giovedì 28 gennaio 2010

THE FALL (BASAGLIA A 180°) di Eroma Mdm

  di Eroma Mdm


Chi è giunto alla linea dove cessa la follia
e le goccie di pianto si mutano in sostanza e sguardi?
C'è chi si perde in labirinti di stelle, le imprigiona nelle sue illusioni
ci genera una forza che ridiventa origine e la sua piena sostanza lo colma
e riempe ogni curva dei suoi silenzi!
Vogliamo rivestirli nuovamente di camici bianchi
e sporadicamente andargli incontro
con in mano un ramo di rose insanguinato
e un calice macchiato di cenere
...andargli incontro...
con una mela e una candela
perchè in loro sappiamo c'è una sala buia
un candelabro rotto ,un comignolo che attende l'inverno
e una colomba messaggera
con un numero che nessuno sa legger più 180/78'







50 commenti:

  1. 13 maggio 1978 Viene ribadita in modo netto la necessità e l’obbligo (concreto ed etico) di chiudere i manicomi, per costruire l’intervento di cura "nella" comunità, costruendo in essa un sistema integrato di risposte ai bisogni di salute mentale.
    Oggi invece, proprio in Italia, qualcuno cerca di andare contro tali indicazioni, lavorando per cambiare la legge 180/78, non ci stiamo, stiamo con chi ha visto da troppo tempo e troppo a lungo i diritti negati e rubati. E che ora sta faticosamente e con difficoltà avvicinandosi ad essi, cominciando ad esercitarli, con il rischio di tornare indietro, un passo indietro sia nella propria vita, a livello individuale, sia nella storia di tutti, collettiva.
    "Il governo, ribadisce l’intenzione di mettere mano al sistema della legge Basaglia".

    Eroma Mdm

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  2. (PROSEGUE EROMA)

    Vorrei parlare a quanti, di fronte al rischio di cancellazione della legge 180, vogliono assumere posizioni di equilibrio neutrale, riconoscendo (e chi non la riconosce) la sofferenza che vivono le persone con disturbo mentale e le loro famiglie e la chiusura dei manicomi come causa di quella sofferenza. A quegli amici che dichiarano ideologica ed utopica la 180 e che sono convinti che i malati di mente, così li chiamano senza imbarazzo, vanno collocati in luoghi dignitosi che, per carità,non diventino «lager»
    Non c’è imbarazzo nelle tue affermazioni perché pensi al dolore delle famiglie, perché pensi all’evidenza di troppe risposte mancate. Perché, "come me", pensi di avere a cuore il destino delle persone con disturbo mentale. Eppure se tu avessi potuto attraversare, gli ultimi trent’anni della storia psichiatrica italiana, forse qualche sicurezza la perderesti. E proveresti imbarazzo perché quella legge (che io temo tu conosca poco), con un gesto assolutamente semplice e «umanamente comprensibile», con un semplice atto di giustizia, ha restituito a quelle persone ridotte a «matti da legare» lo statuto di cittadini, il diritto ad esistere dentro quel contratto sociale da cui erano stati definitivamente espulsi in modo del tutto improprio, anche se «giustificabile» per la cultura scientifica del XIX secolo.

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  3. (PROSEGUE EROMA)
    Perché, oggi in Italia, grazie a quella legge, i soprusi che i malati e le loro famiglie continuano a subire, sono riconosciuti per quello che sono: ingiustizie che, proprio perché esiste quella legge sono finalmente riconoscibili come tali. Le persone ancora legate ai letti, le porte chiuse, le mortificazioni corporali, gli abbandoni intollerabili sono gli oltraggi a quel diritto di cittadinanza, che oggi, quando viene violato o negato, genera imbarazzo, obbliga a nascondersi, a trovare scuse. E allora faresti fatica a liquidare così in fretta la questione, pensando a una malattia che ancora si ritiene invalidante perché non si sa di che cosa si sta parlando e ci si fida di parole di cui non si legge il significato. Proveresti imbarazzo perché avresti visto troppe persone «dementi» riaversi, rimontare, rimettersi a parlare di sé, di te, di tutti noi, rimettersi a guardare oltre il muro dietro cui la psichiatria aveva sepolto vive le loro storie. Conosceresti molti uomini e donne che oggi lavorano, hanno una famiglia, svolgono compiti di responsabilità, frequentano i teatri, i cinema, leggono, scrivono, giocano a calcio. Insomma amano fare le stesse cose che tu ami. Avresti visto che le persone con schizofrenia guariscono, e vogliono vivere e si battono per non essere mai più discriminate.

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  4. (PROSEGUE EROMA)

    Voglio che la gente capisca che io sono proprio come tutti gli altri. Sono una persona e voglio essere trattata come tale. Nessuno dovrebbe pensare dimettermi in una scatola con l’etichetta» ha detto con commozione Nadia, a un convegno delle associazioni di persone con disturbo mentale. Solo perché non sei stato lì, allora, continui a non sapere che quella sofferenza che chiamiamo «malattia mentale» non risponde ad alcun decorso inesorabile, ma che ben diversamente si gonfia, si piega o si frantuma a seconda di come la si guarda, la si ascolta; di come ci si avvicina a chi vi è rimasto intrappolato. Che la malattia mentale non è un’entità granitica, un’evidenza biologica, un’ipoteca irreversibile sulla condizione umana. Che le ferite, le storture, i sobbalzi dell’esistenza di questi uomini e donne assomigliano ai nostri, che quel dolore ci riguarda ed è comprensibile, come lo è tutto ciò che appartiene all’umanità che è in noi. E solo dato che non sei stato lì, continui a ignorare che la malattia si nutre dell’abbandono, della violenza, dell’incomprensione, eppure riesce a stemperarsi fino a sfaldarsi quando il diritto di cittadinanza che quella legge oggi sancisce si tramuta in appartenenza: nel diritto di esistere, abitare, lavorare, avere relazioni. E che oggi non è più possibile spacciare la violenza, l’usurpazione, il controllo per pratica terapeutica perché c’è sempre, da qualche parte, qualcuno che finisce per smentirlo: un operatore, un volontario, un sindaco, una madre, un fratello, un semplice cittadino che sa. Una persona che chiede aiuto, che pretende di parlare, di capire, di essere ascoltata. Che chiede ostinatamente di guarire. Un padre o una madre che pretendono un figlio da amare e non qualcuno di cui avere paura, qualcuno di cui disfarsi, una povera cosa da abbandonare altrove.

