giovedì 27 maggio 2010

CREATURA DEL MARE di Deborah Mega


Mermaid (1901)
John William Waterhouse

Forma idrodinamica
spinta slancio
guizzo propulsione
fendente che divide il corpo
l’acqua al suo passaggio.

Vita non pullula
nel mondo sottoposto
ondeggiano alghe mute
irreali senza tempo
distese ovattate
di ombre e di silenzio.

Penetrano i raggi obliqui
negli anfratti misteriosi
rivelano anemoni
e corpuscoli sospesi
geometrie caleidoscopiche
di luci e di colori.

Mi mimetizzo mare
nella tua trasparenza
nell’acqua che è sorgente
di vita e di purezza
ormai ricordo antico
di ere primordiali.

Mi sfioro con le dita
le squame iridescenti
e poi riemergo ancora
acquamarina fluida
a respirare il cielo.


LA STRADA DELL'ORIENTE di Mario Salis

(Bozzetto di Bakst per Shéhérazade)
I treni dell'oriente 
tra il Gange e il Brahmaputra
li prendi al volo e il dhoti
per gli uomini è di seta

Le donne amano il sari
santificano colori
le mani giunte al cielo
gli occhi pieni di suoni

Nella camera dell'hotel
Ahsir di Istambul
dovo alloggio' Agata Christi
oggi bevono wyskey

Statue di tufo scalfite
dall'acqua dell'Eufrate
mi annunciano la Persia
un tappeto di favole udite

Le canfore d'argilla
piene di succo di sole
svelano i segreti
del crepuscolo orientale

La strada delle stelle
attraversa l'Anatolia
sponde corinte spezie
di un'anima che vola

Nel paese del non ritorno
ci si arriva a piedi nudi
e si lasciano in questo mondo
tutti gli ori tutti gli imbuti

Camminando sul cielo dell'Iran
Litanie di kilometri kurdi
attraversano la pianura
affamati di aria pura

La strada di Samarcanda
è un'orgia di sguardi fissi
mentre il vento iraniano
lacrima con gli occhi

Alla frontiera del tempo
nel miele del deserto
se ti offrono un fiore prendilo
asciuga il loro pianto

Nel deserto di Kevir
le caravane del petrolio
marciano trionfali
dalla terra verso il cielo

Adoratori del fuoco
sotto un sole di piombo
coltivano finocchio zafferano
oppio e vento

Scherazade ha lasciato
qui le sue traccie
in un'oasi di palme
un deserto pieno di salme

Civilizzazioni
impalate alla memoria
gridano vendetta
domandano vittoria

Un uomo ricco di sguardo
canta la morte del figlio
morto in Irak
in Babylonia come un coniglio

Nei libri della storia
non si percepisce il seme
che tanto ha dato frutti
che tanto ha dato pace

Chi aprirà la mia tomba
sarà il mio peggior nemico
cosi diceva il poeta
una sera ad un'amico

La strade dell'oriente
è una strada di fuoco
storia di meraviglia
madre della terra
splendida figlia





lunedì 24 maggio 2010

STUDIO LIRICO 31 (di fantasmi e d'ombre) di Francesco Palmieri

( Amedeo Modigliani, The Beautiful Roman Girl )
Che colpa ne ho io
se poi la foga arriva
e per quanto t'amo

(donna che mi saetti in cielo,
che se mi accosto
recito preghiere,
che mi fai muto
se non ho parole
colte di notte
quando ogni fiore è stella.
che non donna o carne
animale femmina
ma solo soffio,
un respirare l'aria)

che colpa ho io
se poi la furia arriva
e per quanto t'amo

bramo

(donna che imploro
senza la tunica addosso
con le ali slacciate
aureole e luci
sul pavimento
e tu azzurro disteso
fra lenzuola pulite,
lo spazio l'eterno
fra i capezzoli e il seno,
il ventre una nuvola
e fra le cosce il nido

dove ebbro mi accascio
per stanchezza di volo
per la migrazione infinita
lunga tutta la vita

e mi addormento nel bacio,
forse sogno e poi rido.

Finalmente riposo.)