sabato 3 aprile 2010

ENERGIE DI PETALO di Silvia Calzolari

(I primi giorni di primavera di Salvador Dalì)
Per scorgerne
il suono
devo attraversare confini.
Sigillare
ascolto contorno
in labbralba conferme
leggere sicure
permeate
di umidi giocosi
uniti in ellissi vaporose
giostranti
emozioni intense
in generose reciprocità.
Il petalo primaverile
ammorbidisce
in energie ricche
sprigiona essenza profumo
diffuso in emozionali
narici eccitate
in orizzonti padani
riscoperti
da bambini curiosi
che proiettano
fiaba irreale
in ancora futuro.





 

39 commenti:

  1. Molto dolce questa poesia. ..mi ha colpito "orizzonti padani", perchè è casa mia..il cielo è basso qui, bianco, poche volte si affoga nell'azzurro, eppure la descrizione della primavera, la danza dei petali, è perfetta, quasi che per fiorire non sia necessario solo il sole, ma forse solo saper guardare, andare oltre, sentire le emozioni.
    Grazie!
    Un saluto
    Tatiana Andena

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  2. Apertura di uno sguardo nuovo, perchè rinnovato,su un inizio di primavera che ispira allegria.sprigona odori,dona una possibilità, non solo ai bambini ma a tutti, di proiettarsi verso il futuro con una favola antica,forse irreale, che si ripete

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  3. Ennio Plauto

    "iam ver egelidos refert tepores" scriveva Catullo in un'appassionata elegia nella quale tentava di togliere dal proprio organismo i geli di una cocente delusione esistenziale. Il rito di passaggio della primavera, il riscopreire l'intensa corporeità degli aromi, è esso stesso speranza realte, tattile, esperibile nel proprio essere. Questo è, forse, l'essere felici.

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  4. Silvia Calzolari

    Ormai la primavera riconduce i miti tepori.... Un'onda/verbo....il tuo commento Ennio! ....forse la felicità...nel lasciarsi permeare dopo essersi liberati! Grazie

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  5. Ferrari Renato Agostino

    Ecco un notevole esempio di quel Movimento che i Francesi chiamarono Surrealismo,prima dell'ingresso dei Dada e prima che Marinetti rientrasse in patria per fondare,copiando,uno scialbo Futurismo.La primavera,i profumi, i sogni e l'emozione che raccoglie i versi che i bambini trasformeranno in una fiaba che l'autrice, nell'irrealtà,chiama"ancora futuro".Linearità ed equilibrio le doti essenziali. Ren

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  6. Mauro Sartini

    Si sentono i profumi della primavera...le energie che sprigiona
    ammordite dal petalo...Fantasia favola, sogno, emozioni intenze...Grazie Silvia....brava come sempre a sprigionare le senzazioni e la fantaie interiori!

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  7. Leopoldo Costabile

    In quel "petalo" si racchiude l'estasi e l'avvio...e l'orizzonte si perde in "vaporose giostranti emozioni". Si genera l'incanto da un limite infranto.
    Un precipizio di sensazioni in frenetica armonia, cui la forma ermetica si adatta come un guanto
    Grazie, Silvia

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  8. Questa è una delle espressioni più vive e belle della primavera anche se espressa in un armetismo "soft" come le narici si eccitano in orizzonti padani o per scorgere il suono devo attraversare i confini...Io la padania la conosco più per i Film di Guareschi che conservo gelosamente e per il cielo grigio, e per attraversare i confini basta il Po affidando il petalo alla sua corrente e tutto scorrera' nell'ordine naturale delle cose.Come sempre Silvia ci ha donato dolcezza in questa poesia, voglia di vivere e nelle pieghe anche di amare come la padania ama il Po (Padus) dal quale ha preso il nome.Per me la pietra di paragone tra le immagini ed il contenuto è perfetta e senza alcun metro di giudizio o di esempio dico che Silvia Calzolari è Silvia ed è sempre se stessa, si riconoscerebbe tra tutti...Complimenti a Gloria anche per la Canzone di Francoise Hardy nel cui titolo si intravede il petalo...Bellissima solo cosi' la identifico. Bruno

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  9. Rita Cimino

    Bella Silvia.... allla fine la riscoperta di questi orizzonti cosi meravigliosi agli occhi di questi bambini mentre attendono di diventare grandi

