giovedì 23 settembre 2010

PENSA di Benny Nonasky

(Burne-Jones, L'enchantement de Merlin)


1
Pensa. Pensa che sia nata
una viola sul mare e che lenta
stia raggiungendo la riva.
Guarda: è un’alba, una nave
che sta per approdare.
Pensa quanta strada si può fare
per sentirsi partecipi.
Basta anche un leggero sorriso
o un cenno della mano.
Fammi per un attimo sorridere.
Insegnami. Da tempo non tengo denti.
Fammi sentire il peso
della gioia nella bocca. Insegnami.
2
Perché sospiri?
Ti prego, solo un minuto.
Hai chiesto una corona e
ti ho consegnato un regno.
Hai chiesto il mezzogiorno e
ti ho offerto l'intero firmamento
coi suoi mutamenti costanti. Aspetta.
Pensa che non ci mancherà nulla. Aspetta.
Guardiamoci in questo mare ridere,
scherzare, smantellare
per pochi istanti
questa voglia di scomparire,
e ridere, ridere dicendoci
che può andare bene,
che si può stare bene anche
legati come cani
ad un lampione fuori dal bar.
Quel vincolo non è un limite.
Quel vincolo ha solo lo scopo
di ricordare che c'è.
Poesia è morta.
Perché non crearne una nuova?
Perché pensare alla fine
invece d'un inizio?
Aspetta! Guarda:
voliamo su rondini che esplodono
e non bruciamo, non precipitiamo:
abbiamo ali e le nuvole città dove
sostare e fare l'amore.
Liberi. Felici.
Perché non riderci un po' su?
Perché non essere germoglio?
1
Pensa.
Pensa che possiamo essere l'esempio.
Non ci sono regole per il nostro gioco,
eppure ne seguiamo.
Siamo bambini, ma abbiamo rughe
anche sulle ossa.
Non è necessario correre per essere.
Fermati con me ad aspettare quel fiore
che vuole essere colto. E' seme e
possiamo scegliere. Il cielo non ha fretta.
Perché non aspettare quest'alba invece
d'esser già al crepuscolo di domani?
Pensa. Tutto è in continuo rimpicciolirsi.
Questo silenzio che intercede
è solo l'ombra che maschera il caos.
Sei pronta?
Basta un leggero sorriso
o un cenno della mano.
Amore-Odio.
Pensa quanto è simile, vicino,
il confine che fraintende
e che divide questi sentimenti.
Sei pronta? Scegli.
Io ti aspetto, legato, fuori del bar
Alla Fine del Mondo.
Possiamo ancora essere felici. Pensa.




19 commenti:

  1. Si può imparare a vivere e a sentire, a gustare il sapore di certe albe, l'allegria di un sorriso, a guardare una luce e avvertire la soddisfazione dell'approdo.
    Ma sembra che le nostre percezioni non esistano se non c'è l'altro da noi,che ci sorride ci indica, ci nomina gli oggetti , i luoghi... E l'altro può anche reinsegnarci ad amare ad apprezzare il gusto della vita che rischiamo di perdere. Attraverso una mano tesa noi sentiamo di nuovo, recupariamo e catturiamo il senso della vita

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  2. E' una poesia mirata. Parla dell'assenza del tutto, soprattutto dell'AMORE E DELLA POESIA. (E questo si capisce nella sezione "2"...). Ma come si legge alla fine, tende una mano, lasciando un piccolo spiraglio per poter essere ancora felici.... Tutto dipende da noi, da come ci muoviamo, da come ci muoveremo, da quello che dentro vorremo avere e dare o tenere..
    Benny

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  3. Mi impressiona in questa poesia il messaggio
    l' urgenza di proporsi in modo nuovo e non con abitutidi consumate e stanche c è una opzione ,una possibilità nuova che va colta quì e ora e questa urgenza è come un grido nell anima che ci attraversa.., non possiamo rimanere freddi prima che il mondo delle cattive abitutidini ci congeli.., bella anche nelle espressioni , questa viola che naviga lenta sul mare
    Alfonso Severino

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  4. bella poesia, impostata in modo nuovo, con immagini che si susseguono con emozioni nuove. Pensare e ricordare, immaginare, una attesa, un rincorrere, alla fine si riceve ciò che siamo stati capaci di dare, perché i sentimenti hanno bisogno di esprimersi uno con l'altro. Complimenti all'autore per qusta sublime delicatezza del fiore che smasce ul mare che viene da noi
    Antonio Lanza

