giovedì 15 aprile 2010

COME VIVERE di Deborah Mega

(Henri Matisse - Interior with a Violin Case)


Come vivere senza te
dove trovare parole buone
conforto per la madre e il padre
cura per l'animo afflitto
e la mente incredula
(ri)vivere la gioia di solennità
e feste in casa.

Come vivere senza i tuoi occhi
confidando in tempi prosperi
aspettando una resurrezione
che non viene
sperando il primo anno
che Cristo come Lazzaro
(ri)generi il tuo corpo.

(Ri)compongo i lineamenti del tuo viso
(ri)percorro i ricordi del passato
noi bambini giochi e risa rincorrendo
garritineri sui balconi di città
metamorfosi e nuove primavere.

Vorrei urlare quel dolore
dire al mondo soffro.
Mascherando col sorriso
resto invece senza luce
a parlare col silenzio.





28 commenti:

  1. Perdere una persona cara instaura nell’animo un dolore perenne, un lutto non elaborabile, le cui ferite non guariscono mai, perché come diceva Oriana Fallaci, “ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare”, riemergendo talora inspiegabilmente. Anche il tempo col suo velo pietoso non cancella il dolore, non scioglie i vissuti di colpa, non abbatte i muri della solitudine e del silenzio, riesce soltanto ad attenuarli lievemente. Ci si consola solo pensando che il corpo della persona scomparsa prematuramente non invecchierà e non subirà il deterioramento fisiologico e universale che chiamiamo vecchiaia.
    Per fortuna però restano i ricordi e un profondo legame d’affetto che travalica tutto.
    A consolare l’animo afflitto e a illudere con un’oasi di pace il deserto di sentimenti di chi è sopravvissuto, interviene provvidenzialmente una malinconica rassegnazione, da alimentare ogni giorno e che fornisce la forza di andare avanti e di continuare a vivere, nonostante tutto.

    “… Celeste é questa
    corrispondenza d’amorosi sensi,
    celeste dote é negli umani; e spesso
    per lei si vive con l’amico estinto
    e l’estinto con noi, se pia la terra
    che lo raccolse infante e lo nutriva,
    nel suo grembo materno ultimo asilo
    porgendo, sacre le reliquie renda
    dall’insultar de’ nembi e dal profano
    piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
    e di fiori odorata àrbore amica
    le ceneri di molli ombre consoli…”

    (U. Foscolo, Dei Sepolcri)

    Per fortuna la voce della Poesia attribuisce vita eterna all’estinto contro la distruzione operata dalla tragedia contingente e lo preserva dall’oblìo. L’immortalità, negata dalla ragione, è affermata dal sentimento. Vorrei dedicare questa poesia (permettetemi di definirla tale) a mio fratello, scomparso prematuramente nel 2000 all’età di venticinque anni. Grazie.
    Deborah Mega

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  2. le persone non si perdono mai, restano in noi, custodite nel nostro io più profondo, soprattutto se nache per un breve periodo, hanno segnato la tua anima,il tuo tessuto emotivo,cioè quando sono state conivolgenti, hanno toccato le corde più intime, hanno segnato il periodo della formazione dell'affettività, dei giochi, dell'ingenuo abbandono alla vita. Per questo non resta il lutto, la perdita, o rimane come un'eco lontana, giacchè la tempesta di dolori e di emozioni si decanta si alleeggerisce nell'esprimersi e sgorga libera, ormai non più solo tua. Rimane il dolore offuscato, velato da malinconia, dolce e peristente stato d'animo, che può contare tutte le cicatrici, ma ricorda tutto con manifesta voglia di continuare il percorso in modo più consapevole e maturo

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  3. Deborah, una poesia che condivido per aver vissuto in prima persona da poco, 2 anni e mezzo, la tragedia più grande per un essere umano...La poesia è bellissima, lo specchio di quanto avviene alla luce di questi accadimenti che mettono mille dubbi nella mente e nell'animo,rasentando la pazzia, perdendo la fede, appunto tu parli di Lazzaro e della resurrezione, io parlo di cio' che si doveva fare prima e che la negligenza degli uomini non ha fatto...La poesia è intensa e mi ha fatto rivivere spaccati e passi della mia vita di fanciullo e adolescente e per questo ti ringrazio non solo ma per aver postato con molto coraggio un episodio che molti hanno sempre solo e chiuso nel cuore. Ciao Debora. Grazie Bruno