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  5. (PROSEGUE EROMA)
    smarrimento della «scientificità psichiatrica» perché avresti incontrato i suoi cedimenti mille volte. Riconosceresti che l’inguaribilità e la cronicità nascondono l’incapacità della psichiatria di vedere i propri limiti e l’inerzia che le impedisce di inventarsi strategie nuove e diverse. Avresti visto Servizi di Salute Mentale fasulli, inesistenti, grotteschi nel loro disimpegno, nella loro sciatteria, nella loro stupidità; e ti accorgeresti della falsità di chi intende far ricadere sulla legge la responsabilità di questi fallimenti. Ma avresti visto anche centri di salute mentale territoriali funzionanti, residenze comunitarie, gruppi di convivenza diffusi in tutte le regioni italiane e sapresti quanto è stata ricca e faticosa la costruzione di una alternativa all’internamento, alla deprivazione, all’abbandono istituzionale, al bisogno di relazioni che le persone finalmente manifestano.
    Avresti incontrato migliaia di maestri, educatori, accompagnatori, attori, imprenditori, scrittori sempre molto motivati che hanno dato vita alle cooperative sociali: esperienze che sono oggi uno strumento irrinunciabile di emancipazione, di rimonta che meglio dovrebbe essere conosciuto e alimentato. Riconosceresti che, nei fatti, una legge quadro, come è la legge 180, ha avuto a Trieste, nella nostra regione e in molti altri luoghi in Italia applicazioni pratiche esemplari. E ti fideresti di quanto segnala l’Organizzazione Mondiale della Sanità che indica l’esperienza del nostro paese come uno dei pochissimi eventi innovativi nel campo della psichiatria su scala mondiale.
    E per questo diventa ancora più colpevole la disattenzione dello stato e dei governi locali nel corso di tutti questi anni. Riconosceresti così anche quello che manca: investimenti materiali e risorse umane finalmente adeguati, stimabili intorno a quel 5% della spesa sanitaria da destinare alla salute mentale. Da anni ormai lo richiedono tutte le associazioni e gli stessi governatori regionali. Un impegno tangibile da parte delle regioni per rafforzare le reti dei servizi comunitari, attivando centri di salute mentale aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e residenze comunitarie come da vent’anni succede a Trieste, per popolazione ed aree definite; un’azione di vigilanza perché i servizi ospedalieri di diagnosi e cura, i servizi dell’emergenza, non siano situati nei sottoscala degli ospedali né diventino bunker inesorabili e terrificanti. Un’assunzione di responsabilità da parte del mondo accademico per garantire un insegnamento coerente con il modello di organizzazione dei servizi che il nostro paese ha individuato e cerca di realizzare. Il coinvolgimento degli enti locali perché promuovano programmi di formazione e di inserimento lavorativo delle persone con disturbo mentale, soprattutto i più giovani. Tutte cose già possibili grazie alla 180 e al progetto obiettivo.

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  6. (PROSEGUEN E CONCLUDE EROMA)

    Forse allora sapresti tutto questo che non sai perché troppe volte si è dimenticato di chiamarti in causa. Di farti vedere che cosa è davvero successo. E così tu hai visto soltanto l’abbandono delle persone in nome di una libertà che era solo indifferenza e arroganza. Hai visto la supponenza dei tecnici, le negligenze delle amministrazioni, la miopia dei politici. Hai incontrato mille volte la falsa coscienza di una democrazia che si elargisce facilmente a chi ci assomiglia molto, a chi è forte e ha il potere. Ma che si concede con riserva a tutti gli altri soprattutto a chi si è convinti di dover diversamente considerare. Come la persona con disturbo mentale e la sua famiglia, che più di altri rischiano di perdere contrattualità, potere, credibilità, ascolto, comprensione. L’irruzione della malattia mentale fa perdere soggettività, rende debolissimo il diritto e finisce per giustificare interventi al limite della legalità, soprusi, gesti violenti. La legge 180 ha voluto impedire che questi gesti banali e drammaticamente automatici avessero legittimità formale, avessero autorità giuridica.
    «La libertà è terapeutica» ,ma riconoscere questa cittadinanza e questa libertà, che la legge garantisce formalmente, non significa credere che queste persone siano già libere, a dispetto degli innumerevoli condizionamenti affettivi, cognitivi, relazionali, sociali che la loro sofferenza e lo sgomento che suscita portano con sé. Significa invece, aiutarle a diventare libere.
    Come vedi è possibile riproporre tutta la questione senza nulla di assoluto e di ideologico. A una condizione però: che le persone con disturbo mentale continuino ad essere considerate cittadini. Persone come tutte le altre, la cui dignità e il cui valore devono costituire un limite invalicabile per l’operato delle organizzazioni, delle tecniche, delle amministrazioni. Se perdessimo questa rotta, come sembra minacciare il vento controriformista, si finirebbe per spostare tutele e garanzie dai «matti» e le loro famiglie ad una piatta ed anacronistica difesa dell’ordine sociale, per proteggere in realtà la supponenza e gli interessi dei mercati e delle lobby professionali. Legalizzeremmo di nuovo la violenza e l’abbandono da cui già ora, con tanta difficoltà, devono difendersi le persone con disturbo mentale e le loro famiglie. Una miriade di persone che, nonostante la 180, devono battersi quotidianamente contro tanti nemici, spesso lontani e invisibili, ma sempre molto più forti di loro. Ministri, politici, tecnici, sindacati, amministratori locali, giudici, preti, giornalisti, uomini comuni che troppo spesso le hanno considerate oggetti, pensando che non avessero niente da dire, negando sempre le loro storie. Condannandole ad un’estraneità irreversibile.
    Chiudo citando il nostro eroe vero e prorio:
    « La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere »
    (Franco Basaglia)

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  7. La follia che nutre il mondo in folta schiera,coi suoi poeti,artisti, guerrieri; avanguardie spericolate tracciano per sé e per noi un sentiero di luce tra le aggrovigliate liane di questa foresta che chiamiamo vita.
    La follia dei molti diseredati trattenuti fino al collo nel fango appiccicoso della palude che chiamiamo emarginazione.
    Ci fu un Profeta, capace di guardare oltre il loro corpo martoriato e di vedere lo splendore dell’anima perforare i camici bianchi.
    Tutti abbiamo in noi una sala buia, un tetro fantasma che teniamo silenzioso e addomesticato.
    Fidiamo mai si svegli perché il mondo mal lo sopporta e ci rinchiuderebbe fantasma e corpo.
    Ci fu un Profeta, ebbe comprensione e pietà, e consapevolezza del cerchio profondo della vita.
    Si chiamava Franco Basaglia e spalancò le porte di Mathausen.

    Grazie Eroma hai saputo cogliere con parole delicate e vere il dramma di tanti sempre più isolati.
    Anche dalla piena applicazione della legge 180 passa la battaglia in difesa della civiltà di oggi e di domani.
    Adriana Scanferla

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  8. Eroma ha lavorato su questa legge, esprimendosi con tutte le sue doti e capacità personali. Da vero intellettuale multidisciplinare e multiartitico ha anche spiegato bene in che cosa consiste l'importanza di Basaglia e della sua legge. Mai più entreranno persone nei lager manicomiali,dove si spogliano di ogni caratteristica individuale, e vencono trattate da minori,inferiori,senza dignità. Pertanto regrediscono e molti perdono anche la capacità di esprimersi e di sognare.

