giovedì 11 agosto 2011

PIETRA di Alma Passarelli Pula

(un particolare del quadro "Il segreto" di Alma Passarelli Pula)


soffiavano sassi stanotte

sentieri d'oblio accatastati

come legna arsa

bruciature segnate su parallele rette

viaggiavano strette le mani

in cosce tremanti

in visibili fasti

re e regine poste in tele

fuori fuori dall'aria

fuori da vento sporco

in auto smunto

in universo mutante

eppure morte segna vita

angolo segna potere

scrivo vicine lingue d'inchiostro

registro silenzio porpora e ventaglio






13 commenti:

  1. Quel sibilante verso d’inizio dà subito sensazioni di paura e di solitudine: l’oscurità della notte, il sibilo dei sassi che non si sa da chi e dove lanciati, contro chi, perché, si crea un’atmosfera d’attesa, nell’ansia del non conosciuto e minaccioso, portato da un vento di (…passioni consunte?).
    Acqua che scorre, nei versi senza soluzione di continuità di Alma, dove s’intrecciano corpi, ricordi, sensazioni: è un andare che soffia su di noi, inconsapevoli, incapaci di comprendere, ma tuttavia rapiti e forse derisi, ma certo mutanti, chissà se vivi, chissà se già morti, feriti da fuochi invisibili, chissà se ancora contenuti tra rigide parallele, chissà se liberati, fuori da atmosfere rarefatte e mefitiche. Forse il silenzio saprà dirci cose inenarrabili.

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  2. "Tentare di comunicare sensazioni e non solo concetti…stabilire nuovi rapporti e nuovi riferimenti…
    …disorientare; per permettersi di orientare nuovamente, in modo possibilmente autonomo, mediante la propria attitudine, con maggiore e rinnovata consapevolezza; al fine di conquistare, per scelta, non solo spazi di pensiero ma anche luoghi di vita meno dipendenti rispetto a modelli di produzione e di consumo dominanti…
    …portare le cose al di fuori dei luoghi per le quali sono state create…
    Io cerco più la suddivisione delle responsabilità, che significa che chi era abituato a fare poche cose deve aumentarle, e viceversa, quelli che gestiscono molto potere dovrebbero fare un passo indietro. Si tratta di far assimilare equilibri diversi…" Niezsche

    e con le parole di Niezsche mi piace cominciare una breve presentazione della poesia di Alma, che ha vari registri linguistici, quello dell'immagine, l'analogico, il tetarale,quello psicologico.
    Alma è donna che scrive testi teatrali, poetici, raffigura immagini,non solo per esplicare il suo talento, ma per eliminare certe pietre che ha dentro, come tutti. sente l'universo mutante, la trasformazione, dentro e fuori, i silenzi e le parole, la morte che fa sentire più forte la vita, enon può fare a meno di esprimere ciò che avverte dentro, giungendo all'essenziale, allo scabro, al vero, lasciando fuori cronaca, rapporti cusali, ma ponendosi in ascolto della voce del suo sè, per liberare il dolore e la sua anima
    Infatti come dice Niezsche non ci sono luoghi, modelli, ma equilibri sempre diversi, che la sua mente registra e vive nella profondità del suo esserci

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  3. Un lessico musicale, un procedere poetico per associazioni secondo una logica forse non evidente ma assolutamente coerente nel suo dispiegarsi. Così i sassi richiamano l’idea di oblio e di eterno, le cataste la legna, questa le bruciature e così via, mentre intanto l’aria è sporca e l’universo muta senza sosta. Mi soffermerei su quel “eppure morte segna vita/ angolo segna potere” come a dire che una realtà è sancita dall’esistenza del suo contrario. Così accade per le coppie morte/vita, angolo/potere.
    La poetessa scrive “vicine lingue d’inchiostro” e registra “silenzio porpora e ventaglio” e finchè c’è scrittura, la modalità di espressione più grande per fermare le cose, tutto resta, perfino la vita.
    Complimenti all’autrice.

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  4. Un vento di parole come sassi, che indicano la direzione e intralciano il passo. Nemico o possibile soccorso sarà l'incontro a venire? Vita e morte hanno sapori mischiati con suoni e colori. L'inchiostro non traccia disciplinate parole ma scorre come rivoli di sangue perduto o speso...

