giovedì 23 settembre 2010

BALLATA D’ APRILE di Adriana Scanferla

(Lucian Freud, Bella)

Incederai per i campi danzando
chioma scomposta e le sottane al vento
a piedi nudi incontro al nuovo andando
e mai futuro s’ innalzerà a sgomento.

Tribolerai per amori da due soldi
quando fatica ti spezzerà la schiena
nella tua vita solo manigoldi
questa tua smania davvero mi fa pena.

Io mal subisco le anime adattate
che dalla fede bramano conforto
semplici donne di già rassegnate
incarcerate all’ingiustizia e al torto.

Ravviso ancora il tuo vestito bianco
la fascia in vita rossa provocante
la stessa strada percorrevamo a fianco
io avanti e tu sperduta in un istante.

Ti hanno svezzata con grandi bugie
ti hanno addestrata ad essere gentile
io dalla vita ricolma di magie…
Non è da tutte nascere in Aprile.


30 commenti:

  1. C'è davvero tanto in questa poesia che dona immagini chiare e potenti, che restano impresse eppure si muove con una grazia di respiro di vento che i primi versi le imprimono..
    E' veramente colma di doni questa splendida poesia..
    Grazie Adriana!...Marilina Manzo

    RispondiElimina
  2. Loche Rita
    Adriana, con questa poesia ci mostri la tua capacità artistica e la tua più preziosa sensibilità nel cogliere il patimento inconsapevole della vita della
    fanciulla, nata in aprile, che incede con la grazia leggera della Primavera di Botticelli tra gli inganni esistenziali

    RispondiElimina
  3. Bei versi Adriana! Quante donne vedo ed ho conosciuto vittime predestinate ed acritiche di certi stereotipi! Ma quanta forza e spesso quanta fortuna sono necessarie per distaccarsene...Spetta a noi donne aiutare le più deboli e con la solidarietà e l'empatia porgere una mano amica a chi si può ancora salvare....Patrizia Marini

    RispondiElimina
  4. Lele Mastroleo
    ...come un'alba umida.bellezza e rima.freschezza d'annata e dannata.come figlia condannata a braccia diverse.diverso come amore mai donato,sottratto,rubato.sarebbe bello ritrovarsi un mattino di maggio a riabbracciare il destino...bella,milione di volte,bella...

    RispondiElimina
  5. Non è facile nascere ad aprile. Non è facile liberarsi dalle eredità culturali e familiari di un lungo troppo lungo passato,che chiamiamo civiltà. In poco tempo abbiamo fatto tanta strada, continueremo a lottare per una liberazione che non è ancora avvenuta in tutte noi.

    RispondiElimina
  6. Pino Soprano
    - è un inno alla donna di una profondità unica... La mia chiave di lettura potrebbe non corrispondere ai commenti precedenti:
    "Tribolerai per amori da due soldi"... quì troviamo la sensibilità appartenente solo alla donna in quanto tale, che ama pur non essendo ricambiata... "svezzata con grandi bugie"... aggiungerei "temprata da grandi bugie". Cara Adriana, si evince in queste strofe la grande forza che è esclusivamente femminile, che nulla a che vedere con la forza fisica... Grazie.

    RispondiElimina
  7. silvia calzolari27 settembre 2010 01:16

    Bella poetica di Adriana! Un augurio in apertura....di libertà e spensieratezza viva al di fuori degli schemi. Consapevolezza del reale....di amori donati e corrisposti in superficialità....sofferenza nel cercare ricercare dove non esiste essenza autentica. Donna come affermazione di sè e pena per coloro che rassegnate si sottomettono a schemi e ad imposizioni gentili educazionali. Due figure di donne....volitiva e "libera" la prima (soggetto poetico)...ancorata a bugie e soffocamenti la seconda. Difficile e dura la lotta per l'emancipazione delle donne....per alcune geneticamente e di natura (aprile) più sicure del sè aprono strade....altre soccombono. Bello poter aiutare tutte....condividere e unirsi per affermare il femminile. La chiusa...pur nella grande bellezza lessicale e di contenuti...mi lascia un amaro di saccenza.... ma forse la mia è una mala interpretazione e me ne scuso. Grazie!

