domenica 4 aprile 2010

UNNICE ROSE JANCHE di Bruno Zapparata

 (Twilight of Sunset at horizon - Dall'album: Gallery - Arts of Nature Paintings di Gilbert Lam)


'E ccampane sunavano a' gloria,
tutto attuorno silenzio, na pace,
mezanotte d''o Sabato Santo,
Gesù Cristo scenneva d''a Croce.
Dinto 'a cchiesia, tra ncienzo 'e cannele,
astrignute mo ll'une cu ll'ate,
ncoppa 'e scanne, chiate, mpreghiera,
quanta ggente, guagliune... surdate...
Chi pensava 'a famiglia luntana,
chi penzava a' nu figlio malato,
chi cercava n'ammore perduto,
chi sultanto pe ffede priava...
Into a' n'angulo, quase appartata,
cu dduie uocchie, distrutte,scavate,
nu ritratto astrignuto int''e mmane,
si, na mamma chiagneva, chiagneva...
So' duie anne, me pare fuie aiere,
na criatura partette cantanno,
chiena 'e vita, 'e cumpagne, 'e ccanzone,
pe ncuntrarse 'àntrasatta cu 'a morte !
Fuie n'istante, e' unnice 'e lloro
non vedettero 'e ragge d''o sole
rimanettero nterra, straziate...
tridice anne, 'a vita struncata!
E d''e llacreme senza cchiù fine
'e sti mamme, abbrusciate 'e dulore
sò schiuppate mo unnice rose,
rose janche, comm'erano lloro !
('E campane sunavano a' gloria
e na mamma chiagneva, chiagneva...).


(Traduzione letterale e non poetica della poesia di Bruno Zapparrata 
Unnice Rose Janche - da tu Malincunia Ed. Del Delfino anno 1987)

Le Campane suonavano a Gloria,
tutto intorno, silenzio, una pace,
mezzanotte del sabato santo,
Gesu' Cristo scendeva dalla Croce.
Nella Chiesa tra incenso e candele,
non passava il filo di un alito,
sugli scanni piegati, in preghiera,
quanta gente...ragazzi soldati..
Chi pensava alla famiglia lontana.
Chi pensava ad un figlio malato.
Chi cercava un amore perduto.
Chi soltanto per Fede pregava.
In un angolo, quasi appartata,
con due occhi, distrutti, scavati,
una foto stretta tra le mani,
una mamma piangeva, piangeva.
Sono due anni, mi sembra fu ieri,
una creatura parti' cantando,
piena di vita, con i compagni, le canzoni...
per incontrarsi all'improvviso con la morte !
Fu un istante, ed undici di loro
non rividero i raggi del sole.
Rimasero per terra, straziati...
tredici anni...la vita stroncata...
E dalle lacrime senza più fine,
di queste mamme, arse dal dolore,
adesso son fiorite undici rose,
rose bianche come erano loro!
(Le campane suonavano a gloria
e una mamma piangeva...piangeva...)









Questa poesia, si commenta da sola nel fatto molto noto, la famosa disgrazia del Melarancio dove morirono 11 Ragazzi della scuola Media Edoardo Nicolardi in uno scontro tra il loro pulmann ed un camion che trasportava lamiere sporgenti che trancio' letteralmente il pulmann.L'onda emotiva mi suggeri' questi versi che furono buttati giù in pochissimi minuti ma la poesia ebbe al momento una grossa risonanza e mi fece conoscere alla massa di amanti della poesia, veniva trasmessa in tantissime radio libere dell'epoca ed io stesso, pur non dando credito a tanti concorsi di poesia che celano tra le pieghe dei limiti e che senz'altro non fanno il poeta che se c'è si vedrà nella globalità della sua poetica..vinsi il concorso classificandomi con voto unanime primo assoluto.Oggi resta solo un ricordo triste da una parte e bello dall'altra e nulla piu' che una poesia inclusa nella raccolta Tu, Malincunia per le Edizioni Del Delfino, Napoli nell'anno 1987 catalogata in varie biblioteche Nazionali tra le quali quelle di Napoli, Firenze e Bologna.Ringrazio per l'attenzione che benevolmente sara' data a questi versi e l'amica carissima Gloria Gaetano che me l'ha chiesta per la pubblicazione. (Bruno Zapparata)

76 commenti:

  1. Paola Maria Leonardi10 aprile 2010 16:08

    Sublime Lirica di Bruno Zapparrata, in cui descrive con maestria la sofferenza di madri immerse nella sofferenza tipica di chi perde il proprio figlio, in una chiesa, piena di anime in cui ha una propria motivazione che giustifica la presenza nel luogo sacro.
    Chi prega per un figlio perduto, o malato...etc...
    Il dolore è immenso quanto grande è stato l'amore che si provato quando era il vita il giovane ragazzo...la madre, in un angolo, con gli occhi scavati, consumati dal pianto, e dal rimorso forse, che l'accompagnerà per tutta la vita.
    Tredici anni sono pochi per dire che la vita è stata vissuta, resterà di loro l 'odore di una gioventù smarrita nel vento freddo della morte:
    E' semplicemente meravigliosa, dettata da un sincero sentimento, che arriva a noi lettori come un fulmine a ciel sereno.
    Grazie Bruno
    Un caro saluto

