domenica 28 febbraio 2010

EMOZIONI di Wanda Allevi

(Salvador Dalì, Metamorphosis of Narcissus)




Emozioni…
fiori schiusi, boccioli segreti…
che germogliano nel cuore
lasciando gioia e tristezza.
Impalpabili bellezze naturali…
che colmano il vuoto materiale
di giorni grigi e spenti,
rendendo meno sterile e sola
l’arida terra umana.
Fedeli compagnie…
di eterne solitudini interiori,
che lasciano un’impronta,
invisibile, incancellabile…
nella vita, che scorre e vola via. 



venerdì 26 febbraio 2010

NEL TUO SILENZIO di Tatyana Andena

(Monet)


E come dire

le parole dell'amore

se mi sfiora il gelo del silenzio

come cancelli chiusi

passi lontani

voli smarriti

forbici che tagliano

malinconie sopite

sassi che vanno via, nella schiuma del mare.

Talvolta sembra che il silenzio parli

ma non sono le parole che voglio sentire

basterebbe un sorriso

a cucire la nostalgia

di un traguardo che non c'è

tutto vive e muore nei miei occhi

quando guardo

le mie illusioni

giocare

sul tuo volto

tracce di infinito si incontrano

vicino alla tua bocca

e io posso solo

tacere

e consegnare al vento

che non mi accarezza, mai

i miei pensieri

intrisi di gocce di eternità

fantasie rosse

io mi parlo di te

e a te consegno una terra senza frontiere

non so dove vado

so solo

che ci sono

nel tuo silenzio

esisto







mercoledì 24 febbraio 2010

E' SOLO TERRA di Francesco Palmieri


(Paul Klee, Versunkene Landschaft)

 
Si credeva qui
fosse luogo di miracoli,
di angeli a sorpresa
sbalzati da una molla
e betlemme, non un locale grotta
per cene a lume di candela
ma una storia vera
da replicarsi a breve.

Si pensava
che giunti alla vacanza
(e noi a cantare in coro
sul sedile posteriore)
avremmo visto il mare
tutto l'anno
(e il sole non più rotto
a fine agosto,
valige più pesanti nel ritorno).

Ci si aspettava a volte
una tristezza lieve,
il tempo di una nuvola a passare,
uno spavento appena
e poi il sollievo,

ma furono piaghe
non stimmate
a rimanere.

E in fronte il segno permanente
di un pensiero breve

è solo terra qui
a sostenere il piede,
terra d'affondo
terra di sprofondo

e poesia superflua
ogni preghiera e resto. 


venerdì 12 febbraio 2010

IMPARA AD AMARE di Maria Isa D'Autilia


(Auguste Rodin, Il bacio)




Impara ad amare, stasera.
Deponimi su scogliere di onde
tra le braccia del vento…
Ti ho reso grande
come la mia solitudine...
come i tuoi occhi
che guardano oltre me.
Ti ho reso grande come le ore
liquefatte d’attesa,
come una torre a guardia
di parole mozzate.

Impara ad amare, stasera.
Rendimi fiume che scorre nelle vene
di una pianura di respiri…
Ti ho reso notte
per le notti insonni
di parole intessute
di stelle e desideri.
Ti ho reso notte per le labbra
mie e per le tue, sospese
tra l’arsura e il silenzio
ansimante di pelle.

Ballerina senza musica
per te ho inventato danze
Di nuvole e pensieri,
gettando i sette veli
di dubbi e di paure
lontano dal mio corpo
nudo, senza difese,
offerto alla tua mente.



Impara ad amare, stasera.
Fa’ di me alle tue mani prateria
su cui scrivere l’oggi.
Ti ho reso immenso
come il cielo in cui, nuvola,
mi ritrovo e mi perdo
ferita di sole e di lampi.
Ti ho reso cielo per il mio volo
e il tuo, oltre ogni tempo
di ricordi e dolore, foglie
consumate dal vento.

Impara ad amare, stasera.
Donami un letto
di petali e di vele
di vascelli raminghi
su cui danzar con te
la musica di un sogno.
Impara ad amare, stasera…
E insegnami, stasera
il come amare te.



