domenica 25 aprile 2010

DESERTO di Mario Salis




(Veronique Murrau, Arabes) 



E' li' che si incontra il mare
della solitudine
specchio
nella sabbia
duna
di fuoco e paglia

Fratelli scorpioni
su pergamene circoncise
serpenti d'equatore
sul mio torace
condividiamo
stelle
condividiamo
pianto
polvere
acqua
parola
sguardo
respiro
vento

La notte ha un'altro colore
amplificano il rumore
nomadi assenze
ti prendono per mano
la voglia di silenzio
è una forma di peccato
che squarcia
l'innocenza
va oltre
l'infinito

Ogni lacrima è una storia
oasi notturne
annullano la distanza
ed il cielo è presenza
nel deserto si impara
ad ascoltare
il ritmo del sale
della morte il sapore
della morte il sapore

Ogni giorno
è il giorno dopo
un mantello di freschezza
riveste i granelli
una catena di anelli
di rugiada alboreale
una doccia
di vento al miele
prendi tutto quello che viene
che di deserto
si puo' morire

Luce di ombre sposa

Si vive
di deserto in deserto
con se stessi
o con l'altro
arriva sempre puntuale
il tempo

Nudo di ogni nudità
il mondo
penetra le ossa
Venere sorella
per me che toro
sono farfalla
per me che toro
sono farfalla

Per vedere le galassie
che abitano in te
ho bisogno di attraversare
ho bisogno di amare

Il respiro
che abbraccia il cosmo
dromedario solare
sogno
la luna germoglia raggi
scorgo tra miraggi

La mia anima
distaccarsi
come la corteccia di un'albero
io
quasi estraneo
a me
aldilà
dell'invisibile

Sono tutto
nel tutto
quando provo il desiderio
di tuffarmi nell'infinito
in eterno
restare
muto
in eterno
restare
muto



26 commenti:

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  2. Gloria ha detto...
    Il poeta -musicista contempla tutta la meraviglia del deserto. Leggere le parole, ascoltare la musica che arriva dal silenzio,ricca di contaminazioni, di musiche lontane e melopee mediterranee è come avere tra le mani tremanti di meraviglia un antico papiro scovato nelle grotte del tempo, una pietra millenaria dai riflessi acquorei di una civiltà perduta. Insieme sfogliamo quell'inquietante libro della vastità delle lande desertiche, dell'assenza di spazio-tempo, dell'avvento delle galassie, della paralizzante, per fascinazione, fusione del vento con l'interminabile atto dell'unione panica dell'individuo con la natura. La poesia è mediatrice di questo accadimento, un occhio solare che ruota sugli attributi di inquietudine ed incertezza, restituendo vitalità e suoni alla terra. Sottraendo la bellezza annichilente del presente, per una maggiore forza al suono dell'infinito, al suono della musica che sa di immenso.

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  3. Alexis Rosa-Bianca Luce d'Aurora25 aprile 2010 16:55

    questa poesia rivela il senso profondo dell'essere, dalle radici dell'io al dilatarsi dell'anima oltre gli spazi criptici dei silenzi notturni... da un sentimento di estraneità, solitudine, silenzio, morte (che allude ad una rinascita... Oltre)... ad un passaggio al Tutto, all'apertura dell'essenza intima dell'individuo nel cuore vivo dell'universo, in cui l'anima ritrova il proprio infinito... la notte assume contorni che poi si dissolvono, come la luce lunare diffusa e rifratta da piccoli angoli d'ombra nell'anima... meravigliosa

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  4. una grande poesia,di mano esperta,fanopeica per
    vivide immagini che ben ritraggono liricamente le varie sensazioni che ti ispirano i deserti,esteriori ed interiori ben più immaginifici e talora terrifici dei primi.
    Diverse religioni sono sorte in allucinati eremiti o nomadi del deserto.
    La poesia è molto estesa,forse ad immagine della immensità del deserto e del firmamento che lo incombe la notte.Quasi da ogni strofa si sarebbe potuto fare una poesia breve e più intensa.Il lettore ne sarebbe stato impressionato di più ed avrebbe più a lungo
    ritenuto e potuto meglio meditare quello che il poeta voleva comunicare,volontariamente ed inconsciamente,perchè il deserti dicono più di quello che con i nostri sensi sentiamo.

