giovedì 14 luglio 2011

IL RITORNO di Barbara Grubissa

(Dall'album: I'M di Eroma Mariodimeglio)

Sono affacciata alla finestra da due ore e ho paura.

Caro diario prolisso e fascinatore, timido intrattenitore, in strada tutto

prosegue normale

cicaleccia la gente con fervore e progetta e si muove si incontra e si

scontra

in casa silenzio cimiteriale.

Tra poco qualcuno porterà qui mia madre.

E se davvero non ci volesse venire?

E se per caso volesse scappare?

Ho gomiti sul cornicione e la faccia trasuda asfalto e afa, le ginocchia

zinzolano sulla sedia

e scricchiola il parquet come ossa di morto.

Chi dice chi dice che voglia restare

Magari avrebbe altri mondi da esplorare

Chi dice chi dice che non si voglia involare?

E magari sogna principi inauditi e quieti meravigliose,

mondi dove ognuno sia libero di gridare

e non vuole sfregare panni e lasciarsi umiliare.

Caro diario intransigente e pretenzioso, cedevole e fragile, consapevole

forte

gendarmi burocrati assoluti da una carta mandati l’hanno portata

altrove.

Caro diario brontolone e sognatore, iroso e paciere, collerico e

bontempone

che fosse solo quell’altrove l’atroce errore?

Se mai un giorno qualcuno chiederà a un folle dove vorrebbe andare

sentirà un sogno e capirà che vuole scappare.

Da quattro ore almeno batto la testa sulla lastra di vetro

aspetto con ansia e nessuno arriva

io da grande vorrei diverse porte aperte e la capacità di capire,

vorrei rispetto e qualcuno che mi stia a sentire.

Da cinque ore almeno ho nel gozzo l’ansia da abbandono

e quando lei arriva con l’aria trasognata

la stringo e penso “L’ hanno convinta anche se lei non vuole

questo è il suo posto ora proprio deve, casa o ospedale e altro non c’è.

L’hanno convinta davvero qui deve stare, anche se strepita e un’altra casa

vorrebbe avere”.

Con l’aria lucida lei fa la madre e dei gendarmi non parla.

16 commenti:

  1. Un libro straordinario di una bambina che ha vissuto tutta la malattia della madre, i vari TSO, e che ha amato la forza di Eliana,sua madre, come in nessun altra persona. Ora Barbara è una donna splendida, forte, determinata, che ha scritto questo un diario poetico sulla sua vita con la madre. Appunti, poesie, scritte in triestino.
    E in questo libro straordinario si vive tutto con Barbara, si piange, si raccontano favole, ci si arrabbia, in un'osmosi coinvolgente con le sue parole,prima di bambina, poi di donna.
    Proprio attraverso la sua scrittura asciutta, semplice , che conosce le vie dell'emotività, ma anche della saggezza e del controllo.
    Una vita fuori dal comune, un linguaggio mai banale, mai compiaciuto, mai melodrammatico.
    Un esempio raro di come un'esperienza così straziante,che ha segnato la sua infanzia, possa diventare coscienza di sè e stile ineccepibile.

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  2. Scusate la scrittura minuscola, ma non è stato possibile usare caratteri migliori, per difficoltà del blog, della lina o di non so che....

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  3. Commento di Silvia Calzolari