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  10. Lorenzo Cassano

    originale, mai noiosa, sembri sempre alla ricerca di un qualcosa di più che ti faccia crescere rispetto alla composizione precedente e ogni volta lo trovi...complimenti davvero

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  11. Cinzia Francioni

    Bella , essenziale, difficile da immaginare come un paesaggio.. che non c'e'! Grazie per queste sorprendendi visioni della poesia

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  12. Marta Alberti

    immagini e sensazioni quasi irreali...ricerca dell'invisibile ma essenziale. Paesaggi dell'anima

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  13. Giancarlo D'Ortenzi

    risveglio di sensi....il corpo ritrova nuovi odori..e ..sapori....la mente si rianima all'arrivo della nuova primavere...dopo un buio e freddo inverno....brava

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  14. Gilberto Fanfani

    All'incipit una bella sinestesia visivo-auditiva.
    La primavera dall'analisi di un petalo in Padania,a cavallo tra realtà e fiaba,
    Tenerissima poesia con qualhe fiorellino ermetico nella prima metà.

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  15. Wanda Allievi

    "Il petalo primaverile
    ammorbidisce
    in energie ricche
    sprigiona essenza profumo
    diffuso in emozionali... Mostra tutto
    narici eccitate
    in orizzonti padani"
    .....................

    Bella Silvia...mi piacciono questi tuoi versi....grazie

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  16. Patrizia Grimaldi

    i sensi emergono con emozionante sorpresa di chi ancora non aveva avvertito che il reale non è tale senza la magia del sogno..... bellissima tesoro

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  17. Se mi piace pubblicare in questi giorni festivila poesia di Silvia, è perchè vorrei donarvi un dono di freschezza, di spontaneità, mai banale. Così è la lirica di Silvia, viva, ricca di emozioni e immagini, e curata attenta ai suoni e alla resa dell'immagine. E sento che Silvia ama l'ars poetica con delicatezza e generosità, tanto da presentarvi un dono che tende sempre a perfezionarsi. Offre sè, le sue vibrazioni e la sua cura formale, segno di rispetto per gli amici. Grazie

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  18. Chiara D'Amico

    "Il petalo primaverile/ammorbidisce/in energie ricche/sprigiona essenza profumo/diffuso in emozionali/
    narici eccitate/..."
    Questo è il passo che più mi è piaciuto, il petalo che si apre donando le sue fraganze odorose.
    Grazie, Silvia.

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  19. Mauro Sartini

    Si sentono i profumi della primavera...le energie che sprigiona
    ammordite dal petalo...Fantasia favola, sogno, emozioni intenze...Grazie Silvia....brava come sempre a sprigionare le senzazioni e la fantaie interiori

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  20. Graziella Ardia

    Cara Silvia, fiore che sa sprigionare parole seducenti, delicate e piene di forza, fedeli incanti riesci ad amalgamare al tuo magico poetare. Irresistibile

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  21. Antonino Compagno


    Il profumo dei fiori ci proietta verso un mondo magico, meraviglioso, felice che ogni anno si rinnova e ci dà gioia dalla Padania alla Sicilia...e la natura ci fà vivere come in una fiaba magica!

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  22. Marta Alberti

    ermetica e profonda, irreale e quasi fiabesca: ma realtà e fantasia giocano insieme con gusto pittorico

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  23. Lorenzo Cassano

    originale, mai noiosa, sembri sempre alla ricerca di un qualcosa di più che ti faccia crescere rispetto alla composizione precedente e ogni volta lo trovi...

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  24. ... particolare ed un pò eccentrica... poi gradevole... Grazie... Pino Soprano.

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  25. silvia calzolari4 aprile 2010 03:44

    Un paesaggio che non c'è...un paesaggio dell'anima...come sottolinea Cinzia Francioni....con il suo intuito...femminile! Grazie

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  26. silvia calzolari4 aprile 2010 03:47

    Carissima Gloria....il tuo commento è una carezza....sai leggermi nell'intimo.... La mia ricerca poetica è spinta personale ma è come ben sottolinei un voler incontrare...sentire in rispetto e dono d'amicizia (uno dei valori più grandi che dà senso al nostro esistere). Le tue parole sono lettura della mia indole!!! Un bacio enorme per te!!!

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  27. silvia calzolari4 aprile 2010 03:50

    Carissimo Bruno...il mio ermetismo soft....nell'assaporare con i nostri sensi...e se possibile con il senso d'anima (difficilmente definibile)...primavera...reale e irreale... Grazie sempre amico grande!!!