    RispondiElimina
  8. Poesia dal tono possente, per una donna straordinaria, come le nostre nate e vissute nel Sud, tra stenti, divieti e supertizioni, ma consce del loro ruolo. Per amore si tribola comunque, prescindendo dal valore o dalle passioni sincere che si donano, almeno le nostre donne lo hanno fatto come missione.
    Per questo amore, che può sembrare strano, inaccettabile, molte delle nostre donne hanno scritto la storia, liberabdo molte altre da vincoli sociali,
    Ciao Adriana, ti esprimi con passione, delicatezza e ricchezza spirituale, nonostante il tema affrontato. Complimenti
    L'immagine della donna sofferente e la musica scelta sono state una scelta ben appropriata.
    Antonio Lanza

    RispondiElimina
  9. Grazie, antonio, per aver notato il dipinto di Lucien Freud e la stupenda musica.

    RispondiElimina
  10. PAOLA CASULLI:

    Non comprendo se ci sono due soggetti, due donne, una che parla all'altra e dell'altra o un unico soggetto che parla tra sé e sé....
    I tre piani in cui si svolge l'azione mi spiazzano. Il futuro (incederai, s'innalzerà, tribolerai, si spezzerà), il presente (mal subisco, ravviso) e quel subitaneo tornare indietro con i tempi dell'ultima strofa (ti hanno svezzata, ti hanno addestrata), rendono meno, spezzandolo, il valore ritmico e musicale che non dovrebbe mai avere una portata inferiore a quello semantico. Humboldt, in un suo saggio sulla traduzione dell'Agamennone di Eschilo, scrive che la parola non è il semplice segno di un concetto, ma "un evento, un'esperienza entro un sistema di rapporti variabili". In altre parole, la scrittura è la risultante di quel movimento interiore che, come un fiume carsico, ora si interrompe e si inabissa, ora riaffiora in nuova forma con una nuova traducibilità poetica, sopra tutto per il lettore che, muovendo dal'approdo testuale, si riconsegna ad un'esperienza di fluidità e perfezione. Il testo dovrebbe avere in due parole: CONCRETEZZA, dove il linguaggio non crea la rilettura come ripetizione "assolutamente necessaria" creando l'effetto di contrasto con la libertà impregiudicata e proliferante della curiosità conoscitiva; MEMORIZZAZIONE, dove anche l'effimero possa diventare via via più permanente, consolidato nella mente (sempre di chi legge), provando davvero ad esperire i diversi e molteplici livelli di senso del testo poetico.
    Nella poesia in questione il processo di memorizzazione è anche semplificato al lettore, dalla bella descrizione della donna in introduzione. Benché ai fini di quel consolidamento di cui prima, avrei compresso la prima e terza quartina in un'unica o compito ben più difficile, anche in soli due versi: la chioma scomposta, i piedi nudi, la sottana al vento, la fascia rossa in vita, il vestito bianco... cinque descrizioni di sapore botticelliano, come scrive bene Rita, ma che potrebbero appartenere ad altrettante cinque donne di relative poesie. Una sola pennellata veloce ma profonda limitata al rosso della fusciacca, per esempio, avrebbe reso maggiore forza identificativa, sottolineando paradossalmente maggiori affinità e differenze con chi scrive o legge.
    A seconda del significato che si vuol assegnare "all'identikit" della donna che incede in apertura, si può scegliere se darle candore ed innocenza prediligendo la scena dei piedi nudi e dell'abito bianco; un certo mal di esistere, ed ecco allora la chioma scarmigliata e il vento; una certa ambiguità, che mi sembra, del resto, il fulcro di tutto il testo poetico, resa con la descrizione della fascia rossa sull'immacolato bianco.

