lunedì 1 marzo 2010

RESPIRO di Francesca Varagona


(George Seurat, Un dimanche après-midi à l'Ile de la GrandeJatte)
(particolare)

Cerotti, bende, distanze,
unguenti profumati, danze
balsamici effetti

respiro di gusto
allargo il petto
mi stiracchio al sole
promesso, gatto
sul tetto

respira, libero
senza l'acqua
alla gola, il cappio
al collo, allunga
il passo, si defila
felice

Inalata aria pulita,
schermandoci
dall'abbaglio,
dalla bolla
scoppiata

separiamo i i destini
attorcigliati, torniamo,
svincolati, spacciati
alle nostre vite
per troppo poco
insieme respirate.



36 commenti:

  1. Mi piace molto la poesia di Francesca..sa di desiderio, estremo, di libertà e verità, di pulizia, di rinascita.
    Mi piace la corsa degli aggettivi, che rendono visiva la corsa agognata a uno stato di puro respiro..respirare inteso come sentire, io voglio respirare e sentire. Così mi arriva.
    Complimenti!!
    Tatiana Andena

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  2. ... eh... certo che non si vorrebbe che mai finisse... ma c'est la vie!... bei versi Grazie.
    Pino Soprano

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  3. E' una separazione liberatoria,che dona respiro e libertà. Da troppo tempo opprressi da un rappoto angosciante, finalmente usciti dalla bolla,si sente aria pulita.

    separiamo i i destini
    attorcigliati, torniamo,
    svincolati, spacciati
    alle nostre vite
    per troppo poco
    insieme respirate

    Bella asciutta calibrata nel lessico e nella versificazione questa chiusa,come tutta la poesia. I vocaboli sono scelti e curati proprio per dare unaa sensazione di oppressione, quasi di malattia.Poi si respira

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  4. Piero Lo Iacono musicale e clinicamente anatomica...
    si legge in un respiro..
    bella respirata polifonica...
    il respiro è vita, sistole e diastole,
    poesia,.......

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  5. Paola Casulli A-relazionalit... Mostra tuttoà: di ogni relazione primitiva, costitutiva e istitutiva non c'è più traccia. L a partizione dell'esperienza è singolare. C'è una de-costruzione tra la tua esperienza e la nostra, di lettori. Bisognerebbe provare ad immaginare il reale al di là del simbolico... si, ma come?
    "un tempo, racconta Chuang-tse, durante una notte, io fui una farfalla che svolazzava contenta del suo destino. Poi mi svegliai, ed ero Chuang-tse. Chi sono in realtà? Una farfalla che sogna di essere Chuang-tse oppure Chuang-tse che s'immagina di essere una farfalla?" Di chi è la certezza? di quale certezza parliamo? Potremmo affermare che Chuang-tse non è né farfalla né Chuang-tse, piuttosto l'istante in cui risvegliandosi, avverte quel battito d'ali che è appena stato suo ma non lo è stato completamente, eppure ne avverte ancora tutta la leggerenza. Ecco coma la "quodditas" diviene "quidditas", il semplice accadere delle cose, anche inconsce, la si percepisce come sostanza ultima di tutte le cose. Si compie lo "Schritt zurug", il passo indietro di Heiddeger. è questa la tua poesia, al di là della verità, del tangibile; non comprende, non attiene al senso, lo rasenta quanto basta per favorire nello stupìto lettore, l'istante del battito, quella rigatura onirica dell'eterna ripetizione del sogno.
    Paola.

    Bravissima!!!!

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  6. Nikolas Malone Bellissima!!!! Molto musicale, ma che brava, complimenti, letta in un soffio..., bella

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  7. Nikolas, ho capito anch'io che il nostro modo di verseggiare è affine, a presto
    Francesca Varagona

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  8. L'amore qui viene visto come malattia da curare, perchè provoca sofferenza,malessere. C'è anche un po' d'ironia che giova al distacco dal coinvolgimento eccessivo. Bella!Grazie
    Francesco de Rienzo

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  9. Esultanza contenuta per un vincolo sentimentale che andava stretto.Una liberazione come dall'inverno primavera.
    Una piccola inversione renderebbe più calliroica l'accentuazione dell'incipit(Bende,cerotti,..)
    Brava!

