sabato 27 marzo 2010

INSIGHT (MOMENTS OF BEING) di Piero Lo Iacono



(Onda di Katsushika Hokusa)




In cerca di istanti epifanici.
Il calco-labile ci sfugge.

È mattino. Il cielo tediato sul mare
rovescia i suoi dagherrotipi ramati.
E tu con le dita divaricate a forma di V
(non per vittoria ma perché fumi).
Una lattina vuota di aranciata come portacenere.
Sugheri nelle volute di un fiume capriolante.
Fuochi tra due sguardi scintillati.
(Gli occhi febbrili interruttori.
La vista anello d’incontro
tra le cose e il pensiero).

Contemplo la conchiglia delle tue orecchie,
feti rovesciati con i lobi per teste,
il guscio delle palpebre chiuse,
le ciglia dentate
per contatti senza aderenza.
Riscopro l’argentato bacio della lumaca,
indifferenziato abbraccio,
sentiero di luccicanze.
Il kimono dei tramonti
dietro la spalliera di rose.
Roseto o spineto?
Sistri e cembali di luci.
Tra gli interstizi dei muretti l’erba resiste



“Tanto afferra l’occhio da questa torre di vedetta” 
(M.Luzi, “Dalla Torre”)










29 commenti:

  1. Riscopro l’argentato bacio della lumaca,
    indifferenziato abbraccio,
    sentiero di luccicanze.
    Il kimono dei tramonti
    dietro la spalliera di rose.
    Roseto o spineto?
    Sistri e cembali di luci.
    Tra gli interstizi dei muretti l’erba resiste!

    Questa poesia è un dono prezioso

    Un Bloom alla ricerca delle mille epifanie della giornata, lunga e occupata soprattutto dall'osservazione delle reazioni psicologiche della sua donna. Una lirica ricca di simboli, sorvegliata nella metrica e enel lessico,che non scade mai nel banale. L'erba resiste, quindi l'amore è ancora vivo, anche se non viene dettose crescerà rinnolverà le persone o se sarà spineto. La storia continua,sperando che tu voglia donarci altre epifanie che ci cantino di quel che resta di quest'amore

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  2. Rossella Fioravanti

    Questo testo: una piccola miniera di simboli e suggestioni...Grazie,Piero!
    La poesia si snoda nell'arco di un'intera giornata (si apre al mattino e si chiude al tramonto)alla "ricerca di iistanti epifanici", di epifania che vuol dire "manifestazione",in questo caso,di sè, dei sentimenti...
    Ma è invece protagonista l'incapacità di comunicazione nella coppia che,x tutto il tempo non si parla mai..
    Lei fuma, già annoiata come il cielo di quel mattino,lasciando il suo fiume di fumo dietro di sè (parole in fumo?)
    Lui la fissa, riscoprendo dilei,un"indifferenziato abbraccio, un bacio argentato di lumaca,le palpebre chiuse": ... Mostra tutto
    cose fredde, nessun appiglio, a parte "le conchiglie delle orecchie, feti rovesciati con i lobi x teste"..
    Ecco,le orecchie sono l'organo deposto ad ascoltare e, contemporaneamente, alla stregua delle conchiglie, cui
    assomigliano,poste a loro volta su orecchie altrui,potrebbbero raccontare di quel "mare" che hanno dentro (insight come suggerisce il titolo) di cui si scorge la superficie "scintillante" e"febbrile": gli occhi,anello di
    congiunzione "tra cose e pensiero"..Scatterà questo "febbrile interruttore"?Ci sarà questa rinascita, simboleggiata
    dalle conchiglie e i "feti rovesciati"?(mare e feti= inizio della vita) Ma già la mente, che tutto cataloga,vuole
    programmare, calcolare, rendere il sentimento qualcosa di "calco-labile"..Ed ecco che questa parola già suddivisa,
    esprime il suo paradosso:il calco è qualcosa di duro che ferma, "immortala" ma è anche fragile, "labile" e sfuggente...Sarà questo amore "un roseto o uno spineto?" Il roseto ci richiama ad un giardino, a qualcosa che deve
    essere colivato e curato: lo sarà? Una cosa è certa: l'erba seguendo beata il suo percorso selvaggio,nasce ovunque
    e anche "tra gli interstizi dei muretti, resiste".....

