domenica 7 febbraio 2010

PRIGIONIERO IN AFRICA ORIENTALE di Adriana Scanferla


(foto dall'album di famiglia)

Ma se la vita ti butta in una strada
guardi chi passa e non ti appartiene
Invisibile tra i molti eppur scansato
aggrappato come amico a una bottiglia

E tu racconti quando in Africa Orientale
saltò in aria una granata rasente
interrato a testa in giù nella sabbia
ti tirarono a pelo e per i piedi.

Scarichi casse ai mercati generali
per compagno un goccio all’osteria
Ma se il nemico è il gelo che infierisce
non hai armi per sparargli addosso

Nudo a casa hai sposato la prima
che ti ha voluto e che è rimasta incinta
Però nel campo inglese hai già imparato
a tracannare il cognac dalla bottiglia

E tra spari odor di sangue e prigionia
e tanto vino per gemere o far festa
la testa non ragiona più che dentro
non è che prima poi ci avesse tanto

E ci hai provato a incamminarti al Belgio
e pure in Francia a fare l’emigrante
sei ricomparso presto e a mani vuote
per raggiungere gli amici all’osteria.

E un secondo figlio ancora hai avuto
che quasi non l’hai visto quando è nato
Che se una donna ti butta in una strada
guardi chi passa ma niente ti appartiene



Sebastiano Salgado Fotografo Brasiliano detto il " Poeta dei diseredati " 
Nato a Aimores ( Brasile ) nel 1944



35 commenti:

  1. Ogni essere umano ramingo nel prato della vita, viene coinvolto dal Graminaceo che s'appropria nefasto e distruttivo soffocando il fiorire naturale d'ogni Seme
    Aurelia Castelnuovo

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  2. Da piccola mio nonno mi prendeva sulle gambe e mi raccontava di quando era combattente ma anche lavoratore in Africa. Grazie Adriana, questa tua poesia che mi ha fatto ricordare momenti di grande dignità e di profondo affetto.
    Mazzetti Elena

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  3. Complimenti per la sensibilità e il realismo. Brava! Laura Prati

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  4. Meravigliosa!
    Per chi mi conosce è difficile che inizi un mio commento con questo tipo di aggettivo, che pongo sempre alla fine. E' il modo di scrivere che adoro e che mi colpisce, che arriva direttamente alle corde più acute dell'animo. Tecnicamente lo trovo entusiasmante.
    Far ruotare la trama di questo spaccato di vita intorno all'alcool. Non c'è strofa che non faccia riferimento a questo "fidato" amico e trascini strofa per strofa le pennellate di vita. La "guerra" è solo un'aspetto della vita, forse la più toccante, forse quella che ha contribuito alle scelte. Scelte fatte col cinismo degli occhi di chi ha vissuto la guerra, di chi trova ispirazione dell'alcool.
    "Nudo a casa hai sposato la prima che ti ha voluto e che è rimasta incinta". Parole artistiche dove si possono intavedere i tratti del bisogno di affetto e tratti di un uomo di "onore", di un "soldato" che sposa la persona che ha messo incinta per un solo momento di affetto.
    A tratti mi ricorda un pò un "Boudlare" nostrano, forse anche più intenso perchè vicino al nostro sud e al nostro "fidato" vino.
    Meravigliosa. Complimenti.
    Doni Onid

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  5. Davvero bella, sembra una canzone.
    Rossana Girotto

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  6. Gabriele Prignano
    Civilissima, umana, bellissima composizione. Grazie, Adriana!
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  8. Ogni essere umano ramingo nel prato della vita, viene coinvolto dal Graminaceo che s'appropria nefasto e distruttivo soffocando il fiorire naturale d'ogni Seme
    Aurelia Castelnuovo

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  9. Ho avuto mio padre in Africa orientale e leggendo questa poesia lo rivedo mentre mi racconta le sue disavventure. Versi che hanno saputo cogliere l'essenza di un'esistenza in bilico, tra l'esaltazione e da depressione e la fuga verso paradisi diversi. La fedeltà ai valori della famiglia e anche un sorso di vino buono che ha aiutato a sopportare meglio gli affani.

