giovedì 29 aprile 2010

VITA MIA di Mario Salis



(Amedeo Modigliani, ritratto di donna)


Occhio dei miei occhi
sogno dei miei sogni
tuo è il mio destino
non dirlo a nessuno

Dammi la tua mano
vieni sul mio seno
voglio per te tesoro
aria pura cielo sereno

Suonano campane
dondola il mio cuore
al tuo solo apparire
il vento innalza vele

Fiori sorridenti
trionfano nei campi
all'alba i pescatori
rientrano contenti

Vita della mia vita
mano delle mie dita
corpo della mia meta
sorella della mia strada

Luce delle mie vene
ombra dellamia estate
acqua della mia sete
fuoco delle mie pene

Suonano campane
dondola il mio cuore
al tuo solo apparire
il vento innalza vele

Fiori sorridenti
trionfano nei campi
all'alba i pescatori
rientrano contenti





mercoledì 28 aprile 2010

NON E' UMANO IL CIELO di Francesco Palmieri


(L'Eremita - tecnica mista su tela 
Mi vesto del lino degli angeli
scordo la carne
àmputo i piedi
l'attaccatura del suolo

rinuncio al vino
non ascolto la sete
non ti vedo fiammella
quando danzi sui fianchi

rinuncio a ogni cosa
che si conta o si pesa
e niente orecchi né occhi
senza mani né corpo

solo aria
di cielo
solo nudo
pensiero

come gli angeli
come chi sta beato
come l'anima buona.

Come chi chiude gli occhi
e si distende coi morti.







domenica 25 aprile 2010

DESERTO di Mario Salis




(Veronique Murrau, Arabes) 



E' li' che si incontra il mare
della solitudine
specchio
nella sabbia
duna
di fuoco e paglia

Fratelli scorpioni
su pergamene circoncise
serpenti d'equatore
sul mio torace
condividiamo
stelle
condividiamo
pianto
polvere
acqua
parola
sguardo
respiro
vento

La notte ha un'altro colore
amplificano il rumore
nomadi assenze
ti prendono per mano
la voglia di silenzio
è una forma di peccato
che squarcia
l'innocenza
va oltre
l'infinito

Ogni lacrima è una storia
oasi notturne
annullano la distanza
ed il cielo è presenza
nel deserto si impara
ad ascoltare
il ritmo del sale
della morte il sapore
della morte il sapore

Ogni giorno
è il giorno dopo
un mantello di freschezza
riveste i granelli
una catena di anelli
di rugiada alboreale
una doccia
di vento al miele
prendi tutto quello che viene
che di deserto
si puo' morire

Luce di ombre sposa

Si vive
di deserto in deserto
con se stessi
o con l'altro
arriva sempre puntuale
il tempo

Nudo di ogni nudità
il mondo
penetra le ossa
Venere sorella
per me che toro
sono farfalla
per me che toro
sono farfalla

Per vedere le galassie
che abitano in te
ho bisogno di attraversare
ho bisogno di amare

Il respiro
che abbraccia il cosmo
dromedario solare
sogno
la luna germoglia raggi
scorgo tra miraggi

La mia anima
distaccarsi
come la corteccia di un'albero
io
quasi estraneo
a me
aldilà
dell'invisibile

Sono tutto
nel tutto
quando provo il desiderio
di tuffarmi nell'infinito
in eterno
restare
muto
in eterno
restare
muto



TU, MALINCUNIA di Bruno Zapparrata

(Gioacchino Toma, Donna che legge sdraiata)


E chiove, chiove ncoppa 'e mmane mie
na luce argiento ca me fa mpazzì,
stasera 'a luna chiagne o forze ride,
smaniuso sisco pe me fa' sentì...
E' mezanotte e passa, a' na fenesta
sulo na testa mo fa capulino,
ma è pianta 'e rosa, ncappucciata ancora
ca chianu chiano tenta 'e s'arapì...
Nun ce sta niente 'a fa', tu mo nun siente,
si, staie scetata ma...nun vuo' sentì...
è fronna morta chist'ammore mio,
che te ne mporta, me farraie murì.
Mbriaco 'e ciento, mille ragge 'e luna
sulagno e triste me cuntemplo 'a via,
me teneno nu poco 'e cumpagnia
sta fronna morta e tu, malincunia.



