mercoledì 6 gennaio 2010

STRIE D'ARIDA POLVERE di Vittorio Fioravanti


(Dall'album: NEW WORKS di Roberto Ferri)
Sottili e labili scie
disegnatesi sullo specchio
d’un Cosmo immane
polvere d’astri
caduta come fertile pioggia
su un pianeta appartato
dell’ultima galassia
sul margine estremo
dell’Universo

Appena ieri

Guizzi lungo distese
di mari e oceani profondi
cellule incrociatesi
come per caso
fondali d’alghe
un pulsare di vita
un vibrare incessante di pinne
febbrile ansia di crescere
di sopravvivere per istinto

Esseri risaliti dall’acque
tracce sull’umida rena
orme incerte su per i boschi
frutta e semi raccolti
e poi carne inseguita
e vinta

Il sapore del sangue

Impronte nella polvere
di sentieri corsi nel buio
emozioni
percezioni
esperienze
armi brandite urlando

il senso della morte

l’idea d’essere
esistere amare e morire
liriche scritte cogli occhi accesi
piramidi e grattacieli
crescente ingegno
il concetto dell’unione
ma radicato l’impulso assassino
fino ad ergersi come possente
razza dominatrice

Genia divina
devastatrice

E infine ancora strisce
lungo i cieli studiati
di millennio in millennio
esili ponti lanciati nello Spazio
alla conquista di lune ignare
di mondi irraggiungibili
diaspora della stirpe d’un uomo
fatto ad immagine e somiglianza
d’un Dio onnipotente

O gesto vano
d’un germe cosmico

Un solo unico istante
d’esistenza
e non siamo che stinte strie
d’arida polvere
spazzate via dal Tempo








Videopoesia
Testo: Vittorio Fioravanti
Voce: Cinzia Toninato
Fotografia: Simon Wells
Musica: Pink Floyd
Montaggio: Adriano Gabellone
Supervisione: Daniela Cattani Rusich
Produzione: Poetika.it 







79 commenti:

  1. Bellissima Vittorio bella la poesia, complimenti alla bella e chiara voce di Cinzia e al montaggio delle immagini spettacolari. Veramente bello, grazie a tutti.
    Carlotta

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  2. Come perdersi in qualcosa di meraviglioso ... parole ... immegine ... musiche ... un insieme da mielle brividi che percorrono il corpo ... la mente ... il cuore ... Credo sia qualcosa di speciale ... Grazie a voi tutti ...
    Cinzia Rossi

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  3. Bravo Vittorio sai sempre farmi emozionare, a volte quando la tristezza ti prende mi basta leggere le tue liriche per farmi state benissimo. Pippipipino.

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  4. Mi piace presentare i versi di Vittorio con una citazione del critico letterario Valeriano Garbin:

    sono versi forti, taglienti, esplosivi, mai anarchici, impongono anzi una visione estatica della vita e lirica con una gran voglia di fraternità.

    Come letterato avanguardista sa anche prendere posizione contro la guerra e contro ogni tipo di dittatura e di rivoluzione che solo sanno modificare e moltiplicare il tipo di miseria: ecco, Fioravanti fa ribellare il suo spirito contro la materia.

    Il tono entusiastico, il pathos, hanno la forza d’urto e di pressione che sfiora la lacerazione senza deformare il reale.

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  5. Oibò... Mi sembra di conoscerla questa meravigliosa poesia e anche il video... Grande!!!
    :-)
    diana

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  6. giochi di parole, vere acrobazie verbali... stinte strie d'arida polvere.. grazie Vittorio, mi arricchisci :)
    Valeria Mria Tovo

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  7. ho un grande nodo alla gola per l'emozione dopo averla sentita nel video è brividi a non finire è bellissima, sei GRANDE VITTORIO maria

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  8. la storia dell'esistenza e di un'esistenza ripercorsa con immagini sapienti, ognuna delle quali è riconducibile tanto alla sfera sogggettiva come a quella cosmica, dall'inizio alla fine che verrà. con lo sguardo di chi, forse, si sente giunto al capolinea.
    Mariella

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  9. sensazione di essere tanto piccoli nell'espansione dell'infinito
    adriana

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  10. ho un grande nodo alla gola per l'emozione dopo averla sentita nel video è brividi a non finire è bellissima, sei GRANDE VITTORIO!!!
    Fiorella

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  11. sensazione di essere tanto piccoli nell'espansione dell'infinito Anna

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  12. Emerge l'affermazione che al fondo dell'evoluzione dell'uomo ci sia stato l'istinto alla violenza. L'istinto di morte come mezzo per permettere all'uomo la sopravvivenza da tutto ciò che lo minacciava
    Cesare Pisano

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  13. E' la storia del nostro percorso esistenziale, dal coso si realizza l'essere e nella visone forte ea emozionante del poeta anche la sua disfatta. Tutto congegnato con finezza, con arte per una presentazione superba. Sono lieto di far parte dei lettori di questo blog, perché oltre a presentare liriche di alto livello, arricchisce intellettualmente e nello spirito, Grazie

    Antonio Lanza

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  14. ho visto e ascoltato il video..emozionante vittorio.Non so dirti altro
    Nuccia

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  15. Conoscevo già questa lirica di Vittorio e ogni volta mi fa venire i brividi e non tanto perchè è supportata da musica e immagini ma per il significato che lui così magistralmente riesce a trasformare in poesia...Polvere eravamo e polvere ritorneremo...
    Angela Ragusa

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  16. Grazie per l'emozione che mi regali ogni volta...questa arricchita di musica e immagini è davvero stupenda!
    Antonella

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  17. Bon, e stavolta mi hai lasciata senza parole. Che posso dire? Non sono abituata a sentire leggere le poesie, e non ho familiarit... con progetti di questo tipo. Ad essere sincera, li snobbavo perfino, e confesso sarà il terzo a cui mi avvicino. Chè ognuno (pensavo presuntuosamente) la poesia se la legge da sè, e le da forma che vuole in un approccio ermeneutico di libertà assoluta, da condizionamenti e da quant'altro. Ma questo lavoro mi fa ricredere, perchè voce/musica/immagini vanno a creare con le tue parole un percorso di rara raffinatezza e soprattutto coinvolgimento. Un coinvolgimento per il quale, solo le parole forse non mi sarebbero bastate. I miei complimenti.
    Patrizia