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  9. son passati più di 30 anni, ma c'è ancora da cambiare l'atteggiamento della gente nei confronti del "diverso". e nel frattempo nuove ideologie politiche cavalcano questo argomento, applicandolo a nuove diversità e facendone la propria arma di terrore.
    stiamo tornando indietro, su questa e su tante altre cose. l'unico strumento che abbiamo è quello di portare a CONOSCENZA DI TUTTI che le cose sono diverse da come ce le presentano e ce le vogliono far credere.
    Patrizia Vaimer

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  10. Assunta D'aversa quello che ho letto mi ha inchiodato...ed è così...l'internamento aveva solo portato ad emarginare persone di cui non si sapeva trattare. Si, veri e propri limiti della psichiatria.
    Assunta d'Aversa

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  11. in seconda persona, di una creatura DI CUI non posso rivelare il nome,ma molto vicina al mio cuore, in una cosidetta casa di cura che hanno sostituito i manicomi per le urgenze.....eroma le persone entravano che stavano male e dopo tre gg si cagavano e pisciavano addosso e giravano con i pannoloni che uscivano ... Mostra tuttodalle mutande..non si ricordavano piu' dove fosse la loro camera ...NON SO CHI GLI rubava tutto; SOLDI VESTITI OGGETTI.. e alle donne piu' belle facevano punture tranquillanti che le intonTIvano e COSIl POTEVANO FARNE QUELLO CHE VOLEVANO ....CAZZO DIMMI DOVE STA LA 18O DOVE CAZZO STA..?..CHE QUANDO UNO VA UN PO' IN CRISI TUTTI TUTTI LO CONDANNANO ...SI ALLONTANANO ...NON GLIENE FREGA UN CAZZO E LO PRENDONO IN GIRO TUTTI ANCHE I FAMILIARI....IO HO DOVUTO MINACCIARE D'UCCIDERMI DAVANTI A QUELLA MERDA DI CASA DI CURA PERCHE' SPOSTASSEREO QUELLA PERSONA DALL'INFERNO...VOLEVO DENUNCIARE LA COSA Ma mi hanno detto che i potenti mi avrebbero distrutta ...ho chiesto aiuto alla Bresso e mi ha risposto che aveva troppi impegni e di sciverle una email....porco bastardo mondo eroma a nessuno gliene frega un cazzo se la gente sta male UN CAZZO.!..ALLA FINE SONO STATA MINACCIATA CHE SE CONTINUAVO A DARE FASTIDIO AVREBBERO RINCHIUSO ANCHE ME IN QUELLA STRUTTURA DEL CAZZO....IO PER AVER AIUTATO QUELLA PERSONA SONO STATA PUNITA DAI MIEI FAMILIARI...DA MIOMARITO ...HO SOFFERTO COME UN CANE HO URLATO AL MONDO LA MIA SOFFERENZA....MA SOLO SILENZIO DESERTO.....NIENTE ALTRO..mi hanno dato ..QUESTOMONDO MI E' ESTRANEO...MA AMO LA VITA..!..QUELLA PERSONA E' TORNATA NELLE MANI DEL SUO AGUZZINO E IO STO MORENDO DI RABBIA.....VORREI DELLE VOLTE UCCIDERE...PERCHE' ALLORA ALMENO PER I MEDIA FAREI NOTIZIA E STA GENTE DI MERDA MI ASCOLTEREBBE.... SCUSA EROMA STO PIangendo come mai...e non vedo cio' che scrivo..SOFFRO DA MORIRE...CREDIMI Giovanna Imperi

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  12. cara Giovanna!
    ho il cuore gonfio di pena... per amici preziosi che furono
    per amici come te che ora soffrono, e per molta gente che vive in quell'argine!
    "oh Eroma, ti basta un'illusione per farti coraggio!?!"
    credo che ci sia un nemico che si nasconde ,si mimetizza tra le piaghe delle coscienze addormentate, nelle pubblicità di realtà falsificate, poichè a tanti sta bene tacere verità ,pilastri di un'economia vincente....
    Ma quanti dovrenno ancora soffrire? impazzire?
    Una cosa la sò però Giovanna ,"ti sono simile"...
    perchè nessuno di quelli che legano le ore e che conservano governi col fumo; traffici, mercati
    muoverà mai queste mani con i loro fili...
    Eroma
    E non lascerò questa strada di crudeli dei con occhiali e pelosi carnivori con libri e grosse tarle... penso a quest'epoca che è passata "30anni"... sostituita co altra nebbia artificiale, nuova pelle su stesse ossa, stessi occhi
    stesse mani sul mondo!
    Questa è la mia strada, le termiti logoreranno anche i miei libri, ma essi poi saranno polvere saggia...

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  13. NON SO SE TI E' ARRIVATA LA MIA EMAIL. MA MI RIPETO. TI RINGRAZIO DI QUELLO CHE DICI. POCHI SI SOFFERMANO A PENSARE E GUARDARE LA SOFFERENZA E PENSANO CHE IL MONDO SIA UNA GIOSTRA E LA VITA UN MODO DI OTTENERE E BASTA .NON MUOVONO UN DITO PERCHE' QUALCOSA CAMBI..MA.SI LAMENTANO DI QUESTO E DI QUELLO SOPRATTUTTO DI FUTILI COSE...NON SANNO CHE ...... Mostra tuttoSI PERDONO IL VERO SENSO DI QUESTO VIVERE: IL MONDO E' SOLO IL PARADISO E DOBBIAMO FAR DI TUTTO PERCHE' OGNUNO NE ABBIA BENEFICIO..E LA VITA E' UN DONO MERAVIGLOSO D'AMORE DIVINO ..MA TANTI SI PERDONO LE ALBE E I TRAMONTI...solo per dormire.
    Giovanna Impieri

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  14. la follia è in ognuno di noi...se comprendiamo la nostra...riusciremo ad accogliere quella degli altri!
    Silvia Calzolari

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  15. Emy Qui Bravo Eroma Mdm! La poesia è un'arma potente che arriva diretta al cuore di tutti senza intermediari, e quando diventa portatrice di denucie sociali, per guardare i problemi in faccia, senza nasconderci, da all'umanità la possibilità di comprenderli e superarli, per un mondo migliore

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  16. Lucrezia Caprara Ricci GRAZIE.....DI AVERMI RICORDATO....L'IMPORTANZA DELLA 180....A VOLTE CI ARRABBIAMO PERCHE' QUESTO STATO NN FA NULLA PER AIUTARE LE FAMIGLIE DEI DISABILI PSICHICI, PER I QUALI LE CURE SONO A CARICO DELLE FAMIGLIE E I SERVIZI SOCIALI FANNO POCHISSIMO PERCHE', CRONICAMENTE A CORTO DI PERSONALE QUALIFICATO PER QUESTE PATOLOGIE........NON RIESCONO A ... Mostra tuttoDARE SUPPORTO AI FAMIGLIARI.........CERTO E' CHE LE CLINICHE ED I "VECCHI" "MANICOMI" NON ERANO SICURAMENTE LA SOLUZIONE GIUSTA.....ANZI .....OGGI CI SONO I CIM CHE AIUTANO COME POSSONO ED IN BASE AL POCO PERSONALE CHE HANNO....CI AUGURIAMO CHE LE LOTTE DEGLI ANNI 70 E LE TANTE BATTAGLIE SOCIALI CHE ABBIANO ALMENO... PORTATO UN AIUTO......VERO
    Lucrezia Caprara Ricci

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  17. Come al solito, Lucrezia, in alcune regioni i centri hanno funzionato e creato progetti interessanti di vita, alloggi e comunità Parliamo dell'Umbria, La fondazione di Clara Sereni, che si collega all'Asl, In Puglia, Toscana, Veneto, Trieste, ovviamente. E a febbraio c'è una grande congresso del DSm diretto da un allievo di Bsaglia dove si discuteranno altri nuovi progetti. I soldi ci sono, costano più I manicomi e TSO ripetuti.

