giovedì 27 maggio 2010

LA STRADA DELL'ORIENTE di Mario Salis

(Bozzetto di Bakst per Shéhérazade)
I treni dell'oriente 
tra il Gange e il Brahmaputra
li prendi al volo e il dhoti
per gli uomini è di seta

Le donne amano il sari
santificano colori
le mani giunte al cielo
gli occhi pieni di suoni

Nella camera dell'hotel
Ahsir di Istambul
dovo alloggio' Agata Christi
oggi bevono wyskey

Statue di tufo scalfite
dall'acqua dell'Eufrate
mi annunciano la Persia
un tappeto di favole udite

Le canfore d'argilla
piene di succo di sole
svelano i segreti
del crepuscolo orientale

La strada delle stelle
attraversa l'Anatolia
sponde corinte spezie
di un'anima che vola

Nel paese del non ritorno
ci si arriva a piedi nudi
e si lasciano in questo mondo
tutti gli ori tutti gli imbuti

Camminando sul cielo dell'Iran
Litanie di kilometri kurdi
attraversano la pianura
affamati di aria pura

La strada di Samarcanda
è un'orgia di sguardi fissi
mentre il vento iraniano
lacrima con gli occhi

Alla frontiera del tempo
nel miele del deserto
se ti offrono un fiore prendilo
asciuga il loro pianto

Nel deserto di Kevir
le caravane del petrolio
marciano trionfali
dalla terra verso il cielo

Adoratori del fuoco
sotto un sole di piombo
coltivano finocchio zafferano
oppio e vento

Scherazade ha lasciato
qui le sue traccie
in un'oasi di palme
un deserto pieno di salme

Civilizzazioni
impalate alla memoria
gridano vendetta
domandano vittoria

Un uomo ricco di sguardo
canta la morte del figlio
morto in Irak
in Babylonia come un coniglio

Nei libri della storia
non si percepisce il seme
che tanto ha dato frutti
che tanto ha dato pace

Chi aprirà la mia tomba
sarà il mio peggior nemico
cosi diceva il poeta
una sera ad un'amico

La strade dell'oriente
è una strada di fuoco
storia di meraviglia
madre della terra
splendida figlia





22 commenti:

  1. Namaste Mario, percorrendo con te la via della seta nel mondo magico da Khiva attraverso il deserto rosso, ammirando con stupore Samarcanda, ci fai sognare il volo su un tappeto ricamato di papaveri...Assalom Mario, Navro'z, e il tuo canto si intona ai racconti di Scheharazade, facendoci percepire l'acre-dolce profumo dell'incenso Potala che impregna l'atmosfera dal Gange fino al Brahmaputra, inebriando i nostri sensi.
    Il tuo viaggio ci fa sognare le strade dell'oriente, l'eterno mondo magico e misterioso, pieno di fascino inesprimibile, se non con l'inchiostro di un grande poeta come te...e questo capolavoro con un sottofondo musicale da te composto, facendoci sedurre dalla tua voce sensuale. estasiante. Grazie Mario.

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  2. Che incanto di paesaggi, suoni, impressioni, immagini...si cammina lungo la via della seta, si incontrano occhi e mani giunte, odori e terre lontane dove altre vite corrono, sperano, lottano, così lontane eppure così uguali a noi, l'uomo e la sua aspettativa di felicità e amore è uguale ovunque.
    Grazie, l'ho "bevuta" come un tè nel deserto, vi abbraccio, buona giornata!

    Tatiana Andena

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  3. Grazie Mario, ci prendi per mano e ci fai ammiarre posti incantevoli, provare emosioni e sensazioni uniche, La terra delle meraviglie, dei misteri,dove le vite sono anche incerte, però desiderose di amore he non conosce confini. La terra varia arida e anche generosa che fa spuntare un fiore. Socchiudo gli occhi e cntinuo con te questo straordinario viaggio
    Antomio Lanza

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  4. ...grazie a te Mario ..ho sognato..ho viaggiato in qst terra misteriosa..difficile ma tanto anelante d'amore... un abbraccio a Gloria..Carmen Pettinaro

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  5. Hilde..il tuo commento meriterebbe una sinfonia di zampilli e profumi di Oriente :)

