domenica 21 marzo 2010

MAREE di Paola Casulli

(Icarus di Pieter Brueghel)

Ora il tuo dire sarà
corsa di maree che si alzano.

Stendi l'Isola al riposo
Uomo,
rinascita, uomo magnete, d'ossa e costellazioni,
levando le braccia
come alberature in sete di vento, corri
ché la marea camuffa di squame chi perde lo stupore.

Dentro di te non c'è spazio per la terra dei mandorli.
Sei uomo di mare, tu.
Accecato di baie dove s'appoggia l'autunno.

(da "Sartie, Lune ed altri Bastimenti")





29 commenti:

  1. Nel mare il senso del mondo si capovolge e l'incalcolabile, che sulla terra incute timore,diventa atmosfera della psiche, non costretta a fidarsi della calma trasognata nè del suo inabissarsi e elevarsi, quando la costa è scomparsa e lo spazio e il tempo appaiono nel loro assoluto.
    Dice Nietzsche:'' Se in me è quella voglia di cercare che spinge le vele verso terre ancora non scoperte,se nel piacere è un piacere di navigante,se mai gridai giubilante:'la costa scomparve'-ecco che anche la mia catena è caduta - il senza-fine è intorno a me,laggiù lontano splende per me lo spazio e il tempo,orsù,coraggio! Vecchio Cuore'
    Le linee del mare infatti sono la profondità dell'abisso e il senza-confine che inquietano gli uomini,incapaci di vivere senza i segni del mondo,mentre il mare anela a cose più lontane più indistinte e,come la distesa delle acque vuole sè stessa,come l'onda vuole il ritorno,come il vento vuole tempesta, così l'abisso del mare vuole profondità.
    E tu non temi il mare Paola
    Non c'è spazio per l'isola ,per la terra dei mandorli, e neanche per Itaca...Bisognerebbe dire poi molto sulla versfificazione e sul lessico. Ma tu Paola sei una miniera

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  2. Francesco Enia

    “Ora”. L’inizio è netto, senza preamboli, in media res. C’è un prima di “ora” e un poi.
    Non conosciamo la causa di questo “ora”. Non ha importanza. E’ importante che sia successo qualcosa e che questo qualcosa porti una persona di mare a fronteggiare una persona che si credeva di terra e a dirgli: “Apri gli occhi. Sei persona di mare anche tu”. “Il tuo dire sarà”: se capisci che sei persona di mare, sarai persona nel senso più profondo, capace di adoperare l’unica flessone verbale che compete alla persona (“io sarò”).
    La poesia si svolge come un bellissimo dialogo tra la persona di mare che parla con parole e la persona che si credeva di terra che ascolta in silenzio ammaliato.

    Questa persona di terra è definita “uomo”, “rinascita”, “magnete”.... Mostra tutto
    “Uomo” indica una differenza di genere, ma ciò per la poesia è marginale. Per la poesia “uomo” significa: uomo vero (maschio o femmina), uomo che vuole vivere da uomo (situazione non raramente dolorosa).
    “Rinascita”: è un andare oltre ancora una volta, come la fenice che rinasce dalle ceneri. Ignoriamo fatti precedenti ma per la poesia è importante l’atteggiamento della persona di mare: trovarmi di fronte a un “uomo vero” è andare oltre, come rinascere.
    “Magnete”: una persona che apra la propria abissale profondità a un’altra persona attrae come un magnete.

    Qualcosa ci viene detto sull’intuizione del mare: ossa (purificazione; le ossa spolpate dalla corrente sottomarina di Phlebas il fenicio) e costellazioni (navigazione guardando le stelle che ogni tanto sono nascoste dalle nuvole).

    La poesia è piena di perle.
    “Il tuo dire sarà corsa di maree che si alzano”. Solo mare fuori, solo vento che possa dire significato: concise parole tra le righe del cielo.
    “Stendi l‘isola al riposo”, non ascoltare Calipso che ti chiede di risalire dal tuo spazio azzurro e calpestare la terra.
    “Levando le braccia come alberature in seta di vento corri”. Diventa tu stesso nave; nave leggera al timpano, risuonerà di voce straniera nell’azzurro capriccio di un mattino nuovo.

    C’è un pericolo: devi correre “ché la marea camuffa di squame chi perde lo stupore”. Puoi credere di essere in mare ma in realtà chi perde lo stupore è camuffato dalla marea in squame.
    Le squame evocano un rettile (orme di rettile): se perdi lo stupore perdi la tua stessa umanità, arrivando al gradino più basso. San Paolo, nella lettera ai Romani elabora quasi una scala di questa degradazione: “Mentre si dichiaravano sapienti sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili”.

