giovedì 23 dicembre 2010

UNA SERA COSÌ di Giorgio Filippini


(Edmund Blair Leighton, Ritratto di donna che legge)


C'è una finestra
chiusa nel mio cuore
come un'ala
si spalanca
timida
curiosa
guardando in alto
proprio dove
brilli tu

Scivola il giorno
esalando il suo ultimo
breve respiro
mentre la sera distende
lenta
invadente
il suo velo rotondo
rampicante di tristezza

Mi allontana
questa raffica
questa brezza
sfiorando appena
la luce gocciolante
dei tuoi occhi
di calma
e di tempesta





32 commenti:

  1. L'eleganza, la malincnia, l'intensità delle immagini, il melos della composizione , la scelta del lessico molto limpida e che riesce a sfumare i conflitti dei sentimenti che pure ci sono: snetimento della lontanaza, delle cose passate, delle nostaalgia, costituiscono la cifra della poesia di Giorgio.
    Tutto sempbra già memoria, eppure tutto è vita e amore.

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  2. silvia calzolari23 dicembre 2010 21:42

    La sera così... le ore che più conducono alla ricordo intimo malinconico. Si immagina il poeta ad una finestra reale, mentre chiusa è la finestra interiore che improvvisa si spalanca migrando da sè verso l'etere....in alto....in alto...pur con timore all'immagine anelata. Lo sguardo della donna amata appare piena in luce gocciolante dei suoi occhi di calma e tempesta (splendida chiusa), mentre la sera si spegne "lenta invadente" di quella tristezza che fa male e scava. La sensazione che più ha accomunato gli uomini/poeti nell'arco dei secoli... la nostalgia. Ci assale a volte e non riusciamo ad allontanarla (la "saudade"...brasiliana), qui rivolta alla persona amata....in avvolgente atmosfera che con abilità....commuove.... Grazie per l'emozione Giorgio Filippini!

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  3. Cos'è la malinconia, se non l'amara sensazione di un passaggio che si sfuma ? Si dissolvono le ore ed in giorni nel turbine del tempo, come nell'onda che cancella un breve tratto di scrittura sul precario suolo dell'arena.
    Così si dipana il nostro corso, ove vorremmo trattenere la nostra epopea in un momentaneo luogo d'approdo, per gustarci una conquista goccia a goccia. Si annienta il detto e si accresce la memoria, come a blandire le insidie della sera, nelle vaghezze di una nostalgia che ha il sicuro pregio di mantenere intatta la nostra forza.

    E' questo che io leggo in questa lirica struggente.
    Grazie Giorgio
    Leopoldo Costabile

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  4. ...scivola il giorno, come la mia passione...annientata dal trascorrere di un tempo che non spalanca più la finestra del mio cuore sul tuo...una lirica quasi di commiato, molto delicata, struggente, densa di un velo di melanconia per quello che sarebbe potuto essere...scorrevole e molto lineare lo stile che rende la poesia più facilmente assimilabile, nel proprio io.Bravo

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  5. Apprezzo mollto l'armonia di questa lirica,nel volare della luce del giorno, nel calare della sera. Restano quegli occhi di calma e di tempesta. Formidabile chiusa

    Pino

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  6. Mi allontana
    questa raffica
    questa brezza
    sfiorando appena
    la luce gocciolante
    dei tuoi occhi

    Un senso di lontananza si avverte in questi versi dolcissimi, ma è distanza apparente. Gli occhi che brillano nella sera sono presenza e incanto dell'animo del poeta.

    Angelo Mangano

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  7. Quello che mi viene da notare in questa poesia è il giro dei versi, che è anche un avvolgere le immagini per poi aprirle nella chiusa.. La materia che esce dall'io è complessa:presenza-assenza-tempo- atemporalità.Il giro che diviene musicale e rivela una forte conspevolezza stilistica nel far sfumare le sensazioni del giorno della sera nel sogno e nel ricordo,che si apre improvvisamente come una presenza forte nel sorriso della donna.

    Annamaria Di Marzo

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  8. Lirica pervasa da una dolce soave malinconia, dalla tristezza individuale del poeta che però, lentamente invade l'animo del lettore.
    In "Una sera così" la quiete crepuscolare che ha ispirato tanti grandi, distende il suo velo di tristezza e avvolge ogni cosa mentre il giorno esala l'ultimo respiro.
    La finestra serrata dei sentimenti si apre timidamente, spinta dalla curiosità di rivedere l'immagine anelata, che brilla ancora di luce propria, mentre gli occhi di lei gocciolano lacrime "di calma e di tempesta"...
    Limpida nel lessico ma non meno efficace e avvolgente. Complimenti, caro Giorgio!

