mercoledì 12 gennaio 2011

CANZONCINA LIBERA TUTTI di Tommaso Putignano

(Albert Bierstadt, Moonlight isle of shoals)

Amami se sono pazzo

Se la mia pelle sa di farmaci

Se la mia anima è devastata

Dal rifiuto della gente

Amami se ho le croste dietro le orecchie

Se ho una pancia abnorme

Se il mio sguardo è fisso

Se cammino lentamente

Se aspiro avidamente la sigaretta

Amami

Amami se sono pazzo.

Amami se sono straniero, clandestino, assetato, affamato

Fuggiasco dalle armi nelle vostre mani insanguinate

Amami se sono islamica

Se ho i capelli lunghi

Se ho il velo

Se voglio parlare

Se voglio contare

Se voglio scegliere

Il mio destino

Amami se sono africana

Violata nel fiore più prezioso

Amami se sono donna

Donna africana

Amami

Amami se sono donna dell’est

Costretta a prostituirmi

Dai vostri coltelli inumani

Amami se sono un bimbo vietnamita

Che cuce i palloni delle vostre scommesse

Cinese che cuce le scarpe dei vostri calci

Amami

Amami se sono gay

Se ti bacio sulla bocca e se amo il tuo sesso

Se sono una piccola rom che cerca di sfilarti qualche spiccio

Se sono un bimbo palestinese che tira sassi contro i carrarmati

Se sono un soldato ebreo costretto a stare nel carrarmato

Amami

Amami

Nero, bianco, rosso giallo

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami perché canticchio una canzoncina

Che conoscono anche i bambini

E che fa

Trallallero trallallà



23 commenti:

  1. Amami se sono pazzo

    Se la mia pelle sa di farmaci

    Se la mia anima è devastata

    Dal rifiuto della gente


    E mi commuove sempre questa poesia straordinaria, che mi fa sentire ,come lui, vicina agli esclusi della Terra. Che mi fa amare il tutto e il mondo. In essa fluisce vita, voglia di ri-nascita.Amore nel senso pieno del NOI.


    E’ poesia ricca,densa,che abbraccia tutto il NOI,che riesce a rischiare anche di perdersi nel Noi,che siamo mondo, chesiamo vita,che siamo galassie infinite. E siamo tutti gli esclusi, tutti i rinchiusi dietro barriere e muri,come oggi tanti, quasi i più del mondo,che permettono ai pochi di vivere.Noi, il Tutto, siamo come i palestinesi chiusi nella striscia, murati e condannati in una zolla dell'universo, come i rom, coloro che hanno disturbi psichici, gli africani..... Una vastità d’animo la tua che è propria dei grandi poeti, degli animi puri e nudi,che sanno parlare e comunicare con i viventi,cioè con quelli che sono amore e chiedono amore. L’amore rischia anche il naufragio, ma deve fluire da noi negli altri.Amare è essere vivi!
    Grazie Tommaso di scrivere così….

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  2. Dice Donato di tasi, nella sua prefazione Al libro di Tommaso, Navigatori a vista: in queata nostra epoca macerata da un individualismo accanito,anestesizzata da un chiacchiericcio frastornante,un poeta giovene con slancio e entusiasno aumenta la frequenza del suo resoiro e vortica sopra zattere di significati per entrare in comunicazione con il tu metafisico,per moltiplicare gli individui dialoganti non ciacolanti, e per scndire infinite amarezze e gioie come eventi necessari del gioco biologico.

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  3. Credo che ognuno di noi potrebbe aggiungere il suo personale "Amami" a questa poesia, sia perchè tutti siamo, o ci sentiamo, diversi ed esclusi dall'amore, sia perchè nella sua linearità ci si sente a casa; un luogo dove i bisogni veri possono essere detti e ascoltati.

