domenica 23 gennaio 2011

LILITH di Tommaso Putignano

(Albert Besnard, Woman with a Crescent Moon Or, the Eclipse)


nuovo sole sorgerà
tra i rovi e le ortiche porterà
vita nova, brezza antica
di sapore libero di millenni di inganno
di falsi padri, e ingannate madri

verità noi già la conosciamo,
ma arduo è il sentire lieve
‘chè Lilith un demone non è,

ma solo donna che desidera
desiderio di donna e allora?

arduo così è l’amarla?
così spaventoso?
colei che porta la vita?
colei che parorisce la vita?
sì lo è, inimmaginabile lo è!

e allora condannarla?
inimmaginarla? come colei che è piacere
colei che gode nel piacere
nel goder la vita che le scorre dentro
nel godere del piacere di donna

Lilith io ti invoco
demone dei venti del sud
delle eiuaculazioni dei fanciulli
moglie di Adamo
prima del tradimento

Lilith io ti invoco
madre di tutte le madri
silenziosa e sapiente consorte

Lilith io ti invoco
sogno di notte
fiore purpureo
miele e fiele
Lilith io ti invoco

prenditi tutto
perchè tutto è tuo
e tuo è tutto
Lilith, e il tuo nome è più familiare

ma non posso pronunciarlo




22 commenti:

  1. ANTONIO LANZA HA DETTO...
    Una lirica che rompre certi schemi, senza perdere il filo logico e la passinone che da esssa scaturisce. Un inizio come un incanto, poi la realtà rincorxa, una immagine inseguita, anelata, pura, incontaminata, che possiede le delizie dell'amore "Lilith io ti invoco, sei da amare, sei il piacere" quel tutto che prende e che da. Bella immagine di donna e la luna, ricercata la musica di Bono. Complimenti

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  2. nuovo sole sorgerà
    tra i rovi e le ortiche porterà
    vita nova, brezza antica
    dI sapore libero di millenni di inganno
    di falsi padri, e ingannate madri

    In questo incipit c'è tutto il desiderio di scprire la verità, di conoscere, di rinascere, e anche di comprendere l'essenza della donna, che dona , che è anche piacere.
    Ma in una società semipatriarcale Lilith è il peccato, il male, senza che si colga la molteplicità degli aspetti della femminilità. Ma Lilith è sapiente, miele e fiele, madre, è il Tutto. E' Persefone, Demetra e Pandora. E desiderante, luna, sogno di notte, ombra e luce. E ancora non si può nominare.
    La donna complleta intera fa paura

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  3. Incandescende e profetica-mente surreale..azimut di un respiro profondo..scagiona sensi per renderli alla purezza del gesto..oasi di parole scritte su una pergamena che attraversa il tempo e ci lascia davanti al tuo domandarti.

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  4. n tempi recenti Lilith è assurta al simbolo della femminilità schiacciata dalla prepotenza della cultura patriarcale maschilista, per cui viene particolarmente considerata nella cultura della Wicca[senza fonte]. Infatti c'è una leggenda secondo cui Lilith fu la prima donna creata, la prima compagna data da Dio ad Adamo. Ma Dio la cacciò dal paradiso terrestre perché rifiutava di sottomettersi ad Adamo, anche in ambito sessuale, rifiutando che fosse sempre e solo lui a possederla. Una volta scacciata Lilith vagò sulla terra e generò con Satana (qui simbolo della ribellione) le passioni umane.

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  5. In Lulu Wedekind riprende il mito di Lilith, con molti dubbi e incertezze.
    Dov'era, si domandava, l'«eterno femminino» di Goethe, e la redenzione che esso ha promesso a Faust? Qual era esattamente la differenza tra angelo e demonio? Wedekind considerava Lulu come la controparte femminile di Faust; d'altra parte, ella è anche don Giovanni. Lulu poteva essere trattata solamente come mito.
    Ma il Don Giovanni, Il faust è l'elemento aschile, mentre il femminile ,la donna è genere complesso, molteplice, variegato.
    Se ama il piacere, rappresenta la donna negativa, il demone.
    Angela Carro

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  6. "Ma arduo è il sentire lieve,che Lilith demone non è".Non è assolutamente facile immaginare una Lilith diversa da quella che tanta mitologia e antica cultura hanno ampiamente descritto e tramandato.Lo stesso Goethe nel suo Faust,attraverso Mefistofele,non ne fa un ritratto positivo e se lo dice un principe degli inferi c'è da credergli.Saltiamo a piè pari le vecchie ed infauste memorie e inoltriamoci nella cultura ottocentesca del neopaganesimo,dove incontriamo una Lilith che certamente corrisponde ai requisiti poetici dettati da una fervida ed impareggiabile fantasia, descritta com'è donna ardente,amante,sposa e grande Madre.Ma,così diventa una donna perfetta che si avvale del suo fascino e della sua intelligenza,e non saprei dire se all'uomo piaccia o meno in questa sua nuova veste.Comunque,la poesia è attraente e va bene così.Basta non nominarla. Ren