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  18. E' sempre un' emozione rileggere questi tuoi versi, Vittorio: un' emozione e un' esperienza che si rinnova, ogni volta.
    E' più di una poesia, è respiro, inizio e fine.., è immensa
    Daniela

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  19. L'esordio mio non può iniziare che con un atto di ringraziamento nei confronti di questo importante sito letterario, che mi sta accogliendo con la magnifica pubblicazione d'una delle mie liriche più significative nella gamma di tematiche da me da sempre affrontate.
    Ringrazio in maniera particolare, per l'invito rivoltomi alcune settimane fa, la cara amica Gloria Gaetano, accurata ed instancabile amministratora di questo raffinato "blog"...
    Cercherò d'essere all'altezza di quanti mi abbiano preceduto qui tra i "Poeti Clandestini", ricordando però che sarò costretto ad "affiorare" sempre con cinque ore e mezza di ritardo (sei e mezza con l'ora legale) a causa del differente fuso orario di Caracas, dove io vivo ormai da oltre quarant'anni... Qui sono appena le sei del mattino, mentre da voi in Italia tra mezz'ora saranno le dodici, mezzogiorno...
    Vittorio Fioravanti

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  20. Toccanti immagini, musica emozionante , ottima riuscita di poesia multimediale.
    Qualcosa in più che si aggiunge alla lettura,che pure è indispensabile, prima e dopo la visione, perché nella riflessione le immagini sono e devono essere nostre.
    Avevo già letto qualche poesia di Vittorio,davvero un Poeta, questa per quel che ho letto è sicuramente tra le migliori.

    Retrocedere all’embrione di terra smarrita nell’universo, avanzare nell’equilibrio della natura, quiete e buio nei fondali, eppure pulsa la vita, guizzi argentei in superficie, tutto predisposto per un’equilibrata sopravvivenza.
    Non Venere che dorme, ma il cacciatore sorge dalle acque di frecce armato, “carne inseguita e vinta” e Marte brandisce le armi contro i suoi stessi simili,incursione,umiliazione, appropriazione, spartizione.
    Graffiti, pergamene, civiltà che avanza sulla parola, detta, scritta regolamentata.
    L’uomo si interroga, esplora, si ingegna, brandisce spada e crocifisso.
    Genia divina, devastatrice, razza dominatrice, su altre razze umane ,sulla natura tutta.
    Scienza, conquista dello spazio, mentre giù saltano i grattacieli e ci si divide in nome di Dio.
    Incedere vano dice il Poeta, ritorneremo tutti polvere, uno per uno, assolutamente vero.
    Io che credo nell’umanità, abbraccio la speranza; questa stirpe violenta che ha saputo creare un Dio saprà generare, alla luce della ragione, anche una “nuova umanità”.
    Grazie Vittorio , per le immagini, l’osservazione pacata, i temi sollevati, questa è vera Poesia.
    Altrimenti perché scrivere?
    Adriana Scanferla

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  21. Molto interessanti questi versi, complimenti Vittorio, resto affascinato dal tuo modo di poetare, grazie.

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  22. Continua Garbin, a proposito della poetica di Vittorio:

    Il tono entusiastico, il pathos, hanno la forza d’urto e di pressione che sfiora la lacerazione senza deformare il reale. È questa un’estetica sempre nuova che riprende l’identificazione romantica di arte e di vita.

    La poetica di Fioravanti si fonda su questo: liberazione, felicità, esaltazione dei sensi, sensualità, controllo sull’angoscia e la disperazione, però con il tormento delle vittime che non trovano un redentore.

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  23. Inno alla vita, comunque e sempre, anche se non siamo che 'stinte strie spazzate via dal vento'...
    "Perché tanto ciò che stritola le nostre contorte esistenze non é quel lungo convoglio che passa sferragliando allegramente sul nostro corpo incatenato sui binari, quanto quel senso di profondo mistero legato all'esserci; quella necessità di compiere infinite, stancanti acrobazie per trovare infine il punto di equilibrio fra quel che siamo - dunque soli - ed il bisogno pressante di unire la propria solitudine con quella 'dell'altro'. Assurda pantomima che ci costringe a camminare in precario equilibrio su di un filo sottile, eternamente sospesi fra separazione e desiderio, fra l'esistere ed il soccombere..."
    Maria Grazia Casagrande da: 'Poi qualcuno mi dirà cos'é l'amore' di Alessandro Cora

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  24. Vorrei far risaltare che la videopoesia "Strie d'arida polvere" è stata prodotta dal sito letterario Poetika.it, sotto la sapiente direzione di Daniela Cattani Rusich e di Adriano Gabellone, e la partecipazione vocale di Cinzia Toninato. Devo a loro tre il successo spettacolare ottenuto da questi miei versi, che io ero da anni abituato a presentare "nudi e crudi", così come li avevo messi al mondo, senza immagini e senza suoni che non fossero quelli creati dall'uso delle parole...
    Ringrazio qui pubblicamente la genialità di Danj, di Adriano e di Cinzia, un trio artistico che in fatto di "videopoesie" ha acquisito un meritato prestigio anche nelle affollate pagine di "Youtube"...
    Vittorio Fioravanti

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  25. Rovesci d'emozioni che si impiantano come fedeli annunci i tuoi versi.
    Non possono credere di costruirsi dimore,perchè le case sono conosciute e accoglienti...il pregio di chi legge sta nell'autentica forma di chi sa esprimersi in questo ineguagliabile e sublime modo!
    Con affetto e stima

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  26. Complimenti all'ideatore del video...