    Alessandra Fanti

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  4. Antonio Lanza ha detto...
    L'accorato grido di essere amato offre uno spaccato della vita e di una parte di mondo che ci ratrista e ci indigna perchè purtroppo esistono. A Tommaso Putignano che riesce mirabilmente e con uno stile forte, ma limpido e diretto, il riconosci,ento di un'arte che pochi posso esprimere. Un invito all'altra parte del mondo perché non cambi e ascolti con amore, passione a generosità i bisogni degli altri. Complimnenti e con simpatia ringrazio

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  5. silvia calzolari12 gennaio 2011 23:16

    Istintiva....stupefacente....incalzante. Amare le diversità....che sono normalità nella follia di ognuno di noi....perchè l'umanità è variegata....e l'essere umano è unico....l'anima è unica nelle differenze che chiedono accettazione... Un abbraccio forte....denso....sofferente e al contempo gioioso....nella ricerca di amore...universale! NON UNA CANZONCINA MA UN INNO! Appartenere....sentire...ascoltare...guardare con apertura la bellezza dell'esperienza, del dolore uomo/donna in immedesimazione....senza sesso senza giudizio....senza... GRANDIOSO TOMMASO! Silvia Calzolari...in commento istintivo

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  6. Carla Di Napoli13 gennaio 2011 00:24

    Poesia dolce e severa, versi come carta vetrata sulle nostre incapacità, il nostro egoismo, le nostre ruvidezze, la nostra chiusura. Da imporre nell'ora di italiano della scuola gelminiana.

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  7. "amami" se ti chiedo "tendimi la mano" o se invece nemmeno ti guardo e ti tiro un calcio, "amami" per come sono, perché sono. Perché vivo.
    Sì.
    Francesca Varagona

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  8. Possono darsi delle perplessità, nel leggere questa lunga, ripetuta invocazione di Tommaso: una invocazione per sé, che in sé accoglie tutti coloro a cui a volte – spesso – l’amore viene negato.
    Perplessità per quel ripetuto “amami”, che dà, peraltro, quel ritmo incalzante alla lettura senza requie, perché non c’è pace se l’amore viene negato.
    Perplessità: mi sono chiesto, come faccio ad amare un soldato ebreo costretto a stare sul carrarmato? La visione di quel carrarmato, che distrugge persone e case e cose, che protegge sì, la legittimità di Israele ad esistere, ma che ne protegge anche quegli interessi economici (il petrolio marino) che dovrebbero esser riconosciuti ad altri, ma che il carrarmato impedisce, come impedisce a “me” palestinese di avere una casa, una vita, un paese liberi? C’è una attenuazione: “costretto”. Che forse, potrei amare il soldato ebreo perché costretto? E chi non è o non si sente costretto, lo amo? Se la risposta è sì, allora occorre riflettere su cosa vuol dire Tommaso con quel ripetuto “amami”.
    Ho avuto modo di leggere, di Tommaso, Noi non siamo qui, e ho commentato, scrivendo alcuni miei pensieri liberi. In quella occasione dicevo:
    “Non riesco, con le poche parole che ho a disposizione, dire del brivido della pelle e dell’anima che mi percorre leggendo questi versi di Tomaso. E stupirmi della verità che essi contengono. …il troppo amare; quel sentire acuto, profondo, spesso insopportabile, non altrimenti rappresentabile che con immagini drammatiche, a volte spaventose, e certo con una “lingua diversa” che è difficile comprendere nella sua sintassi e nel senso delle sue note-parole, che travolgono in una musica che appartiene a tutti i tempi, i luoghi, le persone, ma che ognuno di noi “sente”, pur tuttavia a volte cercando di sottrarsi all’empito di emozioni che suscitano. In questi versi, Tommaso racconta la verità, quella verità che ognuno di noi, vicino o lontano, non è disposto ad ascoltare, non è disposto a riconoscere: “…paghiamo in silenzio… tutto per voi /tutto per voi…”
    Come si fa a sottrarsi ad una ventata così forte e implacabile? Come si fa a farla entrare a farla vivere nella nostra vita? Minuto per minuto atto d’accusa, grido di soccorso, svelamento del noi, i “senza nome”. Ma in quella stessa “madre terra” io credo che ognuno di noi riconosca la comune appartenenza, zolla, ruscello, germoglio, decomposizione e vita, ognuno di noi si riconosce allora “nominato” non più senza gli altri noi, ma insieme, nella vita che ugualmente ci appartiene, per ascoltarvi e farci ascoltare, insieme per vedere e cantare e urlare e gemere e sorridere e danzare e cantare e nel silenzio ritrovato amarci.”
    E allora, se la comune appartenenza ci consente, nella madre terra, nel mare, di riconoscerci, la parola “amore” acquista un significato che non è quello dell’emozione (ovviamente negata al nemico, verso il quale si hanno altre emozioni), ma quello della profonda identità delle esistenze e della vicinanza soprattutto per chi paga in silenzio.