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  5. Poesia nuova e originale, caratterizzata da una soavità e da una levitas elegante eppure penetrante e intensa nei suoi imperativi categorici che fanno riflettere.
    Vi colgo un intento quasi didattico:
    un invito prima sostenuto e poi via via sempre più stemperato a pensare, a guardare con criteri nuovi, con occhi diversi, ad aspettare, un invito a sapersi accontentare perchè si vola comunque, nonostante le difficoltà e non si precipita, perchè si hanno ali e potenzialità per fiorire come viole sul mare.
    Si può essere germogli, si può ancora essere felici, pur non avendo fretta di crescere.
    Sono colpita dall'effetto complessivo e in particolare dai versi :

    "Siamo bambini, ma abbiamo rughe
    anche sulle ossa."

    Complimenti davvero, Benny!

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  6. è bellissima, l'ho letta d'un fiato, e anche a me colpisce tantissimo "siamo bambini ma abbiamo rughe anche sulle ossa"..fa sentire in modo estremo il bisogno di vivere, spesso ci dimentichiamo di vivere e la vita si rimpicciolisce e noi scordiamo che non è infinita, e lasciamo galleggiare la felicità senza avere la decisione di viverla.E' significativa ed intensa, grazie!!!

    Tatiana Andena

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  7. Grazie. I vostri commenti si aprono perfettamente su quello che questa mia poesia vuole esprimere. Dite tutto e sono contento di vedere che capite la novità, sia stilistica che linguistica. Il senso è mirato: l'assenza di una nuova "scuola di vita" (anche se esiste, come dico, e vige nella semplicità, nelle piccolezze, nel godere le cose essenziali, aprirsi alla felicità dei piccoli momenti); la ricerca d'amore, quello puro, quello non da "giocattolo", ma da pelle contro pelle mano strofina mano (questi versi vengono ripresi dalla mia poesia "Il canto"). Grazie.
    Vi saluto e vi abbraccio mentre mi sdoppio con un bicchiere di vino rosso.
    Benny Nonasky

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  8. Mi hanno detto che scrivendo, io, un commento, spingo le persone a commentare... E' vero? La poesia è amore, che vibra di parole e luce. Parlarne, divulgarne i versi e i nomi, criticarla e spiegarla, aiuta a portarla avanti, a farla diventare, nuovamente, la vera letteratura. Come avete visto, al nobel - quest'anno molto indirizzato verso la poesia - non c'è neppure un italiano... E' molto penoso e fastidioso. L'unico è Tabucchi... La poesia non ha più nessun volto. Bisogna essere competenti e saper capire. Oggi internet è un mezzo incredibile e ricco di informazioni e storie che solo grazie a questo mezzo possono essere conosciute. Il problema sta nel fatto di non esserci una regola che offre spazi integri e seri per capire e ragionare. Se scrivete su google "Poesia" avrete milioni di pagine da aprire. Tutti sono poeti. Non esistendo più critici (se leggete le critiche, qualsiasi titolo e scrittore, sono tutti "unici, speciali, incredibili", da questo si capisce che è tutto un mondo basato su ignoranza, amicizia, soldi); case editrici formate da caste di poeti degli anni 60; una liricità italiana impossibile da scostare (e leggo dopo 50 anni come intro a questo blog una poesia di Montale, grande sì, ma con tanto altro moderno da leggere), una liricità che non si apre a nuove espressioni (latinamericana, statunitense, mediorentale); con queste pecche e questa voglia di essere tutto nel niente, se non si aprono critiche e dibattiti come questo blog fa e come lo fanno in pochi altri, difficilmente la "vera" poesia può aprirsi e diventare un punto di riferimento per giovani (soprattutto) e per il resto della popolazione. E' da 30 anni che la poesia sta vivendo un momento logoro e miserabile. Commentate. Rendete verbo il vostro cuore. Combattiamo contro questa politica economica basata sul guadagno e non sulla competenza. Esempio stupido? Ho compato un tirabusciò, un apri bottiglia, per il vino, di plastina. L'ho pagato poco più di un euro. Dopo la prima volta che l'ho usato, si è spaccato...