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  18. Superficialità,indifferenza,cinismo....Sono i primi gradini della discesa dell'uomo,verso la peggiore delle follie:La follia del male che si esprime anche nel rimanere sordi e impassibili di fronte al dolore degli altri...
    Giovanna ,ti abbraccio.....
    Maria Cattaneo

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  19. Guarda, la poesia è bellissima, tenera e scabra insieme, davvero toccante, bello il quadro, interessantissima e da condividere la nota. Cosa posso dirti?Bravo! E sono d'accordo.
    Maria Cristina

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  20. La risposta a Giovanna è di Eroma Mdm

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  21. queste parole che hai espresso Eroma "Mario", sono di grande impatto emozionali, viscerali, sono carne ed occhi che inducono ad alzare le braccia forse al cielo per alcuni, forse per proteggersi ad altri, forse per reagire in fine lo so solo per pochi, ma almeno gli hai risvegliato dentro, e mi hai risvegliato dentro una inconsapevolezza dei fatti.. ed ora non possiamo avere più alibi di non sapere e di non agire.
    Io ti ringrazio di essere come sei e di alimentare un essere in noi avvolte molto sconosciuto ma percepiente dell'esistenza poichè credo innato.
    Julien Weller

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  22. « Dal momento in cui oltrepassa il muro dell'internamento, il malato entra in una nuova dimensione di vuoto emozionale ([...]); viene immesso, cioè, in uno spazio che, originariamente nato per renderlo inoffensivo ed insieme curarlo, appare in pratica come un luogo paradossalmente costruito per il completo annientamento della sua individualità, come luogo della sua totale oggettivazione. Se la malattia mentale è, alla sua stessa origine, perdita dell'individualità, della libertà, nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell'internamento. L'assenza di ogni progetto, la perdita del futuro, l'essere costantemente in balia degli altri senza la minima spinta personale, l'aver scandita e organizzata la propria giornata su tempi dettati solo da esigenze organizzative che – proprio in quanto tali – non possono tenere conto del singolo individuo e delle particolari circostanze di ognuno: questo è lo schema istituzionalizzante su cui si articola la vita dell'asilo »
    (Franco Basaglia, 1964)

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  23. Nell'anno 1978, ho avuto il piacere di conoscere il prof.re Franco Basaglia, in quanto mi trovavo a Bolzano per motivi di insegnamento e lui venne a fare una conferenza scolastica; spiegò in cosa dovesse vertere la sua legge a tutela e difesa dei "minorati psichici",e della dignità e legalità da restituire a chi ne fosse affetto ,o purtroppo,sarebbe potuto incorrere.Egli, col sorriso sulle labbra li chiamava "folli" non pazzi, perchè diceva che la follia è in ognuno di noi, proprio perchè voleva sdrammatizzare , il concetto di "pazzia", come annientamento momentaneo o transitorio della capacità intellettiva, che poi, è tale per noi, ma nel loro circuito cerebrale è un ragionamento valido,anche per il fatto che ognuno di noi , può essere folle per un altro che la pensi diversamente o che viva diversamente .Era convinto che non serve il "Ghetto", inteso come manicomio, specie nel passato, con i metodi dell'elettro-shock o altro che servisse a sedarli e farli divenire pazzi sul serio, se non lo fossero.Ne rimasi affascinata dal suo modo convincente e chiaro, nelle asserzioni,in qualità di chi andava sperimentando i nuovi metodi,allora ,non compresi , però apprezzai molto la sua innovazione, sia perchè ero giovane e spensierata, non prevedendo che di lì a poco, mi sarei ammalata di depressione e per chi non riesce a discernere, vide in me , una "folle " da curare e commiserare...,e poi, perchè mi avevano inculcato, non tanto in famiglia, ma nel sociale, la paura del "pazzo e del "diverso" e delle probabili reazioni.Quando nel 1986, mi recai ad Arezzo, in qualità di membro di Esami di Stato, mi resi conto dei frutti del discorso Basaglia e dell'efficacia della sua legge.La scuola era collocata nei pressi di un "nosocomio" libero, dove i nostri simili, con problemi di difficoltà intellettive, erano lasciati liberi di uscire, passeggiare, fare la spesa, affacciarsi ai balconi e parlare... ricordo una signora di nome Teresa che il giorno mi aspettava per salutarmi;mi accorsi che loro hanno bisogno di attenzioni, affetto, ma soprattutto dignità, perchè è un diverso modo di vivere , in quanto momentaneamente o in modo definitivo, pur con qualche spiraglio, hanno perso la dimensione della "nostra" realtà, ma non la loro.La cosa che ricordo, è il sorriso di cui si illumina il loro volto, quando qualcuno li degna di un'attenzione...Io, dico si alla legge Basaglia, alla sua conservazione ,al suo adattamento ai tempi e rifuggo da qualsiasi altra forma di "internamento" per non piangere su di una moderna forma di discriminazione...perchè la nostra società apparentemente sembra buonista, vuole liberarsi di tutto quello che sembra "ingombrante " e "molesto".Prego, gli organi di governo preposti, a rivedere la legge e migliorarla, perchè tutti siamo saggi e Pazzi!

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  24. si la gegge 180 non deve esser ne strapazzata ne sostituita, anche perchè è un esempio di come si lottava un tempo per i diritti civile e umani!
    andrebbe rimodernata ai nostri tempi senza però calpestare le sue ideologia
    grazie Eroma
    Simonetta P. Valente

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  25. abbattiamo quei luoghi, ho visto anch'io uomini perdersi li dentro, cedere giorno dopo giorno ,lasciandosi andare lentamente all'incuria, all'isolamento, alla nostalgia
    che ci mettevano chi avrebbe dovuto accudirli dentro uova dove poi fermentava la scnfitta.
    Grazie a questo blog, spero la notizia si diffondi il più possibile, mi impegnerò anch'io nel farlo.
    Facciamo si che le nostri voci siano grida, canti voli, cascate
    Nina A. Smith

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  26. Il disagio mentale è guardato ancora con paura e con ignoranza da parte di molti. Quando si capirà che è una malattia alle stregua delle altre, che si può curare soprattutto con l'affetto e la competenza delle persone giuste, solo allora si risolverà il problema. Per ora la legge migliore è la Basaglia che va seguita, attuata, migliorata, se possibile, non certo ignorata e vilipesa.
    Grazie Eroma per la tua poesia e la tua sensibilità.
    Salvina

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  27. La legge va attuata ,ma non capisco che significhi rimodernata. Bisogna fare attenzione alle parole. So dovrebbero attuare progetti e strutture che già Basaglia aveva previsto. Comunità con spazi per attività creative, per musica ballo, teatro, ceramiche. Ma bisogna solo saperle attuare perchè i soldi sono stati stanziati nelle asl e nei dsm. Dunque lo spirito della legge offre spazi apert. Allcune regioni attuano progetti e altre no. Perchè?