    RispondiElimina
  11. PAOLA CASULLI:

    Più forte è sicuramente l'uso della metafora che fa di una stagione primaverile dai refoli dolci e gentili, lo specchio per la descrizione di una stagione dell'ingenuità, della freschezza di un tempo. Qui, chi agisce scrivendo, condivide un buono scambio di energia, che porta ad un’attività costante di traslazione, riscoprendo la lingua come attività di natura duale, medium comunicativo tra poeta e lettore.
    Il messaggio sociale o psicologico lo capisco un po’ meno, non nel suo contenuto è ovvio, quanto nella sua esplicazione poetica. Bene l’atto dialogico in una temporalità così marcata, ma la necessità del senso sociale blocca l’attraversamento tra l’interlocutore testuale e l’interlocutore biografico a sfavore del Senso Poetico. Vale a dire, la scrittura poetica deve essere utilizzata nella sua “trasgressione”, nel suo andare oltre, superare i limiti convenzionali. L’obiettivo finale, nonché la sfida di ogni poeta, non è rinnovare il messaggio che appartiene alla scelta personale di chi scrive, ma le parole per trasmetterlo in una dimensione inedita. Un esempio emblematico di come la scrittura sia libertà suprema dalle convenzioni, dai luoghi comuni, dalle forme consacrate, è la poetica dell’ arabo siriano Adonis. Al centro della sua riflessione si incarna un prototipo raro di dialogo, nel suo caso tra culture programmaticamente contrapposte, introducendo la categoria della “transcreazione”. Ovvero, la poetica praticata per trasformare l’uomo “da semplice creatura che vive nel mondo in un essere che crea perpetuamente il mondo stesso”. Assumere questa categoria poetica dunque a modello di un’attività epistemologica propria della poesia, per neutralizzare polarità diverse. Per esempio tra cultura umanistica e cultura scientifica ma anche, ed è questo il caso, tra cultura umanistica e cultura sociologica o del sociale. La finalità di questo meccanismo virtuso e fortemente vitale fa sì che a prevalere siano nuove suggestioni e promuove nel lettore lo sforzo di una lettura vera, che non equivalga all’approdo di una serie di controsensi o attribuzioni di valenze arbitrarie ed erratiche di senso, ma percepire assieme all’interlocutore biografico “la molteplicità simultanea dei sensi, delle strutture, dei punti di vista” (Barthes, Sulla lettura), in uno spazio che si estende al di là del proprio gusto personale, inclinazione sociale, tipologica o generazionale.

    RispondiElimina
  12. Sul contenuto e le immagini che suscita questa poesia è stato detto tutto dai commenti precedenti, bella, ariosa, dedicata alla donna... io volevo soffermarmi sulla musicalità dei versi: l'uso dell'endecasillabo la rende dolcemente ritmata, gradevole all'ascolto, provate a leggerla a voce alta, si sprigiona una melodia che è propria delle liriche più belle!
    grazie Adriana.
    Salvina

    RispondiElimina
  13. PAOLA CASULLI:
    ringrazio Adriana per la gentile lettura del testo che in me personalmente, rinnova sempre nuovi stimoli alla comprensione e alla interpretazione anche alla luce dei miei studi che cerco di applicare nella mia scrittura individuale ma anche, e xui mi scuso se posso sembrare severa o eccessivamente critica, anche nella scrittura altrui di cui mi si da benevolmente lettura.
    Non saprei altrimenti esprimermi in altri linguaggi che non si limitino ad applaudire o confermare in altri giri di parole ciò che il poeta in xuestione, ma anche di tutti gli altri ospiti di Gloria, già scrivono nei propri testi.
    Ringrazio Gloria per apprezzare una lettrice a volte un po' scomoda come me ;-

    RispondiElimina
  14. Davvero interessante.......grazie Adriana, è un invito alla riflessione; davvero bella....baci
    Luisa Avarello

    RispondiElimina
  15. Monica Stevic
    Molto toccante e profonda.....

    RispondiElimina
  16. Perchè scomoda Paola,io ho trovato veramente interessante il tuo argomentare.Mi ripropongo di rileggerlo con calma per poterne trarre motivo di apprendimento e miglioramento.
    Ti sono veramente grata per aver seriamente preso in considerazione questo testo, che Gloria ha "voluto"ma che io magari a torto considero un'opera "minore".Salvo accorgermi che "cantando" in modo semplice e popolare, è posssibile raggiungere un numero maggiore di lettori, e forse riuscire seppur in minima parte a rompere schemi culturali stratificati.