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  4. Le tragedie umane quando ci toccano ci portano in un'altra dimensione. Ho provato ciò che hai provato tu in due circostanze e la volgia di gridare era tante. C'è un latro modo i reagire e tu lo hai fatto splendidamente: scrivedno e ricordando ciò che ti era caro e gli scenari che si presentano agli occhi e nel cuore. La mia esperienza mi porta a dire che se ne esce arricchiti spiritualmente, nei tuoi versi lo colgo anche in te. Gli affetti più cari li portiamo sempre dentro di noi, chiusi in uno scrigno in un angolo segreto del nostro cuore e lo apriamo quando vogliamo rivivereun momento, riassaporare un sorriso, ricordarne un lineamento. Ci accompagnano per il resto della nostra vita. Tu hai dimostrato di essere salda e credente, c'è tanto che mi accomuna e sono lieto di esserti vicino e inviarti un saluto fraterno. Il quadro di Matisse e la musica risaltano plasticamente ciò che si verifica nel nostro animo, desolazione e reazione, ma con uno sguardo verso il cielo
    Antonio Lanza

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  5. La sofferenza ,per la perdita della persona amata ,è insostenibile ,ma il tempo lenisce il dolore , anche se il cuore in silenzio piangerà sempre.
    Si sopravvive, a volte s'incontrano nuovi amori o la vita ci riserva altre sorprese , ma quella persona sarà con noi, sempre.

    Non resta che raccogliere tutti i nostri saperi, i nostri coraggi e continuare il cammino...
    La poesia è bellissima nel suo parlare di dolore, l'autrice è riuscita a far emergere i miei rimpianti, sempre celati, per persone care che non ci sono più.
    Un brava dunque a questa nuova autrice.

    Maria Chiara Crivellari

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  6. Perdere una persona cara è come perdere un braccio: non c'è più eppure ti fa male e continui a sentirlo proprio come se ci fosse ancora. E ti fara male per sempre...

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  7. ..la perdita di una persona cara è un esperienza negativa x ogni essere umano..t senti impotente..disorientata..in colpa...ma il tempo lenisce ogni dolore..subentra una maliconica rasseganzione.. i tuoi struggenti versi suggellano il tuo amore..grazie ..un abbraccio ..CArmen Pettinaro

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  8. Non che mal comune sia mezzo gaudio,ma tutto il momdo,prima o poi soffre tutto quello che soffriamo noi.Fa parte della nostra umanita o più generalmente della nostra animalità.
    Cio' dovrebbe,quando siamo indenni da dolore di ricordarci del dolore di tutti quelli che soffrano ed aiutarli a sentirlo di meno.Servirebbe anche come un estote parati per noi,un vaccino che attenuera il colpo quando inevitabilmente prima o poi ci toccherà.
    Poesia la tua che conduce dal particolare all'universale.Quindi utile non solo a te come consolatrice ma anche a tutti quale vaccino.
    Gilberto Fanfani

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  9. L'urlo dell'impotenza espresso in modo sublime.

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  10. Passato e ricordi, un connubio nostalgico degli esseri umani, che fa gioire e nello stesso tempo soffrire. I giorni spensierati della gioventù non tornano più, le stagioni si ripetono e l'asse terrestre resta ancorato fisso nel suo pilastro, ma noi cambiamo e siamo impotenti di fronte alla metamorfosi della vita di ogni creatura, fino alla fine...e dopo non ci accorgiamo più che la nostra esistenza è passata quasi inosservata, così come se non avessimo mai vissuto...pensieri profondi, liricizzati con maestria, notevole per un'esordiente...

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  11. La disperazione che afferra tutti coloro che hanno la sventura di perdere una persona cara è inestinguibile e sarà sempre presente in ogni attimo della loro vita,nè mai si cancellerà. A niente serviranno le pietose parole che una retorica religiosa ha creato per attenuare i tormenti e il dolore,nè servirà di conforto credere nel tempo che lenisce e placa.Quando la sofferenza è entrata nel profondo della nostra anima,nessuno e niente potrà guarire la lancinante ferita che sanguinerà per sempre nel cuore e nell'animo dei tanti sfortunati e la invocata rassegnazione è solo un espediente della ragione che apparentemente renderà meno amara l'eststenza di chi resta.E forse non ha torto chi dice che il nostro cammino nella vita e un continuo e tormentoso procedere in una Valle di lacrime. Ren

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  12. Bianca Demontis19 aprile 2010 04:47

    Si rimane ammutoliti davanti alla violenza di un tale dolore che avvilisce e distrugge senza possibilità di recupero. Il tempo si ferma. Il mondo trattiene il fiato. Poi tutto riprende, tutto rincomincia. Di nuovo. Diverso.