    Lo stupore. Sedersi di fronte al mare e ammutolire. Visione. Pace. Respiro. Guardando il mare, con approfondimento luminoso nella luce, scopriamo che la realtà della persona non è sottomessa al dominio del tempo. Il tempo non è l’unica intelaiatura delle cose e queste pertanto non sono meri eventi. Nella persona c’è qualcosa fuori del tempo, quella che i greci, uomini di mare, chiamavano nous. Siamo nel tempo ma qualcosa in noi fuori dal tempo ci permette di conoscere la realtà uscendo da noi (ex-tasis), penetrando il ruscello dell’infinito, sguardo di un’eternità senza orbite.

    “Accecato di baie dove si appoggia l’autunno”. Anche nell’autunno (quest'autunno che incede con lentezza indicibile, il miglior tempo della nostra vita e lungamente ci dice addio) continuerai a vedere le baie dal mare, circondato dalla luce, luce talmente intensa da accecarti. Nei crepuscoli raschiati dei miei anni l’eterno ha il candore che la notte non ha.
    Alla fine comprendiamo un po’ meglio l’invito a rafforzare gli antichi sogni perché questo nostro
    mondo non perda cuore.

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  3. Vittorio Fioravanti Grasso

    Come una fresca sferzata di spuma sul viso, l'aspro sapore di mare che sprigionano questi tuoi versi, mia cara Paola.
    Così lo sento io, vecchio squalo marino, da quasi un millennio ormai arenato sopra un ventilato attico, a mille metri sul livello del mare...

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  5. Gabriele Renzullo

    Voglia di isola
    ti prende
    sul mare si stende
    la primavera acerba
    "chi perde lo stupore"... Mostra tutto
    non vede
    non si fa contaminare
    di creatività
    come quando
    leggendo te
    succede........

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  6. Paola Casulli

    Vittorio: di quei millenni, infatti, ci narri, sovente, saline storie di abissi ed incanti...
    grazie.

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  7. Maria Pia Monicelli

    sì... c'è chi deve inseguire il proprio istinto,l'avventura. non fermarsi nell'isola (Sicilia dei mandorli? )...sembra un omaggio...e sicuramente lo è..bacio

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  8. Paola Casulli

    Gabriele: contaminazione di creatività. Già, dalla poesia alla pittura, alla scultura.. e viceversa. quale migliore traversata d'oceani! ;-)

    Mapia: si!!! è un omaggio.... infatti

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  9. Antonella Massa

    non vorrei mai perdere lo stupore..nè il vento e l'onda..e neppure l'isola- che mi-aspetta...lo dice la parola maree: "mare e........" bellissimo testo paola!! bacio

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  10. Rita Caramma

    La secolarità indossa la veste incantevole dell'universo a cui l'uomo protende e, nel contempo, si limita alla "terra dei mandorli" colei che diviene il suo punto di riferemento nel suo indolente o inquieto vagare. Molto bella. Grazie

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  11. Francesca Varagona

    Abilissima come al solito nel versificare, ma qui le immagini, al solito perfette - forse per l'ambientazione marina - diventano vivide ed evocatrici. Tutto funziona, si intravede lo studio e la ricerca della perfezione che mi comunicano i tuoi componimenti, ma chi di noi non vagheggia quella terra dei mandorli a cui il tuo uomo magnete non può appartenere? Complimenti, al solito insuperabile...

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  12. Giovanni Cesario

    Il frenetico ritmo e incessante come marea riduce l'estensione psichica legandola al palo di baie autunnali e allontana dai firmamenti del sogno che come farfalle si posa sui mandorli in fiore.L'isola è accartocciata di gretti pensieri e non si distende ai riposi della contemplazione e degli stupori.
    Il mandorlo fiorisce ,profuma e fruttifica e la sua solitudine è dissacrata da squame di maree alienanti che nascondono la bellezza e la verità delle visioni sublimi .
    Anacreontico corpo poetico e clima pindarico gli stessi della nascita saffica.

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  13. Piero Lo Iacono

    uomo magnete...

    sensazionale...vibratile...mareale..

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  14. Lina Spada

    Grazie...I tuoi versi suscitano un intreccio di sensazioni esterne, evocate dalle splendidi immagini della natura,e interiori, riflettendo emozioni intime che esortano all'introspezione.