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  28. silvia calzolari4 aprile 2010 05:01

    ...dipingi un quadro sui miei versi carissima Marta Alberti!!!! Grazie di cuore!

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  29. Penso a due primavere alquanto diverse da quella rappresentata nella tua poesia, alla quale quindi mi avvicino attraverso le differenze con le altre primavere.

    La prima è quella di Stravinskij: Le sacre du printemps. La natura che si ridesta è descritta come una forza selvaggia tradotta dalla dissonanza polifonica. Nella tua poesia non c’è nulla di selvaggio. Si entra sin dall’inizio in una atmosfera serena, un acquarello con colori smorzati, che non trascura affatto emozioni intense in generose reciprocità, energie ricche, emozionali narici eccitate... Queste emozioni sono inserite in un equilibrio armonioso della persona.

    La seconda primavera è quella terribile descritta da Eliot nell’esordio della Terra desolata: Aprile è il mese più crudele, generando/ lillà dalla terra morta, mischiando/ memoria e desiderio, eccitando/ spente radici con pioggia di primavera./ L’inverno ci tenne caldi, coprendo/ la terra di neve smemorata, nutrendo/ una piccola vita con tuberi secchi.
    Noi talora compiamo rovesciamenti, inversioni di significato di qualche cosa. Eliot, osservando una terra devastata, arida, sofferente, apparentemente senza speranza, inizia subito col rovesciamento di un significato simbolico, letterario e tradizionale. La primavera è intesa sempre come una dolce stagione di gioia e festa; la vita rinasce. Aprile è tradizionalmente considerato un bellissimo mese. Eliot è brutale. Non sto scherzando, dice. Guardati intorno, guarda questo mondo disperato, arido, devastato. Dov’è la fertilità? Dov’è la rinascita della vita? Ed ecco subito l’inversione: april is the cruellest month.
    Aprile, mescolando memoria (passato) e desiderio (futuro), sposta tutto in modo confuso sul presente drammatico, arido e devastato. Credo che Eliot intendesse questo concetto (intuito in The waste land e sviluppato appieno nei Four quartets): l’uomo non è un misto di passato, presente e futuro. L’uomo è oltre, non è “sono” ma “sarò”. Il desiderio impregna questo “sarò”.
    Il tempo non deve essere trasformato in spazio, in una linea (un punto è il presente; un punto a destra è il passato; un punto a sinistra è il futuro). Trasformare il tempo in spazio toglie al futuro il suo significato di futuro: in questa logica il futuro è ciò che ancora non è presente ma che diventerà presente (e poi passato). In tal modo abbiamo disfuturizzato il futuro.
    Col desiderio invece il futuro resta futuro. Soltanto a questo livello ha senso parlare di speranza. Soltanto a questo livello opera la libertà.
    La terra devastata è senza futuro, senza speranza, senza libertà. Andiamo avanti, aridi, con piogge di primavera che invece di fecondare eccitano soltanto (e questo verbo ha una forte carica sensuale) spente radici, con un inverno che offre soltanto l’illusione del calore, rendendoci smemorati, tuberi secchi, adatti soltanto a una piccola vita. Terribile: spente radici … tuberi secchi … piccola vita …

    La tua poesia nella conclusione è aperta delicatamente alla speranza, alla possibilità di uscire dalla devastazione. Non c‘è soltanto la descrizione di un paesaggio bucolico, quasi astratta rappresentazione di una mitica età dell’oro. Gli orizzonti vengono riscoperti da bambini curiosi, che io traduco come: uomini inquieti che hanno saputo conservare la semplicità del bambino che chiama le cose col loro nome e non ha paura di far notare che l’imperatore è nudo. Questi uomini incarnano nella loro persona (proiettano) quella che rischia di restare una fiaba bucolica astratta (e quindi irreale) e ne fanno realtà, carne dolorosa vivente nella persona in “ancora futuro”, dove spero che la parola “ancora”, come posizione dell’accento, sia piana e non sdrucciola. E allora “ancora futuro” esprime l’unica dimensione del tempo veramente personale, alla quale ho accennato.

