sabato 8 gennaio 2011

ROSATO SILENZIO (we rose ourselves) di Silvia Calzolari

AUREL - GIUSEPPE SPALLETTI



Rosato silenzio

in primo istante

ancora pulsa

s-vuotato

ri-pieno

tatto nell'atto.

Pensiero

sospeso

illeso

ri-preso

srotolando

le nostre anime

di ansiestinte.

Estasiata

nutrita

senza-essere

in fasci speziati

come flash di movimento

in ribaltate immagini.

Puntestreme

...non voler tornare

...nel ritorno già presente.


21 commenti:

  1. silvia calzolari8 gennaio 2011 06:15

    ....il cielo in una stanza....cosa esiste di più grande...se vissuto nella pienezza del sentire...nel rosato di anima/corpo/e mente.... Grazie Gloria e Manlio...

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  2. splendida immagine della passione ristorata, nel luogo in cui l'anima trova la sua pace

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  3. Ansiestinte, mi sembra questa la parola cardine della poesia di Silvia, e l'estasi, il flash, il non voler tornare ne presente perché è sublime restare sospesi nel flash speziato dei movimenti ribaltati
    Il rosato silenzio, come se la pellicola si arrotolasse indietro le anime srotolate ancora pulsa nel "vuoto-pieno tatto nell'atto".
    Amarsi, sempre. ecco la parola "e la stanza non ha più confini..."
    Francesca Varagona

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  4. Io ce l'ho il cielo stellato nella mia stanza.Ho applicato aiutato da mio figlio due costellazioni al soffitto e al buio essendo le stelle fosforescenti,e'una meraviglia anche d'inverno.Sembra di stare sotto il cielo di calabria o di sicilia che nelle notti chiare sono una meraviglia davvero.Mi addormento in pace sotto il cielo stellato! Brava Silvia.Anche per la musica lenta ma ballabile!


    Andrisani Paola

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  5. una bellissima sinfonia di parole in perfetta convivenza!! un spectacolo ,complimenti carissima amica sorella!! Ana María

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  6. Armonia di movimenti di corpi, d'ormoni e sangue nelle vene, d'emozionanti sensazioni nella mente e di ritmati impulsi dentro il cuore...

    Versi quindi armoniosi...

    Vittorio ***

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  7. Valzer divino della rappresentazione di un amore nel suo evolversi viversi distribuirsi e cedere al destino.

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  8. Un'immagine di un istante d'amore, i due corpi che sussultano, si amano, si riempiono uno dell'altro.

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  9. L'espressione lirica dello stato d’animo di Silvia si rivela poeticamente autentico, aderente allo sgomento di una società che ha come rifugio l'esistenziale. I modi analogici e la concentrazione sulle sensazioni soggettive sono caratteristiche della poesia di nuova tendenza,con volti che si stagliano tra le sfumature sognate di un immagine, ,che si recidono dal passato, mentre il fluire delle forme è proprio l’ esito della sua poesia.

    . Da un approccio onirico alla realtà nasce il suo mondo interiore fondato sulla passione e sulla consapevolezza dell’illusione necessaria di un sogno collettivo, mentre il destino è e resta individuale conflitto, cui solo l’amore potrà dare un sorso d’ombra
    Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo della vita, della ri-nascita, della forma che si stempera continuamente.. Da una segreta pozza, il sogno risale, non più disperato ,a dirci che questo è il presente, allegro forse, colorato, visione di vita e di amore.

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  10. Dolcissime note.... una delle più belle canzoni...
    voci dell'anima che volano alte...

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  11. bellissima poesia Silvia, quando si è in uno stato di grazia l'ultima cosa è voler tornare alla realtà.

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  12. Antonio Lanza ha detto...
    Un'immagne tenera e delicata che un'anima gentile poteva ispirare, collocandosi al disopra del mondo fisico. Stile che conosciamo e avuto modo di apprezzare
    Complimenti Silvia

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  13. PIERO LO IACONO

    musica le tue parole
    e dolce naufragio dell'anima
    naufragar, soffondersi e
    "non voler tornare"
    disorientante, smemorante......