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  2. Grazia Paoletta hai dettagliano cosi' bene questa poesia che me la fai rivivere....Fu tremendo per come avvenne e per la dinamicita' dell'incidente, io conosco la Galleria del Melarancio, l'ho percorsa più di una volta, non era raccomandabile ed il Camion poi con le lamiere sporgenti...Grazie Paoletta

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  3. Grazie Gloria, per il quadro e per la Canzone Cu mme...e per tutto stai facendo molto per la poesia in un blog molto selettivo ed è un piacere ed un onore esserci. Un abbraccio Bruno

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  4. silvia calzolari10 aprile 2010 21:31

    Una folla che partecipa al dolore ognuno consapevole....ognuno nel sentire nel profondo i propri dolori. Un totale senso di condivisione di fronte all'ingiustizia della morte....dinnanzi alla quale ognuno di noi è attonito e smarrito. La perdita di un figlio è il dolore più straziante....disperato.... L'episodio terribile che ci riporti alla mente... attraverso i tuoi partecipanti e grandi versi mettono in risalto l'"arsura del dolore" delle madri...a cui tu doni con la tua sensibilità il fiorire di undici rose...rose bianche/pure/innocenti...come quelle giovani vite stroncate prematuramente. Fiori di speranza negata ma che sono una dolce carezza di solidarietà.... Commossa...leggo la tua lirica più volte e ringrazio la tua umanità d'esperienza, il tuo altruismo e grande capacità poetica di comunicare in affetto fraterno! Grazie grande Bruno!!! Un abbraccio!!!

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  5. Bella, toccante, la sofferenza e il dolore, lo strazio di madri, descritto con trasporto partecipativo per condividerne la cupa atmosfera che si vive intorno, un atto d'amore verso chi viene strappato dalla vitaLe rose bianche, per risaltarne il candore della giovinezza e un gesto paterno affettuoso, anche per infondere speranza a chi la perde in una tragedia. La lettuta in napoletano è magca
    Antonio Lanza

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  6. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  7. Silvia carissima le tuo parole dette a distanza di 25 anni dalla nascita di questa lirica mi riempiono di gioia e di orgoglio. E' una delle rare poesie che escono dal mio canovaccio solito, molto simbolista e a volte ermetico...Ci sono fatti, esperienze, disgrazie come in qiuesto caso, che non possono avere diversa collocazione...Ti ringrazio per tutto, di tutto, per quanto mi doni e mi attribuisci in questo bellissimo commento. Ricambio l'abbraccio, Grazie Silvia

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  8. Bruno...non ho parole per descrivere le emozioni forti che questa poesia procura...solo lacrime di commozione...grazie

    "E dalle lacrime senza più fine,
    di queste mamme, arse dal dolore,
    adesso son fiorite undici rose,
    rose bianche come erano loro!"

    Grazie Bruno per questa tua stupenda poesia...e grazie per questo tuo profondo sentire"...
    Wanda

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  9. Grazie a te Wanda che con le tue liriche ci procuri sempre tante emozioni e ci fai conoscere il bello che spesso latita tra tutto.Un forte ringraziamento

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  10. Grazie Antonio per le bellissime parole donate ai miei versi. In tanti modi la si puo' vedere questa poesia che non cambiera' il dolore di chi perde un figlio, e perdere un figlio è una vera tragedia...ne so' qualcosa direttamente...Ti ringrazio affettuosamente e per l'intervento e per le bellissime e giuste considerazioni scrittemi. Buona Domenica, Grazie

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  11. Molto bella e delicata per trattare un tema così doloroso!
    Denota molto affetto e grande attaccamento alla vita, molta è giusto che sia!
    Buona domenica
    Michela

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  12. C'è una storia che si scrive nell'intimità delle coscienze e continua il suo corso con la partecipazione emotiva della gente. Una storia scritta col cuore. Complimenti, Bruno e grazie.
    Albertina Piras

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  13. puntalmente ti diko meravigliosa,la tua eleganza dei versi x descrivere un dolore.la tua poesia anche se si parla di perdite e come una dolce musika che in quel momento ti fa star bene.carissimo bruno x fortuna nn sò che vuol dire la perdita di un figlio ma sn una madre e quindi riesco a capire piu del dovuto...sei un grande sai emozionare tocchi l'anima ,cn affetto tiziana cocci...

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  14. Michela Carissima Grazie per la tua presenza e per le belle parole che hai voluto donare ai miei versi... Credimi è un vero piacere esserti amico...Grazie

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  15. Una storia che si scrive nell'intimita' delle coscienze....Grazie albertina per questo tuo intervento..ne sono felice. Grazie Bruno

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  16. Tiziana il tuo intervento è stupendo e tocca nell'animo. Ti ringrazio sempre dei complimenti che mi doni e condivido in pieno le tue belle considerazioni...Postare questa poesia in questi momenti, e tu sai, non è stato facile per me...Un abbraccio forte e ti ringrazio di tutto e per tutto.Bruno

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  17. versi stupendi ricchi di una saudade mediterranea, partenopea,che qui diventa tragedia, pianto struggente...La bellezza dei sogni che diviene null'altro che pianto, lacrime di due occhi di madre che si trasformano in unnice rose ...
    Bellissima, davvero Bruno...le vite spezzate i dalla morte ci sono, ma sono sempre scintille di stelle, stelle di poesia struggente ricca di pathos i tuoi versi...
    La musicalità della tua lingua partenopea ,curata e giunta al massimo dell'espressività, rimane in noi a lungo, come l'eco di un lamento lontano...

