martedì 6 aprile 2010

R/ESISTIAMO di Francesca Varagona



(Roy Lichtenstein - Blam - 1962)


Noi siamo la storia
il nostro quotidiano
scorrere di respiri
uniti, le battaglie
perdute. I nostri padri,
che hanno creduto
nella ricostruzione
di un paese civile
in una possibile
libera democrazia
fondata su lavoro,
giustizia, libertà.
I nostri nonni,
sopravvissuti o morti
tra due guerre
le bombe l'invasione
la fame
la distruzione
l'accanimento malvagio
del male crudele
che spogliava
della stessa dignità
di persone.
Noi siamo la storia
i nostri figli disillusi
sfregiati nell'intimo
da chi toglie loro
speranze futuro
lavoro sogni
spinta in avanti,
in un mondo
che soffre
di un oscuro male
la mancanza di ideali.
Noi e quelli come noi
che non si rassegnano
a essere messi da parte
accantonati con un colpo
di spugna dai libri
di scuola, noi crediamo
r/esistiamo, ci cerchiamo
ci incontriamo,
ci riconosciamo.



Copyright©2010Francesca Varagona - inedita)


FABRIZIO DE ANDRE' - CANZONE DEL MAGGIO






19 commenti:

  1. Noi e quelli come noi
    che non si rassegnano
    a essere messi da parte
    accantonati con un colpo
    di spugna dai libri
    di scuola, noi crediamo
    r/esistiamo, ci cerchiamo
    ci incontriamo,
    ci riconosciamo

    Intensa, piena di passione civile, è poesia sciolta , narrativa. Ma ci commuove e avvicina gli uni agli altri, animati dagli stessi ideali! E meno male che ci siete voi, Francesca e altri autori a scrivere di reistere
    alla mancanza di ideali,all'appiattimento morale e culturale, all'inespressività del linguaggio. Nel tempo delle passioni tristi ci entuiasmiamo ancora per un ideale salvato, per una poesia o una musica.Perciò ci riconosciamo

    RispondiElimina
  2. Ennio Plauto

    Il grande Raffaele Salinari, musicista, medico, poeta e presidente di Terres des Hommes sostiene che, contro la sopra/vivenza occorre agire mediante la Re/esistenza. "fragili-resistenti" dicemmo dopo le tragiche giornate di Genova, quando in tanti, intorno alla mamma e al papà di Carlo, chiedemmo parole a persone che, invece di lacrime, hanno scelto di seminare speranze. A volte ci penso, e mi rivedo lì, in PIazza Alimonda, un anno dopo, fra quelle centinaia di migliaia di persone a riprendermi una strada che a tante e a tanti fu negata.

    RispondiElimina
  3. Leopoldo Costabile

    Un grido che prevale su un lamento, nella deriva di un orgoglio identitaro segnato da fatiche e sofferenze.
    Non cada mai l'oblio sulle consegue del passato, e che la memoria non declini in un semplice ricordo. Nel "riconoscimento" vi è sempre la soglia di un nuovo avvio.

    Una bella scossa. Brava Francesca e ..grazie

    RispondiElimina
  4. Daniela Bisin

    La memoria costituisce la forza razionale di un paese civile.Non si può cancellare la memoria,equivarrebbe a negare il passato e il suo peso,nel bene e nel male.Negare che vite che hanno sacrificato tutto per il bene comune siano esistire è cosa inaudita e terribile.NESSUNO PROVI A CANCELLARE LA NOSTRA STORIA!!!..sarebbe come cancellare il nostro futuro...

    RispondiElimina
  5. Giovanni Bruno

    Se i nostri figli sono disillusi è perch... Mostra tuttoè lo siamo diventati noi;
    abbiamo filtrato,potato e variato il percorso deii principii di genitori e nonni.
    Su qualcosa abbiamo lavorato bene,ma non abbiamo salvaguardato gli ideali che hanno pagato a caro prezzo.
    Siamo ancora in tempo a riavvolgere il nastro e ripartire in un altro modo,ammettendo prima a noi stessi che qualche conquista non è stata tale,che la valorizzazione della persona non passa necessariamente attraverso il riconoscimento sociale,che il rispetto,l'amore e la consapevolezza delle libertà altrui sono il condensato della democrazia e il trampolino per saltare in una società migliore.
    Auguro pace e serenità a tutti voi per i giorni a venire