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  15. Una poesia immaginifica,fanopeica per vivacità di rappresentaziomi,di accurata fattura che denota grande esperienza o doti artistiche avute in sorte.
    Io che pur Bresciano ho vissuto sempre sulle coste del mediterraneo,incui mi sono bagnato e mi bagno più d'inverno che d'estate,che accio surf a corpo libero dal 50,in semplice slip.di maree,tempeste e bomacce ,pesci e uccelli marini stanziali e migranti ne si qualcosa,specie di quelli del genovesato,che ho scelto come mia patria adottiva,
    Questa è una grande poesia,destinata a resistere al tempo perchè viva di emozione e Pound sostiene che solo l'emozione resiste.
    Brava Paola

    Gilberto Fanfani

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  16. poche parole, solo per dire che in questi versi ho respirato l'infinito, il mare, il confine, l'inizio e l'arrivo, il traguardo, e mi sono lasciata cullare dai flutti ..grazie, emozionte davvero.

    Tatiana Andena

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  17. Poesia classicheggiante capace di suscitare emozioni. Il mistero del mare, le visioni e le illusioni che ci fa inseguire, anche sogni nascosti che si risvegliano. Il mare profondo, agitato, spumoso, nascosto da alghe, tutti momenti di riflessione e di ricerca del nostro modo di essere e voler essere. Il mare punto di partenza di tanti sentimenti e sogni, il mare l'approdo. Non sarò mai capace di rendere merito a te Paola con un mio commento, ma mi delizio a inseguire i flutti del mare per cogliere l'emozione che desidero provare. Brava e complimneti. Il quadro e la musica sono la cornice giusta.
    Antonio lanza

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  18. Maree femminili sponde
    che tracciano un profilo
    tuo fiuto

    Espandi oceani
    con poche parole
    e cio' nutre
    nutre
    ogni mio umile
    sole

    grazie Paola :)

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  19. Perdere la visione dei mandorli per accogliere quella delle baie dove si appoggia l'autunno per un uomo di mare è vitale, ma per capire a pieno il significato di cio' bisogna essere uomo di mare, colui che a terra si sente come oggetto da muffa e che in navigazione vede chiaramente il raggio verde el calar e l'alzarsi del sole nei colori più belli dell'alba e del tramonto. Adesso facciamo la metafora, l'ermetismo che vuoi cara Paola, diamo il significato che ti ha portato a scrivere questa bellissima poesia perfetta in tutti i suoi canoni con ritmo e musicalità invidiabili. Attraverso questi versi ognuno ci legge quello che vuole, io leggo l'instabilità dell'uomo che in sintesi vuol dire tutto e non mi resta che fare gli auguri e i complimenti a questa poetessa che solo adesso mi da il piacere della visione dei suoi versi..I miei complimenti di cuore. Bruno

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  20. La penna di una esperta letterata pone alla nostra attenzione una non facile poesia,i cui versi virano, senza eccedere, verso le Nuove avanguardie dell'ultimo scorcio del secolo passato.Lontana,seppur classica,da antiche suggestioni,una scelta accuratissima di un ricercato linguaggio la predispone verso quelle opere poetiche che il Chiabrera chiamò "inni"pindarici,perchè di vittoria si parla e,più precisamente, di vittoria del mare sull'isola.L'uomo di mare,seppur attratto dal magnetismo terrestre e dalle molteplici offerte dell'isola stessa,rifiuterà di perdersi nelle squame delle maree,e preferirà,dopo il periglioso navigare,il meritato approdo autunnale, nelle accoglienti baie. Ren

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  21. Leggo dei commenti bellissimi, davvero.
    Li ho letti e riletti.
    Grazie a tutti per l'attenta lettura e il tempo impiegato nello scrivere commenti e pareri, critiche e considerazioni.
    Grazie.
    Paola

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  22. Enia scrive che si tratta di un dialogo tra un uomo di mare ed uno di terra... fuochino!
    In realtà il dialogo si svolge tra un uomo, sicuramente di mare, e la sua donna, certamente di provenienza marinara anch'ella! Come potrebbe altrimenti capire e spronare il proprio amato a non tradire il mare per la terra dei mandorli.
    Una poesia più semplicemente poesia d'amore, dunque. O, per lo meno questa è stata l'originaria fonte nonché ispirazione per l'autrice. Certo è che, dietro questa storia si cela sicuramente la metafora, oserei dire più potente, del predominio dell'uomo sul mare, predominio che unito all'amore e al rispetto per lo stesso,rendono tutti gli uomini grandi navigatori, esperti viaggiatori, che per mare e attraverso di lui, arrivano ad una conoscenza delle cose che si tramuta in CONOSCENZA punto e basta.