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  27. Ho gradito, Gloria, la scelta tua di inserire alcuni brani d'uno studio critico sui miei versi di Valeriano Garbin.
    Valeriano è stato fino alla sua morte improvvisa, avvenuta nell'agosto del 2008, un instancabile promotore dell'italianità nel Venezuela. Letterato affermato, delicato poeta, era da oltre vent'anni uno dei pochi miei amici. A farmi conoscere qui, in questa nostra seconda Patria, fu lui con le sue conferenze, gl'incontri, le sue antologie italovenezuelane, i premi assegnatemi in questi ultimi anni... Gliene sarò per sempre grato.
    Vittorio Fioravanti

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  28. Daniela Fenoaltea7 gennaio 2010 02:15

    Sorprendente!! Emozioni che si toccano. Tutto prende forma. Complimenti Vittorio!!

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  29. Ho scelto dei brani di Garbin, ma non sapevo che fosse un tuo caro amico. Mi sembrava che avesse compreso veramente la tua poetica e il tuo modo di fare poesia. e infatti doveva conoscere bene tutta la tua produzione letteraria. Illustra bene i tuoi topoi, il modo di versificare, la cifra della tua opera poetica. meglio di così non si poteva dire di te, con la stessa competenza e intuizione.

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  30. Dimensione spaziale e temporale, finito e infinito sono resi qui da parole esperte. Si parva licet componere magnis ...ci troviamo in qualche modo di fronte agli infiniti spazi e sovraumani silenzi della poesia cosmica di leopardiana memoria. Ci sono altri cieli e altre lune come ci ha raccontato Asimov e come ci ha spiegato Einstein con la relatività, il qui e ora è un'illusione. Un'astronave attraversa la quarta dimensione e la quinta e poi altre ancora. In questo viaggio il poeta abbatte le barriere spazio- temporali. Con i suoi versi brevi, essenziali, vagamente ungarettiani, ci invia dei frames molto suggestivi. Mediando dalla tecnica cinematografica, dall'alto, con una ripresa a volo d'uccello, Fioravanti ci trasporta in un viaggio spazio-temporale dalle sequenze rapidissime. Poi improvvisamente illumina con un occhio di bue la terra-atomo-di-male ed ecco... le strie di polvere che combattono e uccidono altre strie di polvere.
    Daniela Boarino

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  31. Il percorso,innato come niente ,polvere,materializzata come vita,lunghe scie di abbiette verita.Immagini di mondi,in unico mondo di mente intelligente,sollecitando l immaggine e somiglianze di dio nell afferata fantasia di ogni persona,la GRANDE,potenza spirituale,nell impotenza di voler capire,dove finisce l esistenza di ogni materia...........spettacolare video e poesia...angela castello

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  32. Bella pagina oggi su questo blog, con un insieme di interventi che accompagnano, con raro senso della totalità dell’arte, e delle implicazioni trasversali di ogni forma di espressione artistica, i versi di Vittorio.
    Aprendo in youtube il video, rilevo che ha avuto oltre mille e cento visualizzazioni: un bel numero di persone che hanno potuto ascoltare e di cui mi piacerebbe conoscere pensieri ed emozioni durante l’ascolto.
    I commenti sono pochi. Ma si sa che funzionano così i passaggi su youtube, un ascolto e forse spesso una memoria che ogni tanto può ritornarci alla mente e farci fare di nuovo capolino per ricevere di nuovo e nuove emozioni.
    Anche se molti di voi hanno già letto i commenti, mi piace qui riportarne qualcuno:
    • francozadra: “Un'iperbole emozionale, coinvolgente nell'evoluzione drammatica di un cosmo che ha come centro e termine il punto di vista poetico dell'osservatore eterno e immanente. Lascia una vibrazione d'infinito. Grazie Vittorio.
    • 2798912: “Caro Vittorio, in questi giorni stavo pensando a te,grazie per esserti ricordato e per questa tua splendida poesia, non poteva essere diversamente,l'ho sentita e risentita lasciandomi trasportare nel tuo universo. Parole che ti sgorgano come chiare acque e dal profondo del tuo sentire. Magnifica la musica, la coreografia e la calda voce della declamante. Tu sai, quanto ti ammiro. Renato
    • movenza: “Bellissima la poesia e azzeccata la fotografia. La voce di Cinzia completa in meraviglia. Ottimo.
    • Vic1936 : “M'avete lasciato senza fiato, ammutolito, a vagare stordito tra queste tremende, creative immagini, guidato dalla fresca voce di Cinzia, e dalle ossessionanti note dei Pink Floyd... Vi giuro che non immaginavo di poter vedere i miei versi tramutati in uno spettacolare, trepidante, allarmante video in rete. Mi conquista e sorprende ...ho provato persino un senso d'angoscia ...una stria d'emozioni profonde, inesprimibili. Vittorio Fioravanti ***

    Forse alcuni di questi commenti verranno anche ripresi qui, in questo blog. Vuol dire che avrò occupato troppo spazio. Altrimenti, mi è piaciuto condividerle o riproporle.
    Quel ramo secco, senza foglie, che non si sa se stia crescendo o se stia per essere definitivamente inghiottito dalla terra, dà immediatamente immagine e atmosfera ai versi di Vittorio.
    Versi cosmici, li definirei, ricordando anche una mia antica esperienza.
    Alcuni anni fa, cercando altro nel Giradino di Boboli a Firenze (era un primo pomeriggio afoso d’agosto) risalii fino alla cima della collina di Boboli, fino alla Fortezza, dove, sull’ampia terrazza, c’era la mostra di un’opera di un artista fino ad allora a me sconosciuto, Mimmo Paladino. Le sue sculture mi dettero la sensazione di un racconto dell’uomo – sculture enigmatiche, figure totemiche appartenenti a nessun tempo storico e a tutte le età dell’uomo da quello primitivo a quello del probabile futuro, in un percorso che mi parve rappresentazione dell’esistenza e delle sue forme.
    Così, leggendo…ascoltando i versi di Vittorio.
    Nel suo Cosmo senza confini, dove in una galassia nascosta si svolge il dramma della vita, dovunque essa sia possibile: nelle profondità delle acque, e della terra, e dei cieli, veniamo spinti impauriti, ma poi teneramente presi per mano a seguire orme che raccontano storie crudeli, che raccontano storie d’amore e di morte, che raccontano la nostra, le nostre storie.
    Arrogante questa genìa divina devastatrice? Sì, forse, perché senza coscienza dei limiti che un solo istante travalica e distrugge.
    … ridiventando arida polvere.

