lunedì 16 agosto 2010

MUSICA PER GATTI di Francesco Tontoli



(puntin e gli altri di Carla Di Napoli)


I
Io ho un gatto nero
(arturo)
accarezzandolo contropelo
accade che il pelo
con il morbido miracolo
dell'imposizione delle mani
diventi così tutto a un tratto
anzi per segmenti
a volte bianco.
A volte la luce
mi inganna
e la musica del mio gatto
mi dice
la verità.

II
Gatto che attraversi la mia mente
come in una strada di sera,
io entro nei tuoi sogni audacemente,
appena turbati da quel ratto
che scappa tra i rifiuti di una periferia desolata
malamente illuminata da un lampione
che, più che fare luce, oscura di fatto
quel tratto di strada di pensiero
che mi ossessiona tamburellando, ripetendo
il ronfare trapanato della tua trachea:
gatto onirico, animale mitico, nero,
se accendi l'occhio verde,
io sento che pur dormendo ,
canti.

III
L'agguato che ti ho teso
con la mia zampa vellutata
ha provocato un mezzo cataclisma:
la tenda sfilacciata è crollata
sul pianoforte a coda,
e ne ho tirato fuori
un aforisma.

IV
L'aforisma è:
" Tanto va il gatto al dardo, che ci lascia il cuoricino"



15 commenti:

  1. Il gatto è stato da sempre considerato uno dei più misteriosi ed affascinanti animali, ed è per questo che da sempre i poeti intrattengono
    con lui un rapporto molto stretto, una complicità che, penso, si possa instaurare solo fra creature a loro modo molto simili e rispettose
    dell’altro.

    Anche Baudelaire, uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, amava questa piccola tigre, e sono tre i suoi componimenti dedicati al gatto,
    si dice scritti in momenti di raccoglimento spirituale in seguito alla delusione causata dalla censura dell’opera “Les Fleurs du Mal”
    I fervidi amatori e gli austeri sapienti
    amano, quando giunga l'età crepuscolare ,
    i gatti grandi e miti,vanto del focolare,
    freddolosi com'essi e com'essi indolenti.
    Amici del sapere,famelici d'ebrezza,
    ricercano il silenzio e l'orror delle tenebre.
    Ades li avrebbe scelti per il suo cocchio funebre,
    se potesse aggiogarne la indomita fierezza.
    Prendono a volte in sogno i gravi atteggiamenti
    delle sfingi accosciate negli immensi deserti
    in un sopore eterno e senza mutamenti.
    Sprizzan, lascivi, i lombi elettriche faville:
    àcini d'oro a mille - grani di sabbia inerti -
    vagamente costellano le ascetiche pupille.

    Anche per Francesco il gatto è una creatura a lui vicina, che ha a che fare col suo mondo onirico, con un canto misterioso, quindi col sè, con la sua personalità e il suo mondo.
    Ma a un certo punto s'identifica a tal punto col felino, che gli tende una trappola,lui stesso con la zampa di velluto,solo apparentemente di velluto, perchè è graffiante e pericolosa, e, aun verto punto il gatto Francesco uccide il felino di casa,con un'agguato domestico.
    Ironica poesia, un po' cattiva, che si chiude col cuoricino scoperto del gatto ormai squartato. Ma il cuoricino è anche quello di Francesco, che ha spesso ascoltato la sua musica, la verità dei suoi versi e di quello che suona, di cui sembra saturo, tanto da decidere per un momento di far tacere tutto,anche la musica dei gatti

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  2. Francesco è uno dei pochi che continua a stupirmi ed emozionarmi, senza averne l'intenzione, senza calcare la mano su facili eccessi, ma con il tanto che ribolle (è una mia sensazione, of course! non posso dirlo con certezza...) nel suo modo di essere e quindi di scrivere.
    Il gatto è per lui una magnifica occasione perfettamente colta in cui esprimere la sua cultura e le sue doti di raccoglitore e contadino della parola.

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  3. Il post precedente è mio.

    Alessandra Fanti

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  4. "Il piccolo conquistatore senza patria" così lo definisce Pablo Neruda nella sua splendida ODE AL GATTO. Il gatto è l'animale più affine all'artista:imprevedibile, sornione, menefreghista eppure capace di dolcezza e di "conquiste" apparentemente difficili o impossibili. Trovo i versi di Francesco simpaticissimi nella loro evidente ironia tendente a celare grande amore per questa piccola, sorprendente creatura. Li trovo anche molto efficaci ed eleganti. Complimenti
    Alberto Cabeza