    RispondiElimina
  6. Gianpietro Valota

    Grande Francesca. Bellissima poesia di carattere civile, quanto mai attuale e veritiera. Commovente il riccordo dei nostri padri e nonni che hanno lottato per darci un futuro migliore, nonchè il riferimento alle nuove generazioni a cui stanno negando qualsiasi progetto di futuro

    RispondiElimina
  7. Accusa priva di riferimenti datati, accuse di sempre, fatte da uomini ed indirizzate a uomini, la "storia" siamo noi e tutto è sovrastrutturato su strutture passate, ed i pensieri filosofici nutrano ed istigano l'uomo, fragile e ricettivo, vittima di utopie politiche che non risolvono il dilemma. Ed il valzer della vita continua fino all'inverosimile, "senza fine", e nessuno riesce a porre rimedio, proiettando nel futuro nuove tragedie come quella di Genova, dove c'è sempre un accusatore ed un accusato...dove un uomo fa il male ad un altro uomo, dove il senso della giustizia punta sull'ingiustizia, dove tutti vogliono avere ragione e "nessuno" di noi è detentore della ricetta che salverebbe i nostri figli "senza speranze e futuro"...perché l'uomo non vuole riconoscere onestamente la sua impotenza di fronte alle forze -non solo della natura che può uccidere- ma anche dall'energia negativa sprigionata dall'uomo stesso - come la storia ci insegna dai tempi biblici fino ad oggi

    RispondiElimina
  8. silvia calzolari23 aprile 2010 23:19

    FRANCESCA!!! La tua ricostruzione storica precisa e ficcante sottolinea con sentimento e passione i vissuti e le speranze, le lotte di chi prima di noi combatteva a caro prezzo per ideali veri, autentici per costruire la democrazia. La storia spesso dimenticata che dovrebbe essere alla base della nostra cultura per non ripetere errori.... Il presente vuoto....il futuro angosciante....sono la preoccupazione grande. Ideali perduti...democrazia finta... e i nostri figli persi in un vivere superficiale illuso e distruttivo apparentemente senza speranze di costruirsi una vita che sia degna di questo nome.
    Noi e quelli come noi
    che non si rassegnano
    a essere messi da parte
    accantonati con un colpo
    di spugna dai libri
    di scuola, noi crediamo
    r/esistiamo, ci cerchiamo
    ci incontriamo,
    ci riconosciamo.
    Qui è il senso vero....noi ci siamo ancora....ci crediamo ancora....la condivisione, l'uguaglianza, la fratellanza....forse qualche nostro seme può dare frutto...nella generazione che stiamo crescendo perchè creda ancora di poter costruire un mondo migliore e non si abbandoni all'impotenza....all'arroganza....al nulla imperante!!! Sento profondamente i tuoi versi Francesca...vicini ai miei ideali....alle mie convinzioni....CREDIAMOCI ANCORA!!!! BRAVA BRAVA BRAVA FRANCESCA!!!

    RispondiElimina
  9. Grazie Francesca, in un mondo ormai privo di ideali, di appiattimento morale e culturale, di inespressività del linguaggio come dice Gloria, queste parole ci avvicinano,ci danno la speranza che qualcuno ancora è rimasto a credere in qualcosa in cui lottare per migliorarsi sempre, e soprattutto per i giovani, i nostri figli, che dovrebbero leggere queste parole così piene di significato, invece che identificarsi negli squallidi personaggi del Grande fratello...Grazie

    RispondiElimina
  10. La storia siamo noi nel bene e nel male, speriamo nel bene anche per amore verso le future generazioni. Per un falso amore o addirittura per odio verso il prossimo e per mania di grandezza,l'uomo ha perduto la sua dimensione umana elevandosi a Dio onnipotente commettendo disastri e oggi continua ancora a ignorare l'altro , i suoi bisogni, i suoi ideali, le sue speranze i suoi sogni. Poesia grande piena di passione civile, un'eredità che dobbiamo fare nostra e unirci per ritrovare il senso vero della vita.
    Antonio Lanza