    Gilberto Fanfani

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  10. Buon ritmo.
    Si respira un’aria di liberazione. Versi corti, allitterazioni, enjambement vanno bene.
    E’ il perfezionamento del gioco che avevo già rilevato altre volte.

    Sintesi di poesia “immediata” e poesia “costruita. Il poeta ha sentito l’esigenza che gli preme dall’interno ma ha trovato anche il modo migliore (attraverso le parole) per esprimere ciò che ha sentito. Il poeta mediocre è quello che si limita soltanto all’immediatezza della sensazione (ecco perché bisogna studiare incessantemente i poeti che ci hanno preceduto) o quello che si limita alla costruzione sterile, più o meno baroccheggiante,del nulla.
    Bene.
    Francesco Enia

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  11. c'è sempre un momento in cui si avverte l'esigenza di uscire da situazioni anguste, e la poesia sobria, classicheggiante, emozionante,scopre il senso della libertà e ricomincia un nuovo percorso. Le sensazioni sono descritte con perizia e dolcezza, merito di una vera poetessa. Complimenti e brava. Ben scelte sono immagini e musica
    Antonio Lanza

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  12. ..ti dà un senso di libertà..di volo tanto a lungo anelato..un respiro nuovo...vrso nuove primavere..meravigliosa la tua lirica cara Francesca...ascolta sempre il tuo respiro!!!!..un abbraccio sincero a te ..nuova amica.. e a Gloria..ke ringrazio infinitamente x la sua gentilezza e ospitabilità..baci..Carmen Pettinaro

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  13. Paola. Sono stupita quasi stravolta dal tuo commento cos... Mostra tuttoì articolato e filosoficamente approfondito. Tu che mi sembri irraggiungibile, di cui non oso quasi commentare le poesie, tanto perfette e a volte marmoree mi sembrano, così come la bellezza fisica che incarni. Le mie poesie sono di due tipi: alcune vengono fuori da me come un filo che si dipana, proprio il bozzolo del baco che si scioglie in farfalla, e io non devo fare null'altro che "sputarle" fuori da me come se lì fossero sempre state. Altre sono più "costruite", le limo e le cesello, le libero da orpelli e ridondanze, ma è una strada su cui sto ancora lavorando. Questa "respiro" è un po' a metà tra i due tipi, sono contenta, anche perché ha segnato la svolta, un momento e una situazione mentale che mi stavano davvero soffocando, anche dal punto di vista artistico
    Francesca Varagona

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  14. Francesco, piero,Carmen, antonio, sono grata della vosta attenzione e anche lusingata dai vostri accurati commenti. Vi ringrazio tutti
    Francesca

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  15. Gli spuntiofferti da Francesco Enia sono incredibilmente allettanti, e anche molto dotti e profondo, ma tu e Paola sapete anche che io sono una poetessa naif, una poetessa che ha letto poco, soprattutto dei contemporanei, anche se, ma posso dirvelo, sono stata colpita a 13 anni da due poesie di Eugenio Montale "Meriggiare pallido e assorto" e un'altra che si è persa nei ... Mostra tuttomeandri della mia memoria, entrambe tratte da Ossi di seppia e ho pensato: ecco, è da lì che vorrei cominciare. Non so in realtà cosa sono né come si trasformerà il mio scrivere. Anch'io a volte mi freno, pensando che potrei ripetere all'infinito le parole che amo intrecciandole in modi diversi. So che il mio piacere sta nel creare, ma forse più nel filtrare la realtà attraverso il mio sentire, mescolandola, fino a renderla una realtà onirica che però è ben calata per terra. Non so se ho espresso quanto volevo, mi rileggerò con attenzione i vostri interventi... io scrivo soprattutto per comunicare.
    Francesca

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  16. Un poeta è un poeta punto e basta. Non c'è bisogno di altre qualificazioni. Poi, come in tutte le cose della vita, ci sono quelli virtuosi, quelli bravi, quelli bravini, quelli scarsi e gli scarpari (che in genere sono anche molto presuntuosi).
    Dici di scrivere per comunicare. Pensalo pure. Non ha importanza. La verità ha un senso misterioso diametralmente opposto: è la "comunicazione" che si serve di te per scrivere (per definirti "comunicazione" non so quante pagine dovrei riempire).
    Non mi interessa se finora hai letto poco. Ora comincia a leggere di più (anche su fb ci sono persone interessanti). Non puoi farne a meno.
    Te lo dico perché credo che tu abbia i talenti necessari e sarebbe un peccato che venissero sotterrati
    Francesco Enia