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  10. Complimenti per la sensibilità e il realismo. Brava! Laura Prati

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  11. Mi scuso, ho dimenticato di firmarmi
    Antonio Lanza

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  13. Ringrazio tutti e tutte per il giudizio positivo.
    In realtà dubitavo a pubblicare,un pò perchè si fa sempre fatica a staccarsi da una parte di sè e un pò per l'argomento che andavo ad affrontare, inevitabilmente un pò forte. Grazie mi siete di sprono a perseguire!

    Cara Elena. Sono contenta che pur nella durezza del tema affrontato tu abbia saputo cogliere tra le pieghe una certa tenerezza o perlomeno comprensione, non sempre siamo noi la causa delle nostre disgrazie perlomeno non del tutto.
    Se tuo nonno ti ha lasciato un così bel ricordo deve essere stata davvero una persona speciale!
    Adriana Scanferla

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  14. Molto bella Adriana, nella tua poesia ci sono, allo stesso tempo, tutti i barboni e i reietti di tutte le società. Grazie
    Carla Di Napoli

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  15. Complimenti Adriana per la tua scrittura asciutta ma coinvolgente. E dire che solo qualche mese fa mi dicevi che avresti rimandato la scrittura, perchè eri ancora troppo attratta dalla lettura...Non c'è un tempo per dedicarsi alla scrittura..succede quando una storia ti cattura..
    Valeria Mobiglia

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  16. Vittorio Fioravanti Grasso
    Attraente questo personaggio, dipinto in poetici versi d'un cadenzato, gustoso realismo lirico. Ex soldato, ex prigioniero, ex reduce, ex amante, marito e padre, resta fedele solo alla bottiglia, tenuta sempre a discreta portata di mano...
    Complimenti...
    Vittorio Fioravanti

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  17. Adriana grazie , è la prima volta che ti leggo e devo dire che mi hai toccato molto....
    Sarà un piacere leggerti ancora....
    Ciao. Angela Ragusa

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  18. Danilo Carli Stranich
    ha ragione Donatella, qui è tutto bello, una metafora riuscita e che fa riflettere.
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  19. Hai descritto un personaggio come tanti che incontriamo nelle nostre strade ...spesso giriamo lo sguardo infastiditi (io per prima!)...sei riuscita a trasmettere umanità...brava!
    E' la storia delle persone che fa la differenza...è sentire un'empatia che nasce dalla condivisione della condizione umana...
    Patrizia Marini

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  20. Adriana, esprimi bene tutta la triste storia di chi fugge dal proprio paese per necessità e cerca accoglienza,comprensione. E'una situazione giustamente e volutamente dura, ma con molta partecipazione e umanità: ma forse è meglio non sentire la tua partecipazione soggettiva. l'effetto di straniamento è efficace..Che cosa s'impara in guerra? dolore, violenza,orrore. E anche a bere per non sentire non vedere. Poi non riesci più a inserirti nel tessuto sociale. Non si riesce più ad accettare la vita.
    13 gennaio alle ore 13.27 ·

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  21. Rossana Girotto Senti, posso passarla a un amico musicista molto molto in gamba e che spesso scrive e/o canta sulla resistenza, sui partigiani e su esperienze del recente passato? non è su FB, secondo me impazzisce per questo testo.

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  22. Adriana Scanferla Rossana@ Per me sarebbe un onore..ovviamente purchè si dichiari che il testo l'ho scritto io. Hai ragione sulla canzone, l'ho cadenzata spesso a nenia per sentirne l'effetto, perchè per me una poesia oltre al contenuto deve avere anche la musicalità. Ci sono un paio di inciampi, ma visto che in tre settimane di gestazione non mi è riuscito di scavalcare il muro ho deciso di aggirarlo e proseguire.C'è ancora tanto di cui raccontare!

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  23. Rossana Girotto ovviamente l'autore verrà citato! e ci mancherebbe

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  24. @ Doni Onid- Grazie, complimenti forse non del tutto meritati ma in fondo tutto e soggettivo, ti so sincero e ti ringrazio.
    Nel commento ti ho sentito partecipe ; hai srotolato il racconto scrutandone trama e ordito, hai tastato con le dita ruvidezza e setosità.Che altro dire, il tuo talento nello scrivere, emerge anche da un semplice commento...condividi con noi..
    Adriana

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  25. @Gabriele- Civilissima e umana sono davvero due gran belle definizioni. Grazie!
    @ Carla- Brava a te che ne hai colto l'universalità
    Adriana