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  6. Un mondo che amo e in cui mi reco spesso, ma che è stato sempre calpestato e e sfruttato dall'Occidente, da tutti i popoli europei e dali Usa, sin dai Romani. Poi Le crociate, e tutto il resto che conosciamo. Ho visto le rovine di Cartagine e ho pensato che in quella desolazione attuale prima ci dovesse essere un popolo civilissimo. E' quello che ... Mostra tuttodice Mario in questa bellissima poesia e nei modi della sua musica che ricalca quelli d'Oriente,o Sud del mondo. Nello stesso tempo il brano esalta quelle splendide terre. :))

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  7. Apolides Apolidesonline


    e si sente che li ami.devi anche conoscerli bene e a fondo.
    Io invece non ne conosco nulla, ora che con il tuo lavoro mi hai consentito di scoprire questa porta, potrò tornare ad aprirla e imparare le cose nuove di cui ho-abbiamo bisogno.
    Detto questo..................bellissima, grazie !!!

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  8. Si Gloria..è un canto triste il mio..disperato...eppure mi piace mostrare il suo volto meraviglioso e uno splendore ancora intatto malgrado le iniquit... Mostra tuttoà che l'occidente ha perpretato in queste terre..l'anima del popolo si esprime in musica e la loro è meravigliosa...spesso l'Occidente crede di essere il fulcro dell'umanità...ma io non credo proprio..il centro del mondo sta dalla parte di chi è stato soprafatto e usurpato della propria dignità..e perdippiù costoro ancora oggi insegnano l'umiltà la sagezza..il rispetto della natura sotto ogni forma vivente.la crescita del proprio mondo e di quello altrui..questa mia melopea è un modesto omaggio a tutti questi popoli che restano ai miei occhi splendidi e ricchissimi di cielo ;)
    Mario Salis

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  9. Mi collego alla precedente osservazione di Mario.
    In effetti, nelle rappresentazioni cartografiche a seconda del punto di vista di chi realizza la carta, si ha una diversa “interpretazione del centro” dunque dell’ ”importanza” di una parte del mondo rispetto ad un’altra. La rappresentazione eurocentrica ha finito per imporsi per tradizione e perché le prime carte moderne sono state disegnate da esploratori e da cartografi europei. Ciò non impedisce però che il mondo possa essere rappresentato in modo diverso: la rappresentazione ci apparirebbe insolita ma sarebbe ugualmente corretta.
    E’ una terra affascinante e misteriosa quella che descrivi. Oltre alla preziosità e all’esotismo nella scelta dei vocaboli, diffuse per tutto il testo, mi ha colpito la strofa

    “La strada di Samarcanda
    è un’orgia di sguardi fissi
    mentre il vento iraniano
    lacrima con gli occhi.”

    Mi sono talmente immedesimata in questi versi e nella musica che li accompagna (azzeccatissima la scelta dei timbri, sitar e bonghi),che ho sentito quel vento sul viso e ho visto quegli sguardi. Gli occhi scuri di un popolo triste e sfortunato ma dignitoso. Complimenti Mario e grazie per questo dono.

    Deborah Mega

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  10. Pina Lanzetti

    Non solo una poesìa...anche il rendere vivo il racconto ideologico. Uno sguardo nel passato e allo stesso tempo nel presente, di una popolazione che soffre le pene delle sue origini

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  11. Ashoka Lama

    Che bella Mario, le parole la musica.. mi piace.
    La filosofia orientale ci aiuta a ritrovare il nostro centro …. Come dice Ghandi, Scopri l’amore e fallo conoscere al mondo..

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  12. Mimmo Liguoro

    Emozione della poesia , nodo della ragione : Oriente , cattiva coscienza dell' Occidente

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  13. tappezzata di suoni profumi ambrati, vividi colori è la strada dell'oriente, m anche di dolori, di scimitarre, di sangue... amore per la terra, incanto di mistero, amicizia e odio, un mix inebriante
    Francesca Varagona

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  14. Marilena Riello

    Splendida Mario poeta. Immagini parole e musica! un ritmo trascinante come un tornado, riuscisse da sola a spazzar via le ingiustizie vecchie e nuove... Sempre unico tu (:

