lunedì 24 maggio 2010

STUDIO LIRICO 31 (di fantasmi e d'ombre) di Francesco Palmieri

( Amedeo Modigliani, The Beautiful Roman Girl )
Che colpa ne ho io
se poi la foga arriva
e per quanto t'amo

(donna che mi saetti in cielo,
che se mi accosto
recito preghiere,
che mi fai muto
se non ho parole
colte di notte
quando ogni fiore è stella.
che non donna o carne
animale femmina
ma solo soffio,
un respirare l'aria)

che colpa ho io
se poi la furia arriva
e per quanto t'amo

bramo

(donna che imploro
senza la tunica addosso
con le ali slacciate
aureole e luci
sul pavimento
e tu azzurro disteso
fra lenzuola pulite,
lo spazio l'eterno
fra i capezzoli e il seno,
il ventre una nuvola
e fra le cosce il nido

dove ebbro mi accascio
per stanchezza di volo
per la migrazione infinita
lunga tutta la vita

e mi addormento nel bacio,
forse sogno e poi rido.

Finalmente riposo.)



24 commenti:

  1. una poesia bellissima, fatta di immagini, movimenti come voli infiniti, e simboli femminili accennati eppure intensi.Mi colpisce il nido, il riposo, amore come abbandono e meta, pace, quel bramare che conduce alla pace, credo che in questo sia racchiuso il senso della vita.
    Grazie e complimenti!
    Tatiana Andena

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  2. ... "dove ebbro mi accascio per stanchezza di volo per la migrazione infinita lunga tutta la vita"... che bei versi... grazie...
    Pino Soprano

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  3. ..ke meraviglia Francesco...l'amore al centro dell'universo...x me è tutto..senza nn si vive...grazie mille x qst splendidi versi.. un abbraccio a Gloria..Carmen Pettinaro

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  4. ...e nella quiete continuano a vibrar mille saette ancora, che si addensano in tensione nel bacio dell'approdo. Permane l'impeto furente che vuole scagliar le stelle ad una sponda....ma io non vedo "riposo" in questa sosta.

    Bella poesia davvero, caro Francesco
    Leopoldo Costabile

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  5. Stupenda Franncesco, tutta eros e delicatezza. Una sensualità dolce e un profondo desiderio d'amore, che si placa , solo un soffio un respirar d'aria e poi l'estasi. Forse è la più bella poesia che abbia letto su questo argomento.

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  6. Antonio Ciminiera

    E' semplicemente una poesia "fantastica", di una musicalità incomparabile, sensuale, delicata. Francesco non vi sono parole per descrivere questo capolavoro...sei un Maestro!

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  7. Maria Grazia Basile

    "...l'animo sensibile che pgni donna sogna nel proprio uomo...va beh....almeno sappiamo che esistono persone cosi.....complimenti è splendida

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  8. Non ci sono aggettivi sufficienti per questa splendida poesia dove l'estro e la fantasia dell'autore raggiungono il massimo del lirismo e dell'intensità.L'amore come senso della vita e di essa il centro,descritto con toni ardenti seppur leggeri in un'armonia incomparabile,tra bramosia e pace tra sensualità e spiritualità.Un vero capolavoro esaltato da una rara e incomparabile sensibilità. Ren

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  9. poesia di sublime bellezza, un fluire di passioni e immagine rincirse, desiderate, appagate. L'amore che scorre come acqua pura con una delicata dolcezza, un amore pudico intenso, carico di una passione estrema, ppi la pace, un sorriso...
    Belle combinazioni immagini e musica.
    Complimenti
    Antonio Lanza

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  10. Attimi di un'altra dimensione i tuoi Francesco :)

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  11. amore ed erotismo saggiamente accopiati,come sua natura ,in questi versi


    Gilberto Fanfani

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  12. Molto bella! Mi è piaciuto molto questo gioco fra donna idelaizzata ma anche del tutto concreta e di carne, bellissimo il nido tra le cosce.
    Immagini che ben rendono il concetto. Donna che è sensualità ma anche approdo, approdo naturale, di cui non si ha colpa.
    Bella!