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  7. Forse rivelatori - iniziale chiave di lettura di questa difficile poesia di Tommaso - sono questi due versi: “di sapore libero di millenni di inganno / di falsi padri, e ingannate madri”.
    Nell'immaginario popolare ebraico, che risale alla tradizione mesopotamica, Lilith è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria. Una figura di donna, non più madre ma demone, giustificazione delle paure e delle colpe (non dei sensi di colpa) maschili. Con lo svilupparsi dei movimenti di emancipazione femminile, la figura di Lilith si trasforma, diventando il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile, fino a recuperare la propria identità di Grande Madre.
    Tommaso ben individua ciò che della donna impaurisce: “desiderio di donna e allora?”, di donna che ha in sé il segreto dell’origine della vita e ciò che non può essere razionalmente definito, ciò che rimane nel buio significativo dei nostri istinti, delle nostre emozioni, dei nostri desideri inconfessati, va soffocato, negato, perseguitato, bruciato sui roghi della tranquillità sociale: risolta così la contraddizione che ogni donna porta in sé, contraddizione nel riconoscerla come “colei che porta la vita” e come “colei che gode nel piacere / nel goder la vita che le scorre dentro / nel godere del piacere di donna”, sapienza del godere, così diverso dalle quasi inconsapevoli eiaculazioni maschili.
    L’invocazione, allora, di un nome familiare, cui qualcosa si oppone se “non posso pronunciarlo”. Perché? Ci si chiede perché e temiamo che la domanda resti senza risposta, o almeno ognuno di noi può tentare di cercarla nel proprio vissuto dimenticato, in quelle parole così vivide di Tommaso, così piene di sensi e di sangue e di corpo, “fiore purpureo / miele e fiele”.

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  8. Lilith simbolo di massima emancipazione. colei
    che è cosciente dell'importanza del suo essere VIVA.. colei ke pensa ..che conosce la sua forza ..una ribelle .capace di rifiutare i limiti ke ci sn imposti da altri..lilith è la vita..grazie Gloria x la bella poesia ..un abbraccio a Tommaso..Carmen Pettinaro

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  9. madre... consorte, sta in questa doppiezza, forse ambiguità l'odio dell'uomo, capace di morte, contro la donna creatrice di vita.
    Leggere questi versi è difficile perché Tommaso non da requie nella sua continua invocazione di lei temuta e desiderata.
    Bello leggerti, Tommaso.
    Sempre.
    Con affetto, Stefano Tschuk

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  10. C'è un Adamo, c'è un tradimento e un nome impronunciabile... La donna che ha osato tradire Adamo, colei che si è messa contro tutte le regole del mondo e del divino.
    Ha reso l'univeso terreno e l'uomo improvvisamente debole.
    Bellissima e complessa poesie che fa comprendere molte cose della donna e della timore che si ha di Lilith ,che vuole vivere tutto intansamente.
    Pino Carli

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  11. Non conosco bene il mito di Lilith, ma questa lirica mi sembra bellissima, un inno alla donnaintenso e coinvolgente
    Paola Scarpa

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  12. Una poesia che invoca un'alba nuova sul mondo,e nuova vita per tutti, che collega la vita del tutto con colei che dà la vita, la madre Terra, la donna,che ui diventa Lilith, la parte maledette della donna,la luna nera , la forza il potere della maternità e del piacere. Perciò è temuta come divinità dell'Ombra e della notte
    Immagine espressa stupendamente!.

    Federica Maone

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  13. La poesia è sempre un grido
    ma oltre i riferimenti mitologici, letterari, dotti, oltre le maschere dietro cui si cela, Lilith, se il Poeta - perché tale lo percepisco, io, Tommaso - è uomo, è l'altra metà di sé. E' quella parte femminile che atterrisce, a volte, quando non si sa come "maneggiarla" perché il "sentimento" trabocca e tutto appare mobile e in qualche modo il contrario dello stesso tutto.
    Che sia donna ancestrale, che sia l'ingannata madre, che sia "l'impossibile" compagna, Lilith è un'invocazione che non può avere un nome, perché segreto è il pudore, segreto seppur familiare, vicino, così vicino.
    Grazie, Lilith è con te, Tommaso, forse è "dentro" di te.
    Non averne paura.
    Francesca Varagona