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  9. Sì, Benny, penso che i tuoi interventi con i commenti dei tuoi lettori, siano di stimolo ad ulteriori commenti, anche se diventa sempre più difficile essere il “successivo” intervento, cercando di sottrarsi, ma non ignorando, le tue e le altrui parole di commento.
    Quando ho letto la tua prima “cantata” (ma non barocca) e ho scoperto le tue contraddizioni tra rivelazione e percezione della realtà, ho fatto una cosa che in genere non si dovrebbe fare, prescindendo, dicono, l’opera dalla vita del suo autore.
    Ma la domanda me la son fatta: quanti anni ha, Benny? A che età si può descrivere così l’esperienza di vita e il desiderio visionario del poeta?
    23 anni.
    Hai 23 anni e mi son detto: già, anche Rimbaud (che a 24 anni partì per Medio Oriente e l’Africa. Cosa farai tu, l’anno prossimo?) ne aveva 16 - 17 quando scrisse le sue prime poesie (a parte le composizioni scolastiche).
    Ho già detto che le tue composizioni sono “cantate” o anche “cantiche”, perché sono «canti con ritmi diversi», divise in parti e già qui, lo stupore del lettore: perché 1 2 1 e non 1 2 3?
    Errore?
    No, no, certo che no, perché nel secondo 1 si chiude il circolo e ricomincia quel tempo che appare fermarsi (“Fermati con me ad aspettare quel fiore / che vuole essere colto. E' seme e / possiamo scegliere. Il cielo non ha fretta. / Perché non aspettare quest'alba invece / d'esser già al crepuscolo di domani?”), ma che già preannuncia il nuovo divenire… forse (“Sei pronta? Scegli. / Io ti aspetto, legato, fuori del bar / Alla Fine del Mondo. / Possiamo ancora essere felici. Pensa.”).
    Il tempo si confonde anche, si mescola, direi, nei due versi “Siamo bambini, ma abbiamo rughe / anche sulle ossa”: parole felici per rappresentare la condizione umana, fatta di rivelazioni, attese, avvicinamenti. Di promesse: la si intravvede dal mare che arriva, dopo una lunga strada percorsa che è anche il breve battito d’ali di “un leggero sorriso / o un cenno della mano”, premessa del sogno promessa del dono di sé (…una corona… una regno… l’intero firmamento), per stringere il legame (d’Amore e Odio) con lei, e con poesia, cui può essere donata nuova vita.
    Insomma, se dovessi parlarne a qualcuno invitandolo a leggerla, gli direi più o meno così, conservando per me le sensazioni più inesplicabili e profonde.

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. eliminati i due post precedenti, perché involontari doppioni.

    ...ma quanto tempo fa io ho avuto 23 anni?

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  13. Molto originale nei modi e nella struttura...e con un messaggio che arriva diritto in fondo all'anima..complimenti!

    Antonio Bux

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  14. Caro Manlio, uao... interessante e ammirabile synthèse e excellent moyen de capter le sens. Non ho niente da dire. Forse solo per i 23 anni. Questa età, in Italia, non vale nulla, anzi mi scredita e mi punta addosso indifferenza, anche se mi ritengo (e non è un vanto, ma una conferma) una persona sufficentemente competente e ricca di nozioni riguardante la poesia e la letteratura in genereale. "Lasciate spazio a giovani" urlano diverse testate giornalistiche che mantengono sempre gli stessi zar e principi di epoche ormai superate. Bisogna dire che molto probabilmente farò la fine di Rimbaud o Van Gogh. Qui non potrò mai essere un Majakovskij (che molti mi associano e che io trovo molto vicino a me, anche se ne prendo distanza su determinati punti ideologici), anche se lo sono. Lui a 23 anni era il, oltre il fondatore del futurimo russo, anche uno dei più grandi poeti nazionali, lodato anche da Puskin. Non cerco di certo il successo, amo il popolo e la vita dei mugik (dicendola alla russa). Vorrei solo che si capisse il bene e il male e non si cercasse di chiudere porte e bocche (ma soprattutto: mani e penne) a chi ha la lodevole pazienza e ingegno di studiare e scrivere cose che hanno un certo valore. Le dico solo questo: io ho pubblicato un libro, la casa editrice mi ha totalmente abbandonato (dopo avermi promesso l'ira di Dio - ho le email come prova); ora ho scritto un altro libro (Imagenes Trasmundo) e ne sto sviluppando un altro (Parola come principio). Ho spedito il secondo (I.T.) a varie case editrici. Oltre a chiedere, indegnamente, nel modo più ridicolo e infame, nel segno della truffa e della menzogna, cifre esorbitanti, ho ricevuto diverse risponde come: "mi dispiace non è il linea ai canoni italiani" o "non è in linea alla nostra visione e modello editoriale". Quindi? che fare? Andare in Africa e smerciare avorio e bestiame? Smetterla di stare male e studiare, distruggendo i miei sogni, eliminando la mia esistenza (perché la poesia è il mio cuore, i miei polmoni, il mio cervello), mollare ogni cosa e fare chissà che cosa?
    Dicerto con la letteratura si può vivere, è documentato. Non si chiedono i miliardi, ma almeno un pò di rispetto.
    Ma è lunga la storia che non smetterei più di parlare, a breve proverò a scriverci un saggio...
    Ancora grazie per le belle palabras. Le dirò poi il prossimo anno come andrà a finire...