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  33. Il travolgente fondo musicale dei Pink Floyd è intitolato "The Great Gig in the Sky" (Il grande, spettacolare concerto nel cielo), composto da Richard Wright, uno degl'integranti del gruppo, recentemente scomparso.
    Vittorio Fioravanti

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  34. Un senso di sfida verso l'ordine cosmico, rivissuto con la nostalgia degli inizi intrisa di infinite promesse (giovani ansie in schizofrenica ascesa "guizzi lungo distese di mari ed oceani profondi"); come percezione di un passaggio a dismisura negli ineffabili sentieri dell'esistenza ("impronte nella polvere di sentieri corsi nel buio"); come angoscia per la fatale caduta di una malgovernata "genia divina" divenuta "devastatrice" e tuttavia emarginata in "stinte strie di arida polvere", in tracce evanescenti nella grande storia dell'Universo. Una rassegna di brevi occasioni mancate dispersa negli abissi del Tempo.

    Leopoldo Costabile

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  35. Memento homo, qui pulves es et in pulvère reverteris... ci vedo la conclusione del ciclo della vita se pur adornata da bellissimi versi in un miscuglio di sacro e profano dove è possibile leggere una genesi da fantascienza...Mi trovo molto in queste mie parole con quanto scritto da Angela Castello ed anche qualche altro intervento.
    Il risalire dalle profondita' marine dove vibrano pinne e toccare la rena mi ha colpito molto perchè con questi versi si da origine ad un'altra genesi molto fantascientifica. Sono colpito da questa poesia che esce da tutti i canoni ma lascia la persona che va a leggerla tra mille domande, mille dubbi, mille inquieitudini...C'è fascino sempre su come siamo venuti sulla terra e che cosa saremo dopo... Grande incognita.. Complimenti a Vittorio Fioravanti, cittadino venezuelano come lo era mio fratello che oggi non c'è più... Ottimo il video e il ramo piantato nelle nuvole o nella sabbia che da un effetto desolante quasi a significare tra la solitudine e la nullita'.Bruno Zapparrata

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  36. Dalla storia millenaria della polvere cosmica che ben sappiamo si deposita sulla nostra Terra, visibile, soprattutto, sui ghiacciai, la storia di noi, delle nostre illusorie speranze che riemergono, puntualmente, a determinare i nostri sospiri, ad allegerire ed estasiare la nostra anima. Con stile personale, Vittorio ci ricorda che la caparbietà di affannarci diventerà, essa stessa, polvere. Complimenti.

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  37. Anonimo ha detto...
    Dalla storia millenaria della polvere cosmica che ben sappiamo si deposita sulla nostra Terra, visibile, soprattutto, sui ghiacciai, la storia di noi, delle nostre illusorie speranze che riemergono, puntualmente, a determinare i nostri sospiri, ad allegerire ed estasiare la nostra anima. Con stile personale, Vittorio ci ricorda che la caparbietà di affannarci diventerà, essa stessa, polvere. Complimenti.

    Anita Laporta

    P. S.
    Avevo dimenticato di firmare nel commento precedente.

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  38. Inizio a corrispondere ai graditi commenti qui sopra espressi, ringraziando Carlotta, Cinzia e Pippi Pippino per avermi fatto partecipe del loro godimento, provato alla lettura dei miei versi, e più ancora alla visione dello spettacolo offerto dalla videopoesia.
    Vittorio Fioravanti

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  39. Una caratteristica della poesia di Vittorio è quella di concentrare il carico semantico, emotivo e intellettuala nella parola.sono parole che s'incontrano e scontrano sulla base di affinità fonetiche o concettuali apparentemente casuali. Il verso appare frammentato in micro-unità per ricongiungersi in un'improvvisa unità poetica, che non si disperde in una facile musicalità, ma i cui suoni, gli elementi eufonici sono dento l'unità poetica il suo nucleo originario vitale. Questa è la ricerca del poeta e, oserei dire, generalizzando, del vero poeta. Il disperdersi del carico semantico nella lungaggine cantilenante che toglie senso e intensità emotiva alla poesia non si trova nell'opera di Vittorio, che è molto rigoroso e molto semplice nel rendere immagini, parole suoni in un'unità molto concentrata. Questa è poesia. Mimmo L.

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  40. Ho molto gradito il tuo "Oibò", Diana...
    Molto simpatico!.. Mi ha ricordato - così d'improvviso... - alcuni personaggi di quel giornaletto d'una fase dei miei più giovani anni: "Il Corriere dei Piccoli"...
    "Strie d'arida polvere", l'avevi forse letta in Poetika, Diana?..
    Vittorio Fioravanti

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  41. Ringrazio ora anche Valeria, Maria, Mariella, Adriana, Fiorella e Anna per i graditi concetti espressi nel condividere la tematica affrontata da questi miei versi.
    Vittorio Fioravanti

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  42. Il ricordo e poi, la presenza dopo anni. Quel gomitolo chiamato memoria che accresce a ogni istante a cui Bergson ha dato parole per noi tutti.Noi che viviamo e proiettiamo la nostra vita nell'attimo successivo, lasciando alle spalle l'attimo passato per riscoprire d'essere perseguitati da iridi d'acquamarina e dal fuoco di passioni celato nei ... Mostra tuttocapelli selvaggi. Il desiderio di un corpo, l'interesse per la vita che ci è mancata e poi ritrovarsi nella stessa dimensione corporale, scoprendo che nel trascorrere del tempo la carne continua a profumare come la prima volta. E, di nuovo, la memoria, posta sulla nostra vita come la più grande maledizione e la più grande benedizione.
    Poesia che mi ha trafitto; dal sangue che esce vi sono ricordi. Questa la grandezza della parola, questa la grandezza della tua poesia, Vittorio
    Jonathan S. Benatti

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  43. Mi sembra che siano tutti commenti molto attenti, accurati, come dei piccoli saggi,nei quali si va precisando e chiarendo la poetica e l'espressività lirica di questi versi e di tutta l'opera di Vittorio, che molti dei lettori conoscono e hanno ben assimilato. Vittorio è molto amato apprezzato e letto dai suoi amici e dai poeti e commentatori del blog.