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  3. Nello spazio temporale di una giornata il poeta descrive quanto osserva, forse una ricerca entro se stesso di stati di incomunicabilità da decifrare, da analizzare. Anche una sorte di attggiamento indifferente si scopre, ma negli occhi ci sono immagini, nel cuote tumulti perché qualcosa è sfuggente e non riesce a frenare. Il dipinto e la esecusione del pianista ci accompagnano in questya sequenza di immagini con dolcezza
    Antonio Lanza

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  4. Splendida.Non aggiungo altro,non serve.Lo sguardo come strumento di osservazione profonda del se,dell'altro e dell'ambiente...magnifica veramente..

    Daniela Bisin

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  5. MOlto bella nello stile, nella forma e nel contenuto. La sento molto mia, come un perfetto quadro d'autore.Il poeta analizza se stesso e nel contempo la donna amata dove riemerge un amore forte, impetuoso, eterno ma anke fragile. Tutto si svolge nell'arco di un tempo che intercorre tra l'alba e il tramonto, l'inizio e la fine. Si riscoprono i sentimenti, la non comunicazione di estrema importanza in un rapporto e come sovente accade fa da matrice il mare questo mare che tutto accoglie e porta via. Questo amore sarà un giardino fiorito e rigoglioso o un roseto tra erbacce e spine? Tutto fa sperare al suo trionfo, alla sua rinascita come l'erba selvatica che cresce spontanea, incolta tra sassi o intersisti muretti forte e rigogliosa. Complimenti. Nicoletta

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  6. Simboli ,intuizione,e momenti dell'essere sono i cardini di questa pregevole ,piccola lirica, tutta tesa all' attenta ricerca di alcune manifestazioni del proprio sè e della identificazione della propria donna,per cercare di rinvenire un seppur lieve cenno di comunione,in un irreale silenzio che copre l'arco di un intero giorno.Potrà esserci un momento positivo tra tanta indecifrabilità e incapacità di dare un senso positivo a qualcosa che non si riesce a capire e in cui esiste un che di sfuggente nell'indifferenza e nella evidente freddezza di lei? Tutto sembra paradossale in questo difficile e sottile esame per poter pensare ad una rinascita che sembra destinata al fallimento.Sarà roseto o spineto l'epilogo?Forse nè l'uno nè l'altro.Mal'erba tenace rinasce e resiste anche negli interstizi dei muri e,quindi, un filo di speranza sembra trapelare,seppur labile e incerto. Ren

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  7. Mi piace lo stile di questi versi, complimenti Piero.
    Pietro Vizzini

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  8. Che fotogramma intenso di immagini e colori. Una saturazione chetracima dalle parole. Davvero un uomo riesce a guardare una donna così?? Bello saperlo
    Dona Amati

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  9. Valeria Serofilli

    Roseto o spineto si chiede l'autore in questa sua lirica dal sapore montaliano.Direi roseto per quanto concerne la ricca simbologia e l'abbondanza di immagini (vista anello,orecchie conchiglia, palpebre guscio) Complimenti e buona Epifania poetica.

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  10. Elisa Cordovani

    molto bella e apprezzata.... immagini luminose, di una foto ritrovata in un cassetto e t'incanti ad osservarla e ti sembra di essere li sulla riva del mare,passeggi e incontri un uomo ed una donna-mille uomini e donne,io e lui-,lei che fuma e non sembra accorgersi di cio' che la circonda,annoiata e vuota e lui che invece la osserva e pensa.....roseto o spineto?

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  11. Germano Bonora

    Scrivi un commento...stanti epifanici" colti a volo dall'occhio acceso dalla fantasia galoppante come un cavallo libero in una prateria assolata.
    Metafore espresse con un lessico scelto fortemente creativo.
    Mirabilia.

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  12. Gianna Campanella

    Un carosello di ..istanti epifanici.. che si dispiegano nell'arco di una giornata tra immagini e simbolismi di rara incisività e fascino. Davvero bellissima! Grazie. Un caro saluto

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  13. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  14. Maria Laura Platania

    Parole forti, una abundantia cordis che testimonia un tempo passato anche alla maturità successivamente espressa dal poeta...un rincorrere memorie di poeti altri che ora 2010 sembra avere definitivamente assorbiti e rielaboratio in stile personale...

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  15. Rosa Salvia
    "Riscopro l'argentato bacio della lumaca". E l'ultimo verso: "fra gli interstizi dei muretti l'erba resiste!" La forza del tempo che vola sulle ali della pazienza e dell'attesa.

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  16. Piero Lo Iacono

    grazie a tutti...
    ne sono molto onorato...
    mi giungete come un applauso dopo aver letto una poesia...
    grazie di cuore!