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  18. Non ci sarebbe stato bisogno di corredare la lirica di musica , tanto la nusicalità è dentro lo scorrere dei versi,nella paole e negli accenti combinati in modo, da sentirne ancora la musica nell'animo. Un poesia e una musica che restano dentro sempre,com'è capitato a me. E' il segno della grande poesia.,canto dell'anima.

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  19. ... leggendo i versi, sembra ascoltare una malinconica canzone napoletana degli anni 50.
    Bella stesura... grazie... Pino Soprano

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  20. è meravigliosa Bruno, nella sua drammaticità esprime il dolore più grande della vita di una persona, perdere un figlio...E' commovente ed emozionante e fa riflettere..su come alcune donne portino con sè il peso di una croce nel cuore, un figlio che è andato via.
    Grazie, è un premio meritato, sei un grande
    Tatiana Andena

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  21. Gloria leggendo i due tuoi commenti mi lasci la pelle d'oca...Il fatto, l'accaduto in se stesso è struggente ma collocarlo ed inventarlo la notte di Pasqua è stato più complicato rivelandosi poi una soluzione felice. Le tue parole da grandissima esperta di letteratura quale sei e Grandissima poetessa non possono che lusingarmi e dare sempre nuovi impulsiti alla crescita poetica che non ha età ma abbraccia solo la dimensione del tempo...Grazie Gloria grazie di cuore...Bruno

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  22. Gentile Pino Soprano, peraltro cognome napoletano, io sono un adolescente dei meravigliosi anni 5o, irripetibili nonostante fosse periodo post-bellico.La dimensione della vita, povera era di una intensita' poetica immensa e ci si vo9leva veramente bene...Si il napoletano, se trattato da vera lingua napoletana è esattamente come tu dici...Ci sono troppe improvvisazioni in giro...Grazie Pino e' stato un vero piacere...

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  23. Affascinante e coinvolgente nella sua drammaticità,questa lirica segue il lungo percorso della tradizione poetica napoletana,e Bruno Zapparata, con commozione e sensibilità,ci fa rivivere uno dei tanti eventi drammatici della vita di questa bellissima e non fortunata città.Grandi momenti di intenso dolore e altrettanti di riflessione colgono il lettore,che diviene partecipe della emotività che nasce da questi umanissimi versi e dalla sofferenza che gli stessi esprimono.Struggente e malinconica la poesia si spegne con un gesto di simbolica intensità.Dalle lacrime delle madri nascono undici rose bianche. Ren

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  24. Tatiano bellissime le tue considerazioni ed il tuo giudizio si è assurdo ed io te lo dico in prima persona...sono quasi 3 anni, per altre cose, per altra via ma il risultato ed l'atrocita' è sempre la stessa. Ti ringrazio tantissimo dal profondo dell'animo...a 26 anni di distanza fa ancora effetto.Fu terribile erano della mia zona...

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  25. versi tragicamente splendidi!
    Leggendoli , anch'io che son mamma, mi si son scavati gli occhi e le lacrime son scese sconsolate, disperate... M'è sembrato d'essere in quella chiesa, di vedere questa mamma così nascosta , appartata per non disturbare con il suo straziante dolore ...

    Mi è piaciuta anche l'umiltà di Bruno nel commentare questa sua bellissima lirica ...
    Ha liquidato la notorietà e la fortuna come una combinazione dovuta al grave e notorio fatto di cronaca ...la lirica , invece , è anche bellissima , perchè riesce a trasmettere emozioni e patemi che spesso non si percepiscono nella quasi totalità delle poesie.
    Grazie Gloria per avermi dato l'opportunità di leggere questi versi struggenti , sinceri e per avere avuto l'occasione di conoscere questo bravo poeta !
    Maria Chiara Crivellari

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  26. Un fatto di cronaca terribile reso con la tua abile maestria in una lirica dolcemente malinconica e struggente. La musicalità dei versi e la precisione nelle descrizioni ti fa sentire completamente immerso nella poesia, non so se rendo l'idea. Grazie Maestro

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  27. Caro Bruno, questa poesia si commenta da sola, la maestria dei tuoi versi ha lasciato un segno indelebile nel tempo, non per niente sei Bruno Zapparrata, grandissimo poeta. Sono fiero di essere tuo amico, ringrazio Gloria per aver pubblicato questo tuo capolavoro nel bellissimo blog. Un caro abbraccio.
    Pietro Vizzini

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  28. Gentile Ren resto affascinato dalla globalita' del tuo commento che ha toccato le parti essenziali della poesia, della citta, della gente di Napoli.Si hai centrato, la scrissi dendo quella intensità necessaria attenendomi al fatto e cercando di non sforare in altre poesie celeberrime ma di altro tenore...Continuare a fare poesia dialettale napoletana oggi è impresa piuttosto ardua, senza infiorire il nostro lessico di italianismo e osservando totalmente totalmente la grammatica napoletana e l'analisi logica si possono avere dei buoni risultati...Ma oggi purtroppo l'improvvisazione sul napoletano è dilagante ignorando grammatica, metrica, prosodia, ritmo e soprattutto la lingua napolenata. Il mio vuol essere un grido di dolore giammai una critica. Grazie Ren sono felice di conoscerti...Bruno