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  28. La nostra realtà è percezione soggettiva.Bisognerebbe sempre ricordare questo,quando si definisce e si giudica una "diversità".L'omologazione sociale ad un modello di "normalità" imposto ha appiattito ogni possibile comprensione di ciò che si concepisce come diverso.Non bisognerebbe mai pensare :-a me non toccherà mai.La mente è fragile e influenzabile.Nella fragilità noi dovremmo essere capaci di scorgere nuove forze,non annientare l'individuo nei suoi bisogni e nelle sue peculiarità,negative o positive che siano.Mi trovo completamente d'accordo con Eroma in tutte le sue articolate esposizioni che secondo me ben evidenziano l'atteggiamento di chiusura e insensigilità della società nei confronti del singolo.Riflettiamo :più della metà della popolazione mondiale fa uso di psicofarmaci.L'indicazione psichiatrica spesso nasce da un male di vivere che nulla ha a che vedere con la patologia.Qui spesso si crea il problema.Ma nasce dall'inconsistenza di una società che non sostiene l'individuo ne lo rende libero.Io ho personalmente avuto il caso di mio nonno materno a rendermi consapevole degli immensi limiti della percezione umana.Manca un'amore viscerale per la verità,fa più comodo relegare ai margini i diversi che non dargli dei validi supporti per emergere dalle loro vicende.Spesso nella "normalità" si ritrovano i tratti della follia.Perchè ognuno di noi,potrebbe essere colpito nel profondo o magari scatenare nel proprio corpo dei traumi così profondi da andare a modificare il prorpio assetto fisiologico tanto da non tornare più indietro.Lì è importante comprendere quanto può supportare la presenza di persone abili e concettualmente preparate all'accoglienza,sotto tutti i punti di vista nel ripetto della dignità e diritto dell'individuo,a maggior ragione se si parla di un individuo fragile e indifeso.Spesso si ha paura perchè non si capisce,non si conosce.Sapere è il primo passo per comprendere.E se questo non avviene,spesso purtroppo,neanche nelle famiglie di origine dei soggetti considerati patologici perchè sconvenienti e incontenibili,come possiamo sperare che possa esserci una comprensione sociale di questo?Io lo spero nonostante tutto perchè osservo un cambiamento notevole,almeno fra quelle persone disposte a mettersi in discussione,all'interno della società,sono piccoli cambiamenti che però fanno la differenza.Chi non ha mai provato il dolore di un'epserienza simile ,non deve fermarsi alle apparenze.E' necessario per comprendere scavare nel profondo delle cose.
    Grazie per aver fatto questo intervento che io ritengo fondamentale per la causa dell'espansione di nuovi centri e anche per aprire le menti ad una nuova consapevolezza.
    La 180 va migliorata,nessuno tocchi ciò che è stato già creato o si tornerà al medioevo,in un mondo comandato solo dalla negazione dell'individuo e dal perseguimento strenuo dell'ideale economico che giustifica,per alcuni anche l'uso improprio del diritto e della prevaricazione.Scusate se non ci stò.

    Daniela Bisin

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  29. Di Federico Tavan

    Il poeta delle pantegane (canto d’amore)

    Sono il poeta delle pantegane
    che mi infangano le mani.
    La fogna mi piace
    perché è in basso
    come l’inferno.
    Le chiamo tutte attorno a me
    con le loro storie che non fanno storia,
    per loro suono il piffero
    senza portarle ad affogare.
    "Vittorino!" "Presente!"
    A quarantatre anni
    con il volto di uno di venti
    che ha sofferto
    tutti i mali di questo mondo
    (venti che Eolo ha lasciato liberi)
    faccia di legno lavorata dai foruncoli,
    che borbotta sottovoce per non farsi sentire
    neppure da se stesso,
    occhi sacri fermati su vecchie immagini di manicomio.
    E poi suo fratello "Luigi!" "Presente!"
    Scoppiato a trent’anni,
    intelligente e impegnato
    e ora "seme rappreso
    che prendendo fuoco diventa l’inferno",
    vecchi preti vecchi comunisti,
    il sapore di sua madre
    l’unica donna che ha conosciuto.
    Pantegane in libera uscita
    per le strade di Andreis.
    "Zio Mario!" "Presente!"
    Ha la mia età,
    eppure è vecchio come Raut,
    si trascina avanti
    con il suo dolore facendo bocca sorridente;
    "senza polmoni senza cuore"
    senza fiabe per i bambini,
    nel suo mondo costruito mattone su mattone
    giocando da piccolo.
    E poi suo fratello "Paolo!" "Presente!",
    che non esce mai di casa
    per aspettare meglio.
    Pantegane in processione.
    "Jacu de Prupiere!" "Presente!"
    "Tone de Cincju" "Presente!"
    "Petrula!" "Presente!"
    "Gjidia!" "Presente!"
    "Chiel d’Isorz!" "Presente!"
    "Fiorino!" "Presente!"
    "Vigji de Petìc!" "Presente!"
    "Bert l’espert!" "Presente!"
    con i suoi segreti grandi
    che vengono dalla Spagna,
    giovane vecchio ripiegato su se stesso,
    gli occhiali per nascondere le espressioni,
    che patisce la fame
    che patisce il freddo
    che patisce la sporcizia
    che patisce ciò che ha tra le gambe.
    Pantegane italiane
    che guastano il paesaggio,
    piccoli cristi
    senza calvario
    senza croce
    senza paradiso.
    "Tina de li Ribes!" "Presente!"
    Spaventa tutti i bambini
    giù per il Colognàn, grida
    le sue poesie, scopa
    una casa che non esiste
    zappa un campo che non esiste.
    Pantegane fotografate
    tanti anni fa
    che si intromettono
    con le cose di oggi.
    Canto di loro
    il freddo delle mani,
    la febbre nella testa,
    il silenzio della voce,
    la fatica dei piedi,
    le lacrime morte,
    l’inverno dei coglioni.
    Pantegane uscite
    da tutte le chiese
    da tutte le case
    da tutte le osterie
    a rubare una mela marcia
    all’immondizia.


    Daniela Bisin

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  30. Legge 180/78
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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    « La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere »
    (Franco Basaglia)

    La legge 180, Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, del 13 maggio 1978, meglio nota come legge Basaglia (dal suo promotore in ambito psichiatrico, Franco Basaglia) è una nota e importante legge quadro che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. Successivamente la legge confluì nella legge 833/78 del 23 dicembre 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale.

    La legge fu una vera e propria rivoluzione culturale e medica, basata sulle nuove (e più "umane") concezioni psichiatriche, promosse e sperimentate in Italia da Franco Basaglia.
    Ecco la legge ispirata alle parole e alla pratica di Bsaglia

    Prima di allora i manicomi erano poco più che luoghi di contenimento fisico, dove si applicava ogni metodo di contenzione e pesanti terapie farmacologiche e invasive, o la terapia elettroconvulsivante (che per alcuni casi viene tuttora utilizzata).

    Le intenzioni della legge 180 erano quelle di ridurre le terapie farmacologiche ed il contenimento fisico, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità dei pazienti, seguiti e curati da ambulatori territoriali.

    La legge 180 demandò l'attuazione alle Regioni, le quali legiferarono in maniera eterogenea, producendo risultati diversificati nel territorio. Nel 1978 solo nel 55% delle province italiane vi era un ospedale psichiatrico pubblico, mentre nel resto del paese ci si avvaleva di strutture private (18%) o delle strutture di altre province (27%).[1]

    Di fatto solo dopo il 1994, con il Progetto Obiettivo e la razionalizzazione delle strutture di assistenza psichiatrica da attivare a livello nazionale, si completò la chiusura effettiva dei manicomi in Italia.

