mercoledì 17 marzo 2010

LE NUVOLE di Natàlia Castaldi


  (Giorgio De Chirico, Orfeo,Trovatore Stanco)



Le nuvole sono un mistero evaporato dal mare
si dipingono in mille losche figure quando il cielo s'ingrigisce
in presagio oscuro della fine
Si dipingono di rosa come la carezza d’una madre
sulle gote fresche di una primavera in fasce

Le nuvole

Puoi trovarle scontate se compri in un discount a rate
te le mettono anche sotto sale
o in liquidazione
prima di chiudere la prossima saracinesca

Le nuvole

Le guarda il barbone che ha perso tutto
per quel suo fare il salmone
in compagnia delle allucinazioni d’una molotov in bottiglia
Le osserva il predestinato ad un giorno
infame andando a lavorare in una fabbrica senza respirare
ed il contadino che cura la sua messe
tra preghiere, santini e peones giornalieri
E le osserva anche un dio, che non si spiega
come tanta perfezione
possa starci ancora qui ad osservare.

26 commenti:

  1. Grazie "Poeti clandestini" per avermi ancora qui come vostra ospite. Molto bello il lavoro di impaginazione e abbinamento musicale, mi ci ritrovo piacevolmente.
    natàlia

    RispondiElimina
  2. Grazie a te, Natalia.
    Mi piace qui riportare uno scambio di opinioni tra Natalia e un'altra grande poetessa ,Fernanda Ferraresso.
    "la scrittura è un atto sacro" - mi scrivesti
    un gesto puro e complicato, un evento, un avvento nelle epifanie del dormiveglia - aggiungo
    E' bello questo brevissimo dialogo sulla poesia,bello proprio perchè fa intravedere come l'ars poetica ,in Natalia,sia un dono mirabile che la vita le ha dato, di cui lei si prende cura rendendolo un evento raro e irripetibile. Non so a voi, ma a me i suoi versi suonano come una musica rotonda,nitida,perfetta, da amare. Aggiungo che il contenuto stesso dell'espressione di Natalia, è denso,impegnato,ricco di pietas civile e di com-passione con tutti coloro che soffrono ingiustizie sociali,che lottano e vivono una esistenza di disagio e fatica.
    Trovare tutto questo in una poesia è raro.

    RispondiElimina
  3. Chiedo scusa.ho digitato una virgola in più.

    RispondiElimina
  4. Certo le nuvole sono inflazionatr ma "impersonano" la nostra fantasia con la loro facoltà proteiforme..Diciamo che non ne possiamo fare a meno per la loro imbrica funzione,sempre che il troppo non stroppi.E che farebbero albe e tramonti poetici per poeti ed amanti?.
    Ben hai fatto con questi tuoi chiari versi a portarle sotto la nostra osservazione,cara Natalìa.
    Gilberto Fanfani

    RispondiElimina
  5. La meraviglie che ammiriamo, la perfezione che colpevolmente ignoriamo spesso ci vengono presentate in questa lirica come fa un grande artista con pcche pennellate, ma efficai. E' la tua anima sprigionata e vaga per offrirci immagini splendide. Complimenti
    Antonio Lanza

    RispondiElimina
  6. ... che bell'accostamento "il barbone in compagnia delle allucinazioni d’una molotov in bottiglia", mi piace moltissimo... grazie per questo spruzzo di riflessione... Pino Soprano

    RispondiElimina
  7. Niente di ermetico, nè di criptato, nè di nascosto, nè ad effetto, nè ricercato, niente che si debba consegnare allo sforzo interpretativo del lettore, ma le immagini, le parole, i sentimenti di tutti i giorni, mirabilmente fusi e poeticamente collegati a presentarci e manifestarci l'insanabile e paradossale contrasto tra la perfezione della natura e la lacerante imperfezione della nostra esistenza politica, sociale e civile; tra la bellezza e serenità dell'eden nel quale potremmo vivere e l'"hell" al quale consapevolmente ci condanniamo per il nostro egoismo. Il riscatto può venire solo dalla sublimazione con la poesia che è com-passione (grazie gloria) e ricerca di con-divisione.

    p.s. amo i poeti che nel dover indicare quelle stupende formazioni di vapor acqueo dicono semplicemente: nuvole e non cercano necessariamente arzigogolati sinonimi.

    pio napolitano

    RispondiElimina
  8. Ringrazio Gloria per le sue calde parole, calde perché - appunto - riscaldano facendomi sentire prima di tutto "capita" al di là di un singolo testo, nei miei aspetti più morbidi ma anche melle mie troppe spigolosità e ritrosie.
    E ringrazio in ordine Gilberto, Antonio e Pino per essersi soffermati ad osservare con me le nuvole, che - si sa - sono volubili per loro natura e - forse - anche per questo così vicine alla mutabilità umana nella sua perfetta imperfezione.
    un abbraccio,
    natàlia

    RispondiElimina
  9. oh... leggo adesso Pio e lo ringrazio. Sì, sono d'accordo sul dare al nome il suo originario e dovuto valore... troppi arzigogolamenti nuocciono come un trucco troppo pensante sul viso di una giovane donna.
    un abbraccio.
    n.c.