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  14. Una bellissima composizione , a me ha ricordato un susseguirsi di immagini come fossero "FTURISTE"in movimento e con tanto amore dentro. Ciao Massimo

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  15. Il “rosato silenzio” è frutto della scarica di endorfine alla fine dell’amplesso. Quell’attimo di pace interiore conseguenza del funzionamento neurochimico del cervello. Tutte le droghe hanno questo effetto, e le endorfine non fanno eccezione… niente di metafisico, purtroppo…

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  16. silvia calzolari8 gennaio 2011 23:14

    Gentile Mike, analisi scientifica di testo poetico la tua... Non sono d'accordo con il purtroppo... Tutto dipende da come si recepiscono i "rosati silenzi"....il proprio occhio interiore sente (pur drogato grazie a reazioni chimiche) le meraviglie dell'"amore" molto lontane da una lezione scolastica... Il trascendere è la bellezza dell'esistere! Non credi? Un abbraccio grato per il tuo commento!

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  17. silvia calzolari8 gennaio 2011 23:15

    Grazie Gloria per la tua meravigliosa critica/analisi sempre generosa! Grazie a tutti voi per i graditissimi commenti!

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  18. - un silenzio che si svuota ancor di più delle parole senza suono... Rosato più della carne che si riempie di poesia... grazie Silvia... Pino Soprano

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  19. Una bella lirica, intensa e ricca di emozioni forti. Dopo l'amore, il silenzio al quale si attribuisce un colore a rappresentare la passione, è pulsante, trasmette estasi, incredibili sensazioni di vuoto e di riempimento. Non solo, "nutre" come fosse cibo, trasmette energia, estingue le ansie, dunque assume anche una funzione catartica.
    Il ritorno al tempo presente è duro, repentino, pesa ritornare alla realtà quando si sta divinamente bene perchè solo in questi brevi istanti, in queste "puntestreme" si raggiunge una condizione divina, si coglie l'assoluto...

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  20. Un poema d'amore, impregnato di un desiderio struggente di una stanza che trova nell'amplesso il suo cielo jazzistico, un connubio magico ricco di emozioni che fanno sognare, liriche melodiche che sanno di spirito e carne alla ricerca dell'anima, la voglia di mettersi in contatto con le vibrazioni del cosmo...per indicarci la via da percorrere verso la felicità. Grazie Silvia per averci donato una Grande Poesia...

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  21. "s-vuotato/ri-pieno".
    Incominciamo da qui. Emerge uno stupore in me che leggo come di chi su un doppio binario che ha perduto l’esatto secondo di scambio è travolto da un treno in corsa… ma si è spostato in tempo gettandosi da parte. Perigliosa esperienza! Galvanizzante, certo. Dopo aver percepito il pericolo così vicino e averlo evitato, la sensazione del "S-vuotato, ri-pieno" catalizza ogni poro della mente, ogni suo battito cerebrale ed emotivo. La paura di perdere tutto e la certezza di essere nuovamente padrone di sé e della propria vita. Stessa energia, stesso ammiccamento al rischio e medesima ambizione di vita, mi muovono tali versi.

    Il "rosato silenzio" che segue l’azione ma anticipa poeticamente tutta la composizione, è il giusto pendolo della coscienza che oscilla così tra le due patrie di umana ragionevolezza e spudorato, vitale tatto nell’atto: forse di scrivere? Perché no… non vedo necessariamente l’amore se non quello del Poeta verso la sensuale, impudica rima che chiede nutrimento e non argine al proprio desiderio di esistere! Poesia che chiede al poeta di divenire da "Illeso" e inerme polo privo di elettricità a "ri-preso" fermento che muta e trasforma chi è disposto ad accoglierlo in immagini chiare e nette. Prive di quel ribaltamento che è recesso di codardia, svogliata lettura del presente. Poeta e poesia: un amplesso di rosato silenzio, di improvvisa pianura fiorita dove è bandito ogni ritorno che fiacca con l’ enzima nefasto del torpore,le connessioni tra vita e vitalità, punte estreme: le uniche ad essere accettate e sperimentate.

    Paola Casulli

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