    Vita "normale" d'abitudine "ascoltata" da una finestra in contrasto con il silenzio morto della casa che scricchiola nell'interiore.
    "Caro diario intransigente e pretenzioso, cedevole e fragile, consapevole e forte".
    Un mondo stupefacente che scava nel sè in tutta la bellezza disperata e l'imperfezione liberatoria: il diario.
    Da una finestra nella paura...si attende il ritorno di madre in tutte le domande senza risposta che tentano di penetrare, di immaginare sogni desideri infranti possibili/impossibili in una scelta necessaria e obbligata. Ansia che si protrare nell'attesa di quel ritorno. Consapevole percezione della pienezza/ricchezza ipersensibile del "folle" attraverso la profondità di parole scritte, autoanalisi per tentare luce che chiede aiuto ascolto vero e autentico.
    "Se mai un giorno qualcuno chiederà a un folle dove vorrebbe andare sentirà un sogno e capirà che vuole scappare". Nell'ansia di abbandono lei arriverà quella madre che si vuole stringere forte nell'abbraccio triste e protettivo.
    "L’hanno convinta davvero qui deve stare, anche se strepita e un’altra casa vorrebbe avere"
    Versi che si immedisimano totalmente nell'altro in una percezione dolorosa e viva della condizione umana, dei bisogni di chi vive fragilità....di colei che è amore...di colei che genera...di colei che meriterebbe un'altra vita.... Si infiltrano immagini a treccia che producono in chi legge dolore e senso di colpa, sensazione di abbandono e desiderio di liberazione dell'altro e del sè...un'altra vita per chi soffre...per chi vive una prigione... Grande e disarmante poetica di Barbara Grubissa! Grazie!

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  4. Al di là della capacità poetica, Barbara ha un coraggio raro di mostrarsi, di raccontare se stessa, oltre a sua madre.

    Toni Piccini

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  5. sono felice di poter contribuire in qualche modo... Mi convolge molto questa linea sottile di sofferenza, sviluppata in crescita emotiva e artistica !

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  6. So bene quanto sia faticoso vivere accanto ad una persona con disagio. In questi casi infatti a soffrire non sono solo i diretti interessati, ma anche i loro familiari: tutti portano sul volto e nell’animo una cicatrice di dolore, indelebile e irreversibile.
    La protagonista che racconta le sue emozioni, vive con ansia e trepidazione il ritorno della madre mentre “in strada tutto prosegue normale”. Durante l’attesa lunghissima si pone tanti interrogativi: se non volesse tornare? Se volesse scappare?
    In contrasto con il cicaleccio della gente che progetta, si muove, si incontra e si scontra, c’è silenzio cimiteriale, unico rumore lo scricchiolio del parquet simile allo scricchiolio prodotto da ossa di morto.
    E quando finalmente la madre arriva “con l’aria trasognata”, la bambina cresciuta in fretta, pensa che sia stata costretta perché non c’è alternativa a casa o ospedale.
    E allora anche l’aria trasognata di prima diventa lucida. La madre con coraggio e determinazione nonostante le difficoltà “fa la madre e dei gendarmi non parla” e la bambina che pure soffre con lei per empatia, comprende tutto, acquisisce coscienza di sé e impara a elaborare e sopportare il dolore che è dell’altra persona ma che si condivide e si giunge a sentire come proprio per empatia.
    Le persone come Barbara sono persone speciali per le quali vale la citazione che segue.

    ‎"Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio.
    Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore.
    Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate."
    (E. K. Ross)

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  7. commento di Mariagrazia Di Bello
    La finestra come metafora tra la vita di dentro con gli interrogativi e le mille inquietudini di chi sa che combatte da solo una battaglia durissima e il fuori dove la vita che scorre nella sua normalita'...i passanti indiffernti e ignari .Il disagio ,la diversità armano la mano degli altri con l' indifferenza e l' assenza ,ma accentuano ed esaltano il coraggio del cuore di chi sa che deve combattere da solo .Non c'e' alternativa a casa e ospedale ..altro non c'è ... questo, nel mio lavoro ,e' il dramma che leggo negli occhi dei familiari ,gli altri ,le istituzioni non ci sono se non come gendarmi a spegnere un sogno e il desiderio di scappare .Bella e intensa da lasciare un brivido sulla pelle per tutte le volte che siamo stati , anche non deliberatamente e consapevolmente "gli altri ...quelli che camminano per strada" presi dalla velocita della vita ..ignari di un dramma affacciato alla finestra cosi' visibile .