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  44. Sì, Cesare, uno dei fattori che si crede abbiano permesso l'evoluzione naturale non soltanto dell'uomo, ma di ogni essere vivente, è stato - e continua ad esserlo - l'istinto violento ad affermarsi sulle spoglie del contrastante nemico. Nell'uomo si è inoltre radicato nell'accresciuta intelligenza, che l'ha portato a dominare in questi ultimi millenni il suo intorno. Un istinto mortale che potrebbe - in potenza - causarne persino l'estinzione.
    Ti ringrazio per il gradito tuo intervento, Cesare.
    Vittorio Fioravanti

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  45. Sono anch'io lieto di far parte di questo magnifico blog, Antonio. E' vero quanto affermi: qui ci si arricchisce sia intellettualmente che spiritualmente.
    Ringraziamento, il tuo, che contraccambio con simpatia.
    Vittorio Fioravanti

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  46. Mi commuovo nel dover leggere delle vostre sentite emozioni, mie care amiche, Nuccia, Angela ed Antonella...
    L'effetto è in parte dovuto alla mia lirica, letta con chiari accenti da Cinzia, in parte alla dominante presenza dei Pink Floyd ed alle immagini scelte con cura da Danj e da Adriano...
    Vittorio Fioravanti

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  47. Il tempo è la scomposizione delle esperienze del conoscere: è una esigenza cognitiva ed emotiva. Intanto il Poeta chiude nel quotidiano il passato e il presente diventa presagio infinito e teso-verso. Gli sguardi diventano indefiniti: esistere - amare e morire mentre dall''Io' si va al 'noi' per assorbire le diverse identità che siamo e che saremo. Da una posizione di estrema singolarità si arriva ad un insieme perchè l'Autore avverte l'urgenza dell'Altro per formare l'unica onda come baricentro emozionale e razionale del mondo. Una Poesia che con l'incisività dell'impasto sonoro si nutre di musicalità e nutre noi nella dimensione del ricordo.
    Complimenti e grazie!
    Rita Pacilio

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  48. Non potevo non sperare in un tuo disinibito commento, Patrizia cara: tu sai quanto io li abbia sempre apprezzati. Te ne sono affettuosamente grato, anche a nome dei tre ottimi creativi che sono intervenuti per convertire i miei intensi versi in uno spettacolare show audiovisivo.
    Un abbraccio di ringraziamento...
    Vittorio Fioravanti

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  49. ah!, Vittorio, il Capitan Cocoricò appartiene ai miei ricordi d'infanzia (...quando? mah, chissà!)
    MANLIO

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  50. Maria Isabella D'Autilia7 gennaio 2010 09:09

    L'ho letta, riletta e ascoltata, ascoltata e riascoltata più e più volte, da stanotte...
    La suggestione della voce recitante, insieme alle immagini, mi ha calamitato, rapito, trasportato oltre il tempo nel tempo... Sensazione meravigliosa, magica, straordinario viaggio dolente attraverso il percorso dell'uomo sulla terra...
    "Appena ieri" l'inizio...breve il cammino dell'uomo rispetto all'infinito, breve e invasivo.
    Alla serenità dei versi, piani, che descrivono la caduta della "fertile pioggia" d'astri precipitata a ingravidar di vita la terra, fa da contrappunto il crescendo dei versi successivi, di cui
    "la febbrile ansia di crescere
    di sopravvivere per istinto"
    è la soglia che s'apre sui primi passi dell'umanità prima incerti, poi più sicuri, più forti...più armati...il primo odore del sangue sembra davvero di sentirlo, caldo, dolciastro, intenso, dai versi suggestivi e forti.
    E poi, quasi con ritmo martellante che ne sottolinea in maniera efficace e con un pathos che cresce e fa crescere le emozioni leggendo, si snoda l'umana storia, storia di progressi cosparsi di sangue, di guerre, di poteri ciechi e brutali, tutto accompagnato da un quasi delirio di onnipotenza, da un antropocentrismo che implicava ed implica sempre nuove conquiste e nuove distruzioni...E monumenti innalzati a se stessi, dalle piramidi ai grattacieli...
    Reminiscenze foscoliane del "di che lacrime grondi e di che sangue il loro scettro"...
    Senso di onnipotenza dell'uomo che si specchia come Narciso, ma l'immagine che vede di sé è quella a somiglianza del suo Dio...
    Amara riflessione sulla vicenda umana sulla terra, breve frammento di eternità, vissuto, creduto come l'unica eternità possibile, quasi l'eternità fosse nata con l'uomo...

    La chiusa mi ha letteralmete calamitata e presa...bellissimo quel
    "O gesto vano
    d'un germe cosmico"
    che riporta nella dimensione vera quello che siamo: infinitesimali e finite creature, polvere effimera dell'infinito, strie, verissimo, spazzate via dal Tempo, un tempo di una scala incommensurabilmente più grande del tempo nostro...