(da TU,MALINCUNIA Ed. Del delfino anno 1986)


traduzione di Bruno
E piove, piove, sopra le mie mani,
una luce d'argento che mi fa' impazzire.
Stasera la luna piange...o forse ride?...
Smanioso fisco per farmi sentire...
E' mezzanotte e passa, alla finestra
solo un vaso adesso fa' capolino,
ma è pianta di rosa ancora non sbocciata
che piano piano tenta di aprirsi...
Non c'è niente da fare, tu non ascolti...
si sei sveglia...ma ...non vuoi ascoltare,
è foglia morta questo amore mio,
che te ne importa se mi farai morire.
Ubriaco di cento, mille raggi di luna,
solitario e triste mi contemplo la via...
Mi tengono soltanto compagnia,
la foglia morta e tu, malinconia.






Commentare la strada dei passi perduti, cosi si dovrebbe intitolare questa lirica che porgo agli amici lettori di questo pretigioso Blog Poeti Clandestini, nasce da uno stato d'animo fin troppo evidente, fin troppo procurato dalle assurdità della vita e dei comportamenti... E' una canzone malinconica come si evince chiaramente, uno sfogo dell'animo.Sfido chiunque non si sia trovato in simili condizioni. Ma l'umano è fatto principalmente di assurdo per cui prevale nell'astio di un momento, in decisioni senza considerare l'antefatto e la collocazione, un rigetto assoluto della ragionevolezza, del raziocinio dell'affetto quando c'è...in egual misura di chi ha ragione e chi ha torto.Ringrazio Gloria e i responsabili di questo Blog per l'ospitalita' e gli amici e le amiche che gentilmente vorranno apporre un commento. Grazie
Bruno Zapparrata




venerdì 23 aprile 2010

NEL MEZZO di Maria Pia Monicelli


(Aubrey Beardsley, Salome) 




la guerra è veleno d'amore
un'ostia maledetta
masticata da quel dio nessuno
con la bocca nera
e non è una morte apparente
o una pausa di luce soltanto
è un'attesa nel mezzo
una condanna di Pace
esiliata nel cielo
Possa una sola scintilla
evitarmi il cuore
per un attimo almeno



SOLFEGGIO di Marco Saya

(Edward Hopper, N.Y. movie)

do-orre, 4 volte,
leva la sveglia batte l’amor(t)e.
pause di respiro.
flash di intermittenza.
luci impazzite del microonde.
“dove corri?” , “in ufficio” meccanica risposta-suono.
suona il cell.
numero privato chiama.
“chi e?’” o “chi non è?” persevera il controllo.
meccanicizzo il mio stare.
come un orologio.
a ogni quarto il ticchettio.
Il successivo un’azione conclamata.
“so what”. così è.

solfeggio. 2/4.

miffa-solla, 2 volte,
leva la gomma batte Massa.
piove. non piove.
si stabilizza.
“cosa facciamo, ora?”
pausa - 1/8
“ quale DVD? ”.
di domenica manca l’incipit.
anche il frigo è vuoto.
talvolta il take away sbalordisce.
l’acquario vive.
conto il successivo quarto.
strappo alla regola.
improvviso (penso) per poi rientrare.
II° tempo – ed è subito sera.
ma non l’ho scritto io!

continua. in 3/4.

sol-la-si, “all blues”.
il Versace di Miles.
non necessario.
luccica la tromba.
come l’immagine.
o le immagini finte.
più vere le figurine della panini.
ora sono a Ischia.
un esempio.
un posto vale l’altro.
“dove andiamo quest’anno?”
la poesia è in Costa Smeralda.
“ci andiamo anche noi…?”







INDIE di Giuseppe Renato de Stasio



(Rodolfo Jimenez, Cascata Tropicale)


amati luoghi dove le rocce non hanno nome
e la terra rigogliosa non affanna
ritrovo quieto un'arenile
bagnate finalmente labbra
con le mie salmastre
colorate alghe
acque
su quella foce di fondali sciolti
lacustri inondano di limo
i campi arsi in fondo alla palude
protetta ansa
Virraj all'orizzonte nuovo
leggero corpo ed il mio vicino
sopra la pianura
alati balzi in mirre e cedri
passiflore azzurre
ai nostri piedi
ossuti e neri
un lampo imprime il ciottolo scolpito
la pioggia fine rarefatta coltre
umido velo
acquoso seme spande
di lontano aleggia spento
fruscio visivo ancora tondo
il Sole arancia il cielo che tenue scura.