    RispondiElimina
  10. silvia calzolari18 marzo 2010 00:49

    La tua visione ampia, Natàlia, spazia.....tra fisicità di nuvole atmosferiche che regalano sensazioni pure e anche mistero.....e colori/immagini di carezza e di primavera. Acquistano connotazione di mercificazione....nella società attuale. Le nuvole come appiglio sognante non classista....come compagne di viaggio di chi soffre e di chi ha perso tutto nelle proprie lotte. Il lavoratore che sogna respiro e che respiro non ha nella sua realtà quotidiana. Il contadino in preghiera per cui le nuvole hanno importanza vera per il proprio raccolto. In un mondo variegato....difficile e duro...anche la divinità ha rispetto in senso incredulo verso la perfezione della propria creazione. I tuoi versi regalano visione globale....sensibile e attenta ad ogni aspetto....in forma perfetta ed emotivamente coinvolgente! Attratta dalle tue strofe....dal tuo sentire....ti ringrazio Natàlia!

    RispondiElimina
  11. ..qnt è rilassante sdraiarsi su un praticello ad osservare le nuvole che si muovono nel cielo.. trasportati dal loro vento amico..nn stanno mai ferme..cambiano forme..dimensione..profondità..colore e nn sono mai uguali l'una all'altra...nuvole come metafora di ogni individuo ..come cammino incessante nel mondo...Grazie Nàtalia..un abbraccio ..Carmen Pettinaro

    RispondiElimina
  12. CORO:
    "Sorgiam, perenni Nuvole,
    la parvenza svelando agile e rorida,
    dall'echeggiante Ocèano
    padre, ai sublimi vertici dei monti
    incoronati d'alberi;
    e contempliamo gli ultimi orizzonti,
    la sacra terra che nutrica i frutti,
    il fragorío dei santissimi fiumi,
    il fremer cupo dei marini flutti.
    Ché il sole, infaticato occhio dell'ètere,
    sfavilla, cinto d'abbaglianti lumi.
    Or via, si scuota il pluvio
    vel dalle forme eterne,
    ed alla terra volgasi
    l'occhio che lungi scerne!"
    ....
    SOCRATE:
    Lo sapevi che queste d'essenza eran divina?
    Lo supponevi?
    LESINA:
    Io? Punto! Io le credevo brina,
    rugiada, fumo!
    ....

    Il bellissimo pezzo, xui riportato, è tratto dalle "Nuvole" di Aristofane.
    Al di là del significato pregnante della commedia, che è una satira contro l'utilità delle nuove, nascenti filosofie ateniesi, contro Socrate stesso "sofista corruttore", rappresentato bizzarramente appeso alle nuvole in un cesto, mi premeva sottolineare la stupenda, commovente, descrizione che le Nuvole fanno di sé stesse.

    Si, infatti è l'alterità della contemplazione, il punto in cui mi pongo per la mia lettura di xuesta bella poesia di Natàlia.
    I primi versi descrivono una "pittura della nuvole", i loro colori e aspetti nella propria, diremo così, fisicità poetico/metereologica.
    Ma, subito dopo, sono gli uomini stessi a guardare nella loro direzione,( Le guarda il barbone/il predestinato/il contadino) e, alla fine Esse guardano giù.(come tanta perfezione/
    possa starci ancora qui ad osservare.)

    Chi contempla chi:pluriversa rappresentazione.
    Se si storna, per un momento, l'attenzione dal loro aspetto, e dalla cornice modernissima del linguaggio, non possiamo non esprimere contrizione per il tentativo umano, di chiudere e relegare le Nuvole e la loro metafora del bello, del puro, del perfettibile, in un discount, di svenderle in una sxuallida lixuidazione. Per la triste abitudine dell'uomo odierno di mercificare anche l'infinito, l'incorruttibile. Chi resta a guardarle, a capire il loro valore sul tempo e sul silenzio? Sono uomini semplici: un contadino, per esempio...Dove sono gli uomini colti, gli intellettuali, i ricchi o coloro che ritengono di poter cambiare le prospettive del mondo? Non ci sono. In un capovolgimento suggestivo e, forse, di rivolta, sono gli umili a ri-conoscere nelle Nuvole, il fianco sinuoso delle cose cantate; l'ammonizione contro la rapina, la truffa, alle idee autentiche che, sole, rideterminano peso e potenza del tempo umano.
    è per gli umili e forse i poeti, che xuel Dio, il xuale, al termine dei versi, si chiede sconsolato come tanta perfezione esista e possa guardarci, che le Nuvole continuano a echeggiare sull'oceano, a contemplare gli ultimi orizzonti.

