venerdì 22 aprile 2011

NON COME VITA di Gilda Policastro



Gli altri sono:

mangiare il panino a morsi

gridare al telefono

sputare

mentre lo fanno.


I gesti che non durano,

la bambina dice ciao dalla porta,

e lui che ci hai dormito una notte

in casa, la mattina

non ne sai più il nome - ma non è come pensi.


Gli altri sono:

il ventre che spinge

sotto le calze, e sopra i seni

le mani,

ma pensare che non resiste,

e okey, ci sentiamo domani.


Un’unica forma o misura ha il fare,

e il resto è represso

dal vestito di madre,

dal divieto,

e più chiedono, gli altri, più ingombrano,

meno stai con


gli altri sono:

i figli, morire, tu figlia loro morti,

e le coperte, e il velo

e i pigiami e le giacche

gli altri le porteranno, le butteremo,

e quel giorno non verrai

nel sogno a rimproverare


non come vita, ma più di dormire e meno,

un’altra volta

dimentico, e passo:

adesso non gridare, non dire il nome, che non sai

degli altri, che a te chiedono, loro,

di non andartene


Gli altri hanno paura,

non vanno a letto, non si sdraiano come d’amore,

e non passa, non va e non viene, e sono a metà.






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