    Nonostante critiche e proposte di revisione,[2] la legge 180 è ancora la legge quadro che regola l'assistenza psichiatrica in Italia.[3]

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  31. Gabriele Prignano29 gennaio 2010 05:13

    Ho letto tutti. Ho letto Eroma, Gloria, Giovanna. Tutti, ripeto, proprio tutti, con voracità, con pena e con rabbia. Ho pensato non all'indifferenza dei potenti, ma al "fastidio" che provoca in loro non tanto il sofferente mondo degli Esclusi, quanto una parte di esso: quella dei "minorati psichici". I clandestini si potranno sempre liberamente perseguitare per legge e restituire ai loro paesi, (dopotutto è anche divertente e frutta tanti bei voti!) i "barboni" , i senzatetto trovano pur sempre un loro buco entro cui rintanarsi (un vagone ferroviario, un sottoscala o un giardino pubblico, lontani dai nostri occhi. Il "folle" no. Per lui, come è stato spiegato benissimo, un uomo e un'equipe illuminati e saggi, hanno trovata un'umana, culturale, scientifica soluzione. Per la quale, però, occorre investire denaro e risorse umane. E allora tocca sbarazzarsene (no, non parlerò mai di limiti, ma di volontà politica precisa e freddamente determinata) apprestandosi a cancellare la legge Basaglia e a riaprire le porte dei...cassonetti dei rifiuti, perché questo sono i manicomi, li ho visitati un giorno e ne conservo ancora il ricordo. Sono cassonetti!!!
    Dobbiamo impedire che ciò accada. Con tutte le nostre povere forze. Non dovrà mai più accadere. E, intanto, vi ringrazio. Ringrazio Eroma, Gloria, tutti, ripeto ancora. Nessuno escluso...

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  32. che meraviglia riuscire a fare poesia con un tema così importante e scomodo, di cui non si parla abbastanza...credo che la poesia possa essere veramente un veicolo di parole, perchè con leggerezza e con parole meravigliose, riesce a entrare nelle coscienze e far pensare e condividere quello che è un problema in aumento e di cui nessuno parla. ..malato mentale uguale pazzo uguale vergogna, in un mondo di apparenze ed ostentazioni.grazie per la riflessione.
    Tatiana Andena

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  33. Non è solo una difesa della 180 tenere le antenne spiegate e il cuore intrepido, è segno di civiltà riconoscere che la follia è in noi quando calpestiamo ik diritti e la dignità degli altri. é una battaglia culturale, una rivoluzione che deve interessare le persone che non vogliono mollare, perché non si può mollare di fronte a un'ipotesi scellerata di relegare di nuovo al chiuso di quattro mura opprimenti chi esprime valori e sentimenti. Eroma sei stato superlativo nel cogliere questi sentimenti, saluto Gloria per una vita spesa bene, alla quale auguro di vedere frutti copiosi. Lottiamo contro i recinti senza voce, senza luce, senza dignità, senza speranza. L'umanità si aspetta grandi cose da noi che ci dichiariamo fratelli
    Antonio lanza

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  34. Non c'è dubbio che noi tutti ,nessun escluso ha giorni con macchie
    lo si nota alla trasparenza dei vetri!
    Infondo siamo tutti simili e differenti
    "sporchi e limpidi"
    tra di noi la variazione è di un solo grado
    chi ha le ali e non può volare...
    chi ha le mani e non può pensare.
    Anch'io ogni giorno perdo una goccia di me
    e ne aquisto una sconosciuta
    mi richiama all'udito il caos cittadino
    le cose che non s'assestano
    la gente che affida dinuovo i segreti a losche orecchie
    gl'assassini che scendono scale
    l'avvocato si lava le mani con l'olio
    ...mi ritorna il vecchio galoppo di un cavallo
    stanco e tremante.
    Ma noi qui non sognamo
    "noi qui siamo"
    siamo già una sfera che ruota lungo un suo corso di luce
    siamo già un luogo dove la saggezza non ride dell'amore, o la virtù si prosterna all'infamia.
    Signori qui si costruisce la trasparenza!

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  35. Daniela Fenoaltea29 gennaio 2010 10:30

    Ringrazio tutti e soprattutto Gloria e Eroma, mi avete dato la possibilità di approfondire e intervenire a questo dibattito interessante e importante. Sì, alle strutture che diano la possibilità ai pazienti vita dignitosa e sana.
    Centri di accoglienza con ampi spazi; luoghi di ritrovo; attività ricreative...Personale qualificato che sappia gestire tutto con Amore e professionalità. La legge 180 di Basaglia va attuata. Tanti pensatori sia del passato (Erasmo da Rotterdam ed il suo "Elogio della follia) sia del presente hanno rilevato come la follia può in certi casi diventare quella molla che spinge l'umanità verso nuove frontiere mai pensate in precedenza. Un pizzico di follia è sempre necessario per un atto veramente creativo ed innovativo. LA VITA E' FOLLIA E VA VISSUTA IN MODO FOLLE ALTRIMENTI NON POSSIAMO MAI GUSTARE L'ORIGINALITA' DELLE COSE!!

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  36. Un lavoro di grande impegno e di grande valore questo di Eroma sulla legge Basaglia, non solo di divulgazione, ma anche di approfondimento, utile per tutti, anche per chi segue da anni (sin dalla sua nascita) con maggiore o minore frequenza, le vicende della riforma.
    Anche ricordi personali familiari si innestano nella consapevolezza della crudeltà dei mezzi di contenzione, degli interventi criminali e nazisti sui cervelli, dell’emarginazione e dell’abbandono di tante persone, cui invece era dovuto altro, quell’altro che la riforma introdusse e cercò di far valere contro un sistema oltretutto stupido.
    Sì, stupido.
    Ricordo che, frequentando compagni di psichiatria democratica ebbi modo di andare all’Ospedale Bianchi di Napoli, nel reparto femminile. Una cosa mi colpì in particolare: la cartella di una ricoverata la cui storia era stata una sequela di ricoveri: passata attraverso l’orfanotrofio e altre istituzioni totali analoghe per arrivare infine nel manicomio. Nella sua cartella, nello spazio dedicato alla professione, c’era scritto “casalinga”, casalinga una donna che non aveva mai mai mai conosciuto una casa, una famiglia.
    Ricordo Sergio Piro al Frullone di Napoli: il Frullone era l’ospedale psichiatrico di cui Sergio era direttore e che egli immediatamente aprì e trasformò in residenza per i ricoverati. Con grande coraggio e anche con grande determinazione.
    Un ricordo molto più recente è la comunità di Monticello a Bellona, voluta con le unghie e con i denti da Aldo Mariano, direttore dell’UOSM di Capua, resistendo ai tentativi della burocrazia regionale di negarglielo, di fare in modo che venissero dispersi gli ospiti della comunità, che lì sorridono, vivono, lavorano, suonano, cantano e ballano.
    E oggi, come ricorda anche Eroma, ci sono tentativi per cambiare la legge, tentativi feroci di ripristinare il “carcere” per i malati di mente facendo appello alla paura e all’ignoranza, come il progetto di legge del famigerato senatore Guzzanti.
    Sì, perché quando il momento sarà opportuno si dirà alla gente che i “pazzi”, come gli immigrati, sono pericolosi e vanno semplicemente tolti di mezzo.
    Saremo in grado di fare qualcosa di serio per evitarlo?
    E poi, infine, c’è la poesia di Eroma. Già, dove finisce la follia, finisce dove il pianto diventa sguardo? Bella questa immagine, che è quasi immagine del possibile ritorno, perché se il pianto, che offusca la vista , fa abbassare il capo e ci separa dagli altri, lo sguardo invece ci riconquista alla relazione e alla vita, all’amore.
    Andargli incontro: come con grande emozione Eroma scrive e noi leggiamo il nostro ipocrita e ancora più crudele andare incontro, la nostra sicurezza di essere la luce che si avvicina al buio, la nostra ipocrisia e la nostra presunzione di saper discernere la luce dall’oscurità. Come se la stessa oscurità non abitasse anche i nostri animi. E di questa oscurità abbiamo paura, di vederla riflessa nei loro sguardi, demolitori di alibi e di certezze… di sicumere.
    Vogliamo imparare di nuovo a leggere un numero: 180 e 75.