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  12. "Amami",questa insistente richiesta che potrebbe sembrare ossessiva è,in verità,un autentico grido di aiuto,un atto di amore e di dolore. Non è, quindi, una semplice "canzoncina" ma una emozionante e tesa invocazione che, attraverso un sofferto ed insistente dettato poetico, coinvolge tutta l'umanità più sofferente e reietta, alla quale tutto viene negato, e tutti coloro che vorrebbero e stentano a riconoscersi nella parola "amore".Affascinante,drammatica e coinvolgente nella sua lacerante esasperazione si spegne quasi in un sussurro di rara intensità.

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  13. Il bisogno di essere amati è tipico di ogni essere umano, ma è centuplicato in quelli che abitualmente non lo ricevono. Le categorie che Tommaso ha indicato sono quelle delle persone più sensibili, dalla pelle sottile, per le quali ricevere una carezza è un dono indicibile... non passiamo davanti a nessuna di queste persone con gli occhi dell'indifferenza, MAI.
    Salvina

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  14. Una lirica infinitamente bella e dolorosa, a mio avviso una delle più emozionanti che questo blog abbia mai pubblicato.
    Già l'incipit è di forte impatto emotivo, "Amami se sono pazzo", cioè nonostante tutto, anche se ho la pelle avvelenata dai farmaci e l'anima devastata dal rifiuto degli altri.
    Segue un elenco di condizioni che solitamente caratterizzano il "diverso". Soprattutto tre cose ho avuto modo di osservare e che mi hanno "rivelato" la persona con problemi: lo sguardo fisso, l'andatura lenta o al contrario accelerata, il fatto che aspirino la sigaretta in modo esagerato, le ossessioni.
    Si tratta di campanelli d'allarme per coloro che si ritengono "normali", tra virgolette perchè anche qui ci sarebbe da disquisire a lungo su cosa sia la normalità, dal momento che tutte le persone, anche le più stabili hanno ansie, manie, ossessioni.
    Quello che ci fa paura credo che sia l'imprevedibilità del "diverso", il fatto che non lo si conosca, dunque tutto ciò che è ignoto, fa paura.
    Dalla situazione contingente, il discorso si allarga e ingloba altre diversità: quelle relative allo straniero, al povero, al rifugiato politico, alla condizione delle donne islamiche, africane, violate, ai bambini, manodopera sfruttata per le loro mani piccole ma operose.
    Si passa infine all'analisi dei comportamenti sessuali, "Amami se sono gay", se sono una rom o un palestinese o un soldato costretto, suo malgrado a combattere.
    Mi colpiscono molto i versi "la mia anima è devastata dal rifiuto della gente".
    Il punto di maggior pathos è proprio questo. Il rifiuto è la cosa più terribile che ci possa essere, soprattutto quando è vissuto da persone sensibili e intelligenti, che a pelle percepiscono la barriera, il muro che a volte, anche inconsapevolmente, erigiamo.
    Persone forse sfortunate perchè troppo fragili ma capaci di amare fino all'eccesso.
    A nessuno si nega l'amore, in particolare a coloro che amano troppo.
    Complimenti Tommaso!
    Altro che "Canzoncina libera tutti"...