    Federica

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  13. C’è un mondo di sentimenti trattenuti, di emozioni nascoste, un dramma interiore che non trova soluzione dietro questa lirica meravigliosa.
    Un magma incandescente fatto di impeto, di estasi non completamente vissuta, di sacro e di profano, un amalgama sapiente di sensualità, raffinatezza e musicalità. Ti ispiri a una donna capace di elevare fino al cielo ma in grado anche di abbattere, che non si rivela, non si esprime nella sua carnalità, per restare un soffio, un respiro, un sogno. Una donna angelo “venuta da cielo in terra a miracol mostrare”, di fronte alla quale “ogne lingua deven tremando muta”, unico sprone è a recitar preghiere. La immagini mentre si slaccia le ali (come fosse un’interprete di sacre rappresentazioni) e si disfa dell’aureola e dell’alone di santità, lasciandoli cadere sul pavimento come fossero vestiti. Ciascun elemento fisico della donna e del luogo ( il seno, il ventre, il non detto ma alluso, la perifrasi “fra le cosce”, le lenzuola pulite) è sublimato, appartiene alla natura non all’uomo, perché è il cielo, lo spazio, l’eterno, la nuvola, il nido.
    Poi c’è l’ebbrezza successiva all’amore, l’accasciarsi, l’abbandono cui ci si lascia andare dopo il volo, la migrazione continua, infinita, tipica degli uccelli migratori.
    Che colpa ne hai? Nessuna. La colpa consiste solo nell’aver scelto di amare, nel lasciarsi andare e nell’aver voluto amare proprio una donna in particolare. Ma tu ti addormenti nel bacio, sogni poi ridi e finalmente riposi…
    Anche la sinfonia di Vangelis mi sembra molto adeguata alla lirica. La melodia eseguita al pianoforte introduce visioni eteree e angeliche, ed è accompagnata da accordi lenti e sognanti; solo dopo il glissando intervengono gli archi. I toni si incupiscono sempre di più. Cambia anche il ritmo per giungere al crescendo finale in cui la drammaticità raggiunge il massimo ed è espressa dall’aggiunta dei corni dal timbro penetrante e dei violini che eseguono il loro fraseggio con intensità crescente. Infine l’ostinato che continua fino alla fine smorzandosi nel pianissimo…

    Deborah Mega

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  14. Gabriele Prignano25 maggio 2010 03:43

    Gudico Francesco uno dei rari, autentici talenti che FB possa vantare. Valuto positivamente quanto più conta in una poesia: la sua carica, la sua benefica energia, il suo "peso" reale, in termini di sentimenti. Ma non nascondo il mio imbarazzo di fronte alle parentesi, che provocano (almeno in me) una strana sensazione di discontinuità, come freno ad un'ispirazione unitaria, lineare.
    Complimenti, comunque, mio caro amico. Quando una poesia è grande, tale resta, a dispetto di giudizi più o meno meditati.

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  15. Ringrazio Gabriele , Federica, e tutti, ren e...Mi piace molto che deborah, con la sua cultura musicale abbia apprezzato il brano del mio amico Vangelis Patsalis, che mi sembra s'intoni alla forza e alla dolcezza dell poaesia di Francesco. Ieri sera, dopo aver letto la poesia di Francesco, ho sentito l'esigenza di pubblicarla e ho impiegato ,come sempre, un po' del mio tempo a cercare il brano musicale adatto e l'immagine, ciò che mi costa un certo impegno, che viene ricompensato dalla vostra attenzione.
    Vi abbraccio

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  17. Sublime percorrere le sensazioni di questa poesia, complimenti Francesco.

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  18. Solo ai poeti è dato penetrare nelle trame d'amore. L'amore diviene allora uno strumento che raccoglie la dinamica degli opposti. amore di dono e di possesso,desiderio assopito nel vento,da raggiungere nel profondo di sè, nelle fibre del corpo. E' quel che succede in questa poesia, l'amore di sè diviene amore di dono, alla cosa più grande che diviene si innalza. e finalmente è riposo.

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  19. Veramente stupenda e intensa. Però leggendo e rileggendo la poesia
    ho percepito una sensazione
    di narcisismo maschilista,
    ma può darsi che mi sbagli
    :-)

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  20. silvia calzolari26 maggio 2010 03:48

    Forza e delicatezza, corpo/spirito, passione e sublimazione. Corporeità in eleganza travolgente, soffio e un respirare l'aria. I tuoi versi sono un turbine che avvolgono e avvinghiano, suscitano emozionali contrasti e naturali impulsi. Si proiettano immagini di bellezza/estasi in una corsa che poi raggiunge il sorriso...e il riposo. Illuminata, piena e vitale energia poetica...che è foga d'amore meravigliosa!!! Grande Francesco!!!

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  21. Togliendo i lunghi brani tra parentesi di questa bella poesia, leggiamo: Che colpa ne ho io/ se poi la foga arriva/ e per quanto t'amo/ che colpa ho io/ se poi la furia arriva/ e per quanto t'amo/ bramo.