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  13. @ Carissimi Bruno e Antonio, nel periodo successivo alla mia tragedia, ho perso la fede. Ero arrabbiata con il mondo intero e con Dio che aveva permesso tale crudeltà. Mi chiedevo cosa avessi fatto di male per meritare una simile punizione. Poi ho capito che il confine tra la vita e la morte è estremamente sottile, che basta un attimo e che comunque siamo umani e come tali, siamo soggetti alle leggi di natura, dunque destinati a soccombere prima o poi. Chi è già andato ci ha solo preceduto. Così ho scelto di reagire, di ricordare e di parlarne. La Poesia è stata la cura, il mezzo per attuare una sorta di “terapia dell’anima”.
    Grazie per le vostre parole.
    @ Maria Chiara è proprio così. Il tempo lenisce il dolore e ci si sorprende a ridere di nuovo nelle situazioni di vita. Però come dici tu “il cuore in silenzio piangerà sempre”. Ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti ma non so bene se meritarli. Di una cosa però sono certa : di aver parlato con il cuore.
    @ Maria Grazia, parli di menomazione e io condivido quello che dici tanto la persona cara fa parte di noi.
    @ Grazie Carmen per aver detto che i miei “struggenti versi suggellano il mio amore.” L’ho apprezzato molto.
    @ Hai ragione Gilberto. Ora ho capito di non essere “speciale”, che il mio dolore, purtroppo in molti casi, è condiviso e condivisibile. Ma sai, l’uomo non vorrebbe soffrire mai e non tutti siamo così sensibili e pronti a farci carico anche del dolore altrui. Purtroppo c’è anche chi non riesce a sopportare il proprio, quando ne viene colpito.
    @ Ringrazio l’anonimo lettore che ha apprezzato la mia poesia.
    @ Cara Hilde, grazie per le tue incoraggianti parole. E’ struggente ricordare tempi spensierati, profumi e tepori della primavera leccese, il cinguettio delle rondini in volo sui balconi.
    “Nessun maggior dolore
    che ricordarsi del tempo felice
    ne la miseria…” ( Dante, La Divina Commedia, Inferno Canto V)
    Ma come Francesca io “dirò come colui che piange e dice”. Ho scelto di esprimermi, per non morire dentro e per non dimenticare…
    @ Caro Renato, è vero che procediamo “gementi e piangenti in questa Valle di lacrime” come recitava una preghiera, forse il Salve Regina. Ma è altresì vero che la vita continua e che per fortuna, ogni tanto ci riserva ancora belle sorprese. I miei doni preziosi sono stati due splendide bambine, che in parte mi hanno ripagato per quello che ho perduto. E’ la vita che va avanti, nonostante tutto…

    Deborah Mega

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  14. E' sconvolgente nella sua bellezza la descrizione di questo dolore incredibile, un pezzo di noi, un passato che non ci lascerà mai. Conosco da vicino questo male, attraverso mia madre che come te ha perso un fratello,e non ci sono commenti oltre a definire fluida e danzante la tua scrittura. E' un dolore che nel tempo diventa noi, la nostra poesia, e come diceva Alda Merini " ho trasformato il mio dolore in poesia incandescente".
    Ti abbraccio, mi hai commossa

    Tatiana Andena

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  15. Commovente (soprattutto per me)...
    Anni fa anche io scrissi delle poesie per tuo fratello...Lo feci quando era in vita e quando non era più tra noi...E' stato difficile trattenere le lacrime.Non l'ho mai dimenticato come non ho mai dimenticato tutti voi e il grande affetto che mi avete sempre dimostrato...grazie

    Laura

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  16. Sofferenza meravigliosamente espressa. Quel desiderio che ti pervade, di far partecipe il mondo del tuo dolore e quel ritenerlo fatto privato e inviolabile. In questo caso la forma poetica della sofferenza si pone come tramite tra le due cose. Il desiderio ti resta nell'anima, è inespugnabile ma la penna che corre sul foglio chiede timidamente, in modo soffuso, una partecipazione intima e non rumorosa, non frastornante, che non può invadere la culla sacra dei ricordi e della sofferenza riposti nel cuore.
    Daniela B.

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  17. la Poesia è cura, è terapia. Nulla può guarire il dolore, ma il tempo mette distanze, non a caso tu riesci a rendere pubblica a noi dopo dieci anni la tua sofferenza. Ma le parole, soprattutto se sotto forma di poesia, eternano, come ben è stato ricordato con la citazione foscoliana, e lasciano traccia di vite che hanno calcato questo percorso terreno, le rendono eterne.
    C'è chi trova conforto nella Fede, chi soffre e "se la prende" con Dio. In chi era tanto vicino a una perdita così grave - sorella - genitore - figlio, poco o nulla consola.
    Ma la condivisione allevia, seppure non resti altro che "parlare col silenzio, mascherando con un sorriso il vuoto di luce".
    Un abbraccio,
    grazie per la condivisione.
    Francesca Varagona