    Mi rendo conto di quanto siano fragili e inadeguate le parole ad esprimere in pieno quello che ho sentito, ho provato nel leggere/ascoltare/guardare...è stata un'esperienza emozionale fortissima...ancora in me le tracce dell'emozione, del turbamento...
    Vittorio, posso solo dirti, grazie...non è una poesia, la tua...la tua è LA POESIA

    RispondiElimina
  51. T'abbraccio, Daniela, il tuo entusiasmo m'affascina ...e sgomenta una parte di me, quella testardamente priva d'ambizioni. ;)
    Vittorio Fioravanti

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  52. Gabriele Prignano7 gennaio 2010 09:17

    I versi, il ritmo, la musica e persino l'ordinato sviluppo di una trama poetica di rara nobiltà non nascondono ma esaltano...il fuoco, la lacerazione, l'inquietudine. E la voglia di non arrendersi mai, che risiede proprio nel "denunciare", e, cioè, nel trasmettere, attraverso fortissime emozioni, quello che siamo, facciamo.... il mondo in cui viviamo. Una composizione di altissimo livello che trascina il lettore, coinvolgendolo in una visione del mondo per nulla esasperata. Ma esasperante.

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  53. Un brillante commento, il tuo, Adriana; un più chiaro, elevato ripercorrere l'evanescente traccia lasciata dietro di sé dal mio lirico sorvolo lungo le incatenate fasi dell'evoluzione, sino all'estremo atto, sino all'estinzione ...o come tu speri, sino all'illuminata rinascita d'un'umanità fondamentalmente rigenerata.
    Ti ringrazio per la stima che mi hai voluto dedicare. Sono qui per contraccambiarla, Adriana.
    Vittorio Fioravanti

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  54. Ti ringrazio, Pietro, del generoso commento espresso nei riguardi del mio modo di poetare. Il mio stile è rimasto in gran parte quello a cui m'ero adattato fin da studente: una forma di Realismo Lirico molto comunicativa e ben poco criptica...
    Vittorio Fioravanti

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  55. Il miracolo della vita è un "quid" con sentore di sacro, sia nell'ambito individuale che nel concetto universale. Noi che sul pianeta Terra ci sentiamo assoluti signori, ed aspiriamo perfino ad espanderci nell'Universo, presi uno per uno non siamo che un grumo di gioie e dolori, di verità ed incertezze, d'esigenze e miserie, tutti chiusi in una breve, brevissima parabola, destinati quasi subito al macero.
    Ti ringrazio per il tuo commento e le appropriate citazioni, Maria Grazia. Un abbraccio,
    Vittorio Fioravanti

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  56. Lo sento come uno degli elogi che maggiormente mi fanno fremere, quando m'accorgo d'essere ammirato per il linguaggio che uso. Sono emigrato in Germania nel 1960, a ventiquattr'anni, e a trenta - nel '66 - ero già nel Venezuela. Questo significa che da mezzo secolo io stia parlando ogni giorno in una lingua straniera, in tedesco e sopra tutto in spagnolo...
    Come abbia fatto a mantenere quasi del tutto intatto il patrimonio della madrelingua italiana è forse una prodigiosa mia innata qualità...
    Ti ringrazio per il tuo poetico commento, Angela, e contraccambio con piacere sia l'affetto che la stima.
    Vittorio Fioravanti

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  57. Sorprendente?.. Emozionante?..
    Ti ringrazio per i complimenti, Daniela...
    Vittorio Fioravanti

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  58. Valeriano Garbin era veneto, essendo nato nel dicembre del 1937 a Schio, in provincia di Vicenza. Era emigrato nel Venezuela una quarantina d’anni fa, risiedeva a Valencia. Era professore di Linguistica, critico d’Arte, poeta: un importante integrante della Comunità Italovenezuelana.
    Poche settimane prima di morire, nell'agosto del 2008, Valeriano Garbin aveva finalmente visto pubblicata la sua quinta Antologia Letteraria Italovenezuelana, dedicata quell’anno a “Raffaello en Venezuela”. Le precedenti edizioni erano state – nell’ordine - “Petrarca en Venezuela” nel 2004, Dante en Venezuela” nel 2005, “Leonardo en Venezuela” nel 2006, e “Miguel Angel en Venezuela” nel 2007. In quelle pagine vi erano state selezionate da Valeriano più di cento mie liriche, dedicandovi due attenti saggi sulla mia poetica.

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  59. Nel cammino dall'eternità all'uomo tutto fluisce.Riflessioni prepotenti di come il genere umano è minima cosa di fronte all'immensità dell'universo,negazione stessa della grandezza del creato.Vittorio è un osservatore attento delle umane gesta,sa cogliere con pochi tratti profondi definizioni altrimenti distanti e vaghe.La sua parola definisce,scolpisce con maestria senza mai violentare il pensiero.E' un poeta dal sentire denso,invincibile nel ricreare stati d'animo.Grazie Vittorio,con profonda stima

    Daniela Bisin

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  60. Valeriano è spirato tra le braccia della sua giovane compagna, per un infarto massivo. Solo un paio di giorni prima eravamo restati a lungo al telefono, lui a Valencia e io qui a Caracas, progettando nuove iniziative.
    La morte è una pagina dura, un foglio di plastico che chiude inatteso il dossier d'una vita. Penso ai progetti interrotti, a quei suoi chiari occhi che fissavano l'orizzonte, parlandone. Per alcuni di noi la vita è un percorso troppo breve, o forse è il tempo a scorrerci intorno irrefrenabile, troppo rapidamente.
    Vittorio Fioravanti

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  61. Ringrazio tutti , Maria Isa, Manlio,Gabriele, Pietro, Jonathan, Anita,Rita, Jonhathan, Adriana e tutti gli altri dela vostra sentita partecipazione alla poesia di Vittorio, che , nelle vostre accurate analisi avete avvertito come grande poeta, analizzando in tutti gli aspetti le sue tematiche e la sua poetica,lo stile e la profonda umanità E Grazie a te, Vittorio, di esser stato così presente e vicino a questa comunità di poeti dialoganti.
    Ti chiediamo di ritornare e portarci ancora i tuoi doni preziosi, le tue perle di vita.