    Alessandra Fanti

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  5. Aonimo ha detto...
    Godo un modo nuovo di eprimere emozioni e concetti, senza smagliature e con grande perizia. L'universo è in noi; c'è chi sa osservarlo come in un caleidoscopio e descriverlo nelle sue forme mutevoli e sublimi. L'autrice è molto brava, oltre a possedere indubbie doti
    rare che lo sublima nell'olimpo dei poeti.
    Cataste di legna arsa, non è la fine di un processo, ma il condensato di passioni che bruciano ancora, eterne.
    Complimenti e grazie per avercela offerta
    Antonio Lanza

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  6. - questi versi accompagnati da corde accarezzate di un violino e dolcemente battute di un pianoforte, sono bellissimi. Grazie... Pino Soprano.

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  7. LEOPOLDO COSTABILE

    Ogni memoria non è solo legna bruciata, ma il conseguito esito di un ciclo che svela la vitalità della fiamma. E la fiamma non ha forma, nè misura; nè mai si perde in ciò che ha consumato. Ai consueti modi non soggiace, perchè muove da sè stessa senza impulsi derivati, senza l'inerzia di una traccia già segnata, senza spunti nè dinieghi da osservare.

    Nell'articolato contesto di questa metafora si inscrive, a mio giudizio, la offerta suggestione di questa lirica, che offre un margine di coerenza ad opposte sensazioni. Una sorta di continuità virtuosa tra la morte, che si svela in quella legna bruciata (come parvenza di memorie), e l'incontaminato senso della vita che si sovrappone ad essa. La morte e la vita, non già incluse nello schema di un contrasto (escludente), ma come seguito di un ciclo che non sconta remore e gravami, nel permanente impulso di una fiamma che si innova.
    E cose nuove sempre si scrivono accanto ad altre "lingue d'inchostro"

    Grazie Gloria, e complimenti all'Autrice

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  8. Ringrazio tutti coloro che hanno visto, guardato, oltre i versi che li hanno subiti e li hanno già negati, per andare ancora oltre, oltre le pietre, verso nuova poesia che è canto e incanto
    Alma Passarelli Pula

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  9. Alma, ho letto le tue "Scatoline" e penso che davvero, per quel che ho provato leggendole (racconti... poesie... importa?) posso solo rubare le parole degli altri. Di Carmelo Bene:
    “… distacco, lontananza, assenza, separatezza. Malattia, delirio, suono, e soprattutto, urgenza, vita, sofferenza. È l’abisso che scinde orale e scritto”; di Enzo Caputo:
    “…modo in cui affrontiamo i testi: distruggendoli, rompendo le catene dell’ermeticità del cervello, il cervello forzato a non razionalizzare un discorso, una normale consecutività della parola. La parola che trova la sua ricomposizione nella poesia: E allora si aprono – dice Enzo – ad un certo punto, dei baratri enormi dove sprofondi e trovi cose del tuo essere, nella tua poesia che non avevi mai visto. La poesia viene dal profondo e svela molto più di quello che vediamo normalmente: è successo a me, è successo a tutti quelli che hanno teatralizzato in questo modo le proprie scritture”.

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  10. si Manlio, proprio così, quando scrivo mi perdo oltre mondo oltre parola oltre sguardo oltre suono, si, oltre suono, perchè è suono quello che sento, un suono lontano intraducibile che urge e spinge per uscire. Spero un giorno di abbandonare parola e dare voce al suono quello unico che spalma tutta la mia vita, la mia voce vera che non è costretta in parola e chissà...quale astratto nuovo sentiero grazie amico mio Alma

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  11. Tutte e tre incollate al computer abbiamo ascoltato la tua musica, in contatto con il tuo cuore... per essere sempre con te
    Angela, Ornella e la tua mamma

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  12. Silvia Calzolari22 agosto 2011 06:56

    Perdonate il ritardo...causa vacanze...me ne scuso...e ora non posso che esultare nell'esordio di Alma in Poeti Clandestini.
    Alma... poesia di libere esplosioni d'anima che recitano intense l'emozionale profondo. In Pietra si coglie l'effetto nei contrasti interiori che corrono vibranti in istanti poetici. Ci si immerge nel vortice dei versi taglienti e accesi...devastano...comprimono...fuggono...escono... escono fuori... forti dolorosi di vita in un'atmosfera buia notturna in "universo mutante". L'anima in divenire senza mai resa nella sofferenza "vomitata" tra vita e morte che diventa verso pieno sino a silenzio sino a "porpora e ventaglio". Poesia... dipinto...recitazione d'Alma...che adoro! Silvia Calzolari

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  13. Ringrazio tutti per l'attenta e assidua partecipazione

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