    RispondiElimina
  11. La storia a volte non possiamo dirigerla nel senso che vorremmo, se siamo piccola minoranza, ma mi piace pensare che con parole semplici ce lo possiamo ancora dire, che noi ci crediamo R/ESISTIAMO, e ci riconosciamo.
    Domani è il 25 aprile, e le bandiere - poche, forse, che sventoleranno, e le corone d'alloro sui monumenti ai caduti ad alcuni sembrerano triti rituali di poveri anziani che hanno ancora sulla pelle il marchio infamante dei lager.
    Tra poco loro moriranno, e chi ne farà memoria se non noi, i figli o i nipoti di quella generazione?
    Io appartengo alla generazione del boom economico, sono stata fortunata, il mio è il figlio della crisi economica da cui non si vede uscita.
    Io sono cresciuta e mi sono formata nella dialettica di un mondo diviso tra due blocchi contrapposti, ma dove nel mio paese speravo potesse vigere la democrazia.
    Ci hanno attraversato gli anni di piombo, la crisi della politica tradizionale, tangentopoli.
    Non voglio fare la storia d'Italia degli ultimi 40 anni, i misteri irrisolti, i muri di gomma, le stragi.
    Penso che la crisi di rappresentanza sia forte e se "nessuno più si fa avanti" il posto libero è preso da persone che hanno ben chiaro in mente altro, e non si riesce più a fronteggiarli ad "armi pari".
    Le divisioni sono state tante, anche su temi importati, ma spesso su cavilli che hanno frammentato gli ideali che adesso abbiamo paura di perdere.
    Ecco, ha ragione Antonio: passione civile, è quella che mi premeva fare passare, anche nel mio scrivere in versi perchè è il mio modo di comunicare.
    Grazie
    Francesca Varagona

    RispondiElimina
  12. "Noi siamo la Storia" dunque è inaudito e inammissibile cancellare la Storia, la Resistenza attuata dai nostri padri, sarebbe come cancellare noi stessi. Non solo, occorre ricordare per non ripetere gli errori del passato, di qui la necessità di far conoscere alle nuove generazioni la storia perchè giungano alla consapevolezza che la libertà ottenuta a caro prezzo e per la quale hanno lottato coloro che ci hanno preceduto,vada salvaguardata ad ogni costo.
    Bellissima poesia di grande impegno civile. Complimenti Francesca!

    Deborah Mega

    RispondiElimina
  13. Noi facciamo la storia,noi abbiamo il dovere di ricordare, di tramandare,al di là delle falsificazioni a posteriore.E Francesca ce lo ricorda, ma qui noi tutti siamo d'accordo. Non esiste una storia pacificata, ma di conrsti e contraddizioni, una dialettica storica e la memoria non è solo individuale, ma collettiva. Purtroppo con il revisionismo si fanno vedere le cose diversamente. Allora sarà il caso, come in quel film ,Fahrenheit 451,in cui si vedono i libri bruciati, che noi impariamo a memoria degli episodi di storia e li raccontiamo agli altri. potrebbe succedere...E non ci salverà Internet, quando si sarà persa la memoria...

    RispondiElimina
  14. La storia siamo noi ..ma intanto sono glia altri, i nemici della Storia, che la fanno..a noi tocca resistere e cercare di avanzare soprattuto per i nostri figli cui consegneremo un futuro senza speranza..ma qui sta il vero valore della R/esistenza..cercare di trovare quello spirito dei nuova esistenza , un respiro per dare futuro alle disperate speranze.Eraclito, Vico, Hegel , Marx, Gramsci, ci insegnano che la storia è un divenire ..a volte si indetreggia e si può andare avanti..ma è sempre l'uomo e/o la donna con le sue contraddizioni, il motore della storia nelle condizioni della prassi, , la quale trova la sua compiutezza sole se realizza l'umanità piena e asoluta ..e i nemici dell'umanità oggi sono tanti...qui sta il lascito delle nostre trascorse esperienze..la depressione è tanta,,ma bisogna R/esitere, appunto.. Grazie Francesca per avercelo ricordato
    Michele Marseglia

    RispondiElimina
  15. Hai ragione è la memoria che va trasmessa..ma la storia subirà per naturale omissione o aggiunta di particolari un cambiamento...nulla sarà mai come ci hanno insegnato,solo gli occhi possono fissare l'attimo.Bellissimo testo.