venerdì 16 aprile 2010

PIACERE di Bianca Demontis

(Tamara de Lempicka, Portrait de Mme Ira Perrot)


Dove seta avvolge seta
e intenso delirio sensuale,
giace, possente, Amor giocoso.
Fluido, profondo, cosmico...
Oltre le barriere del pensiero,
nel vortice rosso della follia
che intride di se ogni senso...
Poichè peccato non dimora
all'ombra del puro piacere..











giovedì 15 aprile 2010

COME VIVERE di Deborah Mega

(Henri Matisse - Interior with a Violin Case)


Come vivere senza te
dove trovare parole buone
conforto per la madre e il padre
cura per l'animo afflitto
e la mente incredula
(ri)vivere la gioia di solennità
e feste in casa.

Come vivere senza i tuoi occhi
confidando in tempi prosperi
aspettando una resurrezione
che non viene
sperando il primo anno
che Cristo come Lazzaro
(ri)generi il tuo corpo.

(Ri)compongo i lineamenti del tuo viso
(ri)percorro i ricordi del passato
noi bambini giochi e risa rincorrendo
garritineri sui balconi di città
metamorfosi e nuove primavere.

Vorrei urlare quel dolore
dire al mondo soffro.
Mascherando col sorriso
resto invece senza luce
a parlare col silenzio.





mercoledì 14 aprile 2010

DANZA PER AMORE MIO di Mario Salis

(Henri Matisse, La dance)

Danza danza danza
spaccami il cuore con la tua eleganza

fammi morire che con te l'amore
è come quasi bruciare il sole

Danza danza danza
spellami gli occhi con la tua presenza

fammi vedere che io non ho mai visto
tanta bellezza in un solo gesto

Danza la tua danza
occhi belli a luce spenta
le tue mani che profumano grano
il tuo viso un bel campo di fieno

il tuo corpo che domanda risposte
il tuo sguardo sono mille carezze

la tua danza donami amore
amore fammi fammi morire


Danza che danza sia
offrimi amore la tua pazzia
scalda il mio cuore il mio cuore osceno
prendimi amore senza alcun freno

di sfuggita di struscio di lato
lasciami un segno anche senza fiato

basta che sia la tua danza amore
una sinfonia senza pudore


Danzami l'infinito
fammi toccare il tuo paradiso
danza alla luce la luce del fuoco
saliamo insieme a poco a poco

Incrociati come delfini del mare
vienimi adosso stella di sale

Danzami amore dentro la nebbia
danza mio sole sotto la pioggia





sabato 10 aprile 2010

SE SCENDI IN CANTINA di Paola Maria Leonardi

(Vasilij Vasil'evič Kandinskij - Tormento)


Se scendi in cantina
attento alle scale
sono alte
potresti cadere
nel vortice
risucchiarti
non c'è rete
quella che togliesti
quando hai deciso di amare
niente rimpianti
solo scelte
sono il sale
non esitare
ti piace tremare
i brividi vuoi abbracciare
dipingi la vita coi tuoi colori
le tue emozioni
volare
è il tuo sogno più grande
vivi la vita
laciati andare...
e canta
come l'uccello della libertà
sulla montagna
a picco sul mare

(inedita @2010- Paola Maria leonardi-tutti i diritti riservati all'autrice)


mercoledì 7 aprile 2010

ZAFFERANI di Pino De Stasio







rovine in terra
di pietre e sassi
incolori calcarei senza forma
argille rosse
pietosi luoghi d'asfalto e pece
impronte dure
di mani al suolo che con pugni e dita
segnalano la vita
un'arco ribassato
la cupola alla vista vuota
squarciato osservatorio delle stelle
che piu' vicine sembrano fiammelle
in una notte che sobbalza a danza
aride geologie dei tanti inganni
strati di sabbie
crinali aspri
per gli appennini e i mari caraibici
dorsali a spine
rilievi e vento ed erbe e zafferani lilla
sulle pendici che di basalti
sorreggono le tinte


(Copyright © 2009giusepperenatodestasio)






( Jan Dismas Zelenka Work: Gesù al Calvario, passion oratorio in two parts, 1735 Libretto: Michelangelo Boccardi)





martedì 6 aprile 2010

R/ESISTIAMO di Francesca Varagona



(Roy Lichtenstein - Blam - 1962)