    Adriana Scanferla

    RispondiElimina
  17. Erremme ArtistaEstravagante Quanta delicatezza al femminile, bravissima Adriana
    Erremme ArtistaEstravagante

    RispondiElimina
  18. Grazie cari amici e amiche per l'apprezzamento...in fondo lirica, ballata o filastrocca l'importante è quello che si riesce a trasmettere...
    Adriana Scanferla -

    RispondiElimina
  19. Pam Rossi- commossa ringrazio sia per la spendida poesia musicale che per l'immagine ♥

    RispondiElimina
  20. Vittorio Fioravanti Grasso * * *
    "Non è da tutti nascere in aprile." ...l'ho sempre detto, io.
    Grazie, Adriana...

    RispondiElimina
  21. lunghe le due critiche di Paola. Ben vengano, vivacizzano la sequenza dei commenti. Paola, consentimi una critica, io a te: ti sembra davvero essenziale che l'autrice dovesse essere esplicita nel dire quanti soggetti agiscono nel racconto? Anzi, al contrario, proprio perché vissuto femminile (o comunque vissuto) non è mai definito ilo sé e l'altro, l'altro è fuori e dentro di noi. E proprio per questo la poesia di Adriana mi sembra ancor più affascinante. Se posso, dato il mio genere (!), mi attrae la complessità femminile che nella poesia di Adriana (e non solo all'inizio) è descritta, raccontata, sentita così ricca, varia, forse "equivoca", e certo trascinante, coinvolgente

    RispondiElimina
  22. Cara Silvia, sì due donne, (in verità due fanciulle),che si sono perse nel corso degli anni, ricevendo però notizie l’una dell’altra tramite una terza, grande amica di entrambe.
    L’una temprata da un’infanzia tristemente anomala, riesce a trovare nel corso di lunghi anni serenità,amore, gratificazioni sociali ; l’altra accudita come una bambola da entrambi i genitori è attratta da “manigoldi” e dopo un paio di esperienze sfortunate ne sposa uno da cui nasce una figlia. Un matrimonio infelice fatto di povertà e privazioni,una catena da cui non riesce a liberarsi malgrado il sostegno dei genitori, finendo in una clinica psichiatrica dopo aver tentato più volte il suicidio. Questa la storia. La chiusa un po’ saccente, hai ragione.
    Ma è la rabbia,che esplode gridando: “La vita ti aveva dato molte occasioni che hai sciupato, per quello stupido romanticismo d’amore a cui siamo allevate noi donne,che quando si rivolge alla persona sbagliata può davvero distruggere una vita.”
    Grazie Adriana Scanferla

    RispondiElimina
  23. Poesia che incede come una ballata,catturata da altri per un commento esaustivo che non lascia varchi a chi come me arriva per ultimo.Del resto, gli estennsori dei commenti sono di tale bravura che meritano un grazie da chi li legge.Nel nostro piccolo,aggiungiamo poche cose.Leggera,senza enfasi e semplice,con tratti di autentica sensibilità,condivisa da due donne,credo, cui va,oserei dire,la dedica di questa forte lirica.Leggo che l'autrice la considera un'opera minore,soggiungendo,però,"magari a torto" ed è giusta questa precisazione che dà legittimi meriti ad una "filastrocca" di vivo ed immediato interesse. Un personale brava, per chi ha saputo scriverla con rara,intelligente capacità. Ren

    RispondiElimina
  24. Zairo Ferrante
    Complimenti come al solito

    RispondiElimina
  25. Uno stupendo scritto dove si evince la triste realtà di un destino nel quale,come sempre,non vengono rispettate le aspettative-Immagini molto belle e significative,dove la giovinezza,viene interrotta bruscamente da incontri,conoscenze,esperienze sgradevoli,che proiettano i personaggi in un mondo nel quale ancora a loro non appartiene ma,in qualche modo si devono "districare" per salvarsi l'anima.
    Grazie Adriana...complimenti...
    F.Giorgio*