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  14. Sono stata, recentemente a Marrakech, città incantevole, portale maestoso verso l'Africa più nera. Ho visto la sua popolazione gentile e mansueta, sorridermi ad ogni passo. Eppure le donne sono ostentatamente succubi della prevalenza maschile.Velate per buona parte, coperte da lunghi Kaftani: tutte uguali e parificate. Qualcuna di loro, vestita di nero dalla testa ai piedi, le mani guantate, una lunga fessura dalla quale invisibili occhi cercavano di indovinare la via da percorrere, mentre aggrappati alla carrozzina dell'ultimo nato un nugolo di bambini quasi tutti maschi dall'età diversificata, vociava allegramente, seguendo quegli strani belfagor: ridicole rappresentazioni di donne volontariamente assoggettate alla prepotenza maschile. Con rabbia ho percepito, quanto fosse evidente in quelle donne la fragilità e la paura atavica che la sessualità femminile trasmette all'uomo. Solo umiliando con violenza e dominio il potere seduttivo della donna, il maschio può gestirlo senza timori, riuscendo in questa maniera, ad annullare la Lilith che si nasconde in ognuna di esse. Bella poesia Tommaso, intensa e sofferta.

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  15. Sì Wanda, certo,esiste la mortificazione delle donne nel mondo islamico più radicale. Ma ricordiamo pure che ,fino a non molto tempo fa ,le donne del profondo sud, vestivano in nero col fazzoletto in testa, che erano sottomesse analfabete e non votavano. Avevano in casa il padre padrone. Ancora le donne picchiate in casa e violentate, forse perchè troppo vivaci e loquaci. le donne che non possono accedere al sacerdozio, infatto la chiesa è tutta al maschile, non possono somministrare sacramenti.Perchè sono impure ,perchè il controllo avviene sempre attraverso i fondalismi religiosi. La nonna di Manlio si vantava di non scoprirsimai, solo per cucinare alzava le maniche. Tutto quello che c'è in Svezia, Germania, anche nei paesi anglosassoni, qui è ancora da costruire.E l'abbiamo ottenuto per le lotte delle vetero-femministe, delle antiche suffragette.Le donne ancora devono avere la loro liberazione totale.
    Ma sempre il potere patriarcale o semipatriarcale vuole controllare e coprire il corpo delle donne. In Tunisia ,negli anni 80 ho visto molte donne giovani in minigonna. Io stessa portavo la gonna corta a Tunisi , entravo nei bar e non succedeva niente. Oggi ,in Italia, l'esibizione di corpi rifatti giovanissimi, il diffondersi della prostituzione,le scorciatoie delle carriere, non è libertà ma una contraddizione ,in seno sempre ai costumi semipatriarcali.Sono i padri-padrone che le vogliono così, i vecchiacci.
    Noi dovremo faticare qui per riprendere e liberare totalmente le donne. I paesi islamici devono liberalizzarsi, non con l'imposizione, ma con la coscienza e la cultura.In Spagna una legge vieta l'esibizione in tv di corpi di ragazze per non indurre le altre ad imitarle. tu ricorderai crto che le femministe, le nostre madri storiche non volevano si facessero più concorsi di bellezza. La Lilith sarà sempre un tabù, la donna libera, vera, non incasellabile.Scusa Wanda, ho voluto allargare il campo.Ppoi forse Lilith è residuo di una civiltà matriarcale antecedente alla storia documentata, che poi è stata trasformata in Medea, Pandora, non più Demetra.Nella civiltà sumerica è così, nella Bibbia è così. E' la strega bruciata sui roghi. E Tommaso dà un altro volto alla donna. Amo pertanto molto questa poesia ,magnifica, del giovane poeta

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  16. il discorso è lungo e difficile, per me. anche la cosiddetta emancipazione femminile ha avuto i suoi passaggi storici.la minigonna era anche moda, era mary quant, i beatles, no? e se la potevano "permettere" solo le ragazze dal fisico asciutto e longilineo. le cicciottelle sembravano salami vestiti, magari c'era ancora più divisione. fumare le sigarette faceva tendenza e moda. anch'io vengo dal sud. erano tutte inibite le nostre nonne coperte di veli neri? quante leggevano, studiavano, imparavano, cambiavano dall'interno una società accettando che le proprie figli indossassero quelle minigonne? sono provocatoria, ma finché si parlerà di uomo e donna e non di persona umana per me sarà difficile procedere. Magari occorreranno ancora 2000 o 3000 anni, magari ne basteranno 100, non lo so.
    un saluto a tutte/i e sempre bravo a Tommaso.
    Francesca Varagona

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  17. Io credo che questo discorso è altro, si può fare in diversa sede. Qui è meglio fare riferimento ai versi di Tommaso e alla sua visione della donna-LILITH, che è il nucleo della poesia. Grazie Francesca, ma il discorso di wanda mi aveva preso un po' e fatto deragliare....