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  9. E' il momento del crepuscolo, quando il giorno cede il passo alle tenebre che l'animo sensibile del poeta, intriso di tristezza, viene ispirato.
    Ed eccolo pronto ad aprire il suo cuore al desiderio di lei in quel breve incontro, forse solo uno sguardo, forse solo per un attimo per poi essere trasportato dal vento, altrove...

    Osvaldo Mosca

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  10. Il calar sella sera è il momento della malinconia e dei ricordi in cui la tristezza avvolge ogni più intimo pensiero e acuto si fa il desiderio della persona amata, ormai lontana e perduta.E la sua immagine appare nitida nel lento invadere della incipiente oscurità, in un struggente e malinconico momento,quasi un breve incontro, che,in un attimo,si spegnerà nelle tenebre della notte.Immaginazione e sensibilità sono le note chiare e sofferte di questa lirica che nascono in una atmosfera di avvolgente e crepuscolare partecipazione. Ren

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  11. La bellezza, per paradosso, si accompagna sempre con uno stringimento del cuore, una malinconia soffusa, che fa pensare alla nostalgia di cose perdute, che non si riescono ad afferrare in pieno, compiutamente.Ren, sì è proprio come tu hai ben detto, c'è, in questa poesia un'atmosfera crepuscolare, ma tra luci e ombre, perchè riesco a vedere anche la luminosità delle immagini.
    Io amo molto lo stile di Giorgio, ricco di venature, delle ombre dei suoi daimones, e del colore della sua sensibilità amorosa....

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  12. Volevo ringraziare il sig. Manlio per aver postato questo mio scritto,e te Gloria, che hai sempre nei miei confronti questa affettuosa attenzione...
    Grazie ...grazie di cuore...ciao...
    F.Giorgio*

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  13. @ Silvia Calzolari...sono io che ti devo ringraziare per il bellissimo commento e per l'emozione che ho provato nel leggere le tue parole...
    Grazie di cuore...ciao
    F.Giorgio*

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  14. @ Leopoldo Costabile...dicono che la malinconia,la tristezza non siano altro che l'altra faccia della felicità...
    Grazie di cuore per il tuo stupendo commento...ciao
    F.Giorgio*

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  15. @ Rosa Cassese...grazie di cuore per il tuo apprezzamento e per il tuo commento...ciao
    F.Giorgio*

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  16. @ Pino...mi ha fatto molto piacere il tuo commento...
    Grazie di cuore per la tua lettura...ciao
    F.Giorgio*

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  17. @ Angelo Mangano...molto bello e veritiero il tuo commento,non c'è distanza sufficiente che riesca a dividere l'amore che c'è fra due persone,forse lo può solo l'indifferenza...
    Grazie di cuore per il tuo passaggio...ciao
    F.Giorgio*

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  18. @ Annamaria Di Marzo...grazie per il tuo stupendo commento...ciao
    F.Giorgio*

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  19. @ Deborah Mega...molto belle le immagini e le sensazioni che si provano nel leggere il tuo commento...grazie di cuore...ciao
    F.Giorgio*

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  20. @ Osvaldo Mosca...grazie di cuore per il tuo poetico commento...molto bello...ciao
    F.Giorgio*

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  21. @ Ren...è vero ciò che dici,almeno per quel che mi riguarda,il crepuscolo,che precede la sera è un passaggio,un momento delicato,di profonda riflessione,dove affiorano ricordi,desideri e perchè no anche qualche speranza...
    Grazie di cuore per la tua lettura...ciao
    F.Giorgio*

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  22. @ Gloria Gaetano...grazie di cuore per il tuo apprezzamento al mio stile e grazie anche per avermi ospitato sul tuo meraviglioso blog...un abbraccio...ciao
    F.Giorgio*