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  15. Quanti di noi sanno che mentre in Europa si bruciavano i libri, si dava la caccia alle streghe e quella che oggi chiamiamo “cultura” era pressoché limitata agli studi teologici, in Oriente ci fu lo splendore delle scienze, si studiava la medicina, l’ottica e l’astronomia in maniera assolutamente moderna e rivoluzionaria? Sicuramente pochi…

    Ciò è dovuto in gran parte al bagaglio culturale che ognuno di noi possiede. A scuola la storia chiaramente viene insegnata sotto un’ottica eurocentrica, è dunque normale avere una visione distorta, o meglio, parziale degli eventi. Le politiche adottate dai nostri governi, poi, hanno sicuramente influito sulla formazione di uno stereotipo abbastanza negativo dell’ “Oriente”. Nell’immaginario collettivo europeo i popoli orientali appaiono come antiquati, saldamente legati alle proprie tradizioni e ostili alle innovazioni.

    F. Giorgi

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  16. silvia calzolari28 maggio 2010 05:07

    Mario ci conduce in un viaggio d'oriente....passo dopo passo....immagine dopo immagine...in visioni di contrasti e di splendori. Si assapora la natura unica in mille sfaccettature, si "odono" sguardi di visi (racconti) di memoria storica e di visi moderni che vivono e si muovono. Una realtà semplice di grande fascino antico e di profonde ferite stratificate. Un mondo lontano....sofferente, umile e dolente per le ferite inferte, che ha pagato e sta pagando i soprusi del nostro "civilizzato" occidente. Versi partecipati che superano difficoltà con occhio di meraviglia e di sensibile e profonda percezione della bellezza. Ammmaliata in fascino dalla tua poetica Mario....ringrazio!

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  17. silvia calzolari28 maggio 2010 05:12

    Straziante....incalzante...in ritmi caratteristici...la musica che ci regali in questo tuo video di forte impatto. La strada dell'Oriente....strada di fuoco e di dolori....in poetica tua voce ricca e fortemente comunicatrice! Splendido!!!

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  18. Sei tanto indignato per questo scempio di civiltà e di esseri umani,che qui viene accompagnato dall'ammirazione per le civiltà che vorrebbero soffocare, che hai scritto già un'altra canzone di rabbia e protesta....

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  19. Fantastico video, accompagnato da un canto fatto con l'anima... bravissimo Mario, mi hai riportato in India, in Cina, in Egitto con la tua musica e le tue parole!
    Grazie, Salvina

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  20. Il miglior ringraziamento è sentirsi uniti in un solo abbraccio cosmico ..grazie a voi tutti per esservi posati nel mio sogno :)

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  21. Un viaggio per strade note e ignote, vissute e ricordate, raccontante con ritmo incalzante che non consente pause, è un andare del treno che è nelle nostre fantasie di fuga: l'Oriente, luogo geografico e mitico a un tempo, che da sempre affascina.
    Per secoli, l'Occidente ha guardato all'Oriente con un misto di fascino, timore e ammirazione, ne ha esplorato i territori, è entrato in contatto con i suoi popoli e le sue merci.
    «Ma l'Oriente è anche una terra immaginaria, su cui proiettare i propri desideri e i propri fantasmi, o dove aggirare i divieti». Eccolo il senso, secondo me, della ballata di Mario, che attraversa vita e morte.
    Illuminando lo sguardo di un “incallito” occidentale illuminista eurocentrico, illuminando un mondo incomprensibile nelle sue gioie e nelle sue sofferenze.
    Ma, ahimé, quanta sofferenza ulteriore è capace di esportare l’uomo occidentale nelle terre d’Oriente: ed è disorientante il salto che Mario ci costringe a fare dai luoghi di Sherazade ai luoghi della morte della guerra, di oggi, “nostra”, quanto sono nostre le incapacità di comprenderle davvero, le strade dell’oriente; forse, a mala pena, riusciamo solo a enunciarle, con quella irrimediabile nostalgia di qualcosa che ci attraversa nel profondo.

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  22. Manilo...si il viaggio interno..scoprire e guardarsi dentro...il nostro Oriente...il nostro Occidente..esiste una differenza tra la mia mano destra e sinistra ? tra il mio occhio destro e sinistro ? esiste davvero poi una differenza tra l'Oriente e l'Occidente ? la strada più difficile è proprio la via interiore...e tu hai saputo coglierne tutti i suoi sottintesi. Di cio' ti ringrazio Manilo :)

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