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  23. non è possibile Gloria!!! ho impiegato un'ora a scrivere delle risposte e sono SPARITE!!!

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  24. bellissima per immagini, sensi, suoni.
    natàlia

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  25. silvia calzolari21 aprile 2010 06:00

    Versi in metafora stupefacente che arricchiscono l'anima. Si assapora l'esortazione di una donna che desidera (che vorrebbe trattenere "uomo magnete" di "ossa e costellazioni"), ma che in totale ammirazione comprende la necessità Uomo. Un Ulisse che non dovrebbe fermarsi nella sua Itaca ma che è uomo di mare e si esprime nella sua vera essenza nel viaggio...nella libertà forte delle maree... "Dentro di te non c'è spazio per la terra dei mandorli"...un uomo che per essere coerente con il proprio sentire deve inesorabilmente seguirlo per non perdere mai "stupore". Un dono d'amore di donna che comprende a fondo il proprio amato.... Ammirazione grande Paola per la tua "imponente" ed emozionante lirica!!!

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  26. Profilo maschile "in nuce".
    Non pesce con squame.
    Ancora stupore...Ancora forza di uomo.

    Espressivo mortale umano questo desiderio di donna che chiede questo "Re" già incontrato.

    Anche un pò "arca" a vela lui, scosso dai venti. "Arca" a vela non "barca". Sono così alcuni uomini che accolgono più "stati", più "elementi", più "materiali" quanti sono quelli di una donna. Lo immagino accogliere ogni "pezzo" di questa creatura. Tutti i "pezzi"....

    Anche un pò natura lui. Forse la più bella tra le accezioni "rocciose" di un uomo: quell'essere "baia", insenatura di montagna lapidea curva che non accoglie solo "l'estate delle barche" e "primavere stagionali" ma anche, come una ruga, come una faglia, la tristezza appoggiata di un autunno-donna così "speciale" di foglie morte, il “di più” della capigliatura naturale già usata dal tempo.

    Ma d’autunno non muoiono le radici: le fondamenta della natura che, a partire da quella stagione, rinasce. Stupendo l’autunno che è "principio" dell’anno naturale....

    Corri ché la "marea camuffa di squame chi perde lo stupore" creando un rivestimento alla pelle. Concreto “rimedio” ad alcuni dolori.

    Sembrerebbe vero che lui non sia “terra di mandorli”. Sospetto, tuttavia, che sappia accogliere quel meraviglioso “minimalismo” di donna che è una donna triste,....al minimo di sé ed attendere la splendida fioritura di lei-sakura giapponese, ciliegio in fiore sul suo fiordo mediterraneo.

    E due nature s’incontreranno. Ed un po’ di Giappone sarà caduto su quel fiordo mediterraneo portato dal polline del vento.

    Stendo anch’io questi’isola al riposo come la federa di un cuscino su cui dormire.

    Perchè questa poesia è una favola.

    Favola d’Oriente mediterraneo, la terra che Paola Casulli crea sempre in poesia....

    L’“Oriente mediterraneo” è solo suo, di Paola. Geografia sua incantevole e non solo poetica.

    Mentirei se dicessi “complimenti”.
    Perché il mio è un applauso.

    Valeria Spinelli

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  27. E molto bella, suggestiva. Condivividerei appieno il commento di Gloria che s'è espressa in modo magnifico, cosa che io non so purtroppo fare...

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  28. Non vi sarà mai fuga che si neghi ad un sosta, nè impeto di fiume (che tracima) che non cercherà da sè stesso un nuovo argine.
    Viviamo in una (rin)"corsa di maree", volta a volta appoggiate ad una sponda; di "autunni" pregni di trascorsi, di sperimentati cimenti e di sapori. Ma ogni approdo include un nuovo avvio, di ansie sopraggiunte e di (intessute di vento) novelle "alberature".

    La Tua visione, Paola, così densa di metafore, (come si conviene alle poetiche d'amore)mi sembra non smentire questo schema psicologico
    dell'animo umano, laddove preme una dissimulata nostalgia per quella "terra dei mandorli", pur dovendosi scuotere il ristagno. Come in amore, le cose nuove vanno scritte sempre in un "prosieguo"

    Il testo in ogni caso è suggestivo e di ottima fattura. I miei più cordiali complimenti.
    Leopoldo Costabile

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  29. ... amare il mare ed avere nostalgia della terra... una bella verità... grazie Pino Soprano.

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