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  29. Gentile Maria chiara Crivellari, ho letto e riletto il tuo commento e lo rilegggero' ancora.Il tuo esordio è sull'esatto concetto della poesia in poche parole la poesia è questa.Ma le considerazioni mi lasciano veramente con una serenita' e dolcezza nell'animo, uniche. Una poesia che non da emozioni diventa uno scarno componimento in fase di costruzione mancante di spontaneità, i versi devono avere insiti il loro lirismo e la scelta dei vocaboli deve essere primaria in rispetto poi a tutte le regole che vogliono che una lirica diventi poesia.Ti ringrazio di aver parlato anche di umiltà ma questa è una dote che nell'essere umano o c'è o non c'è...Gloria va ringraziata anche da me in primis per avermi presentato in questo vero cenacolo ricco di competenza e classe. Grazie Maria Chiara, lo terro caramente questo commento...Bruno

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  30. Rosa Anna Grazie !!! Tu lo conosci bene questo fatto di cronaca e dunque nelle parole che mi hai voluto donare c'è tutto il significato della tragedia malinconica e struggente...Sono d'accordo con te anche se un po lusingato dalle belle affermazioni scritte. Tu sei una grandissima poetessa, molto brava sia in lingua Italiana che in quella napoletana ed io mi sento gratificato e molto onorato del tuo commento...Per te non saro' mai Maestro semmai tuo Allievo!!! Grazie Rosa Anna affettuosamente

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  31. Caro Pietro, le parole che mi hai voluto con tanto affetto scrivere mi confondono nel vero senso delle stesse. La poesia senza dubbio si puo' anche commentare da sola...Il concetto della poesia certo puo' lasciare un segno indelebile nel tempo. All'epoca fu un lavoro ben riuscito ed anch'io mi trovo a ringraziare un meraviglioso amico ed un grandissimo poeta.Non ho più appellativi da poterti offrire nè florilegi da poterti dare anche tu sei PIETRO VIZZINI...Grazie Pietro, Grazie

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  32. Poeta è colui che sente con particolare sensibilità le svariate sfaccettature dell'esistenza umana con una simbiosi tale che diventa difficile ai lettori individuare il discrimen tra l'esperienza soggettiva e la condizione unuversale dell'umanità. Chi comprende il dolore,come il Poeta Bruno non ha che raccontarlo: le circostanze apparentemente distinguono l'evento doloroso o luttuoso, ma la voce trenodica gronda di uguali stille di pianto, la morsa al cuore è ugualmente forte. Creando una situazione poetica di chiaroscuro in questa Poesia il Poeta riesce a catturare l'attenzione e la commozione del lettore per duplice via: lo scintillìo del Gloria che trionfa nei cuori dando certezza alle umane tensioni evidenzia ancor di più il dramma di morte che si effonde sottoforma di lacrime imperiture per tredici vittime innocenti di un destino beffardo. Partire con gioia per mai più tornare! Tuttavia coloro che muoiono giovani sono più cari alla divinità: è stato sempre cantato così dai poeti. E' questo il senso della bellissima metafora che il Poeta ha creato: tredici rose bianche, simbolo di purezza e innocenza, ogni volta nasceranno a testimoniare la presenza di chi nell'affetto non sarà mai dimenticato. E le lacrime materne sono rugiada per esse.
    Ringrazio ancora una volta l'amico Bruno per la possibilità che ci offre di leggere poesie dettate ex imo corde. La lingua: un cesello, una composizione di filigrana d'oro in cui sono incastonate pietre preziose. La lettura muta non rende merito:occorre leggerla con voce modulata sul ritmo interno dei vocaboli stessi....
    Adriana Pedicini

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  33. Questa autentica bellissima recensione che conservo gelosamente nelle mie note e che al momento opportuno fara' parte della mia raccolta con nil tuo permesso che ti chiedero' cara Adriana è un cesello, è un crescendo di bgellissime considerazioni sulla poesia, sui vari passi, sul concetto e su di me, sull'esposizione del mio lessico si da farmi sentire grande quanto basta per averti come amica. E' tutto un crescendo di considerazioni illuminate, sino a giungere che deve essere declamata ed infatti questa poesia per le emittenti libere napoletane veniva declamata più volte al giorno, parlo del 1986... Oggi ho la fortuna di avere come amici ed amiche tutte voi che l'apprezzate ancora e che mi rendono consapevolmente felice di aver scritto anche qualcosa di valido. Grazie Adriana Grazie dal Profondo del cuore, i tuoi interventi da manuale sono ambitissimi da tutti quelli che scrivono molto seriamente e con professionalità...Con la stima immensa che ti è dovuta Ciao

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  34. versi struggenti,in cui è messo in risalto il dolore di una mamma per la perdita tragica e prematura del figlio tredicenne,un dolore che non conosce consolazione,che si porta dentro, giorno dopo giorno,come una pesante croce......io che sono mamma di una ragazza di 13 anni mi sento colpita nel profondo.....conoscevo quella tragedia che con questi versi mi è ritornata in mente....delicata e appropriata la metafora delle rose bianche........grazie Bruno per queste forti emozioni che ci regali