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  8. Antonio Lanza ha detto ...
    Stare accanto a una persona cara, gioia che io ho provato, pur nella sofferenza, ma anche momenti esaltanti, ti arricchisce spiritualmente e ti dona una carica di umanità straordinaria. Tutto traspare in modo encomiabile dalle righe dell'autrice, con pennellate semplici,ma di spessore pari ai grandi artisti, facendo rivivere esperienze a quanti di noi care e indimenticabili. La commozione è frenata, ma dirompente e autentica. Complimenti e un grato pensiero

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  9. - Sebbene sia molto commovente e tutti noi con una grande sensibilità ci rispecchiamo in questi versi, è un argomento molto forte e solo chi ci è stato e ci sta ancora dentro può capire la gioia ed a volte la disperazione di questi momenti. Esternare come ha fatto l'autrice richiede molto coraggio, poi possiamo anche interpretarla come uno sfogo dell'anima, ma comunque ci fa ricordare che siamo tutti fratelli e tutti abbiamo bisogno di tutti per alleviare e condividere pene e gioie. Grazie... Pino Soprano.

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  10. Leopoldo Costabile
    Si scuote sempre la coscienza in ogni attesa. Qui essa si invera in "un diario", che non è solo un momento d'appoggio, ma una sponda attiva che riproduce in sofferenza le risposte del mondo (per i tanti aggettivi ad esso attribuiti: "prolisso", "brontolone", "fascinatore" "iroso", "paciere" etc). Le risposte, cioè, di una avvertita indifferenza che diventa sistematica, e che inghiotte ed annienta gli indecifrati sospiri che reggono ogni nostro dispendio.
    Nell'indistinta melassa di una omologolazione onnivora, si perde il principio umano, per dar spazio solo a quei "stralciati" fenomeni che si proclamano al cospetto dei nostri "silenzi". I tenaci rigurgiti di una mai rinnegata aspettativa. I silenzi dell'attesa.

    Grazie Barbara...grazie Gloria

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  11. Silvia, Deborah, Eroma,Leopoldo, Antonio, Pino,Mariagrazia,Toni hanno dato un'interpretazione e una lettura profonda , stimolante e attenta delle parole di Barbara. Sinceramente sono commossa.
    Barbara scrive nella sua breve prefazione:

    Mia madre voleva fortemente crescere un poeta. Senza alcuna ragione, semplicemente perchè il poeta è un grande amico silenzioso che non giudica mai.
    Il giorno stesso del suo suicidio mi ha telefonato e le ultime parole che mi ha detto sono state:"Racconta la mia storia agli altri2
    Io non ho mai amato questi grumi di parole che vengono a galla dentro di me. Mi sembravano un sintomo evidente delle follie che ho visto,del degrado,della violenza, della paura.
    Mi fanno sentire diversa e l'essere umano,putroppo diffida delle differenze.
    Al tempo delle vicende narrate avrei tanto voluto un libro così,che mi dicesse:"un giorno avrai tempo per lavarti, pettinarti, cucinare, per scrivere le tue memorie"
    Avrei voluto che gli psichiatri di mia madre leggessero questi versi,per capire davvero in profondità, al di là di ogni diagnosi...

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  12. Se ha un valore la poesia è anche per quel che dice Barbara, non giudicare ma capire a fondo, 'sentire' la persona, e la parola, anche il silenzio... Infatti i poeti non fanno diagnosi, si esprimono e intuiscono la vita, le persone il mondo. E non si ritraggono di fronte al dolore e alle paure da raccontare... Anche alla gioia,sì.
    La poesia fa comprendere meglio... Tutto.
    E' questo un valore da non disperdere... La poesia è alta e, a volte, anche povera, come siamo noi...