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  17. Luca Ruphus Valerio

    Molto bello il ritratto della prima strofa. Anche la seconda non è male.... Bravo

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  18. Paco Vandoren

    Grande controllo del dettato, accuratezza estrema della metrica e della lingua.Bella

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  19. Rosa Cassese

    una poesia densa di ricordi che suscitano emozioni anche di riflesso: "riscopro l'argentato bacio della lumaca".Complimenti

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  20. Angela Santoro

    L'importante è resistere, tra rose e spine. Questo ci leggo io in questa tua, dove si intravede la voglia di andare avanti in una storia in cui il kimono dei tramonti sembra farsi vicino dietro la spalliera di rose...
    Lascia un sapore dolce-amaro in bocca

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  21. Gianna Curtò

    Considero da sempre,a torto o a ragione ,scrivere poesie un atto liberatorio,come andare dallo psicanalista ed ad occhi chiusi,sdraiati sul lettino ,liberare l'animo,denudarsi .
    Considero un dono ricevere una poesia da leggere

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  22. una poesia dallo stile ricercato, che mischia parole "alte" o antiche (dagherrotipo, capriolante, epifanico, luccicanze, cembali) a parole e oggetti quotidiani (la lattina, il sughero delle volute di fumo) con un inconfondibile effetto (dietro spalliera di rose, il kimono del tramonto), con l'insolubile e insoluta domanda (roseto o spineto) che si scioglie nella certezza (l'erba resiste si fa strada tra gli interstizi dei mueretti): Attimi quotidiani di un esistere registrato da febbrili occhi interruttori, quasi cinematografica. una poesia da leggere e rileggere, Piero, grazie
    Francesca Varagona

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  23. In questa poesia sembra manifestarsi, in maniera cadenzata, ma non calcolata, un preludio della Vita nel suo divenire e nel suo creare... un suseguirsi di immagini che divaricano spazi sottesi negli anfratti dell'anima, sempre in attesa di "istanti epifanici" in cui tutto, a poco a poco, assuma forma e diviene rivelazione di un istante irripetibile... questa poesia è un vero "dagherrotipo" dell'espressione dell'anima, stupenda.
    Alexis Alberini

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  24. La lirica è molto bella e curata.
    Presenta una grande ricchezza di immagini delineate attraverso l'utilizzo di metafore originali,personificazioni e sorprendenti accostamenti tra antico(dagherrotipi)e moderno(lattina come portacenere, occhi come interruttori).
    La scelta dei vocaboli risulta talmente ricercata da impreziosire il tutto, in contrasto invece con il tema della noia, dell'indifferenza e dell'incomunicabilità tra l'uomo e la donna. Anche il tocco di esotismo (kimono, sistri) contribuisce a creare un'atmosfera suggestiva e misteriosa. Complimenti all'autore!

    Deborah Mega

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  25. ... Perbacco... complimenti... che belle analogie... Grazie di questi versi...
    Pino Soprano.

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  26. grazie a chi mi ha letto fino a commentarmi...
    e che commenti colti e critici...
    sono onorato della vostra lettura...
    Francesca acutamente nota il doppio registro della lingua...
    Alexis perspicacemente definisce la poesia
    un dagherrotipo...
    e Deborah che ne coglie il senso del mistero e un tentativo di colmare l'incomunicabilità tra l'uomo e la donna...
    grazie a Pino colpito dal gioco delle analogie...
    grazie di cuore...
    siete dei critici avveduti e attenti...

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  27. il commento sopra
    è dell'autore
    piero lo iacono....

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  28. silvia calzolari1 aprile 2010 02:11

    Una poetica assolutamente personale e originale. Un linguaggio in versi ricercato, realistico e carico di immagini vive. Emozioni contenute, le parole giocano con un divenire di situazioni/memorie impresse e indelebili. Uno sguardo dell'io nel vivere un'esperienza analizzando, sottolineando e osservando i dettagli (dita divaricate a forma di V....una lattina d'aranciata). La conchiglia delle tue orecchie, feti rovesciati con i lobi per teste....stupefacente immaginazione accesa nel reale. Fuochi tra due sguardi scintillati (Gli occhi febbrili interruttori. La vista anello d’incontro tra le cose e il pensiero). L'intensità avvolge l'aria...che dilata stati d'animo in sfumature corporee penetrate da sensazioni ambientali che quasi passano in secondo piano. Ammmirazione mia Piero per queste tue capacità di addentrarti e di riflettere in versi il tuo sentire!

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  29. Bravo Piero. Una bella poesia.
    FP

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