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  35. Una lirica che non va commentata, ma ascoltata col cuore. E allora, potrai leggerla cento volte e cento volte ti saliranno le lacrime agli occhi, per la struggente dolcezza con cui viene evocata una tragedia tanto nota. Scelta appropriata collocare questi versi nell'immagine della notte di Pasqua, già di per sè commovente, evidenziandone il contenuto tra pensieri sacri e profani. Campane che suonano a Gloria e lacrime di dolore cocente: un connubio perfetto, un effetto che, nella sua semplicità, trafigge il cuore e ti lascia il segno, il tutto caratterizzato dalla squisita musicalità dialettale e dalla delicata esposizione che solo un grande Maestro poteva offrire...
    Alice Castro

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  36. Grazie Diana anche senza il tuo nome perchè hai avuto delle difficolta' nel postare io ti ho riconosciuta e ti ringrazio del commento fatto con una tenerezza struggente...So' che un qualsiasi genitore fu colpito atrocemente da questo luttuoso evento e giustamente ne soffrono. Io queste le chiamo poesia datate perchè segnano un fatto, un giorno, un periodo, un'epoca...Ti ringrazio Diana perchè anche nei commenti al di la delle poesia si ricevono forti emozioni...Grazie amica mia

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  37. Una poesia che si stacca dal momento storico e dall'evento in cui fu scritta per diventare compianto per l'universale dolore di madri e padri a cui viene strappato il figlio in tenera età.
    Figli per cui si spera una vita ricca, piena, intensa, di gioie di inevitabili ansie, che un giorno, troppo presto, non sono più su questa terra.
    Compianto funebre ai piedi del Cristo, unica speranza di salvezza per il credente, unica consolazione, unico da cui le rose possono fiorire, candide vite immacolate che vivono in eterno.
    La stessa poesia potrebbe essere scritta o letta per chi commemora i morti del terremoto, chi ricorda un figlio che torna avvolto nella bandiera da una missione, chi raccoglie tra le lamiere dello sballo del sabato sera le vite troppo giovani che cercano divertimento estremo. Certo non ci può essere dolore più grande per sopravvivere al figlio che hai partorito, ma Bruno, con questa lirica, ha saputo rendere unico eterno il ricordo di quel dolore, mentre le campane suonavano a gloria...
    Grazie per avere avuto la possibilità di leggerla.
    Francesca Varagona

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  38. Gentile Alice Castro (o AM.M.), come potrer rispondere ad un commento di contanta bellezze, di un fluido scorrere di apprezzamenti di chi questa poesia l'ha gia' letta più di una volta e che la conosceva per le lacrime di commozione che ha versato all'atto della lettura.Sembrerebbe un luogo comune per le bellissime cose attrinuitemi e attribuite ai miei versi delle collocazioni in simbiuosi che trafiggono il cuore anche nel commento. A volte il commento è bello quanto la poesia ed è una poesia nella poesia, il segno c'è e come per tanti versi ma su di una cosa dissento : Vicino a Voi tutti che mi avete commentato non mi sento un grande e neppure Maestro ma una persona che con l'aiuto di qualcosa riesce a fare poesia molto seriamente...Grazie amica e non so' come chiamarti ma ci siamo capiti benissimo, so' doi essere lo scrittore da te benvoluto..Grazie

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  39. errata corrige bellezza e non bellezze
    attribuitemi e non attrinutemi
    simbiosi e non simbiuosi
    di e non doi

    Grazie e sorry

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  40. Gentile Francesca Varagona, il tuo è un commento molto ampio bellissimo applicato a tanti eventi similari. Infatti la poesia si stacca nettamente dall'avvenimento, che non a caso è stata scritta da me due anni dopo perchè al momento tutti si affrettarono a scrivere dei versi di circostanza, io ricordo,ed alcune di queste poesie erano anche belle. Io rendendola isolata nel contesto pasquale (infatti doveva essere postata il giorno di Pasqua) sono uscito fuori canovaccio rendendola differente e trovando riscontro perfettamente nelle tue bellissime considerazioniSi, ai piedi di Cristo, nella resurrezione con la gloria delle campane Perfetta la disamina ed il ricordo resta unico ed eterno, si anche se tanti di quei genitori non sono più tra noi ed i ragazzi avrebbero 40 anni ciascuno. Grazie c'è qualcos'altro che dovrei dirti, lo sanno tutti ma la poesia deve essere lasciata a se stessa senza fatti personali... Un grande ringraziamento e il piacere di averti conosciuta su questo blog dove qualche volta ho solo commentato. Grazie Francesca.... Bruno

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  41. Daniela Fenoaltea11 aprile 2010 08:38

    Mi rimarà per sempre nel cuore..La commozione è stata forte. Meravigliosa!!! Grazie!!!