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  18. Chiara Santagada24 gennaio 2011 07:57

    Lilith è madre, sì, ma di demoni, lì, nel deserto del suo esilio dove vive con scorpioni e serpenti. Per il resto è sterile, prezzo che paga per aver preteso di mettersi talvolta, durante l'amplesso, SOPRA lo sposo, essendo stata creata a lui pari. L'"altra" fecondità, quella che Dio approva e benedice, appartiene ad Eva, creata dopo, per stare SOTTO Adamo. Una faccenda di sesso, insomma, come riconosce saggiamente l'Astrologia, che le riserva il ruolo di Signora della sensualità proibita.

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  19. Lilith è la "prima Eva", un archetipo di grande potenza e importanza simbolica.
    Un tempo esistevano popolazioni pacifiche in cui vigeva l'uguaglianza tra uomini e donne. C'erano anche nuovi popoli, come quello ebraico, dalla struttura patriarcale.
    Nel I capitolo della Genesi è scritto che Dio dopo il creato volle plasmare dal fango un uomo e una donna, Adamo e Lilith.
    Il sesto giorno Lilith accoglie Adamo ma vorrebbe successivamente l'alternanza nell'incontro sessuale. Adamo si rifiuta e Lilith lo abbandona e viene maledetta da Dio: partorirà morte, non vita e sarà condannata alla sterilità.
    Così Lilith diventa una divinità infernale.
    Nel II capitolo della Genesi, di Lilith non c'è più traccia mentre appare Eva, creata dalla costola di Adamo, la donna che non mette in discussione la posizione dell'uomo.
    Lilith diventa simbolo della femminilità che minaccia l'uomo, indomabile tanto da essere rappresentata spesso con ali e artigli.
    Avrebbe un comportamento divoratore, le sue vittime sarebbero uomini a cui sottrae il seme, neonati e partorienti alle quali sottrae il feto, cioè colpisce il maschile e l'aspetto fecondo del femminile.
    Non dobbiamo dimenticare un aspetto tipico della cultura ebraica e poi di quella cristiana, giunto fino a noi, in cui la fecondità viene esaltata mentre la sessualità fine a se stessa demonizzata e svilita.
    Tommaso si chiede "arduo così è l'amarla? così spaventoso?" poi dice "colei che porta la vita?" perchè Lilith avrebbe potuto portar vita se non fosse stata punita.
    Poi la invoca e la definisce "sapiente". Certamente, nel pensiero di Lilith c'è un ragionamento lineare, pulito. Dal momento che uomo e donna sono stati creati uguali perchè non può essere anche la donna a "dominare" l'uomo? Una donna che come molte o forse tutte é "miele e fiele", è tutto e ha un nome più familiare che non si può pronunciare.
    Si chiama "MADRE".

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  20. Lillith, appartiene a noi tutte, Donne generatrici di piaceri e di voglie, donatrici di figli che la Madre Terra accoglie nel suo grembo; é strega e maga, Dea e Madre di ogni madre, é l'essenza del femmineo, consorte d'ogni uomo, é un atavico ricordo che non ci abbandona, poiché nel suo seno serba forza e dolcezza che ci ha lasciato in dono

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  21. Molto bello il tuo commento Deborah, come tutti gli altri.
    Sì la parola che non si può pronunciare è MADRE, senon si dice prima altro... Moglie, compagna.
    MADRE...NO

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  22. Silvia Calzolari26 gennaio 2011 00:22

    Lilith e Luna nera hanno lo stesso significato simbolico, relativo al potere inconscio e ribelle dell'emancipazione femminile. Un nome che trasuda lotta....quella lotta che le donne ben conoscono. Nella poetica di Tommaso si respira tutta l'essenza....il bisogno....la naturalità femminile....che cerca la sua strada....senza lasciarsi sconfiggere pure nelle sconfitte e nelle terribili sofferenze. Una preghiera, un'invocazione....forte....piena....sentita...determinata...che trasmette emozioni....in solidarietà...in unità! Nuovo sole sorgerà.....nel profondo senso libero delle donne...che possano essere ciò che vogliono e ciò che sono senza giudizio....senza limiti e schemi predefiniti.

    "prenditi tutto
    perchè tutto è tuo
    e tuo è tutto
    Lilith, e il tuo nome è più familiare

    ma non posso pronunciarlo"

    nella chiusa sensibile....un senso di ammirazione quasi esitante....nella pienezza del sentire! Meravigliosa poesia TOMMASO!!! Grazie per questa perla! Silvia Calzolari

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