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  17. Grazie, hai ragione.. e comunque l'altra poesia è riemersa dalla mia memoria, è "Spesso il male di vivere ho incontrato" e poi certo Dino Campana, e ovviamente "l'infinito"di Leopardi ma anche l'Iliade e l'Odissea, i lirici greci, lo sai che nella mia formazione c'è anche tutta la letteratura tedesca e molta anche in lingua originale. E' vero, la ... Mostra tuttocomunicazione si serve di me, ho anche studiato De Saussurre. ma mi sembra strano fare riemergere i miei studi, la mia formazione e confrontarmi qui su fb con persone che -nel loro tempo libero - amano dilettarsi proprio di questi scambi "culturali". Ho scritto una volta una poesia che s'intitolava "Paralipomeni", te la taggherò. Comunque grazie per credere in me nonostante i miei tentativi di dissimularmi
    Francesca

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  18. Un respiro liberatorio , che porta a riappropriarsi del proprio essere del proprio io , talvolta castrati da una relazione a termine ....
    molto bella e sentita !!!

    Maria Chiara Crivellari

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  19. E perchè Francesca ti sembra strano confrontarti con altri e interagire su temi culturali? Non è anche questo un modo di comunicare? Proprio in questo blog potete interagire. E' nato per questo!Sarebbe bello discutere insieme...dovunque.

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  20. malinconica...ed incredibilmente triste...(ma non per questo meno bella )...come ogni addio...come ogni perdita...seppur mascherata da sollievo
    Angela di Pietro

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  21. Giorgio Filippini Mi intriga questo tuo gioco di parole Francesca...anche se i destini sono divisi...siamo sulla stessa pallina...che gira gira ...e respiriamo insieme

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  22. silvia calzolari1 marzo 2010 23:33

    Danze...balsamici effetti...in RESPIRO libero/aria pulita. Il sole illumina questi versi di benefico abbandono. Si separano poi i destini...in un ritorno che pesa...alle nostre vite troppo poco insieme respirate. Respiro ampio goduto consapevole...capacità di vivere gli attimi veri naturali di profondo sentire. Francesca ci regala versi/immagini che avvolgono con raffinata delicatezza...toccano spina/cuore di ritorno a quotidiano. Elegante dono....grazie Francesca!

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  23. il respirare, inteso come liberazione dai vincoli, dai legami, dalla nostra limitatezza, dalla nostra finitudine, da tutto ciò che ci impedisce di assaporare liberamente aria pulita e/o di esprimerci compiutamente e spontaneamente. Ma accanto al desiderio di libertà l'ansia e la volontà di respirare insieme, perchè la libertà non ha senso in esistenze di enclave, ma solo nella condivisione...efficacissimo all'uopo il riferimento al gatto insieme animale domestico e simbolo della libertà.

    Pio Napolitano

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  24. V'è acuto senso di vertigine in quella "bolla che scoppia". Si riduce molto spesso in amore ciò che sembra allontanarsi da esso, per ritovarsi in un rinnovato bisogno. E l'amore è la massima vertigine insofferente "al cappio" e ad ogni schema.
    E' questo il senso che vi vedo, cara Francesca.
    Leopoldo Costabile

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  25. Mi riallaccio a quello che dice Francesco. Anche io non prescinderei dallo studio, e massiccio, anche. Non perché questo influenzi il tuo scrivere, al contrario, lo arricchisca, lo impreziosisca. Leggi e "dimentica" di aver letto; con il tempo tutto questo bagaglio ti servirà. Riaffiorerà come per incanto e scrivere diventerà come impugnare una penna che scrive da sola mirabolanti avventure poetiche. Ti renderà donna e poeta di immaginazione senza confini, "non melanconico ma meditabondo" (Montaigne) . Acutizzerai la tua intelligenza delle cose, e scoprirai screziature da timide e tremati a sempre più potenti e di miglior virtù.

