ed auto esaltazione.certo a volte la vita ,premia alcuni a discapito di molti,ma credo che quei"molti"fanno la differenza perchè sanno scegliere aldilà delle mode,perchè fanno parte di quelle minoranze che constano solo di se stessi e non vogliono omologarsi,vivendo di passioni fino a morire nel loro mondo utopico di sogni.ecco io scrivo per me stesso,quanto per gli altri"me stesso"che decidono d'incontrarmi incontrandosi,il resto(inteso come la notorietà e la pecunia) lo lascio agli altri,perchè preferisco dispiacere che piacere forzatamente,dal dolore si cresce,dal piacere si soccombe e come diceva uno dei più grandi,qualora ci fosse un più grande fra i medesimi:"Dai diamanti non nasce niente........Dal letame nascono i fior".grazie a tutti per la pazienza ed il tempo che mi avete dedicato,vi auguro di scoprirvi scoprendomi e di creare un infinito indefinito dentro voi stessi a scapito del mondo che vi circonda,qualunque esso sia.buona lettura

    Gabriel Lure

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  20. Tradimento che colpisce silenzioso alla schiena e getta in un attimo a soqquadro un mondo di tenerezze e valori che si credevano guadagnati per sempre.
    Scorre il filo della vita come lacrima che lascia traccia di sé,nulla è per sempre, ma noi continuamo ad illuderci…
    Non più sguardi complici ma ormai estranei,le maschere dei volti corrugate in smorfie di dolore, le mani che cacciano le lacrime lasciano segni di cenere…la fiamma è ormai spenta.
    L’impudicizia di questa donna che tradisce nello stesso letto dove è stata amata, diventa imperdonabile agli occhi di lui, non ci sarà rossetto o moine femminili che potranno far scordare l’impronta “dell’altro”sulle lenzuola.
    Molto bella Gabriel, intensa e convincente.
    Anche la musicalità riesce a sottolineare parole tra le righe.
    Spero di rileggerti presto
    Adriana Scanferla

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  21. ..la trovo molto reale ..sentita ..dolorosa..nn è da ttt ammettere "certi dolori". sopratt condividerli...i miei complimenti Gabriel..coraggioso!!
    stupendo qnd dici: dai diamanti nn nasce niente...dal letame nasconi i fiori"..un abbraccio... Carmen Pettinaro

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  22. Daniela Fenoaltea26 gennaio 2010 01:17

    Sofferenza; Delusione; Perdono.
    Tradimento sofferto senza alcuna reazione brusca, solo l'abbandono di se accompagna l'umore cupo. Senza rabbia, gli sguardi s'incrociano estranei all'emozioni...
    Il silenzio vuol dire, in questo caso, capire il perchè si è stati delusi. Esso diventa la tua amante che coccola e assorbe l'amarezza subita. Attimi di smarrimento.
    Precisa la chiusa: "m'hai scavato la fossa nel nostro letto". NOSTRO LETTO: Mi ha colpito. Questa è dettata dall'immensa comprensione e rincorsa al perdono. Tradimento che non può finire con tanta amarezza.. Bravo, bellissima!!

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  23. Versi forti,crudi,netti e intesi, espressi con un ritmo martellante, che penetra sempre più in profondo e avvilupa l'anima...un "grido" di dolore silenzioso coivolge più di qualsiassi altra cosa...L'elemento "sorpresa" di lei che amoreggia con un altro è punto indispensabile di altri riflessioni nutriti inevitabilmente da una forte sofferenza e delusione.
    complimenti Gabriel e complimenti inmancabili alla nostra Gloria, per questa straordinaria iniziativa.
    Edda

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  24. Un senso tragico impregna la scoperta, forse ogni scoperta. La forte suggestione promana dall'accenno ad "una maschera", che sia pur viso ingombrato di "trucchi" e di belletto. Sono le consegne che ci diamo da noi stessi ragguagliandoci alla vita, mentre immaginiamo i "nostri orizzonti" alla maniera dei ciechi. Si schianta l'estasi quando un corpo amato si denuda e si offre ad altri in concessione, come quando i nostri sogni accarezzati si rivelano come trappole in agguato. E quel che è peggio è che (spesso) il dileggio, più che lontano da ogni soglia d'esperienza, affronta le nostre creature (che sino pur visioni) proprio nel luogo in cui son nate. Così diventa tomba ogni sorgente ("m'hai scavato la fossa nel nostro letto"). Ecco la tragedia che svela l'impotenza, avviluppata in quello sguardo sperduto, inghiottito (quasi divorato)dal fuoco del "caminetto"
    Vi vedo questa metafora, sapientemente e brillantemente trattegggiata dall'Autore. Di più una sensibilità sopraffina che si approssima, e ben si accosta ,ad un'alta poesia.
    Complimenti Gabriel
    Leopoldo Costabile