    Francesco Enia

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  30. Aspettavamo il tuo commento Francesco,che,come sempre, amplia i nostri orizzonti,ci fa entrare in problematiche intense vi scavo di sè, per giungere poi a riflessioni vaste (non oso dire universali). Qui ci riporti al senso profondo della poesia,che scaturisce sì dal preconscio,come dici tu, ma è anche sintesi di pensiero, ambizione di sfiorare sofia e non solo il sentimento. Grazie delle tue riflessioni cariche di significati e che si rifanno a vari linguaggi, musicale,figurativo e altro. Ci porti in un territorio più alto.

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  31. E' davvero un dono questa poesia. La primavera che avanza in una suggestione briosa e coinvolgente, con la dolcezza dei versi, pur in un ermetismo celato,eci fa scoprire orizzonti pieni di novità. Freschezza e purezza accompagnate da emozioni che si snodano come sussulti di fanciullo. Il tema pittorico scelto e la canzone completano una poesia già esauriente.
    Antonio Lanza

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  32. Bella,è una poesia che s'apre alla natura che rinasce, ad un mondo spesso ostile , a dei bimbi talvolta dimenticati, al futuro.
    Una poesia colma di buoni auspici , che fa ben sperare ...
    Grazie per la condivisione <3
    Maria Chiara Crivellari

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  33. silvia calzolari4 aprile 2010 23:35

    Nel tuo commento (come in altri tuoi...di cui ti sono infinitamente grata) carissimo Francesco...mi tuffo (scusa la similitudine banale) come in una golosa marmellata! Non si assapora solo il gusto...ma tutti i sensi vengono coinvolti...portandomi oltre. Non solo evidenzi concetti e proponi riferimenti letterari...non solo centri perfettamente il mio conscio/subconscio...ma conduci per mano ad aperture nuove e (ti sembrerò ripetitiva) a nuovi stimoli/orizzonti. In questi giorni (vista la mia scarsa forma fisica e spero di ristabilirmi presto)...la mente si è contratta nel non produrre....ma queste tue parole hanno già generato gocce di rinascita...e se ora sono boccioli spero preto possano essere fioritura.... Grazie Grazie Grazie!!! Un grande abbraccio generoso FRANCESCO ENIA!!!

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  34. E' una poesia che lascia ben sperare per un futuro migliore /si possono respirare i profumi di una primavera di fiaba regalando dolci emozioni al cuore...
    Molto intensa e bella dipinge nuovi orrizzonti dove i bambini giocano sotto un cielo colorato dal tuo amore Silvia...complimenti...
    Grazie*
    F.Giorgio.

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  35. silvia calzolari4 aprile 2010 23:44

    E' davvero un dono...questo tuo commento Antonio Lanza...esaltando nei miei veri la dolcezza/freschezza! Grazie di cuore!

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  36. La sento e la leggo come uno sguardo al futuro per la preseza del petalo profumato, inizio di primavera e il riferimento al bambino: l'uomo del futuro. Entrambi sono l'inizio di un qualcosa e il desiderio della completezza futura...
    Una gioiosa speranza..
    grazie
    Assunta D'Aversa

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  37. Sì , per ritrovare la primavera , bisogna attraversare i confini.
    Il confine che la nuda fradicia terra frappone al germoglio che nasce, ultimo strato di sparsa terra da perforare per avere il dono della vita.
    Il confine nebbioso e di bruma che si alza tra gli alberi spogli, perforato dai raggi del sole che si specchiano nel pulviscolo acqueo che si dirada destinato a soccombere. Il sole è vita.
    Confine dei sensi traditi e assopiti nelle lunghe gelide notti d’inverno ma pronti a ridestarsi al profumo di un petalo o più semplicemente al richiamo che alla natura preme.
    Sì questa Poesia evoca immagini ma a mio avviso è troppo ermetica per le emozioni, che vanno accompagnate mano nella mano.
    Somiglia a un bel quadro astratto, che ognuno può interpretare a piacere.

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  38. un petalo... un universo dai profili indefiniti che partecipa ed è anticipatore della stagione della Vita, in tutto il suo manifestarsi... esso traccia linee mai nettamente definite nell'armonia segreta della danza della Vita, di è espressione, e nel vento ci invita a tessere questa danza...
    il petalo è colore, suono, vento, carezza sottile, librarsi d'ali in orizzonti di profumi, ritorno all'infanzia, anticipazione del divenire... puro emblema di energia creatrice ed eterea... stupenda

    Alberini Alexis

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  39. calchi e composti sperimentali
    ritmo sincopato e musicale....
    brava...

    labbralba....
    in ellissi vaporose
    giostranti
    da piero lo iacono

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