    Iniziamo da questi versi.
    C'è la persona in tutta la sua completezza: intelligenza (è una persona che si pone domande), amore, istinto (foga, furia). Questa persona però non riesce ad allontanare un oscuro senso di colpa.
    Qui dobbiamo distinguere.
    C'è un senso di colpa immotivato, legato a disorsioni perbeniste e borghesi che ci sono state in qualche modo tramandate e che purtroppo ai nostri giorni si stanno trasformando in distorsioni nichilistiche che, alla fine, portano alla domanda (immotivata anche questa): "Che colpa ne ho io di esistere".
    Ma c'è anche un "senso di colpa" motivato e su questo, secondo me, si ferma l'attenzione del poeta. Forse "colpa" non è la parola esatta ma non ha importanza. La persona sensibile sente che dentro sé stesso qualcosa non va; non c'è quell'armonia tra le varie parti dell'uomo, che uno pure riesce a intravedere, a contemplare. Perché questa disarmonia? Perché queste dissonanze innegabili che ognuno sente dentro di sé (negarle significa negare l'uomo). Perché questi squilibri che fanno spesso prevalere la parte istintiva sulla parte razionale dell'uomo, sulla volontà e sullo stesso amore?
    Perché questi contrasti che percepisco dentro me stesso e che mi inducono questo oscuro senso di colpa originale?

    E arriviamo alle due lunghe parentesi che esprimono splendidamente uno dei modi di questo contrasto rappresentato nella figura di una donna. Il problema è affrontato in pieno, senta tanti giri di parole.

    La prima parentesi fa pensare alla donna del dolce stil novo, punto già messo in evidenza da Deborah (mi saetti in cielo ... se mi accosto recito preghiere ... non donna o carne animale femmina ma solo soffio, un respirare l'aria). Questa donna diventa metafora della vita interiore (San Paolo direbbe "l'uomo pneumatico", appunto: soffio, un respirare l'aria). Espressione della innegabile esigenza dell'uomo verso lo spirituale.

    Nella seconda parentesi compare la carne. La donna nella sua essenza carnale, anche questa innegabile esigenza dell'uomo. Il poeta addirittura implora (gradevolissima ironia!): via la tunica, ali slacciate, aureoli e luci sul pavimento. Dall'azzurro del cielo la donna viene spogliata; resta l'azzurro che però è disteso tra lenzuola pulite (ancora l'ironia!). L'eternità, che leghiamo alla capacità dell'uomo di percepire lo spirituale, si incarna in una immagine bellissima (climax dell'ironia): l'eternità si trova tra i capezzoli e il seno ...
    Come già ho scritto commentando un'altra poesia di Francesco, la nostra devastazione a-culturale attuale, secondo me, dipende paradossalmente da un eccessivo predominio che è stato concesso alla prima immagine di donna (lo spirituale) a danno della seconda (la carne, il corpo). Forse abbiamo dimenticato che il Verbo si è fatto carne. Carne.

    Il poeta cerca di riequilibrare lo squilibrio, cosa per niente facile né definitiva. Nel bacio della seconda immagine di donna si accascia, ebbro per stanchezza di volo, e si addormenta, forse sogna.

    La fine è formidabile. Poi rido. Cioè ritorno uomo pienamente e traduco ciò in una caratteristica tipicamente umana: la risata.
    E finalmente riposo. E a questo punto non riesco a trattenere una puntina di invidia verso l'amico Francesco.

    Francesco Enia

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  22. Paola Maria Leonardi26 maggio 2010 15:09

    Una Lirica veramente bella, da leggere, da comprendere, ci si identifica perchè quando l'amore vero prende, i nostri sensi vengono catapultati in un vortice di emozioni profondissime...
    Dopo il tumulto ,segue la consapevolezza dell'attrazione ed infine la pace..........
    Solo chi l'ha provato, può scrivere e trasmettere così bene!
    Se fosse un dipinto lo paragonerei ad unan tela di qualche pittore francese dei primi del 900', esistenzialista, amante e adepta di quella corrente che considera il sentimento un qulacosa di maledettamente vivo e vero!
    Complimenti all'autore
    Paola Maria Leonardi

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  23. Grazie ad ognuno, con gratitudine vera e profonda.
    Un supplemento di riconoscenza a Deborah (mai precipotosa nella sua interpretazione e finalmente di nuovo fra i miei "commentatori") e a Francesco Enia, dalla cui esegesi mi sento compiaciuto e lusingato; direi che è sempre una fortuna colpire il suo interesse, soprattutto per il ritorno in consapevolezza e spessore culturale ed umano.
    Grazie.

    Francesco Palmieri

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  24. ...e naturalmente un graaaaaaazzzzzzziiiiieeeeee a Gloria, infaticabile e invitta promotrice di cultura (poetica) e stimoli a persistere!
    Un abbraccio.

    Francesco Palmieri

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