    Molto bella, Natàlia. Poesia di rivolta.

    Paola Casulli

    RispondiElimina
  13. senza parole ringrazio Silvia, Carmen e Paola per le attente analisi che fanno, e che aggiungono ai miei versi e pensieri quel "tot" in più che apre l'orizzonte ad un più ampio sguardo e confronto.
    grazie di cuore

    p.s.: molto gradita la lettura de "le nuvole" di Aristofane, che accolgo come un piacevolissimo dono.

    natàlia

    RispondiElimina
  14. Le nuvole.Ci sono quelli che le osservano concependo ancora lo stupore infantile per la bellezza e il creato.Ci vuole grande consapevolezza ed un cuore puro per scrivere versi di una semplicità disarmante e straordinaria,perchè la vera bellezza è nel descrivere la gioia che si prova nell'osservazione delle piccole cose,tanto importanti eppure spesso dimenticate..Ti ringrazio Natalia per l'emozione impalpabilmente dolce che mi hai regalato,forse perchè amo stare col naso all'insù a guardare le nuvole che camminano mentre io resto qui a inventarmi mille teatrini...un bacio da una sognatrice ad un poeta.

    Daniela Bisin

    RispondiElimina
  15. Il ciclo dell’acqua, naturale e necessario, le impone di evaporare dando origine alle nuvole, versatili, mutevoli, capaci di assumere forme, dimensioni e colori diversi nel cielo. Nuvole grigie, plumbee quando sta per piovere, oscura premonizione di morte. Allo stesso tempo, per contrasto estremo, le nuvole possono dipingersi di rosa a rappresentare la primavera di una nuova vita o il tramonto, altro prodigio della natura. Tutti viviamo sotto lo stesso cielo e lo osserviamo mentre siamo travolti e logorati dalla frenesia del vivere. Lo osserva il barbone solo e allucinato, l’operaio che rischia la sua vita ogni giorno lavorando in fabbrica in precarie condizioni di sicurezza mentre i suoi polmoni sembrano scoppiare e il contadino, per il quale osservare le nuvole e prevedere se il cielo porta pioggia o se farà bel tempo, è il pensiero dominante per avere un buon raccolto. Anche Dio le osserva, meravigliandosi della loro perfezione.
    E quante volte, anche senza averne motivo, ciascuno di noi ha osservato il cielo e le nuvole, sperando forse di prendere il volo, per desiderio di libertà o per volontà di immedesimarsi nella natura, nella sua immensità. Le nuvole sono perfette invece noi non lo siamo affatto. Mentre procediamo nel cammino della vita, come le nuvole nel cielo, ci accomuna solo la mutevolezza.
    Complimenti, è una bella poesia, chiara e allo stesso tempo impegnata, densa di colori e significati profondi...

    Deborah Mega

    RispondiElimina
  16. Daniela concordo in tutto tranne nel saluto, ho letto abbastanza di te per capovolgere le parti e ringraziare io da sognatrice - talvolta visionaria - una poeta.

    a Deborah dico che ho apprezzato il tuo citare i polmoni carichi di polveri velenose delle fabbriche e tutta la tua lettura.
    In passato ho lavorato in fabbrica e ricordo bene l'oppressione del respiro tra i fumi delle resine, in stanzoni privi di impianti di aerazione idonei ed a norma, come ricordo gli ispettori che venivano impettiti a controllare ed andavano via tra sorrisi e pacche sulle spalle da parte dei direttori d'azienda.... i peones giornalieri sono gli immigrati sfruttati per pochi soldi nella raccolta delle arance, olive e pomodori...

    per fortuna esistono le nuvole... ancora.

    grazie.
    nc

    RispondiElimina
  17. credo di aver perso il mio commento, ringraziavo Daniela che è poeta che conosco bene non direttamente ma attraverso i suoi testi e Deborah che ha centrato il tiro parlando della realtà delle fabbriche, realtà che ho conosciuto direttamente respirando fumi di resine che si incidono nella memoria olfattiva oltre che nei polmoni, indelebilmente.