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  26. Mariagrazia Paparesta CARI AMICI SONO LIETA DI POTER RISPONDERE ALLE VOSTRE NOTE . MA NON SEMPRE LO FACCIO PERCHE' VERAMENTE VORREI DIRE TANTO MA POI ONESTAMENTE NON MI SENTO ALL'ATEZZA DI QUELLO CHE VOI AVETE SCRITTO E CHE IO NON RIESCO A SPIEGARMI... POI ALTRE VOLTE SONO NOTE MOLTO TRISTI CHE RINUCIO PROPRIO DI PROPOSITO PERCHE' VI SEMBRERA ASSURDO IO STO ... Mostra tuttoATTRAVERSANDO UNA FASE MOLTO CRITICA CHE SE LEGGO LA VOSTRA NOTA E POI DEVO RISPONDERE MI SI SENTO MALE PER CUI PIANGO TUTTO IL GIORNO .. COMUNQUE QUESTA BELLISSIMA NOTA NI HA FATTO MOLTO PIACERE LEGGERE MA CHE E' DI UNA VERITA' MOLTO TRISTE E CRUDA. GRAZIE AMICA CIAO.

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  27. .
    Donatella Alessandro che bella adriana....non solo metafora della guerra , ma della vita

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  28. Laura Prati


    Complimenti per la sensibilità e il realismo. Brava!

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  29. ... sembra essere ritornati con la mente alla guerra in abissinia... complimenti.. Pino Soprano.

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  30. Cara Carla,
    grazie a te che dello scritto ,hai saputo cogliere l’universalità ..

    Cara Rossana , hai ragione sulla canzone, l'ho cadenzata spesso a nenia per sentirne l'effetto, perchè per me una poesia oltre al contenuto deve avere anche musicalità.
    Ci sono ancora un paio stecche , ma visto che in tre settimane di gestazione non mi è riuscito di scavalcare il muro ho deciso di aggirarlo e proseguire. C'è ancora tanto di cui raccontare!
    Adriana Scanferla

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  31. Caro Doni grazie, complimenti forse non del tutto meritati ma in fondo tutto e soggettivo, ti so sincero e ti ringrazio.
    Nel commento ti ho sentito partecipe ; hai srotolato il racconto scrutandone trama e ordito, hai tastato con le dita ruvidezza e setosità.Che altro dire, il tuo talento nello scrivere, emerge anche da un semplice commento...condividi con noi..
    Adriana Scanferla

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  32. Rara maestria nel raccontare in pochi versi una piccola odissea,di un uomo che passa da un paese all'altro,sempre inseguito dalla sfortuna di non trovare mai pace.Non ci sono compagni di sventura ,va solo vagando per il mondo senza una precisa meta senza saper che fare.Anche le donne incontrate si perdono nel lungo cammino .Unica amica:una bottiglia di vino. Ren

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  33. Veramente brava Adriana nel dire l'epos della gente comune, con le proprie esperienze negative di violenza , di perdita e di trauma, di quella gente che sembra non c'entri con la grande storia, ma finisce per pagare sempre tutte le conseguenze nella propria povera esistenza. E aspettiamo altre storie come questa, scndite e musicali, di protesta civile
    contro l'oppressione del potere.

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  34. Credo non mancherà seguito perchè di questo sono fatta io...
    Un grazie a tutti gli amici e le amiche che mi hanno seguita con benevole indulgenza, grazie dei complimenti , cercheremo di meritarli pienamente in futuro.
    Un grazie grande, grande, a te Gloria ,ciao

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  35. Maria Isabella D'Autilia10 febbraio 2010 08:28

    Uno sguardo pietoso e sensibile su persone travolte dal vento della storia, di cui comunque restano ai margini, ricacciate sempre più nell'anonimo vortice/baratro che da sempre ha inghiottito le classi subalterne, cui resta solo il sudore e il sangue ed il ricordo...
    Un secolo quasi attraversato nel pendolarismo tra l'essere carne da cannone, mandata a massacrare marginali ancor più marginali, a massacrare carni da conquista,e emigrazione, sfruttamento, fatica...duro calvario che dura una vita per gli esclusi...
    Paradigma che non attiene solo ad un Paese, ad un'unica gente, ma che si attaglia ad ogni tempo, ad ogni luogo e ad ogni gente...e ancor più attuale oggi quando la perdita della memoria spesso trasforma le vittime di un tempo in carnefici in cerca di vittime ancor più deboli da calpestare...
    Bella! Complimenti!

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