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  15. scusate per la confusione, ma avevo cercato di inserire per intero il mio commento ma non lo accettava perché troppo lungo; allora l'ho diviso in tre parti che ho pubblicato; ma ora, rientrando, ho visto che c'era il commento per intero e le tre parti, che ho eliminato

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  16. Ringazio tutti per l'aatenzione e la profondità d'ascolto.
    Il commento dopo quello di Manlio, è di Ren, che ora me lo stava scrivento.
    La poesia, visto l'interesseche ha suscitato,che va al di là degli schemi convenzionali,cui siamo abituati, resterà ancora per qualche giorno...Vi abbraccio tutti!

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  17. ricorda negli echi poetici Jules Laforgue " trarallallera trarallala'.

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  18. Intensa già dalle prime note,questa lirica,si presenta forte l'impatto,quasi palpabile,il desiderio,urlato,innato,di essere amati,anche nella diversità del nostro essere,più ampio del termine.Tommaso con la sua sensibilità,è riuscito a farci toccare realtà,di una società spietata,che la possiamo vedere,ascoltare,vivere tutti i santi giorni della nostra vita,attraverso anche i mezzi di comunicazione che esistono,ma che non ci coinvolge mai direttamente,al massimo forse,ci sfiora,giusto il tempo di un momento.In questa sua,mette in evidenza quanto sia dilagante l'indifferenza,per alcune tipologie di persone e ci pone,dall'altra parte della barricata,dove esiste ancora tanta gente che pur vista...rimane fantasma,e che deve lottare,per ottenere,e quasi mai,riesce ad avere ,un suo diritto..."il vivere normale".Come noi,come tutti gli umani,anche loro hanno un cuore,un'anima,una identità,che gli viene negata per questa loro diversità...scartati non idonei per ciò che la vita,la società,impone di essere per essere...
    Complimenti a Tommaso e grazie a te Gloria per avermi reso partecipe di questo stupendo scritto...ciao
    F.Giorgio*°*

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  19. ...mi correggo Gloria...volevo dire ...
    ...scartati non idonei per cio'che la vita,la società impone di essere per avere...
    ...grazie ancora...
    F.Giorgio

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  20. amami...come riesco a farlo io, per aver patito, sofferto l'esclusione, da parte di chi crede di essere normale, giusto, amorevole, dignitoso...amami perchè considerato diverso, da chi lo è, diverso da sè stesso, e con se stesso, amami per tutti quelli che soffrono le ingiustizie, le esclusioni, le sofferenze, le coercizioni... amami, può sembrare una semplice "canzoncina", invece è un disperato grido di dolore di chi, il dolore lo ha attraversato...molto commovente.

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  21. Un inno ai più deboli, ai diversi, ai più fragili, a chi più di altri ha bisogno d'amore.
    Amore, una parola abusata ma che in questo caso rappresenta la massima espressione dell'accettazione della diversità.
    Grazie per la riflessione!

    Osvaldo Mosca

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  22. Sempre ti amerò, l'unico motivo per il quale vale sopportare questa vita, amerò il più povero, il più disastrato di questa terra che non risparmia nessuno, che arricchisce i sofferenti con i doni di Pandora, contenuti nel suo vaso...L'amore è l'unica nostra arma contro ogni forma di odio, indifferenza ed arroganza, questo nobile sentimento divino asciuga le tue lacrime, guarisce le tue ferite dell'anima...ecco perchè ti amo.

    Grazie Tommaso, grazie Gloria, pregherò che Dea Fortuna vi bacia, hilde

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  23. - un inno alla libertà che sa di infinito. Leggendo bene nei versi, scorgo la semplicità dei sentimenti, senza remore e senza timore dei rimpianti. Grazie... Pino Soprano.

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