Noi siamo la storia
il nostro quotidiano
scorrere di respiri
uniti, le battaglie
perdute. I nostri padri,
che hanno creduto
nella ricostruzione
di un paese civile
in una possibile
libera democrazia
fondata su lavoro,
giustizia, libertà.
I nostri nonni,
sopravvissuti o morti
tra due guerre
le bombe l'invasione
la fame
la distruzione
l'accanimento malvagio
del male crudele
che spogliava
della stessa dignità
di persone.
Noi siamo la storia
i nostri figli disillusi
sfregiati nell'intimo
da chi toglie loro
speranze futuro
lavoro sogni
spinta in avanti,
in un mondo
che soffre
di un oscuro male
la mancanza di ideali.
Noi e quelli come noi
che non si rassegnano
a essere messi da parte
accantonati con un colpo
di spugna dai libri
di scuola, noi crediamo
r/esistiamo, ci cerchiamo
ci incontriamo,
ci riconosciamo.



Copyright©2010Francesca Varagona - inedita)


FABRIZIO DE ANDRE' - CANZONE DEL MAGGIO






domenica 4 aprile 2010

UNNICE ROSE JANCHE di Bruno Zapparata

 (Twilight of Sunset at horizon - Dall'album: Gallery - Arts of Nature Paintings di Gilbert Lam)


'E ccampane sunavano a' gloria,
tutto attuorno silenzio, na pace,
mezanotte d''o Sabato Santo,
Gesù Cristo scenneva d''a Croce.
Dinto 'a cchiesia, tra ncienzo 'e cannele,
astrignute mo ll'une cu ll'ate,
ncoppa 'e scanne, chiate, mpreghiera,
quanta ggente, guagliune... surdate...
Chi pensava 'a famiglia luntana,
chi penzava a' nu figlio malato,
chi cercava n'ammore perduto,
chi sultanto pe ffede priava...
Into a' n'angulo, quase appartata,
cu dduie uocchie, distrutte,scavate,
nu ritratto astrignuto int''e mmane,
si, na mamma chiagneva, chiagneva...
So' duie anne, me pare fuie aiere,
na criatura partette cantanno,
chiena 'e vita, 'e cumpagne, 'e ccanzone,
pe ncuntrarse 'àntrasatta cu 'a morte !
Fuie n'istante, e' unnice 'e lloro
non vedettero 'e ragge d''o sole
rimanettero nterra, straziate...
tridice anne, 'a vita struncata!
E d''e llacreme senza cchiù fine
'e sti mamme, abbrusciate 'e dulore
sò schiuppate mo unnice rose,
rose janche, comm'erano lloro !
('E campane sunavano a' gloria
e na mamma chiagneva, chiagneva...).


(Traduzione letterale e non poetica della poesia di Bruno Zapparrata 
Unnice Rose Janche - da tu Malincunia Ed. Del Delfino anno 1987)

Le Campane suonavano a Gloria,
tutto intorno, silenzio, una pace,
mezzanotte del sabato santo,
Gesu' Cristo scendeva dalla Croce.
Nella Chiesa tra incenso e candele,
non passava il filo di un alito,
sugli scanni piegati, in preghiera,
quanta gente...ragazzi soldati..
Chi pensava alla famiglia lontana.
Chi pensava ad un figlio malato.
Chi cercava un amore perduto.
Chi soltanto per Fede pregava.
In un angolo, quasi appartata,
con due occhi, distrutti, scavati,
una foto stretta tra le mani,
una mamma piangeva, piangeva.
Sono due anni, mi sembra fu ieri,
una creatura parti' cantando,
piena di vita, con i compagni, le canzoni...
per incontrarsi all'improvviso con la morte !
Fu un istante, ed undici di loro
non rividero i raggi del sole.
Rimasero per terra, straziati...
tredici anni...la vita stroncata...
E dalle lacrime senza più fine,
di queste mamme, arse dal dolore,
adesso son fiorite undici rose,
rose bianche come erano loro!
(Le campane suonavano a gloria
e una mamma piangeva...piangeva...)