Non è vero di FRANCESCO PALMIERI

Pesadilla en Venecia o El purgatorio de los obispos
(dall'album Fotos del muro di Elan Primo Marsiglia)


Non è vero che morire
è solo mutazione già prevista
(passare dal solido al gassoso,
frantumarsi in soli e stelle
e diventare vento, anni luce,
una saetta da un qui al dappertutto).

Non è vero che morendo
non si perde niente.

Si perde tutto

(se non ricorderò chi sono
e cosa sono stato,
l'accelerazione al sangue
per te che non sapevo
e nell'istante breve
sei stata il nome proprio
tatuato nella pelle;
se non riconoscerò
i volti amati e persi
e non rivedrò mia figlia
che pur senza volerlo
avrò lasciato sola;

e non saprò il fragore
dei sogni che ho sognato,
di una mattina presto
coi passeri già svegli
e del silenzio quieto
dopo la nevicata,
del cielo quando è maggio
che apre le finestre
e il sonno di una casa
che guarda verso il mare).

Non è vero che morendo
non si perde niente.

Io avrò perso tutto
se in un' altra vita

non mi ricorderò di questa.



mercoledì 10 febbraio 2010

LEI LUI di Marialuce, Eroma

(Eroma, I'm)
LEI

Il male accresce .
le sue radici espande
assieme al discepolo
dissipiare in quella
distesa vallata
abbigliata di grano
ogni volta che coloro
per il quale il" suo" amore
si fa sommo infinito
un nuovo dissenzo
scraboso dissemina
la distorzione dell
onesta verita
ne affoga gli occhi
accapigliando l' indifesa
recedono
ribaltano
costruendo
imperi d' antagonismo
su stelo illusorio per
ricambiare le reggie
d' innocenza ed amore.
Rivalita mai stata
neccessaria la quale
LEI non nutre...
lei non sfiora
lei non veste
ne mai !
dovrebbe toccare
perche per colei che
conosce sofferenza
vera rimane luce
il piu grande dono
che prevaso dal dorato
del grano s' aggira
nell'alba fra colori
lasciandosi morire
nella sua ultima carezza
laggiu vedi ?
dietro all'ultimo tramonto

Marialuce Carucci Lehan
.....

LUI

gl'amanti si trascineranno sull'altra costa
perchè scoprirono che questa era tutt'un panico freddo
una sibilla solitaria di sangue scuro
un'ombra chiassosa che risuonava nulla!
si trascineranno all'altra costa...
la pioggia entrerà nei loro occhi aperti
le ali nere del mare gireranno al largo...
...coraggiosamente soffieranno con furia sulla loro zattera
allontanandosi dai quei maligni gridi
da quelle lucubri sbarre
e s'accosteranno piano piano
alla linea del tramonto.
ma forse... vedi !?!
le foglie mosse...
restiamo ancora un po qui
a guardarle.
Eroma Mariuoluz


IL PESCATORE di Paola Casulli


(Mi madre duerme el sueño de los Justos di Elan Primo Marsiglia)

 
Non chiudere mai
gli occhi del tutto
se c'è quel vento che soffia e spazza. Anche se brucia come sale
taglia come accetta, tu, mio amore, guarda in ogni direzione

Quasi sempre
i flutti si portano i loro martiri, ma tu ribolli
di disperazione
come mare tu sei
e come stesso mare
il vento nulla può se non mangiarti gli occhi. Non chiuderli mai del tutto
pensa alla pietà dei miei: essi cicaleggiano verdeggianti,
aspettano la calura dell’estate.

(da Sartie, Lune ed altri Bastimenti)






lunedì 8 febbraio 2010

LABOR - ATTORE di Ennio Plauto




(Pablo Picasso, Don Chisciotte)

"Si capisce, - disse don Chiscìotte - che non sei pratico di avventure: quelli sono giganti, e se hai paura, fatti in disparte e mettiti a pregare, mentre io vado a combatter con essi una fiera e disuguale tenzone" (Cervantes)

 



Perpetuo
moto ed occasione,
rivoluzione.
Diligente
dialettica liceale
segnava il passo
del mio cantare.
Travolto
dalle reali, dalle oggettive
condizioni
ad incondizionata resa
di analisi ed azioni,
moriva l'altro secolo
con sofferenza sinistra,
doglie o metastasi?
(me lo sono sempre chiesto).
Volontarismo
di involontarie speranze
ricolorava la volta
con tante stelle,
e tutto intorno
di tante storie
fango e utopie
dal retrogusto
antico di antiche libertà
comunali
come agli Scrovegni
intorno
un giardino italiano,
ghiaia e passanti,
pietre, conflitti
e muri spezzati.
Balziamo oggi
nei nuovi cosmi
fra fuochi e ellissi
e sinusoidi.
Manca l'analisi?
Manca il soggetto?
O manca all'uomo
un cuore in petto?