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  18. @ Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno letto, scritto, perso un po’ del loro tempo prezioso per commentare. Bianca, Tatiana, Laura, Daniela, Francesca, grazie per le vostre parole, di conforto e incoraggiamento in tutti i sensi. E’ proprio vero che “la condivisione allevia”.
    In particolare voglio ringraziare Gloria, per la sua bontà, apertura al prossimo, unicità, doti queste che la fanno apparire ai miei occhi, ogni giorno di più, un’eroina d’altri tempi…

    Deborah Mega

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  19. Credo che chi ha provato simili dolori si ritrovi perfettamente nelle tue parole... E' qualcosa che ci accompagna nonostante continuiamo ad andare avanti, rimane lì sepolto nel nostro cuore e niente riesce ad affievolirlo.Per fortuna rimangono anche tutte le cose belle che hanno fatto parte della vita di chi non c'è più...
    La tua poesia è davvero bella e ti ringrazio per avervmi dato la possibilità di leggerla.
    Ti abbraccio forte
    Simona Fiorito

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  20. "Mascherando col sorriso
    resto invece senza luce
    a parlare col silenzio."
    ...NEL SILENZIO LA SUA VOCE..
    ascoltala!sicuramente il dolore non ti ha resa sorda..permane in te la sensibilità di un gran cuore e tuo fratello questo lo sa, lo percepisce al di là del contingente e dell'afferrabile,lui sorriderà ..il suo sorriso sia la tua pace!
    Continua ad attingere ai versi e alla scrittura con funzione catartica, liberatoria,
    il tuo talento trae forza dal turbamento ...6 grande! claudia

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  21. La persona cara che perdiamo é sempre con noi. In ogni momento della nostra esistenza, anche solo un pensiero fuggente o un episodio senza significato, ci riporta a pensare ai momenti belli o brutti che abbiamo trascorso insieme. Tu con la tua struggente poesia lasci che il dolore esca fuori come il sangue caldo che sgorga da una profonda ferita. Io dopo 37 anni non riesco ancora a parlare di mio padre...

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  22. Versi di dolore per una perdita incolmabile,da chiedere a Dio un miracolo alla Lazzaro.Atmosfera tremenda da tutti provata.Pasternak direbbe ancora:

    Oggi dà di lutto anche l'aria
    se apri una finestra,apri una vena.
    Poesia elegiaca di valore affettivo ed artistico

    Gilberto Fanfani

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  23. Sul piano stilistico un ulteriore passo avanti, su quello del contenuto una conferma della profondità del pensare e del sentire.
    Veramente gradevole espressione di un'intimità costretta e dissimulata, che corre sulla leggerezza di versi che sgorgano senza ostacoli, quasi come in un flusso di coscienza, ma naturalmente ordinati e composti, nonostante l'angoscia del ricordo e il tentativo di evocare la consistenza della persona perduta, ricorrente nell'anafora del (ri).
    Molto dolce e misurata, come chi scrive. Ciao Deborah.
    Ema

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  24. E’ tutto azzeccato. L’immagine,la musica...è strana sembra una magica scia melodiosa che ti avvolge catapultandoti nel passato. Quella stanza così vuota, forse prima perennemente disordinata. La poltrona, la scrivania illuminata dalla luce filtrante dal balcone, quel sole che preannunciava una nuova primavera, un nuovo anno, nuove metamorfosi da scoprire, nuove avventure.. All’inizio suona tutto molto triste,desolato…fa pensare proprio ai tempi passati. Poi sembra cambiare.. Forse sarà questa musica… In certi casi, quando l’orchestra si scatena, sembra sovrastare una sensazione di magia! come se tutto fosse una vecchia favola raccontata in questa poesia, triste ma magica.E’ bello farsi trasportare dalle note,dall’immagine ma soprattutto dalle parole. “Mascherando col sorriso resto invece senza luce a parlare col silenzio”: quant’è vera...

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  25. scopro con piacere che condividiamo la passione per la scrittura ed un'anima sensibile e profonda come la tua dimostra mirabilmente che c'è un legame profondo tra i solchi dell'esistenza e il tratto leggero dell'inchiostro..la prima volta che ho letto questa poesia ho sentito riemergere il ricordo di quei giorni..è inesprimibile quello che sentiamo, quello che poteva essere, quello che non è stato..con tanto affetto.
    Chiara

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  26. lui ti vede e ti sta vicino..ora è la tua nostalgia, è la tua malinconia..allora pensa a lui e scrivi, suona e spera.
    un abbraccio
    alessandra

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  27. http://www.youtube.com/watch?v=ilVvQmc9lVQ

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  28. Ringrazio l'anonimo lettore che mi ha suggerito la visione di questa commovente sequenza tratta dal film "My girl" che non conoscevo.
    Ho apprezzato molto la delicatezza e la poesia di questa scena.Grazie davvero.

    Deborah Mega

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