    Gilberto Fanfani

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  5. Appena reduce dall’ascolto della preghiera d’Isis, non ho interrotto neanche quando sono iniziati gli applausi: oltre due minuti (quelli registrati, ma il video dà la sensazione che essi continuino) di emozionante entusiasmo, cui mi sono, nel silenzio della mia casa, associato, abbattendo così muri di mattoni e fossati di distanza.
    Ora leggo e ascolto Deserto e leggo i commenti, tra i quali quello davvero appassionato di Samer Darwish, affascinato dalle parole, in versi e cantate, di Mario tanto da richiedere che gli sia data l’opportunità della traduzione in arabo.
    Così, le culture mediterranee, suoni, odori, sapori, parole, viaggiano nella magia dei diversi linguaggi.
    Le mie sensazioni, le mie emozioni, le mie riflessioni, molteplici, si confondono con quelle linee del deserto che appaiono come dolcissime linee di un corpo nudo....
    …accarezzare il deserto!...

    Manlio Talamo

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  6. Samer Darwish

    eterno restare muto,nudo di ogni nudita,vento,polvere,luce di ombre sposa,il mare della solitudine,il respiro.l'innocenza,la notte,la luna ,...
    vos mots sont a toutes sens lisibles et font de la poesie quelque soit leurs arrengement comme s'il sagissait d'un exercice d'arithmetique ou de math ,vos mots sont magnifiques cher mario j'aimerai bien que vous m'envoyer une version francaise pour que je te ferrias une traduction en arabe ,la version italienne est tres bien comprise mais ca seraplus facile la traduction si j'aurai la version en francais .

    la source de vie, les etoiles ....
    sono tutto nel tutto .in el iterno restare mario.... Mostra tutto
    grande mario.

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  8. Samer Darwish

    il eterno restare muto,nudo di ogni nudita,vento,polvere,luce di ombre sposa,el mare della solitudine,il respiro.l'innocenza,la notte,la luna ,...
    vos mots sont a toutes sens lisibles et font de la poesie quelque soit leurs arrengement comme s'il sagissait d'un exercice d'arithmetique ou de math ,vos mots sont magnifiques cher mario j'aimerai bien que vous m'envoyer une version francaise pour que je te ferrias une traduction en arabe ,la version italienne est tres bien comprise mais ca seraplus facile la traduction si j'aurai la version en francais .

    la source de vie, les etoiles ....
    sono tutto nel tutto .in el iterno restare mario....
    grande mario.

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  9. Bruna Cervizzo

    E' incredibile che dove non c'è vita possa esserci tanto spazio per la bellezza.Molto bella Mario,un saluto

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  12. l'interazione e i respiri di una natura cosmico terrena eterna come il tempo nelle sue molteplici forme e il finito della solitudine umana, infinitesimale frammento nudo al cospetto dell'ignoto. intensa.

    Marco Saya

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  13. Il creato è eterno, ma parte di esse entrano con forza nell'eternità grazie a poeti come Mario salis, autore di notevole spessore, che ha saputo rappresentare la natura e quanto di meraviglioso si sprigiona nel nostra animo di fronte alla solitudine a piccoli intervalli di tempo e di spazio ignoti. Poesia meravigliosa di una intensità magistrale, con un sottofonfo musicale che rende ancora più vibrabte l'animo.
    Complimenti, bravo e grazie
    Antonio lanza

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  14. Le mie lacrime bagnano i granelli di sabbia, io, pervasa da profondo rispetto davanti all'immensità sospesa nell'atmosfera cristallina del deserto tra il blu divino e la rugiada alboreale, l'infinito eterno del silenzio immerso in un cosmo apparentemente irreale, regalando magici miraggi, decantati dalla voce sensuale di Mario che trascina l'anima in un dolce stato di trance dal quale diventa difficile svegliarsi. Un sogno, grazie...

