lunedì 16 agosto 2010

UN ANGELO FRAGRANTE di Enrico Cinà

(foto dall'album di Roberto Ferri)


Ma gli angeli sanno di biscotto?
Perchè quando sento il tuo profumo
vorrei mangiarti,
mia croccante.

E i putti sanno di rose,
profumano di gelsomino?

Stempero così il mio desiderio.
Ma dal sublime al sensuale
quanto poco è lo scarto.

Bella come il cielo,
gustosa come panna morbida.

Così -
non bastasse la dura realtà -
continuo a salire
scale di cristallo
verso il punto supremo
in cui nulla più saprò
di me,
di te
ma tutto
di noi-UNO.





10 commenti:

  1. Molto originale e compatta questa lirica di enrico, in cui gli angeli, e il suo angelo, ha un sapore di biscotto e di panna morbida.
    Molto acuto il verso 'dal sublime al sensuale', perchè forse si giunge così all'eros, partendo da immagini molto elevate, sublimate, per giungere a sentire la persona amata coi suoi odoriche stemperano il desiderio troppo coinvolgente.
    Fino a salire verso il cielo, in alto, verso
    la conguinzione di due persone in una sola.
    Verso quell'idea di unione che incanta tutti quando amano

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  2. Soave si muove l'autore in questi versi toccando fondamentalmente il filo conduttore che si inerpica su vette ardue ,quelle che i poeti e gli scrittori vorrebbero scalare tutti!Tutto il senso ed il cuore dei versi si rivelano nella chiusa...La ricerca oltre l'anima dell'eternita',del punto supremo,oltre il quale vi e' il nulla,oltre la vita...dopo la morte.

    continuo a salire
    scale di cristallo
    verso il punto supremo
    in cui nulla più saprò
    di me,
    di te
    ma tutto
    di noi-UNO.

    La via per inerpicarsi all'onirico eterno e' delicata e travagliata da intraprendere a piccoli passi tenui ,leggeri,ma profondamente sentiti,dolorosi pero'.Ma una volta arrivati in cima alla salita tutto diviene cio' che in realta' prima gia' era nascosto dentro noi....particelle impercettibili che si fondono e divengono un UNO fatto di anime ricongiunte.

    Stupendi questi versi,morbidi che rivelano estrema dolcezza nell'animo dell'autore e spiccata sensibilita' devota alla ricerca dell'"ogni dove eterno".
    Grazie lieta di leggere cosi' meravigliosi versi.

    Antonella Quattrone.

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  3. Particolarmente vorrei ringraziare a nome di tutti Gloria poiche' ci dona sempre momenti meravigliosi di lettura sul suo blog!
    Grazie Gloria la luce del tuo animo e' come il sole al mattino!!Un abbraccio Grazie.
    Antonella Quattrone

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  4. Versi molto prossimi a certa mia sensibilità. Mi arrivano immediati e "facili". Complimenti all'autore che non conoscevo. caro Enrico, sarà un piacere tutto mio leggerti ancora
    Alberto Cabeza

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  5. Complesse e diciamo originali le metafore di questa lirica che,avviandosi attraverso sentieri dolcissimi tra sapori allettanti di biscotti e panna,vira improvvisammente verso mete ardite e di non facile ascesa.Il rapido volgersi del verso dal sublime al sensuale coglie il senso dell'eros di questa lirica, partendo dalla sublimazione delle immagini per arrivare a stemperare forse un troppo acuto e scoperto desiderio.E questo faticoso salire su fragili e impervie scale dimostra l'estrema difficoltà e la pericolosità dell'impresa che,arrivando alla cima,svela il profondo significato del punto supremo che,altro non è che ciò che avevamo in noi sconosciuto. E cioè la presenza della nostra anima oltre l'eternità e la congiunzione in una di due anime che si amano.Tesi molto difficile ed articolata,che l'autore con mirabile semplicità rende accessibile con una non comune sensibilità. Ren

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  6. Enrico Cinà.