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  42. Grazie Daniela Fonoaltea, in tre parole si puo' dire tutto e tu l'hai fatto meravigliosamente bene. Grazie
    Io di nome ti conosco per aver seguito i commenti e forse qualche poesia su questo Blog, con Gloria ci conosciamo da oltre 1 anno e mezzo è stata l'occasione per avere il piacere di parlarti e salutarti Grazie Bruno

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  43. carissimo Bruno...ho letto la tua lirica...non ho parole x descrivere la mia commozione....io nello stesso istante della lettura sono entrata nell'animo di quelle madri straziate dal dolore ma nello stesso tempo ho visto in cielo tante stelle luminose guidate dal ns Grande PADRE che..guardano le loro madri e gli strasmettono amore e rassegnazione ...e pace nell'animo....sei un grande Teresa

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  44. A prescindere dal fatto di aver vissuto o meno un’esperienza analoga, questa è veramente una bella poesia.
    Nel mio caso mi sono sentita coinvolta direttamente e mi sono emozionata perché comprendo perfettamente lo stato d’animo che ha spinto alla stesura di questi versi.
    E’ struggente l’atmosfera di sacralità, di attesa e la scelta del Sabato santo per definire il momento.
    Il pianto di quelle madri coincide con quello di Maria e delle pie donne ma diviene compianto universale, come giustamente osservava Francesca. Non è situazione normale sopravvivere alla propria creatura. La normalità è veder crescere i propri figli, invecchiare mentre loro diventano adulti, gioire delle loro realizzazioni e al contrario incupirsi per i loro insuccessi. Però non è vero che una poesia non può cambiare il dolore di chi perde un figlio.
    Ricordare è la sola cosa che resta.
    Come scriveva il grande Foscolo nei Sepolcri :
    “…le Pimplèe fan lieti
    di lor canto i deserti, e l’armonia
    vince di mille secoli il silenzio”.
    Allo stesso modo sul “deserto” di sentimenti che provano coloro che hanno perso qualcuno, domina alta la voce della poesia, che assicura l’immortalità contro la distruzione operata dal tempo, in questo caso da una disgrazia. La poesia rende eterno ciò che è mortale.
    Grazie dei bei versi.


    Deborah Mega

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  45. Teresa carissima un commento bellissimo il tuo, ricercatissima in tutte le manifestazioni culturali Messinesi ed io sono fortunato a raccogliere un tuo commento a questa lirica di 26 anni circa, un po' rivista ma quasi niente e ripresentata perchè piaceva a Gloria che mi conosce da tempo ed è una grande amica. Hai dato una bellissima definizione, le Stelle ed il Grande Padre... e mi auguro sia cosi'. Tu conosci la mia tragedia da circa 3 anni...Ti abbraccio e ti ringrazio affettuosamente Teresa

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  46. Gentilissima Deborah Mega, ricevere un simile commento ma piu' che commento, analisi, e per meun grandissimo regalo questa sera che in certi ricordi a volte assume sapori amari. La vita è fatta di amarezze ma la megligenza umana a volte travalica ogni limite.L'analisi è perfetta e di una logia limpida e non staro' qui a ripeterla tanto esaustiva è ma mi sembra di aver intravisto nelle pieghe del commento all'inizio che abbia vissuto o meno qualcosa di simile mi auguro di no e di aver capito male. Bellissimo il riferimento a quell'autentico capolavoro che è I Sepolcri di Foscolo e nel verso che richiama ...e l'armonia vince di mille secoli il silenzio.Foscolo è grande nella chiusura inneggiante alla resurrezione di Ettore, l'Eroe Troiano. Parli anche di deserto di sentimenti ed io attraverso da circa 3 anni lo stesso deserto per un accadimento innaturale ed irresponsabile e mi fermo qua.Restano il dolore, iòl rimpianto e il ricordo, ben poca cosa di fronte alla realtà. Sono d'accordissomo che la poesia assicura l'immortalita' contro la distruzione del tempo e che rende eterno cio' che è mortale. Grazie questa sera bevendo al calice del tuo animo poetico, direi altamente, è come avessi avuta una carezza all'animo. Grazie a te di tutto cio' che hai detto, mi hai regalato serenita' Grtazie ancora Bruno

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  47. Carissimo Bruno, questa tua poesia mi ricorda una mia "Aspettando la Luce"
    E' la sensibilità del Poeta che nell'Alleluja vede il dolore, nelle campane che suonano il 'Gloria' una mamma che chiagneva, chiagneva...!
    Il Poeta è colui che 'contempla', direi quasi un mistico che interroga Dio e traduce le Sue risposte in Poesia..., ha il dono di 'guardare oltre' dove lo sguardo di tutti si ferma...
    e tu questo dono ce l'hai in sovrabbondaza:
    nella gioia del 'gloria' vedi fiorire dalle lacrime di madri straziate dal dolore per la perdita dei loro figli giovinetti o meglio bambini, "unnice rose janche" e, fra chi prega per fede o per amore, in un angolo quasi appartata c'è lei, la "Mater Dolorosa" con la foto della carne della sua carne fra le mani, gli occhi scavati dalle lacrime, il sorriso distrutto dallo strazio.
    Bruno, che dirti?! solo GRAZIE
    Ti saluto con tanto affetto
    P.S. Premio meritatissimo...!!!
    Maria

