mercoledì 29 dicembre 2010

VOLITIVE EVOLUZIONI di Francesca Varagona

(Sergey Tyukanov. Moon.2005. da: www.tyukanov.com)



Menti a contatto

sfiorate stratosfere


Pelli svestite

vento mescolato a terra


Fuoco mai spento

da sorgente acqua


Corpi plasmati

infuriate mani


Voli di impulsi


A-(t)tratti

Indipendenti.





26 commenti:

  1. Silvia Calzolari

    Menti...Pelli...Corpi.....nei voli di impulsi... Il tutto..ma come esseri in-dipendenti. Fisicità e spiritualità che scivolano in attrazione e contatti espressi in simboli...attraverso i quattro elementi naturali...vento (aria/stratosfera)...terra...fuoco...acqua. Completa visione...in immagini d'emozione. Bravissima Francesca!

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  2. Menti a contatto
    sfiorate stratosfere

    L'amore, il contatto, l'intesa sembra riprendere dal contatto aereo delle mentiper divenire sempre più coinvolgente nella furia deicorpi plasmati, della pelle nuda, delle anime senza corazze e vestimenti, nella forza di trasvolare in attrazione libera.
    Con pochi tratti sapienti è perfetto sintesi dell'amore in tempesta e libertà.
    Il volo trascina Paolo e Francesca, ma in un luogo dove non c'è la libertà messa in evidenza da te.

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  3. Deborah Mega

    Non avresti potuto descrivere momenti di passione in modo più elegante e raffinato. Nel contatto di corpi svestiti, mani infuriate e menti indipendenti ma che si attraggono si vola verso l'assoluto...
    Complimenti Francesca e bentornata!

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  4. Antonio Lanza ha detto...
    Bentornati, c'era bisogno di respirare aria pura e leggere versi così profondi che ci riportano a rivisitare la poesia classica e momenti del nostro essere fusi tra fisicità e spiritualità. L'amore che si presenta in una veste diversa, ma mai inespresso. "Fuoco mai spento da sorgente d'acqua". Brava Francesca

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  5. Splendida!!!Brava!
    Maria Pia monicelli

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  6. Cara, ultimamente usi queste parentesi che io personalmente amo.

    questa poesia è asciuta ma proprio in questo sta il suo fascino.

    bacio
    FV

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  7. Lirica fremente di passione, tra fusione di corpi, attratti da menti quasi ardenti di un fuoco sottile, che neppure una sorgente d'acqua può lenire; corpi modellati da mani scultoree...intanto si "spicca" il volo insieme, attratti da impulso "amoroso".Vi è un crescendo tra il sensuale e l'amoroso ideale, puro, molto efficace!Brava

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  8. Quanto spazio e quanta materia in questi versi
    densi e intensi,assoluti e relativi.
    Francesca cara hai trovato una strada per giungere all'essenza...
    Una gratitudine sincera per questo amore in poesia.
    Brava nella bellezza tua che esprimi e ci regali.
    Marilina

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  9. Si accende la passione assoluta,quella che,incontrollabile, crea la totale fusione dei corpi e delle anime, in un rapporto estatico,avvinti da una totale, infrenabile attrazione. E' la tempesta dei sensi che tutto travolge,priva di ogni falsa remora e dove trionfa la libera espressione del darsi compiutamente, come un fuoco acceso da "corpi plasmati" e "mani infuriate".Amore puro,dedizione totale,assenza di ogni limite.Eccezionale ed emozionante. Ren

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  10. Gabriele Prignano7 gennaio 2011 00:09

    Paradossale (pelli svestite), ma efficace e forte; controllatissima, ma passionale, carica di emozioni rivissute in modo misurato: le emozioni, pur chiaramente presenti, ribollenti, non tracimano, non esplodono, (anche se ben avvertite nella loro gradazione, ripeto) perché tu così vuoi. Mi piace moltissimo. Complimenti e un abbraccio,Francesca. Sei in gamba!