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  5. Si potrebbe dire ,parafrasando un antico proverbio:"Scherza coi matti e lascia stare i gatti",in quanto, nella loro instabile e nevrotica natura ti fanno sempre vivere con un "quid" di apprenzione,pronti al gioco e altrettanto pronti alla zampata.In possesso di una docilità tutta di maniera,conviene girare alla larga il più possibile dalla loro finta bonomia,che è, nella loro egoistica essenza, soltanto un momentaneo modo di accapararsi una benevolenza che non meritano.E pur vivendo tra i calcagni dell'uomo da secoli,non può certamente fregiarsi dell'appellativo di "amico" data la sua indole di inutile componente del quadro famigliare,cui è presente soltanto quando deve soddisfare esigenze elementari come il mangiare,per poi sparire,involandosi per i fatti suoi,oppure,quando, reduce da una feroce rissa, deve ricorrere alle cure del caso.E non crediate che dorma.Sempre vigile ,sornione con un occhio sempre semi chiuso tutto osserva e valuta. Entrato,immeritevolmente,all'onore delle cronache,è stato anche eletto a divinità,onore che mai è capitato al più meritevole cane.Poesia in cui trapela un tratto di perfetta conoscenza della sua indole che,tra ironia e verità,finisce in tragedia,dal che si deduce che questo troppo non fedele ospite,a volte, finisce preda della sua illimitata arroganza,lasciandoci il pelo. Ren

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  6. Il gatto è un animale che trova sempre un posto in prima fila, è con noi sempre, riempie i nostri momenti di solitudine e possiede intelligenza vera. Vaga, ma non è un vagabondo. La sua curiosità lo porta ad osservare, a volte si scontra, esce dalla mischia e continua la sua vita fino a che un inelluttabile fato lo vuole vittima. Letale aforisma. Interessante la musica scelta per farcelo sentire vicino nei vari momenti della nostra esistenza.
    complimenti
    Antonio Lanza

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  7. non c'è scritto che uccido nessun gatto...Gloria, ma dove l'hai letto?
    l'agguato lo compie il mio gatto e provoca quel cataclisma che ho descritto ..tutto è giocato sulla prima persona sia da parte mia che da parte di arturo,e il nostro è un piccolo gioco d'amore animale-uomo come quello che si svolge sempre tra chi ha un gatto in casa, e sa di cosa parlo...
    Grazie a tutti per i vostri benevoli commenti , e per la lettura spero non noiosa di questa poesia...
    Francesco Tontoli.

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  8. Ma è chiaro Francesco:io ho parlato di un Francesco-Gatto ed è questa ambiguità che mi ha divertito. Il gioco diviene ambiguo, tu sei lui e lui è te. E' un gioco sottile, psicologico di scambio di annullamento di parte di sè. Di quella parte animale che abbiamo in noi. E' anche un gioco d'amore animale-uomo,certo, come accade sempre a chi ama un esserino con cui convive. Chi è il predatore ? Bane Francesco, in prima persona, certo, ma io leggo così,perchè mi interessa molto la parte misteriosa, inconscia che è in ognuno di noi.
    E poi perchè la tua poesia,bellissima, proprio per come è scritta si presta a suggestioni e divagazione del genere.

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  9. Il gatto come porta che si spalanca ad un mondo astratto,distante da cio' che in effetti circonda l'autore!Dei versi molto particolari in cui il felino e' la via attraverso la quale si scopre il sentiero lastricato dei perche' e delle riflessioni interiori che saltano fuori spesso attraverso la poesia!

    Antonella Quattrone
    Gatto che attraversi la mia mente
    come in una strada di sera,
    io entro nei tuoi sogni audacemente,
    appena turbati da quel ratto

    Identificazione stupenda in versi con un animale che da sempre e' stato oggetto e bandiera del mistero e di suggestioni secolari!!Complimenti a Francesco una poesia prticolare,divertente,al contempo profonda nell'originale modo identificativo al gatto!Complimenti!

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  10. P.S Caro Tontoli,la mia poesia è orba della parte musicale,in quanto il gatto di casa è un bestione di 6,5 chili del tutto muto,nè ho mai sentito cantare gatti o suonare strumenti.Credo tu possa perdonare la mancanza.La perdita di pelo è sempre riferita allo stesso che, vittima del suo smisurato aspetto accetta sfide da altri gatti coalizzati, che molto spesso lo suonano (e questa è l'unica musica che intendo),ed la rinviano ai ripari domestici tutto spellacchiato.Per doverosa precisazione. Ren

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  11. caro ren, ne ho scritta un'altra su gatti belgi ultimamente, si trova su facebook, la venga a leggere, mi farebbe piacere....
    Francesco Tontoli.

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  12. ... ogni tanto una poesia friccicarella ci vuole... grazie, Pino Soprano.

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  13. Ciao Francesco, mi fa piacere che ti sei cimentato e non per la prima volta in una lirica sul gatto, animale onnipresente nella nostra vita. Mia nipote di 16 mesi è un'ammiratrice più credibile. Ti ringrazio anche a suo nome. Ho letto con interesse perchè ho intravisto la nostra anima che parla attraverso figure o immagini che noi proponiamo.
    Spero di rileggerti presto

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  14. Mi ha colpito molto la parola "friccicarella" ...era tanto che non la sentivo o leggevo. E' una parola leggerissima e può essere usata in varie circostanze e quasi sempre giocose, allegre. E ha anche , come molte parole napoletane un doppio senso quasi scabrosamente e ironicamente sessuale. Ma di un sesso ingenuo, sincero, adolescenziale, felino, come una zampata di freschezza e slancio vitale...
    Francesco Tontoli.

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