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  48. Carissima maria come tutte le strade conducono a Roma cosi' spesso i poeti percorrono la medesima strada considerato che gli elementi poetici quelli sono e ognuno li utilizza secondo le necessità. Sono d'accordissomo sulla tua analisi e non poteva essere differentemente, il richiamo alla Mater Dolorosa ne è un esempio...Dirti grazie e poco ma sai che ci tengo moltissimo al tuo illuminato ed illuminante commento e non mi resta che abbracciarti per la meravigliosa disamina. Ti ringrazio per quanto dici sul Premio ma non sarà un premio a fare il poeta, il poeta si vede nella globalità delle sue opere...Tu me lo insegni...Bruno

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  49. Non occorrono altre parole per dire che la tua poesia, Bruno, è bellissima, prova ne sia il primo premio... la commozione nasce dal dolore più grande del mondo: quella di una madre che perde un figlio, perchè non c'è qualcosa di più straziante di questa nella vita.
    Salvina

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  50. Di fronte alla tua poesia Bruno mi perdo nella commozione senza trovare le parole per esprimere ciò che sento.Mi perdo tra i banchi silenziosi di quella chiesa,su quei visi che pregano solcati ognuno dal proprio dolore...Sento le campane che suonano il Gloria e il pianto di quella madre in fondo alla chiesa...Lo sento nel cuore quel pianto e credo che non lo dimenticherò mai più....!
    La tua poesia Bruno è sempre una carezza sull'anima,un abbraccio al mondo intero,un canto melodioso e dolcissimo che ci fa prendere per mano e condividere sempre sia la gioia sia il dolore,con tanta dolcezza,con tanta poesia.....
    Undici rose bianche è il dono che ,insieme a questa lirica hai donato
    alle lacrime e alle vittime di quella tragedia;UNDICI ROSE BIANCHE,hai donato a noi con questa commovente e dolcissima poesia.
    Ti ringrazio Bruno,per questa tua capacità di ascoltare e parlare al cuore....Sei un grande poeta , persona meravigliosa!
    Maria Cattaneo

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  51. E'UNA LIRICA STUPENDA, FORTEMENTE SENTITA NEL SUO DIALETTO, STRUGGENTE, DOLOROSA MA MOLTO DELICATA, SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSA. SEI UN GRANDE POETA.

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  52. Cara Salvina ci risentiamo ed è bellissimo. Le tue parole sono molto gratificanti per me che ho provato questo atroce dolore e non sono ancora 3 anni,non ti nascondo che riprendere questi versi e pubblicarli per me è stato un atto di coraggio non indifferente pero' le parole tue e di tutte le amiche e amici che sono intervenuti e che interverranno mi hanno ripagato con una enorme carezza all'animo ed io ve ne sono grato, Gloria in testa che ha voluto fortemente questa poesia e che ho gia' ringraziato dovutamente. Grazie Salvine dell'intervento e delle belle espressioni donatemi.Bruno

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  53. Cara Maria Cattaneo, la tua sensibilità, la tua dolcezza hanno portato al mio animo una carezza...Le tue considerazioni sono bellissime e commoventi in un'analisi perfetta della poesia...a 26 anni di distanta vedo che regge benissimo grazie a Voi e alla Vostra sensibilità d'animo, tua e di tutti coloro che sono intervenuti e che interverranno. Sono commosso e lusingato Grazie dal profondo del cuore....Bruno

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  54. Gentile Nicoletta ti ringrazio per quanto hai affermato e voluto dirmi con tanta cortesia ed affetto.Mi fa piacere che ti sia piaciuta se pur nella sua agghiacciante realtà e malinconia.Ti ringrazio infinitamente per il Grande poesta ma a me basta essere solo poeta, è gia' tanto...Grazie amica mia

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  55. ..è un dolore indescribile...lancinate...da strapparti il cuore..qual è la perdita di un figlio.. io nn ho parole!!!!..posso solo dire caro Bruno..ke sei di una sensibilità unica..arrivi dritto al cuore..grazie ..un abbraccio sincero..Carmen Pettinaro

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  56. Grazie Carmen, grazie per le bellissime parole dettate dal cuore per questa poesia. Certo che è qualcosa di indicibile la perdita di una figlia o di un figlio..Ti ringrazio di nuovo e ricambio l'affettuoso abbraccio grato per l'intervento...Bruno

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  57. I poeti sono il sale del mondo. Soloun poeta può scrivere versi di "vita", commentando la morte. Le 11 rose bianche non sono morte, restano nei cuori dei loro cari,sempre vive. Resta vive nei versi delpoeta che li affida ai versi.Leggendoli,si ha la sensazione di non essere "soli", tanta è la partecipazione. Tanta è la speranza che la vota continua....Grazie,di cuore e di testa!