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  25. grazie a tutti!!!grazie soprattutto a Gloria e la sua pazienza nei miei confronti!
    la passione come l'amore logora tutti,in questa mia parlo di un amore finito male,un amore amaro che lascia l'amato abbandonato a se,il tema del tradimento m'ha sempre affascinato,un delitto e castigo proporzionato agli intenti.quando la coppia scoppia sappiamo bene tutti che la colpa non è di uno o dell'altro,ma di entrambi,il fine ultimo è l'abbandono,il mezzo da giustificare è la coppia.mi piace molto mistificare,star in equilibrio sull'ombra dei capelli,sperando di cadere a volte ed a volte sperando di rimanere labile come quel bilico fragile che ci appartiene.la poesia è sempre personale ed è anche riflesso di chi la scrive;è più facile identificarsi con essa,se non è volta ad una persona in particolare,la poesia(creazione dal nulla)è volta ad un io ideale quanto egocentrico quanto endocentrico,tutti siamo poesia come ho scritto ed ha riportato sopra Gloria,dal pescivendolo al vate,lo siamo tutti.
    in un mondo dove tutti si sputtanano in televisione a colpi di gossip,i poeti prima di tutti si son messi a nudo,non per pubblicizzarsi,bensì per mostrare quella fragilità che la società cela per amor proprio,la vera forza sta nel mostrarsi umani e non super uomini.l'oltre uomo è colui che abbraccia il sublime contemporaneo privandolo dell'apoteosi del contesto super umano,siamo tutti eletti se ci mettiamo in sintesi con gli altri,dobbiamo a nostro modo accettarci,prima di accettare il confine morale che ci rende liberi nella schiavitù altrui!
    ringrazio tutti davvero,la mia disgrazia è l'impossibilità ad accedere ad internet con facilità,molti potranno pensare che me la tiro,la verità è che mi collego da un internet point che mi dissangua abbastanza economicamente,ma pur di condividere con gli astanti,son disposto all'emorargia economica,amo parlar e soprattutto ascoltar gli altri,sono come le mie poesie,vissute ma senza senso,disordinate ma placide nel contesto!!!grazie di cuore...........
    Gabriel lure

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  26. E grazie a te , Gabriel, che hai espresso chiaramente il tuo sogno di solidarietà umana, che poi è solidarietà tra poeti, cioè tra coloro che mettono a nudo le proprie fragilità e i conflitti interiori nellaa ricerca dell' 'umano' Giusto, molto giusto. Anche secondo Nietzsche il superuomo non è chi va oltre l'uomo, ma l'umano troppo umano.

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  27. ..quanto terribile dolore..scritto con la delicatezza, profonda, di una piuma intrisa nel sangue..di qualcuno che ci appartiene, ma che si è dato a un altro, un corpo nostro, il nostro confine, spiarlo volar via.
    Complimenti..Tatiana Andena

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  28. gridare un amore a senso unico,sordo e ki ti prende alle spalle,scolpisce il dolore con ascia nel fuoco,sentori,sapori.amare agonie.Sropri,ortica irritante,alleviare un morire senza morire......Angela castello...UN GRAZIE SPECIALE....

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  29. Maria Isabella D'Autilia26 gennaio 2010 10:49

    Mi ha colpito molto la poesia, mi hanno colpito, moltissimo gli interventi dell'Autore...Gabriel dice:
    Voglio morire da solo non di solitudine,o almeno morire nel cuore del mio amore, del mio infinito amore. La poesia è come l'amore, è il costante creare dal nulla..
    E leggendo i suoi versi, le sue parole traspare come tutto quel che dice Gabriel è poesia, tanto è connaturata a lui...
    I suoi versi scendono come lacrime, si spezzano come singhiozzi dell'anima, in una sorta di onomatopeicità metrica con le emozioni che la pervadono.
    Versi forti, senza sbavature o concessioni a orpelli e divagazioni, crudi come i tumulti agonici di un'anima sofferente dolente amareggiata per il tradimento...un mal di vivere atroce, concentrato nella dimensione di un corpo, quello amato, che fa l'amore con un altro, nella dimensione di una stanza, di un caminetto, dove, abbandonati, giacciono gli occhi di Gabriel, nel letto, ancora considerato "nostro", dall'autore in cui l'amta ha scavato per lui la fossa.
    Mi piacciono questi versi, particolari, vibranti, in cui tutto il pathos si avverte con forza e con altrettanta forza penetra in chi legge...
    Spero di leggerne molti altri ancora, Gabriel

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  30. Ringrazio tutti. Un abbraccio particolare a Maria Isa,che riesce sempre a farmi riflettere e a sentire in maniera più vibrante la poesia presentata,che nelle sue parole assume un sapore forte e duro, tanto è penetrante la lettura che ne dà. Un abbraccio Maria isa

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  31. rinnovo i ringraziamenti a tutti coloro hanno scorto qualcosa di diverso dal mio scritto!grazie per il vostro tempo e la pazienza che dedicate all'analisi del mio testo!come sempre grazie a gloria!che se pur febbricitante si da da fare per noi e la nostra passione di scrittori e poeti.grazie
    gabriel lure

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  32. Crudele,introspettiva,sconvolgente,intensa.Ogniverso trasuda dolore e mistero.Il silenzio incombe nell'empietà di un atto,mentre si consuma un tradimento e,con esso,cocente delusione ed amara,disperata constatazione.Un attimo e un amore si è dissolto.Unica traccia:una fossa in un letto.
    Ren

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