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  37. Quello che dici, Gloria, è giusto...e sacrosanta mi sembra la Tua battaglia, così come qualsivoglia attività che metta al centro della propria attenzione la persona. Già nella medicina generale è stato detto che non esiste la malattia, ma il malato, a maggior ragione ritengo che questo valga nella psichiatria. Ammiro questo Tuo impegno
    Leopoldo Costabile

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  38. Non si può fare di più forse. Tu l'hai fatto Eroma. Hai svolto la tua battaglia di civiltà e di rispetto per tutti gli esseri umani. Sono passati trent'anni dalla morte di Basaglia. Quanto diverso lo sspirito delle leggi, le lotte banali, la paura che incombe su noi stessi e ci rende pavidi e mediocri. Ma non qui. Qui invece è ricomparsa la stagione delle lotte.Sembra che voi diciate di esser pronti.
    Questo io avverto. Un'umanità intensa forte, mai domata.
    Io continuo...Con quel tanto di resistente di duro, di forza polemica e di voglia di scardinare le ipocrisie e le banalità. Me l'hanno insegnato i miei maestri, quelli che ho amato. Il resto è la mia ubris.

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  39. Grande sensibilità la tua nella creazione di questo post, tutto compreso, che trovo un capolavoro.
    Chi può dire qual'è il confine tra la ragione e la pazzia? In ambedui gli spazi, se si vogliono proprio trovare, vi sono sprazzi di lucidità e di follia. E questa è VITA. Tanti esempi in tutte le arti e creazioni.
    diana

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  40. Marialuce Carucci30 gennaio 2010 06:26

    la follia incombre sull'uomo il quale e sempre in cerca di nuove emozioni rendendo il mondo pazzo solo partendo dall'orribile presuppostro che e la noia , il propio squallore interiore , l' inncapacita di generare stagioni nei propi occhi e nei cuori altrui .Alllora si inventa la dittatura , allora si inventono la guerre , allora si inventono le cammere a gaz , allora si inventano le religioni , le sette religiose , le infrastutture nuove per provuovere il bene della sociata( che distrugge sia la natura che l'uomo stesso..... ) allora si inventono i muri dei Berlini ed allora si inventono le LEGGI ed allora si bada ad applicare solo quelle che fanno comodo incendiando l'ingiustizia ed a calpestare con il potere le poche buone leggi dove il violentatore va nelle caribien a farsi una vacanza premiato con la medaglia dell'innocenza e la violentata si deve anche sottoporre davanti alla corte statale suprema a firmare dei fogli di carta nel quale si dice che deve accettare una ricompenza di soldi di 5000 euro (DEVE ACCETTARE perche non ha diritto nemmeno alla propia voce ne a quella della legge ) e firmare che non fara mai processo civile , ne etico verso il violentatore anche se un giorno vincera all' otto ed avra i mezzi per smantellare con il potere del denaro i crimini commessi al nome della corruzione e mafia all'interno dei legislatori stessi essendosi affidati a chi guadagna i soldi per proteggere ma che in realta segue il solo moto per arricchirsi venendo comprati i giudici e corte suprema da molti soldi schifosi da colui , coloro che hanno il potere dell'ingannare ed arricchirsi anch'essi con la tregua in mercato .....non si hanno a sufficienza emozioni e si ricorre sia alla violenza che all'abolizione dei diritti umani per fare rivivere la propia morte ! si tatteggiano nuove vie per divulgare in forme distorte il volto del caos trasvolando su cio che merita di ESSERE NON PIU UN LAGER NE IN GUERRA NE ALL'INTERNO DELLE ISTITUZIONI RINNEGATE O COSTRUITE PER OGNI TIPO DI PERSONA SVANTAGGIATA , DISAGIATA QUALUNQUE NE SIA LA CONDIZIONE E FORMA DELLA LORO CONDIZIONE E SI HA IL DOVERE NON LA VOLONTA , MA DOVERE , NON PIU LE CHIACCHERE , DI RICEVERE , DI VENIRE A TERMINE NEL RIDARE COME AGLI ANZIANI , AI SFRUTTATI , AI MALATI DI MENTI LA LORO DIGNITA D'ESSERI UMANI STORPIATA , DIRRAMATA , SVERGOGNAMENTE LASCIATA NEL MUTISMO PER TROPPI ANNI ORA DAL MALEDETTO ORDINIO DELL'INGANNO , DELLE SPECULAZIONI , DEI CORROTTI PROCLAMATORI DI LEGGI E STRUTTURE SOCIALI " NEGA/RUBA DIRITTI UMANI " !
    rivogliamo cio che in altri stati non e mai stato possibile creare .

    Marialuce Carucci

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  41. Marialuce Carucci30 gennaio 2010 06:28

    Rivendichiamo NOI per coloro che non hanno VOCE la VITA e la ga Garanzia che vengono rispettati i valori fondamentali di ogni individuo .
    la malattia dell'indiferenza e quella dell'egoismo che porta all'oblio di coloro che respirono , provono dolore , sconforto .perche in altri stati dove il LAGER fu la sola cosa rimasta per la soppravvivenza , oggi i malati mentali , o le persone afflitti da una divergenza non catecorizzabile in un unica botiglia con un unica ettichetta , vengono assistiti , protetti in dei centri di cure , inseriti nel campo del volontariato lavoro che rida forma alla propia dignita nel sentirsi necessario non banito , aiutati a secondo del loro stato facendo interagigere e prommovendo l'esigenza di elementi tali all'espressione tramite arte , musica , contatto con la natura , con la societa ...E se e possibile vedere nascere un senzo di sicurezza , di dignita umana , di partecipazione , non di esclusione ai malati mentali che esseri umani sono in primo luogo allora perche in Italia si ha solo amplificato il disagio di questi individui ?perche si ha lasciato all' oblio i loro sorrisi , le loro speranze , le loro infermita ?
    Siamo o non siamo una civilta e ve lo chiedo ? in una dimostrazione di completo menefregismo noi italiani possiamo sentirci degni e considerarci esseri umani , partecipi alla cooperazione per lo sviluppo "internazionale " essendo partecipi alla disintegazione dello sviluppo interno del paese ?
    dove finita l' umanita ?abbiamo noi solo il diritto di definirci parte dell' umanita ed unanita ? il nostro impegno e ora un dovere alle nostre negligenze ed all'indifferenza per la nostra comodita accentrata sulla negazione dei diritti umani cari signori.

    Marialuce Carucci

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  42. Ringrazio Marialuce per i suoi lunghi e appassionati interventi. Avrei preferito fossero un po' più semplici e sintetici per far inserire anche altri nel discorso. Lei ha centrato il discorso sui diritti umani e sulla battaglia di civiltà, trascinata dalla sua vivacità e dalla sua sincerità. Adesso sabbe piacevole se qualcun altro postasse un commento,per aprire altri scenari su Basaglia
    Ti ringrazio molto Marialuce per la tua viva e sentita partecipazione. Abbiamo bisogno di belle persone come te!