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  58. Carmine Grazie, ti riconoscerei tra mille ma il mio grazie è doppio per gli impegni gravosi che hai in questi giorni ma non sei mancato. Questo mi onora e la tua disamina è bellissima e chiude degnamente la pubblicazione di questa lirica. Sino a stasera c'è ancora un po di tempo per leggerla e commentarla. Grazie Carmine Ti sono riconoscente e ti abbraccio...Bruno

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  59. Laura Marcon 11 aprile alle ore 12.16
    ...grazie Bruno...le tue poesie mi giungono sempre graditissime...
    Murolo-Martini....semplicemente stupenda...la amo da sempre...Grazie un abbraccio

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  60. Laura Marcon 11 aprile alle ore 12.16
    ...grazie Bruno...le tue poesie mi giungono sempre graditissime...
    Murolo-Martini....semplicemente stupenda...la amo da sempre grazie...un abbraccio

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  61. Grazie Laura, molto gradito il tuo intervento, pensero' io a trasferirlo in blog...Ciao

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  62. Rosanna Bazzano 11 aprile alle ore 21.23
    La conoscevo, Bruno, ma l'ho riletta piano piano e molto volentieri... Bella, proprio bella, pare quasi a passo di trapassata... dolente senza pietismi. Bacione

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  63. Rosanna amica mia Grazie...Infatti la trapassata, danza dei condannati a morte che scendevano verso il patibolo era dolente ma senza pietismi...I condannati scndevono con fierezza, quasi sempre erano ex generali borbonici...Ciao

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  64. scendevano e non sendevono battuta sbagliata)

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  65. La morte ci separa dai cari e ci unisce intorno a loro. A volte degli episodi sembrano fatti apposta per fermarci e farci riflettere sul valore della vita e della nostra esistenza, per poi ritornare a farci riprendere dalla frenesie di rincorrere sempre degli obiettivi che non hanno un senso o un valore umano. Grandi i tuoi versi, commoventi e sublimi che fanno da cornice ad un evento straziante, facendoci ricondurre la mente al senso vero e pieno della vita.T'abbraccio fratè'

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  66. Caro Nunzio perfetta la tua considerazione che di per se lascia riflettere tanto ma i tuoi giudizi lasciano sempre riflettere. Cio' che mi fa piacere che a 26 anni di distanza questa poesia colpisce ancora anche se l'onda emotiva è passata ma resta il fatto, che si identifica in altri accadimenti atroci e dunque finchè ci sara' vita ci saranno anche, nostro malgrado, purtroppo, questi episodi... Un grande abbraccio Frate' Grazie

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  67. bianca Demontis12 aprile 2010 22:16

    Non suscita meraviglia che la poesia ha avuto così tanto successo. C'è una zona d'ombra che crea fertile terreno a una infinità di interpretazioni... La notte della resurrezione è notte di attesa di un evento miracoloso, positivo. E tutti coloro che pregano, seppur intristiti da cupi pensieri e angoscie mantengono, intatta, la speranza. Ma quella madre, all'angolo, spalle al muro, non può che piangere la consapevolezza della fine. Non c'è speranza per lei, su questa terra. Forse, la cerca, l'attende, insieme a quel Dio...

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  68. Grazie Bianca, una stupenda disamina la tua,non c'è speranza per la mamma, non c'è speranza per nessuno quando si è perso un figlio o una figlia, la VITA non scandisce più i suoi tempi, è un motivo stonato, un vicolo cieco, una strada senza ritorno. Grazie Bianca meravigliosamente amica mia...ti sono grato...Bruno

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  69. Susanna Divo 14 aprile alle ore 16.40
    tema dolorosissimo caro Bruno....quanta sofferenza...la più terribile!!!
    Dobbiamo ringraziare ogni momento che ci viene regalato e viverlo con profonda consapevolezza......

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  70. Cara Susanna sono d'accordo con te e ti ringrazio affettuosamente per il tuo intervento che trascrivo con il coppia e incolla sul Blog...poi ti spieghero' come si entra...Ciao Bruno

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  71. Ti chiedo scusa per il ritardo.. solo ora hò aperto la posta. e tra itanti messaggi hò trovato questa tua nota molto triste , evoca una tragedia terribile..
    vite tranciate nel lor fiorire.. i loro sorrisi,
    sicuramente stavano ridendo scherzando,mi piace pensarli così... con il sorriso sulle labbra.
    scusa ma son commossa !! Emanuela
    ti ringrazio Bruno

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  72. Cara Emanuela, la tua commozione mi dice tutto, non aggiungo altro per non sciupare il tuo amore di mamma...Un abbraccio Bruno

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  73. Sai, ogni volta che da Pietro Castellino volto a destra in quella traversa a loro dedicata, mi ricordo di quella tragedia e rifletto...
    E' stupenda.
    Ti abbraccio.

    Gabriele Nocera

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  74. In fondo a tutti questi commenti cosa dire caro Bruno?mi hai fatto commuovere e mi hai fatto sentire ancor più il bisogno di mia madre che vive distante da me 800 km...
    le tue poesie sono musica...attraverso te sto apprezzando la poesia napoletana tant'è che il salotto letterario che sto organizzando sarà tutto imperniato dul vernacolo come patrimonio dell'umanità...
    Pensa...io siciliana che prova umilmente ad addentrarsi nel cuore della lingua napoletana...ma le origini sono le stesse..le radici affondano e riemergono dal meraviglioso mare di Partenope!
    Grazie Bruno...
    Angela Ragusa

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  75. Grazie Gabriele, ci ricordiamo amcora tutti di cio' che accadde e quando poi si è padri allora cambia anche lo stato d'animo e la ricezione di certe tragedia....Grazie ti abbraccio

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  76. Grazie angela, il tuo commento giunto in cosidetta Zona Cesarini, completa un mosaico di pareri e gidizi bellissimi che adornano di più questi versi scritti 26 anni fa...Ti rtingrazio dal profondo dell'animo e ti abbraccio Bruno

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