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  13. “Diario intransigente”… già, non può concedere dimenticanze, omissioni, non può concedere eufemismi, confusioni, ma può (“pretenzioso”) dare spazio solo alla verità, anche a quella del sogno, sì, (“fascinatore”.. “cedevole e fragile”) scritto così come scorre la vita, tra sonno e veglia, anch’esso contraddittorio, come contraddittori sono i sentimenti dell’attesa.
    Sentimenti di dubbio e paura, di immedesimazione nel desiderio di scoprire “altri mondi da esplorare”, in un volo, in un sogno da fiaba.
    Sì, Barbara, il sogno del folle è che vuole scappare: ma quanti hanno le parole per chiedergli dove vorrebbe andare? In un altrove che non è solo il suo altrove, ma ci appartiene nell’ansia di trovare il luogo dell’amore?
    E nei luoghi dell’amore, non può esserci spazio per “gendarmi burocrati” davanti ai quali, da loro osservati e custoditi, mai si sarà “liberi di gridare”, mai si sarà liberi di non “lasciarsi umiliare”.
    La tua esperienza, Barbara, raccontata nel tuo bel libro “Son stufadiza”, ha dato ai tuoi lettori, anche a quelli che non ti conoscono personalmente, quel semplice, irraggiungibile desiderio di involarsi nella libertà, quel semplice e raro ascolto, che ci dia la “capacità di capire”.
    Tu hai atteso tua madre, lì, alla finestra, nella paura, e tua madre ha compreso, ha compreso bene, il tuo amore, ti ha ricompensato con il suo amore (“…lei fa la madre”) e forse ti ha dato maggiori capacità di capire.

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  14. Abbiamo una moltitudine di chiavi per socchiudere e spalancare battenti, dietro i quali volteggian con la notte cose dette e cose taciute. Poi a seconda del sangue che scorre
    liscio, terrestre... a seconda dell'aria ...forse una stella o una nuvola, variano queste chiavi!...e con esse variano le parole, che si concedono innumerevoli giri ...sono da destra o da sinistra... di pietra o di piuma ,come la trottola al filo s'annodano, poi finalmente sfuggono e gli si concerne di volteggiare con fiocchi, per la realta' ; per la finzione ...e a seconda del vento
    l'impressioni divengon o meno, un punto di vista! Ma in momenti, dove tutto mescolato scorre, in uno straziante letto di fiume ogni attimo e' tramutato in schianto ...e li s'impara quanto l'uomo puo' patire al di fuori di noi... che vesta medaglie da ufficiale ,o mascherine da ladro non conta !...ch'esso dorma in ville ,o sotto ombrelli di stelle ...e noi com'egli, siamo nati troppo tardi
    per trovare sollievo in semi secchi di papaveri
    cosi' affamati... opprimiamo la nostra natura
    nutrendoci di pentimenti vuoti e' da li che per la gente nasce l'ozio ...ma non per l'amore; no! L'amore che ci unisce, che ci lega, che ci si trova innanzi, come un'assassino sbuca fuori da un vicolo e colpisce... cosi' come colpisce il fulmine, cosi' come colpisce il coltello a serramanica "ma...prego!"...
    non mi si facci caso, queste mani, queste parole
    appartengon solo ad un povero sognatore ed indegno poeta... se avessi potuto essere il custode dei suoi sogni, e la culla delle sue attese ...ascolterebbe
    solo la quiete ,godendo di cio' che mai gli fu concesso ...il silenzio!

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  15. Bellissimi tutti i commenti, quasi un a superfetazione di parole intuizioni, sentimenti sulla sostanza delle parole di Barbara. Tutti sono molto motivati, catturati dalla storia e dall'esperienza d'amore della mia amica. Sinceramente sono commossa,colpita n ei miei sentimenti più profondi. Sì ,Manlio, Eroma è una storia di amore e di coloro che hanno potere.
    La vera storia del nostro stare insieme come esseri umani

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  16. Resto in silenzio ad ascoltare Barbara e ad ascoltare voi, che con infinita capacità empatica e di "sguardo" avete scritto su questo libro che adesso desidero leggere assolutamente.
    E prendo in prestito la citazione di Deborah, che sento calzare a pennello a tutte le Barbare del mondo...
    "Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio.
    Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore.
    Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate."
    (E. K. Ross)
    Grazie di tutto questo amore per la parola, per la vita, per la vera umanità
    *danj

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