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  23. Nella prima parte è descritta la situazione dell’io poetante. Una finestra chiusa nel cuore, espressione dell’intimità della persona, che si spalanca come un’ala, inserendo un movimento verso l’alto ove l’io cerca e trova un “tu” che brilla. Le sensazioni di questo “io” sono timidezza e curiosità; non c’è malinconia. Il movimento è deciso, forte – “si spalanca”.
    Nella seconda parte è descritto il contesto esterno e le cose cambiano. C’è subito un passaggio dal giorno alla sera descritto come un trapasso, “esalando il suo ultimo breve respiro”. Cambia anche lo scorrere del tempo: “breve” per il giorno, “lento” per la sera. E questa realtà esterna “invade” l’io poetante in un modo soft, con un “velo rotondo” che evoca un movimento circolare ben diverso dal movimento verso l‘alto dell’inizio. Lo stato d’animo indotto è esplicitamente definito come tristezza.
    C’è dunque un contrasto tra un io che pur timido, con curiosità guarda in alto verso un “tu” che brilla e un contesto esterno diverso, realtà invadente che avvolge di tristezza.
    Ma la persona non è un io che possa estraniarsi, non è soltanto tensione verso l‘alto. La persona è un essere-con, anche “con” il contesto esterno di tristezza.
    Dove porta questa dinamica tra queste due realtà contrastanti, che contribuiscono entrambe all’essere persona? Come si intuisce nella terza parte, il risultato è un “allontanamento”. Con un certo pessimismo il poeta dichiara che aveva una meta, che brillava in alto, ma la tristezza che lo ha pervaso lo allontana da questa meta con una gamma di modalità che va dalla brezza alla raffica; la meta è soltanto sfiorata. Inoltre l’io poetante non vede più, timido e curioso, una luce che brilla in alto; la luce continua a esserci ma è gocciolante come lacrime che scendono dagli occhi, forse più umana prprio per questo. Anche quello che sembrava un punto fermo si dimostra umanamente soggetto alla dinamica emozionale di alternanza di “calma e tempesta”.
    Elegante descrizione delle dinamiche complesse e spesso contrastanti della persona.
    Francesco Enia

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  24. L'analisi profonda che fa Francesco della lirica, esprime tutto il nucleo e lo sviluppo dei versi in maniera profonda e precisa. E tutti tutti gli amici che hanno letto con cura e attenzione questa poesia, perchè amano ascoltare e parlare di poesia.
    Eutta la relazione tra poeti e lettori è incentrata sul 'dono' reciproco. Grazie!

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  25. silvia calzolari27 dicembre 2010 03:21

    Grazie a te Giorgio per il piacere....emozione....di sentire/ascolare i tuoi versi! ....Enia....sempre meravigliose le tue analisi/commento propositive.... Sempre splendida la condivisione poetica e in commento! Un caro saluti a tutti e buone feste! Silvia Calzolari

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  26. è molto dolce ed evocativa, tratteggia l'amore attraverso sfumature dolci,un amore forse sussurrato che si sveglia la sera, nel silenzio in cui giungono tutte le domande..grazie !!tatiana andena

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  27. @ Francesco Enia...rimango stupefatto per la meravigliosa analisi,dettagliata e ricca di passagi profondi e particolari,che il sig Enia ha saputo cogliere dal mio scritto.Ti ringrazio di cuore,caro Francesco,(mi permetto di darti del tu,sperando di non offenderti )...per la tua preziosa presenza...grazie ancora...ciao
    F.Giorgio*

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  28. @ Gloria...Condivido il tuo pensiero,riguardo a Francesco e al ruolo che svolge la poesia.Hai detto bene è una condivisione dei nostri intimi-profondi sentire con gli altri...è un dono di emozioni...
    Ti ringrazio di cuore per l'opportunità che mi hai dato...è stato un bellissimo e gradito regalo di Natale...ciao a presto...
    F.Giorgio*

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  29. @ Silvia Calzolari...gentilissima ...grazie ancora ...ricambio i tuoi auguri ...Buone Feste a tutti...
    F.Giorgio*

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  30. @ Tatiana Andena...grazie di cuore per la tua lettura e per il tuo "dolce" commento...ciao
    F.Giorgio*

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  31. Antonio Lanza ha detto...
    Dolcezza e malinconia mi mescolano bene in un susseguirsi di moti dell'anima, discreti prima, dilaganti, dopo. Belle sfumature che arricchiscono l'impianto, elegante e di grande poeticità. La musica di De Andrè completa mirabilmente il tutto.
    Con l'occasione auguri a tutti, in particolare a Gloria e all'autore

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  32. @ Antonio Lanza...grazie di cuore per il tuo prezioso e gradito commento...buona feste a te...ciao
    F.Giorgio*

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