    RispondiElimina
  26. Tempo fa, forse molto tempo fa, ho letto un libro della De Beauvoir che si chiamava' Le belle immagini', in cui si parla di una madre che fa vivere la figlia rispettando le belle cose, gli oggetti intorno, i vestiti, che ha uno studio fotografico e le crea intorno tutto un mondo finto costruito, per cui alla ragazza non resta che vivere una vita che non riconosce la diversità, la molteplicità del reale.
    Ecco una delle due figure, che sono due momenti della vita di una donna, che potrebbe essere anche la stessa in due stagioni diverse, con coscienza diversa. Le donne subiscono tante metamorfosi nel corpo, che nascono rinascono cambiano,come i serpenti. Che io ho sempre trovato bellissimi.
    Pensate alle trasformazioni biologiche nelle varie fasi, e con maternità in cui si gonfiano, si sgonfiano. Hanno tutto scritto sul corpo. Perciò sono tante, due, in questo caso.
    Non è facile nascere ad aprile, perchè non è facile essere educata in un modo e poi trovare sè stessa la propria indipendenza, la propria voglia di lanciarsi nell'avventura nella sfida della vita.
    Mi è piaciuta questa ballata, fatta di endecasillabi(talvolta se non erro diventano dodecasillabi, ma è forte temprata, offre un'occasione all'altra che non ha saputo cogliere molto della realtà.
    A volte gli ostacoli da superare sono troppi. se si parte con un'educazione e il segno sul corpo. A volte qualcuna non ce la fa.
    Se pensate che fino a pochi anni fa non avevamo diritto al voto.
    Ma ognuna di noi si è fatta la propria consapevolezza della vita, ognuna cerca di analizzarsi e si lancia nel vasto mare dell'essere.
    come diceva Simone Weill le donne partono dalla concretezza, dai segni del corpo e del vissuto per arrivare a un ordine simbolico delle cose.
    Che è la visione che ci aiuta a capire il mondo , che è poi giunge all'assoluto, all'universale.
    e se il vaso di pandora si apre escono tante cose, tanti frutti tanti segni, tra i quali dobbiamo mettere ordine.

    RispondiElimina
  27. Beh amici scusate errori di digitazione, qualcosa è saltato. Vedrò di risciverlo se rieco a cancellare. grazie.

    RispondiElimina
  28. Il tuo quadro, con le cinque pennellate è perfetto paola, come sono perfette le tue poesie. Bella proposta, bell'analisi. Una poesia da scrivere. Che cela sempre dietro una storia.
    E paola è sublime nel compattare e sintetizzare con la parola immagini vere,colori, elementi naturali e sintesi poetica.

    RispondiElimina
  29. Struggente il violino nell'accompagnare le riflessioni, forse, di una madre verso la figlia, la quale sta correndo incauta contro la vita , come la primavera s'apre all'estate!

    Anche la ragazza del quadro è languida nell'abbandono d'un sogno...

    E' vero, non è da tutte e essere sempre donne brillanti e padrone della propria vita ...
    Non è da tutte essere forti anche nelle avversità...
    Ehhh sì, Non è da tutte nascere ad aprile...

    Maria Chiara Crivellari (CMC)

    RispondiElimina
  30. Sarò sincero, perché odio mentire: Come "senso", anche se di facile lettura, nulla da dire. Parole semplici. Nessuna ricerca linguistica. Mirevole per l'impegno della rima, ma è guesta che mi fa storcere un pò lo stomaco. E' solo il parere di un poeta e spero non diventi (come capita oggi) caso mondiale, ognuno segue i suoi gusti e il suo piacere, soprattutto nella poesia. Adriania non si allontana per nulla dalla solita liricità italiana, né tenta di offrire aria nuova. E' il "senso" è un senso, come un senso in ogni poesia (per chi davvero riesce ad esprimerlo col cuore - e questo anche se è di orribile composizione entra comunque dentro...).
    Versi che mi sono piaciuti sono questi due: "Tribolerai per amori da due soldi
    quando fatica ti spezzerà la schiena", mi offre ricordi di mia terra e indefinito.
    Un cordiale saluto, Benny Nonasky

    RispondiElimina