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  11. Antonio Verderame

    l'essenzialità dei versi non annulla, ma anzi esalta le forti emozioni

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  12. Un poeta – un poeta che sa parlare a tutta la ricchezza e complessità della persona, dalla sua mente, ai suoi sentimenti, alle sue emozioni – sa svolgere un racconto appassionante, illuminare e disegnare il pulviscolo delle forti sensualità immerso e sommerso… emergente dalla forza cosmologica e contrastante degli elementi della natura. E nella natura – perché essi stessi natura – si incontrano, si uniscono e dividono, si librano insieme, si intrecciano, di nuovo si separano, come i neri stormi d’uccelli che compongono e scompongono il loro andare per i cieli.
    Così, espliciti, i due versi finali che, in quel gioco grafico, danno felice sintesi delle passioni drammatiche che par contrastino con la libertà…

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  13. I versi di Francesca fanno retrocedere la mente ai tempi della Bibbia, si apre lo scenario della Genesi, corpi plasmati, fuochi mai spenti...si avverte il soffio divino che dona la vita al creato.

    Sacro e profano insieme in una sintonia poetica, delicatamente estasiata dal sottofondo musicale del pianista Marcello Appignani che ci trascina in un mondo di sogni. Grazie grande poetessa

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  14. sono commossa e senza parole al cospetto di tali accostamenti, di tali elogi
    il mio ringraziamento al mio Creatore, che mi ha concesso il dono della parola e della poesia
    e al momento ispiratore di queste parole, che aleggia in me lucido e forte, grazie
    Francesca Varagona

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  15. C'è un movimento dello sguardo che si avvicina e si allontana cambiando l'ampiezza dell'orizzonte, come se ciò che succede nel contingente dell'incontro di due umani rimandasse all'universo, agli elementi, all'immenso... Francesca si inventa uno sguardo nuovo che crea una connessione tra evento e realtà totale.
    Si è fuori dal racconto di un momento di passione. Ciò che si vede è di più.
    Molto interessante.

    Alessandra Fanti

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  16. Tatiana Andena ha detto :

    è una poesia fatta di suggestioni intense ed efficati, come un sussurro veloce di emozioni improvvise e addormentate che all'improvvisono scuotono la vita, come un ramo oscilla nel vento e ritrova la sua direzione.
    Un abbraccio, Francesca

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  17. Leopoldo Costabile

    Nei suoi radicali fremiti l'amor si dipana in ansie di possesso. Ciò che si dona si scaglia come un dardo entro un cerchio di tensioni che si incrociano, perchè il suo maggior guadagno si ravvisa in una resa. Ed è qui il suo punto di massima espressione.
    Pulsioni primordiali (forse)come in un cimento epico, dove il massimo compenso è il crepitio dei sensi sfiniti sulle spoglie di un miraggio.
    Dono e conquista, dedizione che tracima nel possesso,contatti di mondi diversi assorbiti dallo stesso turbine, segnano il retaggio di un sublime delirio...e, forse, del più grande mistero del mondo.
    Così leggo in questa Tua, cara Francesca

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  18. E'un volo intenso e breve,dove la mente,con eleganza,sfiora e spoglia,corpi emersi dalla fusione,di una passione,che intriga,attrae ma rimane li in sospensione...
    Complimenti Francesca...brava...ciao°
    F.Giorgio*

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  19. Generiamo altri organismi di pensieri sulla base di noi stessi e delle fonti attrattive che sono per noi gli altri esseri, dai quali prendiamo e ai quali elargiamo pensieri, emozioni ... scambi ... certamente l'unico intento, a tratti consapevole ( bello il doppio intendimento di verbo attrarre e "a tratti" locuzione, come possibili inserimenti che completano il senso del volitivo e il lento dispiegarsi dell'evolutivo) , è l'evolversi in sostanza dell'indipendenza di ciascun individuo, crescere. Allora ciò che amiano può davvero essere amore perchè non soggetto che occorre per necessità ma piena consapevolezza di essere noi dono, o dono l'altro... ma senza bisogno,senza dipendenza... solo per amore...
    Roberta Petraglia

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  20. è piacevole leggere Francesca: ribadisco Francesca e non le sue poesie. Con affetto

    Denis Galli

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  21. Denis...e che vuol dire?