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  15. Restare in silenzio sarebbe un peccato :)
    ed eccomi qui a leggere quello che ho provato ad esprimere. Non mi appartiene la distanza..la cosa più dolce è sentirvi ad un passo dal mio respiro..e approfittare della vostra luminosa presenza .. vi ringrazio di cuore !
    ( ps : Gloria a chi da luce :) )

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  16. Il deserto,luogo di silenzi e riflessioni. La sua immensità di cui tutto condividiamo e di cui tutto si veste di incredibile bellezza.Ma è anche il luogo dell'ignoto, dell'invisibile,dell'inespresso ,dove lo spazio ed il tempo sembrano non esistere e dove si espande all'infinito una eterna,quasi tangibile meraviglia.Leggere del deserto e contemporaneamente ascoltare la musica che accompagna questa lirica da un senso di stupore e una profonda emozione tocca le intime fibre del nostro spirito.E si dilata la dimensione di un sogno, attraverso la magia di questo sublime incontro tra suono e parole e nella molteplice visione di quanto il poeta ha saputo raccontarci. Ren

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  17. Quanti stati d'animo, riflessioni ed emozioni l'autore narra in questa lirica, come un granello di sabbia nella vastità del deserto, una pietra sulla sommità dei tetti del mondo o una goccia nell'immensità del mare. Spazio tempo irreali, dove antichi popoli hanno lasciato tracce e vita nascosta accompagna versi interiori. Bellissimo dono.

    claudio zotti

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  18. il mio commento continuava così:
    …accarezzare il deserto!
    Si può?
    La voce di Mario, roca e faticosa, voce narrante che evoca quella femminile nei suoni che riconosciamo nostri.
    Morire di deserto… che importa? Che importa se “sono tutto / nel tutto / quando provo il desiderio / di tuffarmi nell’infinito”? Anche la corteccia dell’albero, rara presenza nel deserto, abbandona il suo corpo vegetale, immobile, per confondersi con l’infinito deserto.

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  19. Avvertito distacco di ciò che si dipana nell'ignoto, vissuto in voluttuoso abbandono, mentre l'anima sembra "distaccarsi" in adesione ad un ordine che appare evanescente. E nasce così la voglia di colmare "le nomadi assenze" per consegnare la propria anima al racconto delle morti stagioni,cui sopravvive ciclicamente un deserto sempre nuovo ("si vive di deserto in desero").
    Qui vi sarà sempre il luogo di una sfida, una voglia di possesso che vorrebbe "attraversare" ogni landa desolata, in ogni giorno che si rinnova ("ogni giorno è il giorno dopo), che copre con "mantello di freschezze" "i granelli" che il tempo ci ha lasciato.

    Delicate suggestioni frammiste ad un robusto senso di sè, come "duna di fuoco e paglia" in un "mare di solitudine".
    Grazie.
    Leopoldo Costabile

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  20. E mi nasce sempre il desiderio di cantare con Mario, di scrivere,ascoltando i suoi suoni, mentre gli occhi cercano l'infinito, il silenzio, la vastità di spazi. La mia voce segue gli accordi a volte aspri, ma nel tutto, dolci, forti. Un invito all'abbandono a lasciarsi andare, non nella eccessiva morbidezza,lentezza, ma nella potenza dell'essere musica, poesia, canto che si fa strada tra suoni e sabbia. E non c'è dissolvenza di corpo, ma presenza di sensi, è solo l'ego che si vuole perdere dis-perdere nella distesa estatica, nell'intimità di sensazioni segrete in cui tutti possiamo affondare