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  62. Ammiro il tuo accertato commento, Daniela (Boarino), ricco di rapporti riscontrati tra la mia videopoesia ed altre manifestazioni dell'arte e della scienza (con accenni a nomi da dover scrivere a lettere maiuscole...). Tecnica cinematografica, dici... La mia professione di creativo pubblicitario e di produttore televisivo ha sempre più influito nel corso di questi ultimi anni sulla maniera da me usata per comporre con le parole i miei messaggi poetici: uno stile molto comunicativo, eccitante, particolarmente visivo, persuasivo e in certo modo ritmico, cadenzato, quasi musicale...
    Vittorio Fioravanti

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  63. Spettacolare la scelta delle immagini e il sottofondo travolgente del gruppo britannico dei Pink Floyd, non è vero, Angela (Castello)! ...grazie all'arte dei produttori della videopoesia, Danj e Adriano, ed alla chiarissima voce di Cinzia. Io - nel mio piccolo - ci ho messo soltanto i versi...
    Ti ringrazio a nome di tutti noi...

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  64. Mi scuso se già un paio di volte abbia dimenticato di firmare il mio commento. Capita... ;)
    Vittorio Fioravanti

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  65. Sono dannatamente in ritardo con i miei riscontri ad ogni vostro gradito commento, ma continuo qui di fronte al monitor, mentre a quest'ora voi siete già tutti a letto... ;)

    Ho trovato simpatico, Manlio, ritrovare anche qui i commenti lasciati nella pagina di "Youtube", tra i quali il mio, scritto "stordito" dalla bellezza della trasfigurazione effettuata sui miei "nudi e crudi" versi cosmici. ;)

    Poi quell'esclamazione rimasta impigliata in un rametto della memoria: "Oibò!"... Io compirò settantaquattro anni ad aprile: non posso credere che tu sia un mio coetaneo. Quei pupazzetti devono essere riusciti a sopravvivere anche per lo spasso chiassoso della generazione seguente alla mia. Ecco...
    Ti ringrazio, Manlio (ti chiami come uno dei miei zii...) per l'ospitalità e la simpatia...
    Vittorio Fioravanti

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  66. Dalla germinazione della vita piovuta in quest'angolo dell'Universo sino alla nostra definitiva scomparsa, all'estinzione della razza umana ...un arco insignificante di tempo terrestre di fronte all'Eternità.
    Grazie per la sintonia, Leopoldo...

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  67. Paola Maria Leonardi7 gennaio 2010 17:53

    Lirica di manifesto stile realista tendente all'avanduardia poetica, legata a destino del nostro Pianeta, così tristemente destinato a soccombere all'incuria dell'Uomo, nonostante le avvisaglie ambientaliste relative alla Scienza le cui Ricerche hanno lanciato frecce infuocate da un arco che arde costantemente.
    Il destino dell'Uomo sulla Terra, il suo significato all'esistenza, sono forse il fulcro prioritario di un soggetto sempre in evoluzione,così sapietemente descritti in questa sorprendente Lirica, ove le parole fungono da cornice ad un quadro rappresentativo nelcammino dell'evoluzione umano in chiave letteraria.
    Credo lo si possa annoverare in uno stile tutto particolare, frutto di uno studio soggettivo sull'Arte dell'essere e di essere rapresentati.
    Grazie per la condivisione
    Paola Maria Leonardi

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  68. Una lirica che attraverso lo spettacolare concerto di suoni e d'immagini, lascia poi nella mente l'inquietudine agria per la precarietà della nostra insignificante esistenza... Tutto qui, lamentevolmente.
    Ti ringrazio, Bruno, per il commento, e comparto con te il mesto ricordo per tuo fratello, come me italovenezuelano.

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  69. M'arrendo. Domani cercherò di completare i dovuti riscontri nei riguardi di Anita, Mimmo, Jonathan, Rita, Maria Isabella, Gabriele, Daniela Bisin e nuovamente Gloria, l'anfitriona...
    Buonanotte per me ...buongiorno per tutti voi!
    Vittorio Fioravanti

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  70. ...non me n'ero accorto: e Paola Maria Leonardi.
    A domani!..
    Vittorio Fioravanti

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  71. Grazie, Anita, per condividere la mia ansia...
    Il dramma umano si riflette da tempo nello stato naturale ormai degenerato dell'intero pianeta, ma ancor più nel crescente, inarrestabile malessere sociale, giunto a livelli d'insopportabile tensione continentale.
    Non credo ci sia bisogno di ricorrere alla convergenza di ben determinate profezie secolari per allarmarci ed aprire gli occhi su quell'inserzione in inglese che sta materializzandosi contro la cupa coltre di nubi oscure:
    . . . T H E . E N D .

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  72. Quando ho letto questo tuo commento ieri, Mimmo, mi sono sentito dentro un affiorare effervescente di bollicine d'euforia... Il mio stile analizzato nelle sue fibre e tensioni, nelle corde vocali, nei suoni e da te ...promosso a poesia. Mi ci voleva, preso com'ero dall'angoscia del mio tenebroso messaggio profetico.
    Oggi, calmato da qualche ora di sonno, vengo qui a ringraziarti per questa tua favorevole opinione sulla cadenzata lettura di questi miei versi. Spero d'aver la possibilità di farti conoscere altre mie composizioni, dove potrai trovare - almeno lo spero... - più chiare conferme.
    Un abbraccio,
    Vittorio Fioravanti

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  73. Mi sento di considerare questo tuo eccellente commento, caro Jonathan, riferito alla mia lirica "Una stilla attraverso le nostre vene", e capitato per caso qui sotto "Scie d'arida polvere", come un appropriato elogio allo stile della mia poetica, alla "grandezza della parola", da me usata per cercare di trasmettere emozioni, concetti, memorie...
    Ti ringrazio, Jonathan, per la generosità che mi dimostri.
    Vittorio Fioravanti

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  74. Spero un giorno di poter leggere la tua recensione ad una mia raccolta di poesie, mia cara Rita. Prima che sia troppo tardi per il mio "Io" ...e magari - Dio non voglia, come si suole dire... -addirittura per tutti "noi". Questo tuo accurato commento me lo suggerisce in maniera grafica...
    Scusami il ritardo col quale ti ringrazio per i complimenti...
    Vittorio Fioravanti