Questa poesia, si commenta da sola nel fatto molto noto, la famosa disgrazia del Melarancio dove morirono 11 Ragazzi della scuola Media Edoardo Nicolardi in uno scontro tra il loro pulmann ed un camion che trasportava lamiere sporgenti che trancio' letteralmente il pulmann.L'onda emotiva mi suggeri' questi versi che furono buttati giù in pochissimi minuti ma la poesia ebbe al momento una grossa risonanza e mi fece conoscere alla massa di amanti della poesia, veniva trasmessa in tantissime radio libere dell'epoca ed io stesso, pur non dando credito a tanti concorsi di poesia che celano tra le pieghe dei limiti e che senz'altro non fanno il poeta che se c'è si vedrà nella globalità della sua poetica..vinsi il concorso classificandomi con voto unanime primo assoluto.Oggi resta solo un ricordo triste da una parte e bello dall'altra e nulla piu' che una poesia inclusa nella raccolta Tu, Malincunia per le Edizioni Del Delfino, Napoli nell'anno 1987 catalogata in varie biblioteche Nazionali tra le quali quelle di Napoli, Firenze e Bologna.Ringrazio per l'attenzione che benevolmente sara' data a questi versi e l'amica carissima Gloria Gaetano che me l'ha chiesta per la pubblicazione. (Bruno Zapparata)

INSONDABILE VUOTO di Alexis Rosa-Bianca Luce d'Aurora













(Dante Rossetti, Watercolour Copy by Silver ArTiSt)


Insondabile Vuoto
di pietre sparse
sul fondo del lago

... abisso errante...

il mio cuore
senza meta
assurdo intarsio di luce
di pensieri
sfocati
spenti
caduti

Piove
madida di esanime
senso di non-appartenenza
all'aurora della Vita

perla di silenzio
di lacrime abbandonate
al loro sentiero...
... libere
nel loro incedere

incidono

rami di salice
incompresi
sul volto accarezzato
petali bianchi

di cielo
restano gli occhi
persi
a cercarti...



sabato 3 aprile 2010

SPECIALE E’…di Wanda Allievi



(Aggiunta da Wanda Allievi al gruppo "Poesia...magia del cuore")

Speciale è…
un raggio di sole al tramonto,
sulle dune ambrate e sinuose, di una spiaggia immensa e deserta
Il riflesso argentato della luna,
nella penombra, di fresche lenzuola di seta bianca

Speciale è…
la bellezza incomparabile di un giardino di rose,
nell’olezzo intenso, di una fresca serata di Maggio
Una lacrima di profonda emozione,
che scivola piano sul viso del Mondo.

Speciale è…
un suono struggente di dolce malinconia,
che turba e commuove i cuori sensibili
Speciali sono anche i tuoi occhi, il tuo cuore…
che hanno reso speciale il mio cuore, con queste ed altre parole!





ENERGIE DI PETALO di Silvia Calzolari

(I primi giorni di primavera di Salvador Dalì)
Per scorgerne
il suono
devo attraversare confini.
Sigillare
ascolto contorno
in labbralba conferme
leggere sicure
permeate
di umidi giocosi
uniti in ellissi vaporose
giostranti
emozioni intense
in generose reciprocità.
Il petalo primaverile
ammorbidisce
in energie ricche
sprigiona essenza profumo
diffuso in emozionali
narici eccitate
in orizzonti padani
riscoperti
da bambini curiosi
che proiettano
fiaba irreale
in ancora futuro.





 

UNA NUOVA ERA di Adriana Scanferla


(Muerte y resurrección de un náufrago di ELAN PRIMO MARSIGLIA)


Cielo mare
terra inaridita
che indugia alla pioggia
presentita dal vento
marcato
dallo stridio dei gabbiani

Donna che affronta l’arsura
su scogli profumati di sale..
Vaga lo sguardo sull’onda lasciva

Fuoco
a cui cede il passo
la notte densa
come acqua di mare
abisso che cela ambiguità

Nebbia incostante
s’innalza dal mare
ad avvolgere il sole
affievolendo amore.


Sospesi gli sguardi complici
corpi già estranei
maschere dei volti
corrugate
da sberleffi di dolore
le dita inseguono lacrime
tracciando segni di cenere

Fantasmi d’uomo
abbozzano
impronte superficiali
sull’anima e alla sabbia
che il vento scompone
abolendo il tempo
di spasimare al cuore

Riprendere indenni
quel viaggio ignoto
che sfrangia dalla mediocrità
Scagliarsi all’infinito,
oltre il transito da cui
ammiccano le stelle.

E se in nuova era
avanzerà un cielo più azzurro
un sole più splendente
un campo più verde
corriamo innocenti all’incontro
ravvivando
con lampi di malizia
la consueta stanza