    grazie
    nat

    RispondiElimina
  18. le nuvole sono il primo oggetto naturale che sprigiona la fantasia dei bambini, quando nella loro mutevolezza, in una giornata spazzata dal vento. ritrovano e riconoscono mille forme e animali, personaggi e sogni, come Natalia, poetessa attenta all'esteriore come all'interiore.
    Poesia di incantevole levità e di incredibile denuncia sociale, semplice e complessa, che come un Giano bifronte si legge da "dritto e dal rovescio".
    Dopo i commenti che mi hanno preceduta e le dotte citazioni, poco posso aggiungere, se non tributare i miei omaggi più sentiti a chi, con naturalezza e profondità di pensiero, ci fa tornare bambini... per scoprire che non lo possiamo essere più

    Francesca Varagona

    RispondiElimina
  19. Daniela Fenoaltea18 marzo 2010 05:43

    Le nuvole: mille forme in cielo candide che danzano lentamente.
    Le guardano tutti: sono la proiezione delle nostre immagini e visione delle cose più nascoste.
    Osservarle e afferrarle con la mente, l'ansia, generata dalla vita frenetica, disturbatrice la quale turba violentemente senza freno il nostro stato d'animo, di botto cessa.
    Corpo e mente, in tensione, si rilassano e tutto torna alla "normalità", quella che tutti noi rincorriamo...
    La pace dei sensi..(Regnano i sensi, e la ragione è morta, Petrarca) Complimenti!!

    RispondiElimina
  20. Sin da piccolo ho ammirato le nuvole nel loro mutevole vivere in compagnia del cielo e questa ammirazione,tuttora mi colpisce se alzo la testa in sù.Le ho sempre ritenute amiche,a volte,magari troppo prodighe e ,a volte, del tutto indifferenti alle nostre esigenze,ma sempre a me molto care.Forse,per me, rappresentano un motivo di libertà e di autonomia o,forse, rientrano nei residui dei pensieri di un tempo bambino,che ancora permane nei nostri sogni ormai adulti.

    RispondiElimina
  21. idealmente abbraccio Francesca, Daniela e l'anonimo amico per i loro commenti graditissimi e - ovviamente - Gloria mia ospite insieme a tutti i poeti clandestini.

    come ringraziarvi? per una che scrive la cosa più naturale è donare e dedicare le sue parole, ed è quello che intendo fare lasciandovi questa e una canzone:

    Le cose che non vedi

    .....
    non vedo l'ora di scrivere parole
    con le sillabe che lasci pendere dal cielo
    sospese
    come respiri rappresi agli angoli degli occhi
    increduli
    davanti al tempio del suono
    quando l'alba si sveglia di neve chiara
    come cuscino di piume,come la tua pelle
    quando mi dormi accanto nella luce
    di un anno non vissuto,
    come l'armonia della schiuma
    quando si alza lenta nell’eccitazione del mare,
    come quando fuori piove e prendo un mazzo di carte
    per-sma-zzà-rmi-il-tém-po-trà-le-dì-ta
    e pensare
    che non vedo l'ora di scriverti le cose che non vedi
    ed inventarti la pioggia
    dove l’arcobaleno disegna un ponte inesistente
    e due sponde lontane
    e passarti un bastoncino di liquerizia
    sulle labbra
    dalle labbra
    per cancellare il sapore
    di un boccone di pane e sudore.

    Non vedo l’ora di scriverti
    come quando il buio mi chiude gli occhi
    su un cielo senza stelle
    e aspettoe veglio
    le bugie più belle
    per farti sognare.

    a presto! natàlia

    http://www.youtube.com/watch?v=kk17w2tTz_o

    RispondiElimina
  22. Ed è questo il dono più bello,le tue parole i tuoi versi. Dicci le cose che non vediamo, Natalia, perchè amare significa anche questo, donare una visione più penetrante più densa della vita, cioè donare poesia, musica, arte. La poesia riesce a far questo a farci vedere quello che si nasconde dietro la vita e la realtà immediatamente percepibile, guardarci dentro, guardare fuori. Quello che non vediamo, quello che non sentiamo.Questo è anche amare l'altro da sè.

    RispondiElimina
  23. ..Mi piace pensarla quasi come il seguito delle "Nuvole" di De Andrè. La trovo più affine rispetto al messaggio di fondo di Aristofane.
    Un cordiale saluto

    RispondiElimina
  24. D'accordissimo, mon Chére!
    :)
    ciao a tutti ancora ... e grazie! :)
    natàlia

    RispondiElimina
  25. piero lo iacono19 marzo 2010 03:44

    veramente bella
    la tua sensibilità nel guardare i vari punti di vista
    che osservano le nuvole trasvolare è particolare, non comune....
    brava...

    RispondiElimina
  26. scusa il ritardo Enzo.... grazie a te ed un abbraccio.
    nat

    RispondiElimina