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  75. Seguendo parola per parola, frase per frase la tua sentita lettura dei miei versi, Maria Isabella, ho colto ieri, una dietro l'altra, quelle stesse vibranti emozioni che m'avevano turbato ed imposto di scrivere quanto mi stesse allora affiorando dentro. Una sintonia assoluta, totale, ramificata sulla pelle, in sequenze di brividi ...di parola in parola, di frase in frase, di verso in verso, seguendo il corso dell'evoluzione umana, quasi fossero - i nostri - passi d'un tango, una ricerca d'orgasmo. Questo "venire insieme", racchiuso in due scarni versi:
    "O gesto vano
    d'un germe cosmico"
    ...l'insignificante, malcelata verità della nostra esistenza, e - insita - della nostra imminente estinzione.
    Fragili ed inadeguate le tue parole ad esprimere in pieno quello da te sentito? ...t'assicuro che l'effetto sia stato ieri esattamente il contrario. E te ne sono oggi più che grato.
    Un abbraccio affettuoso, Maria Isabella...
    Vittorio Fioravanti

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  76. Devo ammettere che in questo "covo di poeti clandestini" io abbia trovato un'accoglienza fin troppo generosa nei riguardi di questa mia fortunata lirica, vestita a festa dalla produzione effettuata dagli amici di Poetika.it...
    Opinioni concordi sulla qualità dello stile, della mia forma di scrivere e d'affrontare l'esasperato tema della nostra precaria esistenza e della misera fine o - chissà - della svolta incredibile che rigeneri quanto si sia degenerato qui intorno, ai margini dell'Universo.
    Un'opinione che mi onora, Gabriele ...sinceramente.
    Vittorio Fioravanti

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  77. Una stima che contraccambio, come tu sai, Daniela cara...
    Grazie d'essermi venuta a trovare anche qui in "Poeti Clandestini", dove m'ha gentilmente invitato Gloria, e dove sono stato accolto con accertati commenti e tanta simpatia...
    Vittorio Fioravanti

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  78. Accertata sintesi del tema da me affrontato, cara Paola Maria, e parole sinceramente generose nei riguardi del mio stile realistico lirico, una maniera di scrivere mai abbandonata, vigente sin dall'esordio avvenuto nel mio ...passato remoto.
    Ti ringrazio, Paola Maria, scusandomi per il "tu", che uso - forse - con troppa disinvoltura (un vizio acquisito qui nel Venezuela).

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  79. PAGINA CRITICA SULLA POETICA
    DI VITTORIO FIORAVANTI

    di Valeriano Garbin


    Con le sue creazioni poetiche Vittorio Fioravanti sintetizza, con gran effetto, quel senso dell’arte realistica, come conquista espressiva, con una passionalità ed un’autodisciplina che è caratteristica della sua personalità decisa, forte, romantica, sensiblile a ogni aspetto sociale e agli ideali di rinnovamento particolarmente della nostra comunità.

    I tumulti delle descrizioni che escono dal profondo dell’animo di Fioravanti si placano nella serena sintesi del ritmo e della musica dei versi, brevi, di getto ma meditati, contemplati, armonici e spesso legati alla sua esperienza di uomo che ha provato e ancora soffre la lontananza del suo amore filiale, di un amore familiare, di un estatico e limpido amore a Venezia, di un drammatico amore ispirato da un fatto di cronaca, dal destino o di un amore solitario cantato con spietata descrizione.

    Fioravanti accoglie ed esprime con un accento personalissimo e uno stile ben definito e suggestivo le incertezze, le inquietudini del nostro tempo, certe inutilità, certe paure che riescono a condizionare la nostra storia, la fede nei valori legati alla spiritualità ideale del vivere in balia della concezione scettica del materialismo.

    Felice creatore e costruttore di versi il nostro poeta sa splendidamente incrociare cuore e passione, ragione ed esigenze interiori, sempre cosciente della validità degli affetti, della bellezza, dell’amor patrio, dell’emigrazione anche se dura e tirannica, del vivere e morire come ragione dell’esistenza e particolarmente della severa e tranquilla speranza di un mondo migliore in un sognata eternità.

    Il ritmo dei versi di Fioravanti è a volte un insieme di assorta lontananza, di costanti rivelazioni del suo animo pensoso e dominante, di un diario agitato da raffinatezze stlistiche profonde, dalla durata della memoria, particolarmente, che è nuova vita.

    C’è, forse, qualche esasperazione emotiva presente, del resto, nella poesia di tutti i tempi quando questa ha avuto un preciso carattere di eterna avanguardia.

    E Vittorio Fioravanti è poeta d’avanguardia. Non è facile definire il gusto della sua poesia: sono versi forti, taglienti, esplosivi, mai anarchici, impongono anzi una visione estatica della vita e lirica con una gran voglia di fraternità.

    Come letterato avanguardista sa anche prendere posizione contro la guerra e contro ogni tipo di dittatura e di rivoluzione che solo sanno modificare e moltiplicare il tipo di miseria: ecco, Fioravanti fa ribellare il suo spirito contro la materia.

    Il tono entusiastico, il pathos, hanno la forza d’urto e di pressione che sfiora la lacerazione senza deformare il reale. È questa un’estetica sempre nuova che riprende l’identificazione romantica di arte e di vita.

    La poetica di Fioravanti si fonda su questo: liberazione, felicità, esaltazione dei sensi, sensualità, controllo sull’angoscia e la disperazione, però con il tormento delle vittime che non trovano un redentore.

    Infine il suo stile, incisivo e acceso, a volte volutamente frammentario nella tensione psicologica, fa da continuo ponte tra il poeta e la realtà, come entitá intermedia tra i sentimenti espressi e la realtà che li rappresenta.

    E anche questo è, indubbiamento, un gran merito.


    * * *

    Questa pagina critica del letterato italovenezuelano Valeriano Garbin,
    è apparsa nell'antologia letteraria "Leonardo en Venezuela", pubblicata a Valencia, nel Venezuela, nell'anno 2006.

    In fede,
    Vittorio Fioravanti ***

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