    Maria Pia monicelli

    RispondiElimina
  16. Bellissima poesia esistenziale politica, uno spaccato di 100 anni di storia del nostro paese nella buona e nella cattiva sorte con tutte le considerazioni del caso...La disillusione dei giovani è grande ma ai giovani imputo di non aver saputo ripetere il 1968 quando si ridimensiono' in un certo qual modo l'arroganza del potere tranne poi a generare l'era dell'asso pigliatutto che ci ha lasciato in eredita' la classe dirigente attuale...Questa poesia Francesca è un atto di coraggio e di Fede mirabilmente da te esposta e come dice la magnifica Gloria nel tempo non basterà Internet ad imprimere nella memoria quello che hanno fatto alla cittadinanza, allo stato sociale, alla giustizia che non esiste più...In altre Nazioni per molto meno sono nati governi autoritari, mi auguro che qui prevalga il buon senso...Giusto si ma mai autoritario...Complimenti Francesca...Bruno

    RispondiElimina
  17. Gloria, dobbiamo avere il coraggio di parlare ai ragazzi con parole non retoriche, di evitare che sprofondino nel baratro dell'ignoranza che avvolge tutto e non lascia distinguere i piani temporali.
    Sentivo poco tempo fa un commento in cui si ragionava sul fatto che anche il tempo futuro in senso grammaticale sta scomparendo nell'uso; siamo al tutto e subito, all'ora e adesso, ma non c'è più proiezione nè spinta verso il futuro, che può solo essere frutto, come concordate, di una storia che va tramandata e di una storia che va creata passo a passo.
    Un compito arduo ma non impossibile, senza dimenticare che la disaffezione verso questi temi è alta, perchè per molto tempo non ci si è sentiti in grado di essere esempio.
    Oggi più che mai le vite oneste "normali" devono diventare un esempio, secondo me. Aspetto vostre opinioni, se vorrete.
    Grazie a tutti.
    Francesca Varagona

    RispondiElimina
  18. Quello che dici, Francesca è giustssimo. Cominciare dalle nostre vite a dare esempio in casa e fuori. Ma poi c'è chi non ha casa nè famiglia e punti di riferimento precari. Si servono di Internet e un po' di tv. Anche poco,perchè non hanno stabilità di dimora e sono giovani. Allora ci deve pensare la scuola, la formazione, i centri di aggregazione giovanile, anche i centri sociali.
    E' un discorso 'Partiamo da noi stessi' che dovrebbe funzionare, e non tanto dalla famiglia,che non funziona se non in piccoli centri, riuniamo le forze, divulghiamo cultura e poesia, perchè no. Ma facciamo anche sognare su questo sogno che non è ancora finito, perchè non si è realizzato. Quello di un'umanità di uguali, di fratelli,di cui aveva parlòato Gesù Cristo , e i primi cristiani abolendo la schiavitù e poi Marx Lenin. Studiamo bene la storia e tramandiamola bene. La nostra vita di piccole cose può essere d'esempio. Ma non si fa nulla senza un progetto. Rinunciando ai propri egoismi, egotismio, alla riservatezza e discerezione piccolo borghese che non serve a nulla. Dobbiamo essere sempre pronti ad aprire le porte , a rinuncirae a una parte disè, ad accogliere gli altri, e non solo i familiari. Io mi chiedo se è troppo o se vogliamo far finire i nostri figli nella melma. Mentre pochi si arricchiscono. Rifiutare i reality, vedere cinema buono, educare alla fraternità, rispettare tutti sensa furberie, e poi creare una casa comune in cui a nessuno manchi l'essenziale e anche qualcos'altro. Ma a chi parlo a me stessa? A te, Francesca? e a qualche amico che ha vuto la volontà e l'interesse a leggerti e a comunicare?

    RispondiElimina
  19. Mala tempora currunt,dicevano i Romani.Ma da quando?Si dice che la storia siamo noi,ma questa non è la storia che la nostra generazione ha conosciuto, scritta col sangue di tanti che sono caduti per restituire al nostro paese la libertà e la dignità che aveva perduto in un ventennio di totale alienazione.Questa é storia di altri che hanno cancellato le ideologie,la solidarietà,la civile convivenza e,soprattutto,la morale. E hanno issato i vessilli dell'egoismo,della sopraffazione,della precarità.Sembra di vivere in una moderna Babilonia dove un gruppo di satrapi,circondati da uno stuolo di servi,decide,secondo un proprio criterio, nei confronti di un popolo la cui sublime indifferenza rende plausibile qualsiasi abuso.Fioche e inascoltate le poche voci di dissenso.E' questo il paese che erediteranno i nostri figli? Mi auguro di no.Ma all'orizzonte nessuna luce di rinnovamento appare e,quindi,anche per loro si prospetta un futuro denso di gravi incognite. Ren

    RispondiElimina