venerdì 5 agosto 2011

SEGRETA di Daniela Cattani Rusich

[Universi concatenati (Universi e mente) - foto di Antonio Limoncelli]


Arrenditi fra le mie braccia fragili,
scivola piano ai bordi del mio cuore;

io ti ho nascosto ormai tra mille angoli
e nevica un silenzio che assassina...

Assolvimi per questo cielo inutile
pieno di voli e abissi senza scampo:
ricorda che bellezza non perdona,
svicola serpe in fondo ai desideri.

E quel che è stato è cibo per i cani
- ruvido istinto che incatena ai limiti -
Volgi lo sguardo, la tua strada è libera:
assolo e dissonanza ancora tiepidi.

Tutto mi tace intorno come l'ombra
del mondo, che si allunga sulla via.
Gli occhi di un cieco, tu, li hai mai guardati?
Sono rivolti al sogno, che non muta!

Conta solo il respiro, mentre il tempo
ignaro, arresta il passo sulla soglia.
Nevica adesso, e ormai s'è fatto tardi...
la parola soltanto gronda sangue.

Segreta.


14 commenti:

  1. Conta solo il respiro, mentre il tempo
    ignaro, arresta il passo sulla soglia.
    Nevica adesso, e ormai s'è fatto tardi...
    la parola soltanto gronda sangue.

    Segreta.

    Duro è amore come neve e gronda sangue la parola. Tutte le sensazioni, tutto il vivere intenso e il sentire è nel respiro, consumato dal tempo e dalla fatica di avvertire la presenza forte dell'altro che fa arrestare il tempo.
    Le cose d'amore sono molto complesse, producono ferite e tagli e, a volte, preferiscono vivere nel silenzio. Ma fanno vivere e arrestare il tempo

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  2. - Sembra che il tempo si sia fermato per far riflettere e dare spazio alla memoria collegata al presente. Molto incisiva. Grazie... Pino Soprano

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  3. che meraviglia!!!! ho i brividi. la rubo, la inserisco in fb nella paginetta dolcefollia di tati.cosi altre 400 persone la leggeranno.
    sei bravissima!!!!
    dal cuore, Tatiana

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  4. LEOPOLDO COSTABILE

    Parli d'amore, e dell'amore ne descrivi il passo. Le ansie peregrine lungo i bordi di un abisso, dove il fuoco alimenta un brivido di gelo. Un luogo che accomuna, in una sorte, il dolore e l'estasi, il pianto ed il trionfo, non già distinti in un gioco di alternanze, ma impregnati ognuno del sapore avverso.
    E più si sparge la neve dell'oblio, come esito fatale di un dispendio di passione, più si arroventa quel desio frustrato che sempre impegna il sogno ad una sfida: come quello inscritto nello sguardo del cieco.."che non muta"

    E' una bella poesia. Sobria ed essenziale sul piano lessicale, elegante e ben dipanata nella metrica, sapientemente governata nel ritmo, lievemente amara nella rassegna (e nella evocazione) dei suoi contenuti, che hai preferito (mi pare) non affrontare nella loro drammaticità e nella loro asprezza.

    Mi complimento con Te, Daniela; e ringrazio Gloria

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  5. Cosa rende la poesia di Daniela irruentemente squilibrata ? il suo essere assorbita dalla voragine della parola...quasi a scindere la terra e il cielo...quasi a voler immedesimarsi nel " tutto" Si squilibratamente eccelsa. Aldilà di ogni facile tran tran parolesco...muove i suoi passi su candida ispirazione e mi lascia perplesso....si puo' con la poesia rappresentare la " congiunzione tra due stelle " ? ....in questo Daniela è riuscita...a creare un cocktail di emozioni che rasentano le autostrade del quotidiano per portarti sino al tunnel dell'invisibile fusione. Da incorniciare nella mia memoria come un cimelo, un segno della viva e splendida poesia.

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  6. Resta l'eco di un silenzio denso.
    Uno struggimento duro si installa dentro e duole.
    Suggestiva e piena, una poesia da rileggere.
    Per trovarci dentro, ogni volta, parole nuove.
    Alessandra Fanti

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Da notare con attemzione l'immagine concept dell'artista Limoncelli , che esprime molto sul mondo interno e le galassie...Effetto straordinario di nascita di un mondo e pulviscoli creaturali,forse, raccolti in un altro

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  9. Antonio Lanza ha detto...
    ..io ti ho nascosto ormai tra mille angoli
    e nevica con un silenzio che assassina....
    .... Conta solo il respiro, mentre il tempo
    ignaro, arresta il passo sulla soglia
    Pennellate a tinte forte che rapparenetano bene un amore sempre presente anche se disperso in mille angoli, che direi i vari momenti della vita vissuta intensamente e questo amore si rivive in milla angoli, con una dolce malinconia e la spietatezza del tempo nevoso che lascia tutto sulla soglia, fuori dal luogo di mille ricordi. Anima inquieta, ma un fluire dolce, emozioni comuni e condivise. Complimenti per la tua bravura e che bella simbiosi con la foto.

