mercoledì 22 settembre 2010

INCONTRO - LABILE di Antonio Bux


(Room in New York di Edward Hopper)

Sotto forma di silenzio
sosto nell'assoluto
di sguardi distratti
e tra sorrisi rubati
mi ricompongo
per le parole assenti
del presente
disseminato
tra labirinti d'uomini
e divento quasi luce
risorgendo da una voce
simile a quella risorsa ricercata
d'imprecisata protesta
per anni rifuggita
da una follia sbagliata
insorta e manifesta
ma ora dileguata
via per sempre
tra i muti occhi
del mondo.


29 commenti:

  1. Trovo la tua poesia molto interessante e originlale. Una protesta che è diventata muta, forse perchè non ben definita nella mente, non ben elaborata.
    Protesta che svanisce nella folla che non ha capito.
    Forse questa folla cerca ancora un linguaggio vero, con idee, principi. Ma tutto è vago ancora , la rabbia, le persone, come se non si parlasseun linguaggio comune.
    E' un linguaggio che dobbiamo trovare insieme, quella koinè di idee, principi, rabbia, speranza, utopia che muove il nostro stare insiemed.

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  2. Adriana Gloria Marigo
    E' proprio come ci si sente in mezzo a tanti distratti, persi nella loro solitudine esistenziale, avvertendo il bisogno della parola vera, condivisa. E' la tua, la tensione al vivere in profondità, Antonio.
    Continua, persegui la luce!!!

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  3. Emilia Barbato

    ci sarà pur un raggio di vita
    che sbiancherà il grigiore del mondo.

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  4. Alfonso Severino4 ottobre 2010 15:08

    Riflessioni e sensazioni contestuali d'un momento, d' un luogo accompagnano parole che diventano riflessioni ed introspezione.Ricerca di una possibile comunicazione..,"e divento quasi luce risorgendo da una voce".

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  5. Mentre commento osservo l'uomo assoro nel suo smarrrimento e ascolto la canzone di Salis che epsrime una forma di contestazione, il tutto ben contestualizzato alla poesia di Antonio Bux che leggo con piacere per la prima volta. Le riflessioni espresse sono lo specchio di questo mondo nel quale prevale il relativismo e anche quando il nostro animo si svela con i suoi pensieri rischia di non essere ascoltato.
    Il mio incoragiamento a continuar è convinto perché dobbiamo svegliare le cosienze dal loro torpore e uscire anche dallo stato di timore della solitudine. Squarcia il cielo dalla luce che pur si vede, sarà un messaggio potente di speranza. Complimenti
    Antonio Lanza

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  6. Grazie a tutti!Grazie A Gloria, Adriana ed Emilia che già ho avuto modo di conoscere tramite Facebook ...e grazie ad Antonio e Alfonso e bentrovati ...Questa poesia è una forma di protesta contro la follia del mondo, che sempre ritorna a bussare alla porta dell'Io, incontro-labile risorsa della legge umana..ed è come osserva Adriana, la luce, la risorsa fondamentale dell'essere solo, perso tra tante figure distratte...Grazie a Mario Salis per il bellissimo video, e sono lieto di essere approdato in questo spazio cosi importante e vivo...Grazie a tutti di nuovo

    Antonio Bux

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  7. @ Emilia Barbato: grazie per avermi commentato citando un passo di un'altra mia poesia! :-) son contento che tu mi segua ...grazie!

    Antonio Bux

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  8. @Mario Salis: Mario questa tua è davvero splendida....(Fabrizio De Andrè è il mio cantautore preferito... e mi ha ispirato in molte mie composizioni!!) :-) Grazie!!