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  21. Il corpo, il corpo del deserto l’immagine che mi è rimasta impressa e che, in altro modo, ho ritrovato ieri sera (…notte) nell’ascoltare “Rammenta, corpo” di Kavafis (psiche e magia di La porta); “corpo, rammenta”, il corpo che ha amato conserva i segni della memoria dell’amore sulla sua pelle; il corpo, il corpo del deserto, sulle dune di “fuoco e paglia”, il deserto che racchiude “pianto / polvere / acqua / parola / sguardo/ respiro / vento”, e che racchiude e racconta le storie contenute in ogni lacrima, sapori suoni odori, fruscii, e si può credere che il deserto rammenti, come il corpo di Kavafis, e conservi nella sua antica memoria, storie di popoli, storie di vita, storie di morte (ma che importa morire nel deserto?) e lì, come nel dipinto che introduce alla poesia di Mario, due arabi, insieme e solitari (“si vive / di deserto in deserto / con se stessi / o con l’altro / arriva sempre puntuale / il tempo”, dice Mario), ad ascoltare, immersi nel respiro che abbraccia il cosmo”), qui i due arabi, senza soluzione di continuità tra la linea dei loro corpi accucciati e la linea della duna, tuffati nell’infinito.

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  22. Maria Pia Monicelli


    Un viaggio introspettivo alla ricerca del sè,una miriade di immagini che simbolicamente esprimono le nostre paure e i nostri desideri più nascosti.Scavarsi è necessario per meglio interagire con gli altri.Mi è piaciuta veramente molto.complimenti.

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  23. a volte scrivere è come farsi una foto..e forse la più efficace lettura viene proprio quando si è distaccati da tutto...da se stessi..e si accetta anche il deserto proprio e di altri..e poi..e poi si scopre che proprio in quel deserto esiste tutto.e tornare al mondo acquista luce...e tutte le banalità non ti sommergono più..poichè si ritrova il senso ad ogni granello di sabbia...vi cito tutti ..perchè attraverso i vostri commenti vedo la vostra anima bella...e respiro di voi tutti :)

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  24. Mi ha colpito questa poesia..il viaggio, assoluto, nel mare e nel suo vivere, ma soprattutto la frase" di deserto si può morire"..è così splendidamente inserito questo deserto nel vivo esistere del mare, che scuote, fa intuire, a chi ha vissuto, il vuoto della vita dopo l'amore, o semplicemente, dopo..grazie

    Tatiana Andena

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  25. silvia calzolari26 aprile 2010 05:41

    Il deserto vissuto....granello dopo granello....deserto che si riflette nell'anima. Si giunge tra respiri di vita al deserto nel deserto....persino al sapore di morte. Giorno dopo giorno tra silenzio con se stessi e con gli altri...esplorando ed esplorandosi, assaporando e subendo vita circostante ed interiore. Poi il giogo vita/nulla/tutto cambia....ci si proietta in tentativi...in innalzamenti...in spazi ampi...nelle galassie....in ricerca di amore...e si diventa tutto nel tutto....quando, quasi con fatica, ma in grande spinta ci si tuffa nell'infinito. Si sente attraverso i tuoi versi spazio reale e spazio d'anima....senza limiti....ascoltandosi...osservando... Da ogni vuoto da ogni solitudine...si ascolta spirito/amore...anche se in eterno restare muto. Sconvolgente, inquietante, dura, poi sfumata...vera e profonda in senso/corpo e staccandosi come corteccia dall'albero con anima in spazi intimi di cielo! Poesia di grande impatto emotivo! Grazie Mario!

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  26. Ottima poesia in una descrizione ampia e dettagliata. Un vero canto al deserto con tutti i suoi misteri ed il suo fascino. Vivere il deserto ha un fascino specialmente notturno e si riflette nell'animo anche quando senti il soprannaturale vicino...Sembra sentire attraverso le dune il canto delle nenie arabe che si staccano tra la bellezza e l'alienante quasi a dimostrare che l'immagine del deserto e questa, bella a vedersi ed alienante a viverla....ma di grande meditazione per chi vive di solitudine...Grazie di averla postata Bruno Zapparrata

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