venerdì 16 luglio 2010

T'aspetto come mare
disfatto d'autunno,
amplesso d'onde
di gelo e filigrana.

Risplendi parole
salice carico di pioggia
protesa carezza di croce,
mano lontana.

Sei tenera crisalide
nell'armonia del sogno,
spiga di grano
linfa di farfalla.

Nocciolo di vita
sotto l'eterno assedio della luna,
col candore della carne
sfiori il silenzio delle tentazioni
scivoli sulla pelle.

Hai il sole nel grembo
nudo straniero al tempo.

Gelso nel cuore,
sprofondi muto come tramonto
canto di cicala
essenza d'ombra.

Sposo alle mie labbra
nella nenia dei giorni
nel pianto d'ulivi mossi dal vento

sei l'estremo ultimo canto.

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