    Antonio Bux

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  9. silvia calzolari5 ottobre 2010 07:02

    Un ricomporsi nel silenzio....nelle non parole...tra labirinti umani. La protesta non ha più voce, in un nulla espresso da "muti occhi del mondo". Indifferenza e vuoto sono la realtà dell'oggi. L'individuo (uomo) come forza/bisogno/sentire interiore è ignorato. Si cammina tra la gente rubando sorrisi....che non sono aperture.... Ci si guarda ma non ci si vede e soprattutto non si COMUNICA con la luce dell'anima. La poesia....la più grande risorsa....per esprimere luce...per trasmetterla....e comunicare in condivisione in reciprocità... in emozione. Se la poesia diventasse realtà....vera....cambierebbe il mondo....utopia!?! Splendidi versi essenziali vivi e....comunicativi.... Grazie Antonio!

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  10. stefano ha detto:


    …disseminato! mi sono fermato su questo verso, l’ho riletto, l’ho immaginato e ancor di più mi ha dato la sensazione del silenzio, nella disintegrazione del sé.
    Disintegrazione/ricostruzione, in una resurrezione magica di luce.
    Come magica è questa breve composizione, questo flash accecante, che presto si dilegua, forse perché prevale, crudele, la muta indifferenza del mondo.

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  11. incontro – labile: già il titolo di questa composizione di Antonio dà la sensazione dell’esserci e del non esserci. Respinto? In fuga? Sembra quasi che ci sia un titanico sforzo di vivere, di vivere come essere umano che poi ha senso nella relazione con l’altro. Che poi ha senso se l’altro ti vede, apre i suoi occhi e sorride! Ma i muti occhi del mondo quella luce che a fatica cercava di ricomporsi (perché disseminato) si dilegua, si spegne come una fiamma che non ha ossigeno.
    A me piace così questa poesia, mi piace come lampo che illumina un istante di buio.

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  12. Poesia che per il forte contenuto d'assenza, crea una leggerezza quasi intima e, un pò, conturbante.
    Il non riconoscersi tende a sentirsi rifiutati, ma spinge a restare fermo per sentirsi partecipi tra labirinti di uomini e sguardi distratti.
    C'è la certezza, ma manca la sostanza.

    Bel memorial di Mario.

    Un abbraccio e un saluto a tutti,
    B.N.

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  13. Manca la socializzazione degli atti e delle parole.Ognuno nel mondo va per la sua strada e poco si cura degli altri,a meno che, non intenda perseguire scopi comuni, o,peggio,ne intralci il cammino.Si parla,e, forse,non a torto di Oswiecim (Auswitz) e di altri scenari catastrofici ed esiziali tuttora esistenti in molte parti del mondo,per giustificare la totale assenza di altruismo e il dilagante egoismo.Questa piccola lirica,seppur apparentemente lieve, va in profondità e turba le coscienze,in quanto da poco spazio ad una seppur effimera speranza di un qualsiasi rapporto di comunicazione tra i "labili" e ingenerosi abitanti del nostro mondo. Ren

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  14. Scritta in prima persona, questa poesia rivela la presa di coscienza di sè attraverso tre momenti, sottolineati dai tre verbi "sosto" "mi ricompongo" "divento". L'autore si ferma per osservare, scopre la falsità del mondo e si ricompone all'interno dei suoi valori più profondi; e finalmente diventa luce che illumina, che sa vedere il marcio attorno a sè e se ne distanzia...
    Molto riflessiva
    Salvina

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  15. N:B: Ho volutamente storpiato il nome tedesco di Auschwitz in un semitaliano maccheronico,perchè così si pronuncia e per pura, reale antipatia per un nome che desta in me soltanto repulsione e sgomento.i puristi vogliano scusarmi. Ren

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  16. - come risorgere dalle sue ceneri, questa poesia sembra ribellarsi alla forma letteraria, con evasioni dal sociale... nuova... grazie... Pino Soprano

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  17. @Silvia:grazie per le tue belle parole e le tue giuste riflessioni...da sempre vedo la poesia come potente mezzo per metterci in contatto e per offrire ai più quella personale visione del mondo che scaturisce dalla singola anima, sensibile e impietosa contro l'immoralità della società...a presto!

    Antonio Bux

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  18. @ Stefano: grazie anche a te ed è curioso come tu possa aver compreso a pieno l'importanza della parola "disseminato" nell'incedere della poesia; proprio a voler indicare una dispersione totale e lontanta...una fuga condizionata e non voluta...grazie a te!!

    Antonio Bux

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  19. @Manlio: è proprio come affermi te caro amico, spesso le mie poesie sono lucciole nel buio, un monito di speranza intarsiato nella cruda constatazione di realtà spesso ingrate...ed è proprio spesso nel titolo che si nasconde il tutto, la pienezza della composizione...spesso il titolo è il cardine della poesia, almeno per me..in questo caso si gioca su un "incontro" e "labile" ossia sull'incontro come giustamente accennavi te, tra l'essere e il non essere, e questo diventa poi "incontrollabile" data l'inarrestabile follia che ne scaturisce poi di conseguenza...Grazie a te per il commento!

    Antonio Bux

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  20. @ ciao Benny e grazie per la tua giusta e sobria riflessione sulla mia composizione..è come dici tu...non ci riconosciamo in questo mondo distratto..

    Antonio Bux

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  21. @ Ren : ciao e bella la tua disamina, veramente andata a fondo e cosi ben congeniata...la penso come te...hai letto davvero "tra le righe" e ti ringrazio per l'approvazione e il commento...purtroppo non è la prima volta che mi trovo a scrivere su questo argomento..magari in futuro avremo di che approfondire!A presto

    Antonio Bux

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  22. @Savina: ciao, e grazie. Anche tu hai saputo dare una tua visione lucida e sobria dei miei pensieri, e condivido totalmente il tuo giudizio e anzi, sono felice di vedere che tanti qui di noi riescono a leggermi e anzi, ad offrirmi altri spunti di ragionamento su cui poter spaziare..partendo da un'idea singola, riusciamo a elaborare tutti insieme tante isole d'anime...Grazie Savina, un piacere leggerti.

    Antonio Bux

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  23. @ Pino: ciao e grazie.Si, è come osservi bene te, mio caro amico,si cerca di evadere qui dal sociale, in senso sia letterario che umano..anche se il distacco è melanconico ma necessario, però la speranza della redenzione e dell'illuminazione è sempre li messa in un angolo di luce, tra i bui anfratti del mondo...A presto

    Antonio Bux

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  24. Comunque volevo ringraziare tutti voi per l'interessamento, per i complimenti e le critiche, sempre ben accette e sincere...E ringrazio Gloria per lo spazio che mi ha voluto dedicare in questo splendido blog...Grazie di cuore!

    Con tutta la poesia del mondo

    Antonio Bux :-)

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  25. Un forte senso di sè si pone in conflitto con l'altrui indifferenza. Un potenziale inevaso che bussa e ripiega, come reiterata ribellione che non vuol cedere ad un affronto.
    In radice vi è il più sofferto tormento di una misura che manca ("risorsa ricercata di imprecisata protesta"), il giusto ragguaglio che dia sostanza alla propria "luce"; sì che questo (a mio giudizio) diventa l'elemento prevalente: una percepita impotenza che si sovrappone alle riscontrate frustrazioni.

    Complimenti ad Antonio ed un grazie a Gloria
    Leopoldo Costabile

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  26. Ciao Leopoldo e grazie..la tua sincera considerazione mi fa felice,perchè come altri, hai saputo leggere oltre le parole,carpendo la mia persona ben oltre al di là del verso...grazie

    Antonio Bux

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  27. un grido di dolore all'indifferenza, un pianto gridato come tutti i pianti attaccati al cuore, mi ha fatto sentire e ricordare, grazie..
    Tatiana Andena

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  28. Non è facile vivere nell'indifferenza di questo mondo,di questa società...sopratutto per persone sensibili,buone di cuore e d'animo.Capisco e percepisco il disagio del poeta ,che in questa lirica ha saputo ben esprimere...complimenti...grazie...
    F.Giorgio*

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  29. Grazie a voi,Tatiana e F.Giorgio, per saper ascoltare con orecchio sincero l'anima mia, lontana solo fisicamente alla vostra...A presto

    Antonio Bux

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