    Questo dire è ovviamente perché credo che tu abbia un talento straordinario! Continua con le tue splendide sperimentazioni. A volte si trae giovamento e serenità sulla strada che percorriamo e non per il fine da percorrere... e non lo dico io! :-)

    Paola

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  26. E io mi riallaccio a quello che dice Paola, che ha trovato nella poesia un'istanza di percorso immaginario, di espressione poetica e di redenzione dalla malinconia. Una strada invogliante verso la conoscenza,che può anche cambiare una vita, e un modo per soprire le screziature nascoste, i bei colori segreti della poesia e della vita
    E come mi piace, Paola, quel 'tutto questo ti renderà donna',donna in senso pieno, nell'accettazione di sè, non chiusa tra quattro mura, con relazioni difficili, negli uffici clustrofobici, ma donna liberata e arricchita dal suo divenire poesia e cultura.
    E' una trasfomazione antropologica che tu auspichi e che credo avvenga in tutte noi che vogliamo alimentare l'ars poetica.

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  27. Il dibattito stimola, ma soprattutto mette in relazione, ed è questo che mi aspetto quando scrivo... non l'arte per l'arte, ma la possibilità di farmi tramite di sensazioni che altri provano, ma esprimono in modo diverso, nelle arti, ma anche nei mestieri, nel fare e nell'agire come nello scrivere. Il confronto mi fa crescere, mi fa procedere, perché mi arricchisco delle esperienze altrui, come dei racconti o dei romanzi degli autori preferiti, e nello sesso tempo metto a disposizione degli altri il mio sentire filtrato dal mio bagaglio personale, di vita e di letture. Grazie.
    Francesca Varagona

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  28. La quiete dopo la tempesta, mi viene da dire... la libertà riconquistata, riassaporata goduta persino nel respirare liberamente, dopo un periodo di ossessione e di oppressione.
    Tutto sembra più bello, soprattutto riprendere la propria strada che, anche se per poco, era stata percorsa insieme a qualcuno.
    Incalzante e coinvolgente!

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  29. Grazie Salvina dell'accostamento di cui non sono degna. Si prova a riprendere un ritmo e un respiro più arioso, anche se l'ossessione e il tormento sono sempre lì, acquattati come il gatto sul tetto.
    Francesca Varagona

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  30. Poesia molto interessante.
    Pietro Vizzini

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  31. Molto, molto bella questa poesia, versi moderni e scorrevoli, molto musicali, il genere di scrittura che preferisco, complimenti al poeta!
    Nikolas Malone

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  32. La poesia resta in bilico tra intuizione memoria e esperienza vissuta, per incunearsi tra le pieghe della vita e coglierne l'eco nelle cose e in un incontro,riuscendo a restituirci la realtà,non in forma vivificata, bensì intensificata, attraverso metafore,simboli significati. Qui la metafora dell'ospedalizzazione ci offre la visione di un amore dolente e che è preferibile dimenticare, per riprendere il respiro della vita. Quindi tutto è rivolto al corpo,come se dovesse essere medicalizzato e ci si preparasse
    a un intervento chirurgico. Dura, ma bella e curata
    Alberto Traversa

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  33. Alberto, ringrazio per il commento e per l'apprezzamento. Dall'immagine dell'ospedale e di un intervento, doloroso ma necessario, mi era addirittura apparsa l'imbalsamazione - gli unguenti profumati - ma dal profumo degli unguenti è sprigionata la rinascita per un respiro, un sollievo desiderato, forse ancora solo un'illusione.
    Francesca Varagona

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  34. Maria Isabella D'Autilia3 marzo 2010 10:53

    Veri liberatori, aerei, che via via si fanno più leggeri, quasi seguendo quel senso di liberazione che si prova quando si decide di recidere un qualcosa che lega, che fa male, che appesantisce l'anima e la vita...
    Sembra un sorriso che appena si affaccia, prima incerto, poi più sicuro, pur rimanendo solo un liene accenno...
    Che dire?
    E' bello leggere versi così, versi di donna, che non accetta più che il respiro le venga mozzato dall'acqua alla gola...
    Versi leggeri e forti, versi che hanno la freschezza e e il sollievo del respiro finalmente ritrovato!

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  35. Maria Isabella, il respiro torna, si impone, anche se tante volte le donne sono zittite, maltrattate, umiliate. E il loro stesso respirare infastidisce. A volte vittime, a volte masochiste nel ruolo subalterno che da millenni è stato loro imposto. Ma il sollievo dell'aria pura torna, e così lo stiracchiarsi al sole come il gatto sul tetto. Grazie.

    Francesca Varagona

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