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  22. Ringrazio tutti, comprendo ogni parola.
    Apprezzo quanto i miei lettori leggono di me, delle poesie, dei racconti, dei commenti, delle letterine, perché in tutte le mie parole ci sono io.
    Nata per scrivere, forse, ma soprattutto per vivere, una vita gioiosa, adesso, da "fermare sul foglio per darla anche agli altri" come ho scritto in Elenchi, la mia poesia a cui sono forse più affezionata e che potete leggere in Plurale Femminile.
    Francesca Varagona

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  23. Ho in testa il ritmo di Sfilacciatura, che resta tra le tue migliori poesie.
    Ho in mente alcune tue poesie iniziali “cantilenanti”, per esempio Poche parole.
    Già altre volte la tua poesia mi ha evocato ritmi musicali.
    Allora mi concentro sul ritmo della poesia, mettendo da parte i pur importanti tentativi esplicativi che mi interessano di meno.
    Anche quando “cantilenavi” ricercavi qualcosa. Ora questo qualcosa si va precisando meglio: i ritmi essenziali che sono molto vicini ai ritmi del corpo. Pensa all’essenzialità del battito cardiaco: tum-ta, tum-ta, tum-ta … ora associa al battito cardiaco il respiro e cominci già ad avere una composizione complessa. Come i selvaggi che si scambiano messaggi con i tamburi. Oggi è particolarmente importante mettere da parte illusioni di raffinatezza decadente e andare direttamente ai ritmi che sono molto vicini alla primitività. Ma attenzione: la primitività non è mancanza di cultura.
    I ritmi di queste tue ultime poesie mi fanno pensare molto alla Sagra della primavera di Stravinskij, che alla prima rappresentazione si concluse con una rissa: suoni ossessivi, brutali, esplosivi, paganamente ritmici del ritmo appunto fondamentale che impregna l’uomo e la sua corporeità.
    Sei sulla buona strada, strada di semplificazione e di eliminazione dei rumori di sottofondo sino a quando possa emergere il ritmo che mi pare tu stia cercando. Ma ancora non ci siamo. Per poter avanzare in questa ricerca devi rendere la parola ancora più nuda, più violenta, più stridente, così come nella Sagra gli strumenti musicali erano usati in modo insolito.
    Francesco Enia

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  24. Francesco Enia, non speravo in una tua analisi.
    Parlo troppo, per ora, ascolto poco il ritmo del corpo, è quello che tu acutamente noti.
    Sono in ebollizione, la fiamma è alta, devo concentrarmi sul respiro, ma per recuperare il mio ritmo interiore e tradurlo in nuova forma devo staccare, allontanarmi dalla scrittura poetica.
    Fare pausa.
    Solo dopo l'attacco sarà, spero, più incisivo.
    Ascolterò il brano che mi suggerisci, ascolterò la voce del mio cuore e di quelli che stanno intorno a me in silenzio.
    Grazie.
    Francesca Varagona

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  25. piero lo iacono

    allusiva dell'amplesso ma non solo,
    eros della mente e dei corpi,
    non sempre indipendenti,
    il due fatto uno,
    universale e cosmica
    da comprendere tutti e 4 gli elementi vitali
    della natura:
    ACQUA
    FUOCO
    TERRA
    ARIA

    brava Francesca

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  26. Grazie anche a te, Piero
    ...il due fatto uno..
    ...universale e cosmica... sottolinei
    ...nessuna pretesa, per me, solo espressione, tentativi, di fermare sul foglio un'emozione, un sussulto mentale e fisico...
    ...un tutto che giunge ed evoca dal sempre...
    grazie a voi tutti, ancora
    Francesca V.

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