martedì 31 agosto 2010

LA STANZA di Pino De Stasio



(Lucian Freud, The Painter's room)



consegno il mio corpo alla notte
il solito odore conquista la stanza
rossi gerani sul davanzale
ad aspettare il giorno
chiudo la porta
spengo la luce
ritrovo il mio corpo stamane
stupito da tanto abbandono
mi alzo tra i piedi un inciampo
l'innaffiatoio
i fiori in attesa dell'acqua
sul balcone fiorito
raccolgo terriccio
nel vaso coperto di terracotta
brevi punture d'insetti
zanzare al mattino
piccoli sgorghi di sangue sull'avambraccio
e la caviglia pianta nuda sul marmo
lascia l' impronta al calore del giorno
un calzino poi due
le scarpe
e un pantalone
non mio
quello di jeans
aggrinzito e disfatto
ripiego
sotto al cassetto tra le coperte in ciniglia
palline biglie bianchi cubetti
e' naftalina , canfora
quella per tarme
 (Copyright © 2009)



martedì 17 agosto 2010

MA LA TARTARUGA NON ROMPERÀ MAI DA SÉ IL SUO SCUDO di Piero Lo Iacono

(dall'album: huiles di Manuela Chatel)

Ma la tartaruga non romperà mai da sé il suo scudo.

Raggomitolato in un cappotto di nebbia
brandisco l’ombrello come una spada.

Pigne rotte a terra una vecchietta sgrana.

Ho setacciato le vie e le ho svolte filo per filo.
Ma è sempre più difficile riannodare
i tanti filamenti sfilacciati, 
le sartie tagliate.

Ho bisogno di sentire che parlo a qualcuno.
Chiederei ancora 
se sapessi
che la domanda verrebbe ascoltata.

Non pensare -vizio da masse-
forse è la prima igiene da prescrivere.
Non pensare se non a se stessi.

Se gli uomini avessero solo una vaga idea
della paura che hanno i laghi di asciugarsi…

Il sigillo crudele non rivela.
La verità, il senso passano
mentre noi parliamo,
irretiti di nessi e legami
a un’esistenza metamorfica, orfica.

Le cose vogliono essere quello che sono?

L’impercorribile è senza nome:
esperienze innominate,
esplorazioni impercorse,
profumi e suoni anonimi.
L’imprendibile ci fomenta.
Vite per forza (senza buona volontà).
Tolda o tomaia purché da cavità risalga.
Di bestemmia in preghiera
Mi smeriglio e mi smaglio.



lunedì 16 agosto 2010

MUSICA PER GATTI di Francesco Tontoli



(puntin e gli altri di Carla Di Napoli)


I
Io ho un gatto nero
(arturo)
accarezzandolo contropelo
accade che il pelo
con il morbido miracolo
dell'imposizione delle mani
diventi così tutto a un tratto
anzi per segmenti
a volte bianco.
A volte la luce
mi inganna
e la musica del mio gatto
mi dice
la verità.

II
Gatto che attraversi la mia mente
come in una strada di sera,
io entro nei tuoi sogni audacemente,
appena turbati da quel ratto
che scappa tra i rifiuti di una periferia desolata
malamente illuminata da un lampione
che, più che fare luce, oscura di fatto
quel tratto di strada di pensiero
che mi ossessiona tamburellando, ripetendo
il ronfare trapanato della tua trachea:
gatto onirico, animale mitico, nero,
se accendi l'occhio verde,
io sento che pur dormendo ,
canti.

III
L'agguato che ti ho teso
con la mia zampa vellutata
ha provocato un mezzo cataclisma:
la tenda sfilacciata è crollata
sul pianoforte a coda,
e ne ho tirato fuori
un aforisma.

IV
L'aforisma è:
" Tanto va il gatto al dardo, che ci lascia il cuoricino"



tu y solo tu, has enseñado a mi alma tu querer di Eroma Mariodimeglio

( di Eroma)

Il mio è un essere mai sazio delle tue labbra

; come dei tuoi silenzi

...e nella tua assenza

creo il suono dei tuoi passi tra le foglie.

Mai sazio dello scorrer del tuo sorriso

come fiume che straripa

...e della tua pelle di nocciola.

Così come quando sorgon i tuoi occhi

il mare ricopre la mia terra

ed il mio povero cuore diviene un'isola nell'infinito!




UN ANGELO FRAGRANTE di Enrico Cinà

(foto dall'album di Roberto Ferri)


Ma gli angeli sanno di biscotto?
Perchè quando sento il tuo profumo
vorrei mangiarti,
mia croccante.

E i putti sanno di rose,
profumano di gelsomino?

Stempero così il mio desiderio.
Ma dal sublime al sensuale
quanto poco è lo scarto.

Bella come il cielo,
gustosa come panna morbida.

Così -
non bastasse la dura realtà -
continuo a salire
scale di cristallo
verso il punto supremo
in cui nulla più saprò
di me,
di te
ma tutto
di noi-UNO.





SENZA GHIRIGORI di Alberto Cabeza


(L'illustrazione è di Silvana Giordano)



Ti voglio nuda e semplice
Senza ghirigori né orpelli
Senza mistificazioni, NUDA
Voglio solo amare sublime
Ogni tua imperfezione
Antiestetica o distonica
Voglio baciare la tua verità
Adorare le tue paure intime
E farne piacere e sicurezza di noi.
Bramo la semplicità splendida
Tu il neo deciso che mi prende
Che attira le mie labbra
Che accende il mio dire e l’ardire
Voglio i tuoi pensieri
Aperti più delle cosce
Ti voglio nuda e semplice
Senza ghirigori né orpelli.




domenica 1 agosto 2010

DONNE AL BAZAR di Tatyana Andena

(Bazar turco, Archivio Fotografico Iconotec Royalty free)

 



Camminavano nel bazar
e attraversavano strade piene di taxi, autobus, tutti nella corsa
riservata ad uomini.
coperte nel caldo atroce, coi figli attaccati alle gonne.
Occhi assenti, pallide,
uteri camminavano per Izmir,
erano uteri, seni, erano volti giovani ma appassiti.
Le ho guardate.
Le ho sentite gridare nel frastuono dei clacson.
Urlavano amore
o forse
cosi piegate 
avevano la dignita d non sperare più. 
Rassegnazione é dignità.
Togliersi da una platea di maschere che sperano
e tenersi i sogni cuciti nella carne,
come un tatuaggio di chi sa come é la vita
di chi si ferma a guardarla e non respira più
l'infinito.