Dalle Terre del sud di Gloria Gaetano

domenica 7 febbraio 2010

PRIGIONIERO IN AFRICA ORIENTALE di Adriana Scanferla


(foto dall'album di famiglia)

Ma se la vita ti butta in una strada
guardi chi passa e non ti appartiene
Invisibile tra i molti eppur scansato
aggrappato come amico a una bottiglia

E tu racconti quando in Africa Orientale
saltò in aria una granata rasente
interrato a testa in giù nella sabbia
ti tirarono a pelo e per i piedi.

Scarichi casse ai mercati generali
per compagno un goccio all’osteria
Ma se il nemico è il gelo che infierisce
non hai armi per sparargli addosso

Nudo a casa hai sposato la prima
che ti ha voluto e che è rimasta incinta
Però nel campo inglese hai già imparato
a tracannare il cognac dalla bottiglia

E tra spari odor di sangue e prigionia
e tanto vino per gemere o far festa
la testa non ragiona più che dentro
non è che prima poi ci avesse tanto

E ci hai provato a incamminarti al Belgio
e pure in Francia a fare l’emigrante
sei ricomparso presto e a mani vuote
per raggiungere gli amici all’osteria.

E un secondo figlio ancora hai avuto
che quasi non l’hai visto quando è nato
Che se una donna ti butta in una strada
guardi chi passa ma niente ti appartiene



Sebastiano Salgado Fotografo Brasiliano detto il " Poeta dei diseredati " 
Nato a Aimores ( Brasile ) nel 1944



giovedì 4 febbraio 2010

SULL'ALTALENA di Maria Isa D'Autilia

(Pablo Picasso, Blue Nude)


Ondeggio nella pioggia.
Sospesa a un’altalena
cullo incerti pensieri
nel baratro di un’onda
su cui cavalcano i giorni.

Ondeggio, ed i miei sogni
li sento lentamente scivolare
tra le dita di ghiaccio
dei miei dubbi inespressi
e i desideri frangersi
fra le tue braccia di nuvole.

Abbandonati giacciono
sul pavimento delle notti,
delle nostre notti, i vestiti
dei miei, dei tuoi pensieri...
e forse non più petali
di parole d’amore
rivestiranno i corpi
delle anime, intrecciate
nel tempo senza tempo…

Ondeggio, e l’ondeggiare
m’è peso e lampo e vento
che lacera le trecce de’ miei giorni
a cui mi reggo sopra l’altalena
che m’avvicina e m’allontana
ai tuoi occhi, mio talamo e scogliera...

Ondeggio nella pioggia
scalciando dubbi in gocce
sospesa
nell'attesa…





IL RUMORE DELL'ANIMA di Eroma Mdm

(dell'autore della poesia)


La tramontana fastidiosa scompiglia ostinati profili di memoria
-"la mia storia"-
così a distanza assaporo dolori antichi
foglie cadenti come pezzi taglienti di rimpianti
s'imprimono sull'impronte ferme...
si ripetono sui tumulti degli steli affaticati
insofferenti anche del mare ignoto
...lontano dai motori ,oltre il soffio amico del sole...
fedele al sogno che ritorna impaziente a decifrare i segni ripetuti nel moto inquieto dei silenzi.
Così abbandono l'onda
il respiro lento d'un sorriso c'indica un percorso nuovo
che permetta alle cicatrici di rimarginarsi almeno un pò;
ma è polvere sul nero della strada
sui roghi delle stelle cadute
dove sibila nell'eco un richiamo freddo
un desiderio impellente
che scioglie un canto che un tempo m'apparteneva.