    Ringrazio gli amici critici e poeti e esegeti e semplici fruitori di musicalità poetica. In genere sono molto più concettuale. Ma questo che doveva essere , almeno per me, come un andante scherzoso anche se proiettato nel sublime è divenuto qualcosa di più. In Opera Aperta ed altri scritti semiologici, l' ottimo U. Eco ha parlato dell' opera d' arte fra significato e significante. Ecco, nel significante stà il vostro lavoro creativo, cari amici. L' opera non si cristallizza in una forma morta (cfr. Tilgher su Pirandello) ma vive in un flusso dove la sensibilità di ognuno dei fruitori diviene in qualche modo aggiunta creativa, altra goccia nel mare del significato che si fa all' infinito.Grazie sentite e...a presto leggere anche vostre opere.

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  7. Dolcissimi versi nei quali, all'inizio si percepisce la sensualità,la carnalità il desiderio di "consumare" un incontro-Poi arriva una profonda presa di coscienza che porta il poeta ad intraprendere un viaggio sublimale che lo porterà verso alte vette dove esiste solo spirito.E' l' inizio di un percorso alla ricerca e al ritrovamento del vero se'.In questa dimensione si capisce / percepisce la vera essenza dell'amore.
    Complimenti al poeta e a te Gloria che mi dai sempre la possibilità di letture stupende...grazie.
    F.Giorgio*

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  8. Giustissimo, caro Enrico.
    L’ opera d’arte di per sé non è mai “forma morta” perché toccando il vissuto dei lettori, coinvolge, emoziona, permette una comunicazione tra autore e fruitore fatta di ricordi, associazioni di idee, correlativi oggettivi come diceva il buon T. S. Eliot.
    Quanto più l’ opera è coinvolgente poi, più è valida proprio perché universale e condivisa. Anche i nostri commenti, espressi alla luce delle nostre esperienze di vita, della nostra cultura e formazione aggiungono qualcosa, propongono un’ interpretazione e un’ analisi più o meno mirata e che privilegia un aspetto piuttosto che un altro.
    A mio avviso ad esempio, in questa bella poesia, è da rilevare il tono tra il facèto e lo scherzoso con cui si apre.
    La domanda quasi retorica “Ma gli angeli sanno di biscotto?” E poi la spiegazione, è la donna in realtà ad avere il gusto di biscotto, croccante per giunta e di panna morbida. Dunque gusto e profumo di vaniglia, di dolce, di cose buone insomma.
    E continui : "E i putti profumano di rose? Di gelsomino?"
    Chi lo sa! Può essere. Poi il brusco ritorno alla realtà. Il tono s’ intristisce.

    “Stempero così il mio desiderio.
    Ma dal sublime al sensuale
    quanto poco è lo scarto.”

    Bellissimi questi versi. Breve è il passo tra sublime e sensuale. Parlando di panna e biscotti si vuol stemperare un desiderio troppo coinvolgente. Siamo passati dal piacere del gusto, immaginato, presagito al piacere di tutti i sensi, al sublime appunto.
    Attraverso scale di cristallo, visione onirica, quasi magica, tipica delle fiabe, si raggiungerà il punto supremo in cui si perderà la coscienza di ciascuno per giungere alla conoscenza di tutto.

    "… nulla più saprò
    di me,
    di te
    ma tutto
    di noi…"

    Cos’altro aggiungere? Forse che mi è piaciuta molto.

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  9. Come è bello trovare in versi così fragranti ed immediati, pensieri, discorsi e vissuti che mi hanno riempito la giornata.
    Ho gustato molto l'attacco e mi sono lasciata andare nell'ascesa, dal sensuale al sublime ..
    il percorso sacro dell'amore...
    dal gusto all'essenza..
    Mi sono sentita riempita e sazia e dal biscotto croccante alla dimensione del Noi, dell'unità,attraverso la perdita del confine..
    perdersi per trovarsi...
    Complimenti davvero Enrico, un grande piacere mi ha donato questa poesia!
    Marilina Manzo

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  10. fragrante come un biscotto, parte come un divertimento lirico e si risolve in un anelito verso l'alto, il sublime.
    graziosa, ricca di profumi e gusto (croccante, gelsomino. panna montata) fino a che le scale verso il cielo - duro cristallo - giungono all'unione, alla fusione inscindibile data solo dal sentimento.
    complimenti davvero, a te che non conosco ancora e a Gloria che ci permette di incontrare in questo forum poetico approcci diversi verso questo amato mondo della parola che condividiamo

    Francesca Varagona

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