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  10. “Parli d’amore”, scrive Leopoldo nel suo bel commento alla tua poesia, Daniela, un amore, nella mia lettura, disegnato con tenerezza e con pietà, con realismo disperante e crudeltà che sfuma e scompare negli occhi di un cieco, in quella sola dimensione, muta e altra, del sogno, unico immutabile attimo rappreso in un respiro della vita.
    C’è, nella prima parte della poesia, nelle due strofe iniziali, quasi una speranza: che possa accadere il darsi ancora, che avviene in quella resa di sé che consente ritorno (arrenditi… scivola), più consapevoli (…ricorda) anche di quanto di oscuro conservi in sé l’animo (…come serpe).
    Il ricordo contiene, però, oramai il solo disfacimento di quel che è stato, né si sente più il digrignar dei denti dei cani che hanno azzannato, perché, definitivamente e irrevocabilmente, l’ombra sul mondo non consente oramai che un sogno, fermo nel tempo, nascosto.

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  11. E’ innegabile la purezza, l’equilibrio e la musicalità di questi versi pur nella loro sincerità e concretezza di forma e contenuto. Su quest’ultimo mi soffermerei perchè toccante e appassionato tanto da restare inciso nell’animo del lettore.
    Partiamo dalla chiusa. La parola è uno strumento espressivo importantissimo, duttile, efficace, rivelatore dei moti più intimi.
    Qui è talmente vera da grondare sangue.
    Nei primi versi è da rilevare la potenza dell’ossimoro; “ Arrenditi” si dice a un tu immaginario, “fra le mie braccia fragili”, dunque si intima un comando ma si ammette contemporaneamente la propria fragilità; segue poi una personificazione bellissima, “il silenzio nevica e assassina”.
    Si chiede assoluzione, perdono per l’inutilità delle proprie ambizioni, per la vanità dei propri desideri e per il crollo in certi abissi, gli alti e bassi che tutti ci ritroviamo a vivere. Ora c’è silenzio intorno ma occhi e pensieri sono rivolti al sogno, all’infinito, lo stesso che i ciechi possono solo immaginare, quello che cerchiamo di trattenere con tutte le nostre forze mentre il tempo,ignaro, continua la sua corsa.
    Tra le dita sembra che sia rimasto poco, dell’amore è rimasta solo la componente istintuale ormai divenuta “cibo per i cani”, che trattiene ancora alle cose terrene, ai limiti. Ma se la parola “gronda sangue”, non si deve temere di restare incatenati ai limiti, perché diviene il mezzo, il tramite che va oltre le cose terrene, raggiungendo un’universalità per la quale vale la pena vivere. In questa poesia infatti avviene il superamento di quella dimensione intimistica a cui molti si fermano: infatti partendo da una situazione contingente si giunge ad una onesta, palpabile comunicazione con il fruitore, ad un vero e proprio rapporto che la scrivente cerca con l’altro da sé, un rapporto fatto di empatia, di immedesimazione, di correlativi oggettivi e che fa la differenza rispetto ad altre liriche, perchè risulta più convincente.

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  12. Siete meravigliosi. Avevo già postato un commento ieri per ringraziare tutti della sensibilità e dell'empatia con cui mi avete letta, sviscerandomi nell'intimo, ma è sparito.
    Fa uno strano effetto pensare di "esserti nascosta" fra i versi e notare quanto la poesia è in grado di comunicare, di suggerire, di condividere. L'ossimoro, in effetti, fa parte di me da sempre, eppure nella mia poesia diventa quasi un tentativo - spontaneo e quasi inconscio - di conciliare gli opposti in un caos "armonico", che poi è il mio modo di vivere... I vostri commenti sono preziosissimi spunti di riflessione e motivo di grande gioia. Vi ringrazio con tutto il cuore.
    *danj

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Grazie a tutti per la cura e l'attenzione nella lettura della slendida poesia di Danj.
    Un grazie particolare a Deborah, che ha analizzato con estrema precisione la lirica, nei particolari, mella tecnina e nelle idee.L'amore per la poesia di Deborah si va sempre più approfondendo, tanto da esprimere con chiarezza anche la poetica degli altri.Il commento di Leo è stato poi ,come sempre colto e raffinato. Ma tutti tutti, avete espresso le vostre sensazioni e partecipato con passione e attenzione.
    D'altronde la poesia di Danj è talmente densa, scava talmente dentro, che non si può non partecipare con passione e entusiasmo ai suoi versi mirabili

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