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  43. Nicoletta Bossone Forse hai ragione Gloria, comunque non sei sola, l'importante è combattere e divulgare sempre di più, sensibilizzare anche coloro non coinvolti in prima persona. "celebrate la vostra pazzia,celebrate le vostre insufficienze, celebrate la vostra solitiudine, ma celebrate voi stessi. Io non sono e non voglio essere altro che ciò che sono, cioè umano" faccio girare Gloria
    Nicoletta Bossone

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  44. Ludmila Sienna DIO E RUSSIA COME BACK!!!!!!!!!!!!!!!!30 gennaio 2010 14:15

    sono una ragazza di 24 anni, e nella mia vita non ho mai avuto occasione di conoscere queste cose, come credo tutta la mia geberazioen ,per non parlare di quella che mi antecede...
    Ringrazio Eroma e chi gestisce il sito per queste informazioni che ora io comincerò a divulgare se non altro per il disonore che sarebbe cancellare questa giustizia!
    ed anche perchè tocca un argomento che a nessuno realmente è lontano.

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  45. vorrei condividere il mio assenzo a questo argomento... grazie di avervi fatto sapere

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  46. Virginia Woolf nell’abisso di P.Citati
    In un giorno di settembre 1926, Virginia Woolf si risvegliò alle tre del mattino. Sentì,vide un’onda dolorosa che si gonfiava e si ritreva nelle regioni del cuore, e la sballottava. L’onda si sollevava,la innalzava, la gettava in alto, e si rovesciava terribilmente sopra di lei. A un tratto vide una pinna misteriosa fendere il mare deserto e vuoto. Virginia Woolf comprese che l’onda e la pinna erano il segno della mania depressiva che, quattordici anni dopo, l’avrebbe condotta al suicidio nelle acque del fiume Ouse… Virginia Woolf affrontò il doppio orrore dell’onda e della pinna. Comprese che non poteva fuggire nè evitare quei segni dolorosi. Doveva scendere in basso, cautamente, gradino, dopo gradino, nel suo pozzo, nell’abisso della follia.
    da dopodinoi.wordpress.com

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  47. C'è un disegno di legge presentato dalla Lega e uscito su quel giornale fascista "Libero" Disegno di Legge n. 1423 presentato dai senatori Fabio Rizzi e Rossana Boldi (Lega Nord). Ridare alla psichiatria italiana il suo ruolo di scienza medica positiva e non solamente di semplice tutela sociale del disagio psichico, attraverso la creazione di strutture e osservazione psichiatrica prolungata, l’introduzione della nuova figura giuridica della prescrizione psichiatrica obbligatoria con la quale si notificano al paziente i trattamenti cui si deve sottoporre, la possibilità di effettuare i trattamenti psichiatrici all’interno di strutture private accreditate. l’istituzione di un Comitato tecnico permanente sulla salute mentale per dare vita ad un sistema efficace di controllo della spesa sanitaria, sull’efficienza e sulla qualità delle prestazioni erogate e infine la possibilità di curare efficacemente gli oltre cinque milioni di malati. Sono queste le principali novità contenute nel Disegno di legge: “Disposizioni in materia di tutela della salute mentale”, presentata dai senatori Fabio Rizzi e Rossana Boldi della Lega Nord che si propone di abbrogare e eliminare i principali punti critici della Legge 180, poi 833, del 1978. Per il senatore Fabio Rizzi, la prescrizione psichiatrica obbligatoria ha lo scopo di incrementare l’accesso dei pazienti alle strutture di cura. Secondo la senatrice Rossana Boldi molti malati non hanno una chiara consapevolezza del loro stato e quindi non vengono curati semplicemente per mancanza di diagnosi: si verifica quindi la situazione paradossale in base alla quale vengono trattati con successo solamente i malati più collaborativi, con la Prescrizione Psichiatrica Obbligatoria (PPO) al paziente viene prescritto il trattamento a cui deve sottoporsi per migliorare la sua condizione di vita. Se ciò non avviene scatta il Trattamento Psichiatrico Obbligatorio (TSO) che gli impone il ricovero. Le nuove strutture interdipartimentali di accertamento psichiatrico previste dal DDL Boldi-Rizzi sono concepite per svolgere un servizio continuativo costante. Tali strutture dovranno inoltre disporre di locali idonei, per realizzare un’osservazione prolungata e collaboreranno alla gestione degli stati di intossicazione acuta da sostanze con l’eventuale ausilio delle forze di polizia. Un ulteriore punto di forza del DDL è rappresentato dall’attenzione alla comunicazione delle malattie mentali che dovrà essere effettuata con strumenti di comunicazione sociale idonei per tutti i settori della società in modo da poter garantire un’informazione. EROMA16 febbraio 2010 10:32

    .

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  48. l'argomento trattato mi tocca personalmente dal 1970.Cominciai allora a studiare con entusiasmo tutto cio' che concerne psicologia e psichiatria per poter essere di aiuto in tutti i modi durante lo svolgimento della mia professione.Ho studiato Basaglia e la sua legge con tale entusiasmo da essere paragonata e un po' sicuramente lo sono,agli ospiti degli istituti che frequentavo per fare pratica di assistenza e tirocinio.Dopo tutti questi anni e' con rammarico che vedo che di progressi se ne son fatti pochi,veramente pochi perche' i servizi esterni scarseggiano e tantissimi pazienti sono allo sbaraglio e incapaci di farsi seguire adeguatamente.Le famiglie invecchiano e sono stanche.Sia che il disagio sia psichico e sia che sia fisico le difficolta' di accudimento si equivalgono.Ci vogliono + strumenti per le cure a domicilio e ci vogliono + professionisti armati di amore e di buona volonta' di lavorare..............
    Andrisani Paola

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  49. lavoro a scuola come docente di sostegno da circa 10 anni e tra i ragazzi che seguo ci sono molti di quelli che vengono definiti "psicofisici", ragazzi che a vario titolo e a vari livelli hanno carenze intellettive o difficoltà scolastiche. Accanto a loro molti ragazzi a rischio, che tra i 15 ai 18 anni evidenziano quelle stranezze che un tempo davano l'etichetta "matti". il diverso fa paura ancora, ma nell'altalenante mattinata in cui un ragazzo che soffre di disturbi maniaco-depressivi, che passa dalla rabbia al pianto, che segue un percorso differenziato che lo porta, alle soglie dei 18 anni, ad essere un semianalfabeta ma capace di usare perfettamente i mezzi tecnologici, la forza e la fiducia di esserci, di sentirsi parte di una comunità, di sapere che ha un senso alzarsi, lavarsi, venire a scuola, stare con i propri amici, essere anche sopportato, da alcuni magari solo tollerato, comunque accolto, dà un senso alla mattina.
    E quando la scuola finisce, quando i percorsi di orientamento al lavoro protetto, i corsi di formazione - spesso ottimi, spesso in grado di dare aderenti risposte - finiscono, e il vuoto torna a risucchiarti, dov'è l'appoggio, il sostegno, l'aiuto di un punto di riferimento che noi per lavoro forniamo, ma nella scuola di tutti, insieme agli altri?
    Vorrei che riflettessimo su quanto dalla legge quadro 104/92, figlia anch'essa della Basaglia, si sta tentando, con estrema fatica, di realizzare. Forse i "matti" di domani avranno avuto una opportunità in più. Sempre che non naufraghi tutto nei tagli, nell'ottica di un risparmio e di un tornare a a una scuola di "eccellenza" che emargina, sempre che non si sprofondi nel baratro dell'indifferenza.
    Altre risposte non so dare.
    Grazie, saluti
    Francesca Varagona

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