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  15. silvia calzolari2 ottobre 2010 04:39

    Poesia è morta.
    Perché non crearne una nuova?
    Perché pensare alla fine
    invece d'un inizio?

    Il fulcro....il senso...vero... Il saper sempre ricominciare, sentire e trasmettere stimoli ed energie agli altri con capacità di attesa. La natura....la natura dell'io...devono essere stimolate e risvegliate. In ogni istante del nostro esistere non si deve perdere la forza di poter ricominciare, condividendo e sostenendo le gioie. Grande energia che contagia...versi che bisognerebbe sempre leggere soprattutto in alcuni momenti di abbattimento... Bellissima l'immagine....in dono d'amore...in chiusa.
    Io ti aspetto, legato, fuori del bar
    Alla Fine del Mondo.
    Possiamo ancora essere felici. Pensa.
    Davvero originale sincera di pulsioni vitali la tua poetica!

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  16. Pensa, guarda, fammi sorridere, insegnami, fammi sentire, aspetta, guardiamoci, fermati, scegli.
    Imperativi, non categorici; possibilità che ci vengono offerte. Perchè non essere un germoglio? Il cielo non ha fretta, anche se noi abbiamo rughe sulle ossa. Ogni tanto, ri-pensiamoci, ripensiamo noi stessi, potremmo inaspettatamente, essere felici!
    Grazie Benny!
    Mara Rechichi

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  17. Benny, solo una riflessione per ora: l'utopia socialista ha determinato in Unione Sovietica nel periodo di Lenin un grande movimento culturale (anche il futurismo russo è diverso da quello italiano). Tra tutti, ricorda Esenin? E il cinema? Crede che sia meglio la scelta ideologica di questa borghesia lazzarona o della borghesia avanzata del capitalismo (che tutto divora), o non cercare un'altra possibile utopia? Scusi la confusione e la brevità. Magari le scriverò più a lungo. Possiamo darci del tu?

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  18. Sulle due radici poliche del sistema culturale e ideologico, non posso darti torto, è storia (comincio io col darti del Tu). Di certo è anche che se mettiamo i due piani sul centro della girondola moderna non avrebbero peso, solo quello marginale. Come tu puoi apprendere dalla mia poesia, che è mirata, io cerco la terza via. Io cerco dalle basi del bassato, un evoluzione, che c'è stata già negl'anni 30/40 con Montale, poi negli anni 60/70 con Pasolini. Da quei giorni atroci della morte di quest'ultimo, solo il fischio del vento è andato a bussare alle porte di una nazione in pressante logoramento culturale (grazie soprattutto a TV e Imprese a facile lucro). Io bazzico nell'utopia. Che non ha questo nome. Per me, anche se tutto mi dimostra il contrario, è fattibile.

    Possiamo ancora essere felici. Pensa.

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  19. Caro Benny,
    Rivolgo questo commento non solo a te, splendido autore, ma anche a tutti i poeti "poetanti" che da qui passeranno.
    Avete presente il miasma di ruggini misto a gelsomini in fiore?
    Ecco, io ci respiro attraverso, stuprando le mie narici e l'olfatto, e anche tutti quei sensi che non adducono alcunché di propedeutico alla comprensione della cosa.
    E' questo lo sforzo che faccio, e credo, facciamo ogni giorno, quando dinanzi a una siepe osiamo guardare aldilà, dove sta il male in agguato. E forse questo "male" è il semplice osare, che ci permette di penetrare i dettagli apprezzandoli nell'intimità. E forse è questo che ci consente di essere vivi. Noi amiamo la sfumatura, del dettaglio.
    Anche oggi e domani